Sulla devastazione anti-jugoslava
dello sport e della cultura di massa (pagina in
costruzione)
Da
"Hrvatska ljevica", rivista croata,
n.ro 1-2, 2001, Zagabria
http://www.srp.hr
LA
"BOBANIADE" E LO "YUGO"-CAMPIONATO
Nel tempo in cui i nostri politici
[croati] prendono il morbillo non
appena sentono parlare dei Balcani,
gli sportivi croati sempre più
caldeggiano la partecipazione ad uno
"yugo"-campionato, perché
altrimenti non possono sopravvivere.
Certamente si fa attenzione alla
denominazione della futura
organizzazione di competizioni
sportive: lega
centroeuropea, adriatica, interlega...
Tutto nello spirito della
politica di Racan [primo ministro
croato] - lega regionale si ,
"yugo"-lega no.
I giocatori di hockey sono legati al
ghiaccio, e perciò sono stati
loro
i primi a "romperlo". Una squadra di
serie B, la Crvena Zvezda [Stella
Rossa] di Belgrado, ha attirato al
Palasport di Zagabria 7000 persone! I
giocatori di pallacanestro dicono che
tutto è pronto per l'inizio
della
cosiddetta Lega adriatica che dovrebbe
includere le migliori squadre
montenegrine, croate, slovene,
eventualmente italiane e poi ungheresi
e
austriache. Che importa se l'Ungheria
e l'Austria non hanno sbocco al
mare, quando possono "sboccare" nella
"Lega adriatica"... Alle porte
invece bussano il Partizan e la Stella
Rossa belgradesi, poi il
Rabotnicki di Skoplje e la Bosnia di
Sarajevo, che si inseriscono nelle
fauci della politica.
I giornali di Sarajevo rivelano che ad
Amburgo si sono incontrati gli ex
"quattro grandi" del calcio jugoslavo,
l'Hajduk, la Dinamo, la Zvezda ed
il Partizan, per parlare della
formazione di una Lega balcanica.
Invece
i giornali croati scrivono
rammaricandosi che stadi e palazzetti
vengono
riempiti soltanto dai club serbi, e
che per lo spettatore croato sono
più interessanti la Zvezda o il
Partizan che non il Rijeka o l'Osijek,
e
che non è arrivato ancora il
momento per leghe tipo "dal Vardar al
Triglav" [dalla Slovenia alla
Macedonia, N.d.t.], e che a tutti
è chiaro
che non sono in questione soltanto
antagonismi sportivi, bensi' festival
di sciovinisti e di odio, sia che si
giochi a Lubiana, a Sarajevo, a
Zagabria o a Belgrado. Il "boss" della
Dinamo, Velimir Zajec, dice che
il suo club sarebbe interessato ad una
eventuale Lega centroeuropea con
l'Austria, la Slovenia e la Bosnia, ma
non più ad Est! Il presidente
della Dinamo, Mirko Barisic, lamenta
che gli "azzurri" [i giocatori
della Dinamo] non li va a vedere
più nessuno. Stanno
organizzando
partite con insistenza, sapendo di
lavorare in perdita, e perciò
stanno
pensando seriamente di passare ad uno
stadio più piccolo, anche se
questo rappresenta "una terribile
degradazione". All'epoca si chiedeva
sempre un biglietto "in più"
per la partita Croazia
[Dinamo]-Partizan e
anche lo stadio di Maksimir faceva il
pieno quando giocavano la
nazionale croata contro quella
jugoslava. La tifoseria del calcio si
è
ridotta in Croazia ad alcune centinaia
di spettatori. Anche gli
Irriducibili si vedono sempre meno [in
Italia pero' quando si vedono
c'e' da preoccuparsi, come dimostrano
i fatti di Milano dello scorso
anno, quando decine di ultras nazisti
croati hanno messo a ferro e fuoco
il centro cittadino, ndT].
L' anno 2001 sarà l'anno di una
nuova vera e propria morte per gli
Irriducibili. La prima è stata
a Maksimir con la partita contro la
Jugoslavia, mentre adesso stiamo
proprio assistendo alla seconda -
commenta l'inserto del settimanale
"Jutarnji list". Zvonimir Boban si
è
messo sotto i riflettori della
politica. A suo tempo stava al
tavolo di
insediamento dell'organizzazione
Tudjman - Hebrang. Al quotidiano
Slobodna Dalmacija ha rilasciato una
intervista che ha raggelato tutti
quelli che lo conoscevano e lo
stimavano. Con un discorso vergognoso,
Boban ha accusato tutti quelli che
considerano gli ultimi dieci anni
come un periodo buio perché non
si sono rassegnati allo Stato croato,
perciò li ha invitati
semplicemente ad andarsene dalla
Croazia.
Dimenticando che proprio lui se ne
andò dalla Croazia 10 anni fa e
9 di
questi anni li ha passati a Bari e a
Milano, lasciando a noi di
consumare il "cosiddetto buio".
