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COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA - onlus

ITALIJANSKA KOORDINACIJA ZA JUGOSLAVIJU

rright10.gif (248
                            byte) iniziative

rright10.gif (248
                            byte) documentazione


Documento
Costitutivo

rright10.gif (248 byte) solidarietà

rright10.gif (248 byte) informazione

rright10.gif (248 byte) cultura

rright10.gif (248 byte) politica

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rright10.gif (248 byte) valori fondativi

 AMICIZIA E SOLIDARIETÀ

Bandiera del popolo rom
CON IL POPOLO ROM









Iniziative segnalate:

Per altre iniziative su Rom e Sinti si veda anche questo CALENDARIO:
http://pub16.bravenet.com/calendar/week.php?usernum=1361312037&y=2012&m=01&d=27


=> Milano, 7 aprile 2013
Giornata Internazionale del popolo Rom
(vedi anche la locandina con il programma)

=> Berlin, October 24, 2012
Memorial for Sinti and Roma murdered by the Nazis is unveiled
Monument for Sinti and Roma victims of Nazis highlights German government hypocrisy (WSWS - also via JUGOINFO)

=> Roma 16 ottobre 2012
PENSARE CONTRO-CAMPO...

MA LA MEMORIA DOVE STA? Lettera Aperta di CNJ-onlus all'Ass. 21 Luglio su Emma Bonino (10/2012)

=> Pisa 9 maggio 2012
ROM GENTI LIBERE. Serata d'incontro e musica con Santino Spinelli
(vedi anche l'evento Facebook)

=> Milano 8 marzo 2012
ROMNIA' E SINTE - Le donne 'zingare' tra pregiudizio e marginalità

=> Roma 4 marzo 2012
Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom

=> Brescia 26 gennaio -16 febbraio 2012
Rassegna cinematografica sulla storia e cultura di Rom e Sinti
brescia2012rom

=> Milano Magenta Arcore Usmate-Velate 25/1--3/2/2012
Iniziative sul Porrajmos in occasione della Giornata della Memoria

=> Firenze 27 gennaio 2012 - “Giorno della memoria”
Serata rom / presentazione del libro di
Adem Bejzak e Kristin Jenkins
UN NOMADISMO FORZATO
...di guerra in guerra... Racconti rom dal Kosovo all'Italia


=> Milano 27 gennaio 2012
- “Giorno della memoria”
"A forza di essere vento": musica, teatro e cultura Rom
evento facebook

=> Napoli 27 gennaio 2012 - “Giorno della memoria”
presentazione del libro di Marco Nieli
"A nuie ce dispiace sul’ p’ ’e zoccole"

Dieci anni di pogrom ed emergenze umanitarie tra i Rom di Napoli e della Campania  


=> Milano 14 novembre 2011
"Ho incontrato anche zingari felici" (Skupljaci perja)
Un film di Aleksandar Petrovic - Jugoslavia 1967

=> Torino 10-11/10/2011
Congresso AIZO. Il genocidio di rom e sinti e le nuove intolleranze

=> Milano 7/10/2011
Inaugurazione Museo del Viaggio "Fabrizio de Andrè"
Galleria fotografica
Scarica la locandina

=> Brescia, 10 marzo 2011, ore 20:30
presso la sede della Confederazione Cobas, in via Carolina Bevilacqua 9/11 (quartiere Fiumicello)
Spettacolo teatrale: “Rom Cabaret” di Dijana Pavlovic

=> Brescia, 27 gennaio 2011, ore 20:30
presso la sede della Confederazione Cobas, in via Carolina Bevilacqua 9/11 (quartiere Fiumicello)
“Porrajmos”: la cancellazione dei popoli Rom e Sinti
Dal genocidio hitleriano alle deportazioni dell'Europa di Sarkozy e Berlusconi
Relazioni introduttive di Dijana Pavlovic e Luigino Beltrami

=> Roma 7 ottobre 2010
I DIMENTICATI FRA I DIMENTICATI
(vedi anche su JUGOINFO)

=> Milano 30 settembre 2010
Incontro con Paul Polansky
(vedi anche su JUGOINFO)

=> Roma 4 settembre 2010
MANIFESTAZIONE NAZIONALE del popolo Rom

=> Rho 27 gennaio 2010
Presidio nella Giornata della Memoria
contro il razzismo ai danni del popolo Rom



=> Rho (Milano) 15-16 maggio 2009
XXII Convegno Nazionale A.I.Z.O.


