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1 ACCUSATO:
[trad. dal serbocroato] Grazie, Signor Robinson.
2 Nella comunità internazionale, per lungo
tempo e con chiari
3 intenti politici è stata creata un'immagine
non veritiera e distorta
4 riguardo ciò che è accaduto sul
territorio dell'ex Jugoslavia.
5 Le accuse portate contro di me sono una bugia senza
scrupoli e anche
6 un'instancabile distorsione della storia.
Tutto è stato presentato in una
7 maniera sbilanciata in modo da proteggere
dalle responsabilità coloro che
8 sono davvero responsabili, e per tirare
conclusioni sbagliate su cosa
9 sia successo, nonché riguardo allo sfondo
della guerra contro
10 la Jugoslavia.
11 C'è un fatto storico fondamentale da cui si
dovrebbe procedere
12 quando si cerca di capire cosa successe, e
che portò a tutto
13 quello che accadde sul territorio della
Jugoslavia dal 1991 fino al giorno
14 d'oggi, ed è la violenta
distruzione di uno Stato europeo, la Jugoslavia,
15 che era sorto dallo Stato della Serbia, unico
alleato del
16 mondo democratico in quella parte del mondo negli
ultimi due secoli.
17 Non c'è dubbio che questo fatto
storico fondamentale sta per lasciare
18 un'impronta nella storia europea nei tempi a
venire.
19 Uno Stato
multi-etnico, multi-culturale, multi-religioso è
20 stato
distrutto, uno Stato che aveva la sua legittimazione legale storica
21 ed
internazionale. Sul suo territorio, secondo il diktat della
Germania e
22 del Vaticano, assistiti dagli Stati Uniti e dalla
Comunità Europea,
23 sono stati stabiliti degli Stati puramente
nazionali, degli Stati nazionali in miniatura. Lo Stato
24 distrutto era membro di tutte le
organizzazioni internazionali, a cominciare
25 dalla prima unione postale dal 1884, ed attraverso
la Lega delle Nazioni,
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1 e questi filmati
furono realizzati da una compagnia televisiva austriaca.
2 A causa dei limiti di tempo che mi avete imposto,
non ho
3 la possibilità di riprodurre questi
video ora, ma chiamerò alcuni
4 testimoni e li mostrerò allora.
5 Il 10 luglio del 1991, il Parlamento Europeo
approvò una
6 risoluzione che condannava non i ribelli, non
i secessionisti, ma la forza legittima,
7 l'Armata Popolare Jugoslava [JNA]. Fu realizzata
una inversione tra
8 la vittima e il boia, e in questo modo la
Comunità Europea e
9 gli Stati Uniti fomentarono la guerra.
10 Sto facendo notare questo perché è
stato detto a suo tempo,
11 e da allora sempre di nuovo, che questo è
quanto accadde nell'ex Jugoslavia, e questa è
12 una formula alla quale si è ricorsi tutto
il tempo. In Croazia, crimini
13 contro i Serbi iniziarono anche prima, anche
prima che fosse dichiarata la secessione.
14 Gli stessi metodi, nelle stesse aree dove il
genocidio contro
15 la popolazione serba era cominciato nel 1941 da
parte delle formazioni ustascia, nel cosiddetto
16 Stato Indipendente di Croazia [NDH].
17 Gli esperti mondiali che studiarono il
genocidio, genocidio che fu compiuto
18 in luoghi e tempi differenti, per esempio
Leo Cooper, Peter
19 Drost, Ted Gertz, Louis Horowitz, George
Cram e altri, arrivarono alla
20 conclusione che il genocidio contro un
popolo può avvenire una volta soltanto. Ogni ulteriore
21 tentativo si trasformerebbe in guerra civile. E
questa tesi ha avuto conferma
22 in Croazia.
23 Il genocidio contro i Serbi in Croazia nel 1941
iniziò redigendo
24 liste e chiamandoli a gruppi... per dare
loro apparentemente
25 informazioni. Ma non venivano loro date
informazioni: i Serbi erano
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1 uccisi e mandati in
campi di concentramento.
2 Stavolta, quando dovevano essere commesse cose
simili, i Serbi hanno resistito, e
3 si sono sentiti seriamente manipolati da quei
politici che prima hanno difeso gli ideali di
4 Fratellanza ed Unità ma poi hanno
fatto appello al popolo diversamente.
5 Si è ricorsi alle vecchie formule ustascia e
ai vecchi simboli ustascia. Delle leggi
6 furono approvate velocemente, e i Serbi persero il
loro status di
7 "popolo costituente" [nella Costituzione della Repubblica di
Croazia]. Senza gli eserciti, isolati nelle caserme, i Serbi di
8 Krajina
erano pronti a morire piuttosto che
sottomettersi
9 a un nuovo genocidio.
10 Molto tempo prima della secessione in
Croazia, gruppi armati
11 erano già attivi, le cosiddette forze
volontarie di protezione del popolo:
12 Zebra, i Lupi Neri, i lupi di Vukovar, eccetera. A
Zagabria il
13 28 maggio fu organizzata una parata
militare, un mese prima della secessione,
14 nella quale furono esibite armi, in
particolare armi che venivano dalla Germania. Questi
15 erano solo preparativi di quello che sarebbe
successo dopo. Gruppi di
16 paramilitari furono trasferiti dalla Croazia
alla Bosnia a quel tempo
17 perché il presidente Tudjman aveva
annunciato un cambiamento di frontiere e che le
18 frontiere della Croazia sarebbero state
spostate alla Drina.
19 Nel luglio del 1991, i paramilitari armati in
Croazia iniziarono una
20 guerra frontale. Dal 20 luglio al 4 di
agosto, ci furono 75
21 attacchi contro la JNA...
22 INTERPRETE: Potreste chiedere a chi parla per
favore di rallentare.
23 È impossibile per gli interpreti
seguire oltre.
24 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, gli interpreti
le stanno chiedendo di
25 parlare lentamente, più lentamente.
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1 ACCUSATO:
[trad. dal serbocroato] Avrebbero potuto chiederlo a me.
2 Non li ho sentiti.
3 GIUDICE ROBINSON: Lo hanno fatto.
4 ACCUSATO [trad. dal serbocroato] Molto bene.
5 Le case serbe furono incendiate e crimini
individuali contro i Serbi
6 si trasformarono in liquidazioni di massa. Nel
campo di grano presso il
7 villaggio di Jankovci, 65 serbi furono massacrati.
Tutti sono stati
8 identificati. Nel villaggio di Svinjarevo ne furono
uccisi 25, e così via.
9 Interi villaggi nell'area di Papuk e Slunj
furono rasi al
10 suolo. La più diffusa forma di terrore
contro la popolazione serba erano
11 gli sfratti forzati, e questa fu la
più forte analogia tra gli anni 1941
12 e 1991.
13 Queste attività iniziarono nella
Slovenia occidentale immediatamente dopo che
14 l'HDZ vinse le elezioni [1990]. Fu creata una psicosi di
modo tale che le persone fossero
15 incoraggiate a trasferirsi. Furono usati vari
metodi. I bambini serbi
16 venivano presi in giro a scuola. Le persone
venivano portate nelle stazioni di polizia. I Serbi
17 furono licenziati dal lavoro su larga scala, le
loro case furono bombardate. L'unità
18 di crisi a Slavonska Pozega, il 28 ottobre
del 1991, emanò un
19 ordine di sfratto dei Serbi da 24 villaggi:
Oblakovac, Orijaca,
20 Slatina, e così via, entro 24 ore.
Quest'ordine fu diffuso alla
21 radio e pubblicato sulla stampa. Chi
rifiutava di obbedire veniva
22 portato in campi di concentramento. Un esodo
di larga scala dei Serbi nelle aree
23 di Podravska Slatina e Daruvar ebbe luogo.
24 Dal luglio-agosto del 1991 fino al 1992,
molti villaggi serbi
25 furono etnicamente ripuliti. Documenti su tutto
questo furono consegnati alla
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1 Comunità
Europea.
2 Azioni di guerra furono condotte sui
territori della Bosnia e
3 dell'Erzegovina. I
fondamenti ideologici furono posti nel 1970 con la
4 Dichiarazione
Islamica di Alija Izetbegovic.
Questa era una piattaforma
segreta.
5 Più tardi, nel 1984, venne pubblicato un
libro dello stesso autore sull'Islam e
6 l'Occidente, e poi la Dichiarazione Islamica fu
pubblicata di nuovo nel 1990.
7 È ben noto che essa dichiara che "non
ci possono essere pace e
8 coesistenza tra la fede islamica e quella
non-islamica". Questo
9 viene ripetuto molte volte in tutti questi
libri e pubblicazioni.
10 Alla
sessione del Parlamento della Bosnia-Erzegovina del 21
11 dicembre
1991, Izetbegovic disse
che voleva sacrificare la pace per una
12 Bosnia-Erzegovina
sovrana. Ci fu una mobilitazione di massa e
13 iniziò una guerra civile con
abbondante sostegno finanziario che arrivava dall'Arabia Saudita,
dall'Iran,
14 e da altri paesi islamici. Dopo arrivarono
molti mujaheddin.
15 Al sesto summit dell'organizzazione della
Conferenza Islamica,
16 tenutosi dall'1 al 9 dicembre 1991, prima che la
guerra scoppiasse pienamente e
17 che la Bosnia-Erzegovina venisse
riconosciuta, fu dato appoggio ai propri
18 fratelli di fede, l'appoggio per la creazione del
primo Stato islamico in
19 Europa. Perfino oggi la Bosnia-Erzegovina
non ha una maggioranza di popolazione
20 musulmana. Non solo ci fu un sostanziale aiuto
finanziario, ma Alija
21 Izetbegovic
fu festeggiato e onorato alla riunione dei Ministri degli Esteri della
Conferenza Islamica, tenutasi a Gedda
22 i giorni 1-2 dicembre 1992. Questi hanno
anche
esteso
23 il loro interesse a due aree della Serbia:
Kosovo e Raska o,
24 come la chiamano loro, Sandzak.
25 I primi "guerrieri santi", i mujaheddin,
arrivarono dall'Afghanistan,
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[Pagina bianca inserita per assicurare
che l'impaginazione tra le trascrizioni francese e inglese
corrispondano]
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1 dal Libano, dal
Marocco e dal Pakistan, dotati delle armi mandate dalla CIA ai
2 ribelli in Afghanistan. Un gruppo di 400 membri
degli Hezbollah arrivò a
3 Sarajevo come istruttori militari. Seguendo
la tradizione della Seconda guerra
4 mondiale, di un'azione congiunta sotto gli auspici
della Germania nazista contro la
5 coalizione democratica alla quale la Jugoslavia
apparteneva, Tudjman e
6 Izetbegovic,
i due leader dei ribelli, firmarono un
accordo che dichiarava
7 che le forze armate del Consiglio di Difesa croato
avrebbero fatto parte
8 delle forze armate unificate della
Bosnia-Erzegovina. Ciò fu seguito
9 dall'espulsione dei Serbi dalle aree sotto il
controllo delle forze musulmane. Decine di
10 migliaia di persone furono espulse da Mostar, 2000
da Gorazde, e così
11 via.
12 Così come accadde in Croazia, si presume
che anche in Bosnia-Erzegovina ufficiali americani in pensione
13 siano stati mandati come istruttori dell'esercito
musulmano.
14 Le operazioni di combattimento si ampliarono
e mossero dal nord verso il sud, e
15 alla fine si spostarono nel territorio della
Serbia, cioè nel
16 Kosovo. Il disegno secondo il quale era
pianificata la distruzione della Jugoslavia,
17 con il Kosovo come ultima fase, era molto
semplice: ci si affidò
18 alle forze paramilitari ribelli, ai criminali, e
alla narcomafia,
19 così come alle forze terroristiche.
20 Al tempo della Croazia e della Serbia, la forza
legittima era
21 la JNA, e più tardi l'esercito jugoslavo. Ci fu
un'aperta aggressione
22 contro il resto della Jugoslavia, la Serbia e il
Montenegro. Decine di migliaia
23 di bombe furono sganciate, con vari
proiettili all'uranio impoverito, e
24 fu sganciato da cinque a sei volte
più veleno che nel caso di Hiroshima.
25 Tutto questo è accaduto con
l'aggressione dell'Alleanza Atlantica contro la Jugoslavia.
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1 Il coinvolgimento
dell'Occidente, primi tra tutti il Vaticano e la Germania,
2 fu chiaro fin dall'inizio. Donald Horowitz, il ben
noto
3 teorico americano, ha presentato argomentazioni nel
suo studio sui conflitti nazionali ed
4 etnici, riguardo al fatto che essi prendono la loro
forma peggiore - la guerra - quando
5 godono del sostegno internazionale. E questo
è esattamente quello che è successo nel
6 territorio della Jugoslavia.
7 La guerra su questo territorio è stata
un'attività sincronizzata da
8 forze secessioniste e forze esterne che, preparando
lo spargimento di sangue
9 e fomentando lo spargimento di sangue, hanno
impiantato nella Jugoslavia estremisti ustascia
10 e nazisti, fondamentalisti islamici e terroristi
albanesi, il cui ruolo è
11 stato il detonatore per lo scoppio del conflitto.
Queste forze esterne
12 nelle fasi iniziali hanno agito dietro le
quinte, rifornendo i secessionisti
13 di armi e denaro e infiltrando mercenari nel
paese. La
14 distruzione finale della Jugoslavia fu
perpetrata attraverso gli
15 inganni internazionali.
16 Nell'atto
finale del... Nel documento finale di Helsinki, gli Stati Uniti
17 e altri paesi promisero di rispettare tutti
i paesi
18 dell'area, tutti gli Stati, e dissero che si
sarebbero astenuti da
19 attività contro l'integrità
territoriale e l'unità e l'indipendenza di
20 ogni paese firmatario. Questo fu sottoscritto a
Parigi nel 1990. Solo un anno
21 dopo, la comunità internazionale agì
apertamente sulla
22 scena politica come la forza principale per la
distruzione della Jugoslavia.
23 A Brioni il 7 luglio del 1991 fu firmata una
dichiarazione
24 sulla risoluzione pacifica del conflitto nella
Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia. Basandosi su questi
25 documenti che ho citato, la Comunità
Europea promise di cercare
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Pag. 32170
1 della legge
internazionale, contro la pratica delle Nazioni Unite, e contro la
consuetudine
2 di una potenza dominante, gli USA.
3 Molto bene... Sulla base della dichiarazione di
Smithson del 7
4 gennaio del 1932, le Nazioni Unite... gli
Stati Uniti promisero di non
5 riconoscere paesi che nascessero da
cambiamenti violenti. Questo principio divenne innanzitutto
6 una regola regionale degli USA, e poi entrò
nelle regole universali
7 della legge internazionale. Stavolta l'America ha
calpestato la sua stessa legge.
8 Nel luglio 1991, prima che la guerra cominciasse,
il ministro degli esteri
9 tedesco, Genscher,
si fece difensore del
riconoscimento immediato della
10 Croazia e della Slovenia. Un'azione
parallela fu portata avanti dal Vaticano.
11 Attraverso l'ambasciatore della Santa Sede, Thomas
Patrick Milady, a metà del 1991, il
12 Vaticano
iniziò un'azione senza precedenti e guidò le forze che
tramavano per
13 il
riconoscimento della Croazia e della Slovenia.
14 Nell'agosto 1991, papa Giovanni Paolo II
mandò l'arcivescovo Touran
in
15 Jugoslavia. Al suo ritorno, questi consegnò
un rapporto che dichiarava che la Serbia era
16 indiscutibilmente l'aggressore. Questa fu
un'altra bugia svergognata. Fu
17 ipocrisia da parte di un leader spirituale.
L'aggressione al proprio
18 paese è qualcosa che può
essere concepito solo per rancore. Comunque, questa versione
19 venne accettata dalla stampa e ci fu
perfetta coordinazione tra il
20 Vaticano e la Germania. Nel dicembre 1991,
Genscher visitò il
Vaticano. Al
21 suo ritorno, il 19 dicembre, egli
annunciò che la Germania avrebbe
22 riconosciuto la Croazia e la Slovenia senza
riguardo verso la posizione degli altri
23 paesi. Questo venne fatto il 23 dicembre. Il
Vaticano
24 lo fece il 13 gennaio 1992.
25 La Germania ed il Vaticano erano guidati dai loro
interessi geostrategici.
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1 Per anni hanno
lavorato alla distruzione della Jugoslavia. Ciò
2 fu dichiarato da Helmut Kohl sulla rivista
Politics International, numero
3 66. Disse che la creazione ... il periodo decisivo
iniziò quando
4 Kinkel
divenne capo dei servizi di sicurezza
tedeschi, e stabilì
5 stretti legami con gli emigrati ustascia. Queste
erano forze che lavoravano al
6 crollo della Jugoslavia, secondo gli scritti del
noto
7 analista americano Eric Schmidt-Birnbaum. Tra
questi c'erano Josip Balovic [trascrizione fonetica],
8 Josip Boljkovac, Franjo Tudjman e Stjepan Mesic,
l'attuale presidente croato.
9 Mesic
confermò il suo ruolo alla televisione slovena quando
dichiarò
10 che l'idea di un
crollo della Jugoslavia era qualcosa che egli voleva
11 trasmettere a
quelli che avevano la maggiore influenza sul destino di essa, e
cioè Genscher
12 ed il papa.
13 "Incontrai
Genscher 3 volte. Egli mi
rese possibile contattare
14 la Santa
Sede. Il papa e Genscher
si accordarono sul crollo totale della
15 Jugoslavia."
Fine della citazione.
16 Dopo di che, seguì il riconoscimento
da parte di altri membri della Comunità Europea,
17 nel gennaio 1992 [15/1/1992]. Nel caso della
Bosnia-Erzegovina, questo
18 avvenne il 6 aprile dello stesso anno: la
stessa data
19 dell'attacco di Hitler alla Jugoslavia nel 1941:
il 6 aprile.
20 Le entità federali furono riconosciute, e
nei
21 "confini internazionali riconosciuti", come venne
dichiarato. In ogni caso, mai, in nessun
22 documento internazionale sono stati riconosciuti i
confini amministrativi...
23 Non c'è mai stato neppure un documento
interno su questi confini. La cosa
24 principale in tutto questo è che il
riconoscimento è un atto politico unilaterale, laddove
25 la fissazione dei confini è un
processo, un processo interno. Le entità
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1 che furono
riconosciute non rispettavano i prerequisiti elementari per essere
2 riconosciute come Stati. Perchè uno Stato
venga riconosciuto bisogna che esso abbia
3 un apparato statale legittimo, strutture
politiche stabili, ci deve essere
4 un monopolio del potere nel territorio, un pieno
controllo sull'uso del
5 potere, e, quello che è più
importante, uno Stato deve esprimere la sua forza
6 e la sua capacità di fornire sicurezza
a livello nazionale ed internazionale.
7 Nulla di questo fu rispettato. Ci fu una
sanguinosa guerra civile,
8 che sarà ricordata come qualcosa di
unico nella storia moderna, ma in un
9 senso molto negativo.
10 Negli ambienti giuridici di tutto il mondo, il
riconoscimento delle
11 forze ribelli provocò grande stupore
e venne condannato. Cedric
12 Thornberry, capo dell'UNPROFOR, dichiarò -
e cito: "Quando l'ambasciatore
13 Cutileiro
ci notificò la decisione del
riconoscimento, il generale Morillon
ed io
14 fummo esterrefatti." Il giornale francese Le
Figaro chiamò questa una
15 ipocrisia legale. Il generale MacKenzie, nelle sue
memorie, dichiara: "Sebbene
16 non fossimo diplomatici, tutti noi in uniforme
eravamo sicuri che i combattimenti sarebbero
17 scoppiati intorno a noi non appena fosse stato
annunciato il riconoscimento."
18 L'inviato speciale delle Nazioni Unite, Cyrus
Vance, dichiarò che il riconoscimento di
19 Slovenia, Croazia e Bosnia-Erzegovina da parte
della Comunità Europea e degli
20 Stati Uniti, cito, "ha portato alla guerra che si
sta combattendo sul
21 territorio della Jugoslavia". Disse questo nel
settembre 1992.
22 Il riconoscimento di Stati fittizi in una
guerra civile rappresenta una
23 forma indiretta di aggressione contro la
Repubblica Socialista Federativa di
24 Jugoslavia. Assieme a una potente campagna
mediatica ed ingannando la
25 comunità internazionale tramite la
violazione della legge internazionale e delle leggi delle
Pag. 32173
Pag. 32174
Pag. 32175
1 protezione contro
tutte le forme di discriminazione.
2 Subito, all'inizio, ho chiesto che questa
istituzione si servisse della sua
3 autorità in base all'articolo 96 dello
Statuto delle Nazioni Unite per chiedere il permesso
4 dell'Assemblea Generale, e che chiedesse alla
Corte Internazionale di Giustizia –
5 legalmente la più alta istanza giudiziaria
nel sistema delle Nazioni Unite che sia autorizzata
6 ad interpretarne lo Statuto e a fornire il
parere legale - se le
7 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che
hanno istituito questo tribunale fossero in
8 accordo con lo Statuto dell'ONU o meno. Il fatto
che questo tribunale si è
9 attribuito il diritto di decidere per sé se
fosse stato creato in
10 modo legalmente valido e quindi abbia
concluso, come ci si poteva aspettare, che
11 è stato stabilito in maniera legale,
non significa che questa conclusione sia corretta o che
12 esso abbia mai avuto il diritto di
raggiungere una tale conclusione. Infatti, questo cosiddetto
13 tribunale, semplicemente come ogni altro
tribunale, non è autorizzato a formulare
14 giudizi sulla sua propria legalità. Questo
è il motivo per cui questa decisione non è
15 valida legalmente. Le Corti sono autorizzate a
decidere
16 se siano competenti, se siano competenti di
decidere su una
17 questione o no. In ogni caso, la questione della
giurisdizione di una Corte e
18 la questione della sua legalità sono
problemi distinti. La questione della
19 legalità precede la questione
dell'autorità, perché se una corte
20 non è legale, allora la questione della sua
autorità o giurisdizione è
21 inutile. Contrariamente alla questione della
propria autorità, nessuna corte può
22 decidere della sua propria legalità,
perché per tradizione non è permesso
23 giudicare sulla propria materia.
24 Inoltre, questo tribunale illegale non ha il
diritto di privare
25 le persone davanti ad esso di una risposta
sul fatto se esse si trovino davanti ad
Pag. 32176
[Pagina vuota inserita per assicurare
che le impaginazioni delle trascrizioni inglese e francese
corrispondano]
Pag. 32177
1 un organo legale o
illegale, ed in particolare se ci sia un modo legalmente valido di
risolvere
2 la questione, perché alla persona in
questione è allora negata giustizia: la giustizia
3 gli è negata se non è concesso che si
risponda a ciò.
4 In ogni caso, temo che le persone che hanno
autorità in questa
5 istituzione siano consapevoli che la Corte
Internazionale di Giustizia sarebbe
6 d'accordo con il punto di vista del suo ex
presidente, Mohamed Dejoui
7 [trascrizione fonetica], dichiarato nel suo libro
"Il nuovo ordine mondiale", sul controllo della
8 legalità degli atti del Consiglio di
Sicurezza, dove, tra gli atti o
9 le leggi che egli cita come controversi, sono
citate entrambe le risoluzioni che si riferiscono a
10 questo tribunale.
11
Questo tribunale
non è un tribunale internazionale e non è un
12
organo
indipendente, come voi vorreste presentarlo. Nell'opinione pubblica
c'è
13
stata una
finzione ideologica. La "comunità internazionale", che si
14
presume stia
dietro questo tribunale, è in effetti un inganno. L'idea
di
15 stabilire il tribunale venne da
Kinkel dopo
che egli successe a
Genscher,
il
16 principale criminale nella distruzione della
Jugoslavia. L'idea fu ripresa
17 da
Madeleine
Albright, e i costi delle
attività preliminari come pure
18 delle attività successive furono finanziati
dalla Fondazione Soros, che ha fondato anche
19 una coalizione per la giustizia internazionale,
una ONG, al fine di fornire
20 "assistenza" al tribunale. "Assistenza", per
favore gradirei venisse scritto
21 tra virgolette, a coloro che stanno
scrivendo il verbale. Questi membri
22 e membri di altre ONG, alcuni dei quali oggi
lavorano in questo tribunale, furono
23 ingaggiati nel 1992 in Bosnia-Erzegovina per
raccogliere le prove sui
24 presunti crimini dei Serbi.
25 La
Albright
presentò tutto ciò
davanti al Congresso americano, coinvolse diverse
Pag. 32178
1
lobby e diversi
media allo
scopo di fabbricare una certa immagine, che
avrebbe
2 influenzato l'opinione pubblica. Talvolta l'hanno chiamata
3 "la madre
del
tribunale".
4 Per quanto riguarda l'autenticità delle prove fornite
dalle
ONG,
possiamo
5 servirci di uno scandalo sui falsi documenti presentati
dai
rappresentanti di quelle
6 organizzazioni, nei quali io sono il presunto colpevole
di presunti
crimini
7 in
Kosovo. Un giornalista
del New York Times che scrisse un articolo
basato su
8 questa
falsa informazione fu costretto a dare le dimissioni per
9 ragioni etiche e
professionali.
10 Ho quel numero del New York Times qui ma non ho il
11 tempo di presentarlo.
12 L'autore dello Statuto di questo tribunale, Michael Scharf,
ha dato
13 un giudizio molto
preciso del tribunale stesso in un'intervista al
14 Washington Post del 3 ottobre del
1999. Cito: "Il tribunale è un utile canale politico
15 che serve a isolare diplomaticamente i capi
politici
furfanti, e a rafforzare la volontà politica nel mondo,
per
16 applicare sanzioni e per imporre
17 il potere."
18 In altre parole, il tribunale è uno
strumento di guerra e non di
19 giustizia. Ciò venne confermato nel
Globe and Mail, una rivista canadese, da
20 Marcus McGee, che sottolineò che il
tribunale, e cito: "È
21 parte della strategia di guerra della NATO."
22 Così questa è una
giustizia privata, conosciuta soltanto da loro , ed imposta da
una
23 coalizione di guerra, e
l'intenzione è di riportare il sistema giuridico
indietro
24 all'era medievale.
25 Nel mondo questo tribunale viene
definito uno strumento di propaganda della
Pag. 32179
1 NATO, cosicché non ci può
essere nessuno dubbio sulla sua mancanza di indipendenza.
Abbiamo anche
2 bisogno di aggiungere che dal 1996
c'è una costante comunicazione tra
3 il Segretario Generale della NATO e il vostro
accusatore capo. Il 9
4 maggio del 1996, fu firmato un memorandum da parte
del prosecutore capo e
5 del supremo comandante della NATO in Europa sulle
modalità della cooperazione.
6 Perciò la NATO e non le Nazioni Unite,
si è assunta il ruolo di
7 poliziotto del tribunale, e questo
è il motivo per cui questo tribunale non può essere
considerato
8 per nulla un'istituzione internazionale
bensì un'istituzione della NATO.
9 Un altro fattore che avvalora questa
affermazione, il vostro articolo 32 degli
10 Statuti stabilisce che le spese per il tribunale
dovrebbero essere coperte dal
11 bilancio regolare delle Nazioni Unite, ma in
pratica i soldi vengono da
12 fonti molto losche, fonti oscure come
la Fondazione Soros, e diverse
13 altre fondazioni, e anche dai paesi islamici. Il
grosso del denaro
14 viene dalla NATO stessa. Secondo il portavoce
della NATO, Shea, e cito: "La NATO
15 è la più grande fonte
finanziaria del tribunale." Egli affermò
ciò il
16 17 maggio del 1999 a Bruxelles.
17 Dobbiamo anche ricordare che Soros sta anche
finanziando l'esercito di liberazione
18 del
Kosovo, l’
UCK, e il loro principale
giornale di
propaganda, Koha Ditore.
19 Il 12 Settembre del 1990, a Mosca, presenti
20 i ministri degli esteri dell'allora Repubblica
Democratica Tedesca,
21 della Francia, della Gran Bretagna, dell'Unione
Sovietica, degli Stati Uniti,
22 durante la firma del trattato sull’assetto
definitivo territoriale della Germania,
Genscher
affermò:
23 "Non vogliamo altro che vivere con tutte le altre
24 nazioni in libertà e
democrazia. L'unità dello Stato rappresenta per noi
25 una responsabilità tra le più
importanti."
Pag. 32180
1 D’accordo, leggerò
più lentamente.
2 "L'unità dello Stato rappresenta
per noi una responsabilità tra le più importanti
3 ma non rappresenta allo stesso tempo nostre
aspirazioni
4 a un potere maggiore."
5 Il cancelliere
Kohl, il 3 di ottobre, il
giorno della
6 riunificazione della Germania, mandò
un messaggio a tutti i governi del mondo,
7 incluso il governo della Jugoslavia, nel quale, tra
le altre cose,
8 disse "Nel futuro solo la pace emanerà
dal territorio
tedesco. Siamo
9 consci che l'inviolabilità dei
confini, il rispetto dell'integrità territoriale
10 e la sovranità di tutti gli Stati in Europa sono le
condizioni basilari
11 per la pace, e abbiamo anche degli obblighi morali
e legali che scaturiscono dalla
12 storia tedesca."
13 Grandi parole e grandi promesse fatte al
resto dell'umanità e in
14 particolare all'Europa nel momento in cui alla
nazione tedesca fu finalmente concesso
15 di rimuovere il fardello della sua divisione che
le fu imposto precisamente come il
16 risultato del più buio periodo della
storia tedesca. Sì, fu una grande promessa,
17 ma allo stesso tempo una promessa vuota,
perché come videro gli alti dirigenti tedeschi
18 gli obblighi morali e legali che scaturivano dalla
storia tedesca,
19 che essi citavano, e qual è la loro
relazione con l'inviolabilità
20 dei confini e il rispetto
dell'integrità territoriale e della sovranità di tutti
21 gli stati in Europa, come essi stessi dissero
essere la condizione principale per la pace.
22 Potreste vederlo in pratica molto bene nello
stesso periodo in Jugoslavia
23 come vedevano tutto ciò. Nel territorio di
quello Stato cui la storia tedesca -- in
24 quel momento del ventesimo secolo -- aveva
inflitto il costo di 3 milioni di vite,
25 1.247.000 vittime nella prima guerra mondiale e
1.700.000 nella seconda.
Pag. 32181
1 Proprio nel mese in cui avveniva la
riunificazione tedesca, i servizi di sicurezza
2 dell'Esercito Popolare della Jugoslavia scoprirono
e riuscirono a registrare segretamente
3 attività riguardanti
l'importazione illegale di armi da parte della Croazia e mirate a
4 facilitare la secessione armata della
Croazia. Così stiamo effettivamente parlando
5 della distruzione dell'integrità
territoriale della Jugoslavia. Questa
6 importazione di armi passò attraverso
l'Ungheria ma anche attraverso alcune unità tedesche,
7 il che rese ironico quello che il cancelliere
Kohl
disse nel suo messaggio,
8 cioè che solo la pace sarebbe emanata
dal territorio tedesco.
9 Armare i secessionisti non fu il solo o il primo
10 coinvolgimento della Germania nella distruzione della Jugoslavia e
nella
11 creazione della crisi jugoslava. Tutte le attività di
Slovenia e
12 Croazia nel loro violento conseguimento
dell'indipendenza non furono solo appoggiate dalla
13 Germania ma a un grado considerevole furono
incoraggiate dagli alti
14 dirigenti dello Stato.
15 Negli sforzi di impedire il conflitto o fermare il
conflitto
16 nel territorio della Croazia come anche di fermare gli attacchi al
JNA, la
17 Presidenza della Jugoslavia e i leader delle
repubbliche Jugoslave
18 si riunirono a Belgrado in un incontro il 20
e il 21
19 di agosto del 1991, e lì adottarono
diverse decisioni allo scopo di stabilizzare
20 la situazione. Fu adottato un piccolo programma di
collaborazione politica ed economica.
21 Venne formata una commissione per sviluppare
accordi sulla forma futura
22 di stati multi-etnici, e ci fu anche un accordo
raggiunto
23 tra la dirigenza della Croazia e gli ufficiali del JNA.
24 Il 20 agosto, ci fu una riunione straordinaria ministeriale
25 nella quale i ministri degli esteri degli Stati
membri della Comunità Europea
Pag. 32182
1 conclusero che gradivano la buona
volontà di tutte le parti di intraprendere
2 negoziati sul futuro della Jugoslavia e richiesero
a tutte le parti di
3 condurre i negoziati in buona volontà
tra loro.
4 Quello stesso giorno,
Genscher tenne una riunione
consultiva con
5 i ministri degli esteri della Slovenia e
della Croazia. Il 24 agosto del
6 1991 egli chiamò Boris Filic
[trascrizione fonetica], l'ambasciatore jugoslavo a Bonn, che
7 era uno sloveno, il che era una garanzia che il
messaggio diretto
8 alle autorità jugoslave sarebbe stato
diretto anche a Ljubljana e
9 a Zagabria, e gli disse che se lo
spargimento di sangue fosse continuato e se la politica di
10 violenza con l'appoggio del JNA non si fosse fermata
immediatamente, il
11 governo federale avrebbe dovuto considerare
seriamente il riconoscimento della
12 Slovenia e della Croazia nei confini esistenti.
Avrebbe anche condotto
13 un’analisi di queste questioni nell’ambito
della Comunità Europea.
14 Il punto è il seguente: era
forse necessario un maggiore sprone, era
15 forse necessario un incoraggiamento maggiore per coloro che avevano
già proclamato la secessione e
16 che avevano già fatto
ricorso alle armi per portare avanti questo piano? Era forse
17 necessario un maggiore sprone per violare il
cessate il fuoco?
18 Quale più grande incoraggiamento
sarebbe stato necessario che non questo messaggio
[di Genscher]
per far
continuare lo
19 spargimento di sangue in modo che ciò
portasse al riconoscimento di questi Stati?
20 Purtroppo, questo è quello che
accadde. Il messaggio provocò proprio l’effetto
desiderato perché le
21 forze paramilitari croate violarono il cessate il
fuoco sul quale ci si era già accordati
22 e il conflitto ebbe un’escalation.
23 Alla fine, poiché la Germania era
pronta ad appoggiare la Slovenia e la Croazia in
24 questa secessione illegale, anche al prezzo di
scontri seri con i suoi
25 partner della Comunità Europea e gli Stati
Uniti, Lord
Owen parla
anche
Pag. 32183
1 di questo. Avete addotto questo come prova --
il suo libro qui. Egli dice:
2 "Vi ricordo che la lettera di
Genscher a Perez de Cuellar,
scritta in tedesco,
3 invocava dichiarazioni pubbliche che
portarono a maggiori tensioni nella Jugoslavia e invocava
4 lo Statuto di Parigi. Ma come Perez de
Cuellar gli ricorda nella sua
5 risposta,
Genscher dimenticò
di
far riferimento alla dichiarazione della Comunità Europea
adottata a Roma
6 l'8 novembre 1991 secondo la quale le
prospettive per il riconoscimento
7 di quelle repubbliche che lo volevano
avrebbero potuto essere considerate solo
8 all'interno di una visione globale."
9 Concludo la citazione a cui mi riferisco dal
libro di
Owen.
10 Così, come ho detto, la
Comunità Europea, il 26 marzo 1991 ,
11 appoggiava l'unità della Jugoslavia
ma poi la stessa Comunità Europea,
12 l'8 novembre 1991 , faceva
anche un appello per una soluzione comprensiva
13 in un'altra dichiarazione ancora che venne
adottata allora.
14 Alla fine, la posizione tedesca prevalse e una volta che
il vaso di Pandora
15 venne aperto, una volta che la secessione
illegale venne riconosciuta, anche al prezzo di
16 vite umane, fu difficile fermare questo processo
macchiato di sangue. Le cose
17 non finirono qui, nel caso della Slovenia e della
Croazia, a dispetto delle
18 sanguinose conseguenze. Fu fatto un altro passo.
19 Alla fine del suo libro, a pagina 384, Lord
20
Owen
afferma -- mi è stato chiesto di
leggere le citazioni più lentamente e proverò a
farlo -- "All'errore commesso
21 dalla Comunità Europea sul riconoscimento della Croazia
si sarebbe
22 potuto rimediare se la situazione non fosse stata
complicata dal riconoscimento della
23 Bosnia-Erzegovina, a dispetto delle
conseguenze. Gli Stati Uniti
24 d'America che si opposero al riconoscimento dell
Croazia nel Dicembre 1991 divennero
25 difensori molto attivi dell'indipendenza della
Bosnia-Erzegovina nel 1992.
Pag. 32184
1
[ndt: segue la citazione di Owen]
In ogni caso, non fu logico e non era inevitabile riconoscere
2 la Bosnia-Erzegovina, una repubblica jugoslava che consisteva di tre
numerosi
3 popoli costituenti con posizioni molto diverse
riguardo all'indipendenza."
4 Così un errore seguì un
altro.Un'imprudenza seguì
5 un'altra, e il costo venne pagato in vite
umane. E se le vite umane sono
6 il prezzo che deve essere pagato, allora
questo si trasforma in un crimine, un crimine
7 contro la pace. E probabilmente non è
un caso che questa istituzione illegale
8 non abbia giurisdizione su questo, sui crimini
contro la pace.
