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MAGNUM CRIMEN

Cronologia dei 78 giorni dei bombardamenti NATO
sulla Repubblica Federale di Jugoslavia



Da "Ratni dnevnik" (Diario bellico), 24 marzo - 10 giugno
Edizione straordinaria del quotidiano Borba, Belgrado 1999
Compilata da Ankica Nenova

Traduzione di Ivan per il CNJ
pubblicato in opuscolo nel giugno 2005 per le edizioni G.A.MA.DI.
Per contatti:
gamadilavoce @ aliceposta.it



Dalla prefazione del traduttore:

Soffermandomi qualche momento sulla cronologia di questi tragici eventi, mi torna in mente la scritta sulla colonna di marmo, posta nella valle di Kosovo Polje, che ricorda la storica battaglia dei Serbi contro gli Ottomani, svoltasi il 28 giugno 1389, giorno di S. Vito (Vidovdan), la cui ricorrenza cade proprio tra una decina di giorni. La scritta invita a meditare, pressappoco con queste parole:
"Uomo, chiunque tu sia, straniero o di queste parti, quando arrivi in questa Valle dei Merli (Kosovo Polje), vedrai dappertutto un'immensità di ossa di morti, e tra di esse avvisterai un essere di pietra."
Sarà ancora lì, in piedi, quella pietra?
Parafrasando questa scritta invito anche te, lettore, ad un momento di riflessione, per comprendere la tragicità dei fatti e la vigliaccheria dei 20 paesi, tra i più industrializzati, contro la piccola Jugoslavia (Serbia e Montenegro)!
Ricordalo a Massimo D'Alema e ai componenti del suo ex governo:
"I bambini assassinati, quelli no! Non ve li perdoniamo!"
Ivan Pavicevac per il CNJ


78 GIORNI DI AGGRESSIONE, DAL 24 MARZO AL 10 GIUGNO 1999

Il 24 marzo 1999, alle ore 20.00,

inizia l’aggressione NATO alla Repubblica Federativa di Jugoslavia.

Durante le tre ore di bombardamenti, gli aerei NATO colpivano circa 40 obiettivi su tutto il paese: 5 aeroporti, 5 caserme, diversi centri di comunicazione, alcuni posti di comando, magazzini, le unità militari e due obiettivi industriali.

25 marzo

Vengono colpite le caserme sul Kosmet (Abbreviazione di Kosovo e Metohija, la vera denominazione della Regione. N.d.t.).

La NATO bombardava le città di Nis, Kraljevo, (dintorni dell’aeroporto di Ladjevci), i dintorni di Leskovac. A Bukulji è stato distrutto il Centro di telecomunicazioni e il trasmettitore RTV della Sumadija.

E stata colpita la fabbrica di aerei "Lola Utva" a Pancevo.

E stata colpita anche Gracanica (Il monastero medievale nel Kosmet, N.d.t.).

(In questa data le unità militari jugoslave hanno abbattuto, tra Podujevo e Pristina, un’aereo NATO e più di 15 missili telecomandati).

26 marzo

Vengono usate dalla NATO le armi non convenzionali (bombe all’uranio impoverito, N.d.t.).

(Le unità dell’Esercito jugoslavo durante i bombardamenti della NATO, abbattono 2 aerei nemici, sopra la montagna di Maljen.
La contraerea dell’Esercito jugoslavo abbatte altri 2 aerei NATO. Uno di essi è l' F-117, cosiddetto "Falcone notturno".)

27 marzo

Notte d’inferno per Belgrado. Missili mortali sono stati lanciati sui sobborghi di Rakovica, Batajnica, Lipovicka Suma, Sremcica, Jakovo, Lasce, Rusanj, Bubanj Potok, Zuce, Beli Potok, Majdan, Zarkovo e Zeleznik.

Per la terza volta è stata bombardata la fabbrica aerei "Lola Utva" a Pancevo.

(Sempre più volontari nelle file dell’Esercito jugoslavo)

28 marzo

È stata colpita la fabbrica "Sloboda" di Cacak. La fabbrica di cucine elettriche e di aspirapolveri è stata praticamente distrutta.

Nell’attacco all’aeroporto di Nis, per la prima volta è stato adoperato materiale bellico a detonazione (?), mentre, tra le ore 20 e 22, l’aviazione NATO effettua il più forte bombardamento sul territorio di Pristina.

29 marzo

La NATO bombarda diverse cittadine nel Kosmet. A Pristina le bombe e i missili telecomandati colpiscono l’edificio del Comando di Polizia, il Policlinico di Stomatologìa e persino l’edificio amministrativo della Croce rossa.