=>
Besançon (France) 19 juin 2009
Dix ans nettoyage ethnique des Roms du Kosovo !
poster


=> 8 aprile 2009
per la Giornata internazionale del popolo Rom
iniziative in Piemonte
Casale Monferrato 2009



=>
Varallo (VC), dal 12 al 30 gennaio 2009
mostra Porrajmos: altre tracce sul sentiero per Auschwitz



=>
Stazzema (LU), 30 gennaio 2009
"A forza di essere vento"
In memoria dell'olocausto del popolo zingaro



=> Pisa, 23 gennaio 2009
"A forza di essere vento"
In memoria dell'olocausto del popolo zingaro



=> Varallo (VC), dal 12 al 30 gennaio 2009
mostra Porrajmos: altre tracce sul sentiero per Auschwitz
      
Varallo 2009


=> Roma, tutti i giovedi dalle 8 alle 14 - a partire dall'8 gennaio 2009:

Da:     romlavoro @ tiscali.it
Oggetto:     inaugurazione progetto "IntegraROMa" 18.12.2008
Data:     12 dicembre 2008 16:30:59 GMT+01:00

COOPERATIVA SOCIALE  “Romano Pijats”
COOP SOC  PHRALIPE’ – FRATERNITA’

in collaborazione con:

Municipio Roma IV
Opera Nomadi Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Sportello di segretariato sociale per l’avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti
Comune di Roma Dipartimento XIV - Deter. Dir. N. 1939 del 23.12.04
CESL - progetto bianca e bernie

invitano
alla
manifestazione culturale e esposizione artigianale dei Rom/Sinti del IV Municipio:

“IntegraROMa”
 
tutti i giovedì dalle ore 8.00 alle ore 14

Area Parcheggio Piazzale Ennio Flaiano
(zona Vigne Nuove - Porta di Roma)

TROVERAI:
- artigianato in rame, antiquariato, abiti usati, collezionismo, bigiotteria etc…
- esibizione del lavoro effettuato dai maestri ramai Rom,
- musica balcanica
- mostra storico – documentaria sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
- banchetti di libri e materiale informativo sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti

Come arrivarci:
Auto: Uscita Raccordo N. 10 proseguire per Vigne Nuove
Autobus: da Termini prendere autobus 36 scendere fermata VIGNE NUOVE/LUMIERE


SCARICA LA LOCANDINA (formato Word) - altre info



=> Pistoia, fino al 13 dicembre 2008

La figura dello zingaro nell'immaginario italiano
vedi spec. questo articolo


=> Roma 8/6, Milano 12-13-14/6/2008

SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO ROM,
NO ALLE POLITICHE RAZZISTE

il CNJ ONLUS aderisce e chiede, anche per i rom jugoslavi:
VRATITE NAM NAŠU ZEMLJU!
RESTITUITECI IL NOSTRO PAESE!


=> Asti 28 maggio 2005
XIX° CONVEGNO NAZIONALE A.I.Z.O.
Associazione Italiana Zingari Oggi



=> Milano 23 marzo 2005


Porraimos e Samudaripen - Genocidio e divoramento
L'Olocausto ed il popolo Rom
Serata di autofinanziamento per microprogetti in Serbia




Italia - continuano i pogrom contro i rom:



Per seguire gli aggiornamenti consigliamo la Rassegna immigrazione, asilo e razzismo dell'ARCI


agosto 2012:
"Sono Rom, ma non ladra di bambini. La mia verità sui roghi di Ponticelli". Angelica libera 4 anni dopo (14/08/2012 - Il Mattino)

Su altri pogrom contro i Rom a Ponticelli, di matrice camorristica, si veda la notizia recente (10 luglio 2012):
Clan Casella-Circone bruciò un campo rom per odio razziale [nel 2012]: 18 arresti
Video: Napoli, rogo al campo nomadi: arrestati 18 presunti camorristi
maggio 2012:


gennaio 2010:


dicembre 2009:

Una lettera-appello di Elisabetta Vivaldi (pubblicata su http://www.sivola.net/)
contro la persecuzione giudiziaria di Angelika
, ingiustamente accusata del falso rapimento della bimba di Ponticelli (NA)
corredata dalle seguenti ottime FONTI:
Carmosino G., “Ponticelli Colpevole di Essere Rom in Clandestino” L’Espresso online 30/11/2009 http://clandestino.carta.org/2009/11/27/ponticelli-colpevole-di-essere-rom/
Comitato Spazio Pubblico di Napoli “Giù La Maschera: cosa c’è dietro sgomberi e caccia ai Rom di  Ponticelli” http://www.osservazione.org/comunicatistampa/gi%F9%20la%20maschera.pdf
EveryoneGroup “Caso Angelica V.: interrogazione parlamentare dei Radicali” 01/12/2009 http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2009/12/1_Caso_Angelica_V.__interrogazione_parlamentare_dei_Radicali.html
EveryoneGroup “Report on the situation of the Roma people in Italy” 22/11/2008 http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/11/22_Report_on_the_situation_of_the_Roma_people_in_Italy.html
EveryoneGroup “Anti-gypsy sentiments out of control in Italy. The truth about the kidnapping in Naples” 18/05/2008 http://www.everyonegroup.com/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Anti-gypsy_sentiments_out_of_control_in_Italy._The_truth_about_the_kidnapping_in_Naples.html
Fittipaldi E., “Rom vuol dire criminale” L’Espresso 30/11/2009 http://espresso.repubblica.it/dettaglio/rom-vuol-dire-criminale/2115931&ref=hpsp
Fittipaldi E., “Et Voila: La razza nella sentenza” L’Espresso blog http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/30/et-voila-la-razza-nella-sentenza/ 
Italia dall’Estero http://italiadallestero.info/archives/3602 
Mohacsi V. (MEP), European Parliament 20/05/2008 http://www.youtube.com/watch?gl=DE&hl=de&v=EOrfa1Np1lI
Mora M., “REPORTAJE: XENOFOBIA EN ITALIA. Condenada a ser condenada” http://www.elpais.com/articulo/reportajes/Condenada/ser/condenada/elpepusocdmg/20090201elpdmgrep_1/Tes 
MundiRomani “Lashi Vita” part I http://www.mundiromani.com/roma_woman/?film[film][keyvalue]=42#film 
MundiRomani “Lashi Vita” part II http://www.mundiromani.com/roma_woman/?film[film][keyvalue]=38#film
OSCE Human rights body concerned about anti-Roma violence in Italy, Press Release 16/05/2008 http://www.osce.org/item/31147.html 
Pizzuti D., “I vespri napoletani di Ponticelli” 17/05/2008 http://www.osservazione.org/pizzuti.htm
Ranaldi G., “Angelica” 30/11/2009 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3481
Sigona N., “L’ultimo nemico pubblico: I rom Romeni” http://www.osservazione.org/emergenzaromromeni.htm
Soccorso Legale Napoli “Processi Brevi e Processi Sommari”, Comunicato Stampa 25/11/2009 in Osservazione http://www.osservazione.org/napoli_angelika.htm 
Soccorso Legale Comunicato 13/01/2009 http://www.osservazione.org/documenti/condanna_soccorsolegale.pdf 
Sucardrom Blog, “Nisida Nisida così vicina così lontana” 16/05/2008 http://sucardrom.blogspot.com/2008/05/nisida-nisida-cos-vicina-cos-lontana.html 
Sucardrom Blog, “Nisida Nisida così vicina così lontana” 23/03/2009 http://sucardrom.blogspot.com/2009/03/nisida-nisida-cosi-lontana-cosi-vicina.html
Sucardrom Blog, “Angelica ed il coraggio del dubbio” 30/03/2009 http://sucardrom.blogspot.com/2009/03/angelica-ed-il-coraggio-del-dubbio.html
Sucardrom Blog ,“Un giorno da dimenticare” 11/05/09 http://sucardrom.blogspot.com/2009/05/un-giorno-da-dimenticare.html
Vivaldi E., “Il Vento dell’Intolleranza” http://www.gfbv.it/3dossier/sinti-rom/vivaldi-it.html
Zoppoli G., “Dietro i roghi di Ponticelli la speculazione urbanistica'' http://www.osservazione.org/napoli_ponticelli.htm


febbraio 2009:

preziosa documentazione raccolta dalla equipe di Riccardo Iacona per il programma Presa Diretta:

Caccia agli zingari (in onda domenica 22 febbraio 2009 alle 21.30, Durata: 01h 35' 16'')
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4a7c8533-7b4a-43c1-882e-b430d6cabfe1.html?p=0

Documentary on Roma and Sinti in Italy
24/02/2009 - The Italian state-owned channel RAI3 broadcasted a documentary on the current situation of Roma and Sinti in Italy. The documentary investigates not only recent episodes of intollerance and racism, but also makes some more general points on the political use of the 'Gypsy issue' and on nomad camps and social marginalization of these communities.

La puntata inizia con lo sgombero di un campo nomadi del popoloso e centrale quartiere Testaccio di Roma, seguito da Cinzia Torriglia. Sono i Rom di Testaccio, Sinti italiani da più generazioni costretti a lasciare il luogo dove in molti hanno socializzato e costruito abitudini, dove si sono sposati e dove i figli sono andati poi a scuola. Con continui spostamenti sono stati trasferiti sempre più lontano dal centro di Roma e costretti a sopravvivere nelle periferie metropolitane prive di servizi essenziali e a fronteggiare l’ostilità crescente degli abitanti.
Riccardo Iacona torna su una vicenda che ha suscitato clamore e polemiche ovvero la costruzione di un insediamento abitativo a Mestre  per un gruppo di Sinti italiani deciso dal sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Contro il progetto si sono schierati dei comitati di cittadini.
Il nostro viaggio prosegue con Vincenzo Guerrizio che è andato in Spagna per raccontare una convivenza possibile e documentare le politiche di integrazione per i rom attuate dal governo Zapatero.
Della controversa vicenda di Ponticelli e del presunto rapimento di una neonata da parte di una giovane rom si occupa Silvia Luzi mostrandoci testimonianze e mettendo in evidenza molte incongruenze.
Infine ci saranno anche le testimonianze raccolte da Silvia Pizzetti di tre ragazze rom che hanno raccontato la dura vita a cui sono state sottoposte nel campo fin da piccole.