9 Warren Christopher, il segretario di Stato USA,
nella sua intervista al
[quotidiano]
10 USA Today, che venne anche riportata da Die
Welt il 18 giugno 1993,
11 disse nella sua intervista: "Durante l'intero
processo di indipendenza,
12 e soprattutto il prematuro riconoscimento dell'indipendenza,
13 vennero commessi gravi errori e una
particolare responsabilità a questo proposito
è
14 portata dai tedeschi. Molti esperti credono
che i problemi che
15 affrontiamo oggi derivano dal riconoscimento
della Croazia e più tardi della Bosnia."
16 Roland de Mar [trascrizione fonetica], il collega francese di
Christopher, sulla
17 Sueddeutsche Zeitung del 21 giugno 1993, nel
criticare la
18 Comunità Europea per il riconoscimento di
Slovenia e Croazia, dice che questo fu fatto
19 in una maniera precipitosa e avventata, e
questo accelerò lo smembramento
20 della Jugoslavia. Cito: "La responsabilità della Germania e
del Vaticano
21 nell'escalation della crisi è enorme,
ovviamente."
22 Un altro partecipe di questi eventi, l'allora
primo
23 ministro olandese Ruud Lubbers, disse nel 1997 che
il cancelliere tedesco
Kohl
esercitò
24 pressione sulla Comunità
Europea perché cambiasse la sua posizione
25 che l'indipendenza della Croazia non poteva,
non doveva essere riconosciuta
Pag. 32185
1 per non attizzare una guerra civile. Cito: "Van den Broek
ed io siamo trasecolati
["we could
stand on our heads"].
Gli altri europei riuscivano solo a
guardarsi intorno con stupore.
3 I tedeschi fecero quello che fecero, e fu
una catastrofe."
4 Questo è apparso su Au Courant il 21 dicembre
1997.
5 Quando
viene preso in considerazione tutto questo
appoggio ai secessionisti sloveni e croati nei
6 loro sforzi di realizzare i loro piani, allora
7 non dovrebbero essere sorprendenti le affermazioni fatte da Stjepan
Mesic quando egli
8 parlò del ruolo di
Genscher e di Papa
Giovanni Paolo II.
9 Ma il forte appoggio della Germania alla distruzione della Jugoslavia
e il riconoscimento
10 dell'indipendenza, delle sue repubbliche
secessioniste è qualcosa che
11 ora tutti conoscono. In ogni caso, molte
persone si chiedono quali
12 siano i motivi di questo tipo di azione e questo
tipo di ostinazione e
13 insistenza da parte degli alti dirigenti
dello Stato tedesco che si era appena
14 riunificato. A questa domanda risponde uno dei
maggiori
15 esperti geopolitici del mondo, il generale
Pierre-Marie Gallois, uno stretto collaboratore
16 del generale De Gaulle. Ed egli disse
in un'intervista il 23
17 luglio del 1993 quanto segue: "La
distruzione di questo paese e il
18 vincolare Croati e Sloveni all'industria tedesca portarono
19 all'emancipazione di questi popoli che erano stati
associati all'Impero
20 nel cuore dell'Europa e poi nel terzo Reich.
D'altra parte,
21 questo significò la punizione dei
Serbi, i quali, in entrambi le guerre mondiali, stavano con
gli
22 alleati. In terzo luogo, questo portò alla
scomparsa degli ultimi resti di quei
23 trattati che punivano la Germania due volte per le sue disfatte.
24 "Sebbene molti non vorrebbero appoggiare questi
punti di vista del
25 vecchio generale anti-fascista, credendo che
le ambizioni della Germania
Pag. 32186
[Pagina bianca inserita per assicurare che l'impaginazione tra le
trascrizioni francese e inglese corrispondano]
Pag. 32187
1 siano solo una cosa del passato e che la catarsi
attraverso la quale lo Stato tedesco
2 è passato sarebbe stata una
garanzia sufficiente per credere alle assicurazioni
3 date dai politici tedeschi durante questi eventi
che ebbero luogo durante la
4 riunificazione della Germania, è
sufficiente guardare l'articolo di
Klaus Kinkel
5 intitolato 'La politica estera tedesca nel
mondo alla luce del
6 nuovo ordine mondiale' pubblicato il 19 marzo 1993
sulla Frankfurter
7 Allgemeine Zeitung. In questo articolo, lo scopo della politica
estera tedesca
8 è espressa come segue: "Qualcosa deve
essere fatto ora e due volte nel passato
9 non siamo riusciti a farlo."
10 È abbastanza chiaro cosa significhi
ciò. Io credo che non ci sia nessuno nel
11 mondo che non capisca dove fu che la Germania
non riuscì a fare due volte
12 di fronte al resto del mondo.
13 Così secondo lo stesso ministro degli
esteri della Germania, la
14 politica estera di questo paese era di utilizzare i suoi potenziali
per ottenere quello che
15 non ottenne attraverso due guerre mondiali,
e rimane il problema
16 se questo avverrà con vecchi o
nuovi metodi. Il giorno del riconoscimento della
17 secessione della Croazia,
Kohl stesso disse
18 durante un programma televisivo, "C'è una
relazione particolarmente intensa
19 tra i Croati e i Tedeschi che ha molto a che fare
con la storia."
20 Questa linea storica verticale che
Kohl indica nella politica
estera
21 tedesca, quella che venne indicata anche da
Kinkel, e infine
22 quella che i loro amici intimi croati realizzarono attraverso la
loro stessa politica è mostrata da tante
23 cose che furono dette durante le due guerre mondiali e durante la
guerra contro la Jugoslavia,
24 la terza guerra. Così ci furono costantemente pressioni
anti-jugoslave
25 in tutte e tre le guerre. Per prima cosa ci fu uno spargimento di
sangue per
Pag. 32188
1 evitare la creazione dello Stato jugoslavo,
e in seguito fu compiuto ogni sforzo
2 per annientarlo completamente.
3 Il filo rosso che attraversa tutta la retorica del
blocco tedesco,
4 vale a dire l'Austria, o piuttosto
l'Austria-Ungheria, e la
5 Germania nei Balcani è la tesi del
pericolo della creazione di una Grande Serbia.
6 Questo pericolo, questa tesi chiave, ha preso
un posto centrale in questa falsa imputazione
7 contro di me: una Grande Serbia... Questa tesi,
questo mito, fu creato dalla
8 propaganda austro-ungarica fin dalla seconda
metà del diciannovesimo
9 secolo. È parte integrante degli
sforzi
fatti da un impero in rovina per
10 mantenere l’occupazione dei suoi territori degli
Slavi del sud.
11 In quanto a questa paura degli Slavi del sud, ancora occupati
12 dall'Impero austro-ungarico... Ci fu questa ondata di
emancipazione
13 in molte nazioni europee che desideravano liberarsi e
14 desideravano integrarsi in uno Stato
[proprio], come fu il caso della
Germania stessa - la
15 paura
[delle grandi potenze] che questo
si sarebbe potuto realizzare, sebbene
16 alla base ci fosse una legittimità
storica e naturale per quello che riguardava
17 l'unificazione degli Slavi del sud.
18 Ancora un altro tedesco, l'ambasciatore Ralf
Hartmann, nel suo libro Gli
19 Onorevoli Mediatori, a pagina 31 dice quanto segue
- e questo illustra la
20 profondità di questa paura, e a quanto indietro nel
passato essa risalga - cito:
21 "Già nel 1876 quando il principe serbo
Milos appoggiò la ribellione della
22 popolazione cristiana della Bosnia e dell'Erzegovina contro il
dominio turco
23 e dichiarò guerra a Istanbul, il principe russo
Gorchakov,
24 il cancelliere tedesco Bismarck, e il primo
ministro austro-ungarico Andraszy
25 esercitarono pressione sull'Impero asburgico,
25
con il cosiddetto Memorandum di Berlino, per cui, nel caso che
Pag. 32189
1 i Serbi vincano," - queste sono le sue parole -
"le potenze
[suddette] non
tollereranno
2 la creazione di un grande Stato slavo.”
Per Tedeschi, Italiani, Spagnoli,
3 Russi e chiunque altro questo era un
diritto riconosciuto, il diritto a
4 vivere in un singolo Stato.
Invece gli Slavi del sud avrebbero dovuto fare a meno di
questo
5 diritto per sempre. Era un eresia, come essi
[ndt: le potenze] la
definivano, e non era loro
6 permesso di unificarsi. Il nome di questa eresia
era:
7 Grande Serbia. Così sebbene il
Regno Serbo, a dispetto di tutte le sue aspirazioni,
8 era piccolo e debole se paragonato alle
potenze europee, e inoltre
9 la popolazione serba non superò mai i
10 milioni, per decenni a Vienna
10 e Berlino fu così, e questo spettro
continua a sussistere fino al giorno d'oggi."
11 Questa accusa
[contro
di me] è la prova migliore di quanto tutto questo sia
vero,
12 perché sono gli stessi spettri
cui ci si riferisce qui.
13 Quello che è particolarmente
sorprendente è che fin
14 dai tempi della propaganda austro-ungarica, la
liberazione del popolo dal
15 giogo austro-ungarico e l'unificazione degli
Slavi del sud, non solo
16 dei Serbi, veniva definita espansione di uno Stato
serbo, o Grande
17 Serbia. E’ sottinteso in questa
formulazione come se ci dovesse essere un qualche insieme di
18 tendenze espansionistiche, tendenze di
conquista tra i Serbi.
19 Ma proprio ciò implicitamente
significa che parte degli Slavi del sud erano
20 sotto dominio straniero. In ogni caso,
questo non è vero.
21 È tra i Croati che nacque l'idea di un
singolo
Stato per gli Slavi del sud.
22 A dispetto di ciò, quando i Serbi
abbracciarono
questa causa per aiutare i
23 loro fratelli assoggettati, che
erano resi schiavi sotto l'Austria-Ungheria,
24 per ambedue questa rimase l'idea di una Grande Serbia.
25 E ci sono due idee che furono sempre
considerate
Pag. 32190
1 identiche e non sono assolutamente identiche,
cioè la Jugoslavia,
2 lo Stato unito dei popoli slavi del
sud, da un lato, e dall'altro
3 lato un qualche tipo di Grande Serbia che
è in realtà il prodotto
4 della propaganda anti-serba e anti-jugoslava.
Così allora come adesso
5 la tendenza di qualcuno a dominare i territori
popolati dagli Slavi del sud e
6 a tenerli assoggettati , doveva essere
nascosta sotto la cortina fumogena della propaganda che vuole
7 che fossero per primi i Serbi ad avere tali
intenzioni, e che essi
8 volessero espandersi in
territori che appartenevano ad altri. E
9 questa è una mera menzogna.
10 Ho un'altra citazione. Questa proviene dagli
archivi tedeschi.
11 L'ambasciatore tedesco riferì al suo
governo quello di cui aveva parlato con
12 il Conte, ministro degli esteri
dell'Austria-Ungheria. Sto citando dagli
13 archivi. "Il ministero disse che considerava un
suo obbligo
14 far conoscere al governo tedesco la posizione
della monarchia sul
15 problema degli Slavi del sud, e cioè che la
conservazione senza impedimenti delle
16 province popolate dagli Slavi del sud è un
punto vitale per la monarchia, e la
17 supremazia serba nei Balcani non può essere
permessa. Se la Serbia avesse sconfitto
18 la Bulgaria ed esteso le sue frontiere
al di là della vecchia Serbia, essi sarebbero dovuti
19 intervenire. Quando chiesi come questo sarebbe
accaduto, il ministro disse che
20 si poteva trovare un buon momento psicologico." Un
pretesto arrivò presto:
21 il ben noto assassinio di Sarajevo, quando
Gavrilo Princip, membro
22 dell'organizzazione Giovane Bosnia,
assassinò Francesco Ferdinando, l'arciduca
23 austro-ungarico ed erede al trono. Nessuno
racconta la verità,
24 ovvero che circa 20 giovani fecero parte
della cospirazione. Questa era
25 la Giovane Bosnia: serbi di origine, croati
e altri. Sebbene
Pag. 32191
1 non sia mai stato stabilito che il governo della
Serbia fosse coinvolto nello
2 assassinio in alcun modo, le accuse furono
immediatamente dirette contro
3 la Serbia, il popolo serbo, il governo serbo,
e ci fu la guerra.
4 Nel libro citato, l'ambasciatore Hartmann dice:
5 "Nell'Austria-Ungheria e nella Germania fu avviata
una feroce campagna anti-serba
6 e l'ambasciatore tedesco a Londra, Lichnovsky, fu
incaricato di informare
7 Gottlieb von Jagow che l'intera nazione serba
8 doveva essere marchiata come popolo di
malfattori e criminali." E questo è ovviamente
9 qualcosa che mette in dubbio l'origine di
queste accuse.
10 Il significato di questo male peggiore di tutti i
mali, la Grande Serbia, è
11 qualcosa che nessuno voleva considerare o
esaminare. Ve ne siete serviti
12 qui in una maniera molto superficiale, molto
arrogantemente. Nessuno ha studiato
13 le sue origini. Se lo aveste fatto,
questo intero esercizio di propaganda sarebbe
14 scoppiato come una bolla di sapone.
15 È ben noto che
il
23 luglio 1914, al governo serbo
16 fu dato un
ultimatum dall'Austria-Ungheria dopo false
17 accuse sul
coinvolgimento della Serbia nell'assassinio, e vennero fatte
18 alla Serbia un
numero di richieste che nessun paese sovrano al mondo avrebbe
potuto
19 accettare.
Il rifiuto di accettare le condizioni dell’ultimatum era
previsto, e
20 l'unica ragione di
questo ultimatum fu quella di portare alla guerra, di
essere un pretesto per la guerra,
21 esattamente come
accadde a Rambouillet [nel 1999].
Il ministro degli esteri britannico, Sir Edward
22 Grey, descrisse questo testo, e cito Grey, come
"il più sorprendente
23 documento mai concepito dalla diplomazia." Il
più
sorprendente documento
24 mai concepito dalla diplomazia! Grey probabilmente
non
si sarebbe mai immaginato
25 che nello stesso secolo il popolo serbo e lo
Stato serbo sarebbero
Pag. 32192
1 stati vittime di una quantità di
simili e anche di più arroganti e impensabili
2 ultimatum e che, insieme alla Germania,
all'Austria e a qualche
3 altro paese occidentale, e perfino ad alcuni
alleati serbi di quel tempo come la
4 Francia e un po' più tardi gli
USA, il suo stesso paese, la Gran Bretagna, avrebbe
5 condiviso la responsabilità di tali
nuovi ultimatum, proprio come avrebbe condiviso
6 la responsabilità e la
partecipazione nel portare a termine dei feroci attacchi
7 contro il popolo serbo alla fine del
ventesimo secolo, attraverso
8 bugie senza scrupoli, e questo
verrà dimostrato
9 pubblicamente in modo molto chiaro in questa
sede. Ci furono spietate sanzioni economiche così come bestiali
10 attacchi contro persone il cui peccato principale
era quello di aver provato a proteggere
11 il proprio paese e il proprio popolo e
conservare quello che avevano acquisito con
12 grande difficoltà con l'aiuto degli
alleati in due guerre mondiali.
13 È difficile immaginare la vergogna
che Sir
Edward Grey avrebbe provato
14 se avesse saputo del ruolo che il suo paese
avrebbe svolto nel perfezionare questo crimine
15 contro il popolo serbo alla fine del ventesimo
secolo, e questo sta
16 succedendo qui davanti a questa istituzione con la
flagrante violazione della
17 legge internazionale perché la
risoluzione che stabilisce questo
18 tribunale illegale è parte di
ciò che Sir Edward Grey definì il più
stupefacente
19 documento mai redatto dalla diplomazia.
20 È noto a tutti come venne istituito
il Regno dei Serbi, Croati e
21 Sloveni, più tardi rinominato
Jugoslavia, in quanto Stato comune degli Slavi del sud.
22 Il blocco tedesco voleva impedire
ciò e
23 questo Stato sarebbe dovuto
scomparire dalla faccia della terra. In ogni caso, il vecchio
24 mito della Grande Serbia rimase come una
cortina fumogena per nascondere i loro
25 propri crimini e le loro proprie
malefatte
[ndt: del blocco tedesco].
È in questa istituzione che la bugia
Pag. 32193
1 della Grande Serbia ha trovato la sua base
naturale ed è cresciuta in una mostruosa
2 costruzione di dimensioni senza precedenti.
3 Per rendere l'ironia e l'assurdità
ancora più grandi e per rendere le menzogne e le
4 ingiustizie contro il popolo serbo ancora peggiori
in contrasto con i loro
5 vicini balcanici, è solo il popolo
serbo che, nonostante avesse avuto
6 un'ampia opportunità e
un'opportunità molto più grande degli altri,
cercò di
7 creare un suo Stato allargato,
perché è ben noto che
8 gli alleati della Serbia, nel cosiddetto trattato
di Londra, offrirono alla Serbia,
9 dopo la vittoria nella guerra
[la Prima Guerra Mondiale, ndt],
un allargamento del suo territorio fino alla
10 Bosnia-Erzegovina, a parti della Dalmazia, a parti
della Slavonia, e così via.
11 Ci sono dei documenti che dimostrano tutto questo.
Ma la Serbia non lo accettò. La Serbia
12 invece abbracciò e accolse Serbi,
Croati e Sloveni allo stesso modo dagli
13 ex territori dell'Impero Austro-Ungarico, ed
è così che fu creato
14 il Regno di Serbi, Croati
e Sloveni, che più tardi verrà chiamato
15 la Jugoslavia.
16 Questa opportunità colta dallo Stato
serbo di creare un unico Stato: la
17 Jugoslavia piuttosto che un loro proprio
Stato dava protezione ai nostri
18 fratelli Croati e Sloveni. Li abbiamo
protetti dalla frammentazione territoriale.
19 E inoltre, dopo che essi erano stati parte
di uno Stato sconfitto
[ndt:
l’Impero Austro-Ungarico], divennero parte
20 dei vincitori.
21 In ogni caso, negli ultimi rantoli
dell'Impero Austro-Ungarico, i
22 Serbi sono stati marchiati con questa bugia della
Grande Serbia, e questo
23 succede ancora oggi. Per capire l'intera
questione è utile
24 guardare all'altra parte del fronte
nella prima guerra mondiale. Nel 1915,
25 il teorico tedesco
Friederich Naumann
pubblicò il suo libro "Europa Centrale",
Pag. 32194
1 "Mitteleuropa", nel quale egli metteva a punto un
progetto per la riorganizzazione dell'Europa.
2 Ci si aspettava allora che la Germania avrebbe
vinto la guerra, naturalmente. E la
3 riorganizzazione dell'Europa avrebbe
comportato la creazione di una
4 Grande Germania che racchiudesse tutta l'Europa
Centrale, circondata da piccoli e deboli Stati
5 che
Naumann
nel suo libro chiama stati Trabant. E
...
6 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, stiamo per fare una
pausa
7 alla mezza
[in inglese:
at half past].
8 ACCUSATO: [traduzione] Signor Robinson,
9 spero
che siate consapevoli del fatto che i traduttori spesso mi dicono
di
10 rallentare, così penso che sarebbe
una buona idea se voi poteste prendere in
11 considerazione la possibilità di estendere il mio
tempo e darmi, domani, del tempo aggiuntivo a
12 quello di oggi.
13 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, dal momento
che lei ha una
14 presentazione scritta, potrebbe considerare
di renderla disponibile agli
15 interpreti.
16 Ci aggiorniamo tra una mezz'ora.
17 ACCUSATO: [traduzione] Signor Robinson, non ho
nulla di scritto.
18 Ho solo i miei appunti. Non posso dar loro i
miei appunti. Non
19 sarebbero in grado di leggere la mia scrittura, in
ogni caso. I documenti che ho,
20 che sono stampati, sarebbero completamente
inutili per loro. Ecco perchè vi
21 chiedo di considerare ...
22 GIUDICE ROBINSON: D’accordo, signor
Milosevic. D’accordo.
23 Ci aggiorniamo tra una mezz'ora.
24 -- Intervallo a partire dalle ore 10:31 a.m.
25 -- si riprende alle 11.05 a.m.
Pag. 32195
1 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, può
continuare.
2 TRADUTTORE: Microfono, prego.
3 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Stati satellite...
4 GIUDICE ROBINSON: Microfono, per favore. Non
c'è traduzione.
5 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Il microfono non
funziona?
Funziona ora? Si...
6 Tutto a posto ora.
7 Tutto a posto. Grazie.
8 Stavo citando
Friederich
Naumann, il teorico tedesco che,
9 nel suo libro sull'Europa Centrale o
Mitteleuropa, descriveva una grande Germania
10 circondata da Stati satellite che sarebbero stati
completamente dipendenti dal
11 grande e potente Stato tedesco.
Naumann non
menzionò mai la Serbia, neppure come
12 Stato satellite, perché, secondo lui,
"la Serbia come fortezza
13 intralciante in quest'area deve essere
cancellata dalla carta geografica."
14 Permettetemi di menzionare che questo creatore del
progetto della Grande Germania
15 che comporta la cancellazione della Serbia
dalla carta geografica d'Europa,
16 d'accordo con la propaganda antiserba condotta a
quel tempo e con il
17 ben noto slogan del tempo "la Serbia deve
morire" - "Serbien muss sterbien", per
18 fare la rima - questo teorico è considerato l'ideologo
del
19 Partito liberale della Germania, un Partito
che per lungo tempo è servito a equilibrare la
20 scena politica tedesca e che aveva l'incarico
della politica estera tedesca
21 al tempo di
Genscher
e
Kinkel [con i
governi Kohl, primi anni
Novanta, ndt]. Quello stesso
Kinkel che nel
1993 sentì
22 il bisogno di pubblicare l'idea di una revisione tedesca dei
processi storici e
23 che disse che "bisogna fare fuori dai nostri confini qualcosa
24 che per ben due volte non siamo riusciti a fare."
25 L'importanza attribuita dai liberali
tedeschi, specialmente dai due
Pag. 32196
[Pagina bianca inserita per assicurare che l'impaginazione della
traduzione inglese e francese corrispondano]
Pag. 32197
1 leader tedeschi sopraccitati, alle
2 idee di
Naumann, si vede ancora
meglio
nel fatto che la Fondazione del
3 Partito liberale si chiama Friederich
Naumann
Stiftung ovvero
4 “Fondazione Friederich
Naumann”,
e questo stesso nome lo porta la sede centrale di questo Partito;
5 mentre i suoi seguaci si fanno riconoscere
proprio
per gli sforzi - follemente distruttivi nei confronti della Jugoslavia
-,
soprattutto da parte di
6
questi due [leader tedeschi], di frammentare
i territori dell'Europa Centrale
7
e Orientale - e questo è
proprio quello che è accaduto.
8 Avete l'esempio della Cecoslovacchia, per non dire
dell'URSS, una delle
9 potenze vincitrici, le potenze dominanti che
vinsero la seconda guerra mondiale.
10 Quando la Serbia venne condannata a morte in questa visione
deformata di
11 questi rappresentanti delle aspirazioni ad
una Grande Germania, quando essa fu inclusa nello Stato
degli
12 Slavi del sud, la propaganda sulle aspirazioni della Grande
Serbia
13 continuò nei confronti del nuovo Stato appena
creato: la Jugoslavia. È
14 ben noto che in Serbia ci furono proteste contro
la
15 decisione del governo di forgiare legami con
l'alleanza di Hitler, e Churchill allora disse
16 "La Jugoslavia ha ritrovato la sua anima."
Ciò venne affermato da una delle
17 parti opposte. D'altro canto, Hitler, nel giorno
in cui la Jugoslavia venne
18 attaccata
[ndt:
dalla Germania, aprile 1941], affermò che: "Questo
colpo militare è stato diretto contro la stessa
19 cricca criminale, la stessa marmaglia che,
attraverso l'assassinio di
20 Sarajevo, spinse il mondo in una sventura
senza precedenti."Questo ci
21 ricorda ciò che Bill Clinton,
quale
novello teorico, affermò alla vigilia dei recenti
bombardamenti
22 sulla Jugoslavia, Clinton, l’allora
presidente degli USA, la notte del
23 24 marzo
[1999]
quando, in televisione, spiegando al pubblico americano
24 l’inizio della “campagna aerea,” come
egli la definì, contro la Jugoslavia,
25 disse, "I Serbi non provocarono
soltanto la prima guerra mondiale. Senza di loro,
Pag. 32198
1 non ci sarebbe stato l'Olocausto." Questo
è sufficiente a dimostrare la conoscenza della storia da
parte di
2 questi due criminali
[ndt: Hitler e Clinton].
3 Il resto è contenuto negli archivi
tedeschi. Il Fuehrer, Hitler,
4 era deciso a distruggere la Jugoslavia
con la forza militare e a distruggerla
5 come Stato. Il filo conduttore di
questo voler distruggere la Jugoslavia in quanto Stato ci porta
6
[ndt: arrivando
ai nostri giorni] fino al messaggio dato nel noto rapporto del
presidente della
7 Presidenza jugoslava, Stjepan Mesic, al
8 parlamento croato il 5 dicembre 1991. Disse:
"Grazie per
9 avermi affidato la difesa degli
interessi della Croazia nella parte
10 che mi è stata assegnata. Penso di essere
riuscito nel mio compito. La Jugoslavia non esiste
11 più."
12 Quando si parla di questi sforzi e di questo
crimine
13 perpetrato contro la Jugoslavia e contro
altri paesi
[ndt: all’inizio della
Seconda Guerra Mondiale], prima dell'attacco alla
14 Jugoslavia, in Germania ci furono date
delle direttive da seguire su come impostare la propaganda.
15 L'ambasciatore Ralf Hartmann parla di ben
note linee tradizionali della
16 propaganda tedesca nei Balcani in questo modo: A)
E’ soltanto il governo serbo che
17 si oppone alla Germania e che ha attizzato le fiamme della
lotta contro
18 la Germania. B) -- va bene, parlerò
più adagio. Leggerò più lentamente.
Cito
19 ancora: “Poiché i Serbi hanno
instaurato una spietata dittatura contro gli
20 altri popoli della Jugoslavia,
principalmente contro i Croati e i Macedoni, ” (e
21 questa è un'assurdità) “possiamo
chiaramente dire loro che la Wehrmacht tedesca
22 non entrerà in Jugoslavia da nemico
dei Croati e dei Macedoni. Essi,
23 invece, in questo modo verranno protetti
da qualsiasi massacro da parte degli
24 sciovinisti serbi." Nello Stato
Indipendente della Croazia
[NDH], Stato
fantoccio tedesco,
25 questo ha portato al genocidio dei
Serbi, degli Ebrei e dei Gitani.
Pag. 32199
1 Sui territori di questo mostruoso Stato
[NDH]
un milione di Serbi furono
eliminati,
2 oltre la metà di loro espulsa e poi
mandati a morte fra le
3 più atroci sofferenze. A questa
mostruosa attività
4 contribuirono certamente le direttive
di Joseph Goebbels, che restarono
5 vive e attuali nella pratica tedesca, nella
pratica politica tedesca, fino ai nostri giorni; ossia:
adulare
6 i Croati per complottare contro i
Serbi, e questo è evidente nel
7 comportamento tedesco verso i Balcani durante
il ventesimo secolo, e durante gli ultimi anni del ventesimo
8 secolo.
9 Ma questo viene illustrato ancora
meglio dalla prossima citazione, una dichiarazione del
10 leader croato Ante Pavelic: "L'indipendenza
della Croazia è opera
11 del Fuehrer e del Reich tedesco." Possiamo
paragonare questa affermazione con la canzone
12 Danke Deutschland, "Grazie Germania",
che veniva cantata in Croazia nel 1991 e 1992,
13 e con il ruolo di Stjepan Mesic e con
quello che egli disse sul ruolo che hanno avuto
14
Genscher
e papa Giovanni Paolo II, nella
distruzione della Jugoslavia.
15 Quando si parla del secondo
protagonista internazionale,
16 coerentemente a quanto disse Mesic,
protagonista internazionale nella
17 distruzione della Jugoslavia, ossia:
la Santa Sede, anche questa è caratterizzata dalla sua
18 continuità storica nella
sua attività anti-jugoslava così come
dalla
19 sua continuità nell’essere alleata
con coloro che combatterono contro la creazione
20 della Jugoslavia prima e durante la Prima
Guerra Mondiale e che combatterono costantemente
21 contro di essa, in particolare durante la
Seconda Guerra Mondiale. Le radici profonde
22 di questa politica da parte del Vaticano e
la propaganda di guerra di istigazione anti-serba
23 del Vaticano sono attestate da una citazione
tratta da un rapporto
24 dell'inviato austriaco nella Santa Sede, mandato a
Vienna il 27 luglio 1914, prima che
25 fosse dichiarata la guerra contro la Serbia; un
rapporto relativo alla sua conversazione con
Pag. 32200
1 il Segretario di Stato cardinale Merry
del Val: "Durante
2 l’anno passato, Sua Santità ha
espresso diverse volte il suo rammarico per il fatto che
l'Austria-Ungheria
3 ha mancato di punire i suoi pericolosi vicini
danubiani.
Il Papa e la Curia
4
vedono nella
Serbia una malattia che sta corrodendo l'essenza stessa della
5
monarchia [austro-ungarica] e che la farà scomparire. La
distruzione di questo
6
bastione per
la Chiesa -- la distruzione di questo bastione per la
Chiesa
7
costituirebbe una
perdita della sua più salda roccaforte nella lotta contro
8
l’ortodossia
[ndt: la Chiesa Ortodossa] e
la perdita dei suoi maggiori combattenti. Il primo segretario del
cardinale
9 ha espresso la speranza che la
monarchia andrà fino in fondo
10 alla questione."
11 Così, secondo la posizione ufficiale
del Vaticano, la Serbia doveva
12 essere distrutta per rafforzare la monarchia
austro-ungarica, che era
13 la roccaforte del cattolicesimo in quelle regioni,
e in particolare per servire come
14 base di espansione verso l’est. Questo certamente
non ha nulla a che fare con
15 gli insegnamenti di Cristo, ed è
più che evidente, ma è anche più
16 che evidente quanto questo abbia a che fare con
gli insegnamenti che due decenni
17 dopo furono propagandati da Adolf Hitler nella sua
folle idea che egli avesse
18
una missione divina da realizzare, consistente nella
spinta tedesca verso est o "Drang nach Osten".
19
E questo è qualcosa a
cui sarà dato corpo più tardi dalle
20 potenze dell'Asse comandate da Hitler. In
Croazia ciò venne realizzato attraverso gli stretti
21 legami della Chiesa Cattolica con lo Stato Indipendente
di Croazia
[NDH] di Pavelic,
22 il cui ministro dell'istruzione, Mile
Budak, dichiarò a Gospic: “Distruggeremo
una parte dei
23 Serbi, ne espelleremo un’altra, e gli
altri saranno
24 convertiti al Cattolicesimo e trasformati in
Croati. In questo modo,
25 sradicheremo le loro tracce e quello che resterà
sarà solo un cattivo ricordo di
Pag. 32201
1 loro.”
2 Il professor Edmund Paris, nel suo libro
'Genocide in Satellite Croatia
3 1941-1945', Chicago 1961, dice che "Il più grande
genocidio durante la Seconda Guerra Mondiale
4 contro una popolazione maggioritaria non ebbe
luogo nella Germania nazista
5 ma nello Stato satellite della Croazia"
[NDH]
che fu creato dai nazisti.
6 Anche la Professoressa Helen Feyne
[trascrizione fonetica] nel suo libro 'Accounting for
7 Genocide', New York, The Free Press 1979, dice che
la Croazia --
8 cito: "Lo Stato croato ha pianificato ed eseguito
un massacro contro
9 la minoranza serba ortodossa e il clero
[cattolico] croato approvò
questo
10 massacro," secondo l'Enciclopedia dell'Olocausto
MacMillan, pagine
11 322-328, "Nel
NDH
(Stato Indipendente della
Croazia), più di mezzo
12 milione di Serbi furono uccisi" -- cito --
"250.000
13 espulsi, e un altro numero furono costretti a
convertirsi al cattolicesimo. Il
14 genocidio nello Stato Indipendente di Croazia
[NDH] contro i Serbi è uno dei
15 segreti più nascosti del ventesimo
secolo, proprio come la protezione dei
16 criminali ustascia non è... è stata, essa
pure, tenuta segreta dagli USA e dai loro
17 alleati."
18 Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e alcuni dei
loro alleati giocarono un
19 ruolo estremamente sinistro nel proteggere e
nell’aiutare a fuggire all’estero un gran numero
20 di ustascia, soprattutto verso il Sud
America, compresi gli esponenti più in vista,
21 tra cui Ante Pavelic che era il loro leader.
22 Le ragioni per proteggere gli ustascia e altri nazisti e
per farli fuggire
23 segretamente con l’aiuto di appoggi segreti
vaticani erano l’interesse
24 del Vaticano per la lotta contro l’URSS e contro la
minaccia comunista,
25 contro cui ogni strumento era considerato
valido. L’obiettivo era
Pag. 32202
1 di salvare dei criminali,
cattolici praticanti, i cui crimini consideravano leciti.
2 Quest'occultamento di crimini, e il rendere
possibile ai criminali di
3 fuggire, venne fatto perché se
il ruolo del Vaticano e di Papa Pio fossero stati
4 resi pubblici in quei paesi europei di
prevalenza cattolici,
5 sarebbero potute sorgere delle ripercussioni
negative. Prima di tutto si pensava alla Francia e
6 all'Italia. Questi criminali furono poi
impiegati per destabilizzare i
7 paesi comunisti dell'Europa e per
compiere attività terroristiche.
8 I tentativi del Vaticano di avere dei
legami più stretti possibili con
9 i principali vincitori della Seconda Guerra
Mondiale, gli Stati Uniti in particolare, ebbero
10 un successo all'inizio degli anni '80,
quando, ad un incontro tra il Papa
11 e Reagan, trapelò che essi
avevano discusso sulle soluzioni
12 adottate a Yalta nel 1945. Ci fu anche una serie
di incontri
13 tenuti alla presenza dei loro
collaboratori nel corso dei quali
14 furono stabiliti stretti legami che Richard Allen,
il consigliere
15 per la sicurezza alla Casa Bianca,
definì come una delle più grandi alleanze segrete
di tutti i tempi.
16 C'è un libro di
Carl
Bernstein...
17 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, la Corte le
ha concesso una certa
18 libertà nel presentare la sua
dichiarazione. Questo è coerente con la pratica
19 di questo tribunale, ma deve fare
attenzione. È discutibile se
20 molto di ciò che lei sta dicendo sia
rilevante per il caso, e certamente
21 non sarebbe ammissibile come prova. Un'ampia
trattazione storica è,
22 fino a un certo punto, ammessa in una
dichiarazione d'apertura, ma Lei si deve
23 regolare, specialmente se vuole che
consideriamo favorevolmente
24 la sua richiesta di tempo supplementare.
Proceda.
25 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Della natura di questa
alleanza
segreta
Pag. 32203
1 scrive la Professoressa Smilja Avramov nel suo libro,
che, sebbene i
2 tre cattolici della teoria
[secondo la quale chi domina l’Eurasia
domina il mondo], Brzezinski, Casey e Walters,
abbiano preparato
3 il terreno per l'alleanza, e sebbene il presidente
Reagan
4 avesse nominato ai vertici della sua
amministrazione dei romano-cattolici, per esempio
5 Alexander Haig, il cui fratello era un vescovo,
sarebbe sbagliato affermare
6 che la fede romano-cattolica fosse un fattore
decisivo nella politica degli
7 Stati Uniti di quel periodo. L'amministrazione
degli Stati Uniti
8 non vedeva un'espressione di religione
nell'alleanza, ma il potere della
9 Chiesa come istituzione che è stata posta
nel contesto della realpolitik.
10 Washington usò il Vaticano o la
Chiesa Cattolica Apostolica Romana nello
11 stesso modo in cui avrebbe provato a fare poco
dopo con l'Islam.
12 "Attraverso quest'alleanza, nuovi contorni geopolitici
del
13 planisfero ed un nuovo blocco politicamente
aggressivo, fu creato un blocco politico planetario,
14 che avrebbe avuto delle conseguenze molto funeste
per la Jugoslavia."
15 Le parole di eminenti intellettuali sul ruolo della Santa
16 Sede furono confermate da Mikhail Gorbachev
che disse a La Stampa nel 1992,
17 "Tutto quello che è accaduto
nell'Europa dell'Est negli ultimi anni non sarebbe
18 stato possibile senza la partecipazione di Giovanni
Paolo II."
19 Nell'Europa dell'Est durante questi ultimi
anni la Jugoslavia è stata smembrata in un bagno di
20 sangue -- uno Stato la cui creazione il Vaticano voleva
impedire durante la
21 Prima Guerra Mondiale ed al cui crollo e
spargimento di sangue - l’enorme spargimento di sangue che
22 accompagnò questo crollo
-, il Vaticano prese parte già una volta appoggiando
Hitler, lo
23 Stato ustascia
[NDH]
e i crimini ustascia nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
24 La politica del Vaticano nei confronti della
Serbia fu modellata come appare nella
25 citata lettera del 1914, e risale anche al tempo
prima della
Pag. 32204
1 creazione della Jugoslavia.
Dopo che il Regno dei Croati, dei Serbi e
degli Sloveni
2
venne
creato, questo Stato multi-culturale fu considerato come la principale
3
barriera nella
diffusione del Vaticano... del Cattolicesimo verso l’Est. Ecco
4
perché la politica di Papa Giovanni Paolo II e della
Chiesa Cattolica in generale al
5
tempo di
questo attacco contro la Jugoslavia costituisce
soltanto la fase finale
6
delle
attività della Chiesa Cattolica volte allo smembramento
della Jugoslavia.