(Il comandante della contraerea, Spasoje Smiljanic, alla conferenza stampa, ha detto che le unità della contraerea hanno abbattuto 7 aerei nemici, tre elicotteri e 30 missili telecomandati.)

30 marzo

Alle ore 4,10 viene di nuovo colpita la fabbrica "Sloboda" di Cacak, mentre alle 4,30 vengono colpiti obiettivi a Batajnica. Alcuni missili hanno colpito un vasto territorio a Novi Sad.

31 marzo

Forti detonazioni hanno svegliato molti belgradesi - veniva colpita la periferia di Belgrado.

Notte insonne anche per i cittadini di Pristina. Per la prima volta viene colpita la città di Pec.

1 aprile

L’obiettivo degli aggressori è stato il Patriarcato ortodosso di Pec, uno dei principali luoghi sacri per i serbi e montenegrini. (Patrimonio culturale, N.d.t.)

Non c’è più il popolare ponte Varadin che collegava, tra le due sponde del Danubio, Novi Sad con Petrovaradin.

(Le unità jugoslave hanno abbattuto, sopra il monte Tara, un aereo NATO e due elicotteri. impegnando circa 50 appartenenti alle unità speciali per la salvezza dei piloti abbattuti).

2 aprile

Con le bombe a grappolo, la NATO colpisce i civili del villaggio di Nogavac, vicino ad Orahovac e i villaggi serbi nelle vicinanze dell’ aeroporto Slatina.

Un carico devastatore è stato lanciato sulle città di Prizren, Pec, Lipljan, Klina. È stata distrutta la caserma "1300 caporali" a Vranje.

3 aprile

Brucia la capitale. All’una di notte sono stati colpiti gli edifici del Segretariato degli interni, federale e repubblicano.

Novi Sad è rimasta senza un altro ponte, "Sloboda" (Libertà) che collegava la città col sobborgo di Sremska Kamenica (dove si trova il "Villaggio S.O.S." per bambini rimasti senza genitori, N.d.t.). In questa occasione sono rimaste ferite 7 persone.

(Per la prima volta dall’inizio dell’aggressione non viene bombardata Pristina e dintorni).

4 aprile

Nel nuovo attacco della NATO alla capitale è stata distrutta la Centrale termica per il riscaldamento di Nuova Belgrado. Un operaio addetto alla sicurezza è rimasto ucciso. La stessa sera è stato colpito l’Ospedale presso l’Accademia militare di medicina.

Per la terza volta è stata colpita la "Sloboda" di Cacak (Sarà perché Sloboda significa Libertà? N.d.t.). 7 persone sono rimaste ferite.

Bersaglio è stata anche la Raffineria di gasolio di Pancevo. In questo attacco sono rimaste ferite 4 persone, mentre 2 sono morte.

5 aprile

Nel bombardamento della cittadina rurale (multietnica, N.d.t.) di Aleksinac sono state uccise almeno 12 persone, mentre decine e decine sono stati i feriti.
("I vigliacchi bombardano di notte", sono state le parole di un adolescente. L’avevamo incontrato davanti alle macerie della casa del suo amico, 2 giorni dopo il bombardamento, mentre ancora disseppellivano i morti dalle loro case distrutte, N.d.t.).

Gli aerei NATO bombardano i dintorni di Vranje. Sono rimaste uccise 2 persone e ferite 23.

L’armata NATO bombarda il centro di Zemun e distrugge la Fabbrica tabacchi di Nis (una delle più moderne in Europa. Annesso al complesso era anche un asilo nido. N.d.t.).

6 aprile

Le bombe cadono su Vranje, nella periferia di Kursumlija e Prokuplje, mentre vengono danneggiati i ponti sulla Toplica; bombe sulla strada nazionale vicino Kursumlija e sulla linea ferroviaria Nis – Kosovo Polje. Per la prima volta dall’inizio dell’aggressione gli obiettivi sono stati nella Serbia centrale.

Alle ore 4,35 un missile telecomandato colpisce la trasmittente TV su Crni Vrh.

7 aprile

Giorno di lutto nel Pomoravlje di Aleksinac.

Le forze NATO continuano gli attacchi ad obiettivi nella vasta zona di Belgrado, a Pristina, Novi Sad, Nis, Sombor, Pancevo, Cacak, Lucani, Kraljevo, Bor, e nel territorio della regione di Srem.

8 aprile

Bombardata la stazione satellitare a Ivanjica e la zona industriale di Nis. Alle ore 23,07 viene distrutto completamente il quartiere Sljaka di Nis. È morta una persona, mentre ne sono state ferite 11.

È stato distrutto il palazzo del Consiglio esecutivo di Novi Sad. Per la prima volta è stato bombardato il villaggio di Bujanovac. (Vi ricordate l'abbattimento dell'"invisibile"? N.d.t.).

9 aprile

Viene colpita da 6 missili la fabbrica automobili "Zastava" di Kragujevac. Sono rimasti feriti 124 operai (che la presidiavano).

Brucia il deposito carburanti della "Jugopetrol" a Smederevo.

Verso le 23,30 viene bombardata una vasta area di Batajnica, mentre, soltanto una decina di minuti dopo, si odono le detonazioni nella regione di Pancevo.

10 aprile

È bersagliato il ripetitore sulla montagna di Goles.

Per la prima volta è stato bombardato il Kosovo Polje (Piana della storica battaglia del giorno di S.Vito, N.d.t.).

È stata bombardata anche la regione della Raska, e cioè la parte tra Tutin, Sjenica e Novi Pazar.

(La contraerea jugoslava, nel cielo di Nis, abbatte un’aereo).

11 aprile

Il nemico non ha avuto pace nemmeno per la Pasqua ortodossa. ("L’assassino torna sempre sul luogo del delitto". Nell'aprile 1941 Belgrado è stata bombardata dai tedeschi; nell’aprile 1944, di nuovo pasqua ortodossa, Belgrado viene bombardata dai "nostri" alleati anglo-americani! Cinquant’anni dopo, INSIEME!, N.d.t.)

Nell’attacco missilistico al villaggio di Merdari sono state uccise 5 persone. Tra loro anche un neonato di questo villaggio serbo.

A ripetizione sono stati fatti bersaglio edifici civili nelle vicinanze di Pristina, Slatina, la strada Pristina – Podujevo, e il ripetitore sul monte Goles.

12 aprile

La NATO ha eseguito un altro sanguinoso crimine. Nella Gola di Grdelica è stato colpito il treno internazionale che stava viaggiando sulla linea Belgrado – Salonicco. Sono state uccise almeno 10 persone, mentre 16 sono state ferite.

Di nuovo bersaglio è stata la "Zastava" di Kragujevac. Sono rimasti feriti 36 operai.

Per la prima volta è stata bombardata la città di Krusevac. Un missile ha completamente distrutto la Centrale termica cittadina, mentre due missili sono caduti sull'industria di macchine e utensili "14 Ottobre".

13 aprile

Missili della NATO sono esplosi ad una trentina di metri dall’Ospedale militare (e Accademia) di Belgrado. Sono stati feriti 20 pazienti. E si sapeva che è un’ospedale!

È stata distrutta la stazione satellitare di Prilike vicino ad Ivanjac.

L’aviazione NATO ha distrutto il ponte sulla Rasina e per la prima volta è stata bombardata la città di Zajecar.

14 aprile

Gli aerei NATO hanno scaricato "il carico" mortale sulla colonna dei profughi albanesi sulla strada Djakovica – Prizren. Sono state uccise almeno 78 persone, mentre 39 sono rimaste gravemente ferite. (Vi ricordate la "famosa diretta" tra il pilota Charly Bravo sull’aereo F-16 e la sua base?!
Charly Bravo, qui è la mamma (l'"awacs"). Non sono dei trattori! Non sono dei civili quelli! C’è lo "zampino" dei serbi! Distruggi l’obiettivo! Charly Bravo alla mamma: Ma che devo distruggere? Delle semplici automobili, trattori? Ripeto non vedo nessun carro armato... La mamma a C. Bravo: È un obiettivo militare, un legittimo obiettivo militare. Distruggilo, ripeto distruggilo! Risponde C. Bravo: Ho capito. Sto lanciando...)

Per la prima volta viene bombardato Pirot.

Tra le 5,30 e le 6,00 viene bombardata la fabbrica "Krusik" a Valjevo, ed in questa occasione sono stati feriti due lavoratori.

Verso mezzanotte è stato danneggiato il ponte della ferrovia Belgrado – Bar vicino a Bistrica, tra Priboj e Prijepolje.

15 aprile

Il comando dell’Alleanza ammette di essere responsabile per il crimine commesso alla colonna dei profughi albanesi, sulla strada Djakovica – Prizren.

A Pancevo è stata colpita la fabbrica di Petrolchimica e il magazzino di carburante necessario per la produzione di azoto.

Gli aerei NATO colpiscono il ponte tra Smederevo e Kovin.

Quattro missili cadono su Danilovgrad.

16 aprile

Di nuovo attaccata la Raffineria di Pancevo.

L’aggressore NATO ripetutamente colpisce, con proiettili missilistici e bombe, obiettivi sul territorio di Kosovo e Metohija.

Con 4 proiettili missilistici viene colpita la città di Subotica.

Una bomba cade nelle immediate vicinanze del Campo profughi a Paracin.

17 aprile

Nell'attacco missilistico su Batajnica i criminali NATO hanno ucciso la bambina Milica Rakic di 3 anni.

(Verso le 12,40, sopra il territorio di Sjenica – Nova Varos e Prijepolje, la contraerea jugoslava abbatte un’aereo nemico.
Il comandante, generale Nebojsa Pavkovic, dichiara: soltanto la III Armata ha abbattuto 16 aerei, 5 elicotteri, 46 missili telecomandati e 4 aerei autocomandati).

(Per questo è stato costretto, dall’odierno governo Kostunica e con il presidente Tadic, a costituirsi al Tribunale della Del Ponte?! N.d.t.).

18 aprile

Con 11 proiettili è stato colpito il villaggio di abitazioni per il fine settimana "7 luglio" a Paracin, proprio nelle vicinanze del Campo profughi.

19 aprile

L’obiettivo degli aggressori è stata la stazione satellitare a Ivanjica e la zona industriale di Nis.

Alle 23,07 è stato completamente distrutto l’abitato Sljaka di Nis. Una persona è stata uccisa, mentre 11 persone sono gravemente o leggermente ferite.

È stato colpito l’edificio del Parlamento esecutivo regionale di Novi Sad, mentre per la prima volta viene bombardata Bujanovac. (A Bujanovac viene abbattuto l’aereo "invisibile", N.d.t.)

20 aprile

L'"armada" NATO verso le 14,30 bombarda il ponte ferroviario a Ostruznica, e dintorni di Belgrado.

È stata danneggiata l’ idrocentrale Bistrica, 5 operai sono stati feriti. Con 5 missili è stata distrutta la centrale "Jugoslavija" vicino a Ivanjica.

21 aprile

Nel bombardamento del campo profughi vicino Djakovica, sono morte 5 persone e ferite 22. Verso le ore 03,15 è stato centrato il Centro commerciale "Usce" (ex sede del PCJ) a Belgrado. Gli aerei NATO hanno colpito, nelle prime ore del mattino, il ripetitore RTV a Iriski Venac e la Raffineria di petrolio a Novi Sad.

22 aprile

Verso le ore 4 del mattino, l'aggressore NATO ha colpito la residenza del presidente della RF di Jugoslavia, Slobodan Milosevic, nella via Uzicka (A 200 metri dall'abitazione di Jovanka Broz, N.d.t.). Altri bersagli dei bombardamenti: di nuovo l'aeroporto a Batajnica, Novi Sad, Pristina e dintorni, Valjevo...

23 aprile

Nel bombardamento dell'edificio della RTV serba sono state uccise 16 persone e 18 sono state ferite. (Giornalisti e operatori.  È stato girato un lungometraggio sul fatto, con interviste a 16 sopravvissuti, più 16 giornalisti TV italiani. Titolo: "Sedícipersone". N.d.t.)

L'aggressore ha distrutto, inoltre, l'edificio della Posta a Uzice. Ci sono stati altri bombardamenti a Nis, Krusevac, Kraljevo, nelle vicinanze di Aleksinac, e al ponte Ostruznicki a Belgrado.

24 aprile

Cinque bambini sono morti e due sono rimasti gravemente feriti nell'esplosione di una bomba nel villaggio di Doganovic, a 15 km da Urosevac. Massiccio bombardamento di Nis. Su questa città sono stati lanciati 26 missili.

25 aprile

Un bambino è morto e cinque sono rimasti gravemente feriti nell'esplosione di una bomba a grappolo nel villaggio di Velika Dobrinja, comune di Lipljan.

26 aprile

I bombardieri NATO hanno distrutto anche l'ultimo ponte di Novi Sad rimasto. (Circola la barzeletta: "Novi Sad è l’unica città al mondo dove il fiume scorre sopra i ponti", N.d.t.)

(I familiari, gli amici e colleghi danno l'estremo saluto ai 6 operatori della RTV Srbija)

27 aprile

È stata bombardata la cittadina di Surdulica, nel sud della Serbia. Sono state uccise 16 persone di cui 12 bambini.

E stato di nuovo bombardato il Centro commerciale "Usce" a Belgrado (Ex sede del PCJ, N.d.t.).