luglio 2008:

giugno 2008:

Comunità serba di Milano: Lettera di solidarietà con Rom e Sinti (giugno 2008)

Roma 8/6 e Milano 12-13-14/6/2008
SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO ROM, NO ALLE POLITICHE RAZZISTE
Il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia aderisce e partecipa alle manifestazioni:
leggi il comunicato di adesione - scarica il comunicato di CNJ ONLUS in "formato volantino" (PDF)

foto e video dalle manifestazioni

maggio 2008:

Il caso di Angelica, ragazza Rom accusata del tentato rapimento di una bambina di sei mesi avvenuto a Napoli, nel quartiere Ponticelli, è una montatura
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o11920

Stop to anti-Roma violence in Italy! (European Network Against Racism - ENAR)
http://www.enar-eu.org/Page_Generale.asp?DocID=15296&langue=EN
http://cms.horus.be/files/99935/MediaArchive/pdfpress/2008-05-19%20anti-Roma%20events%20Italy.pdf
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6042


ARCI - COMUNICATO STAMPA:
Il Governo ritiri il c.d. Pacchetto sicurezza e apra un confronto con le parti sociali

Il nazista Romagnoli: "creare uno Stato Rom in Europa Orientale"

Militarizzazione, demagogia e razzismo di Stato: il governo Berlusconi si è presentato al paese (Rete dei Comunisti)

IBRA, “LO ZINGARO” / Razzismo Rom: tifosi minacciano Pirlo , Ibrahimovic e Mihajlovic

«Ladri di bambini». Lo stereotipo senza prove che perseguita i rom (Il Manifesto)

Bologna 16 maggio - 21 giugno: L’estraneo fra noi. La figura dello zingaro nell’immaginario italiano

I media stranieri: "Italia razzista"


Allarme razzismo. Un altro rapimento-montatura
(sul caso di Catania - 20 maggio 2008)


Dossier di Contropiano: Migranti, dogma sicurezza, razzismo di stato.
Militarizzazione, demagogia e razzismo di Stato (Rete dei Comunisti)
Stranieri e illegalità nell’Italia criminogena (Vincenzo Ruggero)
Il Sud e la paranoia repressiva, ovvero la perpetua emergenza (Adalgiso Amandola)
La città, lo spazio pubblico e la paura dell’altro:tendenze anti-urbane fra Stati Uniti e Europa (Roberta Marzorati)
Napoli e le sue banlieues. Un esempio di semi-cittadinanza delle "popolazioni interne" (Antonello Petrillo)
L'ossessione della sicurezza partorisce mostri (Contropiano)
Il mito perverso della sicurezza e la nuova dimensione della politica nella metropoli imperialista (Michele Franco)
Un interessante iniziativa territoriale del CSA Vittoria a Milano contro la logica della "sicurezza"


Il quotidiano razzismo dei quotidiani italiani


Italia, i media fomentano pogrom contro i rom

Non è il caso di qualche "ebreo sanguinario uso sacrificare bimbi cristiani", come si diceva nel Medioevo, ne' la storia di qualche donna bruciata sul rogo a furor di popolo con l'accusa, urlata e indimostrabile, di "stregoneria". Non sono i serbi kosovari accusati ad arte di avere affogato tre bimbi albanesi - come recitava la falsa notizia fatta circolare in Kosovo nel 2004 allo scopo di dare l'avvio a violenze indiscriminate contro i cittadini non-albanofoni.
Stavolta si tratta di rom. Sono gli ultimi della scala sociale, quelli che non hanno diritto di replica, quelli che rischiano più di qualsiasi altro gruppo, esclusi, isolati e perdenti in partenza, da secoli. Ci vuole una vigliaccheria tutta speciale, tutta nostrana, per additare nei rom come gruppo sociale indistinto il "nemico del popolo", per individuare e "rappresentare" nei rom il capro espiatorio di tutte le insicurezze e i disagi generati in noi da questa ripugnante società in cui viviamo.
La voce che viene amplificata all'inverosimile è che "i rom sono usi rapire i bambini"; è una voce che circola da decenni o forse da secoli, benchè - come fa notare l'Opera Nomadi, "in tutta la giurisprudenza non esiste un solo caso di rom che abbiano rubato bambini". Eppure, grazie alla campagna di odio razziale e razzista fomentata dai mass-media su istigazione di politici senza scrupoli, la voce è sempre più sonora ed insistente. Il nuovo "caso" è successo a Napoli l'altroieri, e già i pogrom si sono scatenati: schiaffi e pugni contro la rom che teneva in braccio un bambino non suo, e poi bombe molotov contro i campi rom, tanto sono rom, come vuoi che si difendano? Come vuoi che rispondano?


