Ottobre 1944: i giovanissimi
        combattenti che, nelle file della Seconda Brigata Proletaria,
        hanno preso parte ai combattimenti per la liberazione di
        Belgrado, posano soddisfatti per la foto-ricordo (dal libro:
        Pokret!, di A. Clementi, ed. ANPI Roma, 1989)

P A R T I G I A N I !

Roma, 7-8 maggio 2005



Gli interventi al Convegno di
MIRIAM PELLEGRINI FERRI

già partigiana di Giustizia e Libertà, che subì il carcere ed aggressioni fisiche da parte dei fascisti, ora presidentessa del G.A.MA.DI. (Gruppo Atei Materialisti Dialettici) ed autrice di raccolte poesie ed altri testi quali il romanzo: ”Volevamo cambiare le stelle”





Intervento di apertura della iniziativa:

Normalmente si festeggia il 25 aprile come un punto di arrivo. In realtà fu una tappa, importantissima del lungo cammino della classe operaia in primo luogo, ma anche di tutto il popolo, e per meglio dire di molti popoli europei  e non.

Da quando, col mutamento della società feudale in società industriale capitalista, i contadini, i piccoli artigiani, i lavoratori in genere sono divenuti classe operaia, lo sfruttamento e per contro le lotte, sono divenute sempre più aspre, ma anche sempre più organizzate.

La classe operaia applicava principi internazionalisti e si dava gli strumenti idonei per le proprie rivendicazioni, come ad esempio le organizzazioni sindacali e le cosiddette Internazionali delle quali come si sa la prima fu creata a Londra nel 1864.

Il capitalismo tentò una via d’uscita scatenando la Prima Guerra Mondiale.  Ma le cose gli andarono male. Lenin, cogliendo la buona occasione datagli proprio dai disagi che la guerra aveva procurato al popolo russo, diede la direttiva rivoluzionaria  di insorgere.

Questa direttiva, nonostante le immense difficoltà, fu vittoriosa, e la capacità di Stalin di applicare le teorie di Lenin consentì l’inizio dell’edificazione socialista in quel paese.
Il capitalismo, allarmato per questo esempio russo, alimentava e finanziava la nascita del fascismo in Italia e, dopo qualche anno, l’avvento del nazismo in Europa, trovando gli individui adatti, senza scrupoli e purtroppo senza limiti.

In Asia, c’era il Giappone che offriva garanzie reazionarie avendo già invaso la Corea e tentando spesso di muovere guerre alla Cina.

E per il nostro paese, col fascismo,  comincia l’epoca dei delitti di Stato, del manganello, degli incendi, dell’olio di ricino. Arroganza, ignoranza, sceneggiate, accompagnavano i delitti e gli arresti.

Così, gli oppositori riempivano le carceri e il confino. (Appunto per questo, vogliamo ricordare quest’ epoca col film "La Villeggiatura"). E cominciava la Resistenza.

Dopo i crimini del regime fascista in Spagna, in Etiopia, in Albania, in Jugoslavia, in Grecia, il nazista Hitler sentendosi potente, usciva dal controllo dell’imperialismo mondiale e scatenava una guerra in Europa allo scopo di  dominarla totalmente.

Fu la grande abilità di Stalin col patto sottoscritto col tedesco Ribbentrop a permettere, più tardi, la vittoria contro il nazifascismo. Questo patto consentì all’Unione Sovietica di avere il tempo necessario per armarsi e per portare tutte le industrie oltre gli Urali.

Di fatto, le porte di Auschwitz furono aperte dall’Armata Rossa che entrò anche in Berlino.
Insomma, l’Armata Rossa fu determinante per questa vittoria, anche se la borghesia  cerca di alterarne la verità.

Un’altra realtà alterata è quando si dice che gli alleati ci avrebbero liberato.
Noi sappiamo che, fino a Napoli, le città sono state liberate dai Partigiani. Solo Roma è stata costretta ad attendere gli alleati per una direttiva sbagliata ed opportunistica.  Roma è stata eroica e si sarebbe liberata  benissimo da sola.
Va sottolineato che i nazisti hanno firmato la resa al Comitato di Liberazione Nazionale. Quindi, a ben diritto reclamiamo questa vittoria sul crimine e sull’arroganza imperialista.