28 aprile

Ancora una volta viene bombardato Topcider, quartiere belgradese. Nei bombardamenti viene colpito pesantemente l'Ospedale pediatrico e la Maternità KBC "Dott. Dragiscia Misovic" a Belgrado. Sono stati colpiti inoltre il nuovo ponte a Ostruznica, il ripetitore RTV a Krnjaci, e le riserve petrolifere "Jugopetrol" a Pozega.

29 aprile

È stata colpita la sede dello Stato Maggiore e il Ministero della Difesa a Belgrado. Sono state uccise 4 e ferite 38 persone. (A 300 – 400 m. dalla via si trovano varie ambasciate, tra cui anche quella USA, N.d.t.). Bersaglio erano gli edifici all'incrocio della via Marulic e Maksim Gorki e la via Vardarska sul Vracar.

Verso le ore 22,40, l'aviazione NATO ha distrutto la torre TV sul monte Avala, il palo dell'antenna a Borcija, ed le stazioni relay nel paese.

30 aprile

3 persone sono morte e 6 sono state ferite quando la NATO verso le ore 16,19 colpiva il ponte sul Lim nel sud-est del Montenegro.

Per la terza volta è stata colpita la stazione satellitare "Jugoslavija" a Prilike vicino ad Ivanjica.

È stato gravemente danneggiato il ponte sull'Uvac, vicino a Kokin Brod, sulla strada nazionale Uzice - Nova Varos - Bijelo Polje.

1 maggio

Verso le ore 13 gli aerei NATO hanno colpito, squartandolo, il pullman di "Nis Express" nelle vicinanze di Luzane. In questa occasione sono state uccise almeno 47 persone mentre 16 sono state ferite.

È stato distrutto il ponte che attraversava l'ansa del lago Lim. È stato colpito il ponte sulla strada nazionale Uzice - Prijepolje, poi il ponte a Mazaric tra Vladicin Han e Vranje.

2 maggio

La NATO nei bombardamenti ha usato un materiale speciale che ha provocato dei black-out sulla rete di alta tensione dell' EPS. Subito dopo le ore 22 è rimasta senza corrente elettrica la maggior parte della Serbia.

È stata di nuovo attaccata la ditta "Krusik".

(Nelle vicinanze di Sabac, una unità dell'Esercito jugoslavo ha abbattuto un aereo F-16)

3 maggio

Verso le 13,30 i proiettili degli aerei NATO, nel villaggio Savine Vode, sulla strada Pec - Rozije, hanno colpito l'autobus della linea Djakovica - Podgorica, uccidendo 17 persone e ferendone 43.

Dopo le ore 22, in due attacchi aerei è stato colpito l'edificio della RTV di Novi Sad.

A Belgrado sono stati bombardati i sobborghi di Batajnica, Rakovica, e il comune di Decani.

4 maggio

Le forze NATO bombardano Belgrado, Kraljevo, Vranje e Novi Sad.

3 missili hanno colpito la ditta "Krusik" a Valjevo e sono state uccise 2 persone.

I criminali hanno di nuovo colpito il villaggio di Ladjevci, vicino Kraljevo.

5 maggio

Verso le ore 14, sulla strada Dj. Jankovic - Pristina, vicino Urosevac, i missili colpiscono il convoglio umanitario dell'organizzazione "Medici del mondo", che da Salonicco trasportava strumenti chirurgici, medicinali e materiale sanitario per il Centro chirurgico a Pristina. Per fortuna nessuna delle tre persone è stata colpita.

Nell'attacco aereo al villaggio di Ponikve sono state ferite due donne anziane.

Sul ponte ferroviario, già danneggiato, vicino al villaggio di Tusic, sulla linea ferroviaria Raska - Kosovska Mitrovica, sono stati lanciati 4 missili che hanno fallito il bersaglio.

6 maggio

Alle ore 23,40 con due missili è stato abbattuto il ponte ferroviario a Vatin, vicino alla cittadina di Vrsac, sulla frontiera con la Romania.

Verso le ore 22,10 a Nis i missili colpiscono il deposito della Jugopetrol ed Energogas.

A Lipljan è stata colpita la casa della famiglia Antic - sono state ferite 4 persone. A Prahovo verso le ore 22,10 è stata colpita la struttura della Jugopetrol. Il guardiano è stato ferito.

Di nuovo sono stati colpiti Ladjevci e, per la 12-esima volta, Novi Sad.

7 maggio

La NATO ha scritto la pagina più sanguinosa del suo attacco contro la città di Nis.

Alle 11,30 sono state uccise almeno 12 persone, mentre una sessantina sono state ferite. Le bombe a grappolo cadevano sul mercato centrale e sulle abitazioni. È stato quasi completamente distrutto l'Istituto di Patologia.

