Appello per la Libertà di Jaime Yovanovic Prieto
Arrestato all’uscita del campo antimperialista di Assisi
il 6 agosto 2000


Considerando che in Cile:

- I recenti precedenti giurisprudenziali di Patricio Ortiz e di Claudio
Molina, cittadini cileni arrestati rispettivamente in Svizzera ed in
Argentina su mandato di cattura emesso dall’Interpol (per ordini di
cattura dei tribunali militari cileni) e, successivamente rilasciati con
la motivazione che in Cile non si rispettano i diritti umani e che per i
reati politici esista tutt’oggi un accanimento giudiziario,

- A tutt’oggi, i reati politici sono di corrispondenza della giustizia
militare che si somma a quella civile, violando apertamente il principio
del “non bis in idem”,

- Vige tutt’ora la pena di morte,

- La democrazia cilena nei suoi poteri costitutivi e’ minata
dall’esistenza di un organo superiore, ovvero il Consiglio di Sicurezza
Nazionale (formato dai comandanti delle tre Forze Armate, dal Presidente
della Repubblica e dai Presidenti della Corte Suprema di Giustizia e del
Senato), che ha facolta’ di porre veto a qualsiasi iniziativa in ambito
legislativo, giudiziario ed esecutivo:


Noi, sottofirmatari del seguente appello, ci rivolgiamo al Governo
italiano affinche’ al cittadino Jaime Yovanovic Prieto, arrestato ad
Assisi nella giornata di domenica 6 agosto ed attualmente detenuto
presso il carcere di Perugia, sia data liberta’ immediata e concesso
l’asilo politico.


Jaime Yovanovic Prieto, ex militante del Movimento della Sinistra
Rivoluzionaria cilena, e’ accusato di aver presuntamente partecipato
nell’azione che causo’ la morte del general Carol Urzua, esperto di
controspionaggio militare, il 29 agosto del 1983.

Vale la pena segnalare che il processo non si e’ mai svolto fino ad
oggi, cosi’ come segnalare che il procedimento giudiziario e’ stato
posto in essere in pieno periodo dittatoriale.

La situazione di Jaime Yovanovic e’ gia’ un caso internazionale per
l’Italia: in primo luogo perche’ Jaime Yovanovic vide la propria vita
salvata grazie all’intervento del Papa e del cardinale Agostino
Casaroli, quando chiese asilo presso la nunziatura apostolica di
Santiago (1984), in secondo luogo perche’ la lezione di …calan,
evidentemente, non e’ servita ad imparare nulla.


La Corte d’Appello ha ora 4 giorni per pronunciarsi sulla legittimita’
dello stato di arresto di Jaime Yovanovic. Non possiamo tirarci
indietro. Estendiamo quindi l’invito alle diverse associazioni,
organizzazioni e cittadini, a sommarsi alla Campagna ed a partecipare al
Sit-In che sara’ sviluppato nella giornata di mercoledi’ o giovedi’
(domani confermeremo la data e l’ora esatte) davanti al Tribunale di
Perugia, in occasione del trasferimento di Jaime dal carcere alla Corte
d’Appello dove si svolgerˆ il suo interrogatorio.

Uniamo le Forze contro la globalizzazione antimperialista per la Pace e
la Giustizia Sociale!

Per la Liberta’ di Jaime Yovanovic Prieto! Per la Liberta’ di Tutti i
Prigionieri Politici!

Oralba Castillo-Najera,
presidentessa del Coordinamento Internazionale per i Prigionieri
Politici,
Moreno Pasquinelli ed Alessandro Folghera
per il Comitato Politico del Campo Antimperialista di Assisi
ed Elias Letelier, poeta e presidente della Rete dei Familiari ed Amici
dei Prigionieri Politici del Cile.

Per Adesioni: tel 0742-78828 cel 0349-3650834

Perugia 7 agosto 2000

Campo Antimperialista
www.antiimperialista.com
campo@...

