CNJ

COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA

ITALIJANSKA KOORDINACIJA ZA JUGOSLAVIJU

 

 

 

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IVAN GORAN

KOVAČIĆ           I.G.
                      Kovacic


Ivan Goran Kovačić (1913-1943)
fu uno dei piů grandi scrittori croati del XX secolo. Durante la II guerra mondiale, assieme con un altro distinto poeta croato, Vladimir Nazor, aderě al movimento di resistenza partigiana, nel 1942. I due, nel 1943, pubblicarono la raccolta di poesie “Hrvatske pjesme partizanke” (Poesie croate partigiane).

La sua opera piů nota č "Jama" (La Fossa), redatta durante la guerra nelle devastate alture della Bosnia occidentale, a Livno. Scrisse il poema anche per dimostrare il suo senso di responsabilitŕ intellettuale ed etica per le atrocitŕ che stavano commettendo gli Ustaše, fascisti croati. Ivan Goran Kovačić fu ucciso dalle forze dei Četnici presso Foča, Bosnia, il 13 Luglio 1943, ed il sito della sua tomba non č noto - come aveva immaginato nella sua poesia "Mia Tomba". I versi di Vuk Krnjević: Fuga autunnale su Tjentište, e di Matej Bor: Srečanje / L'incontro pienamente descrivono il modo in cui anche Ivan Goran scomparve durante le rappresaglie compiute nella metŕ del '43 nella Bosnia centrale.

Scriveva Mario De Micheli:
<< Kovačić  č  stato  ucciso  nel settembre del '43 nella valle di Avdov, sulla  collina  di  Kruš
čić,  in  vista  del  fiume  Drina,  presso il villaggio di Bunovi e poco lontano da Foča. Non vi sono notizie sicure su  come  esattamente sia morto. Di sicuro č solo la circostanza che č stato  ucciso da mano fascista. Tuttavia, secondo Ivan Lajtman, che ha cercato  di  raccogliere informazioni sulle sue ultime ore, sembra che Kovačić  sia stato ucciso con un colpo di pistola alla tempia destra e ritrovato  giacente  sulla  schiena  con  intorno  alcuni  suoi  fogli manoscritti stracciati con rabbia.
Il  10  febbraio  "La  fossa" fu letta ai feriti della Prima Divisione Proletaria  da  Vjekoslav  Afri
ć,  a  cui poi restň il manoscritto. Lo stesso  Kovačić  ne  introdusse  la  lettura  con  un  discorso di cui
purtroppo  non  č  restata  traccia. 
Nel  settembre del '44, la prima edizione,  condotta  sulla trascrizione dell'originale, venne stampata da una tipografia di Bari, mentre il manoscritto, nei giorni concitati della guerra, andava irrimediabilmente perduto. >>

Il poema "La Fossa" fu letto e recitato moltissimo nella Jugoslavia unita, ed ancor di piů sui suoi versi si rifletteva con un profondo spasmo ed un silenzio muto, con lo sguardo che cercava universalmente scampo dal male, perché il livello di angoscia che il poema produce č enorme. Questo messaggio - contro la tortura, contro gli assassinii collettivi e i crimini di guerra in generale -, che il poema trasmette, č fortissimo per via della lunghezza epica della poesia che, con le rime in endecasillabi distinti ed attenuati, con una propria struttura formale forte, a contrasto contro il male, combatte l'atrocitŕ e conduce verso una catarsi di sopravvivenza, dopo l'arrivo dei liberatori partigiani. Tantissime scuole elementari, gruppi culturali di appassionati, in Croazia e non solo, portano tuttora il nome di Ivan Goran.

Altri lavori di Ivan Goran Kovačić sono: "Poezija" (1932), "Dani gnjeva" (1936), "Ognji i rože" (postumo), "Sveti psovač" (postumo), "Eseji i ocjene" (postumo). Nelle novelle di “Dani gnjeva" (1936) si rileva la sua forte inclinazione verso i temi sociali dei contadini e della classe povera in generale. Con le sue stesse parole raccontň di aver scoperto "la croaticitŕ" e "la rivolta della piccola gente" tramite il Movimento dei Contadini di Stjepan Radić. Con la sua tecnica di realismo lirico raggiunse altissimi effetti - per esempio, con la poesia "Beli most" (Ponte Bianco).

<<Finché ci sarŕ anche l'ultimo uomo a parlare la lingua croata e la lingua umana in generale, il poema "Jama" (Fossa) di Ivan Goran Kovačić, con il suo raggiungimento artistico, rappresenterŕ una condanna permanente del crimine, e fungerŕ da inno per la libertŕ, la veritŕ e la bellezza cantate dall'uomo, un inno alla dignitŕ umana.>> Sono le parole di Jure Kaštelan sul poema di Ivan Goran Kovačić.

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Qui riportiamo in parallello, il poema originale, con la traduzione in italiano di Mario De Micheli (Editrice Magma, Milano) e quella in inglese di Alec Brown (da noi redatta a livello ortografico).

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Ringraziando entrambi i traduttori, precisiamo che la nostra presentazione non risponde ad altro interesse che al desiderio e necessitŕ di divulgazione culturale. Restiamo ovviamente a disposizione di eventuali detentori di copyright, con i quali non siamo potuti entrare in contatto, per il ritiro del testo da queste pagine, in caso di legittimo reclamo.


 




Jama
Ivan Goran Kovačić 1942-43

LA FOSSA

Ivan Goran Kovačić 1942.-43.

I

traduzione Mario de Micheli

I.

 

 

Krv je moje svjetlo i moja tama.

Splendore e tenebra č il mio sangue.

Blaženu noć su meni iskopali

Dal profondo degli occhi

Sa sretnim vidom iz očinjih jama;

mi strapparono la luce e la dolce tiepida notte.

Od kaplja dana bijesni oganj pali

Ora il lampo del giorno solo dietro la fronte

Krvavu zjenu u mozgu, ko ranu.

m'accende le sanguinose pupille.

Moje su oči zgasle na mome dlanu.

Nel cavo della mano si spensero i miei occhi

 

dove ancora palpitava un volo d'uccelli

 

quando vi si specchiň l'ultimo cielo.

Sigurno još su treperile ptice

 

U njima, nebo blago se okrenu;

Nell'azzurro delle pupille

I ćutio sam, krvavo mi lice

sentivo affondare il mio volto rigato di sangue.

Utonulo je s modrinom u zjenu;

Sul palmo della mano ormai incapaci di pianto

Na dlanu oči zrakama se smiju

i miei occhi ridevano alla luce

I moje suze ne mogu da liju.

e caldo e denso il sangue

 

stillava tra le dita che il carnefice

 

per uno strazio piů grande

Samo kroz prste kapale su kapi

mi conficcň nelle orbite vuote.

Tople i guste koje krvnik nađe

 

Još gorčom mukom duplja koje zjapi

Poi la dolcezza del sangue m'invase

Da bodež u vrat zabode mi slađe:

come se mi sciogliessi in lacrime vere.

A mene dragost ove krvi uze,

 

I ćutio sam kaplje kao suze.

L'ultima luce ch'io vidi prima della notte atroce

 

fu il bagliore del coltello,

 

il grido bianco della mia cecitŕ,

Posljednje svjetlo prije strašne noći

fu la bianca pelle dei carnefici

Bio je bljesak munjevita noža,

nudi fino alla cintola.

I vrisak, bijel još i sad u sljepoći,

Fu cosě nudi che ci strapparono gli occhi.

I bijela, bijela krvnikova koža;

 

Jer do pojasa svi su bili goli

Mai cosě viva, dolorosa luce,

I tako nagi oči su nam boli.

mai cosě forte tu sorgesti all'alba!

 

Mai cosě balenasti nel fulmine o nel fuoco!

 

Mi crepitavano di lacrime ardenti

O bolno svjetlo, nikad tako jako

le devastate occhiaie

I oštro nikad nisi sinulo u zori,

e nel tormento mi giungevano i gridi dei compagni,

U strijeli, ognju; i ko da sam plako

sentivo esplodere i loro lampi.

Vatrene suze s kojih duplje gori;

Non so quanto durň questo fuoco ruggente

A kroz taj pako bljeskovi su pekli,

se giŕ due bulbi induriti e nodosi

Vriskovi drugih mučenika sjekli.

mi stanno crescendo nelle orbite vuote.

 

 

 

Caddi stringendo gli occhi nella mano.

Ne znam koliko žar je bijesni trajo,

O madre, dissi, ora che sono cieco

Kad grozne kvrge s duplja rasti stanu,

chi potrŕ ancora piangere per tč?

Ko kugle tvrde, i jedva sam stajo.

Nella folle memoria sgorgň l'intensa luce

Tad spoznah skliske oči na svom dlanu

come il fragore di cento campane

I rekoh: „Slijep sam, mila moja mati,

da bianchi campanili.

kako ću tebe sada oplakati...”

O divina luce di Sion, albero bianco,

 

luna e fiume, o mia luce come latte materno!

 

 

A silno svjetlo, ko stotine zvona

Quando il carnefice mi costrinse a chiudere gli occhi

Sa zvonika bijelih, u pameti

non m'aspettavo questo estremo dolore.

Ludoj sijevne: svjetlost sa Siona,

Demente caddi di schianto sui ginocchi

Divna svjetlost, svjetlost koja svijeti!

e giŕ nel crampo della mano

Svijetla ptico, Svijetlo drvo! Rijeko!

stringevo gli occhi miei.

Mjeseče! Svjetlo ko majčino mlijeko!

Piů nulla intesi, m'inghiottě un abisso

 

che su di me si chiuse come tomba.

 

 

Al ovu strašnu bol već nisam čeko:

 

Krvnik mi reče: „Zgnječi svoje oči!”

 

Obezumljen sam skoro preda nj kleko,

 

Kad grč mi šaku gustom sluzi smoći;

 

I više nisam ništa čuo, znao:

 

U bezdan kao u raku sam pao.