Già l'anno scorso (2007) una rom rumena era stata malmenata per avere accarezzato un bambino. Su quel caso si veda:

Presunzione di colpevolezza per la rumena presunta rapitrice di bimbo
di G. Carotenuto, al sito: http://www.gennarocarotenuto.it
oppure qui: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/5584

Bimbo sequestrato da rom, "caso di psicosi"
Il gip scarcera la donna romena accusata di aver tentato di sequestrare il piccolo di tre anni. L'unica testimone ha ritrattato.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/31/rom_palermo.shtml

Palermo: Romena Accusata Tentato Sequestro Bimbo, Mi Hanno Picchiato In Carcere
http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20070801/tit-palermo-romena-accusata-tentato-sequ-afde0ec_1.html

La guerra, il razzismo, le false notizie e il diritto all’ignoranza
di G. Carotenuto, al sito: http://www.gennarocarotenuto.it
oppure qui: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/5588





RICORDO DI ZENA HUSEJNOVIĆ

(scritto da Piera Tacchino)

Ieri [8 novembre 2010] è morta la signora Zena Husejnović. L’avevo incontrata, per un’intervista, lo scorso mese di maggio.

La dottoressa Carla Osella poneva le domande e io filmavo. Raccoglievamo le testimonianze sulle persecuzioni subite dal popolo rom nella Seconda Guerra Mondiale.

Zena era molto bella, minuta, elegante, raffinata in modo innato, anche se viveva miseramente in un campo nomadi alla periferia di Torino.

Ecco il suo racconto. “Sono nata tanti anni fa in Bosnia, Jugoslavia. Quando c’era la guerra gettavano le bombe dagli aerei; noi ci nascondevamo nei canali. Sono stata a Jasenovac (1): sette anni, la Sava, il campo e noi.

I bambini piangevano per la fame e per la sete e mia mamma piangeva perché non aveva nulla da darci. Poi vennero i cetnizi (2), presero i prigionieri politici, li gettarono nei fossi e li uccisero.

I bambini piangevano perché vedevano uccidere i loro genitori.

I gagi ci picchiavano, tagliavano i seni alle donne e vi infilavano dentro le mani, poi legavano le mani e buttavano quelle donne nell’acqua. A me non hanno fatto nulla perché ero piccola, noi ci nascondevamo”.

Zena ha rilasciato la sua intervista in lingua romanì. Una frase è rivolta a me e, anche se non riguarda direttamente quelle persecuzioni, abbiamo voluto conservarla durante il doppiaggio:

“Oh, quando mi ricordo, prenderei questa signora che ho davanti e la picchierei”.

Anche io mentre filmavo Zena mi chiedevo come mai non mi cacciasse. Dopo un’infanzia atroce, si trovava ancora emarginata, al termine della vita, sola con la sua tristezza senza che noi gagi l’avessimo accolta nelle nostre città.

Il video è stato visto da molti giovani, profondamente colpiti da questa testimonianza e spero che molti altri lo vedano. (*)

Grazie, Zena.


NOTE

(*) Il video fa parte degli atti del convegno dell'A.I.Z.O. tenutosi a Rovereto nel maggio 2010. Per informazioni contattare la dr.ssa Carla Osella dell'A.I.Z.O.

(1) Jasenovac fu un campo di concentramento degli ustaša, un movimento fascista e nazionalista croato che aveva pianificato lo sterminio di Serbi, Ebrei, Rom e collaborò con i Tedeschi e gli Italiani durante la Seconda Guerra Mondiale in Jugoslavia.

(2) I cetnizi, ex soldati dell’esercito jugoslavo, nazionalisti serbi, pur dichiarandosi nemici dei Tedeschi, perseguitarono gli esponenti della sinistra jugoslava, i partigiani, i Rom, i Croati.   





Rom e Sinti aspettano ancora il loro 25 Aprile
(da Ass. Aven Amentza)

  Roma:
                      Via degli Zingari

Roma: in Via degli Zingari è apposta una lapide in memoria delle vittime del porrajmos,
lo sterminio di rom, sinti e camminanti perpetrato dal nazifascismo.
In Italia nessuno più ricorda la Circolare Bocchini che già il 27 aprile 1941
ordinava esplicitamente l' "internamento degli zingari italiani" in campi di concentramento.