--

>
> ARRESTO ESULE ANTIFASCISTA CILENO:
> INTERROGAZIONE URGENTE DELL'ON. PISAPIA
>
> L'on. Giuliano Pisapia ha presentato un'interrogazione urgente al Ministro
> di Grazia e Giustizia per chiedere un immediato intervento per la
> scarcerazione del professore cileno Jaime Yovanovic Prieto, militante della
> sinistra cilena e oppositore del regime dittatoriale del generale Pinochet.
>
> Prieto, che era in Italia con un regolare permesso, è stato arrestato sulla
> base di un mandato di cattura internazionale del tribunale militare cileno
> pur essendo già stato varie volte in Europa - Spagna, Belgio, Svizzera -
> senza aver alcun problema.
>
> Nell'interrogazione si fa presente che, nel caso del prof. Prieto, non è
> concepibile - ai sensi dell'art. 698 del codice di procedura penale -
> l'estradizione, anche qualora fosse richiesta dall'attuale governo cileno,
> in quanto:
> 1) il reato contestato - e in relazione al quale l'interessato si dichiara
> innocente - è indubbiamente reato politico. Ai sensi dell'art. 8 del nostro
> codice penale, infatti, è considerato reato politico ogni "delitto comunque
> determinato, in tutto o in parte, da motivi politici";
> 2) in Cile è prevista, per il reato contestato, la pena di morte e la Corte
> Costituzionale ha anche recentemente ribadito che in tali casi non è
> possibile l'estradizione;
> 3) in Cile - come sancito anche in recenti sentenze relative a casi analoghi
> in altri Paesi (Svizzera e Argentina) - non sono rispettati i diritti umani
> e non è garantito un equo processo, specialmente davanti ad un Tribunale
> Militare;
> 4) se estradato, il prof. Prieto sarebbe sicuramente sottoposto ad atti
> discriminatori per motivi politici.
>
> In tale situazione, Pisapia chiede al Ministro della Giustizia che faccia
> espressa richiesta, come suo potere ai sensi dell'art. 716 c.p.p., di revoca
> della misura coercitiva anche qualora la Corte d'Appello di Perugia
> convalidasse l'arresto provvisorio disposto dalla polizia giudiziaria.
>
> Nell'interrogazione urgente il deputato di Rifondazione Comunista ricorda
> come, nel caso specifico, vi siano tutti i presupposti per la concessione
> dell'asilo politico:
> a) il prof. Prieto, infatti, è stato ripetutamente sottoposto a torture in
> Cile dalla polizia golpista, proprio per la sua militanza politica (ancora
> oggi, a seguito di tali torture, versa in gravi condizioni di salute:
> timpano sinistro completamente fuori uso, timpano destro gravemente
> compromesso, disturbi di deambulazione);
> b) l'esule cileno era riuscito a sfuggire alla morte nel 1984, grazie
> all'intervento del Papa, quando si era rifugiato presso al Nunziatura
> apostolica di Santiago.
>
> Campo Antimperialista
> www.antiimperialista.com
> campo@...

--

Liberta¹ perJaime Yovanovic Prieto


Comunicato dell¹ 8 agosto



- Domani mattina sapremo con esattezza se Jaime verrà interrogato dal
Magistrato
domani o dopodomani e a che ora. Da questo dipende l¹indizione della
manifestazione,
che comunque si svolgerà.

- Le adesioni al nostro appello per la libertà di Jaime continuano a
crescere dall¹Italia e
da tutto il mondo, così come alla manifestazione. Segnaliamo quelle
dell¹On. Luigi
Manconi (Verdi), Paolo Ferrero (Segreteria Nazionale del Partito della
Rifondazione
Comunista), Don Vitaliano Della Sala (Parroco di S. Angelo a Scala),
Gianni Tognoni
della Fondazione Internazionale Lelio Basso per i diritti e la
liberazione dei Popoli,
Giorgio Nebbia (ex-deputato della Sinistra Indipendente e Docente
Università di Bari),
Dino Frisullo (Kurdistan Azad). La lista completa delle adesioni giunte
sarà disponibile
da domani mattina alle ore 10,00 sul nostro sito: www.
antiimperialista.com (alla pagina:
prigionieri)

- Ci rivolgiamo a tutti i cittadini democratici e ai compagni che hanno
a cuore la sorte
di Jaime e di tutti gli antifascisti cileni di comunicarci la loro
adesione e, nel caso la
partecipazione alla manifestazione a questo indirizzo:
liberta@...

