I LIBRI, I LINK
ARCHIVIO DOCUMENTAZIONE ICDSM-ITALIA
contenente le cronache dal "Tribunale ad hoc" censurate dai media
e le prove che la morte di Milošević è stata perseguita lucidamente
dalla "Corte" per anni
http://it.groups.yahoo.com/group/icdsm-italia/
Fonte: http://www.resistenze.org/sito/te/po/se/pose6c17.htm
dal Giornale"Novosti", 14-03-2006
Intervista alla Dr. Mirjana Markovi´c Milosevic
VOGLIO CHE TORNI A CASA
- Non ho ancora deciso sul luogo della sepoltura di mio marito. Se
fossi nella posizione di decidere, sarei per Požarevac. Purtroppo, sono
ancora ostaggio del mandato di cattura dell’Interpol - ha detto la
moglie di Slobodan Miloševi´c, dr Mirjana Markovi´c.
Lei ha ribadito una sua affermazione al nostro giornale: "Il Tribunale
dell’Aja ha ucciso mio marito", ed ha aggiunto un suo chiarimento: -
Questo perchè si sono trovati nei guai in quanto per il processo erano
rimaste soltanto 37 ore di dibattimento, e loro non avevano prove per
condannarlo legalmente, ma al contempo non potevano neanche liberarlo –
in quanto è ormai chiaro che avevano creato questo tribunale apposta
per lui!
Su che cosa basa le sue affermazioni?
- Slobodan ormai era malato da lungo tempo e lo diventava sempre di
più. Lui richiamava l'attenzione della corte sul fatto che si sentiva
male, però non gli permettevano di curarsi. Non gli hanno neanche dato
la possibilità di avere una pausa per una convalescenza. In realtà, non
sarebbe bastata una convalescenza, servivano delle cure appropriate.
L'ultimo consulto internazionale di medici da Francia, Russia,
Jugoslavia, ha constatato certi cambiamenti vascolari nella testa, per
i quali un'urgente interruzione di tutte le attività sarebbe stata
indispensabile, nonché delle cure ospedaliere. Loro, però, non gli
hanno consentito neanche questo. La pausa che gli è stata concessa non
prevedeva un ciclo di cure. Gli hanno vietato il viaggio per curarsi a
Mosca. Sappiamo che stare sdraiati in una cella non cura nessuno.
Lui come reagiva a questo?
- Anche a voi è noto che dopo la pausa, lui ha continuato con l'enorme
lavoro, di cui era ormai esausto, e le conseguenze ci sarebbero state
anche per qualsiasi uomo più giovane e fisicamente sano; mentre lui,
come sapete, non lo era più.
L'anno scorso passava tre giorni alla settimana nell'aula del
tribunale. Negli anni precedenti, ci stava anche quattro, cinque giorni
in aula. In queste situazioni succedeva molto spesso che il mezzo di
trasporto che doveva portarlo al Tribunale tardava anche per due ore, e
lui trascorreva questo tempo in una stanza fredda: esausto, affamato e
malato. Tornando dal processo alla cella, stante la mole delle cose da
fare per l’udienza successiva, non aveva neanche più la lucidità
di decidere che cosa doveva fare per primo: mangiare, oppure prepararsi
per la giornata successiva. Aveva cinque milioni pagine da leggere! Mi
diceva che non era mai riuscito ad avvicinarsi a questa mole di
materiali con un qualche metodo e ad utilizzarla a dovere. Neanche per
questo godeva delle condizioni minime necessarie!
Su che cosa si basano i vostri dubbi che sia stato ucciso?
- Devo dire anche che gli capitava di non uscire all’aria aperta per
mesi interi. Le sue domande di mettersi in contatto con il medico
trovavano risposta nella visita settimanale del medico del carcere -
che era al servizio per tutto il carcere! Fosse per una infiammazione
del fegato, per la rottura di una gamba o un controllo della vista...
questo medico era "universale" per tutte le malattie; uno diverso non
veniva preso neanche in considerazione. Questo era il sistema del
Tribunale. Nonostante tutte queste circostanze, Slobodan lavorava
tantissimo, intellettualmente era molto preso, ma molto stanco. Queste
situazioni senza riposo si susseguivano quasi ogni giorno, con una
alimentazione pessima, privato dell'aria aperta... Semplicemente, lo si
portava verso un esaurimento profondo, verso quella fine
sopraggiunta l'altro ieri. Non posso dire se questo che ho fin qui
esposto si potrebbe descrivere con il termine di assassinio indiretto.
Forse sono state aggiunte altre misure fisiologiche al livello del suo
fisico che gli hanno accorciato la vita.
Quali sono le "misure" a cui allude, ha degli esempi concreti di cui
suo marito si è lamentato?
- Mi diceva, per esempio, che nelle cuffie c'era qualcosa che creava
danni alle vene capillari nella testa. Lui aveva richiamato
l'attenzione su questo. Questo è stato un ammonimento che lui ha fatto
al tribunale dell’Aja, voglio dire che non vi sto rivelando alcun
segreto. In tutte le situazioni quando chiedeva la parola per i
problemi di salute, il presidente della Corte gli toglieva la parola.
Tutti lo potevano constatare. A partire da tutto questo, si può
parlare di eliminazione fisica, 37 ore (di dibattimento, ndt) prima
della fine del processo.
Per quale motivo il Tribunale avrebbe voluto evitare di portarlo ad una
condanna?