7 Ometterò come esempio una
serie di incontri tenuti dal 1991, durante il 1991
8 e il 1992, che confermarono ciò,
ma lo includerò
9 nel testo scritto che
consegnerò, perché la mancanza di tempo non
mi permette di
10 citare tutto quello che ho preparato.
11 Dopo il riconoscimento della Slovenia
e della Croazia, seguito dal
12 riconoscimento della Bosnia ed
Erzegovina, il Vaticano adottò subito una
13 politica di pace. Fu proposto nel 1994 che il papa
visitasse Zagabria
14 e Sarajevo. La diplomazia vaticana considerò
l'espulsione dei Serbi dal
15 territorio in cui erano vissuti da
secoli, nella Croazia - con le operazioni Lampo
16 e Tempesta, e vi ricorderò che Lord
Owen definì
l’Operazione Tempesta
17 "la più grande pulizia etnica nel
territorio dell'ex
18 Jugoslavia" - il Vaticano considerò
quelle azioni come una riconquista di
19 terreno -- questo territorio dove i
Serbi erano vissuti da secoli.
20 Il 19 ottobre 1995, riguardo a questo, il
Papa disse... che in
21 certe situazioni l'uso della forza non è da
escludere se questo è necessario per
22 la difesa dei diritti inalienabili
di qualsiasi popolo. In tali
23 situazioni si tratterebbe di un
“intervento umanitario” per
24 proteggere delle vite umane...
Nessuna vita umana era minacciata allora, né c'era
alcun
Pag. 32205
1 attacco dalle zone protette ONU o dalla
Krajina
verso le aree
2 circostanti -- contrariamente alla zona protetta di
Srebrenica da
3 cui vennero condotti attacchi nel corso di tutto
quell'anno, laddove centinaia di
4 villaggi vennero attaccati e molta della
popolazione serba venne massacrata. Un
5 cappellano in pensione - e dico "cappellano", per
gli interpreti, e non
6 "capitano" - dichiarò a
Pittsburgh nel gennaio 1999 che il Vaticano
7 è da condannare per tutti i problemi
che ci furono nel territorio jugoslavo e
8 che egli vide personalmente conti bancari del
Vaticano che confermavano che
9 la Chiesa Cattolica, assieme al governo
tedesco, destabilizzò
10 la Jugoslavia e provocò un
decennio di eventi sanguinari. Egli afferma che il
11 Vaticano erogò milioni ai separatisti
in Jugoslavia e che la
12 Chiesa Cattolica era molto attiva in quello
che accadeva in Croazia e Slovenia.
13 È ben noto che il Vaticano e la stampa
appoggiarono le
14 dimostrazioni di albanesi in Kosovo e Metohija nel
1989, e che fecero
15 lo stesso... fecero altrettanto gli arcivescovi di Lubiana e
Croazia.
16 Il Papa appoggiò le richieste dei
secessionisti albanesi in
17 Kosovo e Metohija nel 1994. Egli fu il primo a
chiedere un'azione energica
18 contro la Serbia nel 1998, e poi si
trasformò in un pacificatore
19 il 30 maggio
[1999] quando chiamò
gli ambasciatori dei paesi membri della NATO
20 e avviò un'iniziativa per fermare la
guerra contro la Jugoslavia, e scrisse anche
21 una lettera a Clinton per fermare i bombardamenti
durante le feste di Pasqua
[cattolica].
22 Quando teniamo a mente tutte queste
attività del Vaticano
23 relative allo smembramento della
Jugoslavia, incutono terrore le parole del Papa nel
suo
24 messaggio del 12 maggio 2000: "Non possiamo non
riconoscere il
25 tradimento dei Vangeli compiuto dai nostri
fedeli, e la voce
Pag. 32206
[Pagina bianca inserita per assicurare che le impaginazioni delle
versioni inglese e francese corrispondano]
Pag. 32207
1 della coscienza, e chiediamo perdono per i peccati
della Chiesa Cattolica."
2 La Professoressa Smilja Avramov, nel suo libro 'Opus
Dei', ricorda le
3 reazioni critiche a questa
dichiarazione, sottolineando le seguenti parole di
4 Leo Lyndaker [trascrizione fonetica], uno studioso
olandese della religione -- lo cita: "Il
5 Papa espresse rammarico per quello che fu fatto nel
passato ma non ci sono
6 indicazioni che egli stia pensando di
cambiare il suo attuale modo di fare,
7 per ora."
8 Per quanto riguarda gli Stati Uniti, essi
hanno i loro propri interessi
9 nell'area dell'Europa dell'Est e dell'ex
Jugoslavia.
10 L'antagonismo reciproco e i reciproci
conflitti, l'impoverimento e l'incapacità dei piccoli
paesi creati nell'ex Jugoslavia ad
11 adempiere indipendentemente alle proprie funzioni
sul piano politico, economico o su qualsiasi altro piano,
12 sono un terreno favorevole
13 per la realizzazione della presenza economica,
politica e
14 specialmente militare degli
Stati Uniti in Europa. In particolare quest'ultima
è molto
15 importante, perché dopo la fine del
Patto di Varsavia, la presenza militare degli Stati
16 Uniti in Europa Occidentale ha perso ogni tipo di
pretesto e di giustificazione.
17 Così non è sorprendente che gli Stati Uniti
siano attivi per
18 creare questa triste situazione che sussiste
attualmente nella
19 maggior parte dei paesi balcanici.
20 Dopo il crollo del blocco orientale, un certo tipo di
guerra fredda
21 è continuata in questo contesto per
impedire in tutti i modi la sopravvivenza di una
22 società che potesse servire come
esempio riuscito, alternativo alla
23 attuale “semplice introduzione”, anzi,
all'imposizione del modello capitalista.
24 Due problemi differenti. In ogni caso,
la Jugoslavia non doveva
25
sopravvivere al
Patto di Varsavia perché i paesi dell'Europa dell'Est
Pag. 32208
1
avrebbero
avuto un esempio scomodo di sviluppo indipendente e
un'alternativa...
2
e un'alternativa
all’accettazione indiscussa dei valori
3
dell'Occidente, ponendo così un ostacolo al nuovo ordine
mondiale, come venne introdotto o
4 imposto dagli Stati Uniti quale
unica superpotenza rimasta al
5 mondo ; cioè, la
trasformazione del mondo in una società di "corporations"
[grandi conglomerati industriali]
6 sotto la dirigenza della Banca Mondiale e degli
Stati Uniti, dove il furto
7 sarebbe stato il motore principale.
8 È cosa ben nota che il Congresso Statunitense
adottò nel marzo
[1990?
In effetti Milosevic dovrebbe riferirsi piuttosto alla Legge 101/513
approvata dal Congresso USA all'inizio di novembre, non marzo, 1990,
ndt]
9 una legge operativa per i rapporti esteri che
bloccava tutta l'assistenza alla Jugoslavia, fatta
eccezione per
10 i "partiti democratici"; ma i
neo-nazisti e i fondamentalisti figuravano
11 tra questi "partiti democratici" che
avrebbero dovuto essere assistiti, come anche più tardi
12 i terroristi albanesi, e i separatisti albanesi, e tutta
la gamma.
13 È cosa ben nota che la
MPRI
14 (Military Professional Resourcing Incorporated),
privata, ebbe un ruolo con l'esercito croato e
15 nelle fasi finali dell'offensiva croata
contro la
Krajina.
Questo conferma anche
16 che il ruolo americano in rapporto alla crisi
jugoslava avesse
17 l'obiettivo di mantenere la presenza
americana in Europa, inclusi il
Kosovo
e
18 la Macedonia, così come l'influenza
degli Stati Uniti e della NATO in tutta l'Europa.
19 L’interesse economico, come interesse che
sta al di sopra di tutti gli altri, è quello a cui
20 credo di non aver bisogno di riferirmi
ora in questa sede.
21 Tali ambizioni per il dominio di
questi territori sono la sola
22 spiegazione per alcune azioni, a prima vista
irrazionali, intraprese dagli
23 Stati Uniti. Per esempio, influenzare Alija
Izetbegovic a ritirare la
sua
24 firma al piano
Cutileiro [nel marzo 1992]. E inoltre
ciò che è meno noto è che i
25 piani
Vance-
Owen
e Owen-Stoltenberg furono
contrastati in alcune fasi. È
Pag. 32209
1 ovvio che
non
era negli interessi degli Stati Uniti che ci fosse la pace nei
2
Balcani,
fino a che la presenza militare degli Stati Uniti e della NATO non
fosse
3
stata assicurata e
non si fossero create le condizioni per trovare una soluzione sotto
4
il patrocinio
statunitense. Gli Stati Uniti insistettero a Rambouillet per...
sulla presenza militare della NATO
5 in tutta la Jugoslavia, e insistettero anche
per quest'aggressione che aveva come
6 scopo l'occupazione del Kosovo, l'occupazione di tutta la
Jugoslavia, e di
7 assicurare la presenza permanente della NATO
in tutto il territorio .
8 L'amministrazione di
William
Clinton era coinvolta in
legami pericolosi
9 con i fondamentalisti musulmani, e tra questi gli
Hezbollah,
10
Al-Qaida,
i terroristi dell'
UCK in
Kosovo,
eccetera. Si tratta cioè precisamente di quegli
11 individui e di quelle organizzazioni che,
dopo l'11 Settembre, sono stati
12 considerati la più grande minaccia per gli
Stati Uniti
13 e per il mondo in generale. Il prezzo
che si deve pagare per
14 questa politica dell'amministrazione
Clinton
è enorme, e deve essere
15 pagato, purtroppo, da cittadini innocenti in tutto
il mondo, inclusi i
16 cittadini americani, ma anche altri, come gli
spagnoli, eccetera.
17 In ogni caso, se le ambizioni e gli obiettivi della
Germania, del
18 Vaticano e degli USA nella crisi jugoslava erano
più o meno evidenti, quello che
19 sbalordisce è l'atteggiamento degli altri
membri della
20 Comunità Europea, e, più
tardi, dell’Unione Europea, soprattutto sotto l'influenza tedesca.
21 A dispetto della dichiarazione della
Comunità Europea sulla
22 Jugoslavia - e cito: "Una Jugoslavia democratica
ha la migliore aspettativa
23 di adattarsi in modo appropriato in una nuova
Europa", e questa era una citazione -,
24 dopo che la Slovenia e la Croazia furono
riconosciute e dopo che
25 scoppiò un conflitto armato, il Parlamento Europeo, a
Strasburgo nel 1991,
Pag. 32210
1 adottò una risoluzione che non appoggiava la
secessione unilaterale di queste
2 due repubbliche jugoslave. Anche altri organi
della Comunità Europea
3 appoggiarono l'integrità territoriale
della Jugoslavia. Un forum euro-americano
4 al consiglio dei ministri dell'OSCE, al loro incontro a
Berlino il 19
5 gennaio del 1991, adottò una
dichiarazione e questa, inter alia, esprimeva il suo
6 appoggio all'integrità territoriale
e all'unità della Jugoslavia in linea con
7 Helsinki. Ciò che venne
particolarmente sottolineato fu il mantenimento
8 dell'integrità territoriale del paese.
9 Se questa posizione fosse
prevalsa in quel periodo...
10 effettivamente, divenne ovvio che questo tipo di
posizione era condivisa
11 anche dall'altra sponda dell'Atlantico. E
[James] Baker, dopo la sua visita
12 in Jugoslavia, disse che l'America appoggiava una
Jugoslavia democratica e unita
13 e che il futuro di essa sarebbe stato assicurato ,
e egli fece osservare in modo particolare che
14 gli USA non avrebbero riconosciuto alcun
atto di secessione unilaterale.
15 Nonostante ciò, la
Comunità Europea, un'organizzazione che
16 nacque come risultato di un processo
progressivo in Europa e nel
17 mondo, optò infine, verso la fine del
1991, per l’appoggio ad un
18 movimento reazionario,
cioè per la secessione della Croazia e della
Slovenia e di altre
19 repubbliche secessioniste, e il 17 dicembre del
1991 adottò una
20 dichiarazione sui criteri per il riconoscimento di nuovi Stati
21 nell'Unione Sovietica e nell'Europa dell'Est e una
dichiarazione sulla
22 Jugoslavia, che faceva appello a tutte le
repubbliche jugoslave a fare domanda
[per l’indipendenza, ndt]
23 entro il 23 dicembre,
allegando quelle prove che corrispondessero ai
criteri
[stabiliti]
per
24 l'indipendenza. In questo modo, la Comunità
Europea non solo tradì quello
25 che aveva detto essa stessa il 26 marzo 1991,
nelle sue stesse dichiarazioni
Pag. 32211
1 nonchè in un altro documento - una
dichiarazione della Comunità Europea a Roma, l'8
2 novembre 1991 - che le richieste
d'indipendenza avanzate da quelle
3 repubbliche che lo desiderassero
sarebbero potute essere considerate solo in un contesto
particolare.
4 Il ruolo della Germania è chiaro nel
cambiamento di questa posizione dei
5 Dodici. Nonostante ciò,
sorprende ed è contro il loro proprio
interesse che dodici
6 Stati si fossero lasciati costringere a
fare qualcosa su cui essi
7 in principio non erano d'accordo. E tutto questo
venne fatto sotto la
8 pressione di uno solo di questi dodici Stati.
9 A proposito del potere di questo Stato
[la Germania], devo sottolineare
10 ancora una volta
Friederich Naumann e quello
che egli disse all'inizio
11 del ventesimo secolo sulla creazione
di piccoli staterelli obbedienti, che egli
12 chiamava "satelliti". Certamente, sul creare i
"satelliti", egli non pensava allo
13 Occidente. In ogni caso, il diktat sulla
secessione delle
14 repubbliche jugoslave che fu imposto ai
membri della Comunità Europea,
15 e il fatto che essi lo accettarono,
sebbene ci fossero delle tendenze separatiste
16 in alcuni di questi stessi paesi e
benché questo andasse contro
17 i loro stessi interessi... questo
dimostra semplicemente che molti paesi,
18 incluse alcune ex grandi potenze, divennero
satelliti tedeschi. Esse
19 si abbassarono fino a questo punto a causa
dell'opportunismo dei loro dirigenti, e questo
20 portò all'aggressione della NATO
contro la Jugoslavia, e tutti insieme divennero
21 satelliti degli Stati Uniti d'America.
22 Dunque
non
si può assolutamente mettere in discussione il diritto
della Jugoslavia
23
alla sua
stessa sopravvivenza, né il carattere illegale del
suo
24
smembramento come base e ragione del conflitto. È cinico,
per dire
25 il meno, che coloro che indussero i popoli
dell'ex Jugoslavia a
Pag. 32212
1 guerre reciproche e a un ciclo di violenza e di
odio, ora, fingendo di
2 essere ingenui, si permettano di amministrare la
giustizia, come loro la chiamano. I nostri
3 popoli non dovrebbero mai dimenticare chi
è il maggiore responsabile della
4 tragedia nel territorio dell'ex Jugoslavia, e
questo verrà dimostrato
5 e provato chiaramente.
6 A Norimberga, il principale e fondamentale
crimine era il crimine contro
7 la pace, ma questo non
è il motivo fondamentale di questo vostro
tribunale illegale,
8 perché
[altrimenti]
quelli che hanno stabilito questa istituzione illecita avrebbero
dovuto
9 innanzitutto ed essenzialmente presentare sé
stessi in giudizio.
10 Quando si guarda agli sviluppi storici, e ci sono
scritti e documenti
11 su tutto questo, e la parte avversaria ha il...
[passaggio omesso? ndt] tutti
12 questi documenti, la guerra in Jugoslavia non fu
cominciata dai Serbi
13 né scaturì dalla Serbia. Fu iniziata dal
movimento separatista dell’estrema destra
14 in Croazia, Kosovo e Metohija, in
15 Bosnia-Erzegovina, dagli ustascia e dai
neonazisti, per dirla brevemente,
16 dai fondamentalisti islamici e dai terroristi
albanesi. Non è difficile
17 da dimostrare - e vedrete che questo
avverrà - che la guerra fratricida
18 nel territorio dell'ex Jugoslavia fu
istigata e appoggiata
19 precisamente da coloro i quali hanno
stabilito questa vostra corte: la Germania, il
20 Vaticano e gli Stati Uniti. La distruzione e
lo smembramento di uno
21 Stato sovrano sono stato qualcosa che essi
hanno portato a termine a dispetto della legge nazionale e
22 internazionale. Inoltre, non è
difficile dimostrare che essi ricorsero
23 a metodi altamente antidemocratici nello
smembramento della Jugoslavia, sebbene
24 essi continuassero a dichiarare che erano molto
umani. Si autodefinivano
25 “la Comunità Internazionale”, ma nel
territorio di Jugoslavia, Croazia,
Pag. 32213
1 Bosnia, Kosovo, appoggiarono terroristi di
un'élite
sciovinista totalitaria,
2 fondamentalisti islamici e neonazisti,
il cui obiettivo era lo Stato etnicamente puro,
3 cioè uno Stato senza i Serbi. I metodi di
pulizia etnica
4 contro il popolo serbo, che gli
ultra-nazionalisti croati portarono a termine,
5 attraverso le loro unità paramilitari
all'inizio del 1991, sono molto
6 simili a quanto era capitato allo stesso popolo
nella stessa area 50 anni
7 prima.
8 Nei primi anni '90, erano i Serbi ad essere uccisi
ed espulsi
9 dalla Croazia, e questo accadeva poco prima
che Tudjman andasse al potere. Erano
10 i Serbi che venivano uccisi ed espulsi dal Kosovo
e dalla Metohija.
11 Questa “Comunità Internazionale”,
capeggiata dagli USA, favorì in
12 Bosnia-Erzegovina e Kosovo il fondamentalismo
islamico, e i
13 fondamentalisti islamici commisero molti crimini
nel territorio della
14 Bosnia-Erzegovina e del Kosovo. Oltretutto,
crimini
15 contro i Serbi vengono
[ancora] commessi in Kosovo
con la piena assistenza
16 della coalizione diretta dalla NATO, in
totale violazione della Risoluzione 1244 del
17 Consiglio di Sicurezza che codificò i
termini del cessate-il-fuoco che furono
18 offerti alla Jugoslavia.
19 Quando essi non riuscirono a
sconfiggere la Jugoslavia e quando dovettero smettere la guerra,
20 furono offerte delle condizioni che
garantivano la sovranità e l'integrità territoriale
21 della Jugoslavia, e le forze di protezione delle
Nazioni Unite
22 sarebbero venute nel Kosovo a proteggere l'intera
popolazione. Questo sarebbe stato il loro
23 mandato. E in una certa misura l'esercito e
la polizia dello
24 Stato jugoslavo e della Serbia sarebbero
dovuti ritornare nel Kosovo.
25 Niente di tutto ciò venne effettivamente
rispettato, al contrario:
Pag. 32214
1 i soldati della NATO arrivarono, insieme ai
criminali, cacciarono via un
2 gran numero di persone, dettero fuoco a molte
chiese... ma tornerò su questo argomento
3 più tardi. Quello che vorrei dire
ora è che, per quanto riguarda i crimini
perpetrati contro il
4 popolo serbo negli ultimi 10 anni, c'è
una quantità enorme
5 di documenti, e questi documenti sono stati
offerti a questa istituzione e a molte
6 altre istituzioni in tutto il mondo. La parte
avversaria non ha neanche dato un'occhiata
7 a questi documenti. La ragione è
che la "Comunità Internazionale”,
8 quando provocò un conflitto nei
nostri territori, decise in anticipo che i Serbi
9 sarebbero stati incolpati di
tutto, e questo è il motivo per cui tutti gli
altri dovevano essere
10 presentati come vittime.
11
Riguardo a come
la guerra incominciò nel territorio dell'ex
12
Jugoslavia,
gli autori del cosiddetto capo d'accusa sul Kosovo contro di me, nei
13
paragrafi 79 e 80
hanno presentato una delle loro rare affermazioni vere,
contenute
14
in questo
documento peraltro totalmente falso e vergognoso. Cito il
loro
15
testo: "La
Slovenia il 25 giugno del 1991 proclamò l'indipendenza
dalla
16
RFSJ,
il che portò allo scoppio della guerra."
Questo è ciò che viene detto nel loro
17
documento. "La
Croazia proclamò l'indipendenza il 25 giugno 1991,
18
il
che portò a scontri tra le forze militari croate da una
parte e
19
la JNA
e le forze paramilitari e l'esercito dei Serbi di Krajina
20
dall'altra." "La
Bosnia e l'Erzegovina proclamarono la loro indipendenza il
21
6 marzo del 1992,
il che, dopo il 6 aprile del 1992, portò a una guerra di
22
vaste
proporzioni."
23 Perciò senza dubbio
neanche gli autori di questa falsa accusa avevano
24 previsto che avrebbero,
successivamente, spiccato un'accusa contro di me per
la Croazia e per
25 la Bosnia, avendo detto loro stessi
chi causò la guerra. Questa infatti è
Pag. 32215
1 proprio un'impresa criminale, e ci sono
dei responsabili principali sia in patria che all'estero,
2 ed essi agirono contro la legge
jugoslava ed internazionale.
3 Questa è un’enorme violazione
della legge. Ed inoltre c'è stata una secessione
forzata tra la
4 Jugoslavia e la Slovenia, ed essi
[coloro che hanno causato la guerra,
ndt] hanno commesso il più grave tra tutti i
crimini
5 che furono contemplati a
Norimberga e
[al
Tribunale di] Tokio, e cioè il
crimine contro
6 la pace.
7 In opposizione alle autorità della Croazia
e della Slovenia e alle
8 autorità musulmane della
Bosnia-Erzegovina, che misero in atto delle
9 secessioni armate, ed in opposizione ai loro
istigatori, aiutanti e complici della
10 Germania, dell'Austria, del
Vaticano, della Comunità Europea, e,
più tardi,
11 degli USA e della NATO,
il popolo serbo e la dirigenza serba e io
personalmente
12
facemmo
ogni sforzo per preservare la comunità jugoslava.
Così facendo, noi
13
eravamo dalla
parte della legge, mentre i distruttori della Jugoslavia stavano
14
violando,
in modo flagrante, la legge nazionale ed internazionale.
Essi invocavano
15 il diritto
all'autodeterminazione, ma questa era soltanto una
cortina fumogena, essi
16 cercavano di nascondere i loro sforzi mirati
ad una secessione illegale, perché
17 i popoli della Jugoslavia e delle
Repubbliche jugoslave non avevano alcun diritto ad
una
18 secessione unilaterale, sia secondo la
Costituzione della Jugoslavia che
19 secondo le singole Costituzioni di quelle
repubbliche, né tantomeno in base alla
20 la legge internazionale. In particolare, essi non
avevano il diritto di raggiungere
21 quest'obiettivo attraverso l’uccisione
di altre persone e lo smembramento dello Stato...
22 L'articolo 5 della Costituzione della Jugoslavia,
che era allora in vigore -
23 ed era una Costituzione adottata nel 1974 -
asserisce: "Il
24 territorio della Repubblica Federativa Socialista
di Jugoslavia è un unico territorio
25 ed è formato
dai territori delle Repubbliche socialiste.
Pag. 32216
[Pagina bianca inserita per assicurare che le impaginazioni delle
trascrizioni inglese e francese corrispondano]
Pag. 32217
1 I confini della RFSJ non possono essere
modificati senza l'accordo di tutte le
2 Repubbliche e delle province autonome."
3 Ne segue da ciò, senza
ambiguità, che nessuna singola Repubblica o
4 nazione all'interno della RFSJ, come esplicitamente
dichiarato nella Costituzione, avesse il
5 diritto a separarsi dalla RFSJ unilateralmente.
Questo sarebbe stato possibile soltanto sulla
6 base di un accordo, un accordo da parte
di tutti.
7 Tenendo questo in considerazione e tenendo in
considerazione il desiderio espresso in
8 Slovenia e in Croazia - e più
tardi in Bosnia e in Croazia e in Macedonia, di
9 lasciare la federazione jugoslava - e nel tentativo
di evitare ogni tipo di
10 conflitto, la parte serba - come confermato dal
testimone
Borisav Jovic,
11 presidente della presidenza della
Jugoslavia
[nella prima
metà del 1990] e più tardi membro della
presidenza -
12 la parte serba, a cominciare dall'Agosto
1991, provò a convincere
13 i rappresentanti delle altre repubbliche
nelle istituzioni federali ad adottare
14 una legge che avrebbe regolato il tutto in
modo appropriato.
15 Come Jovic disse nel suo libro
[“The Last Days of the SFRY”], che
è stato citato qui, esse erano
16 determinate a proseguire nel loro
intento, fino in fondo, anche a costo di incidenti
17 e conflitti.
18 Permettetemi di ricordarvi
ciò che disse Tudjman nel suo
“grande” discorso, che è stato citato
19 qui, quando egli disse che non ci sarebbe
stata la guerra se la Croazia non l'avesse voluta.
20 Senza una tale guerra, nessuno avrebbe potuto
cacciare via mezzo milione
21 di Serbi da quei territori, in cui essi
abitavano da secoli; e i Serbi, al
22 momento della secessione croata, non
chiedevano uno Stato bensì solamente
23 l'autonomia e, fino a quel momento, secondo
la Costituzione croata,
24 essi erano "popolo
costituente" della Croazia, perché la Croazia era
stata definita
[nella Costituzione
socialista] come uno
25 Stato "di
Croati, Serbi e altri", e questo venne
Pag. 32218
1 poi cancellato.
2 Quando si tengono a mente le condizioni
citate dalla Costituzione,
3 le repubbliche jugoslave di Croazia, Bosnia ed
Erzegovina, e la Slovenia
4 dichiararono la loro indipendenza e la loro
secessione in violazione della
5 Costituzione. Considerato che la secessione venne
condotta con
6 la forza armata, questo fu illegale, fu una
secessione armata, violenta e illegale.
7 Una secessione violenta e armata, che portò
all'uccisione di decine di migliaia di persone.
8 Fomentare dei crimini è un
crimine, secondo la legge internazionale, proprio come
aiutare ed
9 essere complici è un crimine, e
questo fu compiuto da altri. Si tratta di quegli
10 stessi che appoggiano questa corte illegale,
e
che stanno cercando di assolvere
11 se stessi e di trasferire
le
loro colpe sulle loro stesse vittime.
12 La secessione delle repubbliche dell'ex
Jugoslavia e il modo in cui essa fu
13 condotta non è ammissibile. Questa
situazione, per quanto riguarda la
secessione, la
14 secessione delle repubbliche dell'ex Jugoslavia,
è confermata esplicitamente da
15
Antonio Cassese,
l'ex presidente di questa
istituzione, in una monografia
16 che egli scrisse dedicata al Diritto dei Popoli
all'Autodeterminazione,
17 Cambridge University Press 1995. Alle pagine 269 e
270 egli
sottolinea
18
che le
repubbliche jugoslave non avevano il
diritto all'autodeterminazione né in base
19
alla legge
internazionale né
in base alla legge interna jugoslava. Cassese dice nelle
20
pagine che ho
citato quanto segue: "Come nel
caso delle 12 repubbliche sovietiche,
21
secondo la
legge internazionale, le 6
repubbliche jugoslave non
22
avevano il
diritto all'autodeterminazione esterna.
Questo diritto non era
23 contemplato dalla Costituzione jugoslava. In
ogni caso, diversamente dalla
24 Costituzione sovietica, la Costituzione
jugoslava non contemplava il diritto alla secessione
25 delle sei repubbliche costituenti la Jugoslavia" -
ed egli cita la Costituzione
Pag. 32219
1 della Jugoslavia.
2 Perciò, poiché questo
processo illegale, in un
momento di disattenzione,
3 ha citato l'ex presidente di questa corte in alcuni
paragrafi del cosiddetto
atto d'accusa sul Kosovo -
4 nei paragrafi 79 e 80, che si riferiscono a
chi causò la guerra nell'ex Jugoslavia -
5 nello stesso libro, a pagina 273, dopo aver
stabilito
6 l'illegalità della secessione,
arriva ad una conclusione identica, identica
7 a quella stessa che l'accusa
inavvertitamente ha inserito in
8 questi paragrafi. Egli dice: "È ben
noto che
in Croazia, in Bosnia
9 e in Erzegovina, così come in
diverse ex repubbliche sovietiche, che in queste
10 repubbliche fu proprio la
secessione
che a far rinascere gli antichi odi ed a portare allo
11 spargimento di sangue. Questa è
una cosa abbastanza risaputa, questo è corretto." Chiunque
12 voglia essere onesto ed abbia
un minimo di onestà deve accettare questo come vero.
13 Coloro che non hanno un minimo di
onestà possono permettersi di
14 distorcere questi fatti generalmente noti
e di trasformarli nel loro opposto. Ma
15 senza volerlo, di tanto in
tanto, la verità esce fuori, anche da
parte loro
[dell’accusa, ndt].
16 Non bisogna dimenticare che avere
la
verità come proprio alleato è garanzia,
17 prima o poi, di vittoria. Avere la
verità contro di voi vi condurrà certamente
18 verso una umiliante sconfitta.
È vero
tutto quello che sto dicendo sul
19 sanguinoso smembramento della
Jugoslavia, uno Stato sovrano internazionalmente
riconosciuto, che
20 sia per la legge, sia per la
morale, sia per i fatti storici, e sia per quello che
è
21 più importante, e cioè i veri
interessi ed il benessere dei suoi cittadini, aveva il
22 diritto di continuare ad esistere.
23 La ristrettezza del tempo concessomi non
mi permette di presentare alcuni fatti ed alcune
24 conclusioni fondamentali. Spero che
non
rifiuterete, nel caso del
Kosovo,
di accettare
25 i sette libri bianchi della Jugoslavia che sono
tra le prove, e tutta la
Pag. 32220
1 documentazione che è stata consegnata
alla regolare e legale Corte
2 Internazionale di Giustizia dell'Aia,
riguardante l'aggressione
3 contro la Jugoslavia. Più avanti
presenterò anche altri documenti.
4 Riguardo al
Kosovo, vorrei dire solo
poche cose che, con
5 il senno di poi, mostrano quanto fu
corretto il comportamento della Jugoslavia. Cosa successe?
6 Quali furono le conseguenze?
7 Nel primo anno della occupazione straniera in
Kosovo e Metohija,
8 dal momento in cui la JNA e la polizia serba si
ritirarono da questa
9 provincia serba, nel giugno del 1999, 5000 atti
terroristici sono stati perpetrati in Kosovo
10 e Metohija in un solo anno.
Diverse migliaia di persone sono state uccise o
11 rapite. Centocinquanta chiese distrutte. Se
150 moschee
12 o chiese cattoliche o sinagoghe fossero state
demolite in una qualunque altra parte del mondo,
13 il mondo intero entrerebbe
in agitazione.
14 Tutti questi crimini sono stati commessi
sotto gli auspici e la protezione delle Nazioni Unite,
15 calpestando la
Risoluzione
dell’ONU e trasformando le
16 forze di sicurezza delle Nazioni Unite in
forze di occupazione, in
17 collaborazione con i terroristi albanesi.
Più di 300.000 abitanti
[del
Kosovo e Metohija]
18 sono stati espulsi sotto gli auspici delle Nazioni
Unite e in collaborazione
19 con loro
[ossia, con i terroristi albanesi,
ndt]
20 D’altra parte, più di 200.000
albanesi, cittadini stranieri,
21 si sono trasferiti in
Kosovo, provenienti
principalmente dall'Albania e da altri paesi. La
persecuzione
22 contro tutti i non-albanesi è
continuata
con fervore non diminuito e continua
23 fino al giorno d'oggi.
24 Come risultato di questa isteria criminale,
quasi tutto quello che
25 è Serbia e non-albanese è
stato ripulito dal Kosovo, e questa è la
Pag. 32221
1 ragione della diminuzione in volume e scala
[della persecuzione, ndt],
perché ci sono sempre meno
etnie “non albanesi”
2 contro cui questa violenza
possa essere diretta. Perfino quel poco che è rimasto
3 che non sia albanese in
Kosovo e Metohija era
troppo per questi
4 terroristi, cosicchè il 17 marzo
di quest'anno si è verificato un nuovo sussulto di
violenza
anti-serba in
Kosovo
5 e
Metohija
dopo i
6 più recenti sforzi da
parte del
testimone Halid Barani, che ha testimoniato qui. Egli, certamente,
7 non è il solo criminale che ha deposto
qui. Numerosi
8 criminali
hanno deposto qui, e questo è
stato provato...
9 Halid Barani con la sua nuova storia inventata del
presunto
10 crimine serbo contro tre ragazzi albanesi che
annegarono nel fiume,
11 presumibilmente mentre fuggivano dai loro
persecutori
serbi, ha dato il segnale, la luce verde,
12 per far scattare
[il 17 marzo 2004, ndt] un isterico
assalto
di
massa contro qualsiasi cosa che fosse
serba;
proprio per questo motivo la
KFOR
13 lo ha anche arrestato. E un altro testimone qui,
Shukri Buja, un altro
14 criminale e terrorista che ha
confermato
in questa sede di essere stato a capo di un'unità
dell'
UCK,
15 un'unità dell'
UCK a
Racak, e
che
egli fu il primo lì ad aprire il fuoco con una
16 mitragliatrice contro un poliziotto, e
certamente insieme con il suo commilitone...
17 o commilitoni.
18 Questo pogrom contro la popolazione
serba del
Kosovo e
Metohija è il
19 risultato di un'impresa criminale
congiunta tra questa istituzione
[il tribunale] e i
20 testimoni che esso adduce -
il loro interesse, la loro difesa, qui... - e con i
quali esso collabora, ossia
21 proprio quelli che lo sponsorizzano, gli stessi che fanno
parte
del movimento più reazionario mai prima d’ora partorito
22 nella storia dell’Europa.
Se consideriamo quello che accadde
nella Croazia e nella Bosnia
23
ed Erzegovina -
soprattutto l'evidente continuità tra le
24
tendenze e i
movimenti separatisti e nazionalisti
e i loro predecessori pro-nazisti ed estremisti
25
della Seconda
Guerra Mondiale -, e se
consideriamo il fervore irrazionale
Pag. 32222
1
e lo zelo con il
quale questa cosiddetta Accusa si sforza di giustificare gli atti
2
di quelli che
insistono a cercare di modificare i
risultati di due guerre mondiali e di
3
conseguire quello
che non sono riusciti a
realizzare proprio perchè furono sconfitti in
4
quelle guerre...
allora perveniamo ad
una conclusione molto preoccupante, e cioè che
5
questa impresa
criminale congiunta, di
cui questa istituzione è parte integrante,
è di gran lunga più
6
vasta, sia per il
numero dei partecipanti sia
per il piano criminale che
7
per il lasso
di tempo intercorso e la vastità del territorio coinvolto.
8 Oggi molti in Occidente tentano di
giustificare la violenza
9 perpetrata dai terroristi nel
Kosovo dicendo
che essa è una vendetta per il
10 lungo periodo di terrore e repressione sulla
popolazione albanese nel Kosovo e
11
Metohija.
Questa è una bugia. Dove
sono
queste persone che sarebbero state perseguitate e
12 imprigionate durante tutti quegli anni?
13 Questi argomenti non sono basati
soltanto
su dei fatti falsi, essi non stanno
14 in piedi al cospetto della continuità
storica -- la continuità storica
15 della persecuzione dei Serbi e della popolazione
cristiana sul territorio
16 del
Kosovo
e Metohija, sin dai tempi
dell'occupazione
17 turca, con
brevi pause, fino ad oggi. Sebbene
non ci siano state, in
verità,
18 delle vere interruzioni di cui si
possa parlare.
19 La pulizia etnica dei Serbi dal
Kosovo e Metohija ha una
20 lunga storia, ed essa divenne particolarmente
intensa dopo la fondazione della
21 cosiddetta Lega Albanese a Prizren nel
1878,
che formulò l'idea di
22 creare una Grande Albania. Konstantin
Jiricek, eminente storico,
23 dice della vecchia Serbia che è
dal
Kosovo, tra
il 1878 ed
il 1912, che 150.000 serbi
24 furono espulsi -- cioè un quarto della
popolazione serba. In
25 aggiunta a molte fonti russe, francesi ed
altre, questo processo
[processo
storico, ndt]
Pag. 32223
1 viene trattato anche in diversi
documenti
britannici, documenti diplomatici -- per esempio da
Sir
2 George Banham
[rivolgendosi]
alla marchesa di Lansdowne
nel 1901, dove egli parla
3 dell'espulsione dei Serbi e poi dell'espulsione di
un grande numero di famiglie serbe...
4 ma proprio ora non ho il tempo di
citare tutto ciò.
5 Lo sviluppo della situazione nel
Kosovo e
Metohija ha mostrato
6 che nulla è cambiato nei metodi
di
de-serbizzazione del suo territorio.
7 Al contrario, la politica di pressione e
terrore contro i Serbi e
8 i Montenegrini da parte degli Albanesi
è persino peggiorata, e questo divenne
9 evidente soprattutto durante la Prima Guerra
Mondiale, specialmente durante il ritiro
10 delle truppe serbe attraverso l'Albania nel 1915.
E ci sono numerosi
11 documenti su ciò.
Quando
all'inizio della Seconda Guerra Mondiale l'Italia creò
12
lo Stato
fantoccio della Grande
Albania, includendo la parte più grande del
Kosovo e
13
Metohija, questa
fu un'opportunità per
un rinnovato terrore contro la popolazione non albanese,
14
principalmente la
popolazione serba, come
provato dalla dichiarazione di Mustafa
15
Kroja,
Primo ministro nel giugno 1941
dello Stato fantoccio albanese, che
16
disse: "Devono
essere investiti i massimi sforzi
per espellere tutti i Serbi dal
17
Kosovo, per
portarli in campi di concentramento in
Albania. Gli immigrati
18
serbi devono
essere uccisi."