- Informiamo che l¹Onorevole Giuliano Pisapia ha presentato questa
mattina al Ministro
di Grazia e Giustizia Fassino un¹interrogazione parlamentare (alleghiamo
il testo).


- Nella difesa di Jaime, all¹avvocato Francesco Innamorati
(ex-partigiano), si è
aggiunta, su segnalazione della comunità degli esuli cileni in Italia,
l¹avvocatessa
Simonetta Crisci del foro di Roma patrocinante in Cassazione.

- Segnaliamo che quest¹oggi abbiamo rilasciato interviste a Radio
Popolare di Milano,
Radio Città Aperta di Roma, Onda Rossa di Roma, Onda d¹Urto di Brescia,
Corriere
dell¹Umbria, Metro di Roma, Libero di Milano. La notizia oggi è stata
ritrasmessa dal TG1
delle ore 13,00. Mentre ieri, oltre al TG1 un servizio di 4 minuti è
passato sul TG3
dell¹Umbria. Tutte le Tv privare umbre hanno aperto con servizi
sull¹arresto. Ci hanno
assicurato che domani parleranno del caso il manifesto, Repubblica, e
molti altri
quotidiani.


Comitato Politico del Campo Antimperialista di Assisi 2000
Coordinamento Internazionale per i Prigionieri Politici

--


Vendetta di Pinochet nella citta' di S. Francesco


Nella citta' di Assisi (Perugia), il giorno 6 agosto 2000, la UCIGOS
dopo alcuni giorni di
monitoraggio, e' intervenuta per ordine dell'INTERPOL ed ha proceduto
all'arresto del cittadino
cileno Jaime Yovanovic Prieto, ex militante del Movimento della Sinistra
Rivoluzionaria, che
presuntamente avrebbe partecipato nell1azione che causo1 la morte del
general Carol Urzua.
Jaime Yovanovic era stato invitato a viaggiare dal Brasile in Italia,
per partecipare all'Incontro
Antimperialista '' No alla Globalizzazione'', dove si scambiavano idee
con altre organizzazioni
progressiste mondiali.

Alla fine dell'evento, il giorno 6 agosto dell'anno 2000, la Digos che
aveva tenuto sotto controllo
l'evento, ha proceduto a detenerlo, quando questo stava per prendere il
treno, diretto a Roma,
procedendo a trasportarlo alla Questura di Perugia e, successivamente,
al carcere del capoluogo
umbro.

Le ragioni dell1arresto sono per omicidio ed in questo momento, 7
agosto, gli avvocati e le
organizzazioni italiane stanno lavorando attorno alla organizzazione e
difesa del nuovo prigioniero
politico cileno, che oggi, soffre lo stesso trattamento di Patricio
Ortiz e di Claudio Molina; cittadini
cileni che hanno affrontato richieste di estradizione per attivita 1
sviluppate durante la dittatura
militare in Cile. Patricio Ortiz in Svizzera, dopo una lunga battaglia
legale, si e 1 visto riconoscere
dal governo svizzero che in Cile nsi violano i diritti umani e quindi e1
stata negata la sua
estradiuzione.

E1 cosi, come la stessa situazione e1 stata imposta al cittadino cileno
Claudio Molina, militante
del Fronte Patriottico Manuel Rodriguez, per il quale la giustizia
militare cilena aveva domandato
l1estradizione al governo argentino, senza ottenere l1obiettivo. Di
fronte a questo fatto, lo stato
argentino, ha riconosciuto l1illegalita1 della giustizia militare
cilena, concedendo l1asilo politico al
lottatore cileno.
Il 16 gennaio del 1984, Jaime Yovanovic Prieto e altri tre cittadini
cileni, aiutati dal viceconsole
francese in Cile; Ivonne Legrand, entro1 nella nunziatura apostolica per
chiedere protezione per la
propria vita. La giustizia militare cilena immediatamente detto1
l1ordine di cattura, senza ottenere
l1obiettivo.