- Come potevano condannarlo, quando non avevano accertato alcuna prova
di colpevolezza? Nelle 37 ore rimanenti non avrebbero potuto stabilire
nulla che non gli era stato possibile provare in questi cinque anni. Il
loro problema era che non riuscivano a condannarlo legalmente. Nello
stesso tempo, come avrebbero potuto metterlo in libertà, quando avevano
creato un Tribunale apposta per lui! Hanno impiegato tanta fatica, e
portato lì a testimoniare così tanti farabutti, ladri e bugiardi... Si
sono trovati in difficoltà ed hanno deciso che sarebbe stato meglio che
lui fisicamente non ci fosse più. Secondo la loro opinione questa era
una soluzione "elegante". L'hanno perciò ammazzato gli assassini
dell'Aja. Assieme a loro sono responsabili coloro che hanno
partecipato, ideato e finanziato quest’apparato mostruoso del mondo
moderno. Non elenco chi sono loro di persona. Ma quelli che hanno
compiuto questo atto si riconosceranno da soli in queste parole.
Quando ha visto suo marito per l'ultima volta?
- Ci siamo visti esattamente tre anni e due mesi fa. Le mie visite sono
state rese impossibili per via dell'operazione "Sciabola" (ndt: una
retata di migliaia di oppositori in conseguenza dell’omicidio
dell’allora primo ministro Z. Djindijc, poi quasi tutti rilasciati dopo
qualche mese di carcere), quando emisero un mandato di cattura contro
di me. Questo era del tipo "rosso", il più pesante che c’è, perché
avevo messo in contatto - cito esattamente: una certa donna, segretaria
del Governo, con la baby sitter di mio figlio, per cui questa aveva
chiesto ad una segretaria del Governo se poteva fargli assegnare un
appartamento monolocale per lei e per il suo figlio piccolo. Per questo
crimine, per averle messe in contatto, perché la baby sitter potesse
ottenere un appartamento poco più grande di una grossa scrivania, è
stato emanato un mandato di cattura Interpol del tipo "rosso". Mio
marito mi aveva detto che la metà dei paesi non avevano mai accettato
questo mandato, poiché non è possibile che sia formulato per un tale
"crimine". Per dire la verità: non ero affatto intervenuta per
quell’appartamento! Non ho avuto alcun ruolo in tutto ciò.
Naturalmente, è chiaro non solo a me che quest’appartamento non aveva
proprio un bel niente a che fare con un qualche presunto gravissimo
crimine, ma si trattava soltanto di un disegno in modo che Slobodan
avesse ulteriori problemi laggiù e soffrisse di più.
Quando vi siete sentiti con lui per l'ultima volta?
- Nella serata di venerdì scorso. Di solito ci
sentivamo di sera verso le otto e mezza, prima della chiusura della
cella. Di solito, mi chiamava verso le otto di sera. Mi ha detto:
"Dormi bene, mia cara! Quando mi sveglio domattina, ti chiamerò".
Ed è successo quello che è successo.
Avete l'intenzione di ritirare la salma all'Aja? E, secondo lei, queste
circostanze avranno un ruolo sulla determinazione del luogo di
sepoltura?
- Non ho ancora deciso niente. Come posso andare all’Aja per ritirare
la salma, con il mandato di cattura sulla mia testa?
Spera in un'abolizione del mandato di cattura? Nel caso Belgrado lo
revocasse, l'accetterebbe?
- L'accetterei, naturalmente. Come potrei non accettarlo, visto che
vivo come un ostaggio da tre anni, dall'apertura dell’operazione
"Sciabola" fino ad oggi.
(...) E’ al corrente del fatto che il mandato di cattura su suo figlio
Marko è stato ritirato...
- So che Marko può andare...
La gente di Požarevac chiede che venga sepolto là, l'SPS è
dell'opinione che la cerimonia si dovrebbe svolgere nel Viale degli
Eroi a Belgrado, subentra anche l’ipotesi Montenegro: cosa ne
pensa lei di tutto ciò? (...) Se fosse lei da sola a decidere,
sceglierebbe Požarevac o Belgrado?
- Se decidessi io da sola? Požarevac, senz'altro. (...)
Per mesi nella cella di Slobodan tenevano accese le video-camere senza
interruzione, le luci erano accese costantemente, tutto affinchè non
potesse dormire. Questa è una delle note forme di tortura, il cui scopo
consiste nel disintegrare nei nervi la persona, non permetterle di
dormire, lavorare, ragionare, cosicchè diventi irritata, incapace di
agire...
Nell'occasione di una mia visita in Olanda dovetti firmare un
documento, che non avrei mai rivelato queste informazioni, proprio
queste di cui la sto informando ora. Dovevo tacere su tutto ciò. Che
orrore! Naturalmente, è tremendo il fatto che nessuno abbia denunciato
che lo sottomettevano a questo, mentre ne erano informati. E' tremendo
che nessuno abbia mai protestato contro tutto questo.
In alcuni media si insinua un dubbio che il suo marito abbia fatto un
gesto autolesionista contro di se'.
- Dovrebbero inventare qualcosa di più originale. Potete discutere su
questo tema con Zdenko Tomanovi´c, penso (ndt.: consigliere legale di
fiducia di Milosevic). E' stato lui a vederlo sempre, anche subito dopo
il decesso. Queste insinuazioni sono talmente teatrali, come dire...
sono il frutto di gente perversa.
Milena MARKOVI´C, Novosti
Da: www.novosti.co.yu (14/03/06)
Traduzione di D. Kovacevic, revisione ed adattamento del testo a cura
di ICDSM-Italia.