Vedi anche:

Il documentario PORRAJMOS: UNA PERSECUZIONE DIMENTICATA (2004)

Stanka e Maria nei campi di concentramento italiani
(Andrea Giuseppini, Osservatorio Balcani 25.01.2006)

La persecuzione degli zingari da parte del Fascismo
(Giovanna Boursier, da Triangolo Rosso,  n. 1/98)

La politica fascista verso gli zingari in Italia
(Mirella Karpati, da Lacio Drom, n.20, maggio-giugno 1984)

Quattro sinti tra i partigiani martiri di Ponte dei Marmi (Vicenza)



Roma, domenica 8 giugno 2008

FERMIAMO UN GENOCIDIO CULTURALE

Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare   in silenzio, occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.
L'8 Giugno le Associazioni  Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.
Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!

---
Dalle 12 alle 16
ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei  Fori Imperiali
ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B)

Dalle 16 alle 17
corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
•  Costituzione del Coordinamento Nazionale Antirazzista
•  Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
•  Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
•  Varie ed eventuali
Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista:
Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca)
Jamal Quassini
Nuove Tribù Zulu
---

FERMIAMO UN GENOCIDIO CULTURALE

Occorre ribadire alcuni concetti   che vengono mistificati,
              Tutti credono che Rom siano   solo stranieri.
Non è vero !, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia   sono cittadini italiani
            Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero !, Infatti   la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
            Tutti credono che il campo   nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero !, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.
            Tutti credono che   zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero !, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!

EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!

---
i nostri slogan:
Basta Razzismo contro i Rom!
No all'informazione razzista!
Non si può condannare un popolo!
Stop alla Xenofobia!    No ai pogrom!
---

Per informazioni e adesioni: http://www.associazionethemromano.it/newsletter.htm


Meeting antirazzista
presso il Campo Rom di via Triboniano

due giorni di mobilitazione

13/6 - dalle 15,00 - via Barzaghi
assemblee e festa con i Rom

14/6 - ore 15,30
corteo da p.le Cimitero Maggiore

Meeting antirazzista

Il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ha aderito e partecipato alle manifestazioni:

leggi il comunicato di adesione

scarica il comunicato di CNJ ONLUS in "formato volantino" (PDF)

UNA FOTO DA VIA BARZAGHI A MILANO:

(by Ivanak)




Sulla condizione dei rom in Kosovo e del Kosovo


MA LA MEMORIA DOVE STA?
Lettera Aperta di CNJ-onlus all'Ass. 21 Luglio su Emma Bonino
(10/2012)

VIDEO: The plight of Roma children deported to Kosovo

This short and disturbing film was made by Anthony Butts, a dedicated film maker who is committed to raising awareness of the plight of Roma families deported back to Kosovo to a very uncertain and precarious future. (2011-2012)

Adem Bejzak e Kristin Jenkins: UN NOMADISMO FORZATO
...di guerra in guerra... Racconti rom dal Kosovo all'Italia
. Edizioni Archeoares, 2011

Amnesty International chiede all'Ue di sospendere i rimpatri forzati dei rom in Kosovo (28 settembre 2010 - anche su JUGOINFO)
Scarica il rapporto "Not welcome anywhere_ Stop the forced return of Roma to Kosovo" (947.09 KB)


Negligenza mortale

testo di Paul Polansky sulle responsabilità dei governatori coloniali del Kosovo nell'avvelenamento e nell'apartheid della popolazione rom  (2010)
in quindici parti:
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3919
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3933
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3946
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3956
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3966
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3979
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3986
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3997
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4006
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4018
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4030
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4047
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4062
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4080
http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4096
anche in PDF (anche sul nostro sito)
anche su JUGOINFO:
I-IV, V con commento di M. Andolina, VI, VII+VIII, IX+X con annuncio manifestazione,
XI-XIII, XIV con annuncio iniziativa con Polanski, XV con annuncio altra iniziativa con Polanski

Si veda anche la nutrita documentazione sull'avvelenamento da piombo dei Rom kosovari, riportata al sito Mahalla:
http://www.sivola.net/dblog/cerca.asp?cosa=piombo&Cerca.x=34&Cerca.y=11&Cerca=Cerca

FIRENZE 2007: APPELLO
GIUSTIZIA PER I PROFUGHI DEL KOSOVO IN ITALIA
FLORENCE 2007: APPEAL
CALL FOR JUSTICE FOR THE KOSOVO REFUGEES IN ITALY
FIRENCA 2007.god.: APEL
PRAVIČNO REŠENJE ZA IZBEGLICE SA KOSOVA, KOJI BORAVE U ITALIJI




La persecuzione degli zingari da parte del Fascismo


Scarsissime le fonti, basate soprattutto sulle testimonianze orali.
Le disposizioni del settembre 1940 relativamente all'internamento dei rom presenti in Italia. Più che lacunosa la documentazione sui campi di concentramento nel nostro paese. Le vittime del nazismo furono almeno mezzo milione


"Mia figlia Lalla è nata in Sardegna a Perdasdefogu il 7 gennaio 1943, perché eravamo lì in un campo di concentramento". Quella di Rosa Raidic (Lacio Drom n.2/3, 1984) è una delle rarissime voci di zingari testimoni della seconda guerra mondiale, una delle poche testimonianze che riguardano l'internamento in Italia, sotto la dittatura fascista, di un popolo sempre perseguitato e, anche per questo, ignorato e dimenticato dalla memoria e dalla storia delle dittature nazifasciste.