Ricordandovi della dichiarazione fatta dal
19 Primo Ministro albanese, un famoso storico dice
che dallo
20 inizio della guerra, dall'aprile 1941 all'agosto
1942, furono uccisi 10.000 serbi e
21 furono espulse centinaia di migliaia di
persone. Un eguale numero di albanesi
22 si trasferì dall'Albania al
Kosovo.
23 Hermann Neubacher, inviato speciale del
Terzo Reich
24 nell'Europa sudorientale, scrisse nell'autunno del
1943: "Gli Albanesi
25 si sono affrettati a cacciare via quanti
più Serbi possibile dal paese. Quando il generale
Pag. 32224
1 Nedic si è amaramente lamentato con
me,
ho urgentemente raccomandato al governo albanese
2 di fermare questa persecuzione. Quando vidi
che
il mio intervento
3 non produceva alcun risultato, chiesi
di
dare le dismissioni dalla mia missione in Albania."
4 E questo venne scritto da... da un uomo
autorizzato dal Terzo Reich, un
5 nazista, ed egli fu inorridito da ciò!
6 Il sacerdote Makarje, il 3 aprile del 1968
scrisse al patriarca serbo
7 German perché le autorità
jugoslave dopo la Seconda Guerra Mondiale
8 avevano tenuto nascosta al
pubblico la
persecuzione dei Serbi, soprattutto
9 al pubblico fuori dal
Kosovo. Egli
dice: "Gli Albanesi stanno nuovamente mostrando
10 il loro storico odio contro i Serbi. Noi
siamo
in una situazione difficile, più
11 difficile che sotto l'Austria e sotto la Turchia.
La
violenza è un fatto quotidiano.
12 Furti in pieno giorno, insulti. Voi sentite
probabilmente
13 da altri quello che sta accadendo ai Serbi nel
Kosmet."
14 Il dipartimento degli affari interni nella
provincia dice nel 1966:
15 "Nelle scuole superiori, nei licei, e nelle
scuole di formazione per insegnanti, il nazionalismo
[pan-albanese]
16 viene legalmente impartito alla
gioventù. L'attività ostile sta
crescendo e
ci
17 sono sempre più attività di
questo tipo. Anche attacchi fisici
18 contro i Serbi e i Montenegrini allo scopo di
espellerli stanno avendo luogo, e vengono
19 pronunciati pubblicamente dei discorsi
ostili, che vengono fatti in luoghi pubblici."
20 L'esperto russo di Balcani professoressa
Elena
Guskova, nel suo libro
21 'Storia della Crisi Jugoslava dal 1990 al 2000', a
pagina 444, dice:
22 "Le manifestazioni nella provincia
sono
fatte seguire da tattiche diversive o da atti di
23 sabotaggio nelle fabbriche e
diffusione di volantini, allo
scopo di trasformare la provincia
24 in un territorio etnicamente pulito. Gli
sciovinisti stanno usando ogni sorta
25 di metodi, inclusa la minaccia di sterminare
fisicamente i Serbi
Pag. 32225
1 e i Montenegrini. Danno fuoco ai monumenti
ortodossi, alle case,
2 prendono la terra di altri con la forza,
e ne limitano la libertà di movimento. La
3 conseguenza di ciò è la
fuga in massa delle famiglie serbe da questo
4 territorio. Di 1451 località
abitate nel
1981,
5 soltanto sei sono abitate da Serbi. Sono
rimasti lì soltanto 216 serbi. Durante quei
6 10 anni in questo territorio è entrato in
azione
un terrorismo albanese che è stato
7 molto difficile da sopprimere. Durante quei dieci
anni meno del 10 per cento dei
8 Serbi sono rimasti nel territorio."
9 Così il termine "pulizia etnica",
"etnicamente pulito", iniziò ad essere
10 usato per la prima volta e fece la sua
comparsa in relazione a
questi
eventi. E
11 il vostro testimone qui, il professore
sloveno di legge... di legge costituzionale, Ivan
12
Kristan,
in un articolo intitolato "La
Posizione Costituzionale delle
13 Province Autonome nella RFSJ", che fu
pubblicato nel 1981 - e faccio notare:
nel 1981 -
14 dice -- e sto citando da questo suo
articolo:
"Il concetto nazionalista albanese
15 di uno Stato etnicamente pulito e puro del Kosovo
e l'unificazione
16 di tutti gli Albanesi in un territorio infrange
tutti
gli obiettivi
17 conseguiti dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Invece che dell’uguaglianza di popoli ed
18 etnie, essi sono incoraggiati
costantemente a contare quanti siano
19 e generano lo sciovinismo."
20 Questo viene citato dal professore sloveno,
che ha deposto in questa sede, qui,
21 e questo lo ha detto nel 1981... Continuo a
citare: "Contro altri
popoli e
22 nazionalità vengono
esercitate pressioni e si verificano eccessi
sciovinistici
23 che arrivano a costringere i membri di certi
gruppi etnici
24 ad andare via. Questo è in atto da un
po' di tempo nel Kosovo, da dove
25 un numero considerevole di Serbi e di
Montenegrini sono andati via, cosicché
Pag. 32226
[Pagina bianca inserita per assicurare che le impaginazioni delle
trascrizioni inglese e francese corrispondano]
Pag. 32227
1 secondo il censimento del 1981, paragonato a
quello del 1970, ci
2 sono molti meno componenti di quelle due
etnie rispetto a prima."
3 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, prima che lei
continui,
4 faremo una pausa ora di 20
minuti, e staremo qui, con l'aiuto
5 degli interpreti, fino alle 2.00 pm. Ci
rivediamo tra 20 minuti.
6 --- pausa presa alle 12.20.
7 --- si riprende alle 12.43.
8 GIUDICE ROBINSON: Prego continui, signor Milosevic.
9 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Giudice Robinson,
insisto affinché lei mi
10 dia un po’ di tempo domani.
11 GIUDICE ROBINSON: Lo decideremo
verso la fine della
12 sessione di oggi.
13 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato]
Benissimo.
Kristan -- e,
14 ripeto, questo è un articolo del
1981... di un vostro testimone, che sottolinea
15 il legame fondamentale tra il movimento fascista
[pan]albanese della Seconda Guerra
Mondiale,
16 i cosiddetti "
balisti"
[da Balli Kombetär, ndt],
con il movimento
separatista albanese degli
17 anni '80... lo stesso movimento, con gli
stessi partecipanti, che alla fine del
18 ventesimo secolo, e in modo particolarmente
violento a partire dal 1988, si trasformò in aperto terrorismo
19 con motivazioni secessioniste e
metodi terroristici e in cooperazione con
20 gli eserciti aggressori di 19 paesi
della NATO, ed alla fine ripulì etnicamente
21 dai Serbi e dalle altre nazionalità questa
che è la culla della cultura serba... Questo
22 legame di continuità dei fascisti albanesi,
schierati per una Grande Albania nella Seconda Guerra Mondiale...
23 --
Kristan
dice nell'articolo citato quanto segue:
"Le
24 ambizioni irredentiste dei nazionalisti albanesi
nel Kosovo non sono recenti. Esse
25 appaiono effettivamente come un'estensione di
varie organizzazioni collaborazioniste e fasciste."
Pag. 32228
1 L'obiettivo di una Grande Albania, dunque le
pretese territoriali dell'Albania,
2 non sono morte e sepolte; esse risalgono alla
Seconda
Guerra Mondiale,
3
[quando erano
rivendicate] insieme ai nazisti tedeschi e ai
fascisti italiani. Lo vediamo
4 dall’atteggiamento che viene dall'Albania e
dal
Kosovo e
Metohija... il
Segretario Generale
5 del Partito Comunista Albanese,
Enver Hohxa,
pertanto, in una lettera al
6 Comitato Centrale del Partito Comunista
Sovietico nel 1949, facendo affidamento sul
7 fatto che, a quel tempo, la Jugoslavia
era in conflitto con Stalin, scrisse, e cito: "Il
8 Congresso di Berlino e il Trattato di Pace di
Versailles hanno danneggiato ingiustamente gli
9 interessi dell'Albania e della minoranza nazionale
albanese nel Kosovo. Essi
10 non erano d’accordo con questa soluzione per quel
problema e non vogliono
11 restare dentro i confini della Jugoslavia a
prescindere dal suo ordine politico.
12 La loro unica soluzione sarebbe di unirsi
politicamente all'Albania." Il già
13 citato storico russo
Elena Guskova, nel suo lavoro
piuttosto voluminoso,
14 dice: "L'attività separatista
della parte estremista degli
15 Albanesi nel Kosovo e Metohija iniziò
immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale
16 e non si fermò neanche per un secondo."
17 Già nel 1956 i servizi di sicurezza
scoprirono nella provincia
18 diversi gruppi che pochi anni prima si erano
infiltrati nel Kosmet
19 dall'Albania, per creare delle organizzazioni
nazionalistiche illegali. Alla fine
20 degli anni '50 e nei primi anni '60
l'organizzazione del movimento rivoluzionario
21 per la riunificazione degli Albanesi era attiva
nel Kosmet ed
22 era capeggiata da Adem Demaci..."
23 facendo notare come, nel corso degli anni '60, il
terrorismo albanese fosse diventato molto
24 più attivo, intendendo cioè che i
separatisti albanesi in quel periodo
25 organizzarono "provocazioni, sabotaggi, ed
attaccarono luoghi di culto.”
Pag. 32229
1 Lo stesso storico spiega che la
situazione non si calmò
2 neppure negli anni '70, nonostante che
nel 1974
[con la introduzione della
nuova Costituzione Federale e dunque della cosiddetta "autonomia
speciale", ndt] il
Kosmet
si fosse praticamente
3 separato dal sistema legale della Serbia...
E, riferendosi ad un'intervista
4 concessa dal numero uno della polizia,
Franjo Herljevic, Ministro dell'Interno (un
5 croato, per inciso),
[Guskova]
dice che egli
[Herljevic]
aveva raccontato
6 il fatto seguente - e cito:
"Dal 1974 fino al 1981, gli organi di sicurezza scoprirono
7 oltre mille persone che erano coinvolte nella
destabilizzazione del sistema per
8 favorire il nazionalismo albanese. Molti di
loro, secondo lui, sono
9 legati a una delle più attive
organizzazioni del cosiddetto Fronte Rosso.
10 È un'organizzazione pro-albanese
attiva nei paesi occidentali,
11
diretta e sovvenzionata dal Partito del Lavoro di Albania.
12 In seguito alle
agitazioni dei separatisti albanesi,
13 dal marzo 1981 in poi, il movimento
separatista albanese favorisce apertamente
14 l'idea di una Repubblica del
Kosovo oppure
[l’idea] della secessione del
Kosovo dalla
15 Serbia e poi dalla Jugoslavia, ed infine l’unione
di questo territorio
[del
Kosmet] al
16 territorio dell'Albania."
17 Se guardiamo alla composizione demografica del
Kosovo e
Metohija alla
18 fine del diciannovesimo secolo, e poi alla
fine del ventesimo, possiamo
19 notare come essa sia cambiata completamente,
a scapito dei Serbi.
20 I più grandi cambiamenti ebbero luogo
soprattutto con i crimini che
21 furono commessi durante la Seconda Guerra
Mondiale, dal 1941 al 1945.
22 Dopo l'adozione della Costituzione del 1974, ogni
potere politico,
23 giudiziario o esecutivo nel
Kosovo era nelle
mani della
24 minoranza albanese locale. In modo
particolare dal 1966, e poi naturalmente in seguito
25 all'adozione della Costituzione del 1974,
gli Albanesi in questa parte della Serbia
Pag. 32230
1 usarono questo
[loro] potere per
perseguitare la maggioranza serba e per fomentare
2 l'intolleranza interetnica, il
che portò alle continue espulsioni dei Serbi,
anziché condurre
3 a quell'essenziale spirito di
tolleranza e comprensione
[reciproche]
ed alla cura
4 di quei rapporti civili tra i diversi popoli.
Il paradosso di tutta la situazione sta
5 nel fatto che gli Albanesi nel
Kosovo e
Metohija - la cui
leadership
6 asseriva che da secoli essi venivano discriminati e
7 oppressi - in effetti raggiunsero un tale
livello di prosperità economica che
8 già negli anni '80 si poteva
notare un’enorme differenza tra la situazione
9 nel
Kosovo
e la situazione in
Albania, dove essi avevano il loro proprio
10 Stato nazionale
[cioè lo Stato Albanese con cui
molti Albanesi desideravano unirsi per motivi nazionalistici, ndt]
e ciò grazie alla loro condizione
[privilegiata, ndt]
nel
Kosovo e Metohija.
La
11 minoranza albanese in Serbia, vale a dire
nel
Kosovo e Metohija,
ebbe una
12 rinascita in senso scientifico, culturale ed
educativo, e prima di tutto
13 grazie agli enti per la pubblica
istruzione della Serbia proprio durante il
14 periodo in cui la popolazione serba della
provincia diminuiva drasticamente.
15 Naturalmente c'era anche la fuga
degli intellettuali serbi
16 a causa delle pressioni del
[governo del, ndt] Kosovo.
Già durante il solo 1981, una gran quantità di
medici
17 lasciarono il centro medico di Pristina. Una
gran quantità di professori universitari
18 lasciarono le facoltà a
Pristina. Per di più,
19 la propaganda sciovinista della Grande
Albania raggiunse il suo apice tra il 1975 ed il 1980
20 in seguito all'adozione della Costituzione
del 1974 che concedeva alla provincia
[del Kosovo, ndt]
21 caratteristiche da Stato autonomo.
22 Tra la Jugoslavia e la Serbia, ovvero
il
Kosovo e
23
Metohija,
da una parte, e la vicina Albania
dall'altra, non c'era praticamente confine.
24 E questo accadeva durante l'età
d'oro di
Enver Hoxha a
Tirana.
25 Durante il periodo di Tito, man
mano che venivano concessi agli Albanesi del
Kosovo
Pag. 32231
1 sempre maggiori diritti
d’autonomia, tanto più cresceva il loro
appetito per
2 un'indipendenza ancora maggiore come primo
passo verso la secessione.
3
La
prima grande manifestazione violenta di massa risale
al novembre 1968.
4 Divenne evidente più
tardi, nel periodo
5 dopo il 1980, che essi non erano
più soddisfatti della loro ampia autonomia e
6 dei diritti politici e civili
[loro] garantiti, come
stabilito dalla Costituzione del 1974, e questo
[malcontento] venne
7 espresso nella ribellione di massa dei
separatisti albanesi, nella primavera del
8 1981, sotto lo slogan della creazione
della "Kosova Republika", la Repubblica del
Kosovo.
9 E questo è anche qualcosa che
venne menzionato dal vostro testimone
10
Ivan
Kristan.
11 L'influenza di elementi
stranieri che appoggiarono e aiutarono lo
12 smembramento della Jugoslavia fu
notevole. Proprio questi influenti gruppi
stranieri
13 hanno messo in circolazione questa idea molto
maliziosa, e cioè che
14 la crisi nel
Kosovo e
Metohija in
realtà sarebbe avvenuta nel 1989 con l'adozione
15 degli emendamenti alla Costituzione della
Serbia;
[questi]
asserivano che gli emendamenti
16 avevano abolito l'autonomia nel
Kosovo
e che essi limitavano i diritti civili degli
17 Albanesi.
18 Questo è
completamente
privo di fondamento. Gli emendamenti costituzionali
19 serbi del 1989 ristabilirono la base legale per
l’unità della Repubblica
20 di Serbia, che fino ad allora era
[rimasta] sotto la tutela delle sue
due province:
21 perché il
Kosovo e la Vojvodina, fino
all'adozione di quegli emendamenti,
22 partecipavano al governo della Repubblica
[di Serbia], però
la Repubblica non aveva
23 alcuna influenza su quello che accadeva
nelle province. Così la Repubblica,
24 in
[alcune]
parti del suo stesso territorio, non poteva esercitare la sua
autorità costituzionale,
25 principalmente... la principale
[autorità] era quella
di prendersi cura del
Pag. 32232
1 suo stesso popolo.
Con gli emendamenti apportati [alla Costituzione] della Repubblica di Serbia
nel 1990,
2
vennero corrette
le anomalie dei rapporti tra la Repubblica della Serbia
3
e le sue province
autonome, e questi emendamenti del 1989 e la
4
Costituzione
del 1990 non violavano e non abolivano in
nessun modo i diritti civili
5
degli
Albanesi. Essi continuarono ancora a godere del diritto
all’istruzione gratis, della libertà di stampa,
6 di pubblicare nella loro propria lingua. E in
ogni altra cosa,
[ad esempio]
nei procedimenti
7 davanti agli organi giudiziari, avevano
il diritto di usare la loro stessa lingua. Ed
8 essi
[gli
Albanesi, come minoranza, ndt] erano più protetti
di ogni altra minoranza nazionale di qualsiasi altro paese.
9 Con la secessione della Slovenia e della
Croazia,
la crisi del Kosovo
10 entrò in una nuova fase. In
seguito alla formazione dell'organizzazione terrorista
UCK, i
11 secessionisti albanesi passarono a
veri e propri attacchi terroristici. Questa
12 organizzazione - e questo sarà
mostrato da documenti che verranno presentati
13 qui - armò e addestrò i
suoi componenti con l'assistenza di alcuni paesi stranieri,
14 principalmente la Germania, gli Stati Uniti,
la Svizzera, e alcuni
15 altri -- alcuni paesi islamici.
16 A quel tempo, in Germania e
in Svizzera, vennero pubblicati gli elenchi di
banche e di numeri di conti bancari
17 dove venivano mandate le
offerte in denaro per sovvenzionare l’
UCK.
18 Per ora non voglio entrare dentro questo
argomento perché non ho
19 abbastanza tempo.
20 Secondo i resoconti delle riviste European
e Konkret
21 del marzo 1999, le armi più recenti
furono consegnate in Kosovo passando per
l'Albania,
22 per un valore di diversi milioni di marchi
tedeschi. Secondo
[alcuni]
membri
dell'OSCE, da un
23 posto di controllo che si trovava al confine
tra l'Albania e la Jugoslavia, gli osservatori
24 notarono con sorpresa che gli
appartenenti all’UCK indossavano addirittura
25 le divise dell’esercito tedesco. In
ogni caso, i servizi segreti tedeschi ammisero
Pag. 32233
1 di aver organizzato l'addestramento dei terroristi
albanesi a Berlino e
2 in altri luoghi così come
il trasporto dei terroristi albanesi
[da un punto all’altro, ndt].
Ci furono
3 anche aiuti e assistenza da parte della
Turchia e anche da parte della narcomafia albanese.
4 Queste sono cose note, e abbiamo fonti molto
affidabili
5 riguardo questi fatti.
6 La responsabilità più
importante nel provvedere ad armare queste forze fu assegnata
7 ai servizi segreti USA, in
collaborazione con i servizi
[segreti]
britannici, e
8 The Scotsman
[giornale nazionale della Scozia, con un
supplemento settimanale dallo stesso nome, ndt] dice
che i servizi segreti USA entrarono in contatto con l'MI5
[servizio segreto britannico, ndt]
9 per addestrare l’
UCK, e che poi
l'MI5 o l'MI6 in realtà passò questi compiti
10 a certe compagnie di sicurezza britanniche
che poi, a loro volta, effettuavano
questi
11 compiti. Vennero poi pubblicati anche
gli elenchi delle
armi e così via... ed io
12 oggi non ho tempo di parlare di tutto
questo.
13 All’inizio gli obiettivi
più frequenti dell’
UCK
erano le stazioni di polizia
e le
14 caserme così come anche
la popolazione civile. Le loro
15 vittime molto spesso
appartenevano al loro stesso popolo
[alla stessa minoranza albanese, ndt],
semplicemente perché
16 erano degli onesti cittadini della
Serbia. L'attività terroristica cresceva di anno
17 in anno.
18 Ci furono un gran numero di
attacchi. Accenno soltanto ad alcuni.
19 Nel rapporto per il 1998, dal primo gennaio
al 31 dicembre, ci furono 1129
20 attacchi terroristici, nei quali
vennero uccisi 115 membri del Ministero dell'Interno,
21 di cui... bene, non mi voglio
soffermare a distinguere a quale parte
appartenessero.
22 In realtà 215... 216 furono uccisi,
115 furono feriti, e 187 furono
23 probabilmente feriti, mentre un certo
numero di loro furono anche rapiti. Ci furono
24 anche 755 attacchi terroristici e
provocazioni dirette contro semplici cittadini. Le
25 cifre
[che ho menzionato] prima si riferivano alle vittime
tra le forze della polizia, mentre tra la popolazione civile
furono uccise 173 persone di cui
Pag. 32234
1 46 serbi e montenegrini, 77 albanesi, 3 gitani, 2
2 musulmani e 42 persone non identificate. Come
potete vedere, nel 1998, l’
UCK
3 uccise più albanesi che serbi.
4 In quell'anno i terroristi rapirono 292
cittadini, di cui
5 173 serbi e montenegrini, 100 albanesi, 14 Rom, un
bulgaro, un
6 greco e un macedone. Ne uccisero 31,
142 sono scomparsi e 9
7 riuscirono a fuggire.
8 Poi sono state date ulteriori
informazioni per quanto riguarda tutti i tipi di armi
che
9 vennero usate: mortai,
lanciamissili a mano, congegni esplosivi,
10 mine anticarro, e così via.
Tutto ciò accadeva nel periodo
11 in cui Ibrahim Rugova dichiarava che l’
UCK
era soltanto un'invenzione
12 dell'immaginazione della propaganda serba, che
esso non esisteva nella realtà.
13 Queste informazioni
[da giornali come The Scotsman, ndt]
sono sufficientemente chiare, e io mi chiedo se esista un
qualsiasi
14 governo al mondo che sarebbe rimasto
passivo di fronte a una tale attività terroristica.
15 È più che comprensibile che la
polizia non solo dovesse reagire
16 agli attacchi terroristici, ma
che fosse altresì indispensabile agire al
17 fine di neutralizzare e combattere i gruppi
terroristici per ristabilire
18 il controllo.
19 Gli attacchi contro l'esercito sono
una cosa che voi conoscete molto bene,
20 e li conosce l'intera opinione pubblica. In
un ampio arco di
21 opinioni di varie strutture politiche
internazionali, in particolare in una parte
22 dell'opinione pubblica internazionale,
specialmente dal 1998, ci fu questa
23 idea falsa, che fu messa in giro a
bella posta, che l’
UCK
fosse una specie di
24 movimento di liberazione, il che
è completamente infondato. Al contrario di
quest’idea errata, per esempio, la FAS
[Federation of American Scientists? ndt],
25 conosciuta come "think tank",
pubblicò un rapporto nel quale
Pag. 32235
1 affermava che i terroristi dell'
UCK provenivano dai paesi...
dalle organizzazioni
2
terroristiche più note al mondo. Oltre alla
3 FAS, il Dipartimento di Stato è
la sola istituzione negli Stati Uniti che si occupa
4 seriamente del problema delle organizzazioni
terroristiche.
5 John Pike, esperto di sicurezza della FAS
,
affermò che la sua organizzazione
6 condusse un’ analisi dettagliata
dell’UCK, studiandone l'intera struttura,
7 contrariamente al Dipartimento di Stato il
quale basa le sue opinioni soltanto su opinioni
8 anziché su simili
analisi scrupolose.
[Pike
dice nell’analisi FAS che] Le tattiche dell’UCK consistono
in
9 imboscate, inoltre i membri dell’UCK sono
organizzati in gruppetti di 3 o 5...
10 cellule di 3-5 componenti, il che
è caratteristico delle organizzazioni terroristiche.
11 I componenti dell’organizzazione sono
palesemente ossessionati dalla loro idea
12 di secessione dalla Jugoslavia e di
annessione all'Albania, ed
13 eseguono gli ordini senza obiettare.
Nell’UCK ci sono mille mercenari
14 che provengono dall'Arabia Saudita,
dall'Albania, dalla Bosnia e dalla Croazia - e da
alcuni
15 paesi occidentali, argomento che non posso
approfondire ora, e questi
[ultimi]
vi lavorano come esperti.
16 Inoltre, sono elencati i campi
[dove vengono addestrati], campi
sul territorio dell'Albania.
17 Il rapporto della FAS afferma anche che
l'obiettivo palese a lungo termine dell’ UCK è
18 quello di unire le popolazioni albanesi del Kosovo,
dell'Albania e della Macedonia
19 in una Grande Albania. L’ UCK
rappresentava una tipica organizzazione terroristica,
20 con tutte quelle caratteristiche che
ad essa si associano, e questi fatti erano
21 ben noti a tutte le forze della polizia dei
paesi occidentali perché esse
22 erano consapevoli dei legami di questa
organizzazione con i contrabbandieri di droga e con
23 i mercanti di "schiave bianche".
24 Gelbard, nel 1998, il 23 febbraio,
dichiarò nel corso di
25 una conferenza stampa a Belgrado - e cito:
"Siamo profondamente turbati e
Pag. 32236
[Pagina bianca inserita per assicurare che le impaginazioni delle
versioni inglese e francese corrispondano]
Pag. 32237
1 condanniamo l'attività inammissibile
di gruppi terroristici nel Kosovo,
2 soprattutto l’
UCK.
Non c'è dubbio che
questo sia un gruppo terroristico. Io
3 non accetto alcun tipo di
giustificazione poiché lavoro da anni sul problema.
4 del terrorismo, so molto bene come
definire un
5 gruppo terroristico, e baso ciò
sui fatti, non su un qualsivoglia tipo di... un qualunque tipo di
6 retorica. Le loro attività parlano da
sole."
7 Egli fece un appello ai leader albanesi
perché condannassero il terrorismo e perché
dichiarassero
8 da quale parte stavano, ma, come tutti
sappiamo,
[dal suo appello,
ndt] non ne venne nulla.
9 Fuori dall'establishment,
al di fuori dell'amministrazione Clinton, nella
10 seconda metà del 1998,
[la classe politica, ndt] era
fermamente convinta che l’ UCK fosse una
11 tipica organizzazione terroristica. Questo
viene anche confermato da
un
12
documento
attentamente compilato, preparato dal Comitato del Senato del
Partito Repubblicano
13
nel 1999,
che afferma - e cito: "Al tempo in cui i bombardamenti NATO
14
cominciarono,
la collaborazione tra l'amministrazione Clinton e l’UCK
15
era
inequivocabile. Una tale palese accettazione, da parte dei
16
responsabili dell'amministrazione Clinton, di
un’organizzazione che
17
era stata
bollata come organizzazione terroristica da uno dei suoi
funzionari soltanto un anno
18
prima ,
è scandolosa a dir poco. C'è inoltre il fatto più
importante: che
19
questa
nuova collaborazione tra Clinton e l’ UCK possa
nascondere degli aspetti preoccupanti
20
all’interno dell’ UCK che Clinton non ha tenuto in
considerazione."
21 Questo è un documento ufficiale del
Senato degli Stati Uniti
22 d'America.
23 La natura e il ruolo dell’ UCK come organizzazione
terroristica sono
24 il tema di studio di
[interi] documenti. E nella
trascrizione del Congresso USA dello
25 anno 2000,
Frank
Cilluffo, del programma
chiamato
Pag. 32238
1 Programma del Crimine Organizzato
Globalizzato
[Globalized
Organised Crime Programme], deponendo davanti alla
Commissione Giudiziaria della House of Representatives del Congresso,
affermò:
2 "Quello che è stato nascosto agli
occhi del
3 pubblico è il fatto che l’
UCK ottiene
ancora parte dei suoi fondi dalla vendita di
4 narcotici. L'Albania e il
Kosovo si
trovano nel crocevia balcanico che
5 collega la mezzaluna dell'Afganistan e del
Pakistan, con l'Europa occidentale. Il
6 valore è di circa 400 milioni di
dollari americani l'anno, e circa l'80 per cento
7 dell'eroina diretta in Europa passa
attraverso questa via."
8 Tutto ciò venne detto in
un'udienza al Congresso USA.
9 [CENSURATO]
10 [CENSURATO]
11 [CENSURATO]
12 [CENSURATO]
13 [CENSURATO]
14 Un'analisi delle risoluzioni del Consiglio di
Sicurezza sul Kosovo e
15 Metohija...
16 GIUDICE ROBINSON: Penso che il testimone sia
protetto.
17 MR. NICE: Trovo un po' difficile seguire
esattamente quello che
18 l'accusato sta dicendo ma penso che ora si
dovrebbe proteggere
il brano
19 in cui si parla di quelle prove che sono
sotto censura.
20 GIUDICE ROBINSON: Sì.
Sarà redatto
[censurato,
ndt]... e siate più attento nel
21 futuro, Signor Milosevic.
22 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato]
Questa di cui
ho parlato non è una prova che
debba essere
23 protetta, è il testimone che
deve essere protetto. Non ho detto
24 chi era il testimone né
il suo nome, vi sto soltanto ricordando quello che
25 il testimone ha deposto in questa sede!
Pag. 32239
1 Le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza
[ONU] sul
Kosovo e
Metohija
2 adottate prima dell'aggressione NATO
contro il Kosovo mostrano che il
3 Consiglio di Sicurezza riteneva
che nel Kosovo e Metohija degli attacchi terroristici
4 avessero avuto luogo, e l’
UCK in queste
risoluzioni veniva chiaramente definito
5 quale organizzazione terroristica.
6 Nella Risoluzione 1160
[c’è scritto]: "... La
condanna di tutti gli atti di terrorismo dello
7
UCK
o di qualsiasi altro gruppo o
individuo o di ogni tipo di aiuto esterno
8 all'attività terroristica nel
Kosovo, compresi il
finanziamento, l'armamento e
9 l'addestramento al riguardo..." E
possiamo vedere chi era coinvolto in questo addestramento,
10 eccetera.
11 Nel paragrafo 2, la leadership degli
Albanesi del
Kosovo
viene invitata
12 a "condannare tutte le azioni terroristiche", e
[il paragrafo della risoluzione, ndt]
sottolinea che tutti
13 i componenti della comunità
albanese nel
Kosovo
dovrebbero ottenere i loro scopi
14 e i loro obiettivi... soltanto
con mezzi pacifici.
15 Nel paragrafo 8 viene fatto riferimento a
questioni simili.
16 Questa rimase una mera promessa mai
realizzata.
17 Le attività terroristiche
furono rinforzate, vennero introdotte sempre più armi, e i
18 terroristi agirono anche con
intensità ancora maggiore al momento dell'intervento
dell'Occidente.
19 Secondo la Risoluzione 1199 - e cito:
"... si condanna il terrorismo come mezzo per
20 ottenere obiettivi politici di qualsiasi
gruppo o individuo, e si condanna qualsiasi
21 tipo di appoggio esterno ad una tale
impresa
[criminale] nel
Kosovo, compresa la
22 fornitura di armi a scopi
terroristici nel
Kosovo."
23
Quello che
l'amministrazione Clinton fece, e
che ha condotto a quello che accadde
24
l'11
Settembre [2001], è un
fatto di enorme importanza, e nessuno può negarlo.
25
Potete
vedere quante delle persone
sospettate che sono state arrestate [dopo
gli atti terroristici del 11 settembre 2001] avevano preso
parte alle imprese
Pag. 32240
1
condotte dall’ UCK in Kosovo. Ci sono una
gran
quantità di prove di questo, sia riguardo al Kosovo
2
che riguardo alla
Bosnia-Erzegovina, [che i miliziani
agivano]
praticamente in quanto membri di Al-Qaida.
3 Il Consiglio di Sicurezza
[ONU] esprime la sua
preoccupazione per le notizie delle
4 ripetute violazioni dei divieti di fornitura di
armi ai terroristi, come
5 dichiarato nella Risoluzione 1160, e, ancora nel
paragrafo 6, insiste sulla
6 condanna di tutte le attività
terroristiche, e
[insiste]
che tutti i componenti della
7 comunità albanese dovrebbero ottenere i loro
scopi soltanto con mezzi pacifici.
8 Nel paragrafo 11, si dichiara che nessun paese deve
raccogliere fondi
9 per sovvenzionare il terrorismo.
10 Nella Risoluzione 1203 si condanna il
terrorismo di qualsiasi
11 gruppo o individuo mirato ad ottenere
scopi politici, compresi
12 la fornitura di armi in Kosovo ed il portare
a termine
13 attività terroristiche in Kosovo; e
si esprime anche preoccupazione per le
14 continue violazioni di precedenti risoluzioni
approvate dal Consiglio di Sicurezza.
15 Nel paragrafo 10 -- cito (tutte queste sono
16 citazioni): "Il Consiglio di Sicurezza
insiste che la leadership degli
17 Albanesi del Kosovo debba condannare le
attività terroristiche. Comunque, essi
18 non lo hanno mai fatto." Questo, per quanto
riguarda le attività terroristiche dell’ UCK.
19 Così, rispetto a questi fatti
evidenti, che
20 palesano il carattere terroristico dell’UCK, e
secondo le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza,
21 ogni paese aveva il dovere di fare del
proprio meglio per sopprimere queste
22 attività. L'amministrazione Clinton,
sotto l'influenza di una forte
23 lobby albanese e dei loro soldi,
legati alla droga, dal 1999 in poi collaborò apertamente
24 e direttamente con questa
organizzazione terroristica e ne divenne la sua
25 protettrice. Di conseguenza, non
è sorprendente che dopo quel periodo
[dal 1999 in poi] si
Pag. 32241
1 prodigò con qualsiasi mezzo per tenere in
vita l’
UCK e promuoverlo
2 al rango di partito politico, come se fosse
tale, e per coinvolgerlo nell'intero processo, ed è a
questo titolo che
3 lo portarono addirittura a
Rambouillet.
4 Durante questa riabilitazione pubblica,
Holbrooke, assieme a
Gelbard,
5 l'altro rappresentante statunitense, si
incontrarono con un gruppo di terroristi dell’
UCK e
6 si fecero riprendere dalla televisione, facendo
vedere che dialogavano tra di loro. Subito dopo egli
[Holbrooke]
7 ammise che
Gelbard
aveva già stabilito precedentemente dei contatti
8 con loro.
9 Durante i mesi di agosto e settembre
del 1998, le forze di polizia
10 sconfissero e neutralizzarono i terroristi dell’
UCK e le loro basi quasi
completamente.
11 Ecco che allora, di nuovo, dei
rappresentanti dell'amministrazione Clinton comparvero...
12 comparvero sulla scena, e poi arrivò la
Missione di Verifica
[KVM]. Più
avanti
13 fu provato che il loro unico obiettivo era quello
di rivitalizzare e rianimare
14 e proteggere l’
UCK.
15 GIUDICE KWON: Signor Milosevic, potrebbe aspettare
un minuto?
16 [I giudici si consultano]
17 GIUDICE ROBINSON: Si, continui, Signor Milosevic.
18 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato]
La nomina di William Walker a
19
capo della
Missione di Verifica [KVM] non fu un caso. Questo veniva deciso
20
in seguito alle
pressioni della CIA, di cui egli era un agente. Bisognerebbe ricordare
21
che egli era
stato ambasciatore USA nel Salvador e che egli era stato responsabile
per le
22
operazioni
speciali nel Nicaragua -- come, per esempio, la fornitura di armi
e la
23
formazione delle
squadre della morte.
24 Gli eventi degli ultimi anni del ventesimo secolo
hanno mostrato che
25 l'amministrazione Clinton ha fatto uso del
movimento nazionalista e separatista e di movimenti
Pag. 32242
1 simili nel mondo al fine di raggiungere i propri
interessi. Quindi,
2 essi appoggiarono generosamente tali movimenti, di
solito attraverso
3 la sponsorizzazione del
[loro] terrorismo. Questo venne
dimostrato in Kosovo e Metohija, ed è anche
4 confermato dalle conclusioni della Commissione per
gli Affari Esteri del
5 Congresso USA, nel 1992, secondo cui essi
avrebbero dovuto "attivare" il Kosovo e, se possibile,
6 fare in modo di ottenere delle concessioni da
Belgrado.
7 Secondo un'analisi di una commissione del
Senato, a maggioranza repubblicana, è confermato che
8 l'intervento della NATO fu pianificato in anticipo
dalla
9 amministrazione americana, però esso aveva
bisogno di un evento mediatico che sarebbe dovuto servire, agli occhi
della
10 “comunità internazionale”, come
pretesto politico per
[giustificare]
l'intervento
[i bombardamenti].
11 Furono propagandate bugie su bugie in attesa
della molla che avrebbe fatto scattare gli eventi.
12 Strutture ufficiali della NATO vennero
reclutate al momento opportuno, e durante il mandato di
Clark
13 essi stabilirono i contatti iniziali con l’
UCK. Questo è noto
14 dal rapporto di aggiornamento
[background briefing] del Ministero
della Difesa americano del
15 luglio 1998. Questi contatti iniziali furono
riconosciuti dalla NATO a metà del 1998.
16 A loro
[all’UCK],
dalla metà degli anni ’90 in poi, vennero dati aiuti segreti
dalla CIA e
17 dal
BND.
Queste operazioni segrete erano appoggiate dalla NATO ed erano note
18 alla NATO, come si può vedere da ... nel
libro “Kosovo, I Combattenti della Libertà,”
19 -- tra virgolette
[Milosevic ironizza]. Tutto
ciò conferma che l’
UCK,
che inizialmente era
20 trattato come un'organizzazione terroristica, a
partire dalla metà del 1998, per decisione
21 dell'amministrazione Clinton entrò in
stretti contatti con la NATO. I preparativi
22 per l'aggressione NATO vennero condotti con questa
collaborazione e in
23 concomitanza con i negoziati farsa di
Rambouillet.