 

 

 

II

II.

 

 

Mokraćom hladnom svijestili me Ćuške

Ci risvegliarono con fredda orina e percosse,

Dijelili, vatrom podigli me silom;

col fuoco di un tizzone.

I svima redom probadali uške

Ci bucarono i lobi delle orecchie

Krvnici tupim i debelim šilom

con una punta di ferro scheggiata

Smijte se!” - ubod zapovijedi prati -

e un ordine seguě quella tortura:

Oboce svima pred krst ćemo dati!”

Ridete, perché prima dell'ultimo strazio
vi metteremo gli orecchini!

 

 

 

Un ridere sinistro, disumano, si diffuse tra noi

I grozan smijeh, cerekanje, grohot

come se a ridere fossero dei morti:

Zamnije ko da grohoću mrtvaci;

un delirio che impaurě anche i boia.

I same klače smete ludi hohot

Allora ci caddero addosso colpi di frusta

Pa svaki bičem na žrtve se baci.

e noi ciechi, tra quel ridere atroce,

A mi smo dalje u smijanju dugu

rimpiangemmo i dolori di un tempo.

Plakali, praznih duplja, mrtvu tugu.

Poi diventammo muti, inorriditi

 

d'essere ancora in vita.

 

E in quel prostrato silenzio

Kada smo naglo, ko mrtvi, umukli

ci passarono tra i lobi il fildiferro.

(Od straha valjda što smo ipak živi),

Nel silenzio mi raggiunse il canto

U red za uške otekle nas vukli,

di un uccello dal bosco.

I nijemi bol na stranu sve nas privi;

 

(U muku čuli iz šume smo pticu):

Ora ogni gesto provocava un gemito.

provlačili su kroz uške nam žicu

Vi tormenta, disse il carnefice,
ma a questo modo non potrete fuggire.

 

E cosě nessuno di noi mosse piů il capo

 

per non ferire il compagno vicino.

I svaki tako, kada bi se mako,

 

Od bola strašna muklo bi zarežo.

Di una fuga impossibile sicuri,

Šutite!” - rikne krvnik - „nije lako,

i nostri boia ripararono all'ombra.

Al potrebno je da tko ne bi bježo.”

Sentimmo un forte masticare, un fresco

I nitko od nas glavom da potrese

gorgogliar d'acqua nelle gole arse

I drugom slijepcu šuti bol nanese.

come dopo una dura fatica.

 

Di lě a poco si lanciavano lazzi, immondi scherni.

 

Tra sonori sbadigli e flatulenze

Krvožednike smiri žičan lokot

sembrava che ci avessero scordato.

I umorni su u hlad bliski sjeli;

Ehi, che ragazza ho adocchiato quest'oggi!

I začuo se vode mrzli klokot

vociň qualcuno, accompagnando

U žarku grlu, i glasno su jeli,

con osceno commento il suo ricordo.

Ko poslije teška posla; zatim stali

 

Jedan sa drugim da se grubo šali.

Al gorgogliare dell'acqua e del vino

 

la nostra colonna si agitň e il fildiferro mi morse.

 

 

Zaboravili kao da su nas:

 

Zijevali, vjetre puštali su glasne.

 

Eh, jednu malu vidio sam danas...”

 

Dobaci netko, uz primjedbe masne.

 

I opet klokot hladna vina ili vode

 

Trgne slijepce - žica me probode.

 

 

 

III

III.

 

 

U mome redu počela da ludi

Folle, nella mia fila, una donna gridň: "O gente,

Neka žena. Vikala je: „Gori!

un incendio divampa! Una casa brucia!"

Ljudi, gori! Kuća gori! Ljudi!”

E il fildiferro piů furiosamente

A žica ljuto počela da pori

riprese a lacerarci le tumefatte orecchie.

Nabreknute, grozne naše uši.

Svenuta a terra s'abbatté la donna.

Na tla se žena ugušena sruši.

Gattacci guerci, teste di morto, musi di gufo,
camminate!, urlň ebbro un carnefice.

 

Per ridarvi la vista
vi riempiremo le occhiaie di brace.

 

E con un colpo di coltello

Dupljaši! Ćore! Lubanje mrtvačke”

sfregiň il volto di un vecchio,

Sove! U duplja dat ćemo vam žere

gli troncň un orecchio

Da progledate! Vi, ćorave mačke!”

che restň appeso oscillante al fildiferro:

Zareži pijan koljač kao zvjere

un acuto lamento e nella notte

I slijepcu nožem odcijepi lice

l'incespicante correre di un cieco

Od uha što se zaljulja vrh žice.

inseguito e raggiunto,

 

il tonfo sordo dell'accoltellato.

 

 

Urlik i teški topot slijepe žrtve

Cosě almeno sei salvo, io dissi nel mio buio,

to bježeć kroz mrak uvis noge diže),

ignorando che ci portavano alla fossa.

I brz trk za njom, sred tišine mrtve,

 

I tupi pad, kad lovca nož je stiže

Il cuore mi batteva dentro il petto

O, taj je spašen! — rekoh svojoj tami

e attraverso il filo di ferro

Ne opazivši da nas vode k jami.

sentivo il batticuore dei compagni

 

mentre la fila avanzava.

 

Oh, come battevano gemendo i nostri cuori

Srce je muklo šupljom grudi tuklo;

nella notte funesta!

Tad druga srce preko žice začuh.

In quel battito vidi i miei pensieri

Lupanje ludo naprijed nas je vuklo.

come al centro di una grande luce.

to srce skaču kad u mraku plaču!)

 

I od te lupe progledah kroz rupe:

Cosě di nuovo come in quel mattino

U jasnom sjaju misli mi se skupe.

riconobbi la fossa giŕ scavata

 

e cupamente v'intesi cadere la prima delle vittime.

 

Mentalmente decisi di contare:

I vidjeh opet, ko još ovog jutra,

nella colonna ero il cinquantesimo.

Duboku jamu, juče iskopanu.

Allora attesi, registrando

Napregnuh sluh da čujem kad unutra

dati precisi: chi giŕ cadeva nella buca,

Uz tupi udar prve žrtve panu.

chi stava per cadervi. Addizionavo

Oštrom svijesti odlučuh da brojim:

e sottraevo i colpi, le cadute,

Ja, pedeseti što u redu stojim.

con ogni forza della mente

 

tesa nella coscienza,

 

perché nessun dettaglio mi sfuggisse.

I čekao sam. Skupljao sam točne

 

Podatke: tko je već nestao straga,

Una cicala cantň, sulla pianura

Tko sprijeda - zbrajo, odbijao, dok počne

una nuvola stese la sua ombra.

Udaranje, padovi. Sva snaga

Accanto a me un carnefice si svuotň la vescica

mozga u jasnoj svijesti se napregnu

mentre un altro sgozzava i prigionieri.

Da promjene mi pažnji ne izbjegnu.

Ogni cosa brillň dentro il mio udito

 

come negli occhi

 

il balenare al sole di una lama.

Negdje je cvrčak pjevo; oblak pokri

 

Začas u letu sjenom cijelo polje.

 

Čuo sam kako jedan krvnik mokri,

 

A drugi stao široko da kolje.

 

Sve mi to zasja u sluhu ko u vidu.

 

Sa bljeskom sunca na nožnome brdu.

 

 

 

IV

IV.

 

 

Kad prva žrtva počela da krklja,

Ad un colpo attutito seguiva un singulto strozzato,

Čuh meki udar, i mesnata vreća

poi il cadere, il rotolare lento

Padaše dugo. Znao sam: u grkljan

di un corpo inerte: mi rendevo conto

Dolazi prvi ubod, među pleća

che alla gola andava il primo colpo,

Drugi, a ruka naglo žrtvu grune

il secondo alla schiena.

U jamu gdje će s drugima da trune.

Con gli altri a imputridire

 

la vittima era spinta nella fossa.

 

Davanti a me cadeva un compagno morente,

Netko se mrtvo ispred mene složi

alle spalle ne urlava un altro di paura.

Il iza mene, riknuvši od straha,

 

A ja udarce silnom svijesti množih,

Nella mia mente addizionavo i colpi,

Odbijajući pale istog maha,

sottraevo i caduti,

Mada sam svakog - što kriknu, zagrca -

ma lo stesso ogni grido, ogni singulto

Ćutio kao ugriz u dno srca.

mi feriva nel cuore come un morso.

 

Un uomo che gemeva con angoscia infantile,

 

scannato gettň un rantolo agghiacciante.

Čovjek iz jame jeco je ko dijete,

 

Tek priklan; cikto jezivo mu glasak.

Tremavo pensando che il mio calcolo

Streptih da račun moj se ne pomete.

fosse sbagliato e a un tratto

Tad buknu u dnu bezdna bombe prasak.

una granata esplose nella buca.

Tlo se zaljulja. Klonuće me svlada.

La terra sussultň, uno sgomento

Nestala u spas posljednja mi nada.

smisurato m'invase

 

stroncando ogni illusione di salvezza.

 

Ma la coscienza restň sveglia:

Al silna svijest pažnjom me opsjednu:

i nervi, il sangue, la carne, la pelle

U sluh se živci, krv, meso i koža

mi si fusero insieme nell'udito.

Napregli. Zbrojih trideset i jednu

 

žrtvu; šezdeset i dva boda noža.

Contai trentuna vittima

Slušo sam udar kojom snagom pada,

e sessantadue colpi di coltello.

I meni opet vratila se nada.

Mi parvero vibrati con minore energia

 

e in me rinacque una speranza.

 

A ogni grido dal fondo della fossa

Na jauk iz bezdna sada nova prasne

altre granate esplodevano e i morti

Bomba uz tutanj. I mrtva tjelesa

ora cadevan giů in un lago bollente di sangue.

Padahu sad uz pljuske manje glasne,

In terrore sull'orlo della buca

Kao u vodu, povrh kaše mesa.

su quel sangue mi sentii scivolare.