"Dello sterminio degli zingari si sa infatti molto poco, troppo poco. Nonostante sia ormai appurato che, come gli ebrei, furono vittime della persecuzione e dello sterminio razziali praticati dai nazisti in Germania e nei paesi dell'Europa occupata, normalmente si tralascia la loro vicenda o, nel migliore dei casi, se ne accenna in lavori che si occupano del Terzo Reich o del sistema concentrazionario in generale includendoli tra le vittime per poi tralasciare cause e conseguenze della loro persecuzione. Questo anche a causa del fatto che per molto tempo dopo la guerra lo sterminio del popolo zingaro non è stato riconosciuto come razziale ma lo si è considerato conseguenza (quasi ovvia) di quelle misure di prevenzione della criminalità che ovviamente si acuiscono in caso di guerra. Una tesi che trova fondamento nella definizione di "asociali" con la quale inizialmente gli zingari furono deportati, ma che non considera il fatto che, secondo le teorie nazionalsocialiste, gli zingari erano tali perché le caratteristiche loro attribuite dai nazisti erano nei loro geni, nel loro sangue, che li rendeva "irrecuperabili" condannandoli quindi allo sterminio, alla cosiddetta "soluzione finale".

Va comunque tenuto presente che, almeno per ciò che riguarda il nazismo (e grazie soprattutto all'impegno della studiosa ebrea Miriam Novitch che dedicò gran parte della sua vita a raccogliere documenti sullo sterminio del popolo Rom), esiste oggi una documentazione sufficiente a dimostrare che gli zingari sono stati tra le vittime dello sterminio razziale e che almeno 500.000 di loro sono morti nei Lager, dopo esser stati imprigionati, torturati e violentati come tutti gli altri prigionieri. Altri sono stati uccisi nelle esecuzioni di massa nei paesi dell'est, ma su questo i dati sono davvero scarsissimi.
Non si può invece parlare di ricerca per quel che riguarda l'Italia dove le conoscenze sulla persecuzione degli zingari durante il fascismo sono poche e contraddittorie e si basano quasi esclusivamente sulle testimonianze raccolte nel dopoguerra dai pochi studiosi (tra i quali spicca la figura di Mirella Karpati, del Centro studi zingari, che ha raccolto quasi tutta la documentazione orale oggi disponibile) che si sono occupati della deportazione degli zingari, senza mai ricevere la dovuta attenzione. I dati storici raccolti a oltre cinquant'anni dai fatti sono scarsi, tanto da non permettere ancora di stabilire con certezza come e quanto gli zingari siano stati perseguitati nell'Italia fascista e per quali ragioni.
Eppure la documentazione d'archivio ci fornisce testimonianze orali, ci restituiscono un quadro ancora contraddittorio ma di grande interesse. Coloro che si sono occupati dell'argomento hanno finora generalmente affermato che la politica discriminatoria fascista era indirizzata in particolare contro gli zingari stranieri presenti in territorio italiano e dovuta a ragioni di ordine pubblico. Secondo questa ipotesi fu essenzialmente l'occupazione della Jugoslavia e la conseguente fuga degli zingari da quel paese a costringere le autorità italiane a internare gli zingari. In un certo senso è persino ovvio che le misure di internamento e deportazione degli zingari siano aumentate e divenute più intransigenti con l'occupazione della Jugoslavia, anche solo perché è da quel territorio che molti zingari scapparono in Italia dopo l'occupazione nazifascista. E' quindi possibile ipotizzare che le misure di deportazione per gli zingari, italiani e non, si siano acutizzate sul finire del 1941, ma questo non esclude atteggiamenti discriminatori anche in precedenza e non necessariamente indirizzati contro gli zingari stranieri.
L'11 settembre 1940 vengono emanate le prime disposizioni per l'internamento degli zingari italiani: una circolare telegrafica del Ministero degli Interni, firmata dal capo della polizia Bocchini e indirizzata a tutte le prefetture fa esplicito riferimento all'internamento degli zingari italiani, dando per scontato il fatto che, in base ad altre direttive quelli stranieri debbano essere respinti e allontanati dal territorio del regno. Nella circolare è scritto che "sia perché essi commettono talvolta delitti gravi per natura intrinseca et modalità organizzazione et esecuzione, sia per possibilità che tra medesimi vi siano elementi capaci di esplicare attività antinazionale... est indispensabile che tutti zingari siano controllati". Si dispone quindi "che quelli nazionalità italiana certa aut presunta ancora in circolazione vengano rastrellati più breve tempo possibile et concentrati sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte ciascuna provincia...".