A partire dal 29 agosto del 1983, data in cui e1 stato giustiziato il
generale Urzua, si decreto1
l1esecuzione e la cattura di massa dei militanti del MIR, che venivano
accusati della
responsabilita1 della morte del Generale. Il governo militare ordino1 la
creazione di un piano
strategico che sarebbe servito a terrorizzare la sinistra cilena, che si
batteva in una franca lotta
contro la dittatura cilena.

La Centrale Nazionale del Controspionaggio (CNI), sotto l1esistenza
dello squadrone
antisovversivo della Forza Aerea del Cile, decretarono una operazione
con il nome 3Punto 302,
operazione che implico1 la cattura e la morte dei cittadini:

Alejandro Salgado Troquian, assassinato dalla CNI e dalla Forza Aerea
Arturo Villabella Arauco;
assassinato dalla CNI e dalla Forza Aerea Carlos Araneda, arrestato dai
servizi d1intelligenza
Hugo Marchant Moya, arrestato dai servizi d1intelligenza Juan Elias
Espinoza Parra, assassinato
dalla CNI e dalla Forza Aerea Lucia Vergara, assassinata dalla CNI e
dalla Forza Aerea Sergio
Pena Diaz, assassinato dalla CNI e dalla Forza Aerea

Di fronte alla situazione degli assassinii dei militanti del MIR, Jaime
Yovanovic Prieto, Jose1
Aguilera, Elba Duarte e Pameila Cordero, aiutati dalla viceconsole
francese in Cile, Ivonne
Legrand, entrarono alla nunziatura apostolica, con il fine di richiedere
protezione per le loro vite. Il
governo militar cileno si vide obbligato a concedere il salvacondotto
dopo intervento diretto del
Cardinale Agostino Casaroli prima e, poi, di sua Santita1 Giovanni Paolo
II.
Chiediamo alla comunita1 internazionale, alle organizzazioni politiche e
dei diritti umani, di agire
con urgenza per esigere la liberta1 incondizionale ed asilo politico al
cittadino cileno. Chiediamo a
tutti gli esseri liberi della terra di non permettere ai tribunali
militari cileni di continuare nella
persecuzione dei suoi cittadini che solo sognano una democrazia giusta e
degna.

Coordinamento Internazionale per i Prigionieri Politici, Oralba
Castillo-Najera, presidentessa
Comitato Politico del Campo Antimperialista di Assisi, Moreno
Pasquinelli, Alessandro Folghera,
Rete dei Familiari ed Amici dei Prigionieri Politici del Cile, il poeta
Elias Letelier, presidente

Numeri Utili:
Ministero degli Esteri fax 06-3691006
Ministero degli Interni fax 06-46549534
Carcere di Perugia Tel 075-5735640

-

En la Ciudad de Asis, Italia, el día domingo 06 de agosto del año 2000,
la
policía política italiana, (DIGOS), después de algunos días de
monitoreo,
actuó bajo orden de la INTERPOL y procedió al arresto del ciudadano
chileno Jaime Yovanovic Prieto, ex militante del MIR, quien
presuntamente
participara en el ajusticiamiento del general Carol Urzua.

En efecto, Jaime Yovanovic fue invitado a viajar desde Brasil a Italia,
para participar en el encuentro antiimperialista mundial, donde se
intercambiaban ideas con otras organizaciones progresistas mundiales. Al
termino del evento, el día 6 de agosto de año 2000, la Policía Política
italiana, que había moni toreado el evento, procedió a detenerlo cuando
tomaba el tren para viajar a Roma., para trasladarlo a ala Centro
preventivo de Perugia

Las razones de la detención son por homicidio y en estos momentos, 07 de
agosto, los abogados y organizaciones italianas se encuentra trabajando
en
torno a la organización de la defensa de nuevo prisionero político
chileno, quien hoy, sufre el mismo trato que Patricio Ortiz y Claudio
Molina; ciudadanos chilenos que se vieron enfrentados a peticiones de
extradición por actividades desarrolladas durante la dictadura militar
chilena. Patricio Ortiz en Suiza, después de una larga batalla legal, el
gobierno suizo reconoció que en Chile se violan los derechos humanos y
categóricamente negó la extradición. Es así, como la misma situación fue
impuesta al ciudadano chileno Claudio Molina, militante del Frente
Patriótico Manuel Rodríguez, por quien la justicia militar chilena
demandara la extradición al gobierno Argentino, sin lograr el objetivo.
Ante este hecho, el estado argentino reconoció la ilegalidad de justicia
militar chilena otorgando asilo políticos al luchador chileno.

