Coordinamento
Nazionale per la Jugoslavia



Segnalazione iniziative



Campagna contro lo smantellamento
del
Memoriale Italiano ad Auschwitz


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Deportati, liberatori e falce e martello fuori da Auschwitz. Lo scempio è compiuto!

Nel  70° anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, il memoriale italiano che ricorda tutti i deportati italiani, l’antifascismo, la Resistenza e i liberatori, è stato rimosso dal blocco 21 di Auschwitz per motivi revisionisti e negazionisti e forse sarà ricollocato accanto all’Ipercoop di Firenze. 

Vergogna ai responsabili di questa offesa.
Il 27 gennaio 2016, Giorno della Memoria, tutti con l’Armata Rossa.

Gherush92 Committee for Human Rights – 1.1.2016.
gherush92@gmail.com


Iniziative
Appello alla Deutsche Denkmalpflege (2011)
Appello a Napolitano per il Memoriale italiano di Auschwitz (2011)
OdG del Consiglio Nazionale ANED (2014)
Appello a Gentiloni e Renzi (2014)
Conferenza a Milano
, 27 Gennaio 2015: Dichiarazione
La replica del Ministro Franceschini e una nuova lettera (2015)

Links e documentazione:
Progetto Glossa XX1 per il Memoriale Italiano su Facebook
Il Memoriale italiano ad Auschwitz – Giornata della Memoria 2014. Documentazione, conservazione e progetto di integrazione 2008-2012. A cura di Giuseppe Arcidiacono e Sandro Scarrocchia, Sestante Edizioni, 2014
VIDEO: Cittadini contro la distruzione del Memoriale italiano di Auschwitz - Blocco 21 (2012)


Cronache:
Il Memoriale italiano di Auschwitz sarà ospitato a Firenze dentro l'EX3 (24/9/2014)
Entro pochi giorni la decisione sul trasferimento in Italia del Memoriale di Auschwitz (ANED 21/10/2014 - anche su JUGOINFO)
Protocollo di intesa tra Ministero Beni attività culturali e turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze e Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, per il trasferimento a Firenze e successiva valorizzazione del Memoriale italiano ad Auschwitz (Delibera Regione Toscana n.376 del 30-03-2015)


Opinioni e testi:
Gherush92 Committee for Human Rights: POPOLI INGRATI E SENZA MEMORIA – OVVERO VERSO UN NUOVO FASCISMO (2016)
Giuseppe Zambon: Testimonianza da Auschwitz (2011)
Andrea Martocchia: Commento sull'Appello "Non cancellate il Memoriale degli Italiani ad Auschwitz" (2011)




LE INIZIATIVE
in ordine cronologico inverso


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On.le Dario Franceschini
Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
Via del Collegio Romano, 27 00186 Roma
Roma, 17 luglio 2015

Gentile Onorevole Ministro Franceschini,

non senza un profondo sconforto abbiamo letto la Sua lettera di risposta e non senza sgomenta perplessità abbiamo appreso le intenzioni del Governo in merito al Memoriale italiano ad Auschwitz.

 Nell’incontro del 15 luglio scorso con il Direttore Generale di Gabinetto il Cons. Daniele Ravenna che gentilmente ha accolto una delegazione dei firmatari dell’Appello internazionale per salvare il Memoriale Italiano nel Blocco 21 del Campo di Auschwitz, alla presenza della Dott.ssa Susanna Boschetti dell’Ufficio del Consigliere Diplomatico, abbiamo espresso le ragioni della nostra insoddisfazione per non aver ricevuto risposta in merito alle questioni poste e alle decisioni prese.

 A fronte della ormai nota complessità della triste e annosa vicenda del Memoriale, ci sembra a dir poco inverosimile la decisione del Governo che, alla luce di presunte crescenti pressioni esercitate dalle autorità polacche, mai rese ufficialmente note, ha ritenuto necessario avviare le procedure per la rimozione del Memoriale e la realizzazione di un nuovo allestimento museale del Blocco 21. Appare tanto inverosimile  quanto inammissibile ridurre il Memoriale Italiano, un’opera di testimonianza e di inestimabile valore culturale ed artistico, ad una questione di carattere museografico, di allestimento, di tecniche e spazi espositivi, come si dice.

 E’ a dir poco ovvia, se non banale, la considerazione che le opere d’arte, nel loro naturale contesto architettonico, sono tutte figlie del loro tempo e non devono rispondere a rinnovati criteri museali ma che, semmai, quando fruibili, restano fonte di riflessione e dibattito nel tempo. Non per questo vengono trasferite, decontestualizzate, censurate. Per fare un paragone che, alla luce delle attuali vicende internazionali forse rende ragione dell’assurdità  e della gravità del caso, è come se d’autorità venisse imposta la censura e la dislocazione dei capolavori di Fidia dal British Museum di Londra, asportati e trafugati due secoli orsono, non per riportare quei capolavori ad Atene, ma perché non corrispondenti alle nuove linee guida del Museo. Si aggiunga che il Memoriale, a differenza del Frontone del Partenone, è concepito  per il Blocco 21 del Campo di Sterminio di Auschwitz e rimane indissolubilmente legato al tragico contesto originario per il quale è stato progettato. Nella sciagurata ipotesi del trasferimento rimarrà, a futura memoria, uno strappo indelebile della forma e dei contenuti che il Memoriale rappresenta, lacerazione che sarà resa ancora più evidente da un’eventuale ricostruzione artificiale del contesto, una sorta di Disneyland di Auschwitz.

 Il vero scandalo sarà collocare il Memoriale Italiano, con le parole di Primo Levi, la musica di Luigi Nono, l’architettura  di Lodovico Belgioioso, le pitture di Pupino Samonà, la regia di Nelo Risi, al fianco del più grande centro commerciale di Firenze con l’inevitabile trasformazione dell’opera da luogo della Memoria a fantoccio della “pop art”, contraddicendo lo spirito, l’origine, la finalità dell’opera stessa, snaturandola e svuotandola di senso e contenuto; il vero scandalo sarà trasferire il Memoriale nella periferia di Firenze nell’EX 3 di Gavinana di fianco a grandi magazzini commerciali, luogo che sembrerebbe aver già subito ben due clamorosi fallimenti come sito per ospitare arte contemporanea.

 Ciò detto, nella chiusura e nella ventilata rimozione del Memoriale Italiano da Auschwitz, che Lei sembra avallare, intravediamo una questione ben più complessa, un cattivo intento che riapre il dibattito sul valore della Storia, della Memoria e dell’Arte come veicoli di trasmissione; avvertiamo l’intenzione di rimuovere, insieme al monumento, i contenuti simbolici che il Memoriale rappresenta, il substrato comune della Resistenza e della lotta partigiana ed antifascista, la cui legittima eredità sono la Costituzione e la Repubblica Italiana; l’intenzione di minimizzare la realtà incontrovertibile della liberazione del Campo da parte della valorosa Armata Rossa Sovietica.

 Il Memoriale riproduce la triste storia di tutte le vittime del nazifascismo - tutti gli italiani, donne e uomini ebrei, rom, omosessuali, dissidenti politici, deportati nei campi di concentramento nazisti  - non di una parte di essi, come sembra in atto. La Memoria è, e deve rimanere, unita e collettiva. In questo senso appaiono ingiustificabili giudizi ed espressioni del tipo “padiglione della vergogna”,  “ padiglione più triste”, “al confronto degli altri fa inorridire per quanto sia inutile”, così come inammissibile appare il ripensamento di chi un tempo partecipò attivamente alla realizzazione del Memoriale e che oggi sembra rinnegare l’opera dei padri,  partecipando alla sua eliminazione. 

La verità è che quest’opera, sradicata dal contesto del campo di Auschwitz potrebbe andare per sempre distrutta, e Lei, nella qualità istituzionale che ricopre, potrebbe essersi reso corresponsabile di avere contribuito alla grave frantumazione del significato che il  Memoriale custodisce: la memoria nazionale della deportazione nazifascista e della Resistenza.  La conseguenza di questa infausta vicenda è che il Memoriale Italiano, che evoca tutte le vittime del nazifascismo, sembra aver perso la sua funzione di baluardo dei diritti umani, contro ogni forma di discriminazione. I risultati sono lo sgretolamento e la perdita di significato della Memoria, divenuta commemorazione di maniera.

Tutto ciò avviene mentre è in atto una violenta recrudescenza in Italia e in Europa di antisemitismo e di razzismo contro i Rom, gli immigrati, la diversità.

Dietro all’affermazione della non corrispondenza del Memoriale ai criteri museografici vigenti si potrebbe celare il problema che l’opera non sia gradita alle Autorità Polacche. In questo caso, vista la delicatezza dell’argomento e la grave decisione che ne consegue, sarebbe doveroso, ed è ciò che Le chiediamo, che venissero illustrate con dettaglio le ragioni di questa ipotesi insieme alla fonte, se esistono.  Allo stato registriamo solo le parole espresse dal Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri Verrecchia su La Repubblica del 29 gennaio 2015: “È la presenza nell'opera di richiami artistici al comunismo, oggi considerati fuori legge in Polonia, ad aver indotto la chiusura del Blocco 21”.  Ora, al cospetto di questa dichiarazione che suscita un moto di indignazione a chi identifica il Memoriale parte fondante della Storia Patria, Lei dovrebbe spiegare come il Governo Italiano, che è il Suo Governo, possa accettare questi presunti assurdi desiderata del Governo Polacco e chiarire  come una legge del genere possa trovare ospitalità nell’Europa che si è data una Carta dei Diritti Fondamentali, fra i quali diritti è riconosciuta la libertà di accesso alle opere d’arte.

In realtà, non risulta, allo stato, alcuna pronuncia ufficiale del Governo Polacco in merito al fatto che il Memoriale non debba trovare ospitalità ad Auschwitz in ragione di una legge dello Stato. L’Ambasciatore Polacco, intervistato lo scorso 30/11 su Radio Uno nella trasmissione Voci dal Mondo, ha fatto ricadere la responsabilità della chiusura dell’opera solo sui rinnovati criteri museali, senza sollevare alcuna obiezione di natura governativa, cosa peraltro ribadita durante un nostro incontro all’Ambasciata di Polonia.

A fronte di queste preoccupanti incertezze sulle reali motivazioni del trasferimento dell’opera,  le ragioni per salvare il Memoriale Italiano e per bloccare il suo trasferimento dal Blocco 21 del Campo di Sterminio di Auschwitz sono a chiare e note. Sono espresse, fra gli altri, nei pareri del Consiglio Superiore, che opera sotto la Sua egida,  che ha votato all’unanimità in decisa e ferma opposizione allo spostamento del Memoriale; sono precisate nei pareri dell’Accademia di Belle Arti di Brera, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo e dell’Accademia di Cracovia raccolti e pubblicati nel Volume “Il Memoriale Italiano ad Auschwitz” ; sono elencate nell’ Appello internazionale per salvare il Memoriale; sono esposte, con grande sintesi e chiarezza, nelle tre interrogazioni presentate dall’On. Serena Pellegrino (Atto n. 4-07473), dalla Senatrice d’Adda (Atto n. 4-03375) e dal Sen. Pietro Liuzzi (Atto 4-03864), sottoscritte da oltre settanta parlamentari. Nelle interrogazioni si chiede al Presidente del Consiglio, al Ministro degli Esteri e a Lei, nella qualità di Ministro dei Beni Culturali, l’immediato accesso al Memoriale, il suo restauro e la conservazione in loco, unitamente ad un riadattamento che possa corrispondere ai nuovi criteri museali. Nel merito di queste interrogazione, il cui fine è  la salvaguardia del Memoriale,  scopo che travalica ogni interesse personalistico e politico di parte, Lei ha preferito non rispondere, tacendo così ogni Sua responsabilità e del Suo Governo sulla conservazione del monumento.

In conclusione, richiamando alla Sua attenzione le tre interrogazioni parlamentari che  hanno ricevuto risposta dopo molto tempo, cioè quando la sbagliata decisione diveniva esecutiva - risposta che spiega le modalità dello spostamento ma non entra nel merito della ragione della gravissima decisione di chiudere l’accesso al pubblico e di rimuovere dal Blocco 21 il Memoriale italiano -  chiediamo a Lei e per Suo tramite al Governo:

-  di rendere pubbliche le ragioni che hanno portato il Governo Polacco e  il Museo di Auschwitz alla decisione di censurare e trasferire il Memoriale e di fornire la relativa documentazione ufficiale;

-  di rendere pubbliche le ragioni che hanno portato il Governo Italiano ad accettare la decisione delle Autorità Polacche di censurare e trasferire il Memoriale e di fornire la relativa documentazione ufficiale;

- di trovare, in  collaborazione con il Ministro degli Esteri e il Presidente del Consiglio, la volontà di aprire una seria iniziativa diplomatica e culturale con il Governo Polacco e con l’Amministrazione del Museo di Auschwitz finalizzata a rivalorizzare il Padiglione Italiano e a bloccare ogni operazione di trasferimento del Memoriale;

- di verificare se le pur lodevoli intenzioni del Comune di Firenze e della Regione Toscana di accogliere il Memoriale possano essere destinate a miglior sorte, contribuendo a salvare l’opera dove sta;

- di non sottrarre la Sua presenza e la Sua responsabilità e di non stimolare operazioni volte a derubricare le interrogazioni parlamentari in essere, ma di affrontare il dibattito aperto e leale;

 - di inserire, per motivi di trasparenza, nella “Commissione per il restauro del Blocco 21 del Museo di Auschwitz_Birkenau e per il nuovo allestimento del percorso espositivo” e in ogni altra eventuale Commissione ed attività da svolgersi, rappresentanti di tutte le vittime del nazifascismo, nessuna esclusa, e non di una sola componente, come risulterebbe allo stato;

 - di bandire pubbliche gare per la progettazione e per i lavori di restauro del Memoriale nel Blocco 21, anche nella malaugurata ipotesi del trasferimento.

Nella rimozione del Memoriale si ravvedono possibili violazioni dei Diritti Umani, del Diritto Internazionale, del Diritto di Proprietà Intellettuale e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nonché una violazione della Convenzione Internazionale per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale dell’UNESCO e un crimine di distruzione di beni culturali ed artistici.  In attesa di una nuova decisione del Governo Italiano, ci rimettiamo pertanto alle autorità internazionali competenti, che sono a conoscenza del problema, affinché si adoperino perché il Memoriale non venga rimosso dal Blocco 21 del Campo di Sterminio di Auschwitz, sua parte integrante, e che venga immediatamente riaperto al pubblico, restaurato  e integrato con apparati didattici esplicativi e congrui. 

Sia caro a Lei, Ministro, il Memoriale Italiano, quanto a coloro -  parlamentari, storici, accademici, intellettuali e associazioni di varie estrazioni - che hanno sottoscritto l'appello internazionale per la conservazione in situ dell’opera. Non si dimentichi che l’Italia, con il suo Fascismo, ha contribuito in modo non marginale all’aggressione militare, alla deportazione e morte di cittadini inermi. Non si soffochi  il dibattito in essere con operazioni che possono apparire non trasparenti e revisioniste, la posta in gioco è troppo alta. Si tratta forse dell’opera d’arte del Novecento più importante per la definizione della storia e dell’identità del popolo italiano. Trovi, insomma, anche Lei il coraggio di battersi per modificare il corso degli eventi e contribuisca a mettere fine all' insopportabile elenco di giustificazioni, non credibili, che hanno portato negli anni all’improvvida e scellerata decisione di deportare il Memoriale Italiano.

Confidando nella Sua solidarietà e rinnovando l'invito a ricevere una delegazione di Gherush92, Le invio i più cordiali saluti a nome mio e dei firmatari dell’Appello per il Memoriale Italiano ad Auschwitz

Arch. Valentina Sereni

La Presidente
Gherush92 Committee for Human Rights (ECOSOC)
gherush92 @ gmail.com



MARTEDI' 27 GENNAIO 2015 ORE 9,00 
ACCADEMIA DI BRERA SALA NAPOLEONICA

 CONFERENZA

L’INSEGNAMENTO DELLA MEMORIA
STORIA, ARTE, RAZZISMO, DIRITTI UMANI
 

Il Memoriale Italiano ad Auschwitz rappresenta la deportazione e lo sterminio ed è un baluardo, con i suoi simboli, della Resistenza contro il razzismo. La Conferenza è dedicata allo studio e all’ insegnamento della Memoria, al di fuori delle consuete celebrazioni. La Memoria è il tessuto connettivo da cui si prende spunto per riflessioni a livello scientifico, un’occasione per approfondire le ragioni e le responsabilità del razzismo e dell’antisemitismo, per contrastare ogni forma di revisionismo e di manipolazione della storia, per riaffermare il valore dei diritti umani e per superare l’indicibilità della Shoà con il linguaggio evocativo dell’arte.

Franco Marrocco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera 
Presentazione

Massimo Pieri, Fisico, Matematico bioeconomista, Presidente di COBASE Associazione Tecnico Scientifica di Base (ECOSOC)
Introduzione critica “Da Stalingrado ad Auschwitz”

Sandro Scarrocchia, Docente di Metodologia della Progettazione e di Teoria e storia del restauro, Accademia di Belle Arti di Brera 
“Superare l’indicibilità della Shoà con il linguaggio dell’arte”

Manlio Frigo, Prof. O. di Diritto dell’Unione europea e della
Comunità internazionale, Università Statale di Milano
“La questione giuridica del memoriale e della memoria”

 Valentina Sereni, Architetto, restauro architettonico, Presidente di Gherush92 Committee for Human Rights (ECOSOC)
“Storia della Shoà

Delfina Piu, Docente Scuola Ebraica di Roma, project director Gherush92 Committee for Human Rights (ECOSOC)
“Dalla Shoà ai Diritti Umani”

On.le Serena Pellegrino, Gruppo parlamentare SEL
“Un’interrogazione parlamentare sul Memoriale”

Elisabetta Ruffini, Direttrice Istituto per la Storia della Resistenza 
e dell'Età Contemporanea
 “Il Razzismo e la Resistenza”


  10,50 Coffee break 

Angelo d’Orsi, Prof. O. di Storia del pensiero politico,
Dipartimento di Studi Storici Università di Torino
“Fra  Storia e Memoria”

Felice Besostri, Avvocato, docente di Diritto Pubblico Comparato
già  Senatore della Repubblica
“La discriminazione dei Roma”

Stefano Pizzi, Docente di Pittura, Accademia di Belle Arti di Brera, delegato alle Relazioni Esterne
“Le avventure del revisionismo”

Cesare Ajroldi, Prof. O. di Composizione Architettonica Università di Palermo
“Il Memoriale di Auschwitz e il restauro del moderno”

Chiara Palandri, Docente di Restauro dei manufatti cartacei  
Accademia di Belle Arti di Brera
“Conservazione dei materiali della Donazione Samonà” 

Marco Dezzi Bardeschi, Prof. O. di Restauro Architettonico 
Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e direttore di Ananke 
“Auschwitz: salvare la testimonianza materiale”

Gregorio Carboni Maestri, Dottorando in Progettazione Architettonica
Università di Palermo
“Progetto di integrazione del Memoriale” 

Mauro Manzoni, Dipl. Spec. in Restauro dell’arte contemporanea
“Didattica del Memoriale” 

Stefano Mannacio, Economista project director di COBASE
Associazione Tecnico Scientifica di Base (ECOSOC)

Domande e risposte.  

Concludono
Valentina Sereni, Sandro Scarrocchia, Stefano Mannacio

Presiedono
Massimo Pieri e Sandro Scarrocchia

Comitato Scientifico
Valentina Sereni, Franco Marrocco, Sandro Scarrocchia, Massimo Pieri

Informazioni e adesioni
Cell. +39 
339 6938361

gherush92@gmail.com  ; relazioniesterne@accademiadibrera.milano.it

 

Gherush92, Committee for Human Rights è un'organizzazione che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), partecipa ai lavori del UN Human Rights Council e di  diversi programmi e convenzioni internazionali, come World Conference Against Racism (WCAR), ed è un Major Group nei programmi sullo sviluppo sostenibile.

Accademia di Belle Arti di Brera è una delle più antiche accademie italiane, che conserva la tradizione illuminista austriaca, francese e italiana, l’eredità risorgimentale e il dialogo artistico industriale della costruzione della Nazione, il lascito delle drammatiche vicende novecentesche, l’impegno resistenziale e l’appoggio militante allo sviluppo dell’arte contemporanea in tutte le sue espressioni. Dal 2008 sostiene la conservazione integrale del Memoriale italiano di Auschwitz.


***

AGLI ONOREVOLI DEPUTATI E SENATORI CHIEDIAMO DI SOTTOSCRIVERE LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI GIA' PREDISPOSTE (Camera ) (Senato ), A TUTTI DI ADERIRE AL SEGUENTE DOCUMENTO.

 

DRAFT 

Martedì 27 gennaio  2015 
ACCADEMIA DI BRERA Sala Napoleonica 
CONFERENZA
L’INSEGNAMENTO DELLA MEMORIA
STORIA, ARTE, RAZZISMO, DIRITTI UMANI

Documento di lavoro 
per il restauro e la conservazione in situ 
del Memoriale Italiano ad Auschwitz

All’attenzione di:

Ban Ki Moon
Segretario Generale delle Nazioni Unite

Zeid Ra'ad Al Hussein 
Alto Comissario i Diritti Umani

Irina Bokova
Direttore Generale dell’Unesco

Jean-Claude Juncker
Al Presidente della Commissione Europea

Ewa Kopacz
Al Primo Ministro Polacco

Matteo Renzi
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano

Paolo Gentiloni 
Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Ai membri del Parlamento Italiano


PREMESSO CHE
- Gherush92 Committee for Human Rights e l’Accademia di Belle Arti di Brera hanno lanciato un appello per il restauro e  la conservazione in situ del  memoriale italiano ad Aushwitz  e per la sua immediata riapertura al pubblico;  
- nel 1980 ad Auschwitz è stato inaugurato il Memoriale Italiano concepito per conto dell’ANED (Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei campi nazisti) dallo Studio architetti: BBPR (Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers);
- l’opera è composta da una spirale ad elica che simboleggia la memoria, realizzata al piano terra del blocco 21, entro cui si cammina sospesi su una passerella in travetti di legno a simboleggiare la linea ferroviaria, ascoltando le note di “Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz” composta da Luigi Nono, che avvolge il cammino del visitatore in un percorso unitario e ossessivo lungo ottanta metri e che rappresenta e rievoca la spirale di violenza nella quale i deportati furono travolti;
- l’attraversamento dell’opera evoca i momenti della disperazione, della presa di coscienza, della volontà di sopravvivenza e della vittoria sul male;
- mediante un’armatura lignea, la spirale tende una banda continua di tela sulla quale sono rappresentate le immagini del fascismo, dell’antifascismo, della Resistenza, della deportazione e dello sterminio, secondo la trama scritta da Primo Levi; 
- la spirale, dilatata nelle tre dimensioni, scandita dalle viste alterne della baracca e dei dipinti, ricompone l’incubo doloroso, coniugando spazio architettonico e pittura per trovare una comunicazione immediata e universale;
- la parte interna della  spirale è stata dipinta da Pupino Samonà con immagini che evocano i deportati italiani: non solo ebrei ma anche prigionieri politici, ex partigiani e altri personaggi come Antonio Gramsci, uno dei più importanti intellettuali italiani ed europei del 900, fra i più studiati al mondo;
- l’opera, uno dei primi esempi di installazione multimediale, la cui regia è di Nelo Risi, sulla base di un testo di Primo Levi - uno dei più importanti scrittori europei del 900, ex deportato nel Campo di Sterminio di Auschwitz - intitolato “Al visitatore” che rappresenta una struggente sintesi sulle vicissitudini nei campi, sulla orribile e scientifica opera di sterminio, sulla guerra e le lotte per combattere fascismo e nazismo. Il testo così conclude “visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai”;
- il progettista dell’opera è l’architetto Lodovico Belgiojoso, anch’esso ex deportato in Mauthausen. 

CONSIDERANDO CHE
- Il Memoriale Italiano di Auschwitz, situato nel Blocco 21, ricorda e celebra tutti gli italiani, donne e uomini ebrei, rom, omosessuali, dissidenti politici, deportati nei campi di concentramento nazisti, fra i quali gli stessi autori dell’opera d’arte.
- il Memoriale Italiano e la sua collocazione nel Blocco 21 possiede un alto valore artistico, educativo e di testimonianza diretta;
- il Memoriale Italiano è stato ideato e realizzato contestualmente alla dichiarazione di Auschwitz sito UNESCO 1979, e, facendone parte integrante, va considerato patrimonio mondiale dell’umanità; 
- il Memoriale Italiano costituisce l’unico esempio di allestimento che risponde perfettamente alle Linee Guida di recente formulate per la conservazione di Auschwitz, lasciando intatta la struttura edilizia in cui trova sede, pur legandosi al sito nel modo più confacente;
- ogni operazione tesa a trasferire il Memoriale dal contesto che l’ha generato, il campo di sterminio di Auschwitz, comporterebbe una perdita di senso dell’opera, equivalente, di fatto, alla sua distruzione.

RILEVA CHE
- dal luglio del 2011 il Memoriale Italiano è stato chiuso per unilaterale decisione della Direzione del Museo/KZ di Auschwitz-Birkenau, con la motivazione ufficiosa che si tratterebbe di un’opera non rispondente alle Linee Generali per gli allestimenti delle mostre nazionali adottate in Polonia nel 1991, perché sarebbe “opera d’arte fine a sé stessa” e “priva di valore educativo”;
- non risultano atti specifici di carattere pubblico, di rilevanza statale polacca ovvero internazionale, cioè vidimati dal Comitato Internazionale di Auschwitz, che esprimano un giudizio negativo sul Memoriale Italiano;
- i numerosi appelli (appello di Gherush92 ) volti a chiedere la riapertura permanente del Memoriale Italiano e la sua conservazione in situ delle Associazioni per i Diritti Umani,  Associazioni ex Deportati, di accademici, professionisti, deportati politici e una delibera del Consiglio Superiore dei Beni Culturali Italiani sono rimasti senza seguito;
- a tutt’oggi è impedito l’accesso permanente e la libera fruizione dell’opera da parte di studenti, visitatori, artisti, accademici;
- da fonti giornalistiche risultano notizie in merito all’imminente trasferimento dell’opera a Firenze;
- proposte e progetti avanzati da alte istituzioni culturali e scientifiche italiane, come l’Accademia di Belle Arti di Brera e il Dottorato in Progettazione Architettonica di  Palermo, volte al ripristino e restauro in situ del Memoriale sono a tutt’oggi rimaste prive della dovuta considerazione;
- sono in corso due interrogazioni parlamentari  (Camera ) (Senato )  indirizzate  al Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Ministro dei Beni Culturali richiedente l’immediata riapertura e conservazione in situ del Memoriale e finalizzata a bloccare il trasferimento dell’opera in Italia.

CONSIDERANDO CHE 
La decisione  di smantellare e rimuovere il Memoriale Italiano  dal blocco 21 del campo di sterminio di Auschwitz  pare essere in contrasto con gli articoli:
- 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
- 15 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Culturali e Sociali;
- 19 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
- 4 della Convenzione riguardante la Protezione dell’Eredità Culturale e Naturale;
- 11, 13 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea;
- 9, comma 1 e 33 della Costituzione Italiana;
- 73 della Costituzione Polacca;
La questione, per le sue delicate implicazioni, è di natura internazionale.

SI CHIEDE ALLE ISTITUZIONI IN INDIRIZZO DI
- adoperarsi per garantire l’accesso permanente al Memoriale Italiano e il suo restauro conservativo in situ;
- favorire l’attuazione di progetti volti a salvaguardare, senza alterazioni, l’integrità dell’opera in situ adattando l’installazione alle nuove linee guida museali con integrazioni di natura esplicativa.

SI CHIEDE INOLTRE
Al Segretario Generale Delle Nazioni Unite 
di valutare l’opportunità di:

- favorire un colloquio tra le delegazioni permanenti italiane e polacche al fine di trovare una soluzione per garantire l’immediata salvaguardia e il libero accesso al Memoriale Italiano;
- sottoporre il caso all’attenzione del Comitato Economico e Sociale al fine di istruire un’indagine sul caso.

All’Alto Commissario dei Diritti Umani 
di valutare l’opportunità di:

- nominare un relatore per sottoporre il caso al Prossimo Consiglio per i Diritti Umani;
- sottoporre il caso, per le opportune valutazioni, al Comitato per Diritti Umani e al Comitato sui Diritti Economici e Sociali e ai rapporteur nel Campo dei Diritti Culturali e dei Diritti Umani.

Al Direttore Generale dell’Unesco 
di valutare l’opportunità di:

- disporre una visita ispettiva per analizzare lo stato del Memoriale Italiano;
- rendere note le argomentazioni della Direzione del Museo che impediscono l’accesso al Memoriale Italiano;
- sentire le parti interessate per esperire un tentativo volto a garantire la conservazione in situ del Memoriale Italiano.

Al Presidente della Commissione Europea 
di valutare l’opportunità di:

- esperire le opportune azioni volte al rispetto della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
Al Primo Ministro Polacco
di valutare l’opportunità di:
- esperire le opportune azioni volte a garantire l’immediato accesso al Memoriale Italiano.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano, al Ministro degli Affari Esteri Italiano di valutare l’opportunità di:
- sospendere qualsiasi attività volta al trasferimento del Memoriale Italiano e garantire il suo restauro, accessibilità e ripristino in situ.
Ai membri della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana
- di garantire la piena osservanza dei principi di libertà, libero accesso, fruizione delle opere d’arte ad alto valore simbolico e culturale che incorporano la triste memoria dei deportati nel Campo di Sterminio di Auschwitz e stimolare il Governo Italiano a garantire la conservazione in situ dell’opera.

Per adesioni

gherush92@gmail.com

***

FONTI

INTERNATIONAL COVENANT ON ECONOMIC, SOCIAL AND CULTURAL RIGHTS
Adopted and opened for signature, ratification and accession by General Assembly resolution 2200A (XXI) of 16 December 1966 entry into force 3 January 1976, in accordance with article 27
PART I 
PART II 
Article 15 
1. The States Parties to the present Covenant recognize the right of everyone: 
(a) To take part in cultural life; 
(b) To enjoy the benefits of scientific progress and its applications; 
(c) To benefit from the protection of the moral and material interests resulting from any scientific, literary or artistic production of which he is the author. 
2. The steps to be taken by the States Parties to the present Covenant to achieve the full realization of this right shall include those necessary for the conservation, the development and the diffusion of science and culture. 
3. The States Parties to the present Covenant undertake to respect the freedom indispensable for scientific research and creative activity. 
4. The States Parties to the present Covenant recognize the benefits to be derived from the encouragement and development of international contacts and co-operation in the scientific and cultural fields. 

INTERNATIONAL COVENANT ON CIVIL AND POLITICAL RIGHTS
Adopted and opened for signature, ratification and accession by General Assembly resolution 2200A (XXI) of 16 December 1966 entry into force 23 March 1976, in accordance with Article 49 
PART II 
Article 19
1. Everyone shall have the right to hold opinions without interference. 
2. Everyone shall have the right to freedom of expression; this right shall include freedom to seek, receive and impart information and ideas of all kinds, regardless of frontiers, either orally, in writing or in print, in the form of art, or through any other media of his choice. 
3. The exercise of the rights provided for in paragraph 2 of this article carries with it special duties and responsibilities. It may therefore be subject to certain restrictions, but these shall only be such as are provided by law and are necessary: 
(a) For respect of the rights or reputations of others; 
(b) For the protection of national security or of public order (ordre public), or of public health or morals. 

COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. 
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

COSTITUZIONE POLACCA
Art. 73.
A ciascuno si assicura la libertà della creazione artistica, della ricerca scientifica e della pubblicazione dei risultati, la libertà dell’insegnamento, e così anche il libero utilizzo dei beni culturali.

CONVENTION CONCERNING THE PROTECTION OF THE WORLD CULTURAL AND NATURAL HERITAGE
Article 4
Each State Party to this Convention recognizes that the duty of ensuring the identification, protection, conservation, presentation and transmission to future generations of the cultural and natural heritage referred to in Articles 1 and 2 and situated on its territory, belongs primarily to that State. It will do all it can to this end, to the utmost of its own resources and, where appropriate, with any international assistance and co-operation, in particular, financial, artistic, scientific and technical, which it may be able to obtain.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
Articolo 27
1 . Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2 . Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA
Articolo 11
Libertà di espressione e d'informazione
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
Articolo 13
Libertà delle arti e delle scienze
Le arti e la ricerca scientifica sono libere. La libertà accademica è rispettata.

 ***

ADESIONI 

Hanno aderito, fra gli altri, per la conservazione in situ del Memoriale italiano ad Auschwitz (per eventuali errori  ed omissioni  scrivere a gherush92@gmail.com  ):  

Gianni ACCASTO, professore ordinario di Architettura degli Interni e Arredamento, Università di Roma La Sapienza;
Maria Fausta ADRIANI, insegnante; 
AIDAA, ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE;
Giorgio AIRAUDO, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà ;
Cesare AJROLDI, professore ordinario di Composizione Architettonica, già coordinatore del Dottorato in Progettazione Architettonica, Dipartimento di Architettura, Palermo;
Luisella ALBANELLA, onorevole , Partito Democratico;
Rita ALBERGHINA , architetto, Catania;
Tea ALBINI, onorevole , Partito Democratico;
Luigi ALFIERI, professore ordinario, Università di Urbino Carlo Bo;
L. Eduardo ALVARADO, Ministerio de Relaciones Exteriores Y Movilidad Humana, Ecuador; 
Maria AMATO, onorevole, Partito Democratico;  
Sofia AMODDIO, onorevole , Partito Democratico; 
Beatrice ANDREOSE, giornalista; 
Roberto ANTONELLI, professore Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza; 
Alessandra ANTONETTI, architetto;
Michele ANZALDI, onorevole, Partito Democratico; 
Stefano ARAGONA, ricercatore di Urbanistica, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Claudio ARBIB, full professor, Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica, Università degli Studi dell'Aquila; 
Giuseppe ARCIDIACONO, professore ordinario di Composizione Architettonica, Università di Reggio Calabria;
Marinella ARENA, ricercatore di Disegno dell’Architettura, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
ASSOUTENTI, WWW.ASSOUTENTI.IT
Sergio BALDI, professore ordinario di Lingua Hausa, Dipartimento Africa e Paesi Arabi, Università degli Studi di Napoli L’Orientale; 
Maria Luisa BARANO DI BELGIOJOSO, architetto, Milano; 
Giacinto BARBERA, architetto, Termini Imerese;
Alessandro BARRACCO, ingegnere;
Dimitri BATANI, professor at University of Bordeaux 1,  CELIA laboratory (Centre Lasers Intenses et Applications)
Piergiorgio BELLAGAMBA, professore ordinario di Urbanistica, Università di Camerino;
Vincenzino BELLANTONI, ricercatore di Urbanistica, Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria;
Mario BEOMONTE, ingegnere, Cilento Ingegneria S.r.l, Roma;
Marco BERGONZI,  onorevole , Partito Democratico; 
Felice BESOSTRI, Opera Nomadi, avvocato, Senatore della Repubblica XIII Legislatura; 
Domenico BEVACQUA, ricercatore di Scienza delle Costruzioni, Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria;
Fabio BIANCHI, architetto, Milano;
Marina BIDETTI, giornalista; 
Ines BIEMMI, antifascista, Milano; 
Paolo BISCOTTINI, direttore Museo Diocesano di Milano;
Maria Antonietta BOLOGNESE, Bollate;
Luigi BONANNO, architetto, Cosenza;
Pellegrino BONARETTI, professore ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano; 
Franco BORDO, onorevole , Sinistra Ecologia Libertà;
Enrico BORGHI, onorevole , Partito Democratico; 
Mariella BORGOGNO, professore Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche, Università di Torino;  
Cinzia BOSCHIERO, giornalista; 
Massimiliano BOSCHINI;
Federico BRUNETTI, docente di Fotografia Beni Culturali, Dipartimento Indaco, Politecnico di Milano;
Angelo BUCCHERI, architetto, Catania;
Aniello BUONOCORE, professore, Dipartimento di Matematica e Applicazioni Renato Caccioppoli, Università degli Studi di Napoli Federico II; 
Mario BURLANDO;
Piera BUSACCA, professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, responsabile scientifico de La Casa della Città, Università degli Studi di Catania;
Gloria CALLARI, dipendente pubblico;
Fortunato CALOIARO, architetto, Lamezia Terme;
Maria Anna CAMINITI, ricercatore di Composizione Architettonica, Facoltà di Ingegneria, Università di Messina;
Alessandro CAMIZ, architetto, Roma;
Michele CAMOLESE, avvocato, Bergamo;
Francesco CANNONE, professore associato di Composizione Architettonica, Università di Palermo;
Simona CANTONI, ricercatrice e membro del direttivo dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea di Bergamo;
Antonio CAPPUCCITTI, ricercatore di Urbanistica, Università di Roma La Sapienza;
Giuseppe CARATOZZOLO; professore,  Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; 
Florence CARBONI, Universidade Federal do Rio Grande do Sul, UFRGS, Instituto de Letras, Departamento de Línguas Modernas - Setor de Italiano, Porto Alegre; 
Maestri Gregorio CARBONI, XXIV Ciclo di Dottorato di Ricerca in Progettazione Architettonica “La scienza del progetto nell’architettura, nell’arte e nella città”, Università di Palermo; 
Francesco CARDULLO, professore ordinario di Composizione Architettonica;
Ariella CARLESSI, riabilitazione specialistica, Istituto Scientifico Universitario San Raffaele; 
Piergiorgio CARRESCIA, onorevole, Partito Democratico; 
Silvia CARRUCCIU, ingegnere, Cagliari;
Anna CASCELLA LUCIANI, poeta, Roma;
Alessandro CASICCIA, sociologo, professore di Sociologia presso l'Università di Torino;  
Matteo CAVALLERI, XXIII Ciclo di Dottorato di Ricerca in filosofia teoretica, Università di Palermo;
Giorgio CHIARELLI, dirigente di ricerca, INFN & Fermilab, Pisa;
Pina CIOTOLI, studente Facoltà di Architettura, Università di Roma La Sapienza;
Nicola CIRACI', onorevole, Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente;
Claudia, Associazione Culturale Controchiave; 
COBASE, Associazione Tecnico Scientifica di Base (ECOSOC);
Giorgio COEN, medico nefrologo, già professore all’Università degli studi di Roma La Sapienza;
Simone COLA, architetto, consigliere nazionale, presidente Dipartimento Cultura, Promozione e Comunicazione, Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Roma;
Daniela COLAFRANCESCHI, professore ordinario di Architettura del Paesaggio  presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria;
Amalia COLLISANI, professore ordinario di Storia della musica e Musicologia presso l'Università di Palermo;
CONSIGLIO DI ARCHITETTURA DELL’UNIVERSITÀ “MEDITERRANEA” DI REGGIO CALABRIA; 
Gianni CONTESSI, professore ordinario Storia dell'Arte Contemporanea, Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Torino;
Massimo CONVERSO, Ente Morale Opera Nomadi, Roma;
Claudia COPPARONI, Certified Instructor at the Ohashi Institute, istruttrice di shiatsu; 
Enrico COSTA, professore ordinario di Urbanistica, Università Mediterranea di Reggio Calabria.;
Celeste COSTANTINO, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Dario COSTI, professore associato di Composizione Architettonica, Università di Parma;
Daniele COVELLI, studente Architettura di Reggio Calabria;
Mario COVELLO, architetto, Cosenza;
Santo CRUPI, studente Architettura di Reggio Calabria;
CUPSIT Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani,  www.cupsit.it ; 
Maria Teresa CUTRÌ, architetto, Roma;
Erica D’ADDA, senatrice, Partito Democratico; 
Angelo D’ORSI, professore ordinario di Storia del pensiero politico, Dipartimento di Studi Storici Università di Torino; 
Pietro DANISE, Milano;
Philippe DAVERIO, critico d’arte e giornalista; 
Barbara DE ROSA; 
Alberto DE SANTIS, professore associato, Dipartimento di Ingegneria Informatica Automatica e Gestionale A. Ruberti, Università degli Studi di Roma La Sapienza;
Francesco DE SIMONE, ricercatore di Composizione Architettonica, Università di Palermo;
Giuseppe D'ELIA, professore di Campi Elettromagnetici, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione Università degli Studi di Napoli Federico II;
Giuseppe D'ELIA, professore, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione,  Università degli Studi di Napoli Federico II;
Aldo DEMARTINO, ricercatore di Scienza delle Costruzioni, facoltà di Architettura, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Marco DEZZI BARDESCHI, professore ordinario di Restauro Architettonico Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e direttore di Ananke; 
Sandra DI BERNARDINO, studente Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria”, Università di Camerino;
Paola DI CORI, docente, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo;
Raffaello DI MAURO, architetto, Catania;
Flavia DI MICHELE, Roma;   
Antonio DISTASO, onorevole, Forza Italia - Il Popolo Della Libertà - Berlusconi Presidente; 
Valentina DONÀ, architetto, Roma;
Giampiero DONIN, ordinario di Architettura del Paesaggio dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Edoardo DOTTO, associato di Disegno dell’Architettura, Università di Catania;
DOTTORATO DI RICERCA IN ARCHITETTURA/PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, consorziato tra le sedi delle Università degli Studi di Palermo-Napoli Federico II-Parma-Reggio Calabria- Accademia di Brera e Collegio dei Docenti del dottorato;
Federica DRAGO, studente di Architettura di Agrigento;
Emanuela DRAPERI;
Donatella DURANTI, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Franca ECKERT COEN, Religioni per la Pace, coordinatrice donne in dialogo; 
Michele EMMER, professore ordinario, Matematiche complementari, Università di Roma La Sapienza; 
Enzo EUSEBI, Nothing Studio, Teramo;
Concetta FALLANCA, professore ordinario di Urbanistica, Facoltà di Architettura di Reggio Calabria;
Marzia FARANDA, studente di Architettura di Reggio Calabria;
Daniele FARGION, professore, Dipartimento di Fisica ed INFN, Università di Roma La Sapienza;
Daniele FARINA, onorevole , Sinistra Ecologia Libertà;
Francesca FARO, architetto, Messina;
Francesca FATTA, preside della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria;
Ferruccio FAVARON, presidente Dipartimento Politiche Urbane e Territoriali del CNAPPC;
FEDERCARROZZIERI  www.federcarrozzieri.it ; 
Giuseppe FERA, ordinario di Urbanistica, Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Francesco Detto Ciccio FERRARA,  onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Maria FERRARA, ricercatore di Materie Giuridiche;
Livia FERRARI, Milano; 
Maria FERRARI, docente di Cromatologia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Pietro FIACCABRINO, ordine degli Architetti PPC della Provincia di Agrigento;
Giovanni FIAMINGO, architetto, Milazzo;
Gaetano FIORE, Università degli Studi Federico II di Napoli; 
Federica FIORENTINI, architetto, Roma;
FUCSIA FITZGERALD NISSOLI, onorevole , Per L'Italia Centro Democratico;
Enrico FLORES, professore ordinario, "Studi umanistici", Università degli Studi Federico II di Napoli; 
Fabio FOTI, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Vibo Valentia;
Giuseppe FOTI, Studio E-LAB;
Giuseppina FOTI, professore associato di Tecnologia dell’Architettura;
Salvatore FOTI, ingegnere, Messina;
Nicola FRATOIANNI, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Leopoldo FREYRIE, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Paesaggisti Pianificatori Conservatori;
Manlio FRIGO, professore ordinario di Diritto dell’Unione europea e della Comunità internazionale, Università Statale di Milano; 
Giulia FRONTINI PICCOLOMINI, Catholic Relierf Services, Goma, Democratic Republic of Congo;
Mario FUÀ, project director, Gherush92 Comittee for Human Rights (ECOSOC); 
Carlo FUSARO, professore ordinario di Diritto Elettorale e Parlamentare, Università di Firenze.
Ludovico FUSCO, professore associato di Composizione Architettonica, Università di Napoli “Federico II”;
Riccardo GALBUSERA, Segrate, Milano;
Marina GALLI;
Pierfranco GALLIANI, professore associato di Composizione Architettonica, Politecnico di Milano;
Paolo GANDOLFI, onorevole, Partito Democratico; 
Laura GARAVINI, onorevole, Partito Democratico; 
Wanda GASPEROWICZ, Dipartimento di Studi Europei e Interculturali, Università di Roma La Sapienza; 
Luciana GENOLINI, architetto, Milano; 
Anna Maria GERVASI, studente di Architettura di Agrigento;
Eugenio GERVASINI, Varese; 
GHERUSH92 COMMITTEE FOR HUMAN RIGHTS; 
Robertino GHIRINGHELLI, professore ordinario di Storia delle Dottrine politiche, Direttore del Dipartimento di Storia moderna e contemporanea, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; 
Fulvio GIANNETTI, medico; 
Gaetano GINEX, associato di Disegno dell’Architettura, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Giancarlo GIORDANO, Onorevole , Sinistra Ecologia Libertà ; 
Santo GIUNTA, architetto, Palermo;
Vincenzo Raimondo GRECO, Università degli Studi di Salerno;
Giovanna GRENGA, professoressa;  
Vito GRIPPALI, ordinario di Fisica Tecnica, Università Mediterranea di Reggio Calabria ;
GRUPPO ATEI MATERIALISTI DIALETTICI;
GRUPPO DI VOLPEDO;
Giuseppe GUERINI, onorevole , Partito Democratico;
Daniele GUIDO, ordinario di Analisi Matematica, Università di Roma "Tor Vergata", Roma;
HISTORIA MAGISTRA, Associazione per il diritto alla storia;
HISTORIA MAGISTRA, Rivista di storia critica;
Nino IACOVELLA; 
IAL TOSCANA;
David IBRY, scrittore; 
Giulia INGARAO,  docente di Storia dell’arte, Accademia di Belle Arti di Palermo, e direttrice del Centro d’arte Piana dei Colli, Palermo;
Ezio INTROPIDO; 
Giuseppe IODICE, architetto, Studio Iodice Architetti, Aversa;
ISTITUTO BERGAMASCO PER LA STORIA DELLA RESISTENZA E DELL'ETÀ CONTEMPORANEA, Isrec-Bergamo; 
LA REDAZIONE E LA DIREZIONE DI DIARIOSETTE,  settimanale online, Salerno ; 
Pedro Antonio JANEIRO, docente della Universidade Técnica de Lisboa;
Ruggiero JAPPELLI,  già professore ordinario, Ingegneria; 
Francesco KARRER, già presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ordinario di Urbanistica presso la Università di Roma La Sapienza;
Florian KRONBICHLER, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Francesca LA MARCA, onorevole , Partito Democratico; 
Rino LA MENDOLA, vice presidente del CNAPPC e presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, Agrigento;
Francesco LAFORGIA, onorevole, Partito Democratico;
Renato LAGANÀ, professore associato di Tecnologia dell’Architettura, Università Mediterranea
Giuseppe LAURORA, Brindisi; 
Simona LEONARDI, professore associato di filologia germanica, Dipartimento di Studi Umanistici, Università Federico II; 
Giulio Cesare LEPRI,  Yellow Rabbit Travel Srl; 
Silvana LEVI; 
Alessandro LIPPI;
Nino LISI, Comunita' di base di San Paolo a Roma, del comitato di gestione di "Amistrada", Roma; 
Roberto LIVREA, ricercatore di Matematica, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Chiara LO BELLO, architetto, Palermo;
Vivian LO GUASTO, studente di Architettura di Agrigento;
Giuseppe LONETTI, professore associato di Disegno dell’Architettura, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Elisabetta LONGARI, docente di Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Belle Arti di Brera;
Luigi LONGHITANO, architetto, Catania; 
Maria Teresa LUCARELLI, ordinario di Tecnologia dell’Architettura, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Pietro LUNETTO, La Comune del Belgio asbl, Bruxelles; 
Mario MAESTRI, storico;
Ernesto MAGORNO, onorevole , Partito Democratico; 
Massimo MALACARNE, Dipartimento di Scienze degli Alimenti (ex sede Veterinaria), Università degli Studi di Parma; 
Micaela MALINGRI;
Marcello MALTESE, architetto, Trapani;
Francesco MAMMOLITO, studente di Architettura di Reggio Calabria;
Marco MANDUZIO, architetto;
Mario MANGANARO, ordinario di Disegno dell’Architettura, Facoltà di Ingegneria, Università di Messina;
Sara MANGANI, Roma; 
Andrea MANGIATORI, architetto, Bari;
Alessandra MANIACI, ricercatore di Restauro Architettonico, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Stefano MANNACIO, economista project director di COBASE Associazione Tecnico Scientifica di Base (ECOSOC);  
Marco MANNINO, associato di Composizione Architettonica, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Valerio MANSUETO, studente di Architettura di Reggio Calabria;
Mauro MANZONI, dipl. spec. in Restauro dell’arte contemporanea;
Mario MARAZZITI, onorevole , Per L'Italia - Centro Democratico; 
Claudio MARCHESE, architetto, Messina;
Giulio MARCON, onorevole , Sinistra Ecologia Libertà; 
Gastone MARIANI, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; 
Marina MARINI, Associate Professor of Applied Biology Department of Experimental, Diagnostic and Specialty Medicine, University of Bologna; 
Antonino MARINO, professore ordinario di Composizione Architettonica, Facoltà di Architettura, Università di Reggio Calabria; 
Tilde MARRA, professore associato di Composizione Architettonica, Università di Palermo;
Franco MARROCCO, preside del Dipartimento Arti Visive, Accademia di Belle Arti di Brera; 
Giovanna MARTELLI, onorevole , Partito Democratico; 
Damiano MARTINI, studente di Architettura Valle Giulia, Università di Roma;
Andrea MARTOCCHIA, PhD, consulente tecnico-scientifico, saggista, Bologna; 
Francesca MARTORANO, associato di Storia dell’Architettura, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Giovanni MARUCCI, architetto, e direttore del Seminario Internazionale di Architettura e Cultura urbana, Università di Camerino; 
Dora MARUCCO, professore Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino;
Virna MASTRANGELO, architetto, Wland Studio, Napoli;
Toni MATARRELLI, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Salvatore MATARRESE, onorevole,  Scelta Civica per L'Italia; 
Giuseppe MAZZEO, architetto, Catania;
Hans-Rudolf MEIER, Prof. Dr., Bauhaus-Universitaet Weimar, Professur fuer Denkmalpflege und Baugeschichte, Weimar; 
Gianni MELILLA, Onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Vincenzo MELLUSO, ordinario di Composizione Architettonica, Università di Palermo;
Alessandro MENDINI, designer, Milano;
Giovanni Battista MENZANI, architetto, Piacenza;
Antonella MEO, Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università di Torino; 
Francesca MICELI, studente di Architettura, Università di Roma La Sapienza;
Valeria MIELE, architetto; 
Giusy MIGLIORINI, studente di Architettura di Agrigento;
Martino MILIARDI, ricercatore di Tecnologia dell’Architettura;
Marcella MOAVERO, architetto, Palermo;
Adele MONACI, direttrice del Dipartimento di Studi Storici, Università degli Studi di Torino; 
Antonia MONDELLO, presidente Sezione “Italia Nostra” di Messina;
Roberto MORABITO, associato di Composizione Architettonica, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Gianni MURER, San Donà di Piave, Venezia;
Bruno MUSSARI, ricercatore di Storia dell’Architettura, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Loretta MUSSI, Roma; 
Giulia NARDUOLO,  onorevole , Partito Democratico; 
Roberto NASINI, studente Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria”, Università di Camerino;
Anna NASSISI, docente Università degli Studi di Roma La Sapienza;
Amalia NAVONI;
Patrick NERHOT, professore ordinario di Filosofia del Diritto, Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Torino; 
Gianfranco NERI, ordinario di Composizione Architettonica, Università Mediterranea di  Reggio  Calabria;
Attilio NESI, ordinario di Tecnologia dell’Architettura, Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria;
Marisa NICCHI, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Emanuela NOLFO, XXIII ciclo di Dottorato di Ricerca in Progettazione Architettonica “Ïl Restauro del Moderno”, Università di Palermo; 
Carla NOTARBARTOLO DI SCIARA; 
Riccardo NOTTE, docente di Antropologia Culturale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Silvia NOVENTA, architetto, 365architetti, Padova;
Angela OCCHIPINTI, docente di Scrittura Creativa presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Margaret OLIN, Senior Research Scholar, Yale Divinity School, History of Art, Religious Studies, Judaic Studies, Yale University; 
Nazzareno OLIVERIO NICODEMO, onorevole, Partito Democratico; 
Vincenzo OLIVIERI; 
Moni OVADIA, attore; 
Susan OPOTOW, Professor, John Jay College of Criminal Justice, City University of New York; 
Giorgia PADOVANI,  Fondazione Collegio Delle Università Milanesi;
Ariel PAGGI, ingegnere;
Giovanni PAGLIA, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Chiara PALANDRI, docente di Restauro dei manufatti cartacei Accademia di Belle Arti di Brera;
Emanuele PALAZZOTTO, professore di Composizione Architettonica, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Architettura/Progettazione Architettonica, Università degli Studi di Palermo; 
Erasmo PALAZZOTTO, onorevole , Sinistra Ecologia Libertà; 
Giuseppe PALERMO, studente di Architettura di Agrigento;
Annalisa PANNARALE, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Flavia PANTALEO;
Maria Onorina PANZA, architetto, Bari;
Marcello PANZARELLA, ordinario di Composizione Architettonica, Università di Palermo;
Francesca PAOLINO, associato di Storia dell’Architettura,  Facoltà di Architettura Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Iole PARISI, architetto, Incisa in Val d’Arno;
Federica PASANISI,  Telecom Italia Information Technology srl, Napoli;
Domenico PASSARELLI, associato di Urbanistica, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Alessandra PASSIATORE, studente di Architettura, Politecnico di Bari;
Francesco PASTURA, ricercatore di Tecnologia dell’Architettura, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Giulio PAVIA, professore ordinario, Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Torino, 
Miriam PELLEGRINI FERRI, già Partigiana di Giustizia  Libertà, Presidente G.A.MA.DI.
Serena PELLEGRINO, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Gianluca PELUFFO, architetto, Studio 5+1 AA, Genova;
Mariantonietta PEPE, studente di Architettura, Politecnico di Bari;
Anna PETRUZZELLA, studente di Architettura di Agrigento;
Valentina PEZZINI, scenografa Rai, Roma; 
Micaela PICCININI, Associazione Culturale Lalage Teatro; 
Massimo PIERI, presidente di COBASE Associazione Tecnico Scientifica di Base (ECOSOC) ;
Federica PIPERNO;
Franco PIPERNO, Dipartimento di Studi Greco-latini, Italiani, Scenico-musicali, Università di Roma La Sapienza,  Presidente ADUIM - Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica; 
Michele PIRAS, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Aurora PISANO, associato di Scienza delle Costruzioni, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Delfina PIU, docente presso Scuola Ebraica di Roma, project director Gherush92 Committee for Human Rights (ECOSOC);
Stefano PIZZI , vicedirettore, docente di Pittura, Accademia di Belle Arti di Brera, delegato alle Relazioni Esterne; 
Antonio PLACIDO, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Paolo POLLICE, professore, avvocato, Università degli Studi di Napoli Federico II;
Angiolina PONZIANO, Miur, dirigente tecnico con funzioni ispettive , D.G. Personale scolastico, Roma
Alessandro PORTIGLIATTI;
Franco PORTO, coordinatore nazionale dell’INARCH; 
Caterina POZNANSKI, Università degli Studi di Roma Tor Vergata; 
Linda POZZALI, Milano; 
Franco PRAMPOLINI, associato di Disegno dell’Architettura;
Maurizio PRATESI;
Ambra PRATO, architetto, Trieste;
Renata PRESCIA, ricercatore di Restauro Architettonico, Università di Palermo;
Ernesto PREZIOSI, onorevole, Partito Democratico;
Francesco PRINA,  onorevole , Partito Democratico;
Fabio PRIVILEGGI, Dept. of Economics and Statistics "Cognetti de Martiis", Università di Torino;
Franco PURINI, ordinario di Composizione Architettonica, Università di Roma La Sapienza;
Stefano QUARANTA, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Renata RAMPAZZI, artista;
Denisio RANIERI, studente di Architettura, Politecnico di Bari;
Francesco RIBAUDO, onorevole, Partito Democratico;
Lara RICCIATTI, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Ettore ROCCA, ricercatore di Estetica, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Giuseppe ROMANINI, onorevole , Partito Democratico;
Ernesto ROSSI, Milano;
Paolo ROSSI,  onorevole , Partito Democratico;
Paola ROTTOLI, professore, Università di Siena;
Elisabetta RUFFINI, direttrice Isrec-Bergamo,  Istituto bergamasco per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea; 
Rosanna RUSCIO, docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Guendalina SALIMEI, architetto, T-studio Roma;
Flavia SALVATI, studente Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria”, Università di Camerino;
Nicola SALVATORE, docente di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Alberto SAMONÀ, scrittore e giornalista;
Arcangelo SANNICANDRO, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Ludovica SANTINI, architetto, Milano;
Maria Serena SAPEGNO, professore associato, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma; 
Francesca SARRO, architetto;
Mario SBERNA, onorevole, Per L'Italia - Centro Democratico;
Sergio Bernardino SCAMUZZI, professore ordinario, Università di Torino; 
Antonino SCARDINO, ingegnere, Messina;
Sandro SCARROCCHIA, docente di Metodologia della Progettazione e di Teoria e storia del restauro, Accademia di Belle Arti di Brera, responsabile della richiesta di dichiarazione di bene culturale del Memoriale Italiano;
Gea SCHIRO', onorevole, Partito Democratico;
Arturo SCHWARZ, storico dell’arte, saggista, poeta e conferenziere, Milano;
Andrea SCIASCIA, ordinario di Composizione Architettonica, Università di Palermo;
Deianira SCIBETTA, studente di Architettura di Agrigento;
Arturo SCOTTO, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà;
Daniel SCREPANTI, architetto, Firenze;
SEGRETERIA GENERALE UIL; 
Maria Francesca SERENI, rcs; 
Valentina SERENI, architetto, Presidente di Gherush92 Committee for Human Rights (ECOSOC);
Roberto SERINO, professore ordinario di Composizione Architettonica, Università di Napoli “Federico II”;
Rosa SESSA, studente di Architettura di Napoli “Federico II”;
Marcello SÈSTITO, professore associato di Composizione Architettonica, Università di Reggio Calabria;
Rosanna SFRAGARA, attrice,  Verona; 
Chiara SIGNORINO, architetto;
Rita SIMONE, associato di Composizione Architettonica, Università di Reggio Calabria;
Barbara SINATRA, architetto, Catania;
Brigitte SION, assistant Professor/Faculty Fellow, New York University;
Giuseppe SMERIGLIO, architetto, Messina;
Alba SOFI, ricercatore di Scienza della Costruzioni;
Aldo SOTTOFATTORI,  Ivrea; 
Enza SPERDUTO, architetto;
SPORTELLO DEI DIRITTI www.sportellodeidiritti.org ; 
Fausta SQUATRITI, artista, ex docente Accademia di Brera;
Virginia STAMPATE, studente di Architettura, Università di Roma La Sapienza;
Antonia STANGANELLI, architetto, Roma;
Antonio TACCONE, ricercatore di Urbanistica;
Luigi TAGLIAFERRI;  
Nello TAJETTI, direttore Museo Fondazione Luciana Matalon;
Livia TANCA, studente di Architettura, Università di Roma La Sapienza;
Mino TARICCO, onorevole, Partito Democratico;
Zeila TESORIERE, professore associato di Composizione Architettonica e Urbana Università degli Studi di Palermo, Laboratoire Infrastructure, Architecture, Territoire - LIAT - ENSA Paris-Malaquais; 
Maria Adele TETI, ordinario di Urbanistica, Facoltà di Architettura di Reggio Calabria;
Paolo THEA, docente di Storia dell’arte moderna presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Laura THERMES, professore ordinario di Composizione Architettonica presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria; 
Marilina TITA, architetto;
Fabio TODESCO, ricercatore di Restauro Architettonico, DISIA Università di Messina;
Raffaele TOMMASI;
Sonia TONELLO, Ufficio Urp dell’Accademia di Belle Arti di Brera;
Fabrizio TOPPETTI,ricercatore di Composizione Architettonica, Università di Roma La Sapienza;
Rosa Marina TORNATORA, ricercatore di Composizione Architettonica;
Giusi TORRISI, architetto;
Dario TRENTO, docente di Storia dell’arte moderna e contemporanea, Accademia di Brera;
Giorgio TREVES, regista e sceneggiatore; 
Agostino URSO, ricercatore di Disegno dell’Architettura, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Ilaria VALENTE, professore ordinario di Composizione Architettonica, Politecnico di Milano;
Simonetta VALTIERI, professore ordinario di Restauro Architettonico, Università Mediterranea di Reggio Calabria;
Grazia VARISCO, artista, ex docente Accademia di Brera;
Starlight VATTANO, dottore in Architettura, Agrigento;
Liliana VENTRICELLI, Onorevole, Partito Democratico;
Federico VERDEROSA, architetto, Studio VZL, Avellino;
Alessandro VILLARI, ricercatore di Paesaggio, insieme ai rappresentanti del personale tecnico amministrativo ed ai rappresentanti degli studenti di Architettura dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria;
Leo VIOLINI, già professore Dipartimento di Fisica, Università della Calabria:  
Marco VITALE, poeta, Milano;
Micaela VITALE, Istituto Il Pitigliani, Roma; 
Norina VITALI; 
Gaia ZACCAGNI, docente di Neogreco, Università di Cipro; 
Adriano ZACCAGNINI, onorevole,  Sinistra Ecologia Libertà;
Giorgio ZANIN, onorevole, Partito Democratico; 
Sara ZANOTTI, studente Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria”, Università di Camerino;
Fabio ZANZOTTO, docente di Storia e teoria dei nuovi media presso l’Accademia di Belle Arti di Brera;
Giuseppe ZAPPULLA, onorevole , Partito Democratico; 
Claudio ZARA, Associazione Don Lorenzo Milani, Venezia;  
Filiberto ZARATTI, onorevole, Sinistra Ecologia Libertà; 
Marco ZAUPA, architetto, 365architetti, Padova;
David ZERBI, professore, Milano;




Sul seguente Appello si veda anche:
Shoah, appello dei ricercatori: "salviamo il Memoriale italiano di Auschwitz" (18/11/2014 - anche su JUGOINFO)

INVIA CON LA TUA FIRMA  E I TUOI DATI ISTITUZIONALI IL SEGUENTE MESSAGGIO IN CHIARO (cioè come A), ai seguenti indirizzi:
segrmin.gentiloni@esteri.it; centromessaggi@governo.it; ambaroma@msz.gov.pl
INVIA NASCOSTO  (cioè come Ccn) per la documentazione, ai seguenti indirizzi:
gherush92@gmail.com , Stefania.Quaglio@adnkronos.com , redazione.internet@ansa.it , erica.dadda@senato.it



On.le Paolo Gentiloni
Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
segrmin.gentiloni@esteri.it
 
On.le Matteo Renzi 
Presidente del Consiglio 
centromessaggi@governo.it
 
S.E. Woiciech Ponikiewski 
Ambasciatore della Repubblica di Polonia in Italia 
ambaroma@msz.gov.pl
 
 
Premesso che: 
- il Memoriale Italiano di Auschwitz ricorda e celebra tutti gli italiani, donne e uomini ebrei, rom, omosessuali, dissidenti politici, deportati nei campi di concentramento nazisti, fra i quali gli stessi autori dell’opera d’arte;
- il Memoriale, e la sua collocazione nel Blocco 21, possiede un alto valore artistico, educativo e di testimonianza diretta;
- il Memoriale è stato ideato e realizzato contestualmente alla dichiarazione di Auschwitz sito UNESCO 1979, e, facendone parte integrante, va considerato patrimonio mondiale dell’umanità;  
- strappare il Memoriale dal suo contesto naturale, il campo di sterminio di Auschwitz, per trasferirlo altrove coincide con la distruzione dell’opera e del suo significato; 
 - i motivi ideologici e politici, che hanno portato  alla censura e alla chiusura del Memoriale  e che spingono verso la sua rimozione, sono anacronistici ed inammissibili: con essi si cancellano dati e responsabilità storiche, incontrovertibili, dello sterminio e della liberazione, di cui il Memoriale stesso è un documento;
 - ravvedo nella rimozione del Memoriale violazioni dei Diritti Umani, del Diritto Internazionale, del Diritto di Proprietà Intellettuale e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nonché una violazione della Convenzione Internazionale per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale dell’UNESCO e un crimine di distruzione di beni culturali ed artistici.
 
 Chiedo che:
 il Memoriale non venga rimosso dal Blocco 21 del Campo di Sterminio di Auschwitz, sua parte integrante, e che venga immediatamente riaperto al pubblico, restaurato  e integrato con apparati didattici esplicativi e congrui.


Data: 2014-11-23
Autore: Gherush92 Committee for Human Rights e Accademia di Belle Arti di Brera




ANED: Ordine del giorno sul Memoriale di Auschwitz


Al termine di due giorni di lavori, il Consiglio nazionale dell'ANED, riunito a Sasso Marconi (Bologna) ha approvato all'unanimità questo ordine del giorno a proposito del Memoriale italiano ad Auschwitz.

•    Il Memoriale italiano collocato nel Blocco 21 di Auschwitz, è in pericolo: dal luglio 2011, per decisione unilaterale della Direzione del Museo, è chiuso al pubblico, inaccessibile persino agli studiosi.

•    La direzione del Museo, sostenuta dal governo polacco e dal Consiglio internazionale di Auschwitz, ritiene che l’installazione italiana non corrisponda più alle linee guida emanate dal Museo negli ultimi anni, che richiedono allestimenti di taglio pedagogico-illustrativo, mentre quella italiana è un’opera d’arte, un’installazione che, ripromettendosi di comunicare un orrore non altrimenti descrivibile, parla appunto con il linguaggio dell’arte.

•    In assenza di una iniziativa delle istituzioni pubbliche italiane, l’Aned ideò, progettò, realizzò, finanziò (con mezzi propri e attraverso una sottoscrizione pubblica) e alla fine trasportò dall’Italia alla Polonia e allestì il Memoriale, alla cui progettazione e realizzazione avevano lavorato personalità della cultura italiana del calibro di Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Primo Levi, Pupino Samonà, Nelo Risi, Luigi Nono, al fianco degli ex deportati allora al vertice dell’Aned, a cominciare da Gianfranco Maris, Teo Ducci e diversi altri. L’inaugurazione avvenne nella primavera del 1980, alla presenza di decine di ex deportati giunti dall’Italia, di rappresentanti delle Comunità ebraiche italiane e del ministro Marcora in rappresentanza del governo.

•    A giudizio dell’ANED, proprietaria dell’opera, il Memoriale Italiano di Auschwitz, dopo un necessario intervento di restauro e con opportune istallazioni illustrative, starebbe magnificamente lì dove è sempre stato, testimonianza della cultura e dell’arte nazionali, a ricordo di tutte le deportate e di tutti i deportati uccisi nei Lager nazisti. Ma la direzione del Museo, il consiglio delle personalità internazionali che la affiancano, il governo polacco, quello italiano e numerose organizzazioni ebraiche internazionali sostengono che quell’installazione dovrebbe essere rimossa per lasciare spazio a una documentazione puntuale della sola Shoah italiana.

•    Dopo aver cercato a lungo di resistere a questa impostazione, e dopo aver cercato di persuadere le autorità italiane e polacche del valore dell'opera, dando prova di moderazione e di realismo Aned si è piegata obtorto collo a questa richiesta che non condivide, e si è detta disponibile a trasferire l’opera nel nostro paese, in una località significativa per la storia della deportazione italiana, così da lasciare spazio a un nuovo allestimento italiano nel Blocco 21 di Auschwitz.

•    Da diversi anni, però, tutti i tentativi esperiti per individuare una soluzione sono falliti. Nessun Comune italiano, tra quelli interpellati, si è detto per ora disponibile a ospitare il Memoriale, a causa degli alti costi del trasferimento e della difficoltà di reperire l’area necessaria. Dal canto loro i Governi che si sono succeduti in questi anni hanno negato di avere le risorse utili a salvare un’opera che per oltre trent’anni ha onorato la memoria della deportazione e la cultura italiana nel mondo.

•    Da Auschwitz intanto si moltiplicano le pressioni a fare in fretta, pena l’assegnazione dello spazio fin qui occupato dall’Italia a un altro paese.

•    Aned fa dunque appello al Governo, alle istituzioni, alle forze politiche e culturali, affinché concorrano a reperire le risorse e gli spazi necessari per una degna conclusione di questa vicenda che è spiacevolissima e offensiva per tutti i superstiti dei Campi e i familiari dei Caduti. Dalle dichiarazioni occorre passare ai fatti. È in primo luogo compito del Governo, del Ministero dei Beni artistici e delle attività culturali proporre in tempi stretti una soluzione concreta e praticabile e mettere a disposizione le risorse per realizzarla, se non vogliono assumersi la responsabilità della perdita di una presenza italiana ad Auschwitz e della distruzione di un bene culturale di assoluto valore.

Aned si impegna fin d’ora:
•    a raccogliere la documentazione sull’opera del Memoriale attraverso ogni mezzo possibile (foto, istallazioni, video, eccetera).
•    a sostenere una campagna di informazione nazionale  e europea sul problema, evidenziando che il Memoriale è la prima opera d’arte multimediale europea.
•    a ottenere attraverso il Governo italiano, nel malaugurato caso si fosse costretti a rimuovere l’opera del Memoriale italiano dal luogo in cui è sorta, l’assicurazione dal Governo polacco che lo spazio del Blocco 21 rimanga nella disponibilità dell’Italia per la memoria della sua deportazione.

Il Consiglio Nazionale dell’Aned

Bologna, 30 marzo 2014




Appello a Napolitano per il Memoriale italiano di Auschwitz


Dopo aver lanciato un appello ai colleghi tedeschi, architetti ed esperti di beni culturali scrivono al Presidente della Repubblica un appello per la riapertura, conservazione e valorizzazione in situ del memoriale italiano di Auschwitz. Nel numero di dicembre, Sapere dedicherà il dossier proprio alla storia di questo monumento e alla Shoah. 


Egregio Signor Presidente,

Lo scorso primo luglio il Memoriale italiano nel Campo/Museo di Auschwitz è stato chiuso per unilaterale decisione della Direzione del Museo/KZ di Auschwitz-Birkenau, con la motivazione che si tratta di un’opera non rispondente alle Linee Generali per gli allestimenti delle mostre nazionali adottate in Polonia nel 1990, perché sarebbe “opera d’arte fine a se stessa”, “priva di valore educativo”.

Ricordando che il Memoriale è prima di tutto opera di due testimoni, Lodovico Belgiojoso Primo Levi, coadiuvati da altri autori ai quali le Accademie Italiane con il Suo Alto Patrocinio hanno riconosciuto nella Giornata della Memoria 2011 le massime onorificenze, e vale pertanto primariamente come opera di testimonianza; che rappresenta anche un monumento Architettonico di valore internazionale, secondo Bruno Zevi; che iniziato nel 1972 e realizzato nel 1979-80 fa parte integrale del Konzentrazionslager di Auschwitz-Birkenau, dichiarato sito Unesco nel 1979; ci rivolgiamo a Lei come garante della storia della Nazione e del rispetto di questa nel consesso internazionale contro la chiusura del Memoriale italiano di Auschwitz.

A quaranta anni dalla ideazione ed a trenta dalla sua realizzazione, il Memoriale italiano di Auschwitz ha guadagnato una storicità che si aggiunge a quella originaria e documentale della testimonianza diretta; e, secondo il principio rivendicato da Elie Wiesel in occasione del recente furto della scritta di ingresso al Museo, deve essere conservato e non può essere sottoposto ad aggiornamenti perché come “tutto ciò che è al di là del filo spinato non è disponibile”.
Sia consentito fare presente ancora che

1. il Memoriale costituisce l’unico esempio di allestimento che risponde perfettamente alle Linee Guida di recente formulate per la conservazione di Auschwitz, lasciando intatta la struttura edilizia in cui trova sede, pur legandosi al sito nel modo più confacente e creativo al contempo (certamente entro i limiti delle coordinate del tempo al quale appartiene); 

2. non risultano atti specifici di carattere pubblico, di rilevanza statale polacca ovvero internazionale, cioè vidimati dal Comitato Internazionale di Auschwitz, che esprimano un giudizio negativo sul Memoriale italiano;

3. il Governo Italiano non ha mai presentato la proposta di accordo denominata “Progetto Glossa” - approvato dall’ANED nel Congresso Nazionale dell’Ottobre 2008- agli organi nazionali e internazionali di Auschwitz chiedendo alla Direzione del Museo di Auschwitz e al Comitato Internazionale di esprimere specifico e motivato parere;

4. non risulta che l’ANED, come proprietario del Memoriale e soprattutto organismo unitario della memoria della deportazione italiana nei campi di sterminio nazista, abbia mai approvato la possibilità di un trasferimento del Memoriale di Auschwitz nell’ex campo di Fossoli, che risulterebbe “snaturante” così per il Memoriale, concepito “per” Auschwitz e “progettato” per inquadrare “quel” luogo di memoria, palesemente non interscambiabile, come per Fossoli, a sua volta luogo di memoria “propria” e altrettanto non interscambiabile;

5. risulta poco comprensibile che l’Italia accetti di riconoscere il Memoriale come bene culturale “dopo” l’eventuale trasferimento da Auschwitz, poiché trasferimento e riconoscimento sono tra loro incompatibili e si autoescludono.
Tutti noi studiosi, studenti, organizzazioni, ordini professionali, istituzioni, università, personalità italiane, polacche e internazionali, confidiamo che la Sua grande capacità di conservare il senso delle cose sopra le parti aiuti a ribadire che il Memoriale italiano di Auschwitz è il contributo che l’Italia Repubblicana nata dalla Resistenza intese offrire alla comunità internazionale nel luogo simbolo della organizzazione dello sterminio nazista e come tale ha contribuito allo stesso divenire della identità di Auschwitz.
Confidiamo che la Sua parola riesca a convincere tutti che è interesse nazionale dell’Italia e internazionale del campo-museo di Auschwitz di lasciare il Memoriale come è e dove è, restaurando quanto è malandato (come si sa l’arte contemporanea è deperibile in modo speciale), aggiungendo, senza disturbare in nessun modo il Memoriale, le innovazioni necessarie ed opportune a renderlo “dialogante” con le nuove generazioni, grazie anche a mezzi di comunicazione che erano inimmaginabili al tempo in cui l’opera fu pensata, ma proprio per questo costituente una testimonianza unica e preziosa per Auschwitz. La quantità di questa aggiunta e dei supporti tecnologici a fine didattico-pedagogico può essere discussa bilateralmente con gli organismi del campo-museo e collegialmente tra le varie componenti della deportazione italiana,  specialmente quelle ebraiche che lo richiedono con maggior forza e determinazione, ma possiamo stare certi che vada ridotta al minimo indispensabile, perché già oggi i padiglioni rinnovati con grande enfasi ostensiva appaiono omologati ed obsoleti: semplicemente incomparabili con il nostro Memoriale.
Le chiediamo intervenire perché al più presto vengano tolti gli offensivi sigilli al Memoriale, ripristinando così il suo stato di patrimonio comune dell’umanità, e perché il Governo Italiano, grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, lo dichiari bene culturale italiano, dando veste al mandato che il Memoriale ha storicamente svolto fino alla chiusura del 1 luglio.

[seguono firme]





Per la conservazione integrale del Memoriale Italiano e dell’ex Konzentrationslager di Auschwitz-Birkenau: un appello ai colleghi della Deutsche Denkmalpflege

“Il Memoriale in onore degli Italiani caduti nei campi di sterminio nazisti, voluto dall’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti, è stato realizzato grazie alla collaborazione di alcuni importanti nomi della cultura italiana del Novecento. Il progetto architettonico è dello studio BBPR e inserisce nel (…) Blocco 21 di Auschwitz I una spirale (…) all’interno della quale il visitatore cammina come in un tunnel. La spirale è rivestita all’interno con una tela composta da 23 strisce dipinte da Pupino Samonà seguendo la traccia di un testo scritto da Primo Levi. Dalla passerella lignea che conduce il visitatore nel tunnel sale la musica di Luigi Nono, Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz. Nelo Risi contribuì alla realizzazione con la sua competenza di regista”.  Il Memoriale (1975-1980) così descritto dalla voce italiana di Wikipedia è stato chiuso lo scorso 1° luglio per unilaterale decisione della Direzione del Museo/KZ di Auschwitz-Birkenau, con la motivazione che esso costituisce opera di “art pour l’art” e che, pertanto, non risponde alle Linee Generali per gli allestimenti delle mostre nazionali adottate in Polonia nel 1991.
Sulla prima affermazione: essa è tanto ignorante, quanto inconsistente. Ignora, infatti, che il Memoriale  è opera di “testimonianza diretta”, in quanto i committenti raccolti nell’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti - ANED ed alcuni degli autori (l’architetto Lodovico Belgiojoso e lo scrittore Primo Levi) sono sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. La testimonianza però è data, per scelta unanime e condivisa da tutti i protagonisti di allora (di tutte le fedi e di tutte le appartenenze politiche), nella forma dell’arte, nel caso specifico di “istallazione artistica” multimediale, nei limiti delle possibilità degli anni ’70. L’inconsistenza, invece, deriva dal fatto che questa “testimonianza/opera” è contestuale alla dichiarazione Unesco di Auschwitz patrimonio dell’umanità avvenuta nel 1979.

La seconda affermazione è semplicemente anacronistica, cioè avulsa dal contesto temporale in quanto “retroattiva” e, perciò, decontestualizzante. Le Linee Guida, inoltre, sono talmente generiche che in base ad esse la Direzione può dichiarare la “inadeguatezza” del Memoriale Italiano e salutare al contempo come “esempi” le nuove esposizioni di Ungheria e Francia che contraddicono apertamente le medesime. Infatti: il principio di intangibilità della sostanza materica del Campo è rispettato integralmente dal Memoriale Italiano (con sedici anni di anticipo, dunque, sulla elaborazione di quelle Linee e in virtù di una tradizione architettonica italiana che ha fatto scuola nel mondo) e tradito clamorosamente dai nuovi allestimenti citati.
Se si fa eccezione per il comunicato implausibile apparso il primo luglio sul sito ufficiale di Auschwitz, non ci sono atti conosciuti che testimonino una qualche istruttoria della grave decisione.
Voi, esponenti, rappresentanti e studiosi della Deutsche Denkmalpflege, conoscete gli estremi della vicenda del Memoriale Italiano, perché ne ho reso conto nella raccolta di scritti in onore di una delle maggiori personalità della disciplina, Georg Mörsch (1).

Voi, per la serietà che vi contraddistingue agli occhi del mondo - e che io conosco per essermi formato presso di voi e con alcuni di voi - siete l’unico Paese, accanto al Sud Africa di Nelson Mandela e ora all’Australia, che si è posto il problema della intangibilità e condivisione della memoria per l’oggi e per le generazioni future. Avete prodotto una documentazione e un dibattito che non ha eguali sulla memoria dei due differenti totalitarismi, il Nazismo e il Comunismo dell’ex DDR.

Tutto ciò, nella evaporazione politica e istituzionale del mio Paese - nella lingua del quale mi rivolgo a voi, che declassata in Europa resta pur sempre la lingua madre della storia dell’arte - è impensabile. Vi chiedo, pertanto, di intervenire nel merito della questione del Memoriale Italiano, in quanto esso “è” Auschwitz, ne fa parte integrante (pur essendo diventato ora, suo malgrado, simbolo di conflitti - del revisionismo di destra e di sinistra dell’Italia di oggi, dell’integralismo che pervade la cultura ebraica, dell’anticomunismo rivendicato dalla politica polacca, della “sindrome degli anni 70” che percorre l’intero pianeta).

Vi chiedo, dunque, se vi sembra accettabile la trasformazione di Auschwitz in una fiera dell’allestimento e delle più strampalate ipotesi museografiche, pertanto anche museologiche, didattiche e pedagogiche.
Vi sembra possibile che mentre i colleghi polacchi -i massimi rappresentanti della conservazione dei due istituti storici di Varsavia e Cracovia- restaurano i Blocchi A2 e A3, finora chiusi al pubblico, come si trattasse della Cappella Sistina, anzi, forse, con maggior “prudenza”, nei blocchi limitrofi il campo si trasformi in un cantiere di produzione di “nuovi scenari” nazionali, che intaccano la sostanza materiale, storica, edilizia che l’Unesco aveva dichiarato “patrimonio dell’umanità”?
Dichiarando guerra al Memoriale Italiano è stata infranta la dichiarazione Unesco. Ora ogni ipotesi diventa plausibile: rimuovere i pali di cemento armato della recinzione postbellica e ripristinarli in legno, ad esempio; aggiungere nuovi vagoni e magari anche una locomotiva e così via. È questa Auschwitz patrimonio dell’umanità o non sembra piuttosto “Schindlerlist”-land, “La vita è bella”-land?

Il Memoriale cessa qui, in questo luogo e come parte del luogo, di essere questione nazionale e pone il problema generale della conservazione integrale di Auschwitz.

Vostro è il Paese che ha prodotto Auschwitz, con l’aiuto di paesi conniventi, il mio prima di tutti. La differenza è che voi avete un catalogo nazionale dei luoghi di Memoria (2). Noi no. Avete fatto convegni nazionali sulla conservazione della scomoda eredità del passato. Io non ne ricordo neanche uno qui da noi, in cui il dibattito degli storici si sia integrato con quello della conservazione.

Il vostro Paese finanzia il Dipartimento di restauro del Campo di Auschwitz, fornendo mezzi indispensabili alla conservazione dei materiali e dei documenti storici. Credo che incomba su di voi la responsabilità  di una presa di posizione nel merito della conservazione integrale di tutto l’ex KZ di Auschwitz-Birkenau. Noi difensori dell’integrità del Memoriale Italiano abbiamo prodotto una bibliografia senza uguali per impegno e serietà, il rilievo scientifico e un progetto di conservazione (3). È il nostro contributo alla vostra battaglia, in attesa che l’Unesco riassuma il ruolo istituzionale internazionale che compete ad esso. Oggi, con la chiusura del memoriale Italiano, vistosamente e incomprensibilmente offuscato. 

(Qui il Manifesto per la conservazione integrale del Memoriale Italiano di Auschwitz:
 
Note
1) Block 21 in Auschwitz. Wie die Kunst der Gegenwart den Denkamlbegriff fördert und neue Denkmalwerte postuliert, in Hans-Rudolph Meier & Ingrid Sheurmann, a cura di, DENKmalWERTE. Bieträge zur Theorie und Aktualität der Denkmalpflege, Deutsche Kunstverlag, Berlin-München 2010, pp. 135-148.
2) Gedenkstätten für die Opfer des Nationalsozialismus, 2 voll. della Bundeszentrale für politische Bildung, gratuitamente scaricabili. 
3) Dossier in Studi e ricerche di storia contemporanea n. 69, 2008: dossier in ‘ANANKE, n. 54, 2008; Il memoriale italiano di Aushwitz e il cantiere blocco 21, Quaderni di “Ananke”, 1, 2009; Il Memoriale italiano di Auschwitz. L'astrattismo politico di Pupino Samonà, a cura di G. Ingarao, Palermo, Kalòs 2010; dossier inStudi e ricerche di storia contemporanea, a cura di E. Ruffini, n. 74, 2010; Ad honorem. Conferimento delle onoreficenze al committente e agli autori del Memoriale degli italiani caduti nei campi di sterminio Auschwitz Blocco 21 (Giornata della memoria, 27 gennaio 2011 - Accademia di Belle arti di Brera, Milano; Accademia di Belle arti, Palermo; Accademia di Belle arti Albertina, Torino), a cura di S. Scarrocchia, Il filo di Arianna, Vilminore di Scalve, 2011. Il Dottorato di Palermo (cit. in nota 1) ha attivato due ricerche monografiche sul Memoriale Italiano, di prossima pubblicazione.



OPINIONI E TESTI
in ordine cronologico inverso


Gherush92 Committee for Human Rights  

POPOLI INGRATI E SENZA MEMORIA 
OVVERO VERSO UN NUOVO FASCISMO

Agli eroi dell’Armata Rossa caduti in battaglia gloria e memoria eterna!  Il Memoriale Italiano, con la sua falce e martello, ritorni ad Auschwitz!

La vittoria sovietica sul fronte orientale, di gran lunga il più duraturo, vasto e sanguinoso del secondo conflitto mondiale, mette fine al piano di espansione nazifascista e al programma razzista di sterminio dei popoli slavi, degli ebrei, dei roma, dei sinti, dei prigionieri di guerra, degli omosessuali e dei disabili e alla persecuzione di ogni opposizione politica.

A fronte di questi noti funesti avvenimenti e alle coraggiose gesta di chi vi si oppose, assistiamo oggi in Europa a percorsi diversi di rivisitazione e rielaborazione della memoria, che si distinguono per un differente uso politico della storia. Alcuni restano un ammonimento contro il nazifascismo, altri sconfinano nel revisionismo o nel negazionismo altri ancora, come il caso dell’Italia, nell’ignoranza e nell’oblio.

Così in Germania, tragico teatro finale del conflitto mondiale, i memoriali sovietici, intatti e curati con diligenza, restano, nonostante tutto, un feroce ricordo ed un monito perenne contro il passato nazista. A Berlino suonano come un obbligo le parole sul Memoriale ai Caduti Sovietici nel Parco di Treptower, dove riposano 5000 soldati dell’Armata Rossa: “Ora tutti ricorderanno che il popolo sovietico con il suo altruismo ha combattuto e salvato la civiltà europea dai criminali fascisti. Questa è stata una grande conquista del popolo sovietico verso la storia dell’umanità.”  Sono un’ode alla responsabilità le parole incise sul Memoriale di Guerra Sovietico in Schönholzer Heide: “Alla memoria eterna degli eroi. …  Copriti la testa! Qui sono i soldati sovietici eroi della grande Guerra dal 1941-45, deposti all’eterno riposo … Una grata umanità non dimenticherà mai le loro gesta coraggiose.”Tuonano indelebili le parole di Stalin scolpite sul Red Army Memorial: La forza dell'Armata Rossa risiede nel fatto che essa non nutre e non può nutrire alcun odio razziale contro altri popoli e quindi neppure contro il popolo tedesco; essa è educata nello spirito dell'eguaglianza di tutti i popoli e di tutte le razze, nello spirito del rispetto dei diritti degli altri popoli.”

Così anche  Londra con il  Soviet War Memorial che commemora il sacrificio di 27 milioni di vite tra civili e forze armate dell’Unione Sovietica che hanno combattuto con gli alleati contro il nazifascismo.

Così anche a Netanya in  Israele con il Monumento all’Armata Rossa che, con le parole di Peres, “è un’opportunità per ringraziare l’Armata Rossa. Se non avesse sconfitto il mostro nazista senza dubbio non saremmo qui oggi … Nella seconda guerra mondiale l’Armata Rossa ha impedito al mondo di arrendersi”.

Così anche a Zhangjiakou in Cina, il Memoriale ai caduti delle forze alleate sovietico-mongole ricorda: “La nostra liberazione …  non può essere separata dal sangue versato dai martiri sovietici della Mongolia; … eternamente commemoriamo il grande contributo da parte delle forze alleate Soviet-mongoli alla causa della liberazione del nostro paese.”

Ben altrimenti, nei paesi dell’ex Unione Sovietica i memoriali all’Armata Rossa sono divenuti impropriamente simbolo del comunismo reale e sono teatro ed oggetto di ingiusti e irrispettosi scontri politici. Così, ad esempio, a Budapest, in Ungheria, il Memoriale per l’Armata Rossa, in Piazza della Libertà, è l’ultimo monumento sovietico rimasto  e, ripetutamente deturpato, crea grandi polemiche. A Praga, il Monumento ai Carristi Sovietici,  che commemora la liberazione della Cecoslovacchia, è oggetto di polemiche e di ripetuti tentativi di rimozione del carro armato che, per molti, oggi rappresenta il simbolo dell’occupazione sovietica comunista. A Sofia, in Bulgaria, il Monumento all’Armata Sovietica con l’iscrizione, “Per i  liberatori dell’armata sovietica da parte del grato popolo bulgaro”, nel 2011 è  imbrattato da un gruppo di artisti anonimi che ha trasformato i soldati in fumetti della cultura popolare americana, con la scritta: "Al passo coi tempi".  Così a Taallin in Estonia, il Memoriale all’Armata Rossa è rimosso dalle autorità nel 2007 e una manifestazione in sua difesa provoca feriti, arresti e un morto. Così a Varna in  Bulgaria il Parco monumentale all’amicizia Bulgaro-Sovietica con l’iscrizione “Amici per i secoli dei secoli”,  è in stato di abbandono e degrado. Così a Varsavia il Memoriale all’Armata Rossa è rimosso dalle autorità polacche.

Ancora diverso il caso dell’Italia, ex paese fascista ed invasore dell’Unione Sovietica, dove revisionismo e negazionismo si accettano con silenziosa indifferenza e finiscono nell’oblio, mancando nel nostro popolo la diffusa consapevolezza che la liberazione dal nazifascismo e dai campi di sterminio sia avvenuta grazie al sacrificio degli uomini dell’Armata Rossa. Nei decenni del dopoguerra e della guerra fredda le preoccupazioni per il presente hanno prevalso e che i principali liberatori dal nazifascismo fossero soldati sovietici dell’Armata Rossa è sottaciuto, persino dimenticato. 

La recente rimozione del Memoriale Italiano dal Blocco 21 di Auschwitz è un esempio di questo tanto squallido quanto ignorante e dimentico atteggiamento. Lo spostamento  non è dipeso, come qualcuno scioccamente ci vuol far credere, dal presunto scarso valore pedagogico-educativo dell’opera d’arte, non al passo dei tempi e poco esplicativa. Il Memoriale è stato rimosso per la presenza del simbolo della falce e martello. Qui la questione pedagogica è irrilevante tanto quanto la battaglia intrapresa da qualcuno contro o in difesa dell’opera d’arte. Quell’opera che, in ossequio ai reazionari,  qualcun altro ha rinominato il memoriale viaggiante, vale proprio per il contenuto che esprimono i simboli rappresentati del comunismo, che ritraggono, inequivocabilmente, i liberatori dal nazifascismo che oggi si vogliono dimenticare. Per questo l’opera vale, per questo viene rimossa, per questo va ricollocata ad Auschwitz.

Il silenzioso trasferimento del Memoriale nella periferia di una città qualunque, che avviene con l’imperdonabile complicità dell’attuale Governo Italiano, (di sinistra ?), e con il consenso dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, ha reso a tutti evidente che quello di Auschwitz, con i simboli unici ed insostituibili dell’antifascismo, in effetti, non era il Memoriale italiano,  e che il Governo non lo ha protetto sì per vigliacca indifferenza, ma anche perché il popolo italiano, senza memoria,  non lo ha difeso, non lo ha ricordato, non lo ha persino riconosciuto.

Oggi in Europa assistiamo, impotenti, alla continuazione di razzismo e antisemitismo, di revisionismo e negazionismo o, peggio, di oblio nei luoghi della Memoria, fenomeni questi che si possono combattere proprio con quell’esperienze di resistenza e lotta che i simboli che si vanno cancellando rappresentano. I luoghi della memoria, inclusi i lager nazisti, con interventi che mirano a distorcere o cancellare eventi e risultati della liberazione dell’Europa, vengono inglobati in aree urbane, trasformati in giardini, rimossi, dimenticati. Anche l’Italia,  in modo che appare incomprensibile se non per stare, con vanagloria, in carriera per i voti, o al passo con i tempi o per obbedire a indicazioni estranee, contribuisce a spazzare via la memoria dell’antifascismo e accetta di spostare il Memoriale da Auschwitz, proprio come gli altri Memoriali all’Armata Rossa che vengono deturpati o rimossi dalle piazze di Cracovia o di Budapest.

Bisogna fermare vecchi e nuovi tentativi revisionisti ricordando che nell’alleanza di un coacervo di diversi popoli, uniti sotto la bandiera dell’Armata Rossa, è nata una prodigiosa resistenza al nazifascismo che costituisce un unicum nella storia; e che senza l’Armata Rossa, matrice di ogni resistenza europea, non ci sarebbe stata la vittoria contro il nazifascismo, e non ci sarebbero stati sopravvissuti ebrei e rom in Europa.

Chiediamo con  forza, vorremmo dire intimiamo, al Governo Italiano, all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e all’Associazione Nazionale ex Deportati  di adoperarsi per ricollocare immediatamente il Memoriale nel Blocco 21 e perché l’intero campo di sterminio di Auschwitz sia dedicato al suo unico liberatore, l’Armata Rossa. 


Delfina Piu e Valentina Sereni
Gherush92 Committee for Human Rights

Gherush92 <gherush92 @ gmail.com> – febbraio 2016



Da: Giuseppe Zambon
martedì 9 Agosto 2011

Cari compagni,
ricordo che, nell’estate del 1994, mi sono recato al Museo di Auschwitz per raccogliere foto e testimonianze che mi sono state necessarie per la redazione del volume bilingue “Auschwitz – i volti di Abele”.
Ho chiesto ed ottenuto alcune centinaia di brevi biografie e foto di altrettante vittime della barbarie nazista. La mia successiva richiesta di non limitare la selezione delle vittime ai soli funzionari statali ed ai sacerdoti polacchi, e di volermi fornire un campione più rappresentativo delle vittime, aggiungendo per esempio delle biografie di ebrei, di zingari e di comunisti è stata parzialmente accolta per quanto riguardava zingari ed ebrei, ma non per i comunisti perché… “ad Auschwitz non ci sono stati prigionieri comunisti”.
Ma non è tutto. Dopo avermi accompagnato alla visita del “memoriale italiano” mi hanno chiesto cosa ne pensassi.
“Molto bello e istruttivo” –risposi- “perché gli autori dell’opera riescono in modo chiaro a collegare plasticamente la nascita del fascismo con le ragioni sociali che stanno alla base dei suoi misfatti”.
“Ma par carità, per noi questo memoriale italiano è solo un volgare strumento di propaganda comunista…” sentenziò invece il funzionario polacco.
Vi tralascio poi le vicissitudini concernenti la diffusione della prima edizione del libro che la direzione del Museo di Auschwitz ha in un primo tempo tentato di impedirmi, accettando alla fine di permettermi soltanto la distribuzione in Italia, ma non in Germania perché …“non vogliamo indisporci il governo tedesco che ci finanzia generosamente”.
Il pomo della discordia era rappresentato dalla nostra postfazione nella quale si formulavano accuse alla politica della Germania di oggi e identificava nell’anticomunismo e nella disinformazione una costante della politica di questo paese.

Giuseppe Zambon
Editore
zambon@zambon. net
www.zambon.net



Da: Andrea Martocchia
Data: 08 agosto 2011 23.53.45 GMT+02.00
Oggetto: [storia_e_conflitto] Chiuso il Memoriale degli Italiani ad Auschwitz
 
L'Appello ha almeno - a mio avviso - due limiti: il fatto che si rivolge ad una istituzione tedesca, e l'accenno che fa in termini positivi al dibattito sui "due totalitarismi" che ha imperversato proprio in Germania, portando in realtà a scempi criminali quali la distruzione del Palast der Republik a Berlino e di grandi testimonianze dell'antifascismo in tutta la ex DDR. Ciononostante mi sembra indispensabile farlo girare perchè (a) il fatto in questione è pochissimo noto in Italia (b) nell'appello si ricorda il valore storico-artistico dell'opera di cui si impone la chiusura (c) in esso si menziona anche esplicitamente qualche ragione ideologica di questo accanimento.
Su quest'ultimo punto credo valga la pena di rincarare la dose... dicendo la mia. Il tentativo di "schiacciare" la memoria del genocidio nazista piegandola tutta esclusivamente sulla componente ebraica è da vent'anni ovunque palese ed ha ragioni politiche chiarissime; esso rischia di arrecare grave danno alla già labile conoscenza storica di massa, laddove le "memorie" non-ebraiche sono obliterate tout court. Per quanto riguarda l'Italia, ad esempio, è sotto agli occhi di tutti il fatto che centomila internati jugoslavi sulla nostra penisola (1941-1945) non "pesano" nella storiografia e nelle coscienze nemmeno una minima frazione di quanto pesano invece i deportati del Ghetto di Roma o in generale gli internati e le vittime ebraiche delle leggi razziali. Allo stesso modo, in Europa pochissimi conoscono la tragedia delle vittime rom, serbe, ucraine non-cattoliche, eccetera, perite nei lager dei collaborazionisti del nazifascismo. Dove si intende arrivare?








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