(italiano / francais)

Ukraine : trois journalistes tués en un jour

0) Brevi e links
1) Ukraine : trois journalistes tués en un jour, rien dans les médias !
2) Salviamo il refusnik Ruslan che rifiuta di andare a uccidere nel Donbass


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BREVI E LINKS

Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 8/12/2014
https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/photos/np.102833405.1137191587/736141343133789/
Dal Ministero della Propaganda di goebbelsiana memoria al "Ministero delle Politiche dell'Informazione" creato da Poroshenko.
Poco si sa di questo nuovo organo: è noto che si tratta di una sorta di "one man Ministry", affidato da Poroshenko al giornalista-politico Juryj Stets (5 Canale, Poroshenko è il padrino di battesimo di suo figlio) e che lo scopo è "contrastare la propaganda russa" - cosa non difficile, visto che la giunta blocca la tv russa, ha chiuso una ventina di testate giornalistiche ucraine, chiude i siti web d'opposizione e fa arrestare blogger e giornalisti.

Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 23/1/2015
https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/photos/np.105372834.1137191587/764491110298812/
Il Servizio di Sicurezza d'Ucraina ha espulso dal paese 88 giornalisti russi. Lo ha reso noto oggi il portavoce Markiyan Lubkovskij.
"88 di quelli (propagandisti) sono stati cacciati, fino a oggi, dall'Ucraina", ha affermato Lubkovsky al canale televisivo Channel 5 (emittente controllata da holding facente capo a Poroshenko). 
Otto invece ci risultano essere i giornalisti russi ammazzati in Ucraina nel 2014. Come scrisse Poroshenko su twitter il 9 gennaio, prima di partire alla volta di Parigi, "We must say YES to freedom".
Source: http://itar-tass.com/en/world/773110

Appello del giornalista ucraino Anatoly Sharij (Anatoly Sharij, 20 febbraio 2015)
Il giornalista ucraino Anatoly Sharij, che attualmente è un rifugiato politico in Europa, rischia di perdere questo status semplicemente per aver osato criticare il governo ucraino...
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=G32e6El3mSA

Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 16/4/2015
https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/posts/813177205430202
Ucciso a Kiev lo scrittore e giornalista Oles Buzina, nato nella capitale ucraina nel 1969.
Già candidato alcuni anni fa alla Rada per il Blocco Russo, lo scrittore era noto per le sue posizioni filorusse. Sostenitore della federalizzazione del paese, non aveva appoggiato la costituzione delle Repubbliche Popolari continuando a sostenere una maggiore vicinanza dell'Ucraina con la Russia.
Buzina aveva deciso di restare a Kiev, nonostante una lunga campagna diffamatoria, durante la quale era finito nel mirino del gruppo "Femen", e le minacce.
Nella sua ultima intervista, concessa ieri alla radio VESTI e successivamente ripresa dai media, Buzina aveva parlato dell'élite filo-occidentale del paese, su cui hanno investito gli occidentali per organizzare il majdan, e della necessità della normalizzazione dei rapporti con la Russia la quale non è, come sostengono i media, un aggressore. Il conflitto semmai, sosteneva Buzina, è tra Occidente e Russia, l'Ucraina è il terreno dello scontro. A proposito degli oligarchi che comandano nel paese, lo scrittore aveva dichiarato: "Per i ladri che governano l'Ucraina è molto semplice dare la colpa di tutto a Putin".

Squadroni della morte a Kiev: assassinati tre politici e giornalisti dell’opposizione (di Marco Santopadre, 16 Aprile 2015)
http://contropiano.org/internazionale/item/30260-squadroni-della-morte-a-kiev-assassinati-tre-politici-e-giornalisti-dell-opposizione

Persino il quotidiano russofobo ed europeista "La Repubblica" fornisce notizie sugli omicidi politici nella vezzeggiata Ucraina:
http://www.repubblica.it/esteri/2015/04/16/news/ucraina_ucciso_giornalista_filorusso_a_kiev_e_il_terzo_omicidio_politico_in_24_ore_lo_sdegno_di_putin-112106358/




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The original text, in English: Europe! Wake up, old Lady! (Friday, 17 April 2015)
Four political murders during the day!...
http://euro-dreams.blogspot.ru/2015/04/four-political-murders-during-day.html

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http://www.michelcollon.info/Ukraine-une-liberte-d-expression-a.html?lang=fr

Ukraine : trois journalistes tués en un jour, rien dans les médias !

