Ottobre 1944: i giovanissimi
        combattenti che, nelle file della Seconda Brigata Proletaria,
        hanno preso parte ai combattimenti per la liberazione di
        Belgrado, posano soddisfatti per la foto-ricordo (dal libro:
        Pokret!, di A. Clementi, ed. ANPI Roma, 1989)

P A R T I G I A N I !

Roma, 7-8 maggio 2005



INTERVENTO DI FRANCO ALUNNI



Cari compagni e compagne,

Porto il saluto degli antifascisti romani a questa nostra manifestazione per il 60.mo della Liberazione dal nazifascismo.
La mattina del 9 settembre 1943 sono andato con altri cittadini al carcere di Regina Coeli per cercare di liberare i detenuti politici. Il carcere era guardato da alcuni reparti dell'Esercito e dalla polizia dell'Africa (PAI). Dopo alcune ore di trattative con il responsabile del servizio militare ed alcuni cittadini che erano responsabili dei clandestini del PCI, invece di dare una risposta ordinarono di sgombrare e finire la manifestazione. La manifestazione seguitò anche nel pomeriggio. Dopo il ritiro dei soldati il carcere venne aperto e furono liberati i prigionieri politici e i detenuti comuni.
Io con altri cittadini, sempre nel pomeriggio, andammo a Porta S. Paolo ad aiutare i soldati che avevano iniziato a combattere contro i tedeschi.
Ai cittadini che avevano esperienza militare venne dato un fucile o un mitra. Noi ragazzi (io non avevo 17 anni), altri poco più grandi ed anche più piccoli (15 - 16 anni) aiutavano a portare munizioni ed aiutavano i feriti ad essere evacuati.
I combattimenti furono molto violenti, vi furono morti e feriti. Alla fine della battaglia per la difesa di Roma risultarono caduti 450 militari e 200 civili di cui 25 donne.
I Granatieri di Sardegna ed altri soldati con alcuni vecchi fucili "91" e vecchi cannoni della I Guerra Mondiale tennero testa ai tedeschi che erano armati con le più moderne armi e carri armati.
Dopo diversi giorni di combattimento gli italiani si dovettero ritirare perché i tedeschi avanzavano da tutte le parti, ormai tutte le difese intorno a Roma erano cadute: Magliana, Monterotondo, Via Ostiense. I tedeschi già erano entrati in diversi quartieri di Roma.
Alla battaglia di S. Paolo parteciparono Giorgio Amendola, Luigi Longo, Antonello Trombadori e altri compagni che ho riconosciuto nel dopoguerra e nel PCI.

Finisco qui scusandomi se ci sono inesattezze.
Vi elenco per onorarli i partigiani morti sotto tortura: 1735; i 335 delle Fosse Ardeatine; i 10 fucilati a Pietralata, 6 a Ladispoli, 10 donne al Portuense, 10 donne al Tiburtino, 80 a Forte Bravetta, 14 a La Storta; i 700 deportati al Quadraro.
Ricordate sempre ed onorate tutti questi caduti per la Libertà che ci permettono di lavorare per un mondo migliore.

Nel 1944 sono andato volontario nell' Esercito di liberazione - Divisione Cremona anche per dare un contributo alla liberazione dell'Italia dal nazifascismo.

Vi cito un brano di Pietro Calamandrei che dice:

"Più duro di ogni macigno con la roccia di questo patto giurato tra uomini liberi che volontari si adunarono, per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore nel mondo".

Vi auguro buon lavoro!  

Franco Alunni

Impossibilitato a partecipare incarico la compagna Rita di leggere questo documento per me.


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P A R T I G I A N I !
Una iniziativa internazionale ed internazionalista
nel 60.esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo

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