P A R T I G I A N I !

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NELLO MARIGNOLI

Indice e collegamenti:

23 novembre 2016: Pietro Benedetti ricorda Nello Marignoli a due anni dalla scomparsa

Viterbo, 21 novembre 2015: Diventare testimoni. Una targa per Nello Marignoli

Se ne è andato l’ultimo nostro Partigiano (ANPI Viterbo, 23/11/2014)
Slava drugu Nelu, borcu za Slobodu (Coord. Naz. per la Jugoslavia - onlus, 24/11/2014)
Il ricordo di Pietro Benedetti (24/11/2014)
La resa, la sconfitta e la vittoria (Quello che dico... dico pure poco!) (di Pietro Benedetti – PDF)

Drug Gojko. La pagina dedicata allo spettacolo teatrale ispirato alle vicende di Marignoli


Ascolta l'omaggio sonoro e poetico di Pietro Benedetti per Nello Marignoli (aprile 2015)



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23 Novembre 2016
UN RICORDO DI NELLO MARIGNOLI A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA

di Pietro Benedetti

Nello Marignoli, figlio di un benzinaio e gommista, è arruolato nella Regia Marina militare il 26 gennaio 1942 e nel maggio dell’anno successivo inviato come radiotelegrafista sul fronte greco-albanese a bordo del dragamine “Rovigno”, col quale compie cinque missioni. Attraccati al porto di Valona è lui, l’8 settembre, a captare sulle onde corte di Radio Cairo la notizia dell’armistizio che, in un primo momento, i suoi superiori credono solo frutto della propaganda nemica.
Il giorno 12 i militari tedeschi salgono sulla nave per reclutare quelli che intendono combattere per il Terzo Reich: uno solo accetta, tutti gli altri marinai sono presi prigionieri. Nello viene internato in Bosnia, a Dubrovnik, Zitomislic e Citluk, dove sopravvive a stento e lavora come vulcanizzatore di pneumatici. Grazie a uno stratagemma e con l’appoggio di infiltrati dell’Esercito popolare di Liberazione della Jugoslavia, riesce a fuggire nell’agosto ’44 ed entra nella Resistenza, dove trova migliaia di alpini della Taurinense e diviene radiotelegrafista nella X Brigata Herzegovaska con la quale prende parte a varie battaglie sui fronti di Dubrovnik, Mostar e Sarajevo. Raggiunge Trieste a maggio del 1945 e a piedi e in autostop torna nella Capitale, da dove rientra a Viterbo col trenino della Roma nord.
Per meriti di guerra, Marignoli ottiene il grado di Maresciallo, la Medaglia di Bronzo al Valor Militare, una Croce di Guerra e la qualifica di Partigiano combattente all’estero, oltre alla Spomen Medalju commemorativa ricevuta da Josip Broz Tito. Nel dopoguerra segue le orme paterne continuando l’attività di gommista e dedicando il suo impegno civile all’ANPI per tutta la vita: nel 2011 è eletto Presidente onorario del Comitato Provinciale della sua città.

Ho potuto scrivere e interpretare lo spettacolo Drug Gojko che parla della sua storia militare civile e sociale; Nello me l’ha offerta come un dono particolare, il suo messaggio di pace e di verità contro ogni guerra.
Aveva la stessa età di mio padre e pensavo di arrivare da lui come un figlio, ma lui mi ha accolto come un nipotino e con quel particolare linguaggio che hanno i nonni, mi ha aiutato con i suoi racconti a capire perchè essere partigiano, la sua verità dei sentimenti che aveva provato incontrando un altro popolo, il suo continuo rispetto per la cultura di quegli uomini e di quelle donne che lottarono insieme a lui per la libertà; la sua purezza nel tornare a casa, al suo lavoro, senza pretendere.
Il solo riconoscimento lo riceve nel 1964 dal popolo Slavo, e poi questa sua lingua slava “viterbesizzata” con dolcezza, è così che ho potuto registrare da spettatore le emozioni di un grande attore di vita, grazie Nello per avermi insegnato a diventare testimone per la pace.
Con Nello se n’è andato l’ultimo combattente partigiano viterbese.





Viterbo, 21 novembre 2015

Diventare testimoni.
UNA TARGA PER NELLO MARIGNOLI


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ore 10 - spettacolo Drug Gojko, di e con Pietro Benedetti, regia di Elena Mozzetta
ore 11:30 - consegna del libro Drug Gojko (Davide Ghaleb Editore)
ore 12 - apposizione della lapide in memoria di Nello Marignoli, in Via Garibaldi 63 a Viterbo

Il Comune di Viterbo, in occasione dell'anniversario della morte di Nello Marignoli, 23 novembre 2014, medaglia di bronzo al valor militare, partigiano e presidente onorario ANPI Viterbo, in collaborazione con ANPI di Viterbo, Davide Ghaleb Editore e Real Dreams, ricorda il proprio concittadino Nello. Intervengono il Sindaco Leonardo Michelini, l'Assessore alla Cultura e Scuola Antonio Delli Iaconi e il Presidente dell'ANPI Silvio Antonini.