Uto oćutjeh da po krvi kližem.

 

Protrnuh: evo, i ja k jami stižem!

 

 

 

V

V.

 

 

O vidio sam, vidio sve bolje,

Vedevo, sě, io vedevo come se avessi nuovi occhi.

Ko da su natrag stavljene mi oči:

Vedevo la pelle bianca e il coltello assassino,

I bijelu kožu, i nož koji kolje,

le vittime davanti ai carnefici

I žrtve (kao jagnjad što se koči

come gli agnelli riluttanti e tuttavia mansueti

Časkom pred klanje, al u redu bliže

che muovono incontro

Korak po korak mirno k nožu stiže).

alla lama che li deve sgozzare.

 

 

 

Avanzavamo come a una fila per il pane.

Bez prekidanja red se dalje mico

Non piů gesti di strazio, non piů lacrime e gridi.

- Ko da na čelu netko nešto dijeli -

Sotto il sole feroce ci falciavano

Nit je tko viko, trzo se, narico;

come spighe fruscianti:

Na žezi strašnoj tih su nas želi

con suono uguale ci sgorgava il sangue

Ko mrtvo klasje koje jedva šušti.

dalle gole recise.

(To se čula krv što iz grla pljušti.)

E la fila avanzava, si fermava.

 

Un rantolo, una spinta, una caduta, un passo

 

ancora. Sgorgava a fiotti il sangue.

Korak po korak pošli smo; stali opet:

Ne sentii il gusto amaro sulla bocca:

Krkljanje, udar, pad i opet korak.

il sangue di un compagno che mi stava davanti

Začuh zvuk jače. Ukočen, ko propet,

con un altro sull'orlo della fossa.

Stadoh. Na usni tuđe krvi gorak

E piů atroce della mia cecitŕ

Okus oćutjeh. Sad sam bio treći

il buio mi sconvolse, dominň i miei sensi.

Što jamu čeka u redu stojeći.

 

 

Poi, come un fitto improvviso gridare,

 

la luce sfolgorň.

Strašna mi tama, od sljepoće gora,

O fiamma, o vampa, o fulmine e neve!

Sav um pomuti i na čula leže,

O irresistibile luce senza ombra,

I za njom svjetlost ko stotine zora:

pungente trafittura delle mie pupille!

Iskro! Strijelo! Plamene! Sniježe!

Davanti a me un compagno

Silno svjetlo bez ijedne sjene,

come aggredito da un crampo

Ko oštar ubod igle usred zjene.

barcollň, gettň un grido, esitando si sporse,

 

il suo sospiro si spense m un rantolo,

 

di colpo sprofondň . Ogni cosa ricordo: giŕ oscillavo

Drug se preda mnom natrag k meni nago,

privo d'equilibrio, giŕ ero preso

Kao od grča; onda je zastenjo,

da quel vuoto angosciante

Naprijed posrno, uzdahnuo blago -

mentre dietro di me s'apriva un altro baratro.

I tihi uzdaj s krkljanjem mu jenjo.

Nel mio petto balenň una freccia bianca,

Surva se, pljusnu kao riba Zine

un'altra nera mi ferě alla schiena: e caddi.

Preda mnom prostor bezdane praznine.

 

 

 

 

 

Sve pamtim: naprijed zaljuljah se, natrag,

 

Bez ravnovjesja - kao da sam stao

 

Jezive neke provalije na prag,

 

A iza mene drugi ponor zjao.

 

Bijela strijela u prsi mi sinu,

 

Crna me šinu s pleći. U dubinu.

 

 

 

VI

VI.

 

 

U bezdanu uma jeza me okrijepi.

Dalle tenebre mi destň un brivido: addosso

Osjetih hladno truplo gdje me tišti,

mi pesava il freddo corpo di un compagno.

Hladnost smrti da mi tijelo lijepi.

Il gelo della morte m'invase,

Strah sviješću sinu: Neka žena vrišti!

mi penetrň il terrore.

U jami sam - tom ždrijelu našeg mesa;

Accanto a me una donna gemeva.

Ko mrtve ribe studena tjelesa.

Io ero nella fossa fra gelide carni straziate,

 

giacevo sopra un cadavere

 

di viscido sangue.

Ležim na lešu: kupu hladetine,

 

Mlohave, sluzne, što u krvi kisne,

Ma poi da quel gelo

I spas sa jezom iz leda me vine:

mi nacque un tremito di speranza, il lamento

Svijest munjom blisne kada žena vrisne.

di una donna svegliň la mia ragione.

Okrenuh se, u groznici tad k vrisku

Mi voltai e ansiosamente verso la voce

Pružih ruku: napipah ranu sklisku.

tesi la mano toccando una ferita.

 

 

 

Per la prima volta ogni mia energia

I prvi puta sva životna snaga

ebbe cosě il sopravvento sulla morte.

Nad leševima stala da se skuplja;

 

Na vrisak skrenuh ruku, i u duplja

Poi a un nuovo lamento ritrassi la mano

Lubanje zaboh prste; tijela naga

che affondň in un cranio spezzato.

Ko da su sva zavrištala u jami -

Fu come se tutti quei corpi urlassero insieme

Sav pako jeknu jezivo u tami.

e nel buio l'inferno

 

rispondesse con eco sinistra.

 

Cadde un'altra granata: fui sconvolto

Bomba će pasti! Užasnuh se prvo;

Cercando un appoggio con sforzo supremo

U grču strašnu zgrabih rukom niže.

allungai ancora la mano

Zakoljak nađoh grozan. Leš se rvo

che incontrň una gola squarciata.

Sa mnom i na me počeo da kliže.

Il corpo morto scivolň su di me

Krkljo mu grkljan u krvavoj rani;

con un flusso di sangue dall'aperta ferita.

Korake začuh i glasove vani.

 

 

Venne dall'alto un rumore di passi,

 

un suono di voci.

O bože moj, zagrlila me žena

 

Sad zagrljajem druge svoje smrti:

Dio mio! Ora la donna mi abbracciava

Kako joj koža lica nagrbljena...

col gelido abbraccio della seconda morte.

Starice! Bako! I uzeh joj trti

Come era rugosa la pelle del suo volto!

Koščate ruke, i žarko ih ljubih.

Era un volto senile come il volto

Činilo mi se: mrtvu majku ubih.

della madre di mia madre.

 

Cosě mi parve che anche mia madre

 

per colpa mia fosse morta.

Čuo sam kako umirući stenje,

 

I poželio ludo da oživi.

Continuando il lamento la donna spirava

Sve leševe tad molih oproštenje.

e io volevo che ciň non accadesse.

Oćutjeh tvrdu usnu gdje se krvi -

Chiesi allora perdono a tutti i morti.

Obeznanih se. Kad sam opet skido

Sentii contrarsi le sue dure labbra e svenni.

Mrak nesvijesti, još sam gorko rido.

 

 

Quando tornai in me piangevo ancora.

 

 

VII

VII.

 

 

Ušutjeh. Sam sam međ truplima lednim,

Solo tra quei gelidi corpi, tacqui.

A studen smrti na leđa mi sjela,

Giŕ sentivo il freddo mortale tra le spalle,

Na udove. U ledu mrtvih žednim

nelle gambe, nei piedi, ma in quel gelo

Vatrama nepca, jezika i ždrijela.

avevo sete: nella bocca riarsa

Led smrti šuti. U njem pako gori.

la gola ardeva, la lingua era di fuoco.

A nigdje vriska da samoća ori.

E a tale ardore

 

anche il gelo di morte si ritrasse.

 

 

Taj grozni teret što na meni leži,

Non un grido rompeva ora il silenzio.

Ni smrtnim ledom neće da priušti

Il terribile peso che opprimeva il mio corpo

Hladnoću grla; a biva sve teži:

col gelo della morte non dava refrigerio

Odjednom skoro viknuh: voda pljušti!

alla mia gola: cresceva solo di peso.

Čujem gdje s vrha po truplima teče;

Ma ecco, e quasi gridavo: un'acqua cade!

Ah, studen mlat! - al peče, peče, peče!

Dall'alto la sentivo cadere sopra i corpi,

 

ma quel getto glaciale scorreva come incendio

 

e bruciava, bruciava, bruciava.

Po goloj koži, po leđnome jarku,

 

Niz trbuh, prsa, slabine i bute

Sopra la pelle nuda,

Potočić studen pali vatru žarku,

sul petto, sul ventre, sui fianchi, sulle spalle

Dube u mesu kanaliće ljute.

uno scroscio nevoso accende un fuoco ardente

I kad na usnu mlazić žarki kapno,

e scava nelle carni atroci solchi.

Opaljen jezik kusnu živo vapno!

Quando mi tocca il labbro quel getto bruciante

 

s'infuoca anche la lingua: calce viva!

 

 

Puna je jama: Na lešine liju

La fossa č colma, la calce č gettata sui corpi

Vapno da živim strvine ne smrde.

perché i morti non appestino l'aria.

O hvala im, nas mrtve sada griju

E la fiamma della loro caritŕ

Plamenom svoje samilosti... Tvrde

che riscalda i defunti!

Leševe ćutim: trzaju se goli,

 

Ko mrtve ribe kad ih kuhar soli.

Sento i cadaveri che si contraggono

 

come pesci morti cosparsi di sale.

 

 

Taj zadnji trzaj umirućeg živca,

La contrazione dei nervi,

Taj čudni drhtaj na kojem sam plivo

il trasalire dei corpi sotto il mio corpo

Učini da sam blagosiljo krivca:

mi fa quasi benedire il colpevole

O gle! još truplo kraj mene je živo -

di tanto orrore:

To starica me hladnom rukom gladi,

vicino a me col corpo ancora vivo

Jer zna da moji ne prestaše jadi!

la vecchia donna mi accarezza

 

sapendo che le mie pene non sono finite.

 

 

VIII

VIII.

 

 

Kada se mrtvi val života stišo,

Quando si placň quel morto sussulto di vita,

Korake začuh ko daleku jeku:

udii i passi di qualcuno

Netko je jamu par puta obišo;

che ancora veniva a ispezionare la fossa.

I nasta mir ko mir u mrtvu vijeku.

Poi la pace regnň come un secolo spento.

pomakoh nogu, stegnuh lakta oba -

Districai un piede e strinsi i gomiti

Ko grobar kad se izvlači iz groba.

come un becchino per uscir dalla tomba.

 

 

 

I corpi si smuovevano, mi slittavano sopra,

Zaprepastih se: leševi se miču,

lentamente franavano e quei morti ridevano,

Kližu nada me, polako se ruše -

piangevano, gridavano e invocavano,

Smiju se, plaču, hropoću i viču,

furiosamente tendevano le braccia

Pružaju ruke i bijesno me guše...

cercando d'afferrarmi...

Osjećah nokte, stražnjice, bokove,

Sentivo l'unghie, le ginocchia, i fianchi,

Trbuhe, usta što me živa love.

le bocche inquiete su di me.

 

 

 

M'arrestai impietrito e anche i morti

Prestavljen stadoh. Stadoše i oni.

s'arrestarono immobili: diminuě il loro peso.

Sad je težina manja. Mrtva noga

Un piede mi crollň sulla spalla.

Pala mi preko ramena. Ne goni

Ora nessuno m'opprimeva piů.

Nitko me više! - rekoh sebi; - To se

Mentre salgo, pensavo, i morti cadono in basso.

O vratu tvome splele ženske kose.

 

 

Lunghi capelli femminili m'allacciarono il collo.

 

 

Prostrujo hladan zrak na moja usta

E a un tratto m'arrivň sulle labbra

Kroz sloj leševa: izlazu sam blizu!

la freschezza dell'aria.

I srknuh utopljenički: krv gusta

Ero giunto vicino all'orlo della buca.

kroz nosnice u grlo oštro briznu.

 

Smijo sam se - al da me netko tako

Bevvi quell'aria avidamente e un denso sangue

Nakreveljena vidje, taj bi plako

mi sgorgň dalle nari nella gola.

 

Ridevo, ma chi avesse visto quel mio ridere orrendo

 

avrebbe pianto o sarebbe ammutolito.

Il bi od straha sledio se, nijem

Chi mai riuscirŕ piů a consolare

Pred tom rugobom. Jer, što da se tješim:

la mia miseria? Ormai la gente penserŕ ch'io rida

Odsad će ljudi mislit da se smijem

quando piango o che pianga quando io riderň.

Kad plačem, i da plačem kad se smiješim.

Le mie orbite vuote, nidi d'inferno,

Ta prazna duplja, gnijezda grozne tame,

ricorderanno per sempre il dramma della fossa.

Sjećat će svijet na crno ždrijelo jame.

 

 

In me sentii l'angoscia

 

d'abbandonare i morti nella buca

I sama sebe osjećo sam krivim

perché l'aria era viva e io piů non vivevo.

Što ostavljam u bezdnu te mrtvace,

Aspettavo che ancora

Jer zrak je ovaj živ... a ja ne živim...

venissero a buttarmi nella fossa.

I čekah da me opet natrag bace.

Ma le ferite gridavano: sei vivo!

Al rana živim bolom: živ si! reče.

Sě, sono vivo.

Sabrah se. Vlaga! S njom se spušta veče.

Cadeva la rugiada, discendeva la sera.

 

 

IX

IX.

 

 

O, nikad nisam očekivo tamu

Mai con piů desiderio avevo atteso la notte.

S tolikom čežnjom. Pazi! rosa kliže

Ecco, mi dissi, lungo i corpi morti

Niz trupla dođe do mene, u jamu!

la rugiada sino a me discende

Užaren jezik počeo da liže

E la mia lingua ardente giŕ lambiva le gocce

Kaplje sa ruku, nogu mrtvih tijela

stillanti dalle membra irrigidite.

Što su se na me ko žlijeb nadnijela.

 

 

M'arrampicavo con selvaggia rabbia

 

premendo su quei corpi, sui ventri, sui petti,

Pomamno sam i divlje se penjo,

e se ne sprigionavo un rantolo, un gorgoglio,

Gazio prsa i trbuhe grubo -

ormai non ne avevo spavento. Risalivo

I kad bi mrtav zrak iz trbuha stenjo,

afferrandomi agli arti e ai capelli

Nisam već trno. Vuko sam i skubo

sospinto da una sete furibonda.

Dugačke kose, uspinjo se mesom,

 

Podjaren žeđom kao ludim bijesom.

Come sulla terra friabile di un campo

 

avanzavo tormentando quei corpi,

 

lasciando forse un'impronta

Nisam osjećo bola, straha, stida;

su mia sorella, sul mio vicino di casa,

Obarah leš za lešom, grabih plazih

sulla dolce carne della mia ragazza.

Po njima ko po zemlji što se kida.

Folle forza m'infondeva la sete.

A možda svoju mrtvu sestru gazih,

 

Susjeda vukoh, lomih nježnu dragu.

E uscito dalla fossa dimenticai la prudenza.

Žeđ mi je dala bezumlje i snagu.

Era questa la notte?

 

Mi trascinai bocconi sino all'erba,

 

ferocemente la succhiai, la strappai coi denti

Kad sam se divlje iz jame izvuko,

per divorarla, mi ci immersi

Zaboravih svijest, oprez, da l je mrko:

come dentro l'acqua di un lago.

Tlom krvavim sam puzo, tijelo vuko

 

Do trave: zvjerski, živinski je srko;

Rinvenni con la bocca piena d'erba.

Uranjo u nju, jeo je i guto

Ardevo e avevo freddo. Ero salvo,

I ko po rijeci livadom sam pluto.

ma dove nascondermi? Tremavo.

 

Da lontano mi giungeva il canto dei carnefici

 

irridenti alle nostre torture.

Dozvah se: usta, punih trave, ležim,

 

Gorim, ledenim: u teškoj sam mori.

Una vampa d'odio mi prese e il dolore fině.

Spasen! O, kamo, kamo sad da bježim?

 

Zadrhtah: pjesma krvnikova ori.

 

Daleko. Našim mukama se ruga.

 

I mržnja planu. Ostavi me tuga.

 

 

 

X

X.

 

 

Odjednom k meni miris paljevine

Di colpo il vento mi portň dal villaggio

Vjetar donese s garišta mog sela;

l'odore dell'incendio e in quell'odore

Miris iz kog se sve sjećanje vine:

rivissi ogni ricordo: le vendemmie e le nozze,

Sve svadbe, berbe, kola i sijela,

e le danze, le veglie, i funerali, i lamenti:

Svi pogrebi, naricaljke, opijela;

ciň che la vita semina e la morte raccoglie.

Sve što je život sijo i smrt žela.

 

 

Ma dove sono le brevi gioie d'un tempo:

 

il riverbero dei vetri, il nido della rondine,

Gdje je mala sreća, bljesak stakla,

lo stridere di una chiave dentro la serratura,

Lastavičje gnijezdo, iz vrtića dah;

un raggio di sole che indora la porta di casa?

Gdje je kucaj zipke što se makla,

 

I na traku sunca zlatni kućni prah?

Dove sono le finestre e l'azzurro quadrato del ciclo,

 

la porta che si apre sul focolare benedetto?

 

Dove sono i sonagli della stalla

Gdje je vretena zuj, misir hljeba

che attraverso le mura, come da arcane distanze,

Što s domaćim šturkom slavi život blag;

filtrano nei nostri sogni?

Gdje su okna s komadićkom neba,

E le stelle che sopra i nostri rifugi

Tiha škripa vrata, sveti kućni prag?

accendono secoli di pace?

 

 

 

pianti, né risa, ne lamenti, ne canti.

Gdje je zvonce goveda iz štale

Errabonda la luna splende sulle rovine,

Što, ko s daljine, zvuk mu kroz star pod

il singhiozzo remoto delle fontane tace,

U san kapne; dok zvijezde pale

la carogna di un cane giace in mezzo alla strada.

Stoljeća mira nad sela nam i rod.

 

 

Ma c'č ancora un paese

 

dove un uomo puň vivere la sua aspra esistenza,

Nigdje plača. Smijeha. Kletve. Pjesme.

dove puň anche colpire una mano amica,

Mjesec, putujući, na garišta sja:

dove puň stare sereno anche vicino al malvagio?

Ugasnuo s dola dalek jecaj česme,

C'č ancora un luogo dove i bambini piangono,

Crni se na putu lešina od psa...

dove un padre ha una figlia e la madre un figlio,

 

dove se muore la sorella

 

il fratello le infiora il petto di gigli?

Zar ima mjesto bolesti i muka

 

Gdje trpi, pati, strada čovjek živ?

C'č ancora un luogo dove sul balcone

Zar ima mjesto gdje udara ruka

i fiori danno gioia e consolano il dolore

I živiš s onim koji ti je kriv?

e dove il piů gran bene

 

č una madia, una tavola, un bicchiere di vino?

 

 

Zar ima mjesto gdje još vrište djeca,

Tuonň dal bosco un'esplosione,

Gdje ima otac kćerku, majku sin?

generando subito dopo un disperso fischiare

Zar ima mjesto gdje ti sestra jeca

di proiettili. Il sibilo alto e sperduto

I brat joj stavlja mrtvoj na grud krin?

passň su di me. Una battaglia!

 

Il castigo s'annuncia. Illuminante

 

provai dentro di me una gioia vitale,

Zar ima mjesto gdje prozorsko cvijeće

nel mio cuore s'accesero tutti i focolari,

Rubi još radost i taži još bol?

ogni vena del sangue fiammeggiň di vendetta

Zar ima većeg bogatstva i sreće

e giunto a mezzo il cielo, come una freccia balenante,

Nego što su škrinja i klupa i stol?

il sole della libertŕ frantumň la mia notte.

 

 

 

Cosě, guidato dal fumo, corsi,

Iz šume, s rikom gora, prasak muko

quasi volai incontro ai vostri spari.

Zatutnji. Za njim tanad raspršeno

 

Ciknu, ko djeca njegova. Pijuko

E qui, fratelli, sconosciuti eroi,

Nada mnom zvuk visoko, izgubljeno.

qui mi avete trovato, coricato su un fianco.

Bitka se bije. Osvetnik se javlja!

Cantavate e come un segno di Dio al primo mattino

Osvijetli me radost snažna poput zdravlja.

mi bagnň una luce infinita.

 

Domandai: sto sognando? Chi č che canta?

 

E chi ha fasciato le mie ferite?

Planu u srcu sva ognjišta rodna,

 

Osvetom buknu krvi prolivene

Una dolce mano di donna mi si posň sulla fronte,

Svaka mi žila, i ko usred podna

una voce parlň: "Partigiani

Sunce Slobode razbi sve mi sjene.

siamo. Il tuo martirio č vendicato, riposa

Držeć se smjera garišnoga dima,

amico". E io tesi le mani,

Jurnuh, poletjeh k vašim pucnjevima.

toccai il suo viso gentile d'infermiera,

 

i suoi capelli, il fucile.

 

 

Tu ste me našli ležati na strani,

Il mio pianto fu solo un singhiozzo

Braćo rođena, neznani junaci,

della gola e del cuore: non avevo piů occhi,

Pjevali ste, i ko kad se dani

le mie ultime lacrime

Široka svjetlost, kao božji znaci,

le avevo versate sul coltello del boia.

Okupala me. Rekoh: zar su snovi?

 

Tko je to pjevo? Tko mi rane povi?

Sě, non ho occhi per vedermi, ne forza

 

per venire con voi

 

anche se lo vorrei con ogni forza.

Oćutjeh na čelu meku ruku žene;

Chi siete e da dove venite non so,

Sladak glas začuh: „Partizani, druže!

ma alla vostra luce mi scaldo.

Počivaj! Muke su ti osvećene!”

Voi cantate e io dalla morte risorgo.

Ruke se moje prema glasu pruže,

La sacra libertŕ e la vendetta presagisco.

Bez riječi, i dosegnuh nježno lice,

Il vostro canto

Kosu i pušku, bombu vidarice.

mi restituisce la luce degli occhi:

 

forte come il popolo, alto come il sole.

 

 

Zajecao sam i još i sad plačem

 

Jedino grlom, jer očiju nemam,

 

Jedino srcem, jer su suze mačem

 

Krvničkim tekle zadnji puta. Nemam

 

Zjenice da vas vidim i nemam moći,

 

A htio bih, tugo! - s vama u boj poći.

 

 

 

 

 

Tko ste? Odakle? Ne znam, al se grijem

 

Na vašem svjetlu. Pjevajte. Jer ćutim

 

Da sad tek živim, makar možda mrijem.

 

Svetu Slobodu i Osvetu slutim...

 

Vaša mi pjesma vraća svjetlo oka,

 

Ko narod silna, ko sunce visoka.

 

 

 

~ KRAJ ~

 

 

Jama

Ivan Goran Kovačić 1942-43

The Pit

Ivan Goran Kovačić 1942-43. g.

 

traduzione Alec Brown

I

I

 

 

Krv je moje svjetlo i moja tama.

BLOOD is my daylight, and darkness too.

Blaženu noć su meni iskopali

Blessing of night has been gouged from my cheeks

Sa sretnim vidom iz očinjih jama;

Bearing with it my more lucky sight.

Od kaplja dana bijesni oganj pali

Within those holes, for tears, fierce fire inflamed

Krvavu zjenu u mozgu, ko ranu.

The bleeding socket as if for brain a balm -

Moje su oči zgasle na mome dlanu.

While my bright eyes died on my own palm.

 

 

 

 

Sigurno još su treperile ptice

While played, I never doubt, God's feathered creatures,

U njima, nebo blago se okrenu;

Reflected still in them, and clouds' procession;

I ćutio sam, krvavo mi lice

But all I felt were my blood-spattered features,

Utonulo je s modrinom u zjenu;

Bruised gulfs in that once brilliant profusion.

Na dlanu oči zrakama se smiju

Haw radiant lay my eyeballs in my hand,

I moje suze ne mogu da liju.

Yet from those eyes no tear could more descend!

 

 

 

 

Samo kroz prste kapale su kapi

Then ever other fingers ran the warm

Tople i guste koje krvnik nađe

Coagulating blood my slaughterer found

Još gorčom mukom duplja koje zjapi

By the profounder agony of holes he formed

Da bodež u vrat zabode mi slađe:

For better grip, more sensuously to wound;

A mene dragost ove krvi uze,

But me the softness of my blood enthralled,

I ćutio sam kaplje kao suze.

And I rejoiced as blood were red tears falling.

 

 

 

 

Posljednje svjetlo prije strašne noći

The final light before the frightful night

Bio je bljesak munjevita noža,

The lightning swooping of the polished knife,

I vrisak, bijel još i sad u sljepoći,

The cry too white still in my blinded sight,

I bijela, bijela krvnikova koža;

The bleach-white bodies of the murderers,

Jer do pojasa svi su bili goli

Who stripped their torsos for their sweaty task -

I tako nagi oči su nam boli.

Was dazzling even to my blinded mask.

 

 

 

 

O bolno svjetlo, nikad tako jako

O painful daylight, never so hard yet

I oštro nikad nisi sinulo u zori,

Or penetrating did you break the East

U strijeli, ognju; i ko da sam plako

With fiery arrow; I might have thought I shed

Vatrene suze s kojih duplje gori;

Teardrops with leaping flames that seared my cheeks

A kroz taj pako bljeskovi su pekli,

Through all that hell so many lightnings bent,

Vriskovi drugih mučenika sjekli.

So many cries of other victims rent.

 

 

 

 

Ne znam koliko žar je bijesni trajo,

What time that furious conflagration fanned,

Kad grozne kvrge s duplja rasti stanu,

All that I knew of time were callouses for eyes,

Ko kugle tvrde, i jedva sam stajo.

Hard-grown and aching; and could hardly stand.

Tad spoznah skliske oči na svom dlanu

And only then my slippery eyeballs fingered

I rekoh: „Slijep sam, mila moja mati,

And knew - and cried: My sight, O Mother mine, is gone.

kako ću tebe sada oplakati...”

How shall I weep when your life too is done?

 

 

 

 

A silno svjetlo, ko stotine zvona

Then dazzling daylight like a myriad carillons

Sa zvonika bijelih, u pameti

From endless gleaming bell-towers in my crazy

Ludoj sijevne: svjetlost sa Siona,

Brain illumined like the lights of Zion,

Divna svjetlost, svjetlost koja svijeti!

A lovely light - a light which sanctified -

Svijetla ptico, Svijetlo drvo! Rijeko!

Bright birds, bright river, trees and, brilliant

Mjeseče! Svjetlo ko majčino mlijeko!

Boon pure as mother's milk, still brighter moon.

 

 

 

 

Al ovu strašnu bol već nisam čeko:

Now came a torture I had never guessed -

Krvnik mi reče: „Zgnječi svoje oči!”

My murderer commanded “Break your own eyes!”

Obezumljen sam skoro preda nj kleko,

I nearly prayed for mercy to the beast,

Kad grč mi šaku gustom sluzi smoći;

But slimy-fingered spasmic hands obeyed -

I više nisam ništa čuo, znao:

And then no more I heard, no more could tell,

U bezdan kao u raku sam pao.

To empty nothing faltered, and I feel.

 

 

II

II

 

 

Mokraćom hladnom svijestili me Ćuške

WITH chilly urine woke me, and with blows

Dijelili, vatrom podigli me silom;

Belaboured fire back to my head, and then

I svima redom probadali uške

These executioners pierced our ear lobes

Krvnici tupim i debelim šilom

With blunted, clumsy spikes, each one in turn -

Smijte se!” - ubod zapovijedi prati -

Laugh, laugh!” they ordered, as they thrust their tools,

Oboce svima pred krst ćemo dati!”

Ear-rings are fire for force-converted fools!”

 

 

 

 

I grozan smijeh, cerekanje, grohot

Then horrid laughter, sobbing, loud and wild

Zamnije ko da grohoću mrtvaci;

Reverberated as if dead men laughed;

I same klače smete ludi hohot

But crazy humour hindered those defiled -

Pa svaki bičem na žrtve se baci.

To silence us our wilted flesh they flayed;

A mi smo dalje u smijanju dugu

But endless now in our long choking wit,

Plakali, praznih duplja, mrtvu tugu.

With gaping sockets our dead sorrow wept.

 

 

 

 

Kada smo naglo, ko mrtvi, umukli

Then suddenly like corpses we were still

(Od straha valjda što smo ipak živi),

(No doubt from fear lest we were still alive) -

U red za uške otekle nas vukli,

Tugged by our swollen ears they dressed us, till

I nijemi bol na stranu sve nas privi;

The silent torture turned us all awry

(U muku čuli iz šume smo pticu):

(But birds that sang to us, not one did tire)

provlačili su kroz uške nam žicu

While through our tattered lobes was drawn a wire.

 

 

 

 

I svaki tako, kada bi se mako,

So each man of us if the least he starts

Od bola strašna muklo bi zarežo.

Howls dully when he feels the frightful pain.

Šutite!” - rikne krvnik - „nije lako,

Silence” - the executioner - “we know it smarts,

Al potrebno je da tko ne bi bježo.”

But we're not going to let you go again!”

I nitko od nas glavom da potrese

Not one of us could even shake his head

I drugom slijepcu šuti bol nanese.

But give another blinding pain instead.

 

 

 

 

Krvožednike smiri žičan lokot

That warder wire appeased our cruel captors,

I umorni su u hlad bliski sjeli;

And, tired, nearby they sat down in the shade;

I začuo se vode mrzli klokot

Refreshing water gurgle then was heard

U žarku grlu, i glasno su jeli,

Down parching throats, laud pleasure as they ate,

Ko poslije teška posla; zatim stali

As if they'd laboured hard, till they began

Jedan sa drugim da se grubo šali.

To pass foul, slimy jokes from man to man.

 

 

 

 

Zaboravili kao da su nas:

Then even seemed our presence was forgotten;

Zijevali, vjetre puštali su glasne.

We heard them yawn and break their wind at leisure.

Eh, jednu malu vidio sam danas...”

Oh boy, I saw a skirt today” - a rotter

Dobaci netko, uz primjedbe masne.

Spat dirty observations from his tongue.

I opet klokot hladna vina ili vode

Thus passed their noon, in wine or cooling water -

Trgne slijepce - žica me probode.

Ours passed on burning wire, strung for the slaughter.

 

 

III

III

 

 

U mome redu počela da ludi

NOW in my rank a girl went mad and shrieked

Neka žena. Vikala je: „Gori!

Her warning — “Men! Fire! the house is burning,

Ljudi, gori! Kuća gori! Ljudi!”

Fire!” And now the wire strung through us wreaked

A žica ljuto počela da pori

New agony and rent distorted gaps

Nabreknute, grozne naše uši.

In all our monster ears until she fell

Na tla se žena ugušena sruši.

And choking lay, oblivious to hell. “Blind sockets,

 

 

 

 

Dupljaši! Ćore! Lubanje mrtvačke”

deaths-head skulls, you purblind rats,

Sove! U duplja dat ćemo vam žere

We'll doctor you with hot coals in those holes

Da progledate! Vi, ćorave mačke!”

To make you see again, blind blinking bats!”

Zareži pijan koljač kao zvjere

And, as he spoke, a drunken murderer lent

I slijepcu nožem odcijepi lice

Leering forward, and slashed down through a face,

Od uha što se zaljulja vrh žice.

To leave its ear still dangling, wired in place.

 

 

 

 

Urlik i teški topot slijepe žrtve

We heard the victim's cry, his frenzied pace

to bježeć kroz mrak uvis noge diže),

As, thus released, down maddened dark he ran;

I brz trk za njom, sred tišine mrtve,

Through mortal silence then we heard the chase,

I tupi pad, kad lovca nož je stiže

And, as the knife struck twice, his heavy fall.

O, taj je spašen! — rekoh svojoj tami

So one is saved, I told my night of it,

Ne opazivši da nas vode k jami.

No knew they led our steps towards the pit.

 

 

 

 

Srce je muklo šupljom grudi tuklo;

I heard the heart dull in my hollow breast

Tad druga srce preko žice začuh.

And through the wire to others' beating harked;

Lupanje ludo naprijed nas je vuklo.

To that dumb drum we pressed our steps ahead

to srce skaču kad u mraku plaču!)

(Haw loud it rumbled through the weeping dark!)

I od te lupe progledah kroz rupe:

By that tattoo I saw through holes for eyes

U jasnom sjaju misli mi se skupe.

My thoughts assemble as in bright sunrise.

 

 

 

 

I vidjeh opet, ko još ovog jutra,

And saw again, as I had seen at dawn,

Duboku jamu, juče iskopanu.

The hollow pit which yesterday we dug;

Napregnuh sluh da čujem kad unutra

I strained my hearing and at last it came -

Uz tupi udar prve žrtve panu.

That sudden flat sound as each victim fell -

Oštrom svijesti odlučuh da brojim:

Knife-edged, my thought itself began to tell

Ja, pedeseti što u redu stojim.

The forty-nine before me, known so well.

 

 

 

 

I čekao sam. Skupljao sam točne

And, waiting fingered memory's index,

Podatke: tko je već nestao straga,

Ticked whom they took before, behind, all round -

Tko sprijeda - zbrajo, odbijao, dok počne

So add, subtract, until the following blows

Udaranje, padovi. Sva snaga

Descend and new men die; till all my strength

mozga u jasnoj svijesti se napregnu

Of mind to dazzling clarity was grown.

Da promjene mi pažnji ne izbjegnu.

To let no change take place, and pass unknown.

 

 

 

 

Negdje je cvrčak pjevo; oblak pokri

Somewhere cicadas sang; a single cloud

Začas u letu sjenom cijelo polje.

Brushed fleeting shadow over everything.

Čuo sam kako jedan krvnik mokri,

I heard one murderer nature easing loudly,

A drugi stao široko da kolje.

The while another, heated, wildly slew -

Sve mi to zasja u sluhu ko u vidu.

All this engraved like sight, and glittered clear

Sa bljeskom sunca na nožnome brdu.

As sun upon the knife-edge, in my ear.

 

 

IV

IV

 

 

Kad prva žrtva počela da krklja,

WHEN the first sacrifice began to choke

Čuh meki udar, i mesnata vreća

I heard a silken sound, a fleshy sack

Padaše dugo. Znao sam: u grkljan

Which settled slow. I knew that first the throat

Dolazi prvi ubod, među pleća

They stuck, then in between the shoulder-blades

Drugi, a ruka naglo žrtvu grune

A second thrust, then swiftly pushed away

U jamu gdje će s drugima da trune.

To fill the pit, together to decay.

 

 

 

 

Netko se mrtvo ispred mene složi

Before my blindness, limp and dead, one fell,

Il iza mene, riknuvši od straha,

Then with a yell of fear, behind my back,

A ja udarce silnom svijesti množih,

While my keen senses noted down each blow

Odbijajući pale istog maha,

And every person dead, struck from my list -

Mada sam svakog - što kriknu, zagrca -

No man nor girl who cried or sudden wept

Ćutio kao ugriz u dno srca.

But in my heart - my wound - their agony leapt.

 

 

 

 

Čovjek iz jame jeco je ko dijete,

A comrade in the pit now whimpered like a child,

Tek priklan; cikto jezivo mu glasak.

Throat but half stuck - that sound so ominous

Streptih da račun moj se ne pomete.

Alarmed me lest I lost the list compiled -

Tad buknu u dnu bezdna bombe prasak.

Then down below a hand-grenade they tossed -

Tlo se zaljulja. Klonuće me svlada.

The firm earth rocked. A weakness bend my shape;

Nestala u spas posljednja mi nada.

What hope now had I that I might escape?

 

 

 

 

Al silna svijest pažnjom me opsjednu:

Yet consciousness triumphant still possessed me;

U sluh se živci, krv, meso i koža

Now nerves and blood and flesh and skin became

Napregli. Zbrojih trideset i jednu

A straining ear; I counted thirty-one -

žrtvu; šezdeset i dva boda noža.

Sixty and two more strikings with the knife -

Slušo sam udar kojom snagom pada,

I heard a blow which fell with savage force,

I meni opet vratila se nada.

And once again my folly took its course.

 

 

 

 

Na jauk iz bezdna sada nova prasne

When now another cry for intermission

Bomba uz tutanj. I mrtva tjelesa

Brought yet another hand-grenade, new dead

Padahu sad uz pljuske manje glasne,

Began to fall with thuds of less precision,

Kao u vodu, povrh kaše mesa.

As if on water, o'er a slush of flesh;

Uto oćutjeh da po krvi kližem.

And so in blood I feel my foot-soles sink -

Protrnuh: evo, i ja k jami stižem!

A spasm shook me - I had reached the brink.

 

 

V

V

 

 

O vidio sam, vidio sve bolje,

OH, THEN I saw, with suddenly better sight,

Ko da su natrag stavljene mi oči:

As if my eyes returned - but to my back -

I bijelu kožu, i nož koji kolje,

That whitened skin, that knife prepared to strike,

I žrtve (kao jagnjad što se koči

The victims too who while last seconds tick

Časkom pred klanje, al u redu bliže

Stand stiff and still, yet automatic steal

Korak po korak mirno k nožu stiže).

By inches toward the knife their nerves can feel.

 

 

 

 

Bez prekidanja red se dalje mico

Uninterruptedly the ranks moved slowly on

- Ko da na čelu netko nešto dijeli -

- As if some distribution was ahead -

Nit je tko viko, trzo se, narico;

Not one that shouted, started back or groaned,

Na žezi strašnoj tih su nas želi

While steadily in sultry air death mowed

Ko mrtvo klasje koje jedva šušti.

The deadripe corn, which fell with only sound

(To se čula krv što iz grla pljušti.)

The fluent blood which spurted to the ground.

 

 

 

 

Korak po korak pošli smo; stali opet:

Thus step by step, with briefest pause between -

Krkljanje, udar, pad i opet korak.

The croak, the knife, the thud; the queue pace

Začuh zvuk jače. Ukočen, ko propet,

Nearer, nearer still. Strained on a rack,

Stadoh. Na usni tuđe krvi gorak

I backed, felt on my lips the bitter taste,

Okus oćutjeh. Sad sam bio treći

Another's blood, and thus became the third

Što jamu čeka u redu stojeći.

Who waited at the pit till it - occurred.

 

 

 

 

Strašna mi tama, od sljepoće gora,

The darkness more disgusting through my blindness

Sav um pomuti i na čula leže,

Blasted my mind and cluttered every sense -

I za njom svjetlost ko stotine zora:

And sense beyond a thousand daybreaks cried

Iskro! Strijelo! Plamene! Sniježe!

Intense - O arrow! O flame! O bewildering snow!

Silno svjetlo bez ijedne sjene,

Light, come at last devoid of any shade,

Ko oštar ubod igle usred zjene.

With needles in my aching eyeballs played.

 

 

 

 

Drug se preda mnom natrag k meni nago,

The comrade next bent suddenly towards me,

Kao od grča; onda je zastenjo,

As if a cramp had gripped him, then he groaned,

Naprijed posrno, uzdahnuo blago -

And, stumbling forward, set a soft sigh free,

I tihi uzdaj s krkljanjem mu jenjo.

That lonely sigh, consumed in his death-rattle —

Surva se, pljusnu kao riba Zine

Swung downward, flopping like a fish. With this,

Preda mnom prostor bezdane praznine.

Before me gaped the bottomless abyss.

 

 

 

 

Sve pamtim: naprijed zaljuljah se, natrag,

Each detail fresh today - my body swayed

Bez ravnovjesja - kao da sam stao

In space - as if upon the final rung

Jezive neke provalije na prag,

Of endless nothing balanced there before me,

A iza mene drugi ponor zjao.

And at my back another nothing hung.

Bijela strijela u prsi mi sinu,

A whitened arrow was my own throat slit,

Crna me šinu s pleći. U dubinu.

Black death the stab behind; before - the pit.

 

 

VI

VI

 

 

U bezdanu uma jeza me okrijepi.

BUT in the pit, by quivering heart made keen,

Osjetih hladno truplo gdje me tišti,

I felt the chilling corpse that pressed me down,

Hladnost smrti da mi tijelo lijepi.

And my own clamour too, that webbed me in.

Strah sviješću sinu: Neka žena vrišti!

Fear flared my senses when a woman shrieked!

U jami sam - tom ždrijelu našeg mesa;

I am in the pit, cold maw that took our flesh,

Ko mrtve ribe studena tjelesa.

That took our corpses clammier than fish.

 

 

 

 

Ležim na lešu: kupu hladetine,

I lay upon a corpse - a mould of brawn,

Mlohave, sluzne, što u krvi kisne,

A flabby slimy thing in bloody steep;

I spas sa jezom iz leda me vine:

Yet thought was rescued by that human cold,

Svijest munjom blisne kada žena vrisne.

And flashed new lightning when a woman screamed.

Okrenuh se, u groznici tad k vrisku

I turned in fever quick towards the sound

Pružih ruku: napipah ranu sklisku.

And stretched my hand - to touch a soft, wet wound.

 

 

 

 

I prvi puta sva životna snaga

For the first time my every ounce of strength

Nad leševima stala da se skuplja;

Knotted together over all the dead;

Na vrisak skrenuh ruku, i u duplja

To hide that shriek I held my breath and pressed

Lubanje zaboh prste; tijela naga

Deep fingers in my sockets - bodies naked

Ko da su sva zavrištala u jami -

Shrieked together in the darkened pit,

Sav pako jeknu jezivo u tami.

And hell re-echoed with the din of it.

 

 

 

 

Bomba će pasti! Užasnuh se prvo;

Then my new fear awoke - grenades would fall!

U grču strašnu zgrabih rukom niže.

With awful spasm at first I thrust and gripped

Zakoljak nađoh grozan. Leš se rvo

A woefully butchered limb - the body crawled

Sa mnom i na me počeo da kliže.

To writhe with me, and, writhing, slipped,

Krkljo mu grkljan u krvavoj rani;

The blood-lapped gurgling gullet gaping wide -

Korake začuh i glasove vani.

When footsteps came and voices spoke outside.

 

 

 

 

O bože moj, zagrlila me žena

O heavens above, a woman's tense embrace

Sad zagrljajem druge svoje smrti:

Of second death contained me and I felt

Kako joj koža lica nagrbljena...

My fingers ridging in her wrinkled cheeks -

Starice! Bako! I uzeh joj trti

O whitened hairs! O Granny! and I held

Koščate ruke, i žarko ih ljubih.

Her bony hands and warmed them with my breath,

Činilo mi se: mrtvu majku ubih.

Felt I had caused my own dear mother's death.

 

 

 

 

Čuo sam kako umirući stenje,

I heard how she lamented as she died,

I poželio ludo da oživi.

How passionately still she longed to live.

Sve leševe tad molih oproštenje.

I begged all those now dead for absolution.

Oćutjeh tvrdu usnu gdje se krvi -

I felt a twisted lip grown swiftly stiff -

Obeznanih se. Kad sam opet skido

And fainted then. When once again I stripped

Mrak nesvijesti, još sam gorko rido.

The darkness from my mind, my flesh still wept.

 

 

VII

VII

 

 

Ušutjeh. Sam sam međ truplima lednim,

STOPPED - alone - of all cold corpses, first!

A studen smrti na leđa mi sjela,

But chill of death subtly up my spine;

Na udove. U ledu mrtvih žednim

My limbs - congealed in choirs of dead men - thirsting

Vatrama nepca, jezika i ždrijela.

With gums and tongue and gullet throbbing fire.

Led smrti šuti. U njem pako gori.

The ice of death is still. Inside, hell flamed,

A nigdje vriska da samoća ori.

Though not a cry, to give that silence shame.

 

 

 

 

Taj grozni teret što na meni leži,

Yet that lewd burden pressing on my body

Ni smrtnim ledom neće da priušti

Not even with the ice of death can slake

Hladnoću grla; a biva sve teži:

My burning throat; that ever deader sod

Odjednom skoro viknuh: voda pljušti!

Confines me - till I nearly shriek for water -

Čujem gdje s vrha po truplima teče;

Then water sprinkles, near and far by turns,

Ah, studen mlat! - al peče, peče, peče!

On, cooling shower! that burns, burns, burns!

 

 

 

 

Po goloj koži, po leđnome jarku,

Over the naked skin, the vale of ice,

Niz trbuh, prsa, slabine i bute

Down belly, breast and flanks and thighs at once

Potočić studen pali vatru žarku,

That cooling rivulet sets teasing fire,

Dube u mesu kanaliće ljute.

And hollows angry furrows in the flesh.

I kad na usnu mlazić žarki kapno,

A burning droplet on my stiff lips traced,

Opaljen jezik kusnu živo vapno!

My tongue revealed to me the quicklime taste.

 

 

 

 

Puna je jama: Na lešine liju

The pit chockfull, on carcases they poured

Vapno da živim strvine ne smrde.

That fire, to spare the world our stealing stench:

O hvala im, nas mrtve sada griju

I thanked them that, now dead, they tried to warm

Plamenom svoje samilosti... Tvrde

Us with that charity ... I felt wrench

Leševe ćutim: trzaju se goli,

Of naked corpses as their sinews turned,

Ko mrtve ribe kad ih kuhar soli.

Like long dead fishes by crude saline burned.

 

 

 

 

Taj zadnji trzaj umirućeg živca,

That final spasm of nerves yet not quite still,

Taj čudni drhtaj na kojem sam plivo

That wondrous shudder on which I now floated

Učini da sam blagosiljo krivca:

Compelled me bless the guilty one for this:

O gle! još truplo kraj mene je živo -

When look! a corpse beside me was alive -

To starica me hladnom rukom gladi,

Grey-haired old granny's icy hand caressed

Jer zna da moji ne prestaše jadi!

Me, now she knew I still had not found rest.

 

 

VIII

VIII

 

 

Kada se mrtvi val života stišo,

WHEN tat dead wave of life again subsided,

Korake začuh ko daleku jeku:

I caught the sound of steps as from afar -

Netko je jamu par puta obišo;

Somebody twice walked slowly round the site,

I nasta mir ko mir u mrtvu vijeku.

Then peace shone steady, like the evening star.

pomakoh nogu, stegnuh lakta oba -

I bent, to rise, hitched feet up, one by one,

Ko grobar kad se izvlači iz groba.

Like digger when his graveyard job is done.

 

 

 

 

Zaprepastih se: leševi se miču,

Then what surprise! The corpses moved about,

Kližu nada me, polako se ruše -

Slid over me and slowly settled in;

Smiju se, plaču, hropoću i viču,

They laughed and wept, groaned and sighed and shouted,

Pružaju ruke i bijesno me guše...

Reached for me - gripped me - furiously throttled -

Osjećah nokte, stražnjice, bokove,

I felt their nails, their buttocks, and their thighs,

Trbuhe, usta što me živa love.

Their mouths and bellies corner me alive.

 

 

 

 

Prestavljen stadoh. Stadoše i oni.

From terror I was still - then they still too -

Sad je težina manja. Mrtva noga

Their weight decreased, a dead leg on my shoulder

Pala mi preko ramena. Ne goni

Dangled limp. They had pursued, but now

Nitko me više! - rekoh sebi; - To se

Pursed no more! - my climbing had undone

O vratu tvome splele ženske kose.

The dead - I told myself. - That mangled noose

 

About your neck, a dead girl's locks have tangled!

 

 

Prostrujo hladan zrak na moja usta

Soft air now brushed its coolness on my mouth

Kroz sloj leševa: izlazu sam blizu!

Between the dead - then I was near escape!

I srknuh utopljenički: krv gusta

And as if drowning, gulped; and thickened blood

kroz nosnice u grlo oštro briznu.

Through nostrils spurted down my parching throat.

Smijo sam se - al da me netko tako

I laughed aloud - yet who saw me with gob

Nakreveljena vidje, taj bi plako

Of comrade's blood bedecked, would sorely sob.

 

 

 

 

Il bi od straha sledio se, nijem

Or fear would petrify him, smite his speech

Pred tom rugobom. Jer, što da se tješim:

Before monstrosity like me — for why

Odsad će ljudi mislit da se smijem

Deceive myself when mast think I grin

Kad plačem, i da plačem kad se smiješim.

If i am weeping, or, if smiling, cry?

Ta prazna duplja, gnijezda grozne tame,

Yet, in these empty sockets none may now forget

Sjećat će svijet na crno ždrijelo jame.

Like their tenebrous depths, the deadly pit.

 

 

 

 

I sama sebe osjećo sam krivim

For I could not relieve myself of guilt

Što ostavljam u bezdnu te mrtvace,

Were I to leave my dead in that dark hole.

Jer zrak je ovaj živ... a ja ne živim...

The air's alive - but do I also live?

I čekah da me opet natrag bace.

I half expected they would clutch me to them -

Al rana živim bolom: živ si! reče.

But then my mortal wounds “You live!” declared.

Sabrah se. Vlaga! S njom se spušta veče.

Be brave! Day's done — the evening damp is here!

 

 

IX

IX

 

 

O, nikad nisam očekivo tamu

OH, NEVER did I wait for darkness' coming

S tolikom čežnjom. Pazi! rosa kliže

With such desire. For now the dew was seeping

Niz trupla dođe do mene, u jamu!

Over the upper bodies down to me!

Užaren jezik počeo da liže

My inflamed tongue set greedily to lick

Kaplje sa ruku, nogu mrtvih tijela

Drops from the arms and legs of those now dead,

Što su se na me ko žlijeb nadnijela.

And down contorted gutters nectar bled.

 

 

 

 

Pomamno sam i divlje se penjo,

Like a wind creature, maddened then, I tried

Gazio prsa i trbuhe grubo -

To clamber out, on bosom or on belly

I kad bi mrtav zrak iz trbuha stenjo,

Treading, non when those things like bellows sighed

Nisam već trno. Vuko sam i skubo

Did I pay heed, but clutched and cramped my fingers

Dugačke kose, uspinjo se mesom,

In the still hair, wherever dead flesh held,

Podjaren žeđom kao ludim bijesom.

Like maddened dog by burning thirst compelled.

 

 

 

 

Nisam osjećo bola, straha, stida;

Now was I free from pain and fear and shame,

Obarah leš za lešom, grabih plazih

Free to betray and spurn the dead, and crawl

Po njima ko po zemlji što se kida.

On bodies as on sodden ground that crumbled.

A možda svoju mrtvu sestru gazih,

Was it my sister that I trod - I cared not;

Susjeda vukoh, lomih nježnu dragu.

Some friend I mauled, girl's fragile bones I shattered -

Žeđ mi je dala bezumlje i snagu.

My maddened thirst was master - what else mattered?

 

 

 

 

Kad sam se divlje iz jame izvuko,

When like a beast I'd clambered from the pit,

Zaboravih svijest, oprez, da l je mrko:

All wisdom, caution, fled, I cared not any more

Tlom krvavim sam puzo, tijelo vuko

Who saw, but in blood crawled about and dragged

Do trave: zvjerski, živinski je srko;

Myself to pasture, quadrupedal snorted,

Uranjo u nju, jeo je i guto

Rooted burning lips, and gaped, and sank

I ko po rijeci livadom sam pluto.

My oblivious body as I crept and drank.

 

 

 

 

Dozvah se: usta, punih trave, ležim,

At last twast done; with grass-filled mouth I lay

Gorim, ledenim: u teškoj sam mori.

Twixt fire and ice, exhausted beyond sense,

Spasen! O, kamo, kamo sad da bježim?

But saved! though beffled - whither could I flee?

Zadrhtah: pjesma krvnikova ori.

A shudder broke me. Far off the tyrants sang -

Daleko. Našim mukama se ruga.

With dirty catch their dismal triumph they shared.

I mržnja planu. Ostavi me tuga.

When my soft mood was gone, and hatred flared!

 

 

X

X

 

 

Odjednom k meni miris paljevine

MY NOSTRILS suddenly had caught the scent,

Vjetar donese s garišta mog sela;

The wind-borne echo of our burning homes!

Miris iz kog se sve sjećanje vine:

From ashes rose my youthful years' content -

Sve svadbe, berbe, kola i sijela,

The weddings, harvests, dances, and long hours

Svi pogrebi, naricaljke, opijela;

Beside the hearth - the funerals with bells and wakes,

Sve što je život sijo i smrt žela.

All that life's sower sows and death's scythe takes.

 

 

 

 

Gdje je mala sreća, bljesak stakla,

That simple happiness, the window's glint;

Lastavičje gnijezdo, iz vrtića dah;

Swallow and young; or windborne garden sweet -

Gdje je kucaj zipke što se makla,

Where? - The unhurried cradle's drowsy tilt?

I na traku sunca zlatni kućni prah?

Or, by the threshold, sunshine at my feet?

 

 

 

 

Gdje je vretena zuj, misir hljeba

The spindle's whirring, or the sweetish scent

Što s domaćim šturkom slavi život blag;

Or bread - the chairs, the nook, that all require

Gdje su okna s komadićkom neba,

But peace - that square of sky the window bent -

Tiha škripa vrata, sveti kućni prag?

Door hinges' gentle creak, the cosy fire -

 

 

 

 

Gdje je zvonce goveda iz štale

The cowbell clanging stately from the byre? -

Što, ko s daljine, zvuk mu kroz star pod

Afar, it seemed, through the floor boards seeped in

U san kapne; dok zvijezde pale

Drip drip in sleep, while one by one the stars

Stoljeća mira nad sela nam i rod.

The ages lit, o'er villages and kin.

 

 

 

 

Nigdje plača. Smijeha. Kletve. Pjesme.

No weeping - only oaths and bawdy yells.

Mjesec, putujući, na garišta sja:

The moon above a ruined village stands.

Ugasnuo s dola dalek jecaj česme,

no more below the house the well-hoist spelling

Crni se na putu lešina od psa...

Peace. Death's odour only fills our land.

 

 

 

 

Zar ima mjesto bolesti i muka

Is there a place where suffering and pain

Gdje trpi, pati, strada čovjek živ?

Men suffer, and endure, but yet alive?

Zar ima mjesto gdje udara ruka

Is there a place where men forget again

I živiš s onim koji ti je kriv?

And live with those who wronged them by their side?

 

 

 

 

Zar ima mjesto gdje još vrište djeca,

Is there a place, where children cry delight,

Gdje ima otac kćerku, majku sin?

A father has a daughter - son, a mother?

Zar ima mjesto gdje ti sestra jeca

Where even dreaded death is calm, and white,

I brat joj stavlja mrtvoj na grud krin?

With lilies for farewell, placed by brother?

 

 

 

 

Zar ima mjesto gdje prozorsko cvijeće

Is there a place, where flowers on the sill

Rubi još radost i taži još bol?

Enhance a pleasure or a grief diminish?

Zar ima većeg bogatstva i sreće

Could there be happiness or wealth more full

Nego što su škrinja i klupa i stol?

Than oaken table, chest, and humble bench?

 

 

 

 

Iz šume, s rikom gora, prasak muko

The forest suddenly rattled, magnified

Zatutnji. Za njim tanad raspršeno

From hill to hill, and bullet scattering squeaked

Ciknu, ko djeca njegova. Pijuko

Like thunder children near me; high and wide,

Nada mnom zvuk visoko, izgubljeno.

Their errand missed, they sighed, and disappeared.

Bitka se bije. Osvetnik se javlja!

Comrades were come, the avenging battle started!

Osvijetli me radost snažna poput zdravlja.

Light as strong as health lit up my heart!

 

 

 

 

Planu u srcu sva ognjišta rodna,

All the hearths of home blazed up in me,

Osvetom buknu krvi prolivene

And every sinew swelled with vengeance for

Svaka mi žila, i ko usred podna

Our bodies they had pillaged - I could see

Sunce Slobode razbi sve mi sjene.

The midday sun shrink gloom to liberty.

Držeć se smjera garišnoga dima,

The smoking village as my nostrils' guide,

Jurnuh, poletjeh k vašim pucnjevima.

I strove to take my stand my men beside.

 

 

 

 

Tu ste me našli ležati na strani,

Then it was you found me, still by the path

Braćo rođena, neznani junaci,

Oh my own kin, my unknown warriors!

Pjevali ste, i ko kad se dani

Singing you came, like the first quickening swath

Široka svjetlost, kao božji znaci,

Of fruitful light, which, heralding the day,

Okupala me. Rekoh: zar su snovi?

Bathed me. I tried to ask - for had I swoonned,

Tko je to pjevo? Tko mi rane povi?

To dream of singing hands? O bowhund my wounds?

 

 

 

 

Oćutjeh na čelu meku ruku žene;

Upon my forehead moved a girl's cool fingers,

Sladak glas začuh: „Partizani, druže!

Upon my ears sweet music “Comrade partisan,

Počivaj! Muke su ti osvećene!”

Rest now in peace, your agonies are requited!”

Ruke se moje prema glasu pruže,

I reached my hands in dark towards her voice,

Bez riječi, i dosegnuh nježno lice,

Without a word I touched the tender face,

Kosu i pušku, bombu vidarice.

The hair, grenades, and rifle of my grace.

 

 

 

 

Zajecao sam i još i sad plačem

Began to sob and never have ceased yet,

Jedino grlom, jer očiju nemam,

With throat alone, for now I have no eyes;

Jedino srcem, jer su suze mačem

With heart alone, for now my tears the knife

Krvničkim tekle zadnji puta. Nemam

Of murderers gouged away. I am deprived

Zjenice da vas vidim i nemam moći,

Of eyes to see you, and that strength is gone

A htio bih, tugo! - s vama u boj poći.

Which I so need, to fight too, till we've won.

 

 

 

 

Tko ste? Odakle? Ne znam, al se grijem

But who are you, and whence? I only know

Na vašem svjetlu. Pjevajte. Jer ćutim

That your light warms me. All - Sing! for I can feel

Da sad tek živim, makar možda mrijem.

At last I live; even though I'm dying now,

Svetu Slobodu i Osvetu slutim...

This in sweet Liberty, with Vengeance stolen

Vaša mi pjesma vraća svjetlo oka,

From death. Your singing gives my eyes back light,

Ko narod silna, ko sunce visoka.

Strong as our People, and our sun as bright.

 

 

~ KRAJ ~

~ THE END ~

 

 

 

translation: © [year unknown] Alec Brown

 

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Una pausa del poeta Ivan Goran Kovacic durante la offensiva tedesca (1943)



 

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