24 Il punto di svolta fu l’evento mediatico cui ho
già accennato precedentemente, che fu
25 inscenato in seguito a ciò che accadde a
Racak, secondo il già
sperimentato e
Pag. 32243
1 collaudato scenario del mercato di
Markale nel caso della Bosnia.
Ci fu
2 un presunto massacro nel villaggio di Racak,
e l’esperto
[ironicamente]
capo della
3 missione
OSCE,
Walker, lo
definì "un crimine senza precedenti da parte delle
4 forze di sicurezza serbe". Questo fu il culmine dei
preparativi portati avanti
5 allo scopo di creare un pretesto per
[far scattare] l'aggressione
NATO, secondo un piano
6 stabilito in precedenza dall'amministrazione
Clinton. C’è stato un tentativo
7 di presentare questo evento allo stesso modo anche
in questa sede, ed io vi ho mostrato,
8 quando il vice di Walker ha deposto qui, un video,
dove potete vedere le divise arancioni della Missione di Verifica
[KVM]
9 sulla collina che domina Racak, e dove potete
10 vedere quello che realmente lì accadde, e
avete potuto vedere la testimonianza del loro
11 comandante laggiù.
12 Non ho tempo per entrare in dettaglio, ora in
questa occasione, ma vorrei
13 citare quello che lo studioso militare
Milovan Drecun disse, nel libro
14 “La Seconda Battaglia del Kosovo”, sul caso
Racak. Egli scrive: "Il caso
Racak
15 entrerà in molti libri di testo come
una pura azione antiterroristica brillantemente
16 portata a termine dalle forze di
polizia, ma anche come una delle più
17 mostruose menzogne mediatiche mai viste
al mondo. Siamo testimoni
18 del fatto che gli eventi a
Racak vengono manipolati
quotidianamente, soprattutto
19 all'Aia, dove, in modo persistente, una
grave falsificazione
20 viene perpetrata.”
21 È ben noto che i padrini
[coloro che hanno inscenato la menzogna
mediatica] di questi fatti non volevano
22 che fosse reso pubblico che non c'era stato
alcun massacro a
Racak;
piuttosto, essi tentarono
23 costantemente di incolpare la parte serba.
24 GIUDICE ROBINSON: Questo è lo studioso,
Signor Milosevic, lo
25 studioso al quale vi siete appena riferito.
Pag. 32244
1 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato]
Milovan Drecun, nel suo libro
2 “La Seconda Battaglia del Kosovo.”
3 GIUDICE ROBINSON: E di dove è?
4 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Belgrado.
5 GIUDICE ROBINSON: Grazie.
[Si noti il carattere allusivo della
domanda, ndt]
6 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Ci sono dei
fatti che
dimostrano che dopo
7 l'accordo sulla presenza della Missione di Verifica
[KVM] nell'Ottobre 1998
8 nel Kosovo, fino alla fine del gennaio 1999,
furono perpetrati più di 500 attacchi da parte dell’
UCK.
9 E nello stesso periodo, usando la Missione di
Verifica
[KVM] come
10 paravento, 35 villaggi abitati da Serbi e Montenegrini
furono etnicamente
11 ripuliti. E in ... nel novembre del 1999, 80 attacchi
terroristici furono
12 perpetrati dall’
UCK
contro la polizia e contro semplici cittadini.
13 Come premio per questi e altri crimini che essi
perpetrarono,
14 principalmente contro i Serbi ma anche contro
altri non-albanesi e anche
15 contro Albanesi, ed anche per la loro
collaborazione durante l'aggressione NATO,
16 l’
UCK
venne ribattezzato Corpi di Protezione del Kosovo, e le Nazioni Unite
gli
17 conferirono legittimazione, rendendo loro
possibile accedere ai finanziamenti dei
18 paesi occidentali attraverso canali bilaterali,
compreso l'aiuto militare diretto
[anziché
aiuti segreti].
19 Veniva stabilito, comunque, che essi dovevano
consegnare le armi immediatamente. Questo è
20 solo uno dei molti dettagli in un mare di abusi
che si verificarono. E Agim Ceku,
21 un noto terrorista, fu messo a capo di questa
"forza di protezione".
22 Molti crimini furono commessi contro i Serbi nel
Kosovo e Metohija
23 sotto i suoi ordini. Serbi ed Albanesi furono
uccisi per la loro
24 lealtà allo Stato in cui vivevano, la
Serbia. Questo stesso individuo combattè
25 contro i Serbi da ufficiale nell'armata croata in
Croazia, ed egli
Pag. 32245
1 era particolarmente noto per i suoi crimini,
commessi contro i
2 Serbi durante le operazioni "Lampo"
[1/5/1995] e "Tempesta"
[agosto 1995] e nella sacca di
Medak, dove
3 le donne, dopo essere state violentate, furono
cosparse di benzina e fu dato loro fuoco.
4 Ci sarà senz’altro una documentazione
su questo. Ma egli è protetto. Egli è "un alleato",
5 nonostante sia un noto assassino e un
terrorista.
6 Ad esempio si sono potute vedere, nel
novembre del 2003 sui
7 giornali di Belgrado, delle fotografie. Non
ho tempo di servirmi delle fotografie in questa mia
8 dichiarazione di apertura, perché ho
troppo poco tempo, ma potete vedere
[in
queste fotografie]
9 dei
componenti
dell’UCK in divisa, che tengono teste di serbi in entrambe le mani,
e potete
10 vedere una borsa piena di teste di serbi che
sono stati decapitati. Tutti possono vedere
11 che la persona fotografata mentre tiene le
teste serbe nelle sue mani è
12 Sadik Cuflaj; e tutti costoro hanno portato a
termine, hanno perpetrato crimini a Pec e
13 in altri luoghi, a Zvelan [trascrizione fonetica]
e a Pec... E questa è soltanto una parte di
14 tutto. Nomi, date, informazioni sono state pubblicate,
ma tutto questo è stato
15 trascurato e ignorato
[dalla “comunità internazionale”].
E ora questo stesso Cuflaj, con migliaia di altri
16 terroristi del vecchio
UCK, è un componente
dei "Corpi di Protezione del Kosovo",
17 ed ha in esso un grado: è caporale. E
a questi è stato
18 affidato dalla “comunità
internazionale” il mantenimento dell'ordine in
Kosovo, dove
19 i Serbi vivono nella costante paura di
essere tutti uccisi.
20 In
Kosovo e Metohija, per esempio,
gli USA e
l'Occidente hanno
21 dimostrato di usare due pesi e due misure
quando si tratta di terroristi.
22 So di non avere tempo, ma per favore guardate
questo. Il 26 agosto
23 del 2004,
il Washington Post scrive di un australiano sotto processo per
24 crimini di guerra. Egli venne catturato in
Afghanistan, e nell'articolo pubblicato da
25 The Washington Post spiegano come
questo
Hicks passò da conciatore di pelli di canguro a
Pag. 32246
[Pagina bianca inserita per assicurare che le impaginazioni delle
trascrizioni inglese e francese corrispondano]
Pag. 32247
1 presunto combattente di
Al-Qaida. Come egli
realizzò
questo non è chiaro, ma l'accusa
2 dice che si convertì all'Islam,
[la traduzione precedente continua (cambio traduttore? ndt)]
3 "[in
inglese] ... [si arruolò] nell'esercito
di liberazione del Kosovo, ricevette l'addestramento in un campo di Al-Qaida, e prese
4 le armi con
l'organizzazione terroristica contro le forze USA in Afghanistan."
5 Tanto per
illustrare questo uso di due pesi e due misure: qui sorge il problema
se egli
6 sia stato un
Talibano e un criminale di guerra di Al-Qaida, quando combatteva
contro
7 gli americani in Afghanistan, ovvero se sia stato
un criminale anche quando combatteva
8 contro i Serbi come membro dell'
UCK.
9 Ogni giorno una notizia simile a questa viene
alla luce. Questa
10 è soltanto di pochi giorni fa
[del 26 agosto].
11 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, in vista
della lunga pausa che
12 abbiamo dovuto prendere per ragioni tecniche
e poiché lei ha dovuto
13 rallentare - e ora noto che sta accelerando
-, dovrei dirle
14 che la Camera ha considerato la sua richiesta di
un prolungamento del tempo a Lei disponibile e ha
15 deciso che, se Lei ne ha bisogno,
può avere la prima sessione di
16 domani mattina. Solo se ne ha bisogno.
17 ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Certo che ne ho
bisogno. Ho
bisogno di molto di più di quello,
18 ma certamente ne farò uso. Non c'è
dubbio su
19 questo, ne farò uso.
20 Mentre gli aeroplani americani trasportavano i
terroristi di
Al-Qaida
dallo
21 Afghanistan a Guantanamo in catene, in quello
stesso periodo il regime fantoccio
22 di Belgrado ricevette l’ordine di liberare
dal carcere
23 tutti i terroristi albanesi, senza
condizione alcuna, perché essi venivano falsamente considerati
come
24 semplici criminali politici, prigionieri politici,
mentre
25 in realtà questi erano degli assassini - e
sono stati rilasciati.
Pag. 32248
1 Io penso che le conseguenze di quello che
l'amministrazione Clinton
2 fece in appoggio al terrorismo siano evidenti, sia
negli USA che altrove.
3 E ora sono diventati la più grande minaccia
per l'umanità moderna...
4 Clinton, l'amministrazione Clinton, durante tutto
il suo
5 mandato, ha applicato questa politica di due pesi e
due misure, che si è ora ritorta molto
6 brutalmente contro gli stessi americani, come si
può vedere da ciò che
7 è accaduto l'11 settembre.
8 Dall'aggressione dell'Alleanza Atlantica contro la
Jugoslavia,
9 sono passati 5 anni. Questo non è un grande
arco di tempo, però è sufficiente perché noi
possiamo
10 trarre delle conclusioni riguardo alle conseguenze
di questo atto disgustoso,
11 sulla popolazione, sui valori culturali e su altri
valori del
12 paese che è stato attaccato. È noto
come
dato di fatto,
13 e sarà provato qui attraverso documenti e
testimoni, testimoni affidabili,
14 che l'aggressione era stata pianificata da molto
tempo. Essa venne ispirata e
15 organizzata da coloro che nascosero le sue vere
cause per mezzo di un trucco di propaganda
16 sulla presunta catastrofe umanitaria in Kosovo. Le
potenze
17 che fanno parte dell'Alleanza Atlantica fecero
passare per
18 pacifici cittadini i terroristi dell’
UCK, ed accusarono le
forze militari e politiche della
19 Repubblica Federale di Jugoslavia di presunti
crimini contro la
20 popolazione civile, mentre, in
effetti, queste
[le forze
militari e politiche della Repubblica Federale di Jugoslavia]
stavano combattendo legalmente contro dei terroristi.
21 Se fosse stato così
[come dicevano le potenze NATO] si
dovrebbe chiedere loro: di cosa
22 sono morti un migliaio di soldati e
poliziotti
[della Repubblica
Federale della Jugoslavia]? Furono uccisi
23 da questi “pacifici e disarmati” civili? Come
avvenne che così tanti cittadini
sono morti?
È stato
24 a causa di questi “pacifici e inermi”
cittadini? Quali sono i fatti che
25 possono essere considerati validi?
Pag. 32249
1 Lo stesso
Clark,
l'allora comandante supremo dell'Alleanza Atlantica
2 per l'Europa - che non mi avete consentito di
controinterrogare qui, né sulla guerra,
3 né tantomeno su quanto ha scritto nel suo
libro,
laddove nega queste accuse contro di me in una
4 maniera molto, molto chiara -, lo stesso
Clark dice nel suo libro
["Waging Modern War: Bosnia, Kosovo and
the Future of Combat," 2001] che la NATO fece intervenire delle
forze
[EFOR]
5 in Macedonia, in apparenza per ritirare il
personale della Missione di Verifica
[KVM]; tutti però
6 sapevano che questo personale non correva alcun
pericolo:
7 sarebbe stato scortato fino alla frontiera quando
ne avesse espresso il desiderio. E come
8 il generale
[Klaus]
Naumann ha testimoniato
qui, esso andò via quando l'aggressione
9 alla Jugoslavia divenne imminente: allora fu
detto alla Missione di Verifica
[dalla
NATO]
10 di ritirarsi, per rendere così possibile il
bombardamento.
11 A pagina 168 del suo libro egli
[Clark] dice quanto segue: quando
l'esercito della
12 Jugoslavia, a dispetto di tutte le minacce di
bombardamenti, vide le truppe -- va bene, rallenterò...
13 Quando l'esercito della Jugoslavia vide le sue
truppe assediate
[a causa
dell'intervento EFOR]
presso
14 il confine, esso reagì inviando rinforzi.
Allora
15
Clark chiamò
il generale
Ojdanic --
questo è a pagina 168 del suo libro --, e
gli chiese
16 perché mai stava portando nuove truppe
[verso il confine].
Ojdanic rispose
che questa era una
17 risposta alle nuove truppe NATO
[fatte concentrare] nella
Macedonia, e allora
Clark
dice:
"Dal
18 punto di vista
dei Serbi l'invio dei rinforzi era logico, ma questo era
19 anche un
pretesto per rinforzare le truppe contro gli Albanesi.
20 Perciò, quando una minaccia diretta provoca
il rafforzamento delle truppe come
21 conseguenza, questa conseguenza si trasforma in un
motivo per una nuova
22 escalation."
23 Ed a
Madeleine
Albright -- questo è a
pagina 172 del suo libro,
24 cito -- egli dice che: “C'è un continuo
dispiegamento e rafforzamento delle
25 truppe serbe.” Questo è ciò che egli
riferì a
Madeleine
Albright, ma prima di ciò
Pag. 32250
1 egli aveva detto che questo era logico dal punto
di vista dei Serbi. E, dopo, egli
2 trasforma la conseguenza in causa -- e questo
è quanto egli dice nel suo
3 rapporto il 6 marzo del 1999, 18 giorni prima del
bombardamento, ancor prima che
4 ci fossero gli sfollati... Spiega lo
scenario, quello che sarebbe successo dopo gli
5 attacchi aerei, e ciò che gli
attacchi aerei avrebbero provocato. Questo è ciò che egli
dice a
6 pagina 173 del suo libro:
7
Albright:
"Se cominciamo con gli attacchi
aerei, i Serbi
8 attaccheranno la popolazione?"
Clark: "Quasi
certamente attaccheranno la
9 popolazione. Questo è quello che
promettono di fare."
Albright:
"Se cominceremo con gli
10 attacchi aerei, la attaccheranno?" Ed egli parla
dell'attacco non al
11 passato, ma come di qualcosa che ci si aspetta
come conseguenza degli
12 attacchi aerei... I Serbi attaccheranno se gli
attacchi aerei cominceranno? Ed egli
13 dice che quasi certamente lo faranno:
Albright:
"Che cosa dovremmo fare? Come
14 possiamo prevenire i loro attacchi sulla
popolazione?"
Clark:
"Non
possiamo. A dispetto dei nostri
15 migliori sforzi, i Serbi attaccheranno la
popolazione. Questa sarà una gara tra i nostri
16 attacchi aerei e i danni che faremo loro, contro
quello che loro possono fare a
17 terra. Nel breve termine essi vinceranno la gara."
Albright: "Allora cosa
18 dovremmo fare?"
Clark: "Dovremo rafforzare le
nostre
capacità, le nostre forze.
19 Dovremo fare di più. Possiamo essere
superiori a qualunque cosa essi abbiano, ma non
20 sarà piacevole."
21 Questo è ciò che egli dice nel suo
libro. Ovviamente, egli non nomina
22 l'
UCK.
Come si può vedere chiaramente, la
lotta contro l'
UCK egli
la chiama
23 "lotta contro la popolazione", ma senza dubbio sia
l'una che l'altra sarebbero state
24 causate dal bombardamento, intenzionale,
pianificato... Lo si dà per scontato, e
25 questo sarà ottentuto con i bombardamenti a
lungo termine su tutta la Jugoslavia.
Pag. 32251
1 Perciò, egli stesso, a quel tempo "glorioso"
Comandante della NATO per l'Europa,
2 confuta la tesi principale che i Serbi siano
responsabili della
3 persecuzione degli Albanesi, perché,
egli dice, “quando attacchiamo, allora
4 gli attacchi continueranno.” Egli dice,
riguardo a
Rambouillet,
che non si tratta di
5 negoziati fallimentari bensì di
un processo che è stato pianificato al fine di
generare un
6 ultimatum per poter passare dalla pace alla guerra.
Questo indica che il
7 bombardamento senza scrupoli di città,
di villaggi, delle infrastrutture, e le
8 enormi perdite di vite umane non sono un
errore bensì un qualcosa di ben calcolato, per versare
9 benzina sul fuoco - benchè da
una certa distanza di sicurezza - in modo da distruggere con il
fuoco tutto quello che
10 con il fuoco può essere distrutto, il
più presto possibile, cosicché sia additato come
responsabile il pompiere,
11 cioè colui il cui dovere è, per qualsiasi
tipo di incendio, proprio quello di salvare
12 vite umane e prestare loro aiuto.
13 Egli
[Clark] dice che pianificò
l'operazione aerea contro la Jugoslavia, e che
14 voleva determinare le condizioni per far
entrare in azione la NATO nel Kosovo. Mi aspetto che
quando
15 sarà emesso nei suoi confronti
un mandato di comparizione a venire qui e a testimoniare vedremo
se voi
16 riterrete più opportuno
incolpare
Wesley Clark
per i crimini che ha commesso
17 contro l'ex Jugoslavia, per i quali
[crimini] voi dichiarate di essere
competenti, visto che dite che sono
18 sotto la vostra giurisdizione. Allora vedremo.
19 Allora vedremo le prove
che dimostreranno che l'Alleanza Atlantica –- o
20 non dovrei dire "l’Alleanza Atlantica":
dovrei dire piuttosto "l'amministrazione Clinton"
21 (visto che
Clark
era uno dei suoi collaboratori più stretti)
"più tutti gli altri", certamente...
22 L'amministrazione Clinton falsificò le
ragioni per la sua aggressione
23 contro la Repubblica Federale di Jugoslavia.
24 Il generale canadese
Lewis MacKenzie, uno degli ex
comandanti
25 dell'
UNPROFOR
in Bosnia, nel suo articolo del 6 aprile 2004
sul
Pag. 32252
1 quotidiano canadese “National Post”, dice: "La NATO
decise di agire sebbene
2 nessun membro dell'alleanza NATO fosse in
pericolo. Si decise di bombardare non
3 soltanto il Kosovo ma anche le infrastrutture
e la popolazione della Serbia, e questo
4 senza una risoluzione delle Nazioni Unite."
Continuo a citare:
5 "Dicevamo che l'Occidente si stava mettendo
dalla parte degli estremisti,
6 di un movimento separatista militante di Albanesi
del Kosovo, ma fummo
7 messi da parte come “non obiettivi”; e non
c'è dubbio che l'Esercito
8 di Liberazione del Kosovo, che combatte per la
secessione del Kosovo, si
9 caratterizzi come un'organizzazione terroristica,
che ha ricevuto assistenza
10 da Osama bin Laden" -- e noi presenteremo
documentazione su questo.
11
MacKenzie
continua, e - contrariamente a quello su cui questo illegittimo
"pubblico ministero" insiste nel
12 suo infondato capo d'accusa - dice: "Tutte le
informazioni che servivano a
13 coprire o a giustificare il bombardamento
della Serbia risultarono essere delle gravi
14 falsità."
15 Il Generale
Lewis
MacKenzie non è un canadese che tifa per la
Serbia, è soltanto un
16 militare di professione che
descrive la campagna per espellere dal Kosovo tutti
17 coloro i quali non sono
albanesi, al fine di unire il Kosovo con la madre
18 Albania e di raggiungere l'obiettivo
di una Grande Albania.
MacKenzie
dice:
19 "La campagna
[dei
terroristi albanesi] iniziò con un attacco alle forze di
sicurezza serbe nei primi anni
20 '90. Gli Albanesi riuscirono a sfruttare la
forte risposta di Milosevic a questi attacchi
21 per suscitare
simpatie nel mondo per i loro fini.
22 Ben diversamente dalle dichiarazioni
occidentali, non c’è stato alcun genocidio. Dei
23 presunti 100.000 sepolti
nelle fosse comuni, circa 2000 vennero trovati, e questi
24 appartenevano a tutti i gruppi etnici,
compresi quelli che erano stati chiaramente
25 uccisi in guerra, mentre prendevano parte ai
combattimenti."
Pag. 32253
1 Non parliamo neanche di quanti, tra questi, furono
uccisi dallo stesso
2
UCK. Avete
qui in carcere questo
Limaj
che è accusato dell'omicidio di
3 9 serbi e di 13 albanesi.
Cioè per l'omicidio di più albanesi che
4 serbi! Ebbene, costui aveva soltanto 9 serbi in
carcere e aveva molti più
5 albanesi, così uccise
tutti quei nove serbi, e dei rimanenti prigionieri
6 albanesi prese quei 13, per ucciderli. Abbiamo
testimoni che vi diranno, in questa sede,
7 diranno a voi e all'opinione pubblica
internazionale, quanti Albanesi furono
8 uccisi e in che modo dall'
UCK, mentre, invece, di
tutto questo sono stati incolpati i
9 Serbi.
10 Infine,
[il
mettersi a] giocare con queste cifre, come
[fanno] i vostri presunti
esperti,
11 che eseguono calcoli statistici sul possibile
numero di serbi,
12 è cosa insensata in qualsiasi
tipo di procedimento giudiziario che pretenda di essere un
13 procedimento penale.
14
MacKenzie continua: "Gli Albanesi del Kosovo
ci hanno manipolato proprio
15
come un
virtuoso suona il suo violino. Aiutammo e appoggiammo
indirettamente
16
la
loro violenta campagna per un Kosovo indipendente e etnicamente
pulito.
17
Non li
abbiamo mai incolpati per la violenza degli anni '90. Li presentiamo
ancora
18
come se
fossero delle vittime sebbene i fatti dimostrino il
contrario. Pensate che tipo di messaggio di
19 incoraggiamento questo
rappresenti per gli altri movimenti terroristici del
21 mondo che cercano l'indipendenza, se gli
Albanesi raggiungono
22 l'indipendenza del
Kosovo con l'assistenza
dei dollari delle tasse pagate dai nostri contribuenti,
23 nonché quelli che provengono
dall’organizzazione di
Al-Qaida
di bin Laden."
23 Egli non cita i molti altri dollari
ricevuti da loro, ma avremo l'opportunità di parlare
anche di quelli.
24 Egli continua: "In seguito all'intervento NATO del
1999, il
Kosovo
Pag. 32254
1 divenne il più grande centro del
crimine in Europa, il mercato della tratta delle
schiave bianche
2 nonchè la via del contrabbando verso
l'Europa e il Nord America... Ci sono
3 le prove che le più grandi
quantità arrivino... attraverso il
Kosovo da
4 un altro paese “liberato”
dall'Occidente, l'Afghanistan. Gli appartenenti all’
UCK
5 sono direttamente implicati in questo
crimine organizzato."
6 L'ammiraglio
Gregory
Johnson, comandante delle forze NATO nel
7
Kosovo,
ovvero comandante della Forza
Meridionale della NATO, ha dichiarato, in
8 occasione dei crimini del marzo 2004,
che i conflitti che seguirono dopo i bombardamenti
9 costituivano un'azione organizzata in
anticipo, un'azione di pulizia etnica
10 organizzata in anticipo dagli albanesi.
11
Damjan
Krnjevic, che è editore della rivista “In the
National
12 Interest” e membro del Centro
per gli Studi Sud-Orientali, in un
13 articolo pubblicato su “The Wall Street
Journal”, intitolato
14 “Kristallnacht in Kosovo”
["Notte dei cristalli in Kosovo"],
sottolinea che i Serbi avevano da anni segnalato i pericoli
15 della vera natura del movimento "shqiptar"
[il movimento albanese per l’indipendenza.
La parola "shqiptar" in lingua albanese significa precisamente
"albanese" in senso "etnico", ndt], benchè l'Occidente
asserisse che questa
16 era una loro invenzione e che esageravano.
Krnjevic caratterizza questa
17 attività anti-serba e la
situazione dei Serbi nel
Kosmet
18 nel modo che segue: "L'omicidio seguì
all'omicidio, il rapimento seguì
19 al rapimento, e gli incendi dolosi
seguirono agli incendi dolosi; e infine fu il pogrom, che
20 confermò le paure dei Serbi che ritenevano
di essere lasciati alla mercé dei
21 barbari" -- e questo sotto la
“protezione” delle Nazioni Unite (questo
22 lo aggiungo io e non fa parte della sua citazione: la
sua citazione finisce con
[la
parola]
23 "barbari.")
24 In quest'articolo, “Kristallnacht in
Kosovo”, egli fa presente che,
25 dal giugno 1999, 3000 persone sono
state rapite o uccise - questo è quello che io vi ho
già
Pag. 32255
1 detto -, e che "la missione delle Nazioni Unite in
Kosovo
2 ha ingannato costantemente il mondo intero
durante questi ultimi cinque anni con i suoi presunti
3 successi, mentre in realtà
nascondeva al mondo la crescente militarizzazione
4 del Kosovo."
5 Proprio come
[ha detto] il generale MacKenzie
... egli
[Krnjevic-Miskovic] cita
Derek Chappell, il
portavoce
6 della polizia NATO che dichiarò:
"Tutto è stato pianificato in anticipo." E
7 poi
[Krnjevic] conclude
sulla base di questo: "La sola cosa che manca o che
8 mancava era la molla. Ora è
chiaro che certi politici del Kosovo
9 credono che, cacciando via
i Serbi -
10 e dal 1999 sono riusciti a cacciarne via
già i due terzi - potranno presentarsi
[di fronte]
11 alla comunità internazionale con un
fatto compiuto, ed usare questa
12 epurazione come una specie di base
per un qualche tipo di indipendenza."
13 Il quotidiano The Florida Times
Union, poco prima della escalation di marzo
14 del terrorismo albanese nel Kosovo -
marzo di quest'anno
[2004],
quindi precedentemente alla
15 escalation del 2004 - insisteva affinché il
Kosovo fosse restituito alla Serbia
16 perché - cito: "È ora che il
Kosmet sia restituito ai suoi
veri
17 proprietari."
18 I giornalisti dell'agenzia russa
Novosti informarono i loro lettori
19 sulla portata delle attività degli
estremisti albanesi in un articolo
20 intitolato: “Vandali del Ventunesimo
Secolo”. Quella parte
21 della popolazione albanese incline all’aggressione
sta distruggendo i monumenti cristiani, probabilmente
perché
22 questi monumenti sono le prove dirette della
vita e dell'esistenza dei Serbi in
23 quel territorio fin da tempi antichi,
e perché essi presentano
24 una storia autentica che non può essere
negata o sradicata dalla memoria collettiva.
25 Il comportamento delle autorità
del protettorato
[KFOR ed UNMIK] e le violenze di
quelli che ora dettano legge nel Kosmet
Pag. 32256
[pagina bianca inserita per assicurare che le impaginazioni delle
trascrizioni inglese e francese corrispondano]
Pag. 32257
1 possono essere descritti nel modo
seguente: “Ogni volta che
2 vengono commessi dei nuovi crimini
contro i Serbi, le autorità del protettorato
esprimono le loro condoglianze a
3 coloro che hanno collaborato a questi
crimini.”
4 È così che fanno quelli che lí
detengono il potere oggi,
5 ed hanno responsabilità di comando e tutto il
resto, quelli
che hanno quattro volte
6 più
potere di quanto ne avessimo noi al tempo in cui era possibile
mantenere
7 la legge e
l'ordine pubblico per proteggere i cittadini nell'intero
territorio del
8 Kosovo.
9 Lo storico russo Natalija Norocnjickaja,
che
è anche vice presidente
10 della Commissione per le Relazioni Internazionali
della Duma in Russia, in un
11 articolo intitolato “
Kosovo, una escrescenza
mostruosa sul corpo dell'Europa,” che è stato
12 pubblicato sul giornale di Belgrado Srpska
Oblada il 14 aprile 2004,
13 dice - cito - che questi sono "i frutti amari
della
14 fobia anti-serba dell'Occidente.“ L'autore dice
che non si è ancora
15 parlato del fatto che non ci sono prove di neanche
uno solo dei crimini già attribuiti alla
16 polizia o all'esercito
serbo, e che il Tribunale dell'Aja è stato
17 creato per legittimare l'aggressione contro la
sovrana
18 Repubblica Federale di Jugoslavia, e che esso
[il Tribunale] è un
fiasco completo.
19 Il ben noto e rispettabile Financial Times
di Londra si chiede -
20 grande dilemma! - se il
Kosovo
sarà mai un posto dove si possa vivere tranquilli, e
risponde che prima di tutto
21 ciò dipende da -- e cito: "se
l'Occidente rifletterà e se rivedrà la sua
politica
22 nei confronti del Kosovo, a cominciare
dall’inizio."
23 Le notizie dal
Kosmet indicano che le
forze della
KFOR non
24 soltanto lasciano mano libera
alla violenza dei terroristi albanesi, ma li vedono
25 favorevolmente. Così essi hanno
impedito che un serbo spegnesse l’incendio della
propria casa
Pag. 32258
1 con le parole "Stanotte tutto
ciò che è serbo deve bruciare." Le forze
2 della
KFOR
tedesca hanno assistito senza intervenire mentre i terroristi
davano fuoco a quattro chiese,
3 mentre demolivano il monastero di
Sant'Arcangelo nonchè
il monumento all'imperatore
Dusan.
4 Questa
non è la prima volta che fanno cose del genere. Hanno dato
fuoco a un
5 edificio religioso serbo con la gente ancora
dentro, e hanno anche bruciato
6 l'affresco del filosofo Platone che era all'interno
[riferimento all’affresco
degli antichi filosofi con le sibille, nella Chiesa Vescovile
della Vergine Ljeviska, Prizren, ndt] Un ufficiale tedesco
ha commentato
7 freddamente e cinicamente l'incendio e la
distruzione di chiese medievali
8 di grande importanza storica e
culturale, a Prizren e
9 dintorni, dicendo:
"Beh, in ogni modo, quelle chiese erano vecchie."
10 Sorvolerò sulle attività di
propaganda e sulle affermazioni di
11 varie persone o personalità
occidentali... Citerò
Kinkel, che il
12
27 maggio 1992
disse: "I Serbi dovrebbero essere messi in ginocchio",
13
o Helmut Kohl che nel 1993 disse: "Lasciate
che i Serbi anneghino nella loro stessa melma." E Blair, che
nel
14
1999
disse: "La guerra contro la Serbia non è
più un conflitto militare. È una battaglia
15
tra il bene e il
male, tra la
civiltà e la barbarie." Clinton,
che
16
il 23, 25
aprile del 1999 disse
che i Serbi stavano infliggendo terrore
17
e stavano
violentando i bambini albanesi...
18
Questa è
la situazione politico-psicologica e
psicopatologica - la chiamo proprio così -,
19
sono
queste le condizioni in cui fu
condotta l'aggressione della NATO
20
contro la
Jugoslavia. È già stato
documentato in questa sede, ho già mostrato un gran
21 numero di fotografie sui
bombardamenti, ma si trova tutto anche nella
22 voluminosa documentazione che
presenterò come prove materiali, assieme
con questa mia
23 dichiarazione d'apertura. Evidentemente non
bastava la distruzione di tante infrastrutture serbe
24 o che così tanti
cittadini della Jugoslavia fossero uccisi
Pag. 32259
1 e feriti... Tutto questo non bastava.
Così essi colpirono anche
2 l'ambasciata cinese e distrussero
quell'ambasciata. Oltre allo
3 uso di proiettili all'uranio
impoverito, è stato inquinato il suolo, e
4 questo
[stato di
inquinamento] perdurerà
per molte migliaia di anni. Si può dire con
5 certezza che l'inquinamento dell'ambiente non
è un qualcosa che è
6 avvenuto soltanto sul territorio della
Jugoslavia, ma quest'inquinamento
7 si è verificato su di una ben
più vasta area dell'Europa orientale. I
proiettili all'uranio impoverito
8 sono stati per lo più... per
lo
più usati nel
Kosovo.
Lì
è
dove si trovano molte sorgenti
9 dei fiumi che scorrono per
l'Europa, per cui è ovvio che questa fosse
10 l'intenzione: avvelenare i fiumi che
scorrono nella Serbia. La Velika Morava,
11 la Sava, e il Danubio... Così, tutto questo
ha portato a
una catastrofe ecologica
12 con l’inquinamento di importanti
fiumi e di molte
sorgenti termali di quell'area,
13 che è una delle zone più ricche
di acque curative. Nella produzione di cibo, prima
di tutto,
14 che è una cosa
molto
costosa nell’Europa Occidentale e negli Stati Uniti,
15 stiamo parlando di cibo coltivato
biologicamente, ed è qualcosa
16 in cui la Jugoslavia pensava di avere un futuro...
Così, tutto
questo è stato compromesso.
17 Ci fu anche un piano strategico a lungo termine
per l'agricoltura, messo
18 a punto dalla Jugoslavia, fino all'anno 2020, per
cui i prodotti agricoli coltivati organicamente
o biologicamente
19 avevano un loro posto speciale,
alimenti sani... E con i bombardamenti,
20 molti elementi chimici dannosi vennero introdotti,
compromettendo così la
21 produzione a lungo termine di questi
alimenti sani.
22 Secondo gli accertamenti degli esperti
della Corte Distrettuale di
23 Belgrado, nell'Atto di Accusa contro i
leader della NATO, le bombe a grappolo che
24 furono lanciate dalla NATO sono state sparse
su una vasta area, ed ecco perché
25 non era possibile che
colpissero con precisione soltanto obiettivi militari -
anche se...
Pag. 32260
1 anche se persino il loro uso contro
obiettivi militari costituisce di per se un crimine -, ma esse
[le bombe a grappolo] sono state
sparse
2 su un territorio molto più vasto!
3 GIUDICE ROBINSON: Mi dispiace interromperla ma
penso che dobbiamo
4 fermarci qui per oggi.
5 Ci aggiorniamo ora e riprendiamo domani alle 9:00.
6 --- di conseguenza l'udienza si aggiorna alle 2.00
p.m.,
7 per essere riconvocata mercoledì, primo
8 settembre 2004, alle 9.00 a.m.
Pagina 32261
Mercoledi
1 settembre 2004
2 [Dichiarazione dell'accusato in
apertura della parte dedicata alla difesa]
3 [seduta pubblica]
4 [ L' accusato entra in aula]
5 --- Inizio ore 9.05
6 il giudice ROBINSON: Signor Milosevic, prego, esponga la parte
conclusiva della sua
7 dichiarazione d'apertura.
8 L'accusato: [Interpr.] Mr. Robinson, spero che non
mancherà
di
9 tener conto del ritardo.
10 La NATO non si è servita direttamente d'armi biologiche,
però per tutto il tempo
11 dell'aggressione ha fatto in modo di provocare consequenze simili
alla guerra biologica.
12 Per esempio, bombardando fabbriche e depositi di sostanze chimiche,
13 raffinerie, come La Petro-Hemija di Pancevo, di Novi Sad,
14 Lucani, Baric. Dunque, contro la Serbia, è stata anche una
guerra chimica,
15 fatta dalle grandi potenze che vogliono farla finita con la
sovranità della Serbia, e del
16
Kosmet malgrado tutti
i documenti sul cessate il fuoco e la
stessa Risoluzione 1244,
17 che viene del tutto ignorata, ne garantiscano la sovranità.
Il loro interesse consiste
18 nell' utilizzare il
Kosmet
per i propri scopi geostrategici e
politici;
19 nell' appropriarsi delle ricchezze naturali, miniere, acqua ecc.
20 Teniamo presente che le maggiori miniere di lignite in Europa si
trovano in
Kosmet.
21 I giacimenti contengono intorno a 14 miliardi di tonnellate.
22 Ci sono delle miniere anche a Sink [trascrizione fonetica] come pure
miniere di
piombo di grandissimo
23 valore. In
Kosovo e Metohija
ci sono anche importanti giacimenti di
cobalto e nichel.
24 Le centrali elettriche kosovare occupano un posto molto
importante
25 del bilancio energetico della Serbia.
Pag. 32262
1 Tutto questo testimonia quanto fossero miserabilmente
avidi i motivi
dei
2 sedicenti difensori occidentali dei diritti umani degli
Albanesi
3 kosovari. Malgrado la crisi nel
Kosovo e Metohija -
4 risalente all'epoca delle espulsioni dei Serbi e dei
non-albanesi, in
5 generale, sotto il dominio turco - sia sempre stata
determinata dal
6 desiderio dei nazionalisti albanesi di
creare la Grande
7
Albania, aspirazione che loro non lo nascondono neanche
8 e si servono di tutti i mezzi per realizzarla, questo
sedicente tribunale
9 è tanto sfacciato da imputare,
nei suoi atti d' accusa, a me, alla Serbia ed ai Serbi
10 di aver voluto creare qualcosa come la "Grande Serbia"
nel bel mezzo del nostro
11 stesso Stato, nella regione che è culla e centro
dello Stato della Serbia medievale.