Questo convegno vuole appunto rivendicare tutto questo, così come a ben diritto possono rivendicare questa vittoria il popolo della Jugoslavia, e il popolo dell’Albania.
Oggi, noi tutti continuiamo ad essere Resistenti, contro un governo reazionario formato dai discendenti della genia fascista, e carretto di coda dell’imperialismo aggressore USA.

Vogliamo ricordare, allora, che in questa Resistenza contro l’odierno imperialismo, sono in testa il popolo palestinese, il popolo iracheno, i popoli dell’America Latina e in primo luogo la gloriosa Cuba - che tiene testa con grande dignità e convinzione alle minacce continue  dell aggressore USA -, il popolo coreano - il più lungamente resistente dei popoli, che ininterrottamente dal 1912 ha resistito contro l’invasore giapponese, contro il nazifascismo e contro gli USA che pur se cacciati a mare nel 1952, continuano con minacce e ritorsioni -, e va ricordata la Resistenza dei popoli dell’ Africa costantemente defraudati, e tutti quei popoli che in forme diverse sono bersagliati dalle minacce, dai soprusi, dagli atti di terrorismo tanto in uso dall’odierno imperialismo.

Questo Convegno vuole non sono salvaguardare la memoria storica, ma essere un impegno collettivo di battaglia, di creatività per trovare nuove forme di lotta sempre più efficaci, perché questa nuova fase della Resistenza internazionalista veda il crollo dei disegni minacciosi dell’ imperialismo, restituisca il diritto all’autodeterminazione per tutti i popoli.

Viva la Resistenza contro il nazifascismo!
Viva la Resistenza contro il nuovo imperialismo USA!


In apertura della sessione sulla Resistenza in Albania:

Albania vuol dire: la nostra alba. Il popolo albanese è vissuto sempre con le armi in mano, mai per offendere altri popoli, sempre per difendersi e per ribellarsi. Vogliamo qui ricordare il grande patriota e condottiero albanese Giorgio Castriota Skandeberg che con la sorella Mimica, comandante in campo, tenne testa all’esercito ottomano per ben 25 anni, salvando l’Europa dall’invasione ottomana. Da qui, le comunità albanesi in Italia, ospitalità concordata tra i due paesi.

Ricordo in un museo, una lettera autografa di Giuseppe Garibaldi che testimonia e si congratula per l’eroismo degli albanesi che con lui hanno combattuto.

Con queste origini, il popolo albanese guidato dalla grande mente di Enver Hoxha si è immolato contro il fascismo italiano invasore e poi contro il nazifascismo nella Seconda Guerra Mondiale liberando il paese senza che alcuna forza straniera (ossia i cosiddetti alleati) avesse minimamente contribuito.

Tra i nostri numerosi compagni ed amici albanesi voglio ricordare Nexhmjie Hoxha, ardente partigiana, e mia amica per la vita. Ed anche, voglio ricordare il comandante Sqephet Peçi, illustre personalità albanese che fu più volte ministro, che si è lasciato morire in carcere trascinato da quella sporca figura di Sali Berisha, fantoccio insediato dall’imperialismo che aveva distrutto l’Albania socialista.

Peçi, malato e quasi novantenne, disse: non accetto né cibo né medicine dai fascisti. Noi speriamo che questo esempio illumini sempre il popolo albanese. Sqephet  era un mio grande amico e mi definiva la sua sorellina.

In seguito ad un appello di Enver Hoxha, una parte di soldati italiani mandati in Albania dal fascismo, si arruolò nelle file partigiane. Altri, lavorarono nelle case dei contadini e dei montanari. Alcuni, si lasciarono prendere prigionieri dai nazisti.

Vorrei ricordare qui Terzilio Cardinali, comandante dei Resistenti italiani, medaglia d’oro, purtroppo caduto in battaglia.

Vorrei sottolineare che i Resistenti italiani in Albania sono tornati  in patria con l’onore delle armi.
Ricordo inoltre: Arturo Foschi, Bruno Brunetti, Mario Fantacci, D’Angelo, Gatti ed altri, tra i quali Ettore Bonavolta, Presidente dell’ANPI di Napoli, che ha dato l’adesione a questo Convegno.


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P A R T I G I A N I !
Una iniziativa internazionale ed internazionalista
nel 60.esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo

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Per contatti: PARTIGIANI! c/o CNJ,
C.P. 13114 (Uff. Roma 4), 00100 ROMA - ITALIA

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