Verso le 21,30 di nuovo sono stati colpiti i cavi di alta tensione dell'EPS. Belgrado e la Jugoslavia si trovano di nuovo nel buio.

8 maggio

La NATO ha colpito l'Ambasciata cinese e l'albergo "Jugoslavia". In questo bombardamento 4 persone sono morte e 7 ferite.

Con 6 missili sono stati colpiti gli edifici dello Stato maggiore e del Ministero degli Interni.

Seguono i bombardamenti di Paracin, dei dintorni di Kraljevo, di Novi Sad, Kragujevac e Nis, dove è stato colpito il Consolato greco.

Alle ore 22,30 è stato colpito l'edificio affari interni di Valjevo. È stata totalmente distrutta la Posta a Uzice e sono colpiti la radio e i ripetitori TV sul Kosmaj e sul Rudnik.

9 maggio

Continuano i bombardamenti su obiettivi civili intorno a Pristina e Nis.

10 maggio

È stata di nuovo colpita la zona industriale di Nis.

Alle 15,10 i missili hanno distrutto la zona industriale di Cacak. Sono morte 4 persone e ferite 13.

Verso le ore 13 l'obiettivo è stata la cittadina di Sjenica.

L'aggressore si è scatenato anche sulla ditta "Prva Iskra" a Baric, e per la prima volta è stata colpita la zona industriale agricola a Sombor (in Vojvodina).

Alle 23,15 è stato colpito il cavalcavia sull'autostrada Belgrado - Nis, nei pressi di Velika Plana.

11 maggio

È stato gravemente ferito il ministro dell'Industria del governo serbo, e vicepresidente dell'SPS, Dusko Matkovic, durante il bombardamento di "Jugopetrol" ed "Energogas" a Nis. Sono stati feriti un ispettore della Polizia e 3 giornalisti.

Per la prima volta sono stati bombardati i dintorni di Velika Plana.

Nel bombardamento della cittadina di Vladicin Han e del ponte che attraversa la Juzna Morava, sono stati feriti due studenti. (Uno dei tratti dell’autostrada "Unità e fratellanza", costruita col lavoro volontario delle brigate studentesche.  Qui vicino a Vladicin Han lavorò anche il sottoscritto. N.d.t.)

Missili lanciati nei paraggi di Lipljan uccidono 3 persone e ne feriscono 4.

È stato distrutto il ponte oltre il Lim a Murina.

12 maggio

Bombardamenti in continuazione sul territorio del Kosovo e Metohija.

Bombardata di nuovo Nis con bombe a "grappolo" - 14 persone sono state ferite.

13 maggio

Di nuovo Nis con bombe a "grappolo".

Verso le ore 22,50 con bombe a grafite è stata colpita la termocentrale "Kolubara". Senza elettricità sono rimasti Novi Sad, Nis, Sabac, Kostolac, Leskovac...

(In mattinata, sopra Klokot Banja, comune di Kosovska Vitina, è stato abbattuto un aereo senza pilota).

14 maggio

Nel corso di un furioso bombardamento nei pressi del villaggio di Korisa, vicino a Pec, è stata colpita una colonna di profughi albanesi che ritornavano alle loro case. 87 persone sono state uccise mentre 68 sono ferite gravemente. (Dovevano chiedere il permesso allo "zio Clark" per tornare?! N.d.t.)

Nel pomeriggio, per l'ennesima volta è stata colpita Avala (la collina, vicino Belgrado, dove si trova la tomba del Milite ignoto e l'antenna TV, N.d.t.) e Rakovica.

Con due missili, verso le ore 14 è stato colpito il ponte sull'autostrada vicino a Jagodina e nei bombardamenti sono state danneggiate a Cacak le fabbriche: "Cer", "Remontni zavod", "FAR", "Hidrogradnja".

15 maggio

Per la prima volta è stato bombardato il bacino minerario con le fonderie a Bor - una delle più grandi miniere di rame in Europa.

È stato bombardato il territorio di Smederevo, una vasta parte di Belgrado e la Fruska Gora (zona ecologica protetta, N.d.t.).

16 maggio

È stata bombardata la zona vicino a Prizren, Pristina, Pec (nel Kosmet), Kraljevo, Klina, Dragas...

(Nei cieli del Kosmet è stato abbattuto un aereo teleguidato).

18 maggio

Gli aerei NATO nelle ore serali con due missili colpiscono il deposito della "Jugopetrol" a Cukarica, Belgrado.

Di nuovo è fatta bersaglio la "Krusik", a Valjevo. Una persona è stata uccisa e 15 ferite.

Per la seconda volta è stato bombardato il ponte sulla Morava, vicino a Vladicin Han.

Non cessano i bombardamenti sul Kosmet.

19 maggio

Con bombe a grappolo viene bombardata la zona industriale di Gnjilane. Sono uccise 5 persone e ferite 6.

È stata colpita la Casa di correzione a Istok. Tre persone sono morte.

Alla fine della giornata, soltanto 5 minuti a mezzanotte, l'alleanza colpisce l'ospedale "Dr Dragisa Misovic" a Belgrado, uccidendo 3 persone ammalate ed un vigilante. Molte persone sono rimaste ferite.

20 maggio

Per tutta la notte è stata bombardata Batajnica, vicino a Belgrado.

È stato danneggiato il ponte sul Begej vicino a Banatski Dvor.

Per la seconda volta è stato attaccato il deposito della "Jugopetrol" a Cukarica (Belgrado) mentre viene colpita anche la residenza dell'ambasciatore svizzero. Obiettivi sono stati anche la Stazione meteorologica a Palic, la "Naftagas" a Sombor, il ripetitore della TV Serbia sul Cer.

21 maggio

Di nuovo è stata attaccata la Casa circondariale-correzionale "Dubrava" vicino a Istok. Sono state uccise almeno 19 persone mentre 20 sono rimaste ferite.

Nell'attacco al deposito di "Jugopetrol" a Smederevo, 7 persone sono ferite, ma ci sono state anche le prime vittime civili a Sombor. Una persona è morta, mentre due sono state ferite.

22 maggio

Verso le ore 2,30, i criminali hanno agito con le bombe a grafite contro l'alta tensione, colpendo gli impianti dell'energia elettrica EPS. Dell'attacco alla rete energetica hanno risentito i cittadini della capitale e grande parte della Repubblica.

Sulla regione del Kosmet in 24 ore sono stati sparati 100 missili.

23 maggio

Verso le ore 22 con proiettili pluridistruttivi sono state bombardate le aziende elettriche di Nis, Novi Sad, e vicino a Kostolac.

Gli aerei NATO hanno percorso ininterrottamente i cieli della regione del Kosmet.

(Sopra i cieli della regione del Kosmet, le unità dell'Esercito jugoslavo hanno abbattuto due "Thunderbolt 2-A10A" e l'aereo teleguidato "Hunter")

24 maggio

È stato reso noto che sotto i bombardamenti della C.C. (prigione) "Dubrava" 100 detenuti sono stati uccisi, mentre 200 persone sono state ferite, gravemente e meno gravemente.

Dopo 61 giorni di bombardamenti, per la prima volta è stata colpita l'azienda agricola nella cittadina di Crvenka (fabbrica di prodotti agricoli e conserve, N.d.t.).

Nel bombardamento dell'aeroporto di Ponikve due persone sono state ferite. È stato colpito anche l'acquedotto  di Sremska Mitrovica.

25 maggio

L'aggressore colpisce di nuovo Belgrado e l' elettrodotto a Boljevacka Suma, vicino Obrenovac.

Verso le ore 13 è stata colpita la trasmittente della TV Serbia e di Radio Jugoslavia vicino Obrenovac.

26 maggio

Nel bombardamento di Sabac muore una persona.

(È stato abbattuto un aereo tipo "Tornado" vicino al villaggio di Bozovac nel comune di Malo Crnjice).

27 maggio

Ancora una notte insonne a Belgrado.

A Ralja due bambini e una donna sono stati uccisi nel sonno.

È stata colpita la Rakovica-Belgrado. È stato danneggiato l'edificio della "Jugoimport" a Nuova Belgrado. A causa del bombardamento della stazione di trasformazione elettrica "Beograd 5" e "Beograd 8", la capitale e Novi Sad sono rimaste senza corrente elettrica.

Sulla regione del Kosmet sono stati lanciati 170 missili.

28 maggio

Sotto i bombardamenti di Aleksinac, cittadina rurale, iniziati 30 minuti dopo mezzanotte, (di nuovo!!), tre persone sono morte, mentre 10 sono rimaste gravemente ferite.

È stato colpito il ripetitore TV sul Crni Vrh e la trasmittente della RTV Srbije sul monte di Orlovac, vicino ad Uzice.

(La contraerea marina dell'E.J., verso le ore 9,15, vicino alle Bocche di Cattaro, ha abbattuto un aereo teleguidato).

29 maggio

Dalle ore 3,15 alle 3,40 è stato bombardato il centro della cittadina rurale Cuprija. 6 civili sono stati gravemente feriti e 10 meno gravemente.