12 Come si possa fare la Serbia, grande o piccola che sia, nella
13 Serbia stessa, questo loro non sono capaci né di
spiegarlo,
14 né di provarlo. Lo abbiamo visto nella prima parte di
quest'operazione
15 che voi chiamate processo, e che, tanto quanto questa seconda
16 parte, per la natura ed il contenuto della falsa accusa,
17 altro non è che una pura e semplice farsa. Farsa
18 banale e
misera
in se, ma non dal punto di vista degli ingenti aiuti
19 che essa riceve dalla Arabia Saudita, dagli USA, da George
Soros, e da altri sedicenti
20 donatori umanitari. Vorrei aggiungere che già nel 1998,
quando
21
Holbrooke venne
in visita a Belgrado, approfitammo
dell'occasione
22 per mettergli a
disposizione i dati sull'aiuto che l'
Uçk riceveva
23 da Osama bin Laden, il
quale
all' epoca era nella
24 parte settentrionale dell'Albania e forniva armi e
addestramento
25 all'organizzazione terroristica.
Malgrado questo, gli Americani
26
decisero di collaborare con
l'Uçk e pertanto
con Bin Laden,
Pag. 32263
1
il quale aveva gia fatto
saltare in aria ambasciate in Kenya
2
e Tanzania e aveva
dichiarato guerra anche a loro. Sono pienamente
3
convinto che un giorno tutto
questo sarà di
dominio publico
4
e che presto vedremo Clinton,
Albright e altri rendere
conto per
quello che hanno
5
fatto se non contro i
Serbi, almeno per quello che hanno fatto
6
contro il proprio
popolo. Vi leggerò ora una breve citazione per
passare poi subito
7 ad altro. "Bombardamenti di grandissima intensità e
8 colpi di Stato di portata mai vista, terrore,
rappresaglie,
9 attentati contro alti funzionari, aggressioni e attacchi
contro
10 il
nemico lungo tutte le sue linee di difesa in contemporanea
assoluta
11 e senza badare alle perdite - ecco la guerra
12 di domani". Immagino che questo vi ricordi
13 quello che le grandi potenze
della Nato
fecero nel 1999
14 contro la Jugoslavia durante l'aggressione, della quale
però
questo Tribunale
15 non vuole occuparsi, malgrado ne abbia il dovere. Non ho
citato né
Clinton,
16 né
Clark,
benché la citazione si addica
perfettamente al loro
17 comportamento. Ho citato invece Hitler dal libro di H.
Rauschning
18 pubblicato a New York nel 1940 : "Cosa mi ha confidato Hitler".
19 Dove dice anche questo :
"Niente mi impedirà di approfittare dell'occasione
20 che mi si offre,
nè il cosiddetto diritto internazionale, nè trattato
alcuno".
21 Poi
continua spiegando come occuperà la Francia facendosi
22 passare per liberatore, convincendo la borghesia di essere
venuto a
23 ristabilire la legge e l'ordine sociale, soprattutto un giusto
ordine
24 sociale. Per quanto riguarda la guerra in Slovenia e Croazia,
25 per cominciare,
solo un breve accenno a ciò che nel suo libro
Warren Zimmerman
(l'ultimo
ambasciatore americano nella SFRJ) dice sull'Armata Popolare Jugoslava
(JNA) a pagina
173. Ecco come commenta la posizione della JNA e la presunta
resistenza eroica di
Slovenia e Croazia
Pag. 32264
1 contro la JNA, l'esercito jugoslavo a tutti gli effetti
legittimo.
2 Cito: "La JNA si trovava in casa propria, con effettivi in
tutte le
3 repubbliche della Federazione Jugoslava. Cio' malgrado, dopo
la
4 proclamazione dell' indipendenza, si vide subito presa di
mira
5 dalle due republiche, Slovenia e Croazia, e trattata da
esercito
nemico,
6 anche quando i suoi effettivi restarono reclusi nelle
caserme. La tattica
7 della Slovenia, prima, e della Croazia, più tardi -
8 e vantarsi qui di eroismo sarebbe proprio fuori luogo
..." (va bene, andrò piu piano)
9 "... consisteva nell'evitare lo scontro
aperto riducendo alla fame e, per conseguenza,
10 costrigendo alla partenza le reclute delle caserme."
11 L'Esercito Federale, che fino a quel momento era considerato
il
simbolo del paese,
12 si vide improvvisamente trattato da forza occupante, il che
ebbe
un
13 impatto dilaniante su tutti i suoi membri." Più
avanti,
W. Zimmerman,
14 prendendo atto dell'insieme della situazione, conclude
che è falso
15 parlare di qualsivoglia aggressione della JNA contro la
Slovenia
16 e, in seguito, contro la Croazia. Dunque,
Warren
Zimmerman,
che si
17 trovava sul posto e che è certamente uno dei
più agguerriti
anti-serbi,
18 insiste su di un fatto di dominio pubblico, e cioè che
è falso dire
19 che L'Esercito Jugoslavo commise un'aggressione contro le due
repubbliche,
20 la
Slovenia e la Croazia, mentre voi avete come compito assegnato quello
di dimostrare
21 che la JNA avrebbe aggredito il proprio paese.
22 Nella Jugoslavia, il
separatismo croato non è stato eliminato con
23 la sconfitta e sparizione dello Stato-fantoccio indipendente
croato
24 della II Guerra mondiale. Il separatismo in Croazia
cominciò a rispuntare
apertamente
25 agli inizi degli anni '70 con il cosidetto movimento di
massa (mas-pok)
con a capo parte
26 della dirigenza politica croata. Chiedevano uno Stato
indipendente e
facevano
27 gravi pressioni e ricatti nei confronti della popolazione
serba.
Pag. 32265
1 Questo benchè, nella Jugoslavia del secondo
dopoguerra,
2 ai dirigenti croati fossero attribuiti posti di
primissimo piano in tutte
3 le strutture dirigenti. Addirittura, malgrado
la loro posizione di incontrastata superiorità,
4 in continuazione si è andata construendo la
falsa tesi della
5 cosiddetta egemonia serba. E questo non solo
nella Croazia, ma anche altrove.
6 Vediamola ora, questa presunta egemonia, alla
luce dei fatti. Dalla II Guerra mondiale e
7 fino alla sua morte nel 1980,
Tito fu il capo
indiscusso, ed era croato.
8 Lungo tutto il periodo
socialista in Jugoslavia, dal 1945 fino a 1992,
9 per 47 anni dunque, il posto di capo del governo
federale per 30 anni spettò
10 a croati, e per i restanti 17 anni fu spartito tra tutti
gli
11
altri messi insieme. Solo uno tra di loro era serbo,
12
Petar Stambolic, presidente del governo federale tra il 1963
13 ed il 1967. Considerando questi fatti, si pone la
14
questione di come sia possibile sostenere
15
la tesi della preponderanza in politica della dirigenza serba.
16 Ora, per quanto riguarda l'Esercito, è stato appunto
il vostro
17 teste a fare il punto sull' organigramma nel momento della
distruzione
18
della Jugoslavia. C'era uno jugoslavo, il ministro della Difesa,
Veljko
19
Kadijevic, di padre serbo e madre croata, venuto dalla Croazia.
C'erano
20
due serbi, uno di Serbia e l'altro bosniaco; otto croati; due sloveni;
21
due macedoni; un musulmano.
22 Bisogna aggiungere a tutto questo che il dirigente più
vicino
a Tito,
23
ed ideatore del sistema costituzionale in tutte le sue fasi, era
Edvard Kardelj,
24 sloveno. Tutto cio' a dimostrazione della pura e semplice
falsità
25 della tesi sulla egemonia serba nella Jugoslavia,
Pag. 32266
1 nonchè dell' argomento infondato che
Croati e Sloveni
2 fossero in condizioni di ineguaglianza e
inadeguatamente
rappresentati.
3 Alludere ad una pretesa egemonia serba altro
non era che
pura propaganda
4 per nascondere la verità e
giustificare le aspirazioni
secessionistiche.
5 Dopo la II Guerra Mondiale, in Jugoslavia il genocidio
ustascia
contro i Serbi
6 era un tema del quale non si parlava molto. I
Serbi
sopravvissuti al genocidio nel
7 precedente "Stato indipendente" di Croazia,
specialmente nella
8
Krajina
- descritti dal noto poeta Matija Beckovic come
"i resti di un
popolo squartato" -,
9 avevano tacitamente accettato di non parlare delle
sofferenze
subite
10 e persino di non dare sepoltura adeguata ai parenti
massacrati. Le fosse comuni
11 a Jadovnov, Pribilovci, Golubnjaca furono semplicemente
ricoperte di calcestruzzo
12 e lasciate nell'oblio. Intanto si facevano circolare
false voci,
13 che i Serbi avessero lasciato insepolti i propri cari.
14 Queste vittime invece non ebbero mai debita sepoltura.
15 Con la memoria di crimini tanto atroci avvenuti in tempi
neanche
molto lontani,
16 viene da chiedersi: cosa potevano sentire i Serbi in Croazia
nel febbraio
1990, quando
17 a Zagabria il presidente Tudjman ad un raduno dell'
HDZ disse tra
l' altro
18 anche questo: lo Stato Independente Croato
[NDH]
non fu solo una creazione
dei
19 quisling ed un crimine fascista, ma anche l' espressione
delle
aspirazioni
20 storiche del popolo croato. Era naturale per loro
reagire e far
sentire la
21 loro voce prima che il "popolo croato" - tra virgolette, per
intendere
22 qui non i Croati in generale, ma agli estremisti
aiutati dall' estero -
23 si mettesse ancora una volta all'opera per realizzare le
24 sue presunte aspirazioni storiche.
25 Tutti questi fatti voi li conoscete bene, ma non ne
tenete conto.
Pag. 32267
1 Nel paragrafo 94 dell'illegittimo atto
d'accusa, questo Tribunale illegittimo si
2 permette di parlare dell'
HDZ senza qualificarlo,
3 malgrado questo Partito abbia risuscitato la
prassi e i simboli
4 ustascia... mentre al contrario, nel
paragrafo 95 della stessa falsa accusa
5 esso definisce come nazionalista lo jugoslavista
Partito Democratico Serbo
[SDS]!
6 Tali sono le manipolazioni alle quali ricorre
7 l'accusa, che, non potendo ignorare le attività
scioviniste dell'
HDZ,
8 non permette che se ne parli. Rimozione immancabile per
9 quanto concerne l'
HDZ,
10 e demonizzazione ogniqualvolta si tratti della
SDS.
11 Tutto ciò dimostra come i Serbi in realtà
reagirono solo per legittima difesa,
12 e come, per l'appunto, l'accusa eviti di assumere questo
fatto.
13
Warren Zimmerman,
nel suo libro: "The Source of a
Catastrophe" parla
15 "delle gravi violazioni dei diritti dei Serbi
16 nella Croazia di Tudjman. I Serbi venivano licenziati
perchè serbi, oppure erano
17 costretti a firmare dichiarazioni di lealtà." Il fatto
è tanto piu ironico
in quanto
18 in questa sede tali iniquità sono state invece
imputate a me. Ma non hanno potuto
trovare
19 neanche un solo testimone per provarlo.
20 Sono cose assurde: affermare che io richiedevo
attestazioni di lealtà!...
21
Zimmerman
continua dicendo che la proprietà dei Serbi
fu
22 saccheggiata e che i ministri di Tudjman gli parlavano
dei Serbi con
disprezzo.
23 Lui li ascoltava senza contraddirli né
interromperli.
A pagina 215 dell'opera citata,
24
Zimmerman
afferma che Tudjman ebbe un ruolo di spicco
sia nella
dissoluzione
25 violenta della Jugoslavia sia negli scontri sanguinosi
in
Bosnia-Erzegovina e Croazia,
Pag. 32268
1 mettendo in rilievo il razzismo antiserbo di Tudjman, il quale
fece
della Croazia
2 un paese antidemocratico ed esplosivo. Sono parole di
Zimmerman!
3 La politica razzista del nuovo governo croato nei confronti della
popolazione serba
4 va riferita al gruppo Nerval, in Canada, dove erano concentrati i
preti filo-ustascia
5 francescani della Erzegovina occidentale. Il governo canadese
giudicava questi
6 neo-ustascia ancora più estremisti della stessa organizzazione
nazista
7 dello Stato Indipendente Croato
[NDH] voluto da Hitler.
8 I giornali croati lo scrivono oggi senza mezzi termini -
9 però, essendo a corto di tempo, non posso mostrarvelo in
questa sede.
10 Comunque, il nocciolo della questione sta nel fatto che già
nel 1987 era stato concepito il futuro
11 Stato indipendente croato, riassumibile in quattro punti essenziali,
12 secondo il giornale croato "Globus". Primo punto: La Croazia deve
essere uno Stato
13 indipendente ed autonomo a tutti i costi. Secondo punto: Fare in modo
14 che questo Stato risulti il più omogeneo ed
[etnicamente] puro possibile.
15 In altre parole -
16 la comunità serba deve essere ridotta al minimo
affinchè essa non possa più
17 rappresentare "un fattore di squilibrio". Terzo punto: Il conflitto
in Croazia
18 deve essere condotto su di un unico fronte, quello contro i Serbi.
Per sconfiggere i Serbi,
19 bisogna unirsi ai comunisti ed ai partigiani ed in stretta unione
con essi arrivare alla
20 vittoria finale. Il quarto: Per quanto concerne la Bosnia ed
Erzegovina, seguire tale
21 politica in maniera da poter prima o poi integrare la Erzegovina
occidentale, cioè
22 le terre etnicamente croate, alla Croazia.
Martin Spegelj, all'epoca
il ministro della
23 difesa nel governo di Tudjman, davanti ad una trentina di persone
24 disse apertamente,
25 secondo quanto riferisce "Dnevnik" nel numero del 28 ottobre 2001:
Pag. 32269
1 "Se gli viene bruciata la casa, il serbo non avrà più
dove tornare". Spegelj
2 spiegava che questo era ciò che aveva detto Gojko Susak. Sul
"Novi List" del 29/10/2001
3 Spegelj dirà ancora che Tudjman e Susak hanno in sostanza
concepito il concetto di uno Stato nazionale,
4 etnico, prendendo a modello lo Stato
Indipendente Croato della II Guerra Mondiale
[NDH].
5 Nell'edizione dell' 8/12/1993 il "New York Times" parla di circa 10
000
case fatte saltare in aria
6 con la dinamite. Su questo non mi soffermo, per non consumare altro
tempo.
7 Oltre alle pressioni, alle minacce, alle aggressioni fisiche ed, in
linea generale, alla totale degradazione
8 sul piano sia sociale che individuale, il popolo serbo in Croazia
nel complesso fu vittima anche
9 della degradazione sul piano giuridico. Conosciamo tutti la
"Costituzione di Natale", che lasciò il
10 popolo serbo privo di tutti i diritti di "popolo costituente" che
gli erano stati assegnati nelle precedenti Costituzioni croate.
11 Nell'
opera "The Balkan Odyssey", Lord
Owen
a pagina 61 scrive che
12 "in maniera analoga il popolo serbo della Dalmazia settentrionale,
della Lika, della
Banija,
13 della Slavonija e della Baranja, che abitava la cosiddetta
Krajina -
14 zona di demarcazione tra i due
imperi, d'Asburgo ed Ottomano,
15 che era stata amministrata non da Zagabria bensì da Vienna -
16 si oppose all'inserimento nella Croazia. Questo sentimento era
particolarmente acuto dopo il 1945
17 a causa del genocidio che esso subì per mano ustascia,
durante la II Guerra Mondiale.
18 Rari sono i commentatori che nel 1995 si resero conto o ammisero che
il governo croato,
19 aggredendo la
Krajina,
non liberava queste terre, visto che i Serbi
le popolavano
20 da più di tre secoli."
21 Questo scrive Lord
Owen.
22 Già verso la metà del 1990 c'era stata una serie di
aggressioni e
23 uccisioni alle quali il popolo serbo aveva reagito con rabbia,
erigendo barricate
24 difensive all'entrata dei suoi villaggi, e questa fu chiamata la
"rivoluzione dei tronchi".
25 Tale reazione del popolo serbo,
Pag. 32270
1 timoroso di restare senza alcun mezzo di difesa collettiva davanti
alla
2 recrudescenza dell' ideologia e del terrore ustascia, fu interpretata
dal regime croato come un
3 attacco, un'aggressione diretta contro lo Stato croato. Come i
tronchi d'albero
4 posti sulle strade che portano alle porte delle proprie abitazioni
5 possano rappresentare un'aggressione contro lo Stato è
difficile da spiegare.
6 Vediamo cosa ha dichiarato Spegelj - cito: "Massacrarli tutti quanti,
7 ecco risolto il problema di Knin. Per questo abbiamo l'avallo della
8 comunità internazionale."
9 Ci sono tanti fatti che confermano che le cose andarono proprio
così.
10 Non
di sole dichiarazioni, ma di morti massacrati sto parlando.
11 Nell'opera "The Invasion of Serbian
Krajina",
Gregory Elich scrive:
12 "Nel 1990 Tudjman disse: 'Sono contento di non aver per moglie
nè
13 una serba nè tantomeno una ebrea.'" Si noti pure che Tudjman
considerava
14 i dati sull'Olocausto come esagerati ed arbitrari.
15 Citerò ancora solo qualche brano di
Elich, ma ce ne sarebbero
tanti.
16 "[legge in inglese la citazione] Durante la secessione violenta dalla
17 Jugoslavia nel 1991, la Croazia espulse più di 300.000 Serbi,
i quali
18 furono del tutto eliminati da 10 città e 183 villaggi."
19 C'è un errore... Si, esatto, 183 villaggi.
20 Cito ancora: "[Legge in inglese]
Tomislav Mercep, fino a poco
tempo
fa consigliere del
21 Ministro per gli affari interni e membro del Parlamento croato
22 era a capo delle "squadre della morte" che hanno massacrato 2.500
Serbi nella
23 Slavonia occidentale nel 1991 e 1992. Per
Mercep questi erano 'atti
eroici.' "
24 C'è anche la testimonianza di
Miro
Bajramovic,
25 un membro delle "squadre della morte". Ho i filmati, ma non il tempo
Pag. 32271
1 per mostrarveli.
2 Cito ancora
Gregory Elich
: "[In inglese] Tristemente, l'abbraccio del
3 governo di
Clinton con
la Croazia rientra nel quadro della politica
di fornire
4 appoggio ai fascisti ogniqualvolta questo fa comodo all'America."
5
Susan Woodward, della
Brookings Institution, nel
6 libro "The Balkan Tragedy" uscito nel 1995, scrive: "[cita in
inglese]
7 Il governo croato non fece molto sul piano della protezione dei
propri cittadini
8 dal terrorismo antiserbo nelle comunità miste della Dalmazia e
altrove nell'estate
9 del 1989, quando gli sciovinisti croati rompevano i vetri dei negozi
serbi, facevano saltare
10 in aria e saccheggiavano le loro abitazioni, arrestavano i loro
potenziali leader. In
11 tante parti della Croazia, i Serbi venivano licenziati solo perche
Serbi.
12 La discriminazione non fu all'ordine del giorno solo in questa prima
fase,
13 bensì si accentuò ancor di più negli anni che
seguirono."
14 E nonostante tutto ciò avvenisse nel 1989,
15 voi imputate ai Serbi crimini
16 dai quali essi non facevano che difendersi.
17
Chris Hedges, nel
"The New York Times" del 16/6/1997,
18 scrive: "[cita in inglese] Di un totale di 600.000 Serbi, il signor
Tudjman ha
19 ripulito la Croazia di 500.000 ed ha in pratica
20 annesso gran parte della Erzegovina cattolica," eccetera.
21 Non avendo tempo, dirò che parla della
22 Kristallnacht
[Notte dei
cristalli] di Zara, delle espulsioni di decine di migliaia di
23 persone dalle loro case... Nei giornali croati, nel
24 Feral, nel Tjednik, si possono trovare altri contributi riguardo
ai crimini commessi a Vukovar
25 nel 1990, dunque ancor prima che scoppiassero gli scontri. Per
l'appunto, cito: "Il Danubio trasportava i cadaveri dei Serbi uccisi
Pag. 32272
1 e ci furono massacri anche a Gospic ed in altre località
della costa dalmata".
2 Secondo "Identitet", un'altra rivista croata, dal punto di
vista della messa in luce dei
3 crimini, troppo poco è stato fatto ad Osijek, dove nel
1991 e 1992
4 vennero uccise decine di civili serbi. Il giornale descrive
come
5 essi furono arrestati ed uccisi.
6 Per quanto riguarda Gospic, 3 ufficiali dell'esercito croato si
sono volontariamente
7 presentati qui per testimoniare su quei crimini. A loro
non è stata concessa
protezione alcuna,
8 per cui
Milan Levar,
testimone a carico dei responsabili dei
massacri a Gospic,
9 è stato addirittura liquidato.
10
Erdemovic, che ha
ammesso di aver ucciso 100 persone a
Srebrenica,
11 è stato arrestato da noi: è venuto qui per
averlo richiesto,
12 aveva chiesto di essere estradato all'Aia, e non essendo
cittadino nostro,
13 vi fu consegnato su sua propria richiesta, e lo avete protetto
14 nonostante avesse ammesso di avere ucciso 100 persone.
15 Benchè, secondo i verbali della nostra istruttoria, avesse
ammesso di avere
16 ucciso 100 persone, fu rilasciato dopo 4 anni senza punizione.
17 Voi però non avete voluto proteggere i testimoni dei crimini
18 commesssi a Gospic... e lui invece si! ... Purtroppo mi vedo
19 costretto a saltare alcune cose, il tempo corre.
20
David Owen alla
pagina 182 della sua opera
21 scrive che ai Serbi rimasti nei ranghi dell'Esercito (JNA) fu
22 tolta ogni libertà. L'Esercito croato aveva messo sotto
assedio molte caserme
23 e questo tra l'altro spiega la reazione talvolta violenta della JNA,
come nel caso
24 di Vukovar.
Owen
precisa che Vukovar in realtà
25 rappresenta l'unico caso in cui l'Esercito
reagì con la forza, e ne spiega di fatto le ragioni.
Pag. 32273
1 La spiegazione dovrebbe essere anche in quello che ora svela la
stampa croata,
2 a proposito dei corpi dei Serbi massacrati, portati dalle acque del
Danubio già molto prima
3 degli eventi di Vukovar.
4 Vukovar fu un'eccezione, l'unico caso in cui la JNA
5 rispose con la forza e, per dirla con le parole di
Owen, all'assedio,
all'aggressione contro
6 i propri effettivi e contro i civili. È chiaro dunque
7 che la guerra in Croazia fu provocata e iniziata dal regime croato,
avendo
8 come scopo non soltanto la secessione violenta e illegale, ma, da
quanto risulterà
9 evidente in seguito, anche la pulizia etnica nello Stato croato.
10 Perciò i Serbi furono costretti a difendersi. In pratica,
11 dovettero difendere le proprie vite.
12 Detto questo, non metto in questione l'esistenza di atti criminali,
ma individuali,
13 come conseguenza del caos prodottosi. Però questo
"tribunale" illegale
14 vuole presentarli come crimini organizati e pianificati, malgrado
15 l'irrefutabile evidenza storica, militare e giuridica.
16 E lo fa in base alle deposizioni di testi
17 tipo
Milan Babic e
simili. Mentre di fatto, per l'estremismo che
nutriva,
Milan Babic era
18 in aperto conflitto con la propria dirigenza.
19 È noto che il piano
Vance
fu adottato grazie in
primo
luogo agli sforzi compiuti da
Cyrus
20 Vance, ma anche grazie
a quelli della Republica di Serbia, e miei personali.
21 Furono costituite le zone protette,
22 ma l'Esercito croato non le ha mai rispettate. È noto quanti
attacchi ci furono
23 contro queste zone: Miljevacki Plato, Perucica, Medacki Dzep
[la Sacca di Medak],
24 Zemunik, la Slavonia Occidentale... come sono note le operazioni
"Oluja"
[Tempesta, 4 agosto 1995],
"Bljesak"
[Lampo, 1 maggio 1995],
eccetera.
25 È noto quante centinaia di Serbi furono uccisi in ciascuna di
queste operazioni, e come tutto questo avvenne.
Pag. 32274
1 Le armi erano custodite nei depositi. La ripresa di quelle armi da
2 parte serba fu un atto di autodifesa al fine di
3 scongiurare il massacro.
4 Sull'argomento, Lord
Owen
nell'opera citata dice:
5 "L'esercito croato non ha tardato a rifornirsi di aeroplani ed
artiglieria
6 pesante. Tutti questi approvvigionamenti venivano dall' Europa ma
anche
7 dalla Germania dell'Est. Non è dunque difficile comprendere
8 l'opposizione serba alla
9 demilitarizzazione e smobilitazione.
I
Serbi erano il fattore
stabilizzante,
10
i Croati invece erano il fattore
de-stabilizzante."
11 Concludo la citazione dall'opera di
Owen, il quale dice che la
più grande
12 pulizia etnica nella crisi jugoslava è stata l'espulsione di
migliaia
13 di Serbi dalla Croazia e l'uccisione di centinaia di loro - appunto
14 quella che a voi, invece, vi ha lasciato del tutto indifferenti.
Sembrerebbe che non risultino essere crimini
15 cose del genere se commesse contro i Serbi.
16 A proposito della Bosnia-Erzegovina voglio dire solo alcune cose.
17 È risaputo che c'era la pace finchè c'era la
Jugoslavia, piu o meno.
18 Finchè non c'erano tutori ed occupanti, i cittadini di questa
Repubblica
19 multiculturale erano aperti gli
20 uni verso gli altri.
21 La Costituzione, anche dopo gli emendamenti del 31 luglio 1991, nel
suo
22 Articolo n.1 proclama la Bosnia-Erzegovina non solo Stato
democratico e sovrano,
23 dove i cittadini - musulmani, serbi, croati o appartenenti ad altre
comunità che ci
24 vivono - godono di diritti uguali per tutti;
25 ma
[la proclama] anche
parte
Pag. 32275
[pagina bianca inserita per assicurare che l'impaginazione tra le
trascrizioni
inglese e francese corrispondano]
Pag. 32276
1 integrante della Jugoslavia. Lo sanciva persino la nuova
Costituzione.
2 Tuttavia, ancora ai tempi della pace interetnica in questa
repubblica,
3 sul sito dell'
organizzazione
bosniaca "Giovani musulmani"
4
(Mladi muslimani) fondata nel
1939, figurava, e vi figura
tuttora,
5 il giuramento solennemente prestato nella seconda metà
del 1947 dai suoi
6 membri, che si dichiaravano pronti a lottare senza remore
contro tutto quello che non era
7 Islam, senza badare ai sacrifici e non risparmiando nulla,
neanche la vita,
8 nell'interesse dell'Islam.
9 Come è possibile lottare contro tutto ciò che non
è islamico
10 in una comunità multietnica come lo erano la
Bosnia-Erzegovina e la Jugoslavia?
11 Tenuto per giunta conto del fatto che i non-musulmani
rappresentavano la grande, anzi, la stragrande maggioranza della
popolazione della Bosnia-Erzegovina nel
12 momento in cui tale giuramento veniva prestato.
13 Eppure a questi "Giovani musulmani" ed ai loro seguaci fu
sgombrata
14 la strada per la realizzazione dei loro fini, e furono messi a loro
disposizione i mezzi per condurre la guerra santa.
15 Nella Bosnia-Erzegovina, il primo Partito nazionale ad essere
fondato fu quello di
Izetbegovic,
16 il Partito di Azione Democratica
[SDA].
17 È molto significativo quello che il fondatore del Partito, e
sponsor
17 dello stesso
Izetbegovic,
Izet Adil Zulfikarpasic,
18 scrive a proposito del raduno che l'
SDA tenne a Novi Pazar, una
cittadina della Serbia
[più
precisamente in Sangiaccato, trait d'union tra Bosnia e Kosovo, con una
forte presenza musulmana]:
19 "All'arrivo ci salutò tantissima gente... Le autorità
ed anche la polizia
20 si comportarono in modo corretto. Quando arrivammo
21 noi, la polizia scomparve. In tutte le città, la polizia si
22 ritirava al nostro arrivo.
23 Dappertutto a mantenere l'ordine c'erano solo gli uomini dell'
SDA.
24 Però notai poi qualcosa che mi stupì parecchio. Il
raduno era stato organizzato in una maniera filofascista:
25 dappertutto nello stadio si vedevano bandiere islamiche".
Pag. 32277
1
Zulfikarpasic
nell'opera citata scrive anche:
2 "Improvvisamente cominciarono a
3 venirci incontro tantissimi imam, ovunque andassimo
4 ci accoglievano ed erano loro a prendersi cura di tutto.
5 Al Partito aderivano degli ecclesiastici.
6 Chiesi ad un certo punto che le bandiere fossero rimosse.
Cominciò tuttavia
7 ad arrivare gente vestita di caffettani e djelabya,
[indumenti] che in Bosnia nessuno
prima portava".
8
Zulfikarpasic
lasciò il Partito,
9 prendendone le distanze.
10 Non è un segreto
che
nell'estate del 1943 Izetbegovic
era a
capo
11
dei Giovani Musulmani a Sarajevo,
e che in tale veste
12
ospitò Amin al Husseini, il
Gran Muftì di Gerusalemme
rifugiatosi in Germania
13
dall'amico Hitler. Al Husseini
predicava la jihad, la guerra santa
14
contro i cristiani e gli Ebrei.
Nell'ambito dello Stato Indipendente
Croato [NDH]
15
di Ante Pavelic, su proposta di
Himmler e con l'aiuto dello stesso
Husseini,
16
fu costituita la Waffen SS
musulmana. Ce n'erano altre ancora di
17
divisioni SS -- la "Handzar" e la
"Kama". E poi, composta di
Albanesi della
18
Macedonia occidentale e del
Kosmet, la "Skenderbeg Division".
19 ...Purtroppo mi vedo costretto a sorvolare
20 molto velocemente...
21
Nel 1990 Izetbegovic pubblica di nuovo la sua "Dichiarazione
Islamica"
22
dove parla di una "comunità
islamica integrale tra il Marocco
e l'Indonesia"
23
e della "incompatibilità
delle istituzioni non-islamiche con
quelle islamiche".
24
Izetbegovic predica
il "rinnovamento islamico"; non lo colloca
però
25 in un quadro pacifico, bensì predica duri sconvolgimenti.
Pag. 32278
1 Secondo lui "ci sono troppe cose che richiamano alla
distruzione, e il popolo addormentato va svegliato bruscamente.
2 Dobbiamo essere predicatori in primo luogo, e poi combattenti"
- scrive
Izetbegovic.
3 "Il movimento islamico ha il dovere di appropriarsi del potere
4 nel momento in cui è moralmente e numericamente forte
quanto basta per
5 poter non solo eliminare il regime non-islamico, ma
anche formarne uno islamico.
6 Sull'esempio del Pakistan il movimento deve imparare cosa va
fatto e cosa invece non è da farsi.
7 Oggi, i musulmani e le comunità musulmane del mondo
intero aspirano all'unità
8 e questo imperativamente presuppone una lotta per una grande
federazione islamica
9 dal Marocco all'Indonesia e dall'Africa tropicale
10 all'Asia centrale".
[nella
trascrizione ufficiale del TPIJ: "...from Europe to Africa." - sic]
11 Vi lascio, signori, riflettere su
12 che cosa potessero provare e quali reazioni potessero avere i
12 Serbi e i Croati, che rappresentano la maggioranza della
13 popolazione della Bosnia-Erzegovina, di fronte alle asserzioni di
chi
14 voleva da loro che vivessero in una specie di Pakistan europeo.
15 Però la testimonianza più significativa della
dedizione di
Izetbegovic
16 alla causa del fondamentalismo islamico ci viene fornita dai
17 protagonisti stessi. L'agenzia di stampa Reuters ci fece sapere da
Dubai
18 in data 11 aprile 1993 che nel corso di una cerimonia solenne
Izetbegovic Alija fu
premiato
19 a Riyadh "in omaggio alla sua dedizione alla jihad,
20 la guerra santa musulmana contro i non-credenti".
21 L'onorificenza che si meritò
Alia
Izetbegovic costituisce
la
prova
22 della continuità degli impegni e della militanza nel quadro
dei "Giovani
23 musulmani" dal 1947, cioè della sua lotta senza scrupoli
24 contro tutto cio che non è Islam.
25 Però, i fondamentalisti islamici e la loro cerchia non erano
i soli
Pag. 32279
1 ad essere al corrente della vera natura del regime
2 bosniaco-erzegovese. Ne è prova tangibile la
relazione
3 presentata dai
Repubblicani [statunitensi] nella seduta del 16 gennaio 1997 al
4 Comitato Politico del
Senato. Cercherò di essere il
5 più succinto possibile. Salterò la parte in cui
si spiega in che modo tutto è successo.
6 La relazione è divisa in tre parti. La prima si conclude
dicendo:
7 [legge in lingua inglese] "Il
8 Dipartimento di Stato ed il Pentagono furono tenuti all'oscuro
9 fintantochè non fu presa una decisione".
10 La seconda parte parla di [legge in lingua inglese]
11 "membri di un'organizzazione degli estremisti islamici armati
12 entrati in gran numero in Bosnia insieme alle Guardie
13 Rivoluzionarie dell'Iran e al membro operativo dell'intelligence
Vivac,
14 con centinaia di mujaheddin e combattenti della guerra santa
15 provenienti dal mondo musulmano. All'operazione parteciparono molti
16 paesi musulmani come Brunei, Malesia, Pakistan
17 Arabia Saudita, Sudan e Turchia, ed un certo numero di
18 organizzazioni musulmane radicali".
19
Il ruolo di una sedicente
organizzazione umanitaria sudanese, ad
esempio, è molto ben documentato.
20 Nella terza parte viene fatto il punto sul carattere
21 islamista del regime di Sarajevo, attraverso l'inquadratura
22 dei principali uomini politici, compreso lo stesso presidente
Izetbegovic,
23 mentre la progressiva islamizzazione dell'esercito bosniaco viene
qualificata
24 in base alla prevista formazione anche di unità di mujaheddin
locali.
25 Vi si asserisce inoltre in modo credibile che certi crimini atroci
compiuti
Pag. 32280
1 contro i civili a Sarajevo furono in realtà delle
messe-in-scena
2 degli agenti del regime di
Izetbegovic a puro scopo
propagandistico.
3 Si parla poi della confrontazione tra il regime ed i suoi
nemici, musulmani e non,
4 e si afferma dunque che questo regime mise in atto delle
5 aggressioni contro i suoi propri cittadini. Salto alcuni
passaggi...
6 La Relazione afferma (a pagina 2) che l'impatto dell'Iran
sull'Europa
7 è stato enorme grazie alla politica del nullaosta
adottata dall'amministrazione USA,
8 la quale in questo modo irresponsabile ha messo a repentaglio
9 le vite e gli interessi strategici degli americani.
10 Di seguito, in merito ad
Al-Qaida,
si fa riferimento
11 a Divak e ad "agenti in sonno" del servizio segreto di
Izetbegovic
(
AID), che
12 sono stati interpellati da voi a testimoniare qui contro di me.
13 Inoltre si afferma che i rapporti coi servizi iraniani hanno preso
un tale
14 impulso, che si è arrivati alla pianificazione congiunta di
atti terroristici.
15 Tutto questo viene enunciato a dimostrazione dell'effetto
16 che il nullaosta fornito da Clinton ha avuto nel
determinare
17 il ruolo esercitato dall'Iran, insomma,
18 come prova del servizio reso da Clinton alla causa della
19 rivoluzione islamica in Europa.
20
In merito alla finta agenzia
umanitaria già menzionata,
21
viene detto che essa era ritenuta
essere in stretto collegamento con
lo sceicco
22
Omar Abdel-Rahman, condannato per
l'attentato del 1993
23
contro il World Trade Center,
e con il ricchissimo
saudita Osama bin Laden,
24
presunto finanziatore di vari
gruppi terroristici.
Pag. 32281
1 La Relazione fa poi il punto sugli effetti di tale politica,
2 quale l'importazione delle armi in Bosnia, effetti che permisero
3 l'instaurazione dei buoni rapporti tra il regime bosniaco e
l'Iran,
4 come sostiene nel suo rapporto segreto un alto ufficiale della
CIA
5 davanti al Senato USA, precisando inoltre: "Ce ne pentiremo
quando
6 cominceranno a farci saltare in aria; ed è certo che lo
faranno ancora prima
7 che in Bosnia le cose saranno finite; in parte sarà la
conseguenza del
8 tempo concesso all'Iran per stabilire forti legami ed imporre
9 la propria influenza sulla Bosnia".
10 Vorrei menzionare ancora solo il 31 marzo,
11 data che è oggi una festa ufficiale nella Bosnia-Erzegovina
12 musulmana, in onore
13 della Lega Patriottica fondata dalla SDA nel
14 1991 come struttura
15 militare funzionale al proprio programma politico.
16 Un anno dopo, nel 1992, scoppieranno i primi scontri,
17 che causeranno l'uccisione della metà dei Serbi periti in
totale
18 nel corso del conflitto nel suo insieme.
19 Tutte le analisi e tutti gli esperti concordano nel
20 ritenere che i Serbi non erano affatto preparati alla guerra,
21 mentre, come vediamo, questa gente ha cominciato i
preparativi
22 con un anno d'anticipo.
23
Owen nel suo libro
afferma che la falsa immagine dei musulmani disarmati
24 non fu messa in dubbio neanche dopo che
Izetbegovic ammise
25 in TV che il governo bosniaco aveva acquistato, per canali
clandestini,
Pag. 32282
1 milioni di munizioni, varie decine di migliaia di fucili,
altrettante granate,
2 mine e proiettili, centomila uniformi, e così via.