El 16 de enero de 1984, Jaime Yovanovic y otros ciudadanos chilenos,
ayudado por la Vicecónsul de Francia en Chile, señora Ivonne Legrand,
entró a la Nunciatura Apostólica para solicitar protección por su vida.
La
justicia Militar chilena inmediatamente dicto orden de captura sin
lograr
su objetivo.

A partir del 29 de Agosto de 1983, fecha en que fue ajusticiado de
General
Urzua, se decreto la ejecución y la captura masiva de los militantes del
MIR, a quienes se sindicaban como responsables de la muerte del General.
El gobierno militar ordenó la creación de un plan estratégico que
sirviera
como escarmiento generalizado contra la izquierda, que se batía en una
franca lucha contra la dictadura chilena.

La Central Nacional de Inteligencia (CNI), bajo la asistencia del
Escuadrón Antisubversivo de la Fuerza Aérea de Chile, decretaron una
operación con el nombre PUNTO 30, la que implico la captura y el
asesinato
de los ciudadanos:

Alejandro Salgado Troquian, asesinado por la CNI y la Fuerza Aérea
Arturo Villavela Araujo, asesinado por la CNI y la Fuerza Aérea
Carlos Araneda, detenidos por los servicios de inteligencia.
Hugo Marchant Moya, detenidos por los servicios de inteligencia.
Juan Elías Espinoza Parra, asesinado por la CNI y la Fuerza Aérea
Lucía Vergara, asesinada por la CNI y la Fuerza Aérea
Sergio Peña Díaz, asesinado por la CNI y la Fuerza Aérea

Ante la situación de los asesinatos los militantes del MIR, Jaime
Yovanovic Prieto, José Aguilera, Elba Duarte y Pamela Cordero, ayudados
por la Vicecónsul de Francia en Chile, señora Ivonne Legrand, entraron a
la Nunciatura Apostólica con el fin de solicitar protección por su vida.
El Gobierno militar chileno se vio obligado a otorgar salvoconducto
después de la intervención directa de Su Santidad Juan Pablo II.

Solicitamos a la comunidad Intencional, a las organizaciones políticas y
de derechos humanos, actuar con urgencia para exigir la libertad
incondicional y asilo político al ciudadano chileno. Solicitamos a todos
los seres libres de la tierra no permitir a las cortes militares de
continuar la persecución contra los chilenos que sueñan con una país
democrático y justo.


Coordinadora Internacional por los Presos Políticos, Oralba
Castillo-Najera, presidenta Comité Politico del Campo Antimperialista de
Asis, Moreno Pasquinelli, Alessandro Folghera, Red de Familiares y
Amigos
de Presos Politicos de Chile, Elias Letelier, presidente

Numeros para enviar protestas urgentes:
Ministero de Relaciones Exteriores fax 0039-06-3691006
Ministero degli Interni fax 0039-06-46549534
Carcere di Perugia Tel 0039-075-5735640

-

In Assisi (Umbrien) verhaftete die DIGOS (politische Polizei) am 6.
August
2000, nach tagelanger Überwachung, den chilenischen Staatsbürger Jaime
Yovanovic Prieto, ehemaliges Mitglied der Bewegung der Revolutionären
Linken
(MIR), mittels eines Haftbefehls der Interpol, nach dem er angeblich an
der
Aktion teilgenommen haben soll, die zum Tod von General Urzua führte.
Jaime
Yovanovic kam von Brasilen nach Italien um am Antiimperialistischen
Lager
„Nein zur Globalisierung“ teilzunehmen.

Erst nach Abschluss der Veranstaltung am 6. August schritt die DIGOS,
die
das gesamte Treffen genau überwacht hatte, ein und verhaftete ihn als er
den
Zug nach Rom besteigen wollte. Er wurde auf eine Polizeistation in
Perugia
und in der Folge ins Gefängnis „Capolungo umbro“ gebracht.

Anwälte und Solidaritätsorganisationen haben die Kampagne zur
Verteidigung
dieses neuen chilenischen politischen Häftlings bereits begonnen, dem
scheinbar das gleiche Schicksal wie Patricio Ortiz und Claudio Molina
widerfährt: alle sind chilenische Staatsbürger, für die seitens der
chilenischen Behörden Auslieferungsanträge für Taten gestellte, die
unter
der Militärdiktatur begangen wurden. Nach einem langen juristischen
Kampf
mussten die Schweizer Gerichte anerkennen, dass in Chile die
Menschenrechte
verletzt werden. Daher wurde das Auslieferungsansuchen letztendlich
abgelehnt. Ähnlich entwickelte sich der Fall des chilenischen
Staatsbürgers
Claudio Molina, Aktivist der Patriotischen Front Manuel Rodriguez,
dessen
Auslieferung durch Argentinien von der chilenischen Militärjustiz
gefordert,
jedoch schließlich abgelehnt wurde. Der Grund: Argentinien betrachtet
die
chilenische Militärjustiz als illegal und gewährte dem chilenischen
Kämpfer
politisches Asyl.

Ab 29. August 1983, Zeitpunkt der erfolgreichen Hinrichtung des Generals
Urzua, hatte eine Welle der Massenverhaftung von Kämpfern der MIR
eingesetzt, der die Verantwortung für den Anschlag angelastet wurde. Die
chilenische Militärregierung ordnete die Durchführung ihres
Generalplanes
zur Terrorisierung der chilenischen Linken an, die sich im offenen Kampf
mit
der Diktatur befand.

Die Nationale Zentrale für Gegenspionage (CNI) befahl die sogenannte
Operation „3Punto302“ durch die Aufstandsbekämpfungseinheiten der
chilenischen Luftwaffe, die folgendermaßen endete: Alejandro Salgado
Troquian (ermordet), Arturo Villabella Arauco (ermordet), Juan Elias
Espinoza Parra (ermordet), Lucia Vergara (ermordet), Sergio Pena Diaz
(ermordet), Carlos Araneda (vom Geheimdienst verhaftet), Hugo Marchant
Moya
(vom Geheimdienst verhaftet).

Angesichts dieser Mordwelle an Aktivisten der MIR flüchteten sich Jaime
Yovanovic Prieto, José Aguilera, Elba Duarte und Pameila Cordero am 16.
Januar 1984 mit Hilfe des französischen Vizekonsuls Ivonne Legrand in
die
Apostolische Nuntiatur, um ihr Leben zu schützen. Die chilenische
Militärjustiz strebte ihre Festnahme an, doch gelang diese nicht.

Die Militärmachthaben mussten nach direkter Intervention des Kardinals
Agostino Casaroli und schließlich des Heiligen Vaters Johannes Paul II.
selbst den sicheres Geleit zugestehen.

Wir rufen die internationale Öffentlichkeit sowie alle politischen und
Menschenrechtsorganisationen sofort Aktionen zu setzen, um die sofortige
und
bedingungslose Freilassung von Jaime zu erzwingen und ihm politisches
Asyl
zu gewähren. Wir rufen alle freien Menschen dazu auf, es den
chilenischen
Militärtribunalen nicht zu erlauben, die Verfolgung all jener
fortzusetzen,
die nichts mehr wünschten als Gerechtigkeit, Demokratie und
Menschenwürde.

Vorsitzende der Internationalen Koordination für Politische Gefangene
Oralba
Castillo Najera (Mexiko)
Politisches Komitee der Antiimperialistischen Lagers von Assisi, Moreno
Pasquinelli, Alessandro Folghera (Italien)
Vorsitzender des Netz der Familienangehörigen und Freunde der
politischen
Gefangenen Chiles, Elias Letelier

Protestschreiben bitte an:
Außenministerium: Fax 0039 06 3691006
Innenministerium: Fax 0039 06 46549534
Gefängnis Perugia: Tel 0039 075 5735640

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Per Presa Visione: fax 0742-78828
Per Informazioni: tel 0742-78828
cel 0349-3650834
liberta@...
www.antiimperialista.com