Di nuovo è stato colpito il già danneggiato edificio della TV di Novi Sad.

Vengono colpiti anche la Radio e il ripetitore TV sul monte Kozarica, poi di nuovo sul monte Crni Vrh, sul monte Vucjak nel comune di Gora.

È stata colpita anche la Stazione radio di Kragujevac nelle vicinanze dell'Istituto cerealicolo.

30 maggio

Durante il bombardamento dell'Ospedale specializzato per la TBC, dell'ospizio per gli anziani e di due padiglioni del Centro per i profughi a Surdulica, sono state uccise 19 persone mentre 38 sono rimaste ferite.

È stato colpito anche il ponte di Varvarin, dove sono state uccise 11 persone ed almeno una quarantina ferite.

Sulla strada Prizren - Brezovica (in Kosmet) è stato attaccato un convoglio di giornalisti. È morto il conducente di una automobile.

Nel villaggio di Slavnjac vicino a Presevo sono state ferite 7 persone; dall'inizio dell'aggressione per la prima volta viene bombardata Sremska Kamenica.

31 maggio

Nei bombardamenti di Novi Pazar tra le ore 13 e 15,30 sono morte almeno 14 persone, mentre sono state ferite 35.

In questa data la città di Nis è rimasta senza elettricità. I missili hanno colpito gli stabilimenti di Elektroistok nella parte sud di Nis.

Sul Kosmet sono stati lanciati 110 missili, e, con una ferocia animalesca, sono stati colpiti i comuni di Belgrado, Zvezdara, e Ripanj.

1 giugno

È stato ucciso il generale colonnello Ljubisa Velickovic, vice Capo di Stato Maggiore, durante la visita alle truppe in prima linea di difesa. Il bersaglio è stata la postazione di guardia sulla frontiera verso l'Albania.

(L' artigleria antiaerea jugoslava, sul Kosmet, ha abbattuto un aereo e un velivolo teleguidato.)


2 giugno

Per la prima volta è stata colpita la cittadina di Kikinda. È stata colpita l'azienda agricola "Dobricevo" a 5 km da Cuprija, ed il trasmettitore TV di Kraljevo sul monte Borca è stato abbattuto alle ore 12,10.

La NATO ha bombardato pesantemente i villaggi verso la frontiera con l'Albania.

Per la prima volta è stato colpito il territorio del comune di Ljubovija, dove alle 12,10 l'obiettivo è stato il ripetitore RTS sul colle Memic.

3 giugno

L'aviazione NATO si è accanita su trasmittenti TV e radio ripetitori.

Sono state bombardate le cittadine di Kursumlija, Smederevo, Srbobran, Velika Plana...

(I deputati parlamentari dell'Assemblea serba hanno accolto il piano della Comunità internazionale per la soluzione in Kosmet. La pace è vicina.)

4 giugno

Le bombe stanno ancora cadendo sul Kosmet.

Sono stati colpiti con missili anche Batajnica, i dintorni di Novi Sad. Leskovac, Bogatici...

5 giugno

Non si rinuncia ai bombardamenti sul Kosmet. Nella giornata è stata pesantemente colpita la città di Prizren.

5 persone che lavoravano nel Centro sanitario di Prizren rimangono uccise.

Nell'attacco alla azienda agricola "AgroVrsac" una persona è gravemente ferita, mentre gli ultrasuoni hanno sfondato i cieli di Belgrado, Nis, Soko Banja, Svrljig, Jastrebac, Krusevac, Prokuplje e Pristina.

6 giugno

Sono state bombardate Djakovica, Suva Reka, Decani, Urosevac, Pristina, Bujanovac. L'ultrasuono ha sfondato Jagodina, Bor, Kragujevac, Leskovac, Aleksinac...

7 giugno

Continuano forti i bombardamenti sul Kosmet.

La NATO bombarda di nuovo la raffineria di Pancevo, Batajnica, dintorni di Kraljevo, l’azienda agricola "Dobricevo", e nell’attacco all’azienda alimentare "Eho hrana", vicino a Boljevci, 3 persone vengono uccise, mentre una decina di operai sono feriti.

8 giugno

Di nuovo è stata bombardata la raffineria di Novi Sad.

Nel quartiere di Sangaj una persona è stata uccisa, mentre 9 sono state gravemente o leggermente ferite.

Le bombe cadono ancora sul Kosmet.

9 giugno

Verso le ore 22, all’aeroporto sportivo di "Acitepe" vicino a Kumanovo, in Macedonia, viene firmato l'accordo tecnico-militare per una soluzione pacifica della crisi del Kosmet.

La guerra è finita.





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