Trois journalistes ont été tués en Ukraine en un jour ! Quatre assassinats politiques sur deux journées ! Où sont les activistes des droits de l'homme ? Où sont les allocutions de Merkel, Obama, Cameron, etc ? Où est le tumulte des médias occidentaux ?

KIEV 15 Avril

Oleg Kalashnikov, l’ancien député parlementaire du Parti des Régions, a été tué a Kiev, comme le service de presse du Ministère de L’Interieur Ukrainien l’a confirmé ce mercredi. 

Il avait appelé à de larges commémorations du 70ème anniversaire de la victoire dans la Grande Guerre Patriotique. Kalashnikov était connu pour ses positions anti-Maidan. Il organisait également des rassemblements contre les autorités en Ukraine.
KIEV 16 Avril

Un journaliste Ukrainien bien connu, Sergey Sukhobok, a été tué a Kiev. Sukhobok, un natif du Donbass, en Ukraine de L’Est, région en guerre, avait travaillé comme journaliste depuis 1998. Il était auparavant un analyste de l’hebdomadaire Delovoy Donbass (Finance Donbass). Il avait récemment travaillé en tant que journaliste freelance. L’Ukrainskiye Novosti (Nouvelles Ukrainiennes), révèle que Kalashnikov avait reçu des menaces de mort peu de temps avant d’être tué.
KIEV 16 Avril

Olga Moroz, la rédactrice en chef du journal local, a été tuée en Ukraine. Son corps a été trouve avec des traces d’une mort violente.
KIEV 16 Avril

Un journaliste renommée, Oles Buzina, a été tué ce jeudi a Kiev, la capitale du pays. Dans sa dernière interview accordé à Radio Vesti, il avait accusé les autorités nationales d’avoir abandonné de façon inconditionnelle les intérêts de L’Ukraine. 

“Les formations politiques qui ont pris le pouvoir en Ukraine comme la conséquence d’un coup d’État ont choisi une voie strictement pro-Occidentale", avait affirmé Buzina. 

’Naturellement, tous nos liens de coopération avec la Russie dans la construction navale, l’aviation et la construction industrielle, furent instantanément démantelés. Aujourd’hui le pays est en proie au chômage et beaucoup de gens n’ont plus d’argent. Toutes les promesses de Maidan se sont avérées être de la pure fiction. Cette partie de l’élite ukrainienne qui s’appelle pro-occidentale abandonne tout simplement les intérêts nationaux de L’Ukraine”. 

Buzina, un journaliste reconnu, écrivain et présentateur TV, a été tué par balle près de sa maison a Kiev depuis une Ford Focus bleu foncé avec des plaques d’immatriculation étrangères. Il était l’auteur de deux ouvrages, incluant “Taras Shevchenko le Vampire” et “L’union de la Charrue et du Trident”. Buzina était le rédacteur en chef du journal Segodnya mais avait quitté son poste au mois de mars dernier en raison de la censure. 

Source : http://euro-dreams.blogspot.ru/2015/04/four-political-murders-during-day.html

Traduction : Collectif Investig’Action


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Fonte: Marinella Correggia via email, 8/2/2015

Anche su http://www.marx21.it/internazionale/area-ex-urss/25125-salviamo-il-refusnik-ruslan-che-rifiuta-di-andare-a-uccidere-nel-donbass-ed-e-stato-arrestato-dal-governo-ucraino.html


Questo è un invito alla mobilitazione, si può cogliere l'occasione per  manifestare anche contro l'invio di armi a Kiev. Per evitare che le informazioni restino al "nostro" interno e si faccia la guerra e la pace al computer, occorre sia organizzare manifestazioni per strada - cercheremo a Roma di farne una davanti a Ue o amb Ucraina - sia inviare la richiesta "NO armi a Kiev! No condanne" al ministero degli esteri e a parlamentari sensibili. Marinella

Salviamo il refusnik Ruslan che rifiuta di andare a uccidere nel Donbass

Marinella Correggia
 
Il giornalista ucraino Ruslan Kotsbaba è stato arrestato a Ivano-Frankovsk, città dell’Ucraina occidentale, e rischia un processo per tradimento dello Stato. Intorno al 20 gennaio, Kotsbaba, che lavora per il canale televisivo 112, aveva  diffuso un video (https://www.youtube.com/watch?v=YKpo856d_Ig&feature=youtu.be) nel quale dichiarava la sua indisponibilità a essere arruolato e invitava di fatto i suoi concittadini alla diserzione di massa. Una dichiarazione che ha destato scalpore sia per la notorietà del giornalista sia perché l’Ucraina occidentale è percorsa da un vento sciovinista che arriva a riabilitare come eroi patrioti perfino i collaborazionisti nazisti. 
 