Come si vede si tratta di un ordine importante anche perché, nei documenti d'archivio, è seguito da una fitta corrispondenza che indica come i prefetti eseguano gli ordini procedendo al rastrellamento degli zingari nelle loro provincie: esistono lettere e telegrammi delle autorità di Campobasso, Udine, Ferrara, Ascoli Piceno, Aosta, Bolzano, Trieste e Verona, che, rispondendo agli ordini, indicano come, rapidamente, gli zingari diventino una preoccupazione urgente e importante in tutto il Regno. Poi, il 27 aprile 1941, il Ministero dell'Interno emana un'altra circolare avente ancora per oggetto 'l"Internamento degli zingari italiani".
Purtroppo, finora, l'esistenza dei campi di concentramento per zingari è documentata quasi esclusivamente dalle testimonianze orali. I ricordi degli zingari sono frammentari, spezzati dalla riservatezza della memoria e dalla mancanza di una tradizione scritta che caratterizza la loro cultura, ma raccontano l'esistenza di luoghi di detenzione come Perdasdefogu, in Sardegna, il convento di San Bernardino ad Agnone, in provincia di Campobasso, Tossicia, in provincia di Teramo.
Mitzi Herzemberg (Lacio Drom n. 1, 1987) ricorda che ad Agnone, dove gli zingari erano rinchiusi nel convento di San Bernardino, talvolta gli uomini venivano portati fuori a scavare buchi per le mine che servivano a ritardare l'avanzata alleata. Le guardie fasciste inferivano con punizioni durissime sui prigionieri: lui, che allora aveva quattordici anni, lavorava in cucina e cercava di passare un po' di cibo ai suoi familiari, venne portato fuori per essere fucilato con alcuni altri. Si salvò perché all'ultimo momento la sua pena fu commutata in bstonature e segregazione.
Antonio Hudorovic è stato prigioniero a Tossicia: "Una volta, - dice - quando eravamo a Tossicia, è venuto un ufficiale tedesco. Ci ha preso tutte le misure, anche della testa. Ha detto che era per darci un vestito e un cappello". Tossicia è l'unico campo di concentramento sul quale si hanno dati abbastanza certi. Le carte e gli atti degli archivi comunali - sui quali ha lavorato in particolare Anna Maria Masserini (Storia dei nomadi, GB od., 1990) - dicono che risulta funzionante dal 21 ottobre 1940 e che dall'estate del 1942 ci sono anche prigionieri zingari, in condizioni miserevoli descritte dal direttore del campo e dall'ufficiale sanitario come invivibili.
Testimonianze sparse ricordano altri luoghi di detenzione: Viterbo, Montopoli Sabina, Collefiorito, le isole Tremiti. E' anche documentata la presenza di zingari a Ferramonti di Tarsia, uno dei più grandi campi di concentramento italiani, esistito dal luglio 1940 al settembre 1943.
Come è noto, dopo l'8 settembre e con l'inizio dell'occupazione tedesca, molti campi dell'Italia centro-meridionale vennero smantellati, anche per l'arrivo degli alleati, ma questo non significò la fine della deportazione in Italia, nemmeno per gli zingari. Il rom abruzzese Arcangelo Morelli racconta di esser stato rinchiuso e torturato nel manicomio dell'Aquila, trasformato in quartier generale della Gestapo e sappiamo anche che a Gries di Bolzano, anticamera dei Lager nazisti, erano detenuti anche gli zingari.
Giuseppe Levakovich, in un libro che è la sua memoria, ripercorre molte delle vicende degli zingari negli anni delle dittature e della guerra, prima in Jugoslavia poi in Italia e ricorda, con amarezza, lastoria di sua moglie, Wilma, e di altre due giovani zingare, Muja e Mitska, internate a Ravensbrück e poi a Dachau.


Giovanna Boursier

(da Triangolo Rosso,  n. 1/98 - gennaio 1998.

Della stessa autrice: La persecuzione degli zingari nell'Italia fascista, in «Studi Storici» n.37, ottobre-dicembre 1996)

Fonte: http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionezingari1.htm
e: http://www.didaweb.net/mediatori/articolo.php?id_vol=45




COLLEGAMENTI:

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a forza di essere vento. lo sterminio nazista degli Zingari (2Dvd)

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http://sucardrom.blog.tiscali.it/
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