Il fatto è che una buona parte
del pubblico croato, inclusi i tifosi
piu' accesi, non ha simpatizzato molto
per quella specie di nazionale
calcistica... La colpa di cio' e' in
gran parte delle figure più in
vista: Ciro Blazevic, con la sua
adulazione di cattivo gusto verso il
governo [spec. verso Tudjman] ed a
causa di atti poco chiari; Stimac,
per i giochi d'azzardo; poi l'egoismo
di Suker e di Boban, il quale,
proprio come emerge nell'intervista,
rifiutava di vedere la realtà
sociale nella quale vivevano i suoi
tifosi.
Il problema è che i tifosi
più accesi sono diventati
metafora politica.
Ad un certo momento l'HDZ [il partito
di Tudjman] stava scomparendo. Gli
Irriducibili sono diventati
interessati nostalgici di quella
situazione
anormale, un residuo galleggiante del
passato sistema, simile a qualcuno
di quei servizi segreti croati in
stato di abbandono. Infine è
arrivata
la petizione per i generali. Boban e
compagnia ci hanno spinto in un
deplorevole imbarazzo: il tifo per la
nazionale è diventato scelta
ideologica e non un riflesso
patriottico. Perciò la seconda
morte degli
Irriducibili è una cosa
positiva. Questa morte non rimuovera'
soltanto
dagli schermi alcuni personaggi che
non possono proprio essere portati
ad esempio dal punto di vista sociale,
ma libererà anche la nazionale
da
problematiche prepolitiche e, cio' che
è più importante, dai
fischi.
Alcuni degli eroi di questa storia
andranno in pensione se non proprio
in galera. Alcuni cambieranno il
cosiddetto status della verticale
politica, in apparenza neutrale, con
un "giusto" schierarsi politico, il
che è più onesto anche
quando è brutale e sfacciato,
come nel caso
dell'intervista di Boban.
Nel frattempo, mentre il nuovo
selezionatore sta formando la nuova
nazionale ed i club sono pressati
dalla povertà, si cercano nuove
ricette per far ritornare gli
spettatori nei palazzetti e negli
stadi, i
battibecchi sui nuovi sistemi
interregionali (leggi:yugo-lega)
continuano in attesa della
"benedizione" della politica croata. I
croati
si identificano come nazione sportiva,
ma il fatto è che lo sportivo
dell'anno, un atleta di sollevamento
di pesi, è un croato
naturalizzato
(comprato) che ha portato
l'unico oro dai Giochi olimpici. Gli
sport di
squadra hanno incominciato a perdere
nel confronto con quelli
individuali. I nuovi assi sportivi
sono gli sciatori, i nuotatori, i
lancia-martello, gli alzatori di
pesi... Essi non hanno bisogno della
lega regionale. Mentre i "premiati"
calciatori, cestisti, giocatori di
pallanuoto, dovranno chiedersi come e
cosa fare di qui a poco.
"Hrvatska
ljevica",
br. 1-2, 2001,
Zagreb
http://www.srp.hr
"BOBANIJADA"
i "YU" LIGA
U vrijeme kada nasi politicari
dobijaju ospice pri spomenu Balkana,
hrvatski sportasi sve glasnije
zagovaraju sudjelovanje u YU ligi, jer
drugacije ne mogu prezivjeti.Dakako,
oprezno se barata nazivima buduceg
sustava natjecanja : srednjeevropska,
jadranska, interliga...Sve u duhu
Racanove postapalice - regionalna liga
da, YU liga ne.
Hokejasi su vezani za led, pa su ga i
prvi "probili". Drugorazredna
ekipa beogradske Crvene zvezde
privukla je u zagrebacki Dom sportova
7000 ljudi ! Kosarkasi kazu sve je
spremno za start tzv. jadranske lige,
koja bi ukljucivala najbolje
crnogorske, hrvatske, slovenske,
eventualno
talijanske, te madjarske i austrijske
klubove. Nema veze sto Madjarska i
Austrija ne izlaze na more, zato mogu
"izaci" u "jadransku ligu", a na
vrata kucaju Partizan i Crvena Zvezda,
pa i skopski Rabotnicki i
sarajevska Bosna, sto ce se umotati u
raljama politike.
