Montenegro indipendente, paradiso della mafia

1. Dispacci ANSA
PM DI NAPOLI CHIEDE L'ARRESTO DI DJUKANOVIC
GIP LO NEGA, 'COME CAPO DI STATO GODE DI IMMUNITA'
DJUKANOVIC: 'I SOLDI CI SERVIVANO CONTRO LA DITTATURA DI MILOSEVIC'
"Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi
lavorati esteri (articoli 416 e 291 quater). Questa l'accusa
contestata dalla procura della Repubblica di Napoli al premier del
Montenegro Milo Djukanovic per il quale i pm nei giorni scorsi aveva
chiesto l'arresto..." (4 luglio)

2. Dichiarazioni incrociate
HOLBROOKE E DJUKANOVIC VOGLIONO L'INDIPENDENZA DEL MONTENEGRO, LA
FRANCIA SI OPPONE


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Dispacci ANSA
http://www.ansa.it/balcani/serbiamontenegro/serbiamontenegro.shtml


CONTRABBANDO: CLAN SGOMINATO; ANCHE MEDICO E
COMMERCIALISTA

(ANSA) - BARI, 11 MAR - Un medico di Polignano a mare ed
un commercialista di Conversano, nell' insospettabile ruolo di
intermediari dell' organizzazione che in poco piu' di anno, secondo la
guardia di finanza, avrebbe immesso illecitamente in Italia 26
tonnellate di sigarette. I due professionisti (denunciati a piede
libero e dei quali non e' stato reso noto il nome) facevano da tramite
tra gli organizzatori del traffico e le industrie del tabacco, con base
operativa in Montenegro e sede in Belgio. Il compenso del medico e del
commercialista era di 50 dollari per ogni cassa di sigarette
trasportata, dapprima sulle coste pugliesi, e poi, dopo l' operazione
'Primavera', su quelle abruzzesi di Alba Adriatica e Giulianova
ritenute piu' tranquille. I professionisti denunciati sono due delle 64
persone coinvolte nell' inchiesta della procura barese che e' sfociata
oggi con l' arresto di 17 persone, tutte accusate di associazione per
delinquere finalizzata al contrabbando
internazionale di sigarette. In Abruzzo sono stati bloccati due dei
presunti capi dell'organizzazione, Angelo Monteperta, di 49 anni, di
Alba Adriatica (Teramo), e Vincenzo Mastrochirico, di 37, nativo di
Monopoli (Bari). Secondo la guardia di finanza, nel 2001 il clan aveva
deciso di interrompere gli sbarchi di
sigarette sulle coste baresi e brindisine, a causa dell'
intensificarsi dei controlli, e di spostarli piu' a nord.
Successivamente l'organizzazione apri' un 'terzo fronte' importando
tabacco da altri paesi, ed in particolare dal porto franco di
Capodistria, accompagnato da false fatturazioni, dopo varie transazioni
tra societa' di vari paesi. Oltre al sequestro, a piu' riprese, di un
quarto (sei tonnellate e mezzo) delle sigarette complessivamente
trafficate dall'organizzazione, i militari hanno sequestrato sulla
collina di Fasano (Brindisi) un potente radar che consentiva ai
malfattori di controllare un ampio specchio di mare e di prevenire gli
interventi dei mezzi aeronavali della guardia di finanza. (ANSA). DES
11/03/2003 15:27

CONTRABBANDO: SGOMINATA ORGANIZZAZIONE SU COSTA ADRIATICA

(ANSA) - BARI, 11 MAR - Un' organizzazione dedita al
contrabbando di sigarette, introdotte via mare dal Montenegro con
sbarchi sulle coste pugliesi ed abruzzesi, e via terra dal porto
franco di Capodistria, dopo aver contraffatto i documenti, e' stata
sgominata dalla guardia di finanza. Diciassette persone sono state
arrestate, due delle quali in Abruzzo, altre 47 sono state denunciate a
piede libero: sono tutte accusate di associazione per delinquere
finalizzata al contrabbando internazionale. Una 18/ma persona e' sinora
sfuggita all'arresto. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati
emessi dal gip del Tribunale di Bari Maria Mitola su richiesta dei
sostituti procuratori della Repubblica Giovanni Giorgio e Lorenzo
Lerario. Nