Coordinamento
Nazionale per la Jugoslavia


Aggiornamenti dalla RETE
DISARMIAMOLI
e dal movimento internazionale contro la guerra


(LE SEGNALAZIONI CHE CI SONO PERVENUTE SONO
QUI RIPORTATE IN ORDINE CRONOLOGICO INVERSO)


ultimo aggiornamento: 16 marzo 2010


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  • 4 novembre 2009: tutti in piazza per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e il taglio delle spese militari
Via dall'Afghanistan





Il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus aderisce convintamente ed invita tutti a partecipare alla manifestazione antimilitarista che si terrà a Roma nell'ottavo anniversario della barbara aggressione contro l'Iraq ed a pochi giorni dall'undicesimo anniversario dei vigliacchi bombardamenti contro Serbia e Montenegro:

CONTRO TUTTE LE GUERRE – PER LA PACE PREVENTIVA
19 marzo 2003 - 19 marzo 2010

Non in nostro nome
 
CHIEDIAMO
 
Il ritiro immediato di tutte le truppe occupanti dall’Afghanistan e dall’Iraq (inclusi i contractors)
La fine della pulizia etnica israeliana a Gerusalemme Est  e nelle altre città della Cisgiordania, dell’assedio di Gaza, della repressione in Kurdistan
Lo stop ai preparativi di guerra contro l’Iran
 
Nell’anniversario dei bombardamenti sull’Iraq nel 2003 scendiamo in piazza in Italia come negli Stati Uniti per dire basta alla complicità dei nostri paesi con la guerra, le occupazioni e l’oppressione coloniale contro altri popoli.
Venerdi 19 marzo scendiamo in piazza in Italia insieme a chi il 20 marzo manifesterà nelle città degli Stati Uniti (Washington, San Francisco, Los Angeles, Chicago) per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e dall’Iraq; insieme a chi in Gran Bretagna sostiene la battaglia di Joe Glenton e degli altri soldati che si rifiutano di continuare a uccidere ed essere uccisi in Afghanistan, insieme ai palestinesi che si stanno opponendo alla pulizia etnica israeliana a Gerusalemme e nelle altre città della Cisgiordania e all’assedio di Gaza, insieme al popolo curdo che resiste alla repressione turca.
 
CHIEDIAMO
 
La riduzione delle astronomiche spese militari – sempre in aumento – in favore di maggiori investimenti sociali e la sostituzione della cultura di guerra al terrorismo (che ha prodotto Guantanamo, prigioni segrete e soppressione di molti diritti civili) con una cultura fondata sulla pace, il diritto e l’equa condivisione delle risorse attraverso veri negoziati
 
Che il governo italiano ritiri le truppe nel mattatoio afghano, smantelli le armi nucleari stoccate nelle basi militari di Aviano e Ghedi, cessi di sperperare miliardi di euro per armamenti e di fornire ufficialmente armi, investimenti economici, collaborazioni scientifiche al governo israeliano condannato dalle istituzioni internazionali per la costruzione del Muro di segregazione, per i crimini di guerra a Gaza e l’occupazione coloniale dei Territori Palestinesi. Chiediamo la revoca degli accordi militari, commerciali, scientifici, culturali tra le istituzioni italiane e quelle israeliane;
 
Noi, in quanto cittadini italiani, statunitensi, europei, palestinesi, israeliani, curdi non accettiamo di essere considerati complici di questa politica di oppressione e di guerre preventive, chiediamo il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e dall’Iraq, la cessazione di ogni complicità con gli apparati di guerra (basi militari, nuovi armamenti, spese militari), la revoca della partecipazione statunitense, italiana ed europea al vergognoso embargo contro la popolazione palestinese di Gaza ormai da quattro anni sotto assedio
 
Venerdi 19 marzo, ore 17.00  Manifestazione a piazza Montecitorio
 
Circolo Arci Arcobaleno, Statunitensi per la pace e la giustizia, Rete Disarmiamoli, Rete Sempreocontrolaguerra, Forum Palestina, Un Ponte per..., Campagna Stop Agrexco, Coordinamento Kurdistan, Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus ... (altre adesioni si stanno raccogliendo)




COMUNICATO STAMPA
del Patto Permanente contro la Guerra
 
 
MERCOLEDI 4 NOVEMBRE GIORNATA DI  MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN E IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI.
 Manifestazioni si svolgeranno a Vicenza, Novara, Bologna, Genova, Firenze, Pisa, Livorno, Colleferro, Catania, Napoli.
 
A ROMA, ALLE ORE 15.00 MANIFESTAZIONE A PIAZZA NAVONA
 
Il consiglio dei ministri ha appena votato il rifinanziamento delle missioni militari all’estero compresa quella dell’Afghanistan, e il ministro della guerra La Russa prevede che le truppe italiane resteranno in Afghanistan per altri 5 anni.
A otto anni dall’inizio dei bombardamenti su Kabul, la resistenza all’occupazione si è notevolmente rafforzata mettendo in crisi gli obiettivi politici e militari della Nato e delle potenze occidentali alleate degli Usa. Le recenti elezioni presidenziali si sono rivelate una farsa con un milione di schede annullate su 5 milioni di votanti,  e la commedia del voto continuerà con il ballottaggio tra Karzai e Abdullah fissato per il 7 novembre prossimo.
Intanto sono circa 40.000 i morti civili che nessuno commemora, e dal 2001 ad oggi c’è stata una progressiva crescita, anno dopo anno, dei soldati stranieri morti.
Nell’opinione pubblica internazionale è cresciuta la convinzione che la cosa giusta da fare è porre fine alla guerra.
 
SMENTIAMO LA PREVISIONE DEL MINISTRO DELLA GUERRA LA RUSSA!
 
Il 4 Novembre – festa delle forze armate e della retorica militarista – giornata di mobilitazione nazionale per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il taglio delle spese militari, per rendere omaggio alle centinaia di migliaia di civili ignoti morti in Afghanistan, Iraq, Palestina.
 
Patto Permanente contro la Guerra
info: Roberto Luchetti (3381028120); Nella Ginatempo (3772110687)


--- TRIESTE ---

In occasione del 4 novembre, festa delle forze armate, il Coordinamento contro la guerra annuncia un presidio in Via delle Torri dalle 16 alle 20 per informare i cittadini sulla guerra in Afghanistan e sulla necessità di ritirare le nostre truppe da quell'area.
In tale occasione verranno distribuiti i volantini con l'appello del Patto nazionale contro la guerra-Rete Disarmiamoli.

Edvino Ugolini
per il Coordinamento contro la guerra



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Da:     info@disarmiamoli.org
    Oggetto:     APPELLO "SE VUOI LA PACE LOTTA CONTRO LA GUERRA"
    Data:     24 ottobre 2009 9:49:56 GMT+02:00
Via dall'Afghanistan

APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE “SE VUOI LA PACE LOTTA CONTRO LA GUERRA”

Il 4 novembre tutti in piazza per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e il taglio delle spese militari.

A te che hai partecipato alle marce per la Pace,
a te che avevi appeso la bandiera arcobaleno al tuo balcone,
che hai firmato petizioni contro la guerra e per il ritiro delle truppe,
che sei scesa/o in piazza per chiedere la fine della guerra permanente, travestita da missioni di pace,
che hai chiesto di tagliare le spese militari per riconvertirle in spese sociali,
che vorresti chiudere le fabbriche di armi per produrre beni per la vita, e non più strumenti di morte,
che vorresti chiudere le basi militari perché minacciano la vita di altri popoli e la salute del tuo paese,
che hai protestato contro le bombe atomiche ed hai chiesto il disarmo come unica sicurezza,
che hai contestato la retorica patriottica che giustifica la morte e la distruzione,
che ami la vita e odi la guerra perché non capisci la parola nemico,
che vuoi un’Italia di pace, solidale con gli altri popoli e non più complice della guerra globale,
che ripudi la guerra “ come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”,
che guardi alla Palestina, al Kurdistan, all’Africa, all’Iraq, all’Afghanistan, all’Iran, a tutto il Medio oriente e lotti per una politica di pace, perché l’Italia esca dalle alleanze di guerra

RIVOLGIAMO QUEST’APPELLO PER TORNARE A PARTECIPARE ALLE INIZIATIVE CONTRO LA GUERRA, PER SOSTENERE ANCORA IL MOVIMENTO CHE LOTTA PER LA PACE, NELLE PIAZZE, NELLE SCUOLE, NELLE UNIVERSITA’, NEI LUOGHI DI LAVORO

IL 4 NOVEMBRE GIORNATA DELLE FORZE ARMATE SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO IL MILITARISMO, CONTRO LE MISSIONI DI GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN !!

LANCIAMO IN TUTTE LE CITTA’ INIZIATIVE DI PROTESTA, CONTROINFORMAZIONE, PRESIDI, AZIONI DIMOSTRATIVE.

A ROMA SIT-IN A PIAZZA NAVONA- DALLE 15 ALLE 19


PATTO PERMANENTE CONTRO LA GUERRA - ROMA OTTOBRE 2009


LA GUERRA E’ UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’
E’ ANCHE UN MISFATTO ECONOMICO PERCHE’ STORNA RISORSE DAI BISOGNI SOCIALI AGLI STRUMENTI DI MORTE:

ALCUNI ESEMPI

La Guerra in Afghanistan costa in euro 3 milioni al giorno per mantenere in stato di occupazione militare circa 3000 uomini con gli strumenti di morte e distruzione tecnologicamente avanzati. In moneta afghana ciò che l’Italia ha speso dal 2001 per la guerra avrebbe potuto produrre 600 ospedali e 10.000 scuole - secondo i dati forniti da Gino Strada.

In Italia con 3 milioni di euro al giorno si potevano risolvere in tutte le regioni i problemi dei rischi idrogeologici e del riassetto territoriale.

Il piano di acquisto e assemblaggio - a Novara - dei cacciabombardieri atomici F35 prevede la spesa di 13 miliardi di euro a rate fino al 2026 per la coproduzione e l’acquisto di 131 aerei da guerra ribattezzati “dalle ali d’oro”. Un delirio di potenza militare che serve a devastare altri popoli ed a togliere risorse alla cura della vita e della terra nei nostri territori.

Lo specchietto qui sotto riportato ci mostra la gigantesca distruzione di risorse operata dalle spese militari (fonte Manlio Dinucci)

spesa militare mondiale nel 2007

= 1.340 miliardi $ = + 45% rispetto al 1998 = 2.5 milioni di dollari al
minuto. Nel 2009 prevista a 1.500 miliardi di dollari. (SIPRI)

spesa militare NATO
= 3/4 della mondiale = 985 mld di $ (febbraio 2009 - SIPRI)

spesa militare USA
= 666 mld di $ (2008)

spesa militare ITALIA
= 30 mld di $ (2008)

spesa militare mondiale di 7 giorni = 30 mld $ = soluzione crisi alimentare
mondiale per 1 anno (FAO)

NO ALLE SPESE MILITARI

NO ALLE MISSIONI MILITARI – RITIRIAMO LE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN

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Missioni di guerra e produzioni di morte. Investimenti bipartisan.

Il 28 ottobre il governo Berlusconi vara, con provvedimento d’urgenza, il rifinanziamento delle operazioni di guerra all’estero, chiamate eufemisticamente “interventi di cooperazione allo sviluppo dei processi di pace”

Il 29 ottobre La FIOM di Torino lancia un allarme tutt’altro che antimilitarista e pacifista.

Nel silenzio più assoluto delle opposizioni presenti in Parlamento, il Governo ha dato il via libera al rifinanziamento delle missioni militari togliendo altri 225 milioni di euro dalle disastrate casse dello Stato, mentre – per fare solo due esempi - in due anni il taglio del Fondo Nazionale Politiche Sociali è stato del 50%: dai 953 milioni di euro del 2007 ai 517 di oggi.
Il Fondo nazionale per la non Autosufficienza è stato abolito: 400 milioni risparmiati sulla pelle di portatori di handicap gravi, malati terminali, diversamente abili.

In questa situazione dalle pagine economiche de “La Repubblica” di venerdì 30/10 leggiamo le preoccupazioni di Giorgio Airaudo, segretario della FIOM di Torino, a causa delle mancate commesse all’ALENIA di Caselle (To) per la costruzione di componenti del famigerato F-35 Jsf.
L’operazione politico/imprenditoriale sarebbe quella di costruire il “quarto polo” dell’aeronautica nel varesotto, attorno all’Aermacchi. Cameri (provincia di Novara) diverrebbe il centro produttivo di questo polo, per volontà della cordata PdL /Lega lombarda. A discapito della zona industriale torinese.
“Nessuno mette in discussione Cameri – sostiene Airaudo nell’intervista – ma ai sindacati si era promessa una cosa diversa: costruzione e riempimento ala (dell’F-35 Jsf n.d.r ) nello stabilimento di Caselle, allestimento a Cameri (Novara). Ora quest’impegno sembra venir meno per pressioni politiche”.

Così, mentre le truppe professionali sono lautamente stipendiate dal contribuente italiano per occupare e devastare paesi come l’Afghanistan, per i lavoratori italiani la FIOM difende posti di lavoro nelle aziende che producono armi di distruzione di massa.
Gettate alle ortiche ogni ipotesi di critica e superamento dell’attuale sistema di sviluppo, il più grande sindacato dei metalmeccanici difende l’occupazione a prescindere da ciò che si produce, anche bombardieri nucleari di ultima generazione, come in questo caso.

Il cerchio si chiude, facendo emergere il contesto entro il quale si concretizza quotidianamente le famigerate politiche bipartisan, funzionali sino ad oggi solo ad aprire la strada ad una destra tra le più reazionarie del mondo.

Mercoledì 4 novembre il movimento contro la guerra scenderà in piazza in tutta Italia contro le vergognose parate militari che osanneranno le forze armate, trasformatesi in truppe di mercenari al servizio degli interessi delle grandi aziende italiane e delle politiche aggressive e guerrafondaie della NATO e degli USA.

Nessun finanziamento, nessuna arma per questo esercito.
 
Occorre ritirare immediatamente le truppe da tutti i paesi occupati, stornare i milioni di euro verso le fasce sociali colpite dalla crisi, riconvertire le fabbriche di morte in luoghi di produzione di benessere sociale, ricchezza collettiva, per una società emancipata dalle guerre di rapina.

La Rete nazionale Disarmiamoli!
www.disarmiamoli.org  3381028120 - 3384014989

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Ministro La Russa si vergogni!

Il 4 novembre in piazza ma per il ritiro dei militari italiani dall'Afghanistan
 
comunicato stampa
 
Riteniamo vergognosa e ingannevole la proposta avanzata dal Ministro della Difesa La Russa di introdurre per la seconda domenica di novembre una Giornata dedicata ai "Caduti nelle missioni di pace".
La riteniamo vergognosa perchè in un paese come l'Italia muoiono ogni anno centinaia di lavoratori e operai sul lavoro e nessuno ha mai proposto nè misure concrete per impedire questa strage nè di dedicargli una giornata di celebrazione;
la riteniamo vergonosa perchè la guerra sul lavoro miete molte più vittime della guerra guerreggiata in cui i governi spediscono i militari italiani;
la riteniamo vergognosa perchè il Ministero della Difesa ha sistematicamente misconosciuto la causa di servizio per i militari italiani impegnati in missioni all'estero e deceduti a causa dell'uranio impoverito.
La riteniamo infine ingannevole perchè ormai sia l'opinione pubblica che gli Stati Maggiori, sanno benissimo che missioni come quella in Afghanistan non possono essere mascherate da missioni di pace ma sono a tutti gli effetti operazioni di guerra.
Continuare a nascondere questa realtà alla gente e continuare a mistificare sui termini è un inganno che non può essere più tollerato.
La maggioranza della popolazione italiana, così come quella statunitense e britannica, vuole il ritiro dei militari dall'Afghanistan e la destinazione delle risorse per le spese militari a interventi assai più urgenti sul piano sociale, del sostegno al reddito, al lavoro, ai servizi pubblici. Anche per questo il 4 novembre, giornata delle Forze Armate, il Patto contro la Guerra, sarà in piazza in diverse città italiane per protestare contro la prosecuzione della guerra in Afghanistan, per il ritiro delle truppe italiane, per il taglio delle spese militari e la loro destinazione alle spese sociali.
 
Il Patto contro la Guerra
(vi aderiscono la Rete Disarmiamoli, Rete Semprecontrolaguerra, Cobas, Sinistra Critica, Rete dei Comunisti, Partito Comunista dei Lavoratori ed altre associazioni)



Strasbourg 030409

in english:
http://www.no-to-nato.org
April 2009: International demonstrations against NATO

auf deutsch:
Demo gegen Nato-Sicherheitskonferenz - Weitere Proteste Anfang April
Bericht: www.attac.de/news/2684
Attac Nato-Sonderseite: www.attac.de/nato

en francais:


Appello concordato a Stoccarda il 5 ottobre 2008

No alla guerra No alla NATO

In occasione del 60° anniversario dell'organizzazione militare NATO,
lanciamo un appello ad essere presenti a Strasburgo e a Kehl ad aprile
2009, per protestare contro le politiche nucleari e le aggressive
politiche militari della NATO, chiediamo anche di sostenere la nostra
visione di un mondo giusto e libero dalle guerre.

La NATO è un ostacolo crescente per il raggiungimento della pace
mondiale. Dalla fine della Guerra Fredda, la NATO si è reinventata come
strumento di azione militare della "comunità internazionale", compresa
la cosiddetta "guerra al terrorismo". In realtà, è un veicolo per 
l'uso di forze, a direzione statunitense, con basi militari in tutti i
continenti, scavalcando così le Nazioni Unite ed il diritto
internazionale, e accelerando la militarizzazione e l'escalation delle
spese militari – i paesi della NATO rappresentano il 75% della spesa
militare globale. Perseguendo questa linea espansionista fin dal 1991,
ideata per favorire interessi strategici, la NATO ha sostenuto la guerra
nei Balcani, mascherata da "guerra umanitaria", ed ha sostenuto sette
anni di brutale guerra in Afghanistan, dove si è verificata una tragica
escalation della situazione e la guerra ha raggiunto il Pakistan.

In Europa la NATO sta aggravando le tensioni, sostenendo la corsa al
riarmo con la cosiddetta "difesa missilistica", un massiccio arsenale
nucleare e una politica del colpire per primi. La politica dell'Unione
Europea è sempre più strettamente legata alla NATO. E' in atto una
potenziale espansione della NATO verso l'Europa dell'est ed oltre, e 
le sue operazioni "fuori area" stanno rendendo il mondo sempre più
pericoloso. Il conflitto nel Caucaso indica chiaramente questi pericoli.
Ogni ampliamento dei confini della NATO aumenta la possibilità di
guerre, compreso l'uso di armi nucleari.

Per raggiungere la nostra visione di un mondo in pace, rifiutiamo ogni
risposta militare alle crisi regionali e globali – queste risposte fanno
parte del problema e non della soluzione. Rifiutiamo di vivere sotto 
la minaccia delle armi nucleari e rifiutiamo una nuova corsa agli
armamenti. Dobbiamo ridurre le spese militari – indirizzando piuttosto
le risorse verso i bisogni dei cittadini. Dobbiamo chiudere tutte le
basi militari straniere. Ci opponiamo a tutte le strutture militari
usate per interventi militari. Dobbiamo democratizzare e demilitarizzare
le relazioni tra i popoli e stabilire nuove forme di cooperazione
pacifica per costruire un mondo più sicuro e più giusto.

Lanciamo un appello per la divulgazione di questo messaggio nelle
comunità e nei movimenti, affinché si estenda la presenza a Strasburgo
e a Kehl per far diventare una realtà questa nostra visione. Crediamo 
che un mondo di pace sia possibile.

No alla guerra
No alla NATO


Le attività durante la mobilitazione anti NATO comprenderanno una manifestazione sabato
4 aprile, una conferenza internazionale da giovedì 2 a domenica 5 aprile, azioni dirette di
disobbedienza civile ed un campo internazionale di resistenza che si terrà da mercoledì 1
a domenica 5 aprile.




Testo uscito dall'assemblea antiNato di Strasburgo

Traduzione a cura della Rete nazionale Disarmiamoli! - www.disarmiamoli.org

No alla guerra - No alla NATO

Cinquecento persone provenienti da 19 paesi hanno partecipato all'incontro
del 14 e 15 febbraio 2009 presso la Marc Bloch University di Strasburgo,
organizzato dal Comitato di Coordinamento Internazionale "No alla guerra-no
alla NATO" e ospitati dal "Collettivo anti Nato di Strasburgo", il tutto in
preparazione delle attività dell'anti vertice per il 60° anniversario della
NATO che si terrà a Strasburgo 1-5 aprile
.

60 anni sono troppi - questo il punto unificante tra i partecipanti
appartenenti ai movimenti pacifisti e no global, ai partiti e alle
organizzazioni di sinistra, ai sindacati e ai gruppi studenteschi. Sono
tutti contrari alla politica di guerra della NATO, sono contro le guerre in
corso, in Afghanistan e in Medio Oriente, contro la strategia di intervento
e ripetono con forza il loro "No alla NATO". Rifiutano di accettare i legami
dell'EU con la NATO e chiedono una drastica riduzione delle spese militari:
"non vogliamo pagare la vostra crisi, non per le vostre guerre".

Nel contesto delle celebrazioni ufficiali per il 50° anniversario della
NATO, che si terranno a Strasburgo e Baden-Baden il 3 e 4 aprile, i
partecipanti all'incontro hanno stilato un elenco di azioni e mobilitazioni:

  1.. campo internazionale di resistenza 1-5 aprile a Strasburgo, con punti
di informazione a Kehl e Baden-Baden;
  2.. manifestazione e azioni di disobbedienza civile il 3 aprile a
Baden-Baden in occasione dell'incontro dei Ministri degli Esteri e del
pranzo di gala dei Capi di Stato;
  3.. convegno internazionale a Strasburgo il 3 e 5 aprile con plenarie,
gruppi di lavoro ed una "Peace Assembly" conclusiva;
  4.. punto culminante sarà la manifestazione internazionale "No alla
guerra! No alla NATO" che si terrà nel centro di Strasburgo il 4 aprile;
  5.. per il 4 aprile, sempre a Strasburgo, diverse organizzazioni stanno
preparando azioni di disubbidienza civile.

Nonostante le autorità di Strasburgo abbiano annunciato che non
autorizzeranno le azioni non violente nel centro della città, i partecipanti
hanno riaffermato il fondamentale diritto democratico di assemblea,
manifestazione e libertà di espressione. Hanno sottolineato che esprimeranno
la loro protesta e la loro richiesta di libertà, nel centro della città.
Hanno approvato una campagna internazionale di protesta per una Strasburgo
libera, città di pace e democrazia. Per il sostegno alla delegazione per i
negoziati, il Comitato di Coordinamento Internazionale ha costituito un
gruppo di supporto internazionale e un gruppo di appoggio.

I diritti democratici fondamentali potranno essere difesi grazie alla forza
dei movimenti extraparlamentari internazionali ed ai parlamentari dell'Unione
Europea.

Il seguente appello è stato approvato dai partecipanti alla conferenza.

Appello per sostenere il diritto democratico a manifestare contro la NATO
nel centro storico di Strasburgo il 4 aprile

La NATO celebrerà il suo 60° anniversario a Strasburgo alla presenza dei
Capi di Stato, compreso il nuovo Presidente degli Stati Uniti.

I firmatari rifiutano le politiche della NATO che significano guerre,
interventi militari, uso di basi militari e nuove installazioni
missilistiche, ampliamento di un armamento permanente. Lavoriamo sulla base
dell'appello "No alla NATO, No alla guerra".

Rifiutiamo:

-         l'intervento militare della NATO in Afghanistan;

-         la logica di guerra e iper-armamento, in particolare l'armamento
nucleare praticato dalla NATO;

-         la reintegrazione della Francia nel comando militare NATO.

Vogliamo esprimere il nostro rifiuto nei confronti di queste politiche,
vogliamo dare, sia ai cittadini di Strasburgo sia ai movimenti sociali, la
possibilità di rendere pubblico il loro rifiuto.

Sono queste le richieste fatte alla prefettura che ha rifiutato la proposta
del Comitato di manifestare contro la NATO nel centro storico di Strasburgo
il 4 aprile.

Lo svolgimento del summit della NATO farà di Strasburgo una fortezza; questo
non è giusto né per i suoi cittadini né per le migliaia di manifestanti
pacifisti provenienti da tutto il mondo.

Saranno messe in atto misure straordinarie di sicurezza: sarà definita una
zona rossa, sarà stilato un elenco dei cittadini, sarà organizzato un nuovo
sistema di video sorveglianza.

Questa passerella di Capi di Stato nel centro storico di Strasburgo, e nelle
sue vicinanze, significherà per i suoi abitanti l'impossibilità di mantenere
la propria vita quotidiana, non avere libertà di movimento; tutto questo per
noi è intollerabile e ci impedisce di far conoscere il vero volto della
NATO. Mentre i cittadini pagheranno il summit e la glorificazione della
NATO, chi dissente sarà marginalizzato.

La mobilitazione contro il summit della NATO è partita a livello mondiale
con grande successo. Il 4 aprile i cittadini del mondo verranno a Strasburgo
ad esprimere, con spirito nonviolento, il loro "desiderio di Pace" e il loro
"No alla NATO".

La nostra mobilitazione chiede la redistribuzione dei mezzi finanziari,
spostandoli dalla guerra ad una politica che si occupi delle sfide che
devono affrontare i popoli del pianeta in campo sociale, economico,
democratico e ambientale.

Viene spontanea la domanda, quale sarà a livello globale l'immagine di
Strasburgo?

Una città trasformata in fortezza al servizio della NATO o una città che
celebra i valori di democrazia e pace?

Vogliamo il diritto di manifestare nel centro storico. La richiesta che
rivolgiamo al governo francese ed alle autorità locali è di garantire il
diritto democratico di una libera, indipendente e pacifica manifestazione.

International Activity Conference, composta da più di 500 partecipanti,
Strasburgo 14-15 febbraio.

La Conferenza ha significato un passo importante nella costruzione della
mobilitazione internazionale contro la NATO e il summit per il 60°
anniversario, mobilitazione iniziata 6 mesi fa con l'appello internazionale
di Stoccarda. Molte forze, da tutto il mondo, stanno convergendo per
esprimere il loro desiderio di un pianeta più giusto e pacifico. Dal 1 al 5
aprile facciamo di Strasburgo una capitale di pace!




febbraio 2009:
L'agenda del movimento No War nei prossimi mesi


Raccogliendo l' APPELLO CONTRO LA GUERRA DELL'ASSEMBLEA FSM DI BELEM ,
il Patto permanente contro la guerra in Italia chiama alla mobilitazione.

Si legge nell'appello: "Noi, movimenti per la pace e contro la guerra,
riuniti durante il FSM di Belem, dichiariamo: che la NATO è un
organismo militare il cui obiettivo è la dominazione militare,
politica ed economica degli Usa nel mondo; in tal senso respingiamo la
celebrazione del 60°anniversario della NATO che si terrà il 4 Aprile
2009 nella sede del Parlamento europeo nella città di Strasburgo in
Francia. Per questo motivo lanciamo un appello alla mobilitazione
mondiale per l'abolizione della NATO con manifestazioni in tutto il
mondo in quella giornata, e in particolare per l'Europa a Strasburgo.
Esigiamo lo smantellamento di tutte le basi militari straniere nel
mondo...

Per ciò che riguarda l'Italia "Ci opponiamo alla costruzione di nuove
basi come quella di Vicenza in Italia e di altre basi NATO in
Europa. .E condanniamo anche la creazione di Africom, come strumento
di controllo militare del continente africano,-il cui comando centrale
e le cui basi logistiche sono previste in italia ( Vicenza, Napoli e
Sigonella)...
Condanniamo lo stato di Israele per le politiche di aggressione ed
occupazione nei territori palestinesi. Condanniamo i massacri
commessi a Gaza e chiamiamo ad una giornata d'azione in solidarietà
col popolo palestinese e per il boicottaggio, il disinvestimento e le
sanzioni (BDS) contro Israele programmato per il 30 marzo 2009,
giornata della Terra palestinese. Facciamo appello affinché in tutto
il mondo vengano realizzate azioni di BDS. Per fare di questa giornata
una giornata storica per il movimento antiapartheid vogliamo
concentrare l'attenzione su:

1) azioni contro le multinazionali israeliane e internazionali che
appoggiano l' occupazione e l'apartheid portati avanti da Israele;
contro il libero commercio e gli accordi preferenziali con Israele e
contro il commercio di armi con Israele;

2) azioni legali per mettere fine all'impunità di Israele e perseguire
i suoi crimini di guerra attraverso Tribunali Internazionali e
Nazionali."

In sintonia con queste istanze e questa volontà di lotta, il Patto
contro la guerra definisce la propria agenda di iniziative secondo il
seguente calendario:

- 18 febbraio 2009 a Roma, sit-in apiazza SS. Apostoli contro lo scudo
spaziale presso la sede del Parlamento europeo-con presidi anche a
Milano, Torino, Firenze, Trieste, Palermo, in collaborazione con la
campagna Europe for peace;

- 19 febbraio 2009 a Caltagirone-Niscemi in Sicilia, Assemblea-
seminario: I pericoli della militarizzazione -Dal potenziamento di
Sigonella alla costruzione del MUOS a Niscemi, in collaborazione con
la campagna per la smilitarizzazione di Sigonella;

- 14 marzo a NAPOLI- ASSEMBLEA NAZIONALE CONTRO LA GUERRA E CONTRO LA
NATO, in preparazione della mobilitazione a Strasburgo, per opporci al
vecchio Patto Atlantico con le sue nuove strategie di guerra, tra cui
l'installazione del nuovo comando per le guerre d'Africa in Italia a
Napoli ( e a Vicenza e Sigonella). Mobilitazione il pomeriggio presso
il porto nucleare di Napoli davanti al Comnando Centrale della NATO
in collaborazione col Comitato pace disarmo e smilitarizzaizone di
Napoli.

- 17 marzo, a Terni, nell'anniversario del primo morto per la protesta
contro il Patto Atlantico ( 1949) un operaio di Terni, iniziativa di
mobilitazione in corso di preparazione;

- 21 e 22 marzo a VICENZA - MEETING INTERNAZIONALE NEL X ANNIVERSARIO
dei bombardamenti della NATO sulla Repubblica Federale di Jugoslavia
"TARGET"
, promosso dal Coordinamento nazionale per la Jugoslavia e
dalle reti Disarmiamoli, Semprecontrolaguerra, RdbCUB e Forum di
Belgrado Italia.

- 30 marzo iniziativa per la PALESTINA in occasione della giornata
della Terra, meeting in corso di preparazione.

- 4 APRILE VERTICE DELLA NATO A STRASBURGO PER IL 60° ANNIVERSARIO DEL
PATTO ATLANTICO- MOBILITAZIONE EUROPEA "60 ANNI SONO GIA' TROPPI" per
lo scioglimento della NATO ed il disarmo in Europa e nel Mediterraneo.

Per la manifestazione europea di Strasburgo verranno organizzati
pullman in partenza da Milano e da Torino. Per ulteriori informazioni
vedi il sito DISARMIAMOLI.ORG.


PATTO PERMANENTE CONTRO LA GUERRA





L'appello contro la guerra uscito dall'assemblea del FSM a Belèm

"Noi, movimenti per la pace e contro la guerra, riuniti durante il FSM
di Belem, dichiariamo:

che il capitalismo vive una crisi globale, economica, ambientale,
energetica ed alimentare; ma la crisi più grande è quella vincolata
alla guerra permanente portata avanti in tutto il mondo e sostenuta
dagli Stati Uniti;

che una delle cause della crisi economica mondiale è stata la guerra
permanente e la sua preparazione;

che respingiamo qualsiasi intenzione di scatenare nuove guerre come
via d'uscita dall'attuale crisi;

che la NATO è un organismo militare il cui obiettivo è la dominazione
militare, politica ed economica degli Usa nel mondo; in tal senso
respingiamo la celebrazione del 60°anniversario della NATO che si
terrà il 4 Aprile 2009 nella sede del Parlamento europeo nella città
di Strasburgo in Francia. Per questo motivo lanciamo un appello alla
mobilitazione mondiale per l'abolizione della NATO con manifestazioni
in tutto il mondo in quella giornata, e in particolare per l'Europa a
Strasburgo.

Esigiamo lo smantellamento di tutte le basi militari straniere nel
mondo. Appoggiamo la lotta del paese ecuadoriano per la chiusura della
base di Manta ed esigiamo che non venga trasferita in nessun altro
paese dell'America Latina. Allo stesso modo esigiamo la chiusura della
base di Guantanamo e la sua restituzione al governo di Cuba, così come
ci opponiamo alla costruzione di nuove basi come quella di Vicenza in
Italia e di altre basi NATO in Europa. Condanniamo la riattivazione
della Quarta Flotta della marina di guerra degli Usa nei mari e fiumi
dell'America latina. Le sue attività hanno come obiettivo intimidire
i governi ed ostacolare le trasformazioni politiche e sociali degli
attuali processi latinoamericani. Condanniamo anche la creazione di
Africom come strumento di controllo militare del continente africano.

Esigiamo lo smantellamento unilaterale di tutti gli armamenti nucleari
nel mondo e lanciamo un appello a mobilitarsi in occasione della
conferenza sulle armi nucleari. Condanniamo inoltre tutte le azioni
che mirano alla costruzione di nuove armi nucleari in qualsiasi
continente.

Chiamiamo alla mobilitazione contro il vertice del G8 che si
realizzerà in Italia dall' 8 al
10 di Luglio 2009 nell'isola della Maddalena in Sardegna.

Chiediamo l'abbattimento di tutti i muri che ostacolano la libera
circolazione delle persone, specialmente del muro che divide la
Cisgiordania, di quello che separa il Messico dagli Stati Uniti, di
tutte le barriere militari e di polizia nel Mediterraneo.

Solidarizziamo con la lotta del popolo vietnamita per la pace e
giustizia nella campagna internazionale di appoggio alle vittime del
Napalm.

Condanniamo lo stato di Israele per le politiche di aggressione ed
occupazione nei territori palestinesi. Condanniamo i massacri
commessi a Gaza e chiamiamo ad una giornata d'azione in solidarietà
col popolo palestinese e per il boicottaggio, il disinvestimento e le
sanzioni (BDS) contro Israele programmato per il 30 marzo 2009,
giornata della Terra palestinese. Facciamo appello affinché in tutto
il mondo vengano realizzate azioni di BDS. Per fare di questa giornata
una giornata storica per il movimento antiapartheid vogliamo
concentrare l'attenzione su:
1) azioni contro le multinazionali israeliane e internazionali che
appoggiano l' occupazione e l'apartheid portati avanti da Israele;
contro il libero commercio e gli accordi preferenziali con Israele e
contro il commercio di armi con Israele;
2) azioni legali per mettere fine all'impunità di Israele e perseguire
i suoi crimini di guerra attraverso Tribunali Internazionali e
Nazionali."

(fonte: cpiano @tiscali.it)




IL PATTO PERMANENTE CONTRO LA GUERRA PROMUOVE

UNA ASSEMBLEA NAZIONALE CONTRO LA GUERRA

sabato 17 gennaio dalle ore 10 alle ore 14
a Roma presso il Nuovo Cinema Aquila,
Via Aquila n.68- quartiere Pigneto ( tram da Termini nn. 5 e 14)

I punti all'odg sono due:
-La mobilitazione per la Palestina. Fermare il massacro a Gaza e
sostenere una campagna di iniziative per i diritti del popolo 
palestinese.
-La campagna europea per il disarmo e lo scioglimento della NATO.
Mobilitazione a Strasburgo il 4 aprile secondo l'appello di Stoccarda
del social forum europeo ( in allegato).

L'assemblea si chiuderà in tempo per facilitare la partecipazione alla
manifestazione per la Palestina che avrà inizio alle 15,30 da piazza Vittorio.

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Report della  assemblea nazionale del 17 gennaio a Roma

Il movimento No War prepara la sua agenda per il 2009

Sabato mattina, prima della manifestazione per la Palestina, si è
tenuta a Roma la prevista assemblea  nazionale del Patto Permanente
contro la Guerra. La concomitanza con la manifestazione ha ridotto la
presenza numerica ma non la rappresentatività delle realtà presenti che
hanno contribuito al dibattito dell'assemblea.

Rispetto all'ordine  del giorno originario - preparazione della
mobilitazione europea di aprile contro il vertice della NATO a
Strasburgo - si è imposta nella nostra agenda la questione palestinese
sia per gli effetti dell'aggressione israeliana a Gaza sia per la
manifestazione pomeridiana che ha rivelato, ancora una volta, le
potenzialità di mobilitazione e partecipazione esistenti nel paese
indipendentemente dagli apparati politici, sindacali, associativi
ufficiali e bipartizan.

La discussione ha visto quindi alternarsi spunti sulla Palestina e
sulla NATO, sulle campagne di boicottaggio verso Israele e per la
chiusura delle basi militari. (...) E' emersa da tutti la volontà di
continuare a organizzarsi e lottare a rete sui territori contro il
sistema di guerra permanente.

Le proposte emerse possono essere così riassunte:

1) unificare il percorso Palestina e NATO e proporre di fare la
manifestazione a Strasburgo anche sul tema Palestina;

2) La creazione di un apposito gruppo di lavoro per preparare la
partecipazione italiana di massa alla manifestazione di Strasburgo del
4 aprile;

3) organizzare la prossima assemblea del Patto contro la guerra a
metà marzo a Napoli dove rilanciare la campagna contro le basi militari
con annessa iniziativa di mobilitazione presso il porto di Napoli
davanti al comando centrale della NATO. Serve come preparazione di
Strasburgo ma anche come rilancio della iniziativa nostra sui
territori. Su questo arriverà una mail del gruppo di Napoli e della
rete semprecontrolaguerra;

4) proposta di seminario a Niscemi-Sigonella entro febbraio sul
sistema MUOS, Africom e le funzione di Sigonella nel Mediterraneo tra
cui il pattugliamento militare anti-immigrati. A tale proposito è
necessario unificare la lotta contro la guerra esterna a quella contro
la guerra interna ai migranti;

5) Convegno a Vicenza il 24 marzo nel decimo anniversario dei
bombardamenti della NATO contro  la Jugoslavia;

6) E' stato proposto anche di fare una iniziativa pubblica in piazza
a Terni a marzo per ricordare il primo morto italiano della protesta
antiNATO nel 1949, un operaio delle acciaierie di Terni ( la proposta è
da articolare e da preparare con le varie realtà dell'Umbria);

7) La partecipazione attiva alla campagna di Boicottaggio-
Disinvestimento-Sanzioni contro Israele

(...)






9 giugno 2007

No Bush No War Day


Contro la guerra globale permanente di Bush
Contro l'interventismo militare del governo Prodi


Il presidente Usa, George Bush verrà in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi per ribadire in questo modo la convinta alleanza militare e politica dell'Italia con gli Stati Uniti. Oggi il presidente Bush ha contro la maggioranza del popolo degli Stati Uniti ma mantiene l'appoggio delle lobbies militari, petrolifere e dell'industria delle armi. Bush è l'estremo interprete della volontà di egemonia mondiale delle classi dominanti statunitensi, volontà che porta da decenni gli USA, indipendentemente dall'alternanza dei governi, ad intervenire militarmente ovunque, con truppe, colpi di stato, stragi e attentati.

Questa volontà di dominio, che fa della guerra una vera e propria strategia politica con la capacità di esportare conflitti dall'Africa all'Asia, dall'America latina alla stessa Europa, produce sudditanza politica e culturale.

In Italia la destra considera Bush il proprio punto di riferimento ma anche il governo Prodi, eletto grazie ai voti del movimento no-war "senza se e senza ma", è orgoglioso dell'alleanza con tale amministrazione e si prepara a ricevere in pompa magna il presidente Usa a Roma.

Questa subordinazione caratterizza anche l'organica politica di intervento militare che il governo Prodi sta praticando, sia pure nella versione "multilaterale", cioè "concertata" con le altre potenze. Un'internità alla logica della guerra che spinge a mantenere le truppe in Afghanistan, che ha aumentato vistosamente le spese militari (+13% nella Finanziaria), che vuole imporre a popolazioni unite nell'opposizione, nuove basi militari come a Vicenza (ma anche a Cameri e in altri luoghi in via di ampliamento), che partecipa alla costruzione di micidiali armi come l'aereo da guerra F35 o lo Scudo missilistico, e conserva le bombe atomiche disseminate nel nostro territorio, come a Ghedi e Aviano.

E' questa subordinazione, politica e culturale, che ha abbandonato una delle esperienza più limpide del pacifismo italiano, quella di Emergency, tradita e sacrificata al governo Kharzai e ai suoi servizi segreti che detengono illecitamente Rahmatullah Hanefi.

Ma la guerra è guerra indipendentemente dalle bandiere usate per condurla e va ripudiata, come il militarismo governativo, che ha riconfermato o promosso le missioni belliche.

Per questo, come tanti e tante in tutto il pianeta e in mille forme, ci prepariamo ad accogliere Bush come si accoglie un vero e proprio guerrafondaio.

Lo facciamo per i torturati di Guantanamo, per i bruciati vivi di Falluja, per i deportati, per quelli rinchiusi nei campi di concentramento in mezzo mondo. Ma lo facciamo anche per dire che esiste un'altra Italia.

Un'Italia che vive già in un altro mondo possibile e concreto. E' quella dei movimenti che si battono contro le basi militari, contro la devastazione ambientale, per i diritti sociali, contro i cpt. Che si batte contro la privatizzazione dell'acqua e la rapina dei beni comuni, contro le spese militari e il riarmo globale.

Il 9 giugno quindi è un giorno importante per la ripresa del cammino del movimento no war nel nostro paese.

Vogliamo il ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti di guerra, Afghanistan in primis, la chiusura delle basi militari USA e NATO, la restituzione di quei luoghi alle popolazioni per usi civili, per giungere all'uscita dell'Italia dalle  alleanze militari.

Esigiamo la rimozione dal territorio nazionale degli ordigni nucleari e delle armi di distruzione di massa.

Diciamo basta alle spese militari, rifiutando lo Scudo missilistico e i nuovi aerei da guerra, affinché le decine di miliardi di euro vengano usati per la scuola e la sanità pubblica, per i servizi sociali, per il miglioramento ambientale.

Pretendiamo che il governo Prodi ottenga l'immediata liberazione di Hanefi e restituisca ad Emergency il suo ruolo meritorio in Afghanistan.

Proponiamo che la mobilitazione del movimento no-war - che ha già tre tappe importanti: la manifestazione contro la progettata base militare per i nuovi cacciabombardieri a Cameri (Novara) il 19 maggio oltre alle iniziative previste ad Aviano e Sigonella; le Carovane contro la guerra, che arriveranno a Roma il 2 giugno per protestare contro la parata militare sui Fori Imperiali; la mobilitazione europea contro il G8 di Rostock-Heiligendamm - culmini il 9 giugno in una grande mobilitazione popolare a Roma che faccia sentire a Bush e Prodi l'avversione nei confronti delle guerre e delle corse agli armamenti, che DICHIARI IL PRESIDENTE USA OSPITE NON GRADITO e faccia sentire a Prodi il ripudio della guerra e del militarismo. Così come recita l'articolo 11 della Costituzione.

Ci uniamo alla popolazione di Vicenza per ribadire a Bush la più chiara determinazione e la più netta opposizione possibile alla costruzione della base Dal Molin.

Inoltre lanciamo fin da subito la campagna perché sia garantita la possibilità a tutti coloro che vorranno manifestare di raggiungere Roma in treno. Invitiamo tutti a Roma, il 18 maggio alle ore 17 presso l'Università di Roma Fac. di Lettere-La Sapienza per discutere di questo appello e preparare insieme la più grande mobilitazione possibile per una giornata NO BUSH-NO WAR


Associazioni, reti
 
Action-diritti in movimento, Associazione Sinistra Critica, Bastaguerra-Roma, Circolo Arci Agorà-Pisa, Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, Coordinamento Collettivi universitari La Sapienza, Collettivi universitari, Roma 3, Collettivo studentesco T. Muntzer-To, Disarmiamoli, Donne in Nero-Tuscia, Forum Palestina, Global Meeting Network (cso pedro - padova, cso rivolta - marghera, cso morion - venezia, capannone sociale - vicenza, s.o.a. arcadia - schio, cantieri di montecioRock - vicenza, ubik lab - treviso, cso bruno - trento, rete studenti - trento, cso crocevia, alessandria, csoa gabrio - torino, cso terra di nessuno - genova, cso cantiere - milano, casa loca - milano, cs tpo - bologna, lab.occ. paz - rimini, cs fuoricontrollo - monselice, s.p.a.m. - parma, lab. aq16 - reggio emilia, rete degli spazi sociali - venezia giulia, esc atelier occupato - roma, astra19 - roma, lab. insurgencia - napoli, lab. diana - salerno, Movimento antagonista toscano, Ass. difesa lavoratori, tutte le sedi di YaBasta ) I Corvi, Laboratorio di resistenza alla guerra, Laboratorio studentesco di Salerno, Mondo senza guerre, Officina comunista, Partito comunista dei lavoratori, Partito Umanista, Rivista Erre, Rete dei Comunisti, UniRiot (Roma, Napoli, Bologna, Torino)
 
Firme individuali:
 
Cinzia Bottene, Olol Jackson (Presidio permanente No Dal Molin), Sandro Bianchi, Giorgio Cremaschi, Mimmo Rizzuti (Rete28Aprile), Mauro Bulgarelli, Franco Turigliatto, Fernando Rossi (senatori), Vauro, Tommaso Di Francesco, Luigia Pasi, Margherita Recaldini (Sdl Intercategoriale), Piero Maestri, (Guerre&Pace), Norma Bertullacelli (Centro ligure documentazione pace), Nella Ginatempo, Melo Franchina, Doretta Cocchi (Bastaguerra Firenze)

adesioni: 9giugnonobush @ libero.it


--- ---

SUL SITO www.disarmiamoli.org puoi trovare:

Mappa: IL TRAGITTO DELLE TRE CAROVANE CONTRO LA GUERRA, PER IL DISARMO E LA PACE  -  IL TRACCIATO VERRA' AGGIORNATO DI GIORNO IN GIORNO CON LE INDICAZIONI DELLE VARIE REALTA' INTERESSATE AD OSPITARE UNA TAPPA: info@disarmiamoli.org  338/4014989


CONTO CORRENTE CAROVANA 

L'INDIPENDENZA HA UN COSTO.

Il CONTO CORRENTE è intestato a
Patrizia Creati - Carovana contro la guerra
BANCA POPOLARE ETICA - FILIALE DI FIRENZE
VIA DELL'AGNOLO 73R

conto n. 00000121080

N(CIN)
05018(ABI)
02800(CAB)

INVIATE IL VOSTRO CONTRIBUTO PER FAR VIAGGIARE LA CAROVANA CONTRO LA GUERRA!


LE TRE CAROVANE

REPORT RIUNIONE OPERATIVA E TAPPE DA NORD EST - NORD OVEST E SUD

 

INIZIATIVE IN ITALIA DI SOSTEGNO ALLA CAROVANA


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sempre sul sito www.disarmiamoli.org :

DICHIARAZIONE FINALE DELLA CONFERENZA INTERNAZIONALE CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELL'EUROPA

DOSSIER INFORMATIVO SULL'ACCORDO ITALIA / USA PER INSTALLARE LO "SCUDO" SUI NOSTRI TERRITORI

TESTO PETIZIONE POPOLARE - Fermare la nuova "frontiera bellica" sottoscritta dal governo Prodi contro i nostri territori  

LA CAROVANA CONTRO LA GUERRA / VERSANTE NORD-OVEST PARTECIPERA' ALLA MANIFESTAZIONE DI NOVARA

TAPPA EMILIANA DELLA CAROVANA CONTRO LA GUERRA, PER IL DISARMO E LA PACE


=== 8/5 ===


From:   disarmiamoli.bologna  @tin.it

Subject: carovana contro laguerra tappa emiliano romagnola

Date: May 8, 2007 1:37:00 PM GMT+02:00


La carovana contro la guerra, per la pace e il disarmo attraverserà dal 

19 maggio al 2 giugno diverse regioni italiane, promuovendo 

manifestazioni, presidi, assemblee, azioni di resistenza, in favore 

della pace e contro la presenza delle basi militari USA e Nato.

La carovana si concluderà a Roma il 2 giugno, in preparazione del 

benvenuto” a Bush.


Carovana contro la guerra per la pace e il disarmo


Farà tappa in Emilia Romagna


FORLI 26 MAGGIO 2007


MANIFESTAZIONE 

CORTEO


Concentramento alle ore 15.00 P.zza Saffi, Forlì


Con arrivo 

davanti alla caserma militare De Gennaro, via Emilia


La caserma italiana De Gennaro è sede del 66° reggimento 

Trieste, forza di intervento rapido della Nato e impegnato 

in tutte le missioni di guerra dal 1983 a oggi.


- PER IL RITIRO DELLE TRUPPE ITALIANE DA TUTTI I 

FRONTI DI GUERRA 

- PER LA RIMOZIONE DAL TERRITORIO ITALIANO DI TUTTI 

GLI ORDIGNI NUCLEARI E DELLE ARMI DI DISTRUZIONE 

DI MASSA

- PER LA CHIUSURA, LO SMANTELLAMENTO, LA BONIFICA 

E LA RICONVERSIONE AD USO ESCLUSIVAMENTE CIVILE 

DELLE BASI MILITARI USA E NATO

- PER LA PETIZIONE POPOLARE CONTRO L’ACCORDO 

ITALIA USA PER LO SCUDO MISSILISTICO


Coordinamento Emilia Romagna per la

CAROVANA CONTRO LA GUERRA PER LA 

PACE E IL DISARMO


Info:disarmiamoli.bologna  @tin.it


=== 15/4 ===


CAROVANA CONTRO LA GUERRA


PER IL DISARMO E LA PACE


Nella riunione convocata a Bologna, il 15 aprile 2007 è stato deciso di promuovere una iniziativa, la  "Carovana contro la guerra, per la pace e il disarmo", che prenderà l'avvio il giorno 19 maggio 2007; e si articolerà da tre direttrici (dal Nord ovest, dal Nord Est, dal Sud).


Lo scopo della "Carovana" è quello di sensibilizzare la popolazione e di mettere insieme i soggetti che intendono ampliare le lotte territoriali di questi anni su punti determinanti di un impegno pacifista coerente:


1- rimozione dal territorio italiano di tutti gli ordigni nucleari e delle armi di distruzione di massa; dissociazione e disobbedienza da ogni compromissione con l'apparato dello sterminio atomico;


2. Opposizione ad ogni forma di coinvolgimento dell'Italia nella guerra globale e ritiro delle truppe da tutti i fronti bellici;


3. Per la chiusura, lo smantellamento, la bonifica e la riconversione a scopo esclusivamente civile delle basi militari USA e NATO


4. Obiezione alle spese militari finalizzata ad un modello di difesa alternativo e alla costituzione di Corpi Civili di Pace


5. Per affermare i valori di pace dell'art. 11 della Costituzione italiana che ripudia la guerra. Per organizzare la resistenza sociale alle scelte politiche di riarmo e di interventismo militare del governo ed affermare il principio della sovranità popolare.


La Carovana giungerà a Roma entro il 2 giugno, giornata in cui, al posto delle parate militariste, occorre fare memoria della Costituzione e del suo ripudio della guerra (art.11). Il 2 giugno deve essere restituito alla società civile, per valorizzare l'intervento civile per la costruzione della Pace: nei luoghi teatro di conflitto vogliamo Ambasciate di Pace riconosciute dalla popolazione, non "democrazia" e "sviluppo" a suon di bombe contro la popolazione.


La Carovana, raccordando reti e realtà politico-culturali differenti, rilancia questi temi unitari attraverso una iniziativa diffusa di informazione e di mobilitazione, dalle comunità e dai territori dove le basi militari e di guerra sono presenti. Essa diffonde strumenti, iniziative e pratiche di lotta che esprimano l'opinione e la volontà dei cittadini i quali nella stragrande maggioranza credono nei valori della pace.


Essa deve servire a rilanciare la mobilitazione contro la guerra e la militarizzazione in tutti i settori sociali, sui posti di lavoro, nelle scuole, nei quartieri e nei luoghi di culto.


La Carovana ASSUME la Petizione Popolare contro l'accordo Italia -USA, che prevede un nuovo "scudo antimissilistico" sui nostri territori, come strumento della propria attività durante le sue tappe, stimolando le realtà locali a costituire comitati promotori per la raccolta delle firme.


Promuovono le reti che hanno convocato la riunione di Bologna:


Coordinamento "Fermiamo chi scherza col fuoco atomico" - email  locosm@tin.it cell. 349-5211837


Rete nazionale Disarmiamoli – email  info@disarmiamoli.org cell. 338-1028120


Assemblea di "Semprecontrolaguerra" - email semprecontrolaguerra@tiscali.it  cell.328-0339384


PER ADESIONI, PARTECIPAZIONI E COLLABORAZIONI ALLA CAROVANA CONTATTARE UNO DEI RECAPITI SU SCRITTI



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Una nostra delegazione e' presente in questo momento alla International Conference on Demilitarisation: 'No to the US missile defence shield/ No to US and NATO Military bases in Europe" a Praga.

Di seguito l'intervento della delegazione della Rete nazionale Disarmiamoli! al congresso internazionale contro la militarizzazione - Praga 5 maggio 2007

 


Cari compagni e care compagne, parlo a nome della Rete nazionale Disarmiamoli!

 

Il movimento contro la guerra nel nostro paese sta attraversando un processo di profonda trasformazione, a causa dei mutamenti politici avvenuti recentemente  in Italia.

 

Oggi, dopo la sconfitta del governo Berlusconi, siamo di fronte ad un esecutivo di centro sinistra che ha portato nel Parlamento italiano molti tra coloro che rappresentavano quel movimento pacifista ma, purtroppo, tutte le decisioni prese in questi mesi contraddicono in maniera clamorosa le istanze e gli obiettivi del pacifismo.

 

Le scelte fatte dall'esecutivo Prodi sono sotto gli occhi di tutto il mondo:

la Legge Finanziaria 2007 ha aumentato del 13% le spese militari mettendo al centro dello sviluppo economico le industrie belliche. L'aumento di spesa militare sacrifica pesantemente il Welfare State, a partire dalla sanità, la scuola, l'Università, la ricerca e i diritti dei lavoratori.

 

La decisione di mantenere le truppe in Afghanistan, l'invio di oltre 2.000 soldati in Sud Libano a protezione di Israele, la permanenza delle truppe in Kosovo ed in altri 24 paesi vede una presenza militare italiana all'estero senza precedenti per quantità di uomini e mezzi.

 

La decisione di accettare l'insediamento di una nuova base USA a Vicenza, nonostante le grandi mobilitazioni popolari, che continuano tutt'oggi.

 

L'impegno del governo nella costruzione del jet da combattimento europeo Eurofighter.


La ratifica di un ulteriore accordo per l'ingresso dell'Italia nel business per la costruzione del bombardiere nucleare statunitense F35. Contro questo progetto si svolgerà il prossimo 19 maggio una manifestazione nazionale a Novara.

 

Il Presidente del Consiglio Prodi nei suoi incontri diplomatici all'estero ha assunto il ruolo di ambasciatore delle industrie di armi nazionali, come avvenuto recentemente in Giappone.

 

Ultima gravissima decisione l'accordo per l'ingresso dell'Italia nel cosiddetto "scudo antimissilistico" USA, di cui l'opinione pubblica italiana è ancora poco informata, a causa della segretezza con la quale nel febbraio scorso un anonimo rappresentante del governo Prodi ha firmato al Pentagono questo vergognoso accordo.

 

Negli ultimi mesi, contro queste scelte profondamente sbagliate, abbiamo gettato le basi per la costruzione di un nuovo movimento contro la guerra, indipendente e libero da ogni ambiguità nel rapporto con un governo guerrafondaio in politica estera e bellicista in politica interna.

La prima grande manifestazione del nuovo movimento è stata quella del 17 marzo a Roma, con oltre 30.000 persone presenti contro le tutte occupazioni militari, al fianco delle Resistenze dei popoli, contro le basi militari USA NATO.

 

La Rete nazionale Disarmiamoli! è  parte integrante del nuovo movimento contro la guerra. Il nostro obiettivo è quello di unire tutte le forze che nel nostro paese si battono contro le basi militari USA e NATO,  la militarizzazione dei territori e la logica da guerra interna che sta progressivamente condizionando la vita politica nazionale.

 

Con il congresso di oggi l'ipotesi di Rete può assumere le necessarie dimensioni europee, di fronte alla sfida del cosiddetto "scudo antimissilistico" voluto dagli USA e accettato da governi sottomessi.


Ci avevano raccontato che con il crollo del muro di Berlino la storia si sarebbe fermata, donandoci un'era di pace e prosperità. Niente di più falso!

 

Oggi tutti i popoli europei sono di fronte alle politiche reali di un unico sistema economico, politico e militare, che ripropone modelli apertamente antipopolari:  concorrenza sfrenata, privatizzazioni, precarietà nella vita e nel lavoro, super sfruttamento, furto delle materie prime,  guerre di rapina.


Le mobilitazioni di questi giorni nel vostro paese, in Polonia, in Italia ed in altri paesi europei ci dicono che è possibile costruire un nuovo fronte comune in grado di dire NO a queste politiche, verso un modello sociale che sarà in grado di emanciparsi dalle guerre se sarà capace di emanciparsi dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sulla natura.

 

La prossima campagna nella quale saremo impegnati è la Carovana nazionale contro la guerra, per il disarmo e la pace e la Petizione popolare contro lo scudo antimissilistico. La campagna è promossa dalla Rete Disarmiamoli e da altre organizzazioni come "Fermiamo chi scherza con  il fuoco atomico" e da "Semprecontrolaguerra".

 

In questi giorni decine di realtà, comitati ed associazioni stanno aderendo a questa nostra iniziativa.


La Carovana partirà il prossimo 19 maggio da tre basi presenti agli estremi del nostro paese per convergere su Roma, in attesa del Presidente degli Stati Uniti il 9 giugno, per il quale preparando un rumoroso comitato d'accoglienza.

 

Colgo l'occasione per invitare tutte le organizzazioni presenti a questo congresso, tutti i delegati a partecipare alla Carovana italiana contro la Guerra ed alla manifestazione del 9 giugno a Roma, contro il cow boy dell'apocalisse George Bush.

 

Vi ringrazio a nome della Rete nazionale Disarmiamoli! per l'invito a questo congresso e vi porto i saluti antimilitaristi ed internazionalisti del movimento contro la guerra italiano.

 

Cinzia della Porta, della Rete nazionale Disarmiamoli! - Italia



=== 27/4 ===


Abbiamo aggiornato in queste ore il sito  www.disarmiamoli.org con le informazioni inviateci dagli antimilitaristi cechi e polacchi. Nei prossimi giorni tradurremo le parti in inglese dei messaggi e degli appelli.

Da quelle realta' ci giungono sollecitazioni all'unita' di azione, a partire dalla prossima conferenza internazionale per la smilitarizzazione che si terra' a Praga.

Attraverso questi contatti abbiamo saputo che anche in Polonia l'idea della petizione popolare contro lo scudo antimissilistico sta marciando, come vedrete dalle foto sul nostro sito 

Si stanno creando le condizioni per il rilancio di un movimento europeo contro le nuove scelte belliciste dei governi.

Saluti antimilitaristi

La Rete nazionale Disarmiamoli!


 

=== 22/4 ===

In allegato vi inviamo la PETIZIONE POPOLARE


CONTRO L'ACCORDO USA/ITALIA CHE PREVEDE

UN NUOVO "SCUDO MISSILISTICO" SUI NOSTRI TERRITORI

PER UN USO SOCIALE E DI PACE DELLE RISORSE PUBBLICHE


La Petizione e' stata proposta dalla Rete nazionale Disarmiamoli all'incontro dello scorso 15 aprile a Bologna, durante il quale e' stata emendata e recepita come strumento della CAROVANA CONTRO LA GUERRA, PER LA PACE E IL DISARMO che partira' da Aviano, Novara e Sigonella/Comiso nelle prossime settimane.


Il testo della Petizione e' uscito sabato 21 aprile a pag. 2 de "Il Manifesto",contribuendo cosi' a diffondere nel paese l'informazione sulla campagna.

Vi chiediamo di costituire in ogni realta' COMITATI PROMOTORI a sostegno della Petizione popolare, in modo che la campagna contro questa ennesima, gravissima decisione assunta dall'attuale governo possa vivere prima, durante e dopo la CAROVANA.


saluti antimilitaristi e buon lavoro


La Rete nazionale Disarmiamoli

www.disarmiamoli.org 

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IL MODULO PER LA RACCOLTA DELLE FIRME SI PUÒ SCARICARE ANCHE DA QUI:

http://www.cnj.it/INIZIATIVE/PetizioneMissili07.doc

Un DOSSIER sullo Scudo Missilistico a cura di Manlio Dinucci è qui:

http://www.cnj.it/INIZIATIVE/DinucciDossierScudo07.pdf

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PETIZIONE POPOLARE

ai sensi dell’art. 109 del regolamento della Camera dei Deputati


CONTRO L’ACCORDO USA/ITALIA CHE PREVEDE 

UN NUOVO “SCUDO MISSILISTICO” SUI NOSTRI TERRITORI


PER UN USO SOCIALE E DI PACE DELLE RISORSE PUBBLICHE


AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  GIORGIO NAPOLITANO


AL PRESIDENTE DEL SENATO FRANCO MARINI


AL PRESIDENTE DELLA CAMERA FAUSTO BERTINOTTI


AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ROMANO PRODI


Noi sottoscritti, cittadine e cittadini italiani:


Ritenendo che l’Accordo quadro tra il Governo degli Stati Uniti e il Governo italiano inerente la creazione di uno “scudo antimissilistico”, firmato lo scorso febbraio 2007 al Pentagono, ponga l'Italia in prima linea in un sistema le cui reali finalità non sono difensive ma offensive.


Valutando che questa decisione si inserisce in un già inquietante contesto di militarizzazione dei nostri territori, come si evince dalla volontà di costruire una nuova base militare USA a Vicenza, dal memorandum d'intesa con cui l'Italia si assume ulteriori impegni nel programma del caccia statunitense F-35 Lightning (Joint Strike Fighter), dall’aumento delle spese militari previsto nella Legge Finanziaria del 2007.


Ritenendo che questo processo inserisca ancora di più il nostro paese in una dinamica che ci vede coinvolti direttamente su vari fronti di guerra con le cosiddette “missioni di pace”,  e alimenti nella stessa Europa nuove tensioni, esponendo così i nostri territori a possibili ritorsioni.


Chiediamo:


La REVOCA IMMEDIATA dell’Accordo quadro che stabilisce la partecipazione dell’Italia al progetto statunitense di “scudo” antimissilistico.  


Lo STORNO dei fondi previsti per missioni militari all’estero, industrie belliche o finalizzati alla produzione di aerei da guerra e altri programmi militari, VERSO FINI SOCIALI, come lo sviluppo della sanità pubblica, del sistema educativo nazionale, il rafforzamento del sistema previdenziale pubblico, la regolarizzazione del lavoro precario, una cooperazione allo sviluppo sulla base di modelli alternativi alle attuali politiche di “peacekeeping”.   




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19 MAGGIO A NOVARA CONTRO GLI F 35



Gli F 35 sono cacciabombardieri  stealth (cioè invisibili) di quinta generazione. Sono uno dei gioielli  più brillanti della moderna tecnologia militare. Sono perfette macchine d'attacco al suolo, che, se necessario, possono pure trasportare armi 

nucleari.

Tra qualche anno entreranno in produzione ad opera della statunitense Lockheed Martin. Saranno prodotti in migliaia di esemplari per le forze armate statunitensi (aviazione, marina e marines) e di altri paesi alleati. Si tratterà, a detta di politici ed esperti, della più grande impresa di costruzioni aeronautiche di tutti i tempi.

Anche l'Italia ha aderito al progetto. Lo ha fatto fin dal 1996 (primo governo Prodi). Lo ha poi confermato nel 1998 (governo D'Alema) e nel 2002 (governo Berlusconi).

Il 7 febbraio di quest'anno (governo Prodi) è stato firmato il testo dell'accordo definitivo, che prevede l'assemblaggio in Italia di centinaia di F 35 destinati al mercato europeo (e quindi anche all'Italia).

L'azienda capofila in questa alleanza con la Lockheed Martin è, nel nostro paese, l'Alenia Aeronautica, che guida nell'impresa decine di aziende italiane che si sono gettate a capofitto nell'affare 

Il sito per l'assemblaggio è  stato individuato nell'aeroporto militare di Cameri, che si trova a pochissimi chilometri da Novara.

Il sito è stato scelto con oculatezza:  si tratta di un territorio da sempre avvezzo alla frequentazione di militari d'ogni risma.

L'aeroporto militare di Cameri ha ospitato F 104 e Tornado. Da quando non è più un sito strettamente operativo ha comunque continuato a contribuire a diverse imprese militaresche dando, per esempio, ospitalità alle linee di manutenzione dei Tornado. Accade inoltre che dal medesimo aeroporto partano alcuni reparti di eroici militi utilizzati per le imprese estere, per esempio in Afghanistan.

Vicinissima all'aeroporto di Cameri, a Bellinzago Novarese, c'è la base guidata dalla Caserma Babini. Si tratta della seconda base terrestre italiana, per estensione di superficie, nella quale si effettuano esercitazioni di diversi tipi. Inoltre la medesima Caserma Babini offre i suoi militi per la logistica in diverse operazioni militari all'estero e in appoggio alle truppe di pronto intervento NATO di stanza a Solbiate Olona. Si preparano, in definitiva, mezzi di trasporto e munizionamenti destinati ad alcuni dei teatri di guerra che vedono protagonisti, qua e là nel mondo, i soldati italiani.

È in questo contesto consolidato che si inserisce la decisione dei vertici militari, industriali e politici italiani di collocare le linee di montaggio degli F 35.

L'Italia spenderà quasi due miliardi di euro per lo sviluppo di questo progetto. Poi, a partire dal 2013, quando si tratterà di acquistare un centinaio di cacciabombardieri freschi di fabbrica, si dovranno spendere almeno altri 15 miliardi di euro: tutti soldi prelevati dalle tasche dei contribuenti e sottratti ad altri impieghi di maggior rilevanza sociale.

Non è stato inoltre ancora valutato con precisione l'impatto ambientale di questa produzione: gli aerei, una volta assemblati, devono essere fatti volare a lungo per i collaudi necessari. E al limite dell'aeroporto militare di Cameri c'è il parco del Ticino: un sito naturale che ha già subito tanti attacchi negli ultimi decenni.

Eppure i politici di destra o di sinistra che siano, si trovano quasi tutti concordi nel sostenere un'impresa, che essi definiscono come imprescindibile per gli interessi industriali e nazionali italiani.

Si prepara dunque l'ennesima devastazione ambientale. Ci si prepara inoltre a  sperperare miliardi di euro per costruire una perfetta macchina di morte. La scusa è la solita: creare migliaia di posti di lavoro. Si vogliono trascinare i lavoratori ad  essere complici di futuri stermini resi possibili dall'utilizzo degli F 35. Bombardare da quote elevate e pressoché irraggiungibili da forze contraeree è, evidentemente, il sogno di ogni stratega e la degna fine di ogni concetto d'onore militaresco.

Ma a noi interessa ben poco dei posti di lavoro che si verrebbero a creare a spese della vita di migliaia e migliaia di persone, che, qua e là sulla superficie del nostro pianeta, avrebbero, prima o poi, l'onore di saggiare l'efficacia sterminatrice di questa nuova arma di distruzione di massa.

Insomma: gli F 35 bombardano, magari pure servendosi di testate nucleari, gli Eurofighter, di completa produzione europea, forniscono la copertura dei cieli ed il contrasto per intercettazione.

In definitiva: gli USA e l'Europa a collaborare fervidamente nella conduzione della solita politica imperiale utile ad asservire le regioni più deboli del nostro pianeta per spogliarle delle loro risorse.

Opporsi alla costruzione di questi strumenti di sterminio di massa è dunque un dovere assoluto. Non si tratta di un sogno vissuto da anime belle. Si tratta dell'unica reazione razionale possibile. Si tratta di aver chiara la natura dei rapporti di forza esistenti e di agire di conseguenza in direzione di una lotta  efficace che abbia come scopo una vera trasformazione sociale.

Non vogliamo che il nostro territorio, non vogliamo che il nostro pianeta siano per sempre asserviti alle logiche del profitto e del dominio.

La lotta contro gli F 35 (e pure contro i loro gemellini, gli Eurofighter) è l'espressione compiuta del nostro antimilitarismo.

Scendere in piazza vuol dire farsi visibili e rendersi udibili anche a coloro che non vogliono vedere e che non vogliono ascoltare.


L'appuntamento è per le ore 15 di sabato 19 maggio a Novara.


Una manifestazione di piazza ed un corteo serviranno a far sentire ai potenti grandi e piccoli tutto il nostro dissenso nei confronti di ogni  pratica militarista.


Contro gli F 35. Contro le fabbriche di morte. 

Contro tutte le guerre. Contro tutti gli eserciti.


APPELLO PER LA 

MANIFESTAZIONE CONTRO L'ASSEMBLAGGIO DEGLI F35 A CAMERI - Si raccolgono 

le adesioni su info@zetapoint.org 



=== 1/4 ===


da www.disarmiamoli.org

 

Un patto di mutuo soccorso contro la guerra


Facciamo sì che la lotta di Vicenza non si concluda come la Comune di Parigi


di Sergio Cararo *


La realtà, qualche volta ci complica le cose ma altre volte dobbiamo ammettere che ce le semplifica. La discussione che c’è stata finora, con il tentativo di definire una nuova forma di rappresentanza della politica e dei movimenti e di replicare alla accuse di antipolitica che alcuni dirigenti della sinistra di governo hanno rovesciato contro il movimento, trova una sintesi molto semplice nella realtà che stiamo vivendo ed in cui siamo immersi.

Già qualcuno prima di me ha rammentato la nota definizione di Von Clausewitz sulla guerra come prosecuzione della politica. Oggi – anche alla luce dei discorsi e delle analisi che abbiamo sentito in questi mesi in Parlamento e nei luoghi della “politica” sulle missioni militari - possiamo affermare che nella fase che stiamo vivendo è “la politica che è diventata la prosecuzione della guerra con altri mezzi”, confessando apertamente di avere gli stessi obiettivi che altri (gli USA ad esempio) pensano di raggiungere con la guerra. L’essenza del multilateralismo dalemiano potrebbe essere tutta qua.

In questo senso la divaricazione tra la politica (quella che fanno i governi e i partiti di governo) e quella che con dispregio viene definita “l’anti-politica” di chi si oppone alla guerra, è già definita nei contenuti e nelle forme dalla realtà stessa.

A tale scopo penso che un po’ tutti debbano ringraziare gli studenti universitari che hanno contestato il Presidente della Camera all’ateneo di Roma, perché hanno fatto crollare un totem che ipotecava ormai arbitrariamente i movimenti e ne hanno riaffermato l’autonomia senza fare sconti per nessuno. In sostanza adesso possiamo e dobbiamo chiedere a tutti: “Dimmi come resisti contro la guerra e ti dirò chi sei e se possiamo essere compagni di strada”. Più o meno la stessa cosa che aveva detto Gino Strada all’assemblea nazionale del 15 luglio dello scorso anno (quella a sostegno dei senatori dissidenti sulla guerra) quando affermò che la discriminante ormai non era più la pace ma la guerra e la posizione contro la guerra.