Sarajevske novine objelodanjuju da su
se u Hamburgu sastali
predstavnici bivse nogometne ,,velike
cetvorke", Hajduka, Dinama,
Zvezde i Partizana i dogovarali
osnivanje Balkanske lige. Hrvatske
novine, pak, pisu kako je zalosno sto
stadion ili dvoranu mogu napuniti
samo srpski klubovi, sto je nasem
gledaocu jos privlacnija Zvezda ili
Partizan od Rijeke ili Osijeka, te da
jos nije vrijeme za nekakve lige
"od Vardara pa do Triglava" i da je
svima jasno kako nisu u pitanju
sportska nadmetanja, vec festivali
sovinizma i mrznje, igralo se u
Ljubljani, Sarajevu, Zagrebu ili
Beogradu. Dinamov "boss" Velimir Zajec
kaze da bi njegov klub zanimala
eventualno srednjoevropska liga, s
Austrijom, Slovenijom i Bosnom, ali
dalje na istok ne zele. Predsjednik
Dinama Mirko Bansic kuka sto ,,plave"
nitko ne gleda, uporno
organiziraju utakmice znajuci da ce
poslovati s gubitkom i stoga
ozbiljno
razmis1ja o preseljenju na pomocni
stadion, iako je to ,,uzasna
degradacija"... Onomad se trazila
karta vise za utakmicu Croatije i
Partizana,
takoder stadion u Maksimiru bio je pun
kad su igrale reprezentacije
Hrvatske i Jugoslavije. Klupski je
nogomet u Hrvatskoj spao na nekoliko
stotina gledatelja, a i " vatrene" se
sve manje gleda.
Godina 2001. bit ce godina druge,
prave smrti ,,vatrenih": prva se
smrt dogodila u Maksimiru na utakmici
protiv Jugoslavije, a druga
upravo gledamo - komentira tjedni
prilog Magazin jutarnjeg Lista.
Zvonimir Boban, bacio se pod
reflektore politike. Osim sto je
sjedio na
utemeljiteljskom stolu
Tudman-Hebrangove udruge, u Slobodnoj
Dalmaciji dao je intervju koji je
zaprepastio one koji su ga poznavali
i postovaIi. Neopisivo nesnosljivim
diskursom Boban je za one koje je
proteklih deset godina bilo
razdoblje mraka optuzio da se ne mogu
pomiriti s hrvatskom drzavom i pozvao
ih da iz Hrvatske jednostavno
odu. Potom je zaboravio da je upravo
on taj koji je iz Hrvatske otisao,
da je od tih deset godina u Bariju i
Milanu proveo devet, a nama ostavio
da ovdje konzumiramo ,,takozvani
mrak".
Cinjenica je da dobar dio hrvatske
javnosti, ukljuctjuci i gorljive
navijace, nacionalnu nogometnu vrstu
nije simpatizirao. Krivnju za to
umnogome snose najistaknutije figure:
Ciro neukusnim udvornistvom
vlasti i sumnjama u necasne radnje,
Stimac kladionicarsko-reketaskim
repovima, Suker egoizmom, a Boban time
sto je - bas kao u spomenutom
intervjuu - ustrajno odbijao vidjeti
drustvenu realnost, u kojoj su
vegetirali njihovi navijaci. Problem
je u tome sto su ,,vatreni" postali
politicka metafora. Onog casa kada je
HDZ nestao, ,,vatreni" su postali
interesni nostalgicari tog nenormalnog
stanja, plutajuci odvjetak
proslog
sustava, nalik na neku od odmetnutih
hrvatskih tajnih sluzbi. Na kraju
je stigao i potpis na peticiju
generala. Boban i druzina doveli su
sve
nas u zalosni skripac: navijanje za
reprezentaciju postalo je ideoloski
izbor, a ne patriotski refleks. Zato
je druga smrt ,,vatrenih" dobra
stvar.
Osim sto ce s ekrana maknuti neka lica
koja nikomu ni po cemu ne
mogu biti drustveni uzor, ta ce druga
smrt osloboditi reprezentaciju
pretpolitickih konfrontacija i sto je
vaznije, zvizduka. Neki ce od
junaka
ove price u mirovinu, ako bas ne u
zatvor, neki ce zamijeniti navodni
status politicke vertikale i toboznju
neutralnost ,,pravom", svrstanom
politikom, koja je postenija cak i
onda kad je surova i bezobrazna
poputone iz Bobanova intervjua.
U meduvremenu, novi selektor stvara
novu reprezentaciju, klubovi
su stisnuti neimastinom, traze model
kako vratiti gledaoce u dvorane
na stadione, a prepucavanja oko novih
regionalnih sustava natjecanja
(citaj YU-lige) se nastavljaju,
cekajuci na ,,blagi blagoslov"
hrvatske
politike, cinjenica je da Hrvati sebe
dozivljavaju kao sportsku naciju,
ali je i cinjenica da je sportas
godine naturalizirani dizac utega
(kupljeni
sportas), koji nam je donio jedino
zlato 5 olimpijskih igara. Kolektivni
sportovi poceli su gubiti bitku s
individualnima. Novi sportski asovi su
skijasi, plivaci, bacaci kladiva,
dizaci utega... Njima nije potrebna
regionalna liga. A ,,trofejni"
nogometati, kosarkasi i vaterpolisti
neka
razmisljaju kako ce i sto ce u
narednom razdoblju.