Nel video, camminando veloce nella sua città natale, Ruslan dichiarava: «Preferisco andare in carcere che andare a combattere contro miei compatrioti nel Donbass». «Uso il fatto di essere conosciuto per dire ufficialmente che non sono disposto a ricevere nessuna chiamata alle armi, non importa se sarà la terza, quarta o quinta mobilitazione. Se andassi in guerra potrei uccidere i miei compatrioti, perché questa è una guerra civile. La mobilitazione generale è legale solo quando c'è una formale dichiarazione di guerra fra due paesi, ma non è così. Non c'è dichiarazione di guerra con la Russia, anche se l'Ucraina lo dice. Il codice penale stabilisce una pena da due a 5 anni per la diserzione. Ma per me è più facile andare in galera che uccidere compatrioti. Dobbiamo capire che quelli che vivono nell'Est capiscono che il governo di Kiev è niente e non vogliono stare sotto questo governo. So che mi accuseranno di essere agente di Putin ma suggerisco a tutti di disertare. Non è possibile che nel secolo XXI si faccia guerra e si uccida solo perché altri vogliono stare per conto loro. Spero che molti ascoltino e facciano come me. In Donbass non c'è l'esercito russo». E’ auspicabile una mobilitazione internazionale a suo favore.

La storia dei conflitti è percorsa da continui coraggiosi inviti alla diserzione. Al tempo della spedizione coloniale in Libia, nel 1911, il soldato di leva e muratore anarchico Augusto Masetti ferì un ufficiale al grido di «fratelli ribellatevi»; finì in manicomio, non vollero farne un martire. E nella Prima guerra mondiale furono migliaia i giustiziati per diserzione, e decine di migliaia i diffamati e umiliati (si veda la mostra fotografica www.centoannidiguerra.org  di No War Napoli). Dopo cento anni, alcune autorità italiane sembrano avere l’intenzione di riabilitare come caduti di guerra quelle vittime della ferocia. Si è pronunciato a favore di questa scelta di civiltà anche il vescovo ordinario militare monsignor Santo Marcianò che ritiene la loro fucilazione «un atto di violenza ingiustificato e da condannare». 

Pochi anni dopo la fine del Grande macello, il pacifista tedesco Ernest Friedrich che aveva rifiutato di arruolarsi e per questo aveva conosciuto manicomio e prigione, nell’introduzione al suo potente libro fotografico Guerra alla guerra (1924) scrive: «Meglio affollare le carceri, gli istituti di pena e i manicomi di tutto il mondo piuttosto che uccidere e morire per il capitale. (…) Ripetete queste parole: “Io mi rifiuto!”; mettetele in pratica, e la guerra in futuro sarà impossibile. (…) E voi donne, non lasciate che i vostri uomini vadano al fronte! (…) Donne di tutto il mondo unitevi!». Ricordiamo anche Marcondiro, di F. De André: «Ci salverà il soldato che non sparerà (…)».

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Fonte: pagina FB "Con l'Ucraina antifascista", 9/2/2015
https://www.facebook.com/ucrainaantifascista/photos/np.106281132.1137191587/772276702853586/?type=1&ref=notif&notif_t=notify_me
Alcuni aggiornamento sull'arresto e la detenzione del giornalista Ruslan Kotsaba.
Kotsaba è accusato di spionaggio e tradimento.
Per quanto riguarda la prima accusa, ci viene segnalato che per il codice ucraino, lo spionaggio viene compiuto solo da cittadini stranieri, Kotsaba è sempre stato cittadino ucraino.
Per quanto riguarda la seconda accusa, contro di lui ci sono il celebre video (https://www.youtube.com/watch?v=Ve_AJRn-HJA) in cui dichiarava di non volersi arruolare per non andare ad ammazzare altri ucraini nella guerra civile, e una intervista con un canale della tv russa.
Per questo, nell'EuroUcraina, Ruslan Kotsaba rischia 15 anni di carcere.