Vorrei sottolineare un altro aspetto di questo rapporto tra il movimento contro la guerra, la politica e la realtà. Dopo la manifestazione riuscita del 17 marzo scorso contro la guerra a Roma, abbiamo tenuto un SIT IN sotto il Senato molto meno entusiasmante in occasione del dibattito sulla missione in Afghanistan. Ma se noi là fuori non eravamo euforici, il clima dentro al Senato ci è sembrato ancora più plumbeo ed inquietante. I senatori (e prima di loro i deputati) della sinistra che avevano deciso di votare a favore del decreto sulla missione in Afghanistan, davano l’impressione di vivere dentro una commedia di De Filippo e di aspettare che passasse a’nuttata, sperando che una volta passata la tensione del voto tutto potesse tornare come prima. In realtà questa nottata pare destinata a durare molto a lungo e a popolarsi di incubi. Già oggi la realtà ci presenta scenari pesanti e da incubo: non possiamo ancora domandarci a lungo se gli USA e Israele attaccheranno l’Iran ma quando lo attaccheranno e che cosa dobbiamo mettere in campo noi come movimento contro la guerra, anche alla luce della materializzazione di un incubo a lungo rimosso e cioè la possibilità che vengano utilizzate bombe nucleari “tattiche” nei bombardamenti. Parlare di armi nucleari tattiche è un orrendo e inquietante ossimoro esattamente come guerra umanitaria.

Il secondo punto che vorrei affrontare è quello relativo alle mobilitazioni contro la guerra e la militarizzazione. Volevo segnalare l’importanza del fatto che a Sigonella, in Sicilia, ci sia stata una manifestazione di 1.000 persone contro l’allargamento delle infrastrutture civili della base per poter ospitare altri militari USA e le loro famiglie. Mille persone ad una manifestazione contro le basi militari in Sicilia sono importanti come 100.000 a Vicenza e cioè in un contesto assai diverso. Lo sanno bene alcuni compagni che vedo qui e con i quali abbiamo condiviso l’esperienza dei blocchi contro la base di Comiso negli anni Ottanta.

La Rete Disarmiamoli a tale scopo intende mettere in campo nei prossimi mesi la proposta di una Carovana nazionale contro le basi militari e la militarizzazione coinvolgendo tutti i comitati locali nell’organizzazione, gestione e passaggio della Carovana che dovrebbe partire proprio dalla Sicilia per giungere al Nord (con una spedizione dei Mille alla rovescia) passando via via per i siti militarizzati in Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia etc. Sabato 15 aprile a Bologna, ci sarà una riunione nazionale su questa proposta (alla saletta dei ferrovieri) alla quale sono invitati tutti i comitati presenti oggi, a cominciare da Vicenza e Novara dove tra l’altro saremo presenti alla manifestazione nazionale del 19 maggio contro l’impianto degli F 35 a Cameri.

L’ultimo punto che voglio toccare e proprio quello di Vicenza. Tra noi dobbiamo essere leali e segnalarci anche i problemi esistenti. L’esperienza di Vicenza e della mobilitazione popolare contro il Dal Molin è oggi l’esperienza più avanzata e di massa di lotta contro le basi militari. Rappresenta la possibilità concreta di interdire l’operatività della macchina bellica e della militarizzazione del territorio. Nel mondo le uniche esperienze che in qualche modo ci sono riuscite totalmente o parzialmente sono quelle del poligono di Vieques a Puerto Rico, in parte a Okinawa in Giappone e a Larzàc in Francia.

Consentitemi di fare un esempio dell’Ottocento. Vicenza oggi è l’esperienza più avanzata ma corre il rischio di diventare come la Comune di Parigi che era l’esperienza di autorganizzazione popolare e rivoluzionaria più avanzata di tutta l’Europa ma rimase isolata e fu stroncata sanguinosamente.

Gli prussiani fornirono al governo francese contro cui avevano combattuto fino a qualche settimana prima i cannoni e i soldati prigionieri per poter stroncare la Comune che minacciava l’ordine costituito in tutta l’Europa.

Nei prossimi mesi a Vicenza, il movimento non si troverà di fronte solo il governo Prodi ma si troverà di fronte un sistema militarista bipartizan che magari fino al giorno prima è sembrato scannarsi sull’agenda politica e parlamentare. In sostanza il movimento contro la base di Vicenza si troverà contro lo Stato con tutti i suoi apparati, ideologici, economici, mediatici e coercitivi.

L’unico alleato su cui potrà contare è il radicamento popolare e la soggettività politica potenziale rappresentata dal Patto di Mutuo Soccorso con il resto delle realtà dei movimenti sociali.

Questo significa che dovremo lavorare seriamente al rafforzamento del Patto di Mutuo Soccorso contro la guerra e a difesa del territorio ma sulla base di una reciprocità effettiva e con una vera capacità di fare rete a livello nazionale. Non possiamo consentire che Vicenza o la Val di Susa vengano isolate e distrutte come la Comune di Parigi. Grazie.

*Rete nazionale Disarmiamoli, Intervento tenuto al Global Meeting di Venezia, 1 aprile




=== 28/3 ===


27 marzo 2007: Il movimento NoWar si e' espresso nelle
 piazze d'Italia contro il rifinanziamento delle missioni
 italiane all'estero


Presidi a Vicenza, Bologna, Pisa, Roma. 

Iniziative di dibattito, volantinaggi, contestazioni, assemblee in tante altre citta'.

Il  movimento contro la guerra, rilanciato dalla grande
 manifestazione del 17 marzo a Roma, anche in questi giorni 
si e' fatto sentire , rappresentando nelle piazze e nelle 
strade del paese un sentimento diffuso e trasversale nella
societa' italiana, che era e resta contrario alla presenza
delle truppe nei vari scenari di conflitto. 

  Ieri centinaia di pacifisti si sono concentrati sotto i
palazzi del potere per chiedere un voto coerente con le
promesse elettorali di tanti deputati e senatori    "radicali".
I risultati parlano chiaro: la maggioranza di
centrosinistra, allargatasi a pezzi importanti del centro
destra, riconferma le missioni con un aumento esponenziale
della presenza bellica in Afghanistan, attrezzando ancora di
piu' i mercenari dell'esercito professionale italiano per le
prossime battaglie della incipiente "campagna di primavera".
Mai il paese ufficiale e' stato piu' lontano da quello
reale. 
Raramente nella storia politica italiana abbiamo assistito a
piroette trasformistiche di tale portata, ad un tale abuso
della mistificazione ideologica e concettuale, giustamente
stigmatizzati dagli studenti della Sapienza di Roma lo
scorso 26 marzo.

I segnali che giungono dal paese reale, attraverso le tante
mobilitazioni contro guerra, militarizzazione dei territori
e della societa' ci dicono che la strada intrapresa e'quella
giusta. 
Nei prossimi mesi le reti di resistenza contro queste politiche  dovranno far vivere una autonoma

piattaforma di obiettivi, campagne e mobilitazioni in grado
di contrastare efficacemente il meccanismo bellicista messo
in moto dal governo prodi.

Le scadenze che ci aspettano sono molte, da Vicenza a Lecce,
da Bologna a Comiso, sino a Ravenna e Novara.
Nei prossimi giorni proporremo un elenco di iniziative,
incontri e riunioni intorno alle quali chiameremo tutte le
realta' alla partecipazione ed alla condivisione 

La Rete nazionale Disarmiamoli!

www.disarmiamoli.org  info@disarmiamoli.org

340-7106022 338-1028120  338-4014989



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IL 17 MARZO TUTTI A ROMA!

 


MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e da tutti i fronti di guerra Piazza della Repubblica ore 15

 

Il testo dell’appello nazionale:

Per il 17 marzo è stata lanciata dal Forum Sociale Mondiale a Nairobi la Giornata mondiale contro la guerra, nell’anniversario dell’invasione USA dell’Iraq. In tutto il mondo, milioni di persone chiederanno la fine delle guerre, a partire da Iraq e Afghanistan, la chiusura delle basi, il disarmo atomico. In quei giorni, il Parlamento italiano voterà sul rifinanziamento delle missioni, Afghanistan in primis. Per questo invitiamo tutte/i coloro che condividono il sogno della pace e della giustizia ad essere in piazza a Roma, nella Giornata mondiale contro la guerra, per dire NO al rifinanziamento delle missioni di guerra, NO alle basi e alle spese militari.

Il movimento contro la nuova base USA di Vicenza ha segnato con la straordinaria manifestazione del 17 febbraio una svolta contro le politiche belliche del governo, per una nuova stagione di lotte che rompa la complicità dell’Italia con la guerra permanente. Ma il governo Prodi-bis, rimesso in piedi con ulteriori contributi da destra, sfida il movimento no-war, affermando piena fedeltà a Usa e Nato, confermando le missioni belliche e la base a Vicenza. Viene meno l’illusione del “governo amico” e nasce per chi ama la pace la responsabilità di costruire una nuova opposizione sociale alle politiche di guerra, dando continuità al movimento dopo il 17 febbraio e contestando la politica estera del Prodi-bis. E il primo obiettivo, oltre a vincere la lotta contro il Dal Molin, è il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, annullando la complicità con la guerra Nato. La lotta di Vicenza è diventata di tutti/e: così deve essere per quella contro l’intera politica di guerra, partendo da chi sul territorio contesta la militarizzazione crescente.

La manifestazione del 17 vuole congiungere il NO ALLE BASI al NO ALLE MISSIONI MILITARI, le lotte sui territori all’opposizione nazionale e internazionale alla guerra, accompagnandola con la forte richiesta ai parlamentari di votare contro il decreto e il rifinanziamento della missione in Afghanistan.

PER IL RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN E DAGLI ALTRI FRONTI DI GUERRA.

PER LA CHIUSURA DELLE BASI MILITARI USA-NATO,

PER VINCERE LA LOTTA CONTRO LA BASE DAL MOLIN.

NO ALLE SPESE MILITARI.

SOSTEGNO ALLA RESISTENZA DELLE POPOLAZIONI IN LOTTA, DA VICENZA AI PAESI INVASI E OCCUPATI.


Comitato 17 marzo


adesioni : Nowar17marzo@libero.it


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Lettera aperta per il 17 marzo

 

Tutti/e a Roma P.della Repubblica ore 15

Ritirare subito le truppe dall’Afghanistan e dagli altri fronti di guerra, chiudere le basi, tagliare le spese militari

 

Se la momentanea risoluzione della crisi fa cadere i veli sulle intenzioni del governo Prodi, i sanguinosi e atroci eventi di questi giorni confermano le peggiori previsioni, ridicolizzando i tentativi di presentare la guerra in Afghanistan come missione di pace. La manifestazione del 17 marzo assume dunque un’importanza cruciale, ed è essenziale che sia fatta propria dal maggior numero di persone impegnate contro la guerra.

I “12 punti” del governo Prodi non sono una novità ma il nocciolo duro del programma pre-elettorale, in continuità con le politiche neoliberiste e belliciste dei governi precedenti. Sono però, nel contempo, una chiara sfida ai movimenti in lotta e alle opposizioni di sinistra. Viene preso di petto il movimento contro la guerra con la riconferma delle missioni e della base di Vicenza; e con esso i No-TAV, i No-VAT, gli ambientalisti; e analoga funzione ha l’espulsione dal Prc di Turigliatto e il linciaggio dei pochissimi parlamentari che non appoggiano il bellicismo governativo.

Tale sfida non è puramente politica. Essa si accompagna ad un tentativo di criminalizzazione del dissenso ad ampio raggio. La gran parte dei massmedia è attivissima in tal senso. Lo abbiamo visto in maniera eclatante alla manifestazione per la Palestina del 18 novembre quando l’incendio di alcuni pupazzi che rappresentavano militari (da parte di uno sparuto e marginale gruppo di manifestanti) è stato usato per denigrare l’intera manifestazione, per nasconderne i contenuti e  criminalizzare i partecipanti. Persino a Vicenza, dopo settimane di “terrorismo” preventivo da parte di ministri e mass-media, uno striscione sugli arresti dei presunti BR è stato usato, senza altrettanto successo, per  attaccare l’enorme mobilitazione.

E’ il caso, dunque, di sottolineare, per tutti/e coloro che parteciperanno alla manifestazione del 17 marzo, che tali tentativi di oscuramento degli obiettivi dell’iniziativa si potrebbero ripetere. La grande maggioranza del mondo politico istituzionale e del sistema massmediatico cerca appigli ovunque, con l’insopportabile ipocrisia di chi si scandalizza per uno slogan sbagliato o per l’incendio di simulacri cartacei di militari mentre accetta il massacro di centinaia di migliaia di persone reali.

Dunque, invitiamo tutte le forze e i singoli partecipanti alla massima responsabilità, ad interpretare nella maniera più coerente ed efficace, con slogan, striscioni o cartelli, la piattaforma di convocazione dell’iniziativa, affinché risaltino i comuni obiettivi e non si diano opportunità a chi intendesse usarla per speculare sulle strumentalizzazioni dei massmedia e oscurarne i contenuti.

La manifestazione del 17 sarà pacifica e popolare, un corteo di donne e uomini a viso aperto, al quale invitiamo tutte le forze e i singoli/e che ne condividono i contenuti, i caratteri e lo spirito, per costruire insieme un corteo di massa, colorato, pacifico ma determinato e intransigente contro la guerra e chi la fa, la copre, la vota. Come a Vicenza vogliamo ritrovare il popolo della pace, le sue parole e le sue pratiche.



Comitato 17 marzo

PER ADESIONI ALLA MANIFESTAZIONE: nowar17marzo@libero.it

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IL 17 MARZO TUTTI A ROMA !

 

GLI APPUNTAMENTI DELLA

RETE NAZIONALE “DISARMIAMOLI! “

 

 

Fervono i preparativi per la manifestazione internazionale di sabato 17 marzo, che vedrà sfilale i nowar italiani  a Roma (ore 15, Piazza della Repubblica) per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e da tutti i fronti di guerra.

 

La Rete nazionale Disarmiamoli aderisce e parteciperà a questa importante manifestazione, inseritasi in una delicata fase della vita politica nazionale, nella quale la “crisi pilotata” del Prodi 1 ha tolto ogni alibi alle varie “sinistre radicali” di governo rispetto a scelte e decisioni, in politica estera come in quella nazionale.

 

L’assenso al dodecalogo prodiano e Il voto alla Camera di questi giorni lo confermano, così come quello previsto per il 27 marzo al Senato, per il quale i vari leader di sinistra chiamano alla disciplina di governo i propri senatori, ordinando così un definitivo voltafaccia verso quei movimenti che hanno contribuito in maniera determinante alla loro elezione.

 

La manifestazione italiana di sabato prossimo acquista così un “valore aggiunto” di autonomia ed indipendenza dal quadro politico determinatosi con l’avvento del governo di centro sinistra.

 

Data l’importanza dell’appuntamento facciamo un pressante appello perchè  in questi pochi giorni che ci separano dal 17 marzo sui vari territori  ci si mobiliti per far conoscere le ragioni della manifestazione e, soprattutto, per convincere il maggior numero di persone a partecipare al corteo di Roma  

 

Infine, come indicato nell’incontro della Rete Disarmiamoli svoltosi lo scorso 4 marzo a Firenze, ricordiamo a tutti gli interessati che:

 

1)     Il gruppo di lavoro sulla legge di iniziativa popolare per il disarmo si incontrerà sabato 17 marzo ore 10-13, Casa dei diritti sociali, via dei Mille, 6 - 2° piano (nei pressi di piazza Indipendenza, vicino alla stazione Termini, uscendo sulla destra)

 

2)     L’appuntamento per tutti coloro che sfileranno insieme a noi è il seguente: lo striscione “DISARMIAMOLI! “ si posizionerà in Piazza Esedra, davanti al portone di S. Maria degli Angeli, dalle ore 14

 

Rete nazionale Disarmiamoli!

 

www.disarmiamoli.org     info@disarmiamoli.org     3389255514    3381028120   



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DISARMIAMOLI! “

 

DALL’INCONTRO NAZIONALE DEL 4 MARZO 2007

LA RETE NAZIONALE CONTRO LE BASI DELLA GUERRA

E LA MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ ESCE RAFFORZATA

 

Il primo incontro per la costruzione di una rete nazionale contro le basi e la militarizzazione di territori ha avuto un esito più che soddisfacente.

Tra presenze fisiche e adesioni di realtà che per vari motivi non potevano essere presenti, abbiamo riscontrato una disponibilità ed un interesse che ci fa ben spesare per il futuro.

In sala, tra le oltre 70 persone, presenti vari comitati, realtà organizzate e singole soggettività provenienti da Vicenza , Milano, Bologna, Firenze, Roma, Asti, Pisa, Parma, Isola d’Elba, San Miniato , Pistoia, Ponsacco.

 

Altre realtà che in questi due mesi si sono dialettizzate con il progetto “Disarmiamoli!”, attraverso specifiche forme decise dalle varie realtà territoriali, sono quelle di Lecce e del Salento (Coordinamento salentino contro la guerra e le basi militari), Napoli (Comitato per la pace il disarmo e la smilitarizzazione del territorio della Campania), il Comitato per il ritiro delle truppe di Bergamo, Torino (partigiani per la pace ), Ravenna e Romagna.

Nell’occasione abbiamo recepito e socializzato inviti e contributi da Sigonella (CT), Aviano (PN), Novara, di cui riferiamo più avanti.

 

Da evidenziare la presenza all’incontro di una folta delegazione di “Semprecontrolaguerra”, realtà pacifista indipendente riunitasi il giorno prima, sempre a Firenze, alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Da questa delegazione ci sono venuti stimoli e suggerimenti preziosi oltre che una disponibilità, condivisa, a socializzare obiettivi e campagne nel prossimo futuro.

 

Nell’introduzione all’incontro i rappresentanti di “Disarmiamoli! “, Roberto Luchetti e Valter Lorenzi, hanno evidenziato il contesto nuovo nel quale si trovano ad agire  i movimenti contro la guerra e la militarizzazione dei territori.

Dopo una fase carsica e di apparente letargo, il movimento è ricomparso per le strade di Vicenza con una forza inaspettata, riconfermando la sua caratteristica “molecolare” e nomade, fatta cioè di migliaia di soggettività oggi ancora meno incasellabili nelle realtà organizzate che “sovrintendevano” il precedente movimento pacifista, realtà trasformatesi in  dirette propaggini delle politiche governative.

La grande manifestazione del 17 febbraio a Vicenza, anche per questo suo valore di oggettiva autonomia, ha fatto da detonatore ad una crisi di governo evidentemente “pilotata” al fine di rafforzare l’esecutivo intorno al dodecalogo prodiano.

L’indipendenza dei movimenti diviene quindi passaggio ineludibile per avere voce in capitolo sulle grandi tematiche intorno alle quali ci dovremo misurare nelle prossime settimane, a partire dall’apertura dei cantieri per la base al Dal Molin e dal rifinanziamento delle missioni militari in Afghanistan, Libano ed altri paesi.

L’assunto dal quale parte la proposta “Disarmiamoli! “ è semplice: su queste grandi tematiche, inscindibilmente legate nelle strategie di guerra, non si vince SOLO a Vicenza, a camp Darby, a Sigonella o in qualsiasi altro territorio dove ci si batte contro le basi e la militarizzazione, ma invece SI PUÒ VINCERE a Vicenza, a camp Darby, a Sigonella…..SOLO SE riusciremo a trasformare le vertenze locali – comunque imprescindibili - in una grande vertenza nazionale, creando le condizioni per mettere in campo una “massa critica” in grado di incidere profondamente nella vicenda politica italiana, rispondendo finalmente alle aspettative di milioni di persone da anni mobilitate contro quei meccanismi bellicisti che permeano in maniera “bipartizan” i vari governi.

 

Sappiamo che la sfida è di grande portata.

Per converso, l’attestarsi intorno ai nostri insediamenti rischia di ridurre la portata politica delle battaglie in corso e, in tempi brevi, depotenziare le grandi energie sprigionatesi nelle strade e nelle piazze del paese.

Su questo terreno chiamiamo al confronto ed alla mobilitazione tutte quelle aree pacifiste, militanti ed antimperialiste indisponibili al diktat della governabilità, della “riduzione del danno”, di una realpolitik fatta sulla pelle dei popoli.

 

Le proposte messe in discussione nell’incontro di Firenze sono state le seguenti:

 

Le proposte messe in discussione sono state le seguenti:

 

Richiesta di incontro a breve tra una delegazione delle realtà della rete riunitesi a Firenze e il presidio permanente No Dal Molin in previsione dell'inizio dei lavori per la base, in modo da verificare i passaggi concreti di realizzazione del "mutuo soccorso".

 

Costruzione di gruppi di lavoro su:

 

Campagna di Boicottaggio delle imprese e delle banche che sono direttamente interessate ai lavori di ampliamento e costruzione delle basi

Proposte di legge di iniziativa popolare contro guerra e accordi militari (tra questi l’accordo Italia/Israele) come strumento per lanciare una grande campagna di massa tra le popolazioni

Elaborazione di progetti e campagne per la riconversione preventiva delle basi militari

Costruzione condivisa con le varie realtà territoriali di una Carovana antimilitarista che leghi, da Sigonella ad Aviano, i vari comitati in una campagna nazionale di mobilitazione ed informazione.

Per rendere concreto questo percorso e la costruzione della rete nazionale “Disarmiamoli! “ si sollecitano iniziative in tutte le realtà interessate, con dibattiti, presidi, convegni e altre iniziative decise in loco.  

Tre gli appuntamenti già in cantiere per i quali siamo stati contattati ed invitati:

l’11 marzo a Novara, presso il Circolo Zabriskie Point, in corso Milano 44/A,  incontro indetto dal comitato novarese contro l'assemblaggio degli F 35 a Cameri,

il 24 marzo a Lentini (CT) alla manifestazione “contro lo scempio di Scirumi e per la smilitarizzazione di Sigonella”.

Terzo appuntamento in Romagna, in data ancora da stabilire, per un incontro seminariale sul tema del boicottaggio (presenza in zona della sede centrale della Coop CMC) e di presentazione del progetto di rete nazionale “Disarmiamoli! “  

Altro obiettivo indicato a breve termine - sul quale si è chiesta una presa di posizione ed una attivizzazione comune -  è quello del CORTEO NAZIONALE DEL 17 MARZO A ROMA contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan e delle altre missioni all’estero.

La riunione si è conclusa con le seguenti decisioni:

 

1)      Richiesta di incontro tra le realtà riunitesi il 4 marzo a Firenze e il “presidio permanente No Dal Molin”

2)      “Disarmiamoli! “ aderisce e parteciperà alla manifestazione nazionale del 17 marzo a Roma, nel contempo tutte le realtà impossibilitate ad essere presenti a Roma promuoveranno nello stesso giorno iniziative territoriali contro il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero, a partire da quella afgana

3)      La mattina del 17 marzo alle ore 10 si riunirà a Roma (luogo da stabilire) il gruppo di lavoro sulle leggi contro la guerra . L’incontro continuerà il giorno dopo, 18 marzo, con tutte le  realtà interessate al lavoro degli altri gruppi di lavoro ed alla Carovana nazionale antimilitarista

4)      Il gruppo di lavoro sul boicottaggio vede al momento interessati le realtà vicentine, astigiane, emiliane e toscane

5)      Il gruppo di lavoro sulla riconversione vede al momento interessate le realtà venete e toscane

6)      Verrà costruita una mailing list che raccorderà tute le realtà collettive e le soggettività interessate

7)      Verrà potenziato il sito www.disarmiamoli.org come strumento di informazione e collegamento

 

Si sollecitano tutte le realtà interessate a contattarci per organizzare

incontri, dibattiti iniziative sui propri territori per promuovere

la rete nazionale e pianificare il passaggio della Carovana nazionale antimilitarista

 

 

LA SINTESI DEI VARI INTERVENTI ALL’INCONTRO DEL 4 MARZO A FIRENZE PUÒ ESSERE LETTA SUL SITO WWW.DISARMIAMOLI.ORG

 

  

Rete nazionale Disarmiamoli

 

www.disarmiamoli.org     info@disarmiamoli.org     3389255514    3381028120    3304014989



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From:   info  @disarmiamoli.org

Subject: 4 marzo 2007 - PRIMO INCONTRO NAZIONALE PER LA RETE "DISARMIAMOLI! "

Date: February 26, 2007 8:43:55 AM GMT+01:00


Gentile jugocoord ,


Domenica  4 marzo ore 9,30 a Firenze, Santa Maria Novella (presso il dopolavoro ferroviario - uscita stazione a destra, scendere la scalinata e proseguire sul  marciapiede 500 metri )

 

PRIMO INCONTRO NAZIONALE delle realtà interessate al percorso della rete nazionale “Disarmiamoli”

 

Comitato promotore per  la Rete nazionale Disarmiamoli

 

www.disarmiamoli.org     info@disarmiamoli.org     3389255514    3381028120    3304014989


Volantino per 4 marzo 2007








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