Da: "anpi.vt  @libero.it"
Oggetto: E' morto Nello Marignoli
Data: 23 novembre 2014 12:40:29 CET

Se ne è andato l’ultimo nostro Partigiano

NELLO MARIGNOLI

Radiotelegrafista della Marina militare italiana, Combattente nell’Esercito popolare di liberazione jugoslavo, Presidente onorario del Comitato provinciale Anpi Viterbo

Alle 4,30 di questa mattina, presso l’Ospedale di Belcolle, ricoverato a seguito di un’insufficienza renale, è morto Nello Marignoli. Nato a Viterbo, il 19 aprile 1923, figlio di Giuseppe, benzinaio - gommista presso viale Raniero Capocci, Nello è arruolato il 26 gennaio 1942 nella Regia marina militare italiana, in qualità di radiotelegrafista. Nel maggio dell’anno successivo è inviato sul Fronte greco - albanese, a bordo del dragamine Rovigno, ove ha compiuto cinque missioni. L’Armistizio lo sorprende al porto di Valona. Proprio in qualità di marconista aveva captato la notizia dalle emissioni ad onde corte di Radio Cairo. Portata l’informazione in plancia, il Comandante in seconda gli aveva puntato la pistola intimandogli di non divulgare quello che considerava solo un messaggio della propaganda nemica. Il 12 settembre i tedeschi salgono direttamente sulla nave e chiedono ai marinai chi vuole passare immediatamente a combattere per il Terzo Reich. Solo uno aderirà; gli altri saranno fatti prigionieri. Marignoli è internato in Bosnia, nei campi di concentramento di Dubrovnik, Zitomislici e Citluk, dove, tra sofferenze, soprusi e privazioni d’ogni tipo, svolge la professione di vulcanizzatore, cioè riparatore di gomme. Grazie ad uno stratagemma organizzato dall’Esercito popolare di liberazione jugoslavo (Eplj) tramite infiltrazioni nel campo di concentramento, Marignoli riesce ad evadere nell’agosto 1944. A Mostar, gli ufficiali jugoslavi gli propongono di entrare nella Lotta di liberazione. Proprio nel passaggio alla Resistenza, si ritrova in un accampamento con diverse migliaia di alpini della Divisione Tuarinense, in procinto di diventare la Taurinense - Garibaldi. Così, in un esercito che per le comunicazioni si serviva delle staffette, Marignoli diviene radiotelegrafista presso la X Brigata Herzegovaska dell’Eplj. Prende parte a diverse battaglie sul fronte di Bileca, Dubrovnik, Mostar e Sarajevo sino a raggiungere Trieste, la città contesa, nel maggio 1945. Durante la Resistenza, Marignoli è stato, altresì, testimone dei crimini commessi dal nazifascismo contro le popolazioni balcaniche e contro i soldati italiani stessi, dopo l’8 Settembre. Farà ritorno a piedi e in autostop sino a Roma, per giungere a Viterbo con il treno della Roma nord. Al posto però della casa, in via Garibaldi, troverà un cumulo di macerie, in una città semidistrutta dai bombardamenti alleati. A riconoscerlo, un cugino di secondo grado, Domenico Morelli, che lo accompagnerà dalla madre, sfollata con tutta la famiglia in via delle Piagge, nel quartiere di S. Faustino.

Per i meriti di guerra, Marignoli, riconosciuto con il grado di Maresciallo, conseguirà la Medaglia di bronzo, la Croce di guerra e la Qualifica di Partigiano combattente all’estero, dal Ministero degli interni. Dal Presidente della Repubblica federativa socialista jugoslava, Josip Broz Tito, riceverà, nel 1964, la “Spomen medalju”, la Medaglia commemorativa in ricordo della Lotta partigiana nel territorio jugoslavo.

Da civile, Marignoli riprenderà l’apprezzata attività di gommista. Da pensionato otterrà, quindi, il Leone del Comune per l’impegno nell’imprenditoria.

Iscrittosi all’Anpi nell’immediato Secondo dopoguerra, ha partecipato assiduamente all’attività dell’Associazione, presenziando alle cerimonie pubbliche, finché le condizioni di salute glielo hanno consentito. Nel Congresso del 29 gennaio 2011, difatti, il Comitato provinciale Anpi lo ha eletto Presidente onorario.