3 Inoltre, secondo la dichiarazione del Capo di Stato Maggiore
della Bosnia-Erzegovina
4 Sefer Halilovic pubblicata dal giornale "Nasi dani" il 25
settembre 1992,
5 la Lega Patriottica al momento dell'inizio della guerra -
6 e vi faccio presente, signori, che siamo nel 1992! - aveva a
sua disposizione 9
7 stati maggiori regionali e 103 municipali, in
tutto 98mila uomini sotto le armi.
8 Vi faccio notare che nella Bosnia-Erzegovina c'erano 109
municipalità in tutto.
9 Tutto chiaro dunque in merito ai preparativi per la guerra, a
tutti, tranne che a voi!
10
Gli obiettivi della parte serba
erano tre, e lo si può constatare
11 in base all'analisi dell'insieme della situazione politica.
12 Il primo era la
salvaguardia della
federazione jugoslava, e - solo nel
13 caso che questo dovesse risultare impossibile - l'affermazione
14 del proprio
diritto
all'autodeterminazione, alla pari con gli altri popoli
15 della Jugoslavia. Se anche questo dovesse risultare impossibile,
16 allora una soluzione la si doveva cercare tramite contatti politici
17 per garantire ai Serbi della Bosnia-Erzegovina l'
uguaglianza dei diritti.
18 Era mia opinione che l'impegno dei Serbi per salvaguardare la
Jugoslavia
19 era conforme sia al diritto interno che a quello internazionale.
20 La sua sostanzialtà risulta anche da
21 considerazioni di carattere morale e pragmatico.
22 Sfortunatamente, non ce n'era più il tempo. La fondatezza
23 della rivendicazione del
principio
24 dell'uguaglianza dei diritti è dimostrata dal fatto che del
popolo serbo vive in Bosnia-Erzegovina da più di un millennio.
25 Devo ora procedere ancora
piu' rapidamente
Pag. 32283
1 sulla cronologia di tutti i fatti accaduti. Avremo
l'occasione di ritornarci
2 attraverso le deposizioni dei testimoni, i quali faranno il
punto anche su
3 quanto segue: primo, il fatto
4 che quella dei Serbi fu una reazione proporzionata agli atti
della parte musulmana,
5 o croata, commessi in violazione dei diritti
costituzionali: cioè che i Serbi non hanno fatto altro
6 che recuperare ciò che le altre due parti, i
Musulmani ed i Croati, avevano illegalmente tolto loro.
7 Si può vedere come la parte serba pian piano abbia
rinunciato alle proprie rivendicazioni, e come alla
8 fine essa si sia trovata con il minimo, dal quale non
poteva declinare senza mettere in questione i propri diritti
9 nazionali e forse anche la propria stessa esistenza. Alla fine, gli
Accordi di Dayton sancirono questi pochi diritti,
10 sfortunatamente però solo in seguito ad un
enorme bagno di sangue, del tutto
ingiustificato.
11 L’ultima opportunità per avere la
pace nella Bosnia-Erzegovina prima
12 della guerra è stato il
Piano Cutileiro.
Tutti hanno firmato questo piano, e quando
13
Zimmerman
ha convinto
Izetbegovic,
questi ha
ritirato la propria firma
14 dal piano. Io credo che abbiamo una nutrita
documentazione riguardo a ciò,
15 e la presenteremo più avanti.
16 Tutto questo dimostra molto chiaramente che non
sono stati i Serbi
17 a volere la guerra; anzi, essi hanno fatto tutto il
possibile per
prevenirla.
18 Dopo il riconoscimento internazionale
[delle repubbliche secessioniste
(1991-1992)] e dopo lo scoppio della
19 guerra, e non è stato un caso che i due
avvenimenti
coincidessero, la
JNA
20 ha cominciato a ritirarsi dalla Bosnia-Erzegovina, secondo gli
accordi
21 precedendemente sottoscritti. Questo è
confermato nella relazione del Segretario Generale
22 delle Nazioni Unite,
Boutros-Ghali,
datata il 30 maggio 1992,
23 indirizzata al Consiglio di Sicurezza, nella quale
si afferma altresì che
24 l’esercito della Repubblica Serba di Bosnia, formato il 15
maggio, non
era
sotto
25 il comando di Belgrado. Inoltre, questa relazione dichiara che
una
parte considerevole del
Pag. 32284
1 territorio della Bosnia-Erzegovina era sotto
l’occupazione delle forze ufficiali della
2 Repubblica della Croazia. Purtuttavia, l’allora
presidente
3 del Consiglio di Sicurezza, l’austriaco Petar van
Felner [trascrizione fonetica], ha
nascosto,
4 o, per meglio dire, si è trattenuto
una parte di
questa relazione di
Boutros-Ghali,
fino a
5 quando il Consiglio di Sicurezza non ha votato le
sanzioni contro la Jugoslavia. E,
6 secondo questa relazione,
7 le sanzioni avrebbero dovuto colpire solamente la
Repubblica Croata, e, certo, non la Repubblica Federale di Jugoslavia.
8 Questi sono tutti i fatti che io sono riuscito a
presentare durante
questo breve
9 periodo di tempo. Questa è soltanto la punta
dell’iceberg. E
voi, che cosa
10 controbattete a questi fatti materiali, e
11 fatti storici, incontestabili?
12 In questa falsa accusa, avete compilato,
meccanicamente, in
13 modo artificioso, una serie di fatti—e di crimini,
indubbiamente—e
li avete etichettati
14 come "impresa criminale congiunta"
[joint
criminal enterprise], senza uno straccio
di prova. E
15 parlate solamente di una qualche sorta di
piano,
e di certi intenti da parte dei Serbi. Eppure questo
16 cosiddetto procedimento giudiziario fa affidamento ad un
concetto
singolare che chiamate "impresa
17 criminale congiunta", e questo già di
per sé dimostra che non si può dimostrare alcuna
colpevolezza.
18 Mancano le prove di una qualsiasi intenzione, e
soltanto mancanze del genere
19 potrebbero costringere uno a ricorrere ad una
costruzione tanto nebulosa quale l'"impresa
20 criminale congiunta". In altre parole, quando
sussistono le prove e l’evidenza di
21 qualcosa che una persona ha commesso, e
dell’intenzione, allora non c'è bisogno che un procedimento
giudiziario illegale
22 inventi una qualche "impresa criminale congiunta". In
un caso simile si fa uso delle prove
23 che riguardano i fatti veramente commessi, insieme
all’intenzione.
24 Quando al pubblico accusatore mancano le prove, e
non può dunque stabilire
25 la colpevolezza, allora ricorrono a quello in modo da
schivare
Pag. 32285
1 quell’obbligo che si chiama "onere della prova" - e
questo fa parte di
qualsiasi
2 sistema giudiziario legale.
3
Questa [accusa
di "impresa criminale congiunta"]
è stata concepita in modo tale che delle persone
innocenti
4
possano essere
accusate di essere colpevoli
pur senza provare che lo siano davvero. Ed è chiaro che questo
costituisce la totale mutilazione della giustizia,
5 e nient’altro. Quello che si dice lì
[nell'accusa] sono parole vuote.
6
Voi spiegate, in
questi capi d’accusa, in queste
incriminazioni, in queste
7
pretese accuse,
voi parlate di crimini che noi non
abbiamo commesso. E voi
8
li spiegate con
una intenzione, una intenzione che
noi non
abbiamo mai avuto. Questo è il vostro criterio.
9 Non voglio ritornare sulla questione della Bosnia e
della Croazia un’altra volta,
10 dove la Serbia non aveva nessuna competenza
giuridica, ma certo che noi abbiamo aiutato i Serbi.
11 Certo che sì. E saremmo stati la feccia
dell’umanità se noi non
12 li avessimo aiutati quando la loro vita era
in pericolo. E il nostro desiderio più grande era quello di
13 riportare la pace, e l’aiuto più grande
veniva offerto dal fatto che nella Serbia, durante
14 tutti quei dieci anni, non c’è mai stata
alcuna discriminazione per motivi etnici contro
15 chicchessia, per nessun motivo.
16 Quando si parla del
Kosovo, non c’è neanche
uno straccio di prove che
17 sia stato commesso un qualsiasi crimine. Non
soltanto nessuno ha dato questi ordini,
18 ma nessuno dei generali sapeva nulla
anticipatamente dei crimini. E voi avete
19 incriminato quattro generali. Nessuno di loro ha mai
impartito degli
ordini
20 del genere. Nessuno di loro era a conoscenza di
qualsiasi azione
21 che avrebbe potuto costituire un crimine prima
ancora che questi crimini effettivamente fossero accaduti.
22 Voi accusate la leadership politica e militare
della
23 Serbia e della Jugoslavia, eppure avete tutte le
prove che dimostrano che
24 ciò che è successo in
Kosovo e
Metohija è accaduto durante i bombardamenti
[della NATO],
25 i continui bombardamenti, giorno e notte, e che le autorità
jugoslave hanno assicurato alla giustizia coloro che
Pag. 32286
1 avevano commesso dei crimini.
2 Persino il vostro testimone in questa sede, il
Generale Vasilijevic, ha confermato dettagliatamente
3 riguardo ad una riunione che io ho avuto con i più
alti
militari dello
4 Stato Maggiore, e che io personalmente ho insistito
affinché tutti coloro che avessero commesso dei crimini
5 venissero arrestati. Ed egli ha persino citato le mie stesse parole
con cui dicevo che nessuno avrebbe dovuto farla
6 franca. A quella riunione eravamo tutti d’accordo, compreso il
Generale Ojdanic, che è tenuto qui
7 prigioniero, completamente innocente, ed inoltre questi quattro
generali che voi
8 avete incriminato, Lazarevic, Pavkovic, Djordjevic, e Lukic, ognuno
di loro era
9 d’accordo. Anche la leadership, il Comando
Supremo delle Forze Armate, dai
10 gradi bassi fino ai vertici militari più altri,
tutti hanno
agito in modo da prevenire, vale a dire proibendo l’esistenza
11 di formazioni paramilitari.
12 Ci sono dei verbali scritti ed io li ho presentati
come evidenza —
13 o, piuttosto, li presenterò come evidenza attraverso
le
deposizioni dei
14 testimoni. Ci sono centinaia di verbali delle
corti militari, dei procuratori militari,
15 degli uffici dei procuratori militari, riguardo coloro
che hanno
commesso vari crimini.
16 I primi verbali cominciano già alla fine di
marzo del 1999, e continuano...
17
18 Cos’altro avrebbe potuto fare l’esecutivo del governo, e
la
magistratura, nonché
19 la catena di comando sino ai vertici, di un qualsiasi
paese,
20 se non insistere fermamente a
perseguire nei termini di legge tutti coloro che avessero commesso dei
reati,
21 ed assicurare, attraverso questi verbali che
venivano ricevuti, che i criminali fossero perseguiti?
22 Questo è ciò che abbiamo fatto,
nonostante le difficili circostanze in cui ci trovavamo, sottoposti ai
23 quotidiani bombardamenti. Alcuni processi
venivano portati a termine, ed i colpevoli sono stati condannati,
24 persino prima che i bombardamenti cessassero.
25 Durante questi due anni di deposizioni, non avete
Pag. 32287
1 presentato neanche uno straccio di prove a
dimostrazione del contrario. Durante
2 questi due anni non siete riusciti a presentare uno
straccio di prove od anche una singola testimonianza che
3 potesse indicare un legame tra un crimine commesso,
o tra un criminale,
4 e i comandi delle truppe, o i generali che avete
accusato, o
5 la leadership politica della Serbia, o me
personalmente. Al contrario, voi
6 avete le prove che noi abbiamo fatto tutto il
possibile per prevenire i crimini, e, qualora fossero stati
7 commessi - e ciò è possibile anche in
tempi di pace, figuriamoci in tempo
8 di guerra, e specialmente durante conflitti etnici -
affinchè questi crimini fossero
9 perseguiti a norma di legge. In Serbia nel 1993
presso la Corte del Distretto di Sabac,
10 si è tenuto il primo di questi processi, e
voi avete le informazioni
11 di questo.
12 D’altra parte, voi avete tutta le prove che noi
eravamo quelli
13 che più insistevano nel perseguire la pace,
e che possiamo vantarci
14 di averla ottenuta, che noi abbiamo salvato
milioni di profughi secondo il
15 principio della non discriminazione -
perché
decine di migliaia di profughi
16 musulmani hanno trovato rifugio in Serbia. Noi abbiamo
liberato dei piloti francesi ed altri
17 ostaggi. Voi potete vedere che cosa è stato
fatto per ottenere questo attraverso la documentazione che voi
18 stessi avete. Tutto ciò che noi
potevamo fare era di insistere ed implorare ed esercitare
19 pressioni poiché non avevamo altri poteri.
Ma ci siamo riusciti, in questo.
20 Per favore date un’occhiata a queste interviste,
perché questo vi sarebbe sufficiente
21 per capire che tutte queste accuse sono assurde.
22 D’altra parte, voi potete vedere le prove che
avete del ruolo
23 della leadership politica croata nelle pulizie
etniche, e il piano e
24 la realizzazione del piano prima e dopo il 1990.
Voi avete persino
25 degli stenogrammi. Noi abbiamo ricevuto alcuni di
questi stenogrammi che voi ci avete dato, e li abbiamo potuti vedere.
Pag. 32288
1 In questa sede, in questi stenogrammi, si vede la
montatura delle scuse
2 che venivano addotte per giustificare i crimini
commessi durante le operazioni "Lampo" e "Tempesta". Voi avete
3 la prova del ruolo dell’amministrazione Clinton in
tutto questo, e voi
4 riceverete altre prove.Voi avete le prove scritte
relative a quelli che
5 hanno preso tutte queste decisioni, in ogni
stenogramma del
6 cosiddetto VONS, il
Consiglio di Difesa e Sicurezza
Nazionale della Croazia - potete vedere
7 chi vi era presente.
8 Inoltre, avete le prove dei crimini commessi contro
i Serbi, in base alle
9 decisioni della leadership musulmana. Kljuc ha
testimoniato in questa sede, a suo tempo è stato un membro
10 della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina, e
come risulta
11 dallo stenogramma io gli ho chiesto di questo,
perché si può vedere che
Izetbegovic
era a conoscenza
12 dei campi dove la gente veniva detenuta
illegalmente, per anni ed anni... e
13 voi avrete modo di ascoltare altre testimonianze
su questa faccenda. Voi avete tutto
14 quello di cui avete bisogno riguardo alla
leadership croata e a quella musulmana, ma niente riguardo
15 alla leadership della Repubblica Serba di Bosnia,
della
Repubblica Serba di
Krajina,
e della Serbia.
16 Voi avete prova, dalla testimonianza del vostro
stesso testimone protetto,
17 che era un importante capo politico, del fatto che
quello che
Milan Martic
mi ha detto
18 è esatto, e cioè che nella
Krajina,
compresa la stessa Knin, i
19 Croati che rimanevano lì, erano trattati
come cittadini a pari diritto, e che non c’è
20 assolutamente alcun tipo di discriminazione.
21 Credo che ciò che sto per dire ora richieda
più tempo, ma
22 sarò breve e mi ci soffermerò
soltanto brevemente. Si tratta della faccenda
23 dei testimoni che sono venuti a patti con questa
cosiddetta "pubblica accusa",
24 e questo è, direi, un esempio della
manipolazione di falsi testimoni.
25 Penso che questo sia un fatto senza precedenti.
Quando uno di questi
Pag. 32289
1 testimoni, quando gli ho chiesto come avesse mai
potuto sottoscrivere che a Srebrenica
2 fossero stati uccisi 7000 musulmani, mi ha spiegato
che il suo avvocato difensore gli aveva mandato una lettera in
3 cui gli si intimava di non mettere in discussione
le
cifre. Perciò voi avreste potuto scrivere
4 70000. Voi avreste potuto scrivere qualsiasi
cosa aveste voluto.
5 Durante la causa per la Bosnia, io ho presentato
delle informazioni che i miei collaboratori
6 sono riusciti a raccogliere che gettano dei seri
dubbi sulle vostre montature
7 riguardo Srebrenica. Nel frattempo abbiamo
ascoltato la testimonianza del Generale
8
Morillon
che ha dichiarato in questa sede che
Srebrenica era una
trappola per
Mladic.
Morillon
9 ha confermato che secondo lui, e conosceva bene
Mladic, Mladic non
avrebbe
10 mai potuto emettere un tale ordine. Questo
conferma ciò che credo io.
11 Non penso che
Mladic possa aver emesso un
tale
ordine. Il suo onore non
12 gli avrebbe mai permesso di fare una cosa
così disonorevole. Ma ci saranno
13 dei testimoni chiamati in causa che
testimonieranno su tutto ciò.
14 Quello che voglio dire è che penso che sia
nell’interesse
15 dei Serbi come dei Musulmani che la verità
riguardo
Srebrenica venga
16 alla luce piuttosto che si crei un falso mito. Le vostre
fabbricazioni di falsi
17 testimoni e le pressioni di
Paddy Ashdown verso la
leadership della
18 Repubblica Serba di Bosnia, sincronizzate con
ciò che voi state facendo in questa sede,
19 non vi saranno sufficienti a perpetrare questo
vostro duplice crimine, questo vostro duplice crimine che
20 insulta coloro che sono morti e coloro che sono
sopravvissuti.
21 Chiunque dovrebbe essere interessato a
stabilire la verità riguardo
22
Srebrenica,
cosicchè coloro i quali hanno
commesso quei crimini possano essere puniti e
23 coloro i quali sono innocenti possano essere
rilasciati e discolpati da tutte le accuse o dai
24 sospetti che loro abbiano commesso cose
così disonorevoli.
25 Voi non vi siete avvalsi di Erdemovic per avere
informazioni da lui.
Pag. 32290
[Pagina bianca inserita per assicurare la corrispondenza delle pagine
tra la trascrizione francese e quella inglese]
Pag. 32291
1 Voi non vi siete avvalsi di nessuno di quei fatti
di cui vi sareste potuti avvalere
2 per stabilire la verità. Io spero, posso
soltanto sperare, che alcuni dei testimoni -
3 io ci provo, attraverso i miei collaboratori,
perché non posso farlo da me,
4 ovviamente - io spero che i miei testimoni faranno
maggiore chiarezza su ciò che è accaduto lì
[a Srebrenica].
5 Ma per tornare a parlare di questo testimone, o di
altri due testimoni che voi
6 avete portato in questa sede, che sono venuti a
patti con voi... Voi, dunque, avete dei testimoni
7 protetti; infatti avete avuto la pubblica
testimonianza di Miroslav Deronjic,
8 al quale neanche sua madre dovrebbe più
rivolgere la parola, considerando quello che lui ha detto di aver
fatto -
9 che ha sterminato un villaggio intero, dopo averne
garantito la sicurezza. Prima, egli
10 ha garantito la sicurezza del villaggio, e poi ne
ha massacrata l’intera popolazione. Voi
11 gli avete perdonato tutto questo, soltanto
perché egli potesse mentire accusando
Karadzic.
12 Benché voi abbiate nelle vostre mani
l’ordine
che
Karadzic aveva dato
alle truppe a Srebrenica,
13 di proteggere i civili e di aderire alle
Convenzioni
14 di Ginevra. Questo ordine è stato inviato
alle truppe per iscritto. Ed ecco invece che
15 appare un testimone come Deronjic il quale
testimonia che
Karadzic
gli avrebbe sussurrato
16 nell'orecchio che dovevano ucciderli tutti. Questo
è talmente assurdo, che
17 non vale neanche la pena di parlarne.
Una persona normale non può
concepirlo -
18 specialmente quando viene chiesto ad un testimone
di firmare un documento sull’uccisione di 7000 persone,
19 vietandogli di mettere in discussione le cifre...
20 E non voglio discutere di altre questioni che
voi adducete in questa sede. Voi avete
21 usato
il mio
stesso discorso, quello che ho tenuto
a Gazimestan [nella piana del Kosovo], e,
distorcendone il significato, ne avete fatto il
fondamento delle vostre accuse contro di me,
22 quando nel 2002 avete incominciato ad accusarmi
[trad. lett.: “avete aperto la bocca”]
per la prima volta.
23 Secondo la vostra interpretazione distorta il mio
discorso avrebbe alimentato le fiamme del nazionalismo serbo. Io sono
ancora orgoglioso di quel
24 discorso perché è completamente
diverso da come voi l’avete distorto, non è certo
25 un incitamento ad un qualcosa di negativo. Proprio
tutto il contrario. Ma
Pag. 32292
1 voi non siete gli unici ad aver travisato il
messaggio del mio discorso. Questa menzogna è stata ripetuta
2 da molti politici occidentali. Quasi tutti i
giornali
3 l’hanno riportata. Questa menzogna è
stata ripetuta molte volte, ma non all'epoca, nel
4 1989. Dunque, per la precisione, è soltanto
dopo dieci anni che questo
5 è accaduto
[il travisamento del discorso, ndt]. Non ho tempo ora di
soffermarmi
su questo argomento, ma lo prenderò come uno
6 dei tanti esempi di come le manipolazioni e le
menzogne vengono fabbricate.
7
Robin Cook,
il 28 giugno 1999, a dieci anni dal
giorno del mio discorso, dice:
8 “[in inglese] ... non per dare un messaggio di
speranza e di cambiamenti.
9 Viceversa, egli
[Milosevic]
minacciò di reagire con la forza per risolvere i problemi
politici interni della Jugoslavia,
10 nel fare così lanciò il suo
programma personale di sete di potere ed
11 odio etnico sotto la veste nazionalistica.”
12 [il seguito in serbocroato] Io ho
qui diverse citazioni che risalgono al
13 1999, 2000, e 2001. Prendiamo The Independent del 1
luglio 2001:
14
“[in
inglese] ... alle
celebrazioni del 600.mo anniversario
15 della
battaglia del Kosovo, quando egli
apertamente
16 minaccia di usare la
forza per tenere insieme le sei repubbliche della
Federazione Jugoslava.”
17 [il seguito dal serbocroato] Vi
presento altre citazioni dalla rivista Time, ed anche
18 dalla rivista The Economist. Tutte queste non
fanno altro
che riportare menzogne. Ho appena letto una citazione da
19 The Independent, del 1 luglio 2001. Ora io vi
leggo
20 quello che scriveva The Independent il 29 giugno
1989. Lo stesso giornale, scrive:
21 “[in inglese] Il Presidente
[Milosevic] non ha fatto alcun
riferimento aggressivo nei confronti
22 dei contro-rivoluzionari albanesi...” -
23 [il seguito dal serbocroato] contro-rivoluzione
è una definizione creata dalla
24 leadership del Partito nel 1981 -
25 “[in inglese] ...di reciproca tolleranza, nel
costruire una società prospera e
Pag. 32293
1 democratica, ponendo fine alla discordia che, ha
detto, condusse qui alla disfatta dei Serbi
2 da parte dei Turchi seicento anni fa.”
3 [il seguito dal serbocroato] E
poi The Independent riporta le mie parole
4 scrivendo:
5 “[in inglese] Non c’è un luogo più
appropriato di questo campo
6 del
Kosovo
per dire quanto
l’armonia e l’accordo nella Serbia siano vitali per la
7 prosperità dei Serbi e di tutti gli altri
cittadini che vivono in Serbia,
8 a dispetto della loro nazionalità o
religione,’ ha detto. ‘La tolleranza reciproca
9 e la cooperazione sono state inoltre una condizione
sine qua non per la Jugoslavia.’ ”
10 [il seguito dal serbocroato] E
ancora riportano le mie parole:
11 “[in inglese] Rapporti basati sull’uguaglianza tra i popoli
jugoslavi
12 sono un requisito indispensabile per la sua
esistenza, per far sì che la crisi venga superata.”
13 [il seguito dal serbocroato]
Perciò quando questi hanno ricevuto gli ordini di
14 dover mentire, non hanno neanche riletto quello che i
loro stessi giornali avevano scritto
15 dieci anni prima! Ma non ho tempo ora di
soffermarmi su questo.
16 Questi passaggi che ho citato non sono
facilmente reperibili, però c’è
17 il programma Lexis Nexis sulla BBC. Lì si
può trovare il mio discorso originale,
18 che la BBC ha tradotto, e lo si può trovare
lì ancora oggi; là dove,
19 per esempio, si legge (questo viene dalla
BBC):
20 “[in inglese]
(la traduzione precedente continua) soltanto i Serbi
21
che vivono
lì. Oggi, più che nel passato, anche
componenti
di altre etnie e
22 nazionalità vivono lì. Questo non
è uno svantaggio per la Serbia. Io
23 sono sinceramente convinto che questo sia un
vantaggio. Cittadini di diverse
24 etnie, religioni e razze vivono insieme sempre
più
25 spesso, con risultati sempre più
positivi. Perciò, tutte le persone
Pag. 32294
1 che vivono in Serbia onestamente del proprio
stesso lavoro, rispettando le altre persone e
2 la gente di altre etnie, tutte queste vivono nella
loro
repubblica.”
3 [il seguito dal serbocroato
] Non
c’è ragione alcuna per esaurire il mio tempo
4 su questo argomento. Voglio soltanto far
vedere la madornalità
5 degli abusi, in special modo gli abusi di un procedimento
che
pretende, o
6 aspira ad essere un procedimento legale,
tant'è che intellettuali, scrittori, critici
7 letterari, pubblicisti, scienziati, ritengono cosa
immorale l’estrarre da
8 un contesto di un discorso soltanto alcune frasi.
Ma voi non solo avete estrapolato dal contesto alcuni brani,
9 ma avete rimosso dal contesto parti di frasi in
modo da
10 creare le vostre versioni del discorso. Ma avremo
tempo più avanti... In tutti i modi, questo
11 è un qualcosa che non mi sembra difficile
da stabilire.
12 Parlo di questo adesso, con il semplice scopo di
far
vedere in
13 quale modo le vostre menzogne siano state portate
avanti senza scrupoli di coscienza. Si può vedere in questa
14 linea politica
[espressa
nel mio discorso] che io mi riferisco all’idea dell’eguaglianza
nazionale
[cioè: tra le
nazionalità] come all’unico principio su
15 cui si possa continuare ad andare avanti, e questo
[questa politica] ha una
continuità di dieci anni.
16 Abbiamo qui la copia di una relazione di una
conferenza di Partito del 1998, è una
17 relazione in cui si dice che ci sono tutti i
rappresentanti del Partito di maggioranza riuniti
18 e che, tra le altre cose, nella riunione si
è parlato del
Kosovo.
Questa
19 non era una riunione ad uso dei
giornali, questa era una discussione ad
20 alto livello politico, nella quale erano presenti
tutti i ministri, i membri del governo,
21 i membri del parlamento, del Partito della
maggioranza.
22 Come mia conclusione, vorrei leggere un piccolo
brano da qui.
23 Parlo di ciò che riguarda il
Kosovo, parlo
di chi aveva presentato
24 le note introduttive, parlo di quale fosse la
maggioranza, e alla fine dico:
25 “La nostra linea di condotta per risolvere il
problema del
Kosovo
è quella della soluzione
Pag. 32295
1 politica.” Come vedete, ora stiamo parlando del
1998, del 10 giugno 1998.
2 “La nostra linea di condotta è quella di
risolvere il problema del
Kosovo
attraverso una soluzione
3 politica. Noi ci stiamo avvicinando a
quella soluzione in considerazione della nostra certezza e
4 del nostro programma, dove è implicito il
principio dell’uguaglianza nazionale. Noi non
5 vogliamo danneggiare o procurare un danno agli
Albanesi, e non vogliamo
6 che gli Albanesi che vivono nel
Kosovo siano
considerati cittadini di seconda classe.”
7 E poi io continuo, dicendo come molte persone
pensano
che forse la maggioranza degli
8 Albanesi siano d’accordo tra loro, e continuo:
9 “Non è vero che essi siano tutti d’accordo.
Forse l’opinione della maggioranza
10 dipende dalle pressioni che vengono esercitate su
di loro, da ciò che è stato spiegato loro,
11 da come questa spiegazione sulle prospettive del
loro futuro sia stata presentata loro, e
12 tutto il resto. Dobbiamo parlare di questa soluzione e
la dobbiamo adottare.
13 Dobbiamo avere una soluzione politica in accordo
con i principi dell’uguaglianza nazionale.
14 Dobbiamo tenere presente che coloro che sono stati
manipolati in questo modo
15 sono delle persone scontente, che vengono
manipolate così come tutta la povera gente di questo mondo
16 viene manipolata dai potenti, da quei manipolatori
che agiscono in tutto il mondo,
17 il cui obiettivo è quello di destabilizzare
l’Europa sud-orientale, dove loro
18 hanno costantemente bisogno di pretesti per
poter occupare questa regione
19 con le forze militari delle grandi potenze.”
20 E poi alla fine io parlo di dialogo: “Il dialogo che
è stato
21 iniziato non vuole limitarsi esclusivamente ai
membri del Comitato Politico ed ai soli rappresentanti dei
22 partiti politici albanesi” - e poi io li elenco,
tutti quelli della
23 commissione dello Stato, li elenco uno per uno.
“Il dialogo non è
24 limitato soltanto a loro, e non è soltanto
un dialogo serbo-albanese bensì
25 un dialogo
serbo-albanese-rom-musulmano-bulgaro. Questo dialogo
Pag. 32296
1 dev’essere presente a tutti i livelli;
nell’amministrazione comunale, nei comuni
2 locali, in senso formale ed informale: un
dialogo formale ed informale,
3 perché la gente per vivere deve essere
partecipe.”
4 Così, ecco: dieci anni di continuità
nel mio impegno per una politica di
5 uguaglianza nazionale, riuscendo a
tenere insieme la metà di quella che era originariamente la
Jugoslavia,
6 un impegno che è riuscito a prevenire
qualsiasi
conflitto interno o addirittura la guerra durante tutti quei dieci anni.
7 Sto parlando di come questo, tutta questa intera
situazione sia stata
8 ribaltata. E questo è il motivo per cui
questo atto di accusa
[contro di me,
ndt]
9 non rappresenta altro che un complesso di
manipolazioni senza scrupoli, di menzogne,
una storpiatura della legge
10 e una presentazione iniqua degli eventi storici.
11 Gli atti individuali da parte di alcuni generali,
funzionari, di me stesso, ciascuno secondo
12 la responsabilità del suo ruolo... per
cui voi ritenete di poter condannare qualsiasi persona, pure
innocente,
13 soltanto per il fatto che occupava un certo ruolo,
ed ora voi state cercando di trascinare in questa sede
14 questi generali. Per mancanza di tempo ora non posso
parlare di questi atti singoli, individuali,
15 soprattutto perché sono già stati
contestati durante
16 la deposizione dei vostri stessi testimoni ed,
inoltre, attraverso le biografie e
17 i memoriali di coloro che hanno partecipato agli
eventi, nonché tramite studi scientifici, che sono stati redatti
18 in base alle fonti occidentali, ai
documenti, e via di seguito. Lasceremo l’ultima parola ai
19 testimoni, quando appariranno davanti a voi in
questa sede.
20 Vorrei soltanto farvi notare la situazione
paradossale in cui
21 vi siete cacciati nell’assecondare giorno dopo
giorno la crudele
22 politica dell’amministrazione
Clinton. La
realtà è stata falsificata in nome
23 di un pragmatico programma politico. Tutte e tre
le accuse sono state formulate
24 dopo che 19 nazioni della NATO avevano portato a
termine
una palese aggressione
25 contro ciò che rimaneva della Jugoslavia -
la Serbia ed il Montenegro - con armi proibite,
Pag. 32297
1 instaurando una nuova forma di tirannide per mezzo
di una tecnologia ad alto livello. Esiste forse
2 un cinismo più grande? L’accusa contro di
me per la Croazia cita la epurazione etnica dei
3 Croati,
e questo secondo voi sarebbe accaduto prima del 1 agosto 1991, e
sarebbe durato
4 fino al 1992. Devo dire che uno dev’essere molto
sfrontato per mettere
5 per iscritto una tale menzogna. Come è
ben risaputo, questo è stato un periodo di genocidi
6 contro i Serbi, e del primo grande esodo dei Serbi dalla
Croazia:
7 centocinquantamila di loro, proprio in questo lasso di
tempo.
8 L’accusa contro di me per il
Kosovo è stata
formulata - vi leggo testualmente: “per
9 l’espulsione di un numero considerevole di
cittadini albanesi dal Kosovo.”
10 Bene, avete visto che cosa è scritto nel
libro di
[Wesley] Clark, ma
vedrete molti altri
11 fatti, anche più interessanti. Non siete
capaci di nominare neanche un singolo villaggio da
12 cui qualcuno sia stato espulso mentre il Kosovo
era ancora sotto il controllo degli organi
13 statali serbi. E questo è un fatto
...
14 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, finisca
la sua
dichiarazione entro
15 tre minuti.
16 L’ACCUSATO: [dal serbocroato] Sì,
cercherò di fare del mio meglio. Se non in
17 tre, forse in quattro minuti, ma certo non
impiegherò di
più. Ho già dovuto sorvolare
18 su tante cose.
19 Voi non controllate neanche quelle
dichiarazioni ufficiali da parte dei rappresentanti degli USA e della
NATO
20 i quali, oggi, affermano apertamente che avevano
bisogno di questi giochetti intorno
21 al
Kosovo,
così che la NATO potesse
stendere la sua sfera di influenza oltre le proprie frontiere.
22 L’accusa contro di me per la Bosnia e
l’Erzegovina è stata formulata per genocidio.
23 Ma fatemi il piacere! Genocidio contro i Croati e
contro i Musulmani in Bosnia-Erzegovina - questo
24 è proprio un insulto enorme, visto che
è ben noto che proprio Belgrado, esattamente
25 Belgrado era l'unico centro politico, in questo
periodo
funesto,
Pag. 32298
1 da cui sia stata coerentemente condotta una
politica di pace,
2 durante la crisi jugoslava, la politica della
parità
nazionale, grazie alla quale
3 non c’è stato alcun episodio di
discriminazione o di atti criminali,
4 e grazie alla quale durante l’intero decennio in
Serbia è stata conservata
5 la struttura etnica-nazionale preesistente.
6
Signori, mi rendo
ben conto che è
un’illusione cercare di trovare una logica in un
7
processo farsa.
Ci sono già stati dei casi
giudiziari simili: il caso Dreyfuss, o
8
il caso Dimitrov,
riguardo l’incendio del Reichstag.
Questa causa
9
[intentata
contro di me] supera di lunga
questi due, appunto per
la tragicità delle conseguenze che
10
comporta. Non
mi riferisco affatto a quello che riguarda me
personalmente,
11 quanto piuttosto a quell’abisso di conseguenze
tragiche
12 dove l’ordine legale universale è stato
completamente distrutto. Grazie al nostro passato, ci
13 sono stati degli autori onesti che hanno scolpito
la verità dentro la storia, così che
14 gli errori non venissero ripetuti e che le
generazioni future potessero
15 conoscere cosa era accaduto. Nella vera Storia
della nostra epoca, questa vostra giustizia fabbricata
16 a vostro uso e consumo verrà considerata, o
presentata come esempio di eventi mostruosi
17 accaduti durante il passaggio da un secolo
all’altro.
18
Signori, non vi
potete immaginare quale
privilegio sia per me, anche se
19
mi trovo in
queste condizioni che voi mi avete
imposto, di avere la verità e la giustizia
20
dalla mia parte.
Sono sicuro che voi non potete neanche
farvene un'idea.
21 Grazie, Sig. Robinson. Purtroppo non ho avuto
22 l’occasione di presentare tutto quello che avrei
desiderato, ma spero che
23 mi verrà data questa possibilità
forse attraverso altre modalità. Grazie
24 molte.
25 GIUDICE ROBINSON: Grazie, Sig. Milosevic. Lei ha
ragione, certo,
Pag. 32299
1 che le sarà data la possibilità di
addurre le sue prove.
Mercoledi
1 settembre 2004
Pag. 32327
[...]
6 L’ACCUSATO: [trad. dal serbocroato]
[...
La pubblica accusa, signor Nice] parla del pericolo
7 - e non so come questo possa avere una qualche logica – del pericolo
di
8 maltrattamento o abuso dei testimoni, se io li interrogo. Io non
maltratto
9 nessuno dei loro testimoni, non ho maltrattato nessun testimone
dell’altra
10 parte, e quindi, come è concepibile ora che vi sia il
pericolo
11 che io maltratti i testimoni che ho convocato io stesso? Santo
12 cielo, come è possibile che ad uno, vecchio o giovane,
13 venga in mente questo? E’ assurdo che io possa trovarmi nella
situazione
di maltrattare
14 i miei stessi testimoni.
15 Il signor Nice ha parlato – io l’ho anche messo per iscritto – del
pericolo
16 della preparazione dei miei testimoni. Capirei, se ci fosse il
pericolo
17 di abbattere questa montatura che hanno fatto, ma questo è
precisamente
18 ciò che voglio fare. È nel mio diritto di farlo. Come
può uno che è in
19 favore della legge e della giustizia essere contro di me
perché preparo i miei stessi testimoni?
20 Per quanto riguarda i miei testimoni, considerando il breve
21 tempo che mi avete concesso e il fatto che lavorerò
22 tre giorni a settimana, sarò in grado di trascorrere al
massimo un giorno con
23 ogni singolo testimone. E sapete benissimo che l’altra parte ha
preparato
24 i suoi testimoni per una, due, anche più settimane, con tutto
il loro
25 apparato, ed anche nel caso di testimoni che hanno poi
scelto di non
Pag. 32329
1 convocare a testimoniare. Io dovrò forse preparare addirittura
due testimoni in
2 un solo giorno. Pertanto, l’uso razionale del tempo è una
questione relativa,
3 che sia la cosa più razionale oppure no. Questa è una
cosa che
4 può essere posta come interrogativo. Ma io userò il mio
tempo molto più
5 razionalmente dell’altra parte, che ha usufruito di molto più
tempo per
6 preparare i suoi testimoni. Questo è un fatto ovvio.
7 Pertanto, ritengo che l’idea presentata dal signor Nice abbia
8 il solo scopo di azzittirmi durante il processo per stabilire la
verità. Si tratta
9 solo di questo.
Egli afferma che mi sono inflitto da
solo i miei
problemi di salute.
10
Io soffro di ipertensione ormai da
dieci anni.
11 Secondo, deve essere chiaro per chiunque che qui mi hanno dato
12
centinaia di migliaia di pagine di
documenti, documenti svariati,
come
13 parte di ciò che stava facendo l’altra parte, e non mi hanno
dato il tempo
14 necessario per leggerli tutti. È chiaro che questo richiede
uno
sforzo in più.
15 È chiaro che ciò crea un affaticamento, che poi si
riflette
sulla
16 pressione sanguigna alzandola, come risultato della fatica, e
ciò vale per qualsiasi
17 tipo di lavoro; poco sonno, molte ore passate a leggere, rivedere,
18 preparare. Quindi, semplicemente: non è vero. Anzi, è
tutto il contrario. Le loro
19 dinamiche e la mancanza di tempo sono i responsabili di
questo.
20 L’altra affermazione è che non mi comporto con
responsabilità nel prendere
21 le medicine. Non voglio entrare nel merito di come ciò sia
misurato e
22 calcolato, ma probabilmente non sapete come funziona la vostra
stessa Unità di
23 Detenzione.
Io prendo le medicine
in presenza delle guardie. Mi
vengono date.
24
Le prendo in presenza della
guardia, e la guardia annota sul
25
registro l’ora esatta in cui
ingerisco quelle medicine. Pertanto,
questa
Pag. 32330
1 supposizione è solo una supposizione. Chiunque può
supporre quello che vuole,
2 ma questa supposizione non ha fondamento.
3 E’ vero che ho avuto una discussione – più di un anno fa –
4 con i dottori riguardo certe medicine che presentavano effetti
collaterali –
5 mi inducevano fatica, sonnolenza e mi impedivano di lavorare.
6 Ma la medicina di cui sto parlando non l’ho presa perché
7 non andava bene per me, e l’ho messa da parte. Ho detto al dottore:
8 “Non posso prendere questa medicina perché interferisce con le
mie funzioni
9 normali.” Ho parlato al telefono col mio medico personale e abbiamo
deciso
10 un diverso regime di terapia, che è stato approvato da
questo
11 dottore qui, e che è stato suggerito dal medico presso cui
sono in cura
12 ormai da più di dieci anni. E vi ho parlato del modo in cui
13 prendo queste medicine e della procedura di assunzione
14 della medicina.
15 Credo che qui ci siano in ballo altri fattori. Parliamo
16 del fattore fatica, perché prendo sempre le stesse medicine
17 e poi, da circa un mese, la mia pressione sanguigna si è
18 normalizzata, e questo perché mi sono riposato. Ho dato la
precedenza al
19 riposo – un riposo per un periodo quando ho ritenuto giusto farlo
allo scopo
20 di stabilizzare la mia pressione sanguigna, così da poter
essere fisicamente
21 in grado di funzionare. L’ho fatto a spese di ciò che mi
occorreva fare all’epoca,
22 ma suppongo che fosse nei limiti umani, e che fosse il minimo di
riposo
23 che dovevo concedere a me stesso. E questo è stato un fattore
cruciale nel
24 contribuire alla normalizzazione della mia pressione sanguigna.
25 Quindi, se ci prendiamo cura di avere un ritmo di vita regolare e
Pag. 32331
1 normale, qualcosa che possa essere mantenuto, allora non deve esserci
assolutamente
2 nessun dubbio sul fatto che non sia possibile per me fare quello
che avrei bisogno di fare.
3 Sarebbe molto ingiusto, nelle stesse condizioni di salute, che voi
dichiaraste
4 che
ho potuto sopportare questi
ultimi due anni di contro-interrogatori di
5
testimoni dell’altra parte, e
adesso che è il mio turno, di
interrogare i miei stessi
6
testimoni, l’altra parte
improvvisamente si allarma che io sto
preparando
7
i testimoni, che non dovrei
lavorare con loro, che non dovrei
8
interrogarli... In effetti,
il loro panico sembra causato dalla
mancanza di
9 desiderio di far ascoltare la verità, e questa cosa è
evidente a
10 chiunque osservi.
11 Non ci sono altre ragioni che queste, che
12 esistevano già all’epoca in cui presiedeva il giudice May, che
13 disse all’epoca che il diritto a difendere me stesso non può
essere violato.
14 Pertanto, non posso assolutamente accettare che voi non mi
concediate il diritto
15 e l’opportunità di dar voce alla verità, e trovo
inaccettabile che mi sia
16 impedito di far venire dei testimoni, testimoni che ho chiamato io, e
17 farli testimoniare su ciò che devono testimoniare, a
18 testimoniare sulle questioni per cui sono chiamati a testimoniare.
19 Per quanto ne so, di questo numero di 900 testimoni di cui ha parlato
20 il signor Nice: per quanto ne so, questa lista fu consegnata
più di un mese fa
21 e conteneva oltre 1100 nomi. Quindi, questa è la prima volta
che ne sento
22 parlare. Riguardo a ciò che è stato detto quando fu
consegnata, questo lo
23 accetto. Ma per quanto ne so, secondo la mia reminiscenza, vi
è stata fornita,
24 quella lista, certamente più di un mese fa.
25 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, adesso facciamo una pausa
Pag. 32332
1 per 20 minuti.
2 L’ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Vorrei solo chiarire una
3 cosa, prima di questa pausa. Ogni persona può ammalarsi,
specialmente
4 qualcuno che soffre di problemi cardiovascolari cronici. Ma
sento per
5
la prima volta che a una persona,
per il fatto che può
ammalarsi, sia
6
negato il diritto alla difesa, che
è garantito da tutte le
convenzioni sui
7
diritti umani, tranne se
quella persona è malata e non
partecipa a un’udienza
8 in quel giorno, per un giorno, o due giorni, o qualcosa del genere,
per
tutto il tempo
9 necessario. Ma non ho mai sentito che a qualcuno, in quanto malato,
ed
10 essendolo perché la parte avversa lo chiede,
11 gli venga negato il diritto alla propria difesa per queste ragioni.
12 Ciò non ha niente a che fare con qualsiasi senso logico,
morale o di legge,
13 ed è semplicemente fuori discussione.
14 GIUDICE ROBINSON: Ora ci aggiorniamo per 20 minuti.
15 -- Intervallo preso alle 12.19 p.m.
16 -- Si riprende alle 12.45 p.m.
17 GIUDICE ROBINSON: Sì, signor Milosevic.
18 L’ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Vorrei solo aggiungere che penso
19 anche che la spiegazione del signor Nice è alquanto
inappropriata, riguardo
20 al riconoscimento del Tribunale.
Io
considero il Tribunale illegale.
21 Questo non è in discussione, per quanto mi riguarda. Ma ho
dichiarato le ragioni
22 politiche e legali dei miei punti di vista. Ho anche citato il libro
dell’ex
23 presidente della Corte Internazionale di Giustizia, il quale ritiene
che le due
24 risoluzioni, che hanno fondato questa corte, siano controverse dal
25 punto di vista delle Nazioni Unite. Ho il pieno diritto di affermare
Pag. 32333
1 le ragioni politiche e legali del mio giudizio, se questo Tribunale
sia
2 legale oppure no, specialmente quando ho fatto notare il modo in cui
possiamo
3 porci la questione della sua legalità, attraverso le
istituzioni che sono
4 autorizzate all’interno del sistema delle Nazioni Unite per decidere
su
questo. Quindi non è logico
5 che io stia insultando qualcuno in questo modo - e non credo neppure
per
6 quanto riguarda un testimone, benché ci siano stati falsi
testimoni e
7 assassini, non credo di aver insultato nessuno di quei testimoni
8 durante il mio interrogatorio. Ma sto affermando argomenti politici e
legali
9 che ritengo validi in relazione alla illegalità di questo
Tribunale,
10 e questo è un mio diritto e non ho intenzione di essere
privato di
11 questo diritto solo perché al signor Nice o a chiunque altro
non piace.
12 Pertanto, chiedo il permesso che i testimoni vengano regolarmente,
13 che io li possa interrogare, e che io abbia i diritti relativi
14 a questo, gli stessi diritti che aveva l’altra parte quando ha
interrogato
15 i suoi testimoni. Chiedo né più né meno che
questo. In realtà io ho
16 di meno, perché le mie capacità per la preparazione
non
sono altrettanto ampie,
17 ma questo è un problema mio.
18 In qualsiasi circostanza, chiedo che ai testimoni sia permesso
19 di venire. Verranno qui per mio invito e non su invito
20 di qualcuno che essi non conoscono affatto.
21
E devo dire che non credo ci sia
nessun legale, che
22
si attiene ai codici di legge, che
rispetta le norme morali
essenziali, che
23
accetterebbe di venire imposto
come avvocato a qualcuno che non lo
accetta.
24 Non ritengo che esista qualcuno così, ma probabilmente tutto
25 è possibile.
Pag. 32334
1 Quindi chiedo il permesso di interrogare i miei testimoni.
2 E il signor Nice, che ovviamente desidera lui stesso interrogare i
miei testimoni
3 personalmente o attraverso un intermediario, ha lo stesso diritto di
4 contro-interrogare che avevo io quando lui ha portato i suoi
testimoni. Io non ho
5 interferito con la sua scelta dei testimoni.
6 GIUDICE KWON: Se posso dire questo al signor Milosevic ancora una
volta -
7 ricordo di averlo già detto in precedenza: signor Milosevic,
lei sta dicendo
8 che non può nominare un difensore perché non riconosce
questo
9 Tribunale. Tuttavia, a mio avviso, riconoscere il Tribunale e avere
10 l’assistenza di un legale sono due questioni diverse. In effetti, le
sue
11 azioni hanno già indicato questo. Lei ha nominato, con un
documento firmato
12 da lei stesso, i tre studi legali di Belgrado che durante la
13 presentazione del caso da parte dell’Accusa l’hanno assistita, inter
14 alia, raccogliendo informazioni e prove e preparando le
15 domande che lei ha posto ai testimoni. In sostanza, credo che siano
stati
16 i suoi difensori de facto, senza essere fisicamente presenti
nell’aula
17 del tribunale.
18 È con questo in mente, e dato che la presentazione del
19 caso della Difesa richiede un grado maggiore di sforzo fisico di
quanto possa
20 essere richiesto durante il caso dell’Accusa, che il Gabinetto del
Giudice discute
21 l’attuale questione di imporre o assegnare un consulente che la
assista.
22 Stiamo discutendo questo argomento per alleviare i suoi fardelli, non
23 per ridurla al silenzio. Se desidera veramente restare leale alla
sua asserzione
24 che si sta sforzando di presentare il suo caso per amore di
verità, allora credo
25 che sia la cosa più razionale, e nel suo miglior interesse,
che lei scelga di avere
Pag. 32335
[ Pagina in bianco inserita per assicurare che l’impaginazione tra
le trascrizioni in inglese e in francese corrispondano. ]
Pag. 32336
1 l’assistenza di un legale.
2 La sollecito a tenere presenti questi fatti. E in aggiunta a questo,
3 abbiamo il chiaro messaggio del dottore, il quale dice che lei non
è in grado di rappresentare
4 se stesso. Dobbiamo fare qualcosa in un modo o nell’altro. Ma sta a
lei,
5 come abbiamo suggerito, sta a lei evitare una tale imposizione di
6 consulenza in qualsiasi momento invitando i suoi associati a venire
in aula
7 per assisterla. E se lo desidera, c’è anche spazio per lei per
una ulteriore
8 flessibilità concedendole l’opportunità di integrare
l’interrogatorio
9 ed il supplemento di interrogatorio dei testimoni da parte del legale
da lei
nominato.
10 L’ACCUSATO: [trad. dal serbocroato] Signor Kwon, è questa la
differenza,
11 è questo il punto! Io non voglio trovarmi nella situazione di
contro-interrogare i
12 miei stessi testimoni. Voglio essere in grado di condurre
l’interrogatorio principale dei
13 miei testimoni, e questo è un mio diritto, stabilito da voi,
secondo le
14 vostre regole, che io abbia il pieno diritto di difendere me stesso.
Questa è una
15 differenza sostanziale.
16 Pertanto, le chiedo il permesso di chiamare ed interrogare i miei
17 testimoni. Questo è un mio diritto elementare.
18 GIUDICE ROBINSON: Signor Milosevic, nella sua precedente
presentazione
19 prima della pausa, lei ha fatto riferimento al sostegno del giudice
May al suo
20 diritto all’autodifesa. Anch’io l’ho sostenuto, e anche il giudice
Kwon, ma c’è
21 una decisione del Gabinetto del Giudice su quell’argomento, e dice
chiaramente che
22 il Gabinetto del Giudice sosteneva quel diritto, ma che il diritto
non era senza
23 riserva. Perciò le chiedo di tenerlo presente nei suoi
ripetuti
24 riferimenti alla precedente disposizione dl Gabinetto del Giudice su
questo argomento.
[...]
Pag. 32337
24 GIUDICE BONOMY: Signor Kay, credo esistano dei limiti a quanto
25 certi riferimenti possano essere tollerati e, come lei deve aver
osservato
Pag. 32338
1 ieri, credo che in due occasioni il signor Milosevic abbia fatto
riferimento a questo Gabinetto
2 del Giudice come facente parte di un’impresa criminale congiunta che
agisce contro di lui.
3 Ora, questo è offensivo. E l’unico motivo per cui non sono
intervenuto in entrambe
4 le occasioni era perché stava facendo una deposizione aperta,
5 che, a mio avviso, egli ha il diritto di fare senza interruzione, ma
quella
6 è stata l’unica ragione, glielo assicuro, per cui non ho
interrotto ciò che ritenevo fosse
7 un insulto evidente alla Corte...
NOTE - LEGENDA - NOMENCLATURA
ED
ACRONIMI
AID: servizi segreti della Bosnia di Izetbegovic
Madeleine Albright: Segretario
di Stato USA al tempo dei bombardamenti della NATO (1999)
Al-Qaida: rete terroristica,
guidata da Osama bin Laden, alla quale viene attribuita la serie di
spettacolari attentati iniziata l'11 Settembre 2001 negli USA. Sulla
presenza e sul ruolo di Al-Qaida nei Balcani consigliamo caldamente la
lettura di: J. Elsässer, “Wie der Dschihad nach Europa kam:
Gotteskrieger und Geheimdienste auf dem Balkan” (NP-Verlag, 2005)
Richard Allen: consigliere per la sicurezza alla
Casa Bianca, 1981-1982
Paddy Ashdown: Alto
Rappresentante dell'ONU in Bosnia Erzegovina - la carica istituzionale
più alta per questa Repubblica che con la guerra è stata
ridotta a protettorato internazionale. I poteri dell'Alto
Rappresentante sono quelli di un autocrate: nell'estate del 2004
Ashdown ha licenziato dagli incarichi una sessantina di politici
serbo-bosniaci che gli erano invisi
Milan Babic: già
presidente della Repubblica Serba di Krajna
James A. Baker III, Segretario
di Stato USA, 1989-1992
Balli Kombetär: movimento
pan-albanese risalente alla II Guerra Mondiale, oggi rappresentato
persino da un partito politico di estrema destra, presente con suoi
parlamentari nel Parlamento della Albania
Miro Bajramovic:
corresponsabile dei massacri ai danni della popolazione civile serba
nella Slavonia occidentale, sotto la guida di Tomislav Mercep (vedi);
sua la testimonianza in proposito, apparsa sulla rivista croata Feral
Tribune nel 1997
Carl Bernstein:
saggista; è probabile che Milosevic si riferisca al libro “His
Holiness: John Paul II and the Hidden History of Our
Time” (Sua Santità: Giovanni Paolo II e la Storia Nascosta dei
Nostri Tempi, di Carl Bernstein e Marco Politi).
BND: Bundesnachrichtendienst,
Servizio Federale Informazioni (servizi segreti tedeschi)
Tony Blair:
Primo Ministro del Regno Unito a partire dal 1997, leader del Partito
laburista
Zbigniew Brzezinski:
consigliere per la sicurezza nazionale
alla Casa Bianca, 1977-1981
Boutrous Boutros-Ghali: Segretario
Generale delle Nazioni Unite allo scoppio del conflitto, nel 1991-1992
William Casey: capo della CIA,
1981-87
Antonio Cassese: primo
presidente (1993-1999) del "tribunale ad hoc" dell'Aia per la ex
Jugoslavia, professore di diritto internazionale all’Università
di Firenze
Agim Ceku: leader militare del
movimento separatista albanese-kosovaro, già ufficiale della
JNA, per poi passare, dopo il 1991, all’esercito croato;
comandante del massacro e della devastazione nella Sacca di Medak
(Croazia 1993). Nel 1995 era generale e responsabile di attacchi contro
gli sfollati serbi ed anche contro la città di Knin, che avrebbe
dovuto essere sotto la protezione dell’ONU. Nel 1999, con
l’approvazione del Dipartimento di Stato USA, si congeda dall’esercito
croato per diventare, a 37 anni, il comandante supremo dell’UCK
Derek Chappell: portavoce della
polizia dell’ UNMIK (vedi) durante i pogrom del marzo 2004; allontanato
dall'incarico per avere dichiarato pubblicamente che la causa addotta
come scatenante dei pogrom, cioè il presunto annegamento di
alcuni ragazzi albanesi da parte di serbi, era una voce inventata e
gonfiata dai media locali a bella posta
Frank Cilluffo: ha deposto
davanti ad
una sottocommissione della Commissione Giudiziaria della House of
Representatives, il 13 dicembre 2000. La House of
Representatives (omologa della nostra Camera dei Deputati) ed il
Senato sono i due rami del Congresso degli USA
Wesley Clark: Comandante
supremo delle forze NATO in l'Europa nel periodo della aggressione
contro la Rep. Fed. di Jugoslavia (primavera 1999), autore del libro
"Waging Modern War: Bosnia, Kosovo and the Future of Combat," 2001
William "Bill" Clinton:
Presidente USA,
1998-2001 (Partito democratico)
Robin Cook: Ministro degli
Esteri britannico durante i bombardamenti del 1999
José Cutileiro:
diplomatico portoghese, autore dell'omonimo piano di pace sabotato da
Warren Zimmerman (vedi) nel marzo 1992
Dayton: località degli
USA, dove furono siglati gli omonimi Accordi per la cessazione della
guerra in Bosnia, il 21 novembre 1995
Raffael Merry Del Val:
(1865-1930) cardinale,
Segretario di Stato vaticano durante il pontificato di papa Pio X, fu
nominato da questi nel 1903, poco dopo l’inizio del pontificato. Fu
molto attivo insieme al papa contro il ‘modernismo'
Milovan Drecun: nato nel 1957,
studioso militare e politico, è stato membro del Partito
Socialista della Serbia, e corrispondente di guerra di RTS1 dal Kosovo
fino al 1999. Dopo il sequestro di Milosevic, fu messo al bando dalla
televisione nazionale. Scrive su argomenti politici e militari per
alcuni giornali della Serbia e del Montenegro. Ha scritto due libri sui
conflitti nel Kosovo: “Drugi Kosovski Boj” (“La Seconda Battaglia del
Kosovo”), e “Kosmetska Legenda”, (“La Leggenda Kosovara”). Si è
candidato alle elezioni del 2004
Stefan Dusan: nato nel 1308, re
della Serbia dal 1331 fino al 1355, l’anno della sua morte
EFOR: NATO Extraction
Force,
“Forza d’estrazione” NATO, nominalmente per il ritiro del personale
OSCE dal Kosmet (marzo 1999). Si sarebbe dovuta occupare della
sicurezza
dei 2000 verificatori KVM (vedi)
nella provincia, ed “estrarli” qualora ci fosse stato
pericolo. Constava di circa 1500 componenti; il suo quartier generale
era nella Macedonia
Gregory Elich: saggista
statunitense, autore di "The Invasion of Serbian Krajina"
Robert Gelbard: diplomatico
statunitense. Già
inviato speciale del presidente degli USA Clinton, e
del Segretario di Stato USA, per l’applicazione degli Accordi di
Dayton; in seguito ambasciatore USA nella Bolivia e nell’Indonesia;
sottosegretario di Stato per il traffico dei narcotici (International
Narcotics Matters) nella metà degli anni Novanta. Nella vita
privata, funzionario per gli affari internazionali e per i rapporti con
i governi di una società farmaceutica (intorno al 2003)
Dietrich Genscher: Ministro
degli Esteri tedesco nel governo Kohl (vedi), nel periodo attorno al
1991: fu il protagonista della forzatura della diplomazia tedesca che
impose il riconoscimento internazionale di Slovenia, Croazia e
Bosnia-Erzegovina, distruggendo così la RFS di Jugoslavia e
facendo scatenare la guerra
Gorazde: enclave musulmana
nella Repubblica Serba di Bosnia
Elena
Guskova: professoressa, esperta russa di Balcani
HDZ: Hrvatska Demokratska
Zajednica (Comunità Democratica Croata), partito della
destra
nazionalista croata che ha guidato la secessione nel 1990-1992
Alexander Haig:
Segretario di Stato USA, gennaio 1981 - marzo 1982
Sefer Halilovic: Capo di Stato
Maggiore
dell'Esercito della Bosnia-Erzegovina sotto Izetbegovic
Ralf Hartmann: ambasciatore
tedesco nel periodo ... , autore del libro Gli Onorevoli Mediatori
Chris Hedges:
giornalista del "New York Times"
David Hicks: giovane
australiano, presunto appartenente ad Al Qaida, accusato in un
procedimento davanti al tribunale militare del campo detenuti della
Baia di Guantanamo
Richard Holbrooke:
diplomatico USA fin dagli anni ’60. Tra i tanti incarichi: per il
Vietnam, fu capo dell’Ufficio per l’Asia
Orientale e il Pacifico del Dipartimento di Stato; complice del
genocidio a Timor Est del 1975 (quando l’amministrazione Carter
sovvenzionava l’Indonesia); negli anni
’80 è stato banchiere e consulente finanziario a Wall
Street;
ambasciatore USA in Germania (1993-94); sottosegretario di Stato USA
per gli affari europei e canadesi (1994-96); capo della
delegazione USA nell’ex Jugoslavia (1995- 99 ?); ambasciatore USA
presso l’ONU (1999-2002); editore ed autore, tra gli altri, dei
libri “To End a
War” (1999) sulle sue esperienze nella ex Jugoslavia
Enver Hoxha: partigiano
comunista, fondatore (nel 1941) e poi Segretario Generale del Partito
del Lavoro albanese
Konstantin Jiricek:
storico
Alija Izetbegovic: leader dei
musulmani bosniaci oltranzisti, fondatore dell'SDA (vedi), primo
presidente della Bosnia-Erzegovina "indipendente" a partire dal 1991,
già a capo del movimento collaborazionista filo-nazista "Mladi
Muslimani" (Giovani Musulmani) nel 1943, autore della "Dichiarazione
Islamica" e di altri testi ispiratori delle politiche nazionalistiche
musulmane in Bosnia
JNA: Jugoslavenska Narodna
Armija (Armata Popolare di Jugoslavia, l'esercito dello Stato
jugoslavo)
Gregory G. Johnson: Ammiraglio
della Marina USA (in pensione), tra il
2001 e il 2004 ha comandato AFSOUTH (Allied Forces, Southern Europe),
che successivamente è stato ribattezzato "Comando alleato
interforze", con sede a
Napoli. È stato il responsabile di tutte le operazioni della
NATO
nei Balcani nello stesso periodo. Nel marzo 2004 Johnson
paragonò le violenze di quel mese, durante
le quali morirono almeno 28 persone, ad una pulizia etnica, valutando
che
quasi mille serbi erano stati cacciati dalle loro case in quel periodo
Borisav Jovic: presidente della
presidenza collegiale della Jugoslavia dalla prima
metà
del 1990 e più tardi membro della presidenza, autore del
libro “The Last Days of the SFRY” (Gli Ultimi Giorni della RFSJ)
Jugoslavia: da "jug" (sud) e
"slavija" (terra slava), territorio abitato dagli Slavi del sud
KFOR: “The Kosovo Force”,
forza internationale di occupazione militare della provincia,
comandata
dalla NATO
Klaus Kinkel: a capo
della FDP (Partito Liberal-democratico tedesco) tra il 1993 ed il 1995;
Ministro per gli Affari
Esteri della Repubblica Federale Tedesca tra il 1992 ed il 1998;
Vice-cancelliere
federale tra il 1993 ed il 1998
KLA: vedi UCK
Helmut Kohl: a capo
della CDU (Unione
Democratico-cristiana tedesca) nel periodo 1973-98; fu Cancelliere
Federale della Repubblica Federale Tedesca dal 1
ottobre 1982 al 27 ottobre 1998
Kosmet: dicitura
abbreviata per
la provincia serba di Kosovo (vedi) e Metohija (vedi), anche detta
brevemente
"Kosovo" ("Kosova" nella desinenza albanese)
Kosovo: locuzione corrente
abbreviata per "Kosovo Polje" (Campo dei merli, in lingua serbocroata),
la piana dove ebbe luogo la storica battaglia del 1389
Krajina: regione della Croazia
confinante con la Bosnia occidentale e
l’Erzegovina. Abitata principalmente da Serbi fin dal
quindicesimo secolo, la regione nel 1991 si oppose alla secessione
della Croazia
dalla ex Jugoslavia e fondò uno Stato autonomo serbo (Republika
Srpska Krajina). Nel 1995
la Krajina fu invasa dalle forze croate che cacciarono via la maggior
parte della popolazione autoctona
Ivan Kristan: esperto
costituzionalista, testimone al "processo" dell’Aja, di origine
slovena, ex-magistrato della Corte Costituzionale Federale della
Jugoslavia
Damjan de Krnjevic-Miskovic:
analista politico, nato nella Repubblica
Federativa Socialista di Jugoslavia, residente a Washington D.C. Oltre
a collaborare
con “In The National Interest” appartiene a diversi “think tank”, tra
cui l' Institute on Religion and Public Policy (Istituto per la
Religione e la Politica Pubblica) ed il Karic Institute for Strategic
Studies and Development (Istituto Karic per gli Studi Strategici
e lo
Sviluppo) di Belgrado. Corrispondente per il quotidiano russo
“Izvestia”; l’articolo “Kristallnacht in Kosovo” è
apparso sulla
rivista “National Review” il 19 marzo del 2004
KVM: Kosovo Verification
Mission; missione OSCE (vedi) di verifica del cessate il fuoco in
Kosovo, ottobre 1998 - marzo 1999, guidata da William Walker
(vedi. Vedi anche: Racak)
Milan Levar: testimone a carico
dei responsabili dei
massacri a Gospic
Fatmir Limaj: ex-comandante
dell’UCK, co-fondatore del PDK
(Partito Democratico del Kosovo), membro del Parlamento del Kosovo;
estradato dalla Slovenia, dov’era fuggito, e trasferito al "Tribunale
ad hoc" dell’Aja
nell’inverno del 2003, con l'accusa di crimini contro l’umanità,
insieme ad
altri tre ex-appartenenti all’UCK; avrebbero commesso omicidi, arresti
ingiustificati e maltrattato civili serbi e albanesi nel campo di
prigionia di Lapusnik, nei pressi di Glogovac, durante il periodo
compreso tra il maggio e il luglio del 1998
Lewis MacKenzie: canadese,
comandò le truppe ONU in Bosnia nel 1992; in pensione dal ’93,
autore del libro: “Peacekeeper: The Road to Sarajevo” (“Pacificatore:
La Strada per Sarajevo”, 1993)
Markale: piazza del mercato,
nel centro di Sarajevo, Bosnia-Erzegovina. Due le stragi ivi compiute
nel corso della guerra fratricida: la prima nel febbraio 1994, quando
una bomba uccise 68 persone e ne ferì 197, tra le quali molti
bambini, che fu attribuita in una relazione segreta dell’ONU ai
musulmani. La seconda strage è del 27 o 28 agosto 1995, quando
ci furono circa 41 morti, 84 feriti. Entrambe furono subito attribuite
ai Serbi dalla ‘comunità internazionale’ allo scopo di
sferrare i bombardamenti della NATO contro i Serbi della Bosnia
Milan Martic: già
presidente della Repubblica Serba di Krajina
Metohija: dal greco "Metoh"
ovvero "territori dei monasteri" un tempo di proprietà della
Chiesa ortodossa. La locuzione è usata per indicare larga parte
della provincia serba del Kosmet, effettivamente costellata di
monasteri e chiese medievali
Mustafa Kroja: Primo ministro nel giugno
1941
dello Stato fantoccio pan-albanese, collaborazionista dei nazifascisti
Medak: villaggio sito
nell'attuale Croazia, già parte della Repubblica Serba della
Krajina. Nella "Sacca di Medak" (Medacki Dzep), 9-17 settembre
1993, si svolse una operazione militare di pulizia etnica antiserba da
parte delle forze militari croate. Le forze canadesi dell’UNPROFOR
riuscirono ad occupare tutta la zona soltanto il 17 settembre (dopo
alterne vicende, come un attacco croato contro le loro truppe),
appena prima che tutte le prove delle atrocità commesse contro
gli abitanti serbi dai militari croati fossero fatte sparire
completamente. L’attacco delle forze croate portò all’uccisione
di decine di civili serbi, ed alla cacciata degli altri. Gli 11
villaggi furono completamente rasi al suolo dai militari croati, che
uccisero anche la maggior parte del bestiame
Tomislav Mercep: militante
della estrema destra croata, già consigliere del Ministro per
gli affari interni croato, membro del Parlamento croato ("Sabor"), a
capo degli "squadroni della morte" che massacrarono la popolazione
civile serba nella Slavonia occidentale, ad esempio nella piana di
Pakrac (vedi: Bajramovic)
Ratko Mladic: Comandante in
capo dell'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia
Philippe Morillon: generale
francese, comandante dell’UNPROFOR durante il periodo della "strage di
Srebrenica"
MPRI: Military Professionals Resourcing
Inc., ditta di servizi militari e mercenari con sede in
Virginia, USA
Dragoljub Ojdanic: generale,
Capo di Stato Maggiore dell’esercito jugoslavo JNA durante la
aggressione NATO (primavera 1999)
ONG: acronimo per
"organizzazione non governativa"
Nasir Oric: vedi Srebrenica
OSCE: Organization for Security
and Cooperation in Europe
Lord David Owen: negoziatore,
autore di "The Balkan Odyssey", ideatore con Cyrus Vance di un piano
per la pace in Bosnia
Friederich Naumann: 1860-1919,
teorico
della geopolitica tedesca, autore del libro Mitteleuropa (Europa Centrale)
Klaus Naumann: alto ufficiale
dell'esercito tedesco, organizzatore delle "Kommando
Spezialkräfte"
che addestrarono l'UCK (vedi) nel 1997-1998
NDH: Nezavisna Drzava Hrvatska, Stato
Indipendente di Croazia, entità creata dall'Asse nazifascista
nel 1941 e retta dai criminali ustascia di Ante Pavelic (vedi) con
l'appoggio
del clero cattolico
Hermann Neubacher: inviato
speciale del
Terzo Reich nell'Europa sudorientale all'inizio della II Guerra
Mondiale
Ante Pavelic: leader storico
degli ustascia
Pec: città di 80,000
abitanti, situata in Kosmet a 15 km dal confine con l’Albania. Il 16
dicembre del 1998, sei serbi, di cui cinque adolescenti, furono uccisi
dentro un caffè, da due assassini mascherati che sparavano
all’impazzata con armi automatiche. I sospetti caddero subito sull’UCK,
che aveva delle basi non molto lontano
Racak: villaggio del Kosovo
meridionale, dove, nel gennaio del 1999 William Walker, capo della KVM
(vedi), inscenò
l’evento mediatico che sarebbe servito come pretesto per i
bombardamenti NATO. In seguito ad
uno scontro tra forze regolari jugoslave e combattenti dell’UCK, 40
membri appartenenti a questa organizzazione terroristica persero la
vita. Il giorno seguente degli operatori occidentali tolsero le divise
ai 40 cadaveri dell’UCK, li vestirono con abiti civili e li
ammucchiarono in una fossa comune. Walker portò un gruppo di
giornalisti occidentali a vedere “le prove” del massacro di “civili”.
La stampa occidentale proclamò alla “comunità
internazionale” che i serbi avevano massacrato 40 abitanti innocenti.
Prima di questa messa in scena alcuni giornalisti avevano
filmato il combattimento militare avvenuto il giorno prima; alcuni
giornali, come “Le Figaro”, contraddirono le menzogne della maggior
parte
della stampa occidentale
Rambouillet:
località nei pressi di Parigi, dove nel febbraio-marzo 1999 si
svolsero "trattative"-farsa, fino alla diffusione da parte degli
emissari USA di un testo-capestro: "The Rambouillet Accords, Interim
Agreement for
Peace and Self-Government in Kosovo" (Accordi di Rambouillet, Accordo
Provvisorio per la Pace e per L’Auto-Governo nel Kosovo)
RFSJ: Repubblica Federativa
Socialista di Jugoslavia (in serbocroato: SFRJ, Socijalisticka
Federativna Republika Jugoslavija; in inglese: SFRY, Socialist Federal
Republic of Yugoslavia)
Sant'Arcangelo: monastero
ortodosso in Kosovo. Fatto costruire dall’Imperatore Dusan (vedi) tra
il 1343 ed il 1352, a Prizren,
l’antica capitale del Regno Serbo; distrutto insieme a tutti i
luoghi di culto cristiano-ortodossi di Prizren, nel marzo del
2004
SDA: Stranka Demokratske Akcije, Partito
di Azione
Democratica, fondato da Alija Izetbegovic (vedi), presente in Bosnia,
Sangiaccato e Kosovo
SDS: Srpska Demokratka Stranka, Partito
Democratico Serbo, guidato da Radovan Karadzic
Martin Spegelj: ministro della
difesa nel governo secessionista di Tudjman
Srebrenica: città della
Bosnia orientale, all'interno della Repubblica Serba di Bosnia. Fu
dichiarata dall'ONU enclave musulmana protetta, ma servì anche
come base, per le milizie musulmane guidate da Nasir Oric, per
sanguinosi attacchi contro i villaggi serbi dei dintorni (strage di
Bratunac, ecc.). All'inizio di luglio 1995 la città fu presa dai
soldati di Mladic, senza alcuna opposizione da parte dell'ONU. Da
allora si parla di una carneficina, che i soldati serbi in quella
occasione avrebbero commesso, ma la effettiva modalità ed
entità della strage non è mai stata chiarita. Nel
decennale di quei fatti, nel corso di una grande cerimonia
internazionale, è stata data sepoltura a circa 600 cadaveri che
sono stati trasportati sul luogo da diverse località bosniache
Tito: nome di battaglia di Josip Broz, uomo politico jugoslavo,
1892-1980. Di famiglia mista sloveno-croata, fu leader dei comunisti
jugoslavi a partire dagli anni Trenta. Partecipò alla guerra di
Spagna (1936-1939), fu capo partigiano, primo
ministro della Jugoslavia dal 1945 al 1953, presidente della Jugoslavia
dal 1953 al 1980. Morì il 4 maggio 1980
Franjo Tudjman: fondatore
dell'HDZ (vedi), primo presidente della Croazia "indipendente", dal 30
maggio
1990 al 10 dicembre 1999
UCK: Ushtria Clirimtare E
Kosoves (Esercito di Liberazione del Kosovo - in inglese:
KLA, Kosovo Liberation Army)
UNMIK: U.N. Interim
Administration Mission in Kosovo, amministrazione "ad interim" dell'ONU
in Kosovo, creata in seguito alla occupazione militare straniera del
giugno 1999. Si tratta di fatto del governo coloniale del protettorato
UNPROFOR: UN Protection Force,
forza di “protezione” dell’ONU nella Repubblica Serba di Krajina
Cyrus Vance: diplomatico e
mediatore britannico, inviato speciale delle Nazioni Unite (vedi anche:
Owen)
William Walker: capo
della Missione di Verifica nel 1998-1999 (KVM, vedi), responsabile
della montatura di Racak (vedi) per giustificare i bombardamenti NATO
contro la Jugoslavia, scatenati il 24 marzo 1999. Già
amministratore dell’ONU per la Slavonia orientale (1997-1998),
ambasciatore USA in El Salvador (1988-1992 - complice insieme al
governo e all’esercito di El Salvador dei crimini degli "squadroni
della morte"), assistente del sottosegretario di Stato USA per gli
affari dell’America Centrale (1985-1988)
Vernon Walters: inviato
speciale statunitense all’ONU, in seguito
ambasciatore degli USA presso la Santa Sede
Susan Woodward:
autrice del libro "The Balkan Tragedy" (1995)
Warren Zimmerman: ambasciatore
degli USA nella
RFS di Jugoslava ai tempi dello scoppio del conflitto in Bosnia
(primavera 1992), responsabile - per sua stessa ammissione - di aver
convocato presso di se e convinto gli esponenti musulmani e croati a
ritirare la propria firma dal "Piano Cutileiro" già sottoscritto
da tutte e tre le parti in causa, precipitando così la
repubblica nella guerra fratricida
Izet Adil Zulfikarpasic:
co-fondatore, con Alija Izetbegovic, del partito SDA (vedi) dei
nazionalisti musulmani