In questi anni l’Anpi si è impegnata a divulgare l’esperienza di Marignoli, promuovendo e sostenendo pubblicazioni cartacee, audiovisive e drammaturgiche. Dieci anni fa uscivano le sue memorie di guerra, scritte su invito del figlio Massimo e curate dall’on. Angelo La Bella (Diario di guerra di Nello Marignoli, Radiotelegrafista della Marina Militare, Partigiano combattente all’estero, Viterbo, Anpi Comitato provinciale, 2004). Tre anni dopo, veniva prodotta una docuintervista (Mio fratello Gojko, Intervista a Nello Marignoli, partigiano viterbese combattente in Jugoslavia, di Giuliano Calisti e Francesco Giuliani, Dvd_Italia_2007_60’). Nel 2008, su iniziativa del Comitato provinciale Arci, le vicende di Marignoli si inserivano in un progetto per la salvaguardia della memoria partigiana locale. Ne sortivano uno spettacolo teatrale - musicale, La Cerimonia, di Ferdinando Vaselli, e una mostra audiofotografica, Morale della favola, a cura di Daniele Vita, che riceverà il premio Epson - Le Logge, completate da una monografia (Morale della favola, Raccontare la Resistenza oggi, a cura di Marco Trulli, Roma, Purple Press, 2009). È del 2012 il debutto dello spettacolo Drug Gojko, di e con Pietro Benedetti, per la regia di Elena Mozzetta, il cui testo è stato pubblicato presso l’editore Ghaleb: un monologo teatrale interamente dedicato all’esperienza bellica di Marignoli, con all’attivo ormai decine e decine di repliche e migliaia di spettatori in giro per l’Italia e presto, auspichiamo, anche all‘estero. Sempre nel 2012, i trascorsi resistenziali di Marignoli sono inseriti in un volume collettaneo di respiro nazionale con le testimonianze dei partigiani ancora in vita (Io Sono l’ultimo, Lettere di partigiani italiani, a cura di Stefano Faure, Andrea Liparoto e Giacomo Papi, Torino, Einaudi, 2012, pp. 214-219).

Con Nello se ne va l’ultimo Combattente partigiano di Viterbo. Per noi viene a mancare una figura umana esemplare, una testimonianza resistenziale eroica proprio perché priva di retorica e di autocelebrazione, un’esistenza onesta segnata dal proprio lavoro nell‘artigianato, senza prebende o vantaggi dati dalla politica. Il Partigiano Nello è stato tutto questo, “e poi.., quello che te dico è poco”.

Facciamo le condoglianze ai figli: Claudio, Giuseppe, Massimo, ai familiari e ai parenti tutti.

Invitiamo la cittadinanza a partecipare all’Ultimo saluto, domani, lunedì 24, ore 10,30, presso la Chiesa del Sacro Cuore al quartiere Pilastro.

Silvio Antonini

Presidente Cp Anpi Viterbo

23 novembre 2014





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SLAVA DRUGU NELU, BORCU ZA SLOBODU

Profondamente addolorati per la notizia della morte di Nello Marignoli, partigiano italiano nell'Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia, partecipiamo in particolare al lutto dei compagni dell'ANPI di Viterbo che in questi anni hanno saputo valorizzare l'esperienza di Marignoli raccogliendone accuratamente la testimonianza e trasformandola in un vivido strumento di mobilitazione delle coscienze.
Le produzioni saggistico-memorialistiche ed artistico-teatrali basate sui racconti di Marignoli, prima tra tutte la toccante e bellissima piece "Drug Gojko" curata e magistralmente interpretata da Pietro Benedetti, rimangono per il presente e per il futuro. Perciò il compagno Marignoli muore oggi ma non scompare né oggi né domani: la sua vicenda rimane esempio e riferimento per tutti noi, nei valori della Libertà (Sloboda) e della Fratellanza (Bratstvo).
Ai compagni dell'ANPI di Viterbo va il nostro abbraccio solidale e il nostro giuramento: continueremo insieme, coscienti di dover combattere ancora a lungo una battaglia diversa, meno cruenta ma non meno dura di quella che Nello combattè sui monti della Bosnia. E' la guerra contro l'oblio, contro il tradimento della Resistenza operato da questa classe politica, contro il fango che viene continuamente gettato sul sacrificio eroico dei partigiani italiani e jugoslavi, in Jugoslavia e in Italia.

HAJDE DRUZE NELO, U TVOJE IME BORBA SE NASTAVLJA

Il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus
24 novembre 2014



A Nello

Il 23 novembre è deceduto drug (amico, fratello, compagno) Nello Marignoli, partigiano combattente nell'Esercito Popolare di Liberazione jugoslavo. Ho potuto scrivere e interpretare lo spettacolo Drug Gojko che parla della sua storia militare civile e sociale; Nello me l'ha offerta come un dono particolare, il suo messaggio di pace e di verità contro ogni guerra. Aveva la stessa età di mio padre e pensavo di arrivare da lui come un figlio, ma lui mi ha accolto come un nipotino e con quel particolare linguaggio che hanno i nonni, mi ha aiutato con i suoi racconti a capire perchè essere partigiano, la sua verità dei sentimenti che aveva provato incontrando un altro popolo, il suo continuo rispetto per la cultura di quegli uomini e di quelle donne che lottarono insieme a lui per la libertà; la sua purezza nel tornare a casa, al suo lavoro senza pretendere. Il solo riconoscimento lo riceve nel 1964 dal popolo Slavo, e poi questa sua lingua slava "viterbenizzata" con dolcezza... è così che ho potuto registrare da spettatore le emozioni di un grande attore di vita.
Grazie Nello per avermi insegnato a diventare testimone per la pace.


Pietro Benedetti
24 novembre 2014



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Una iniziativa internazionale ed internazionalista
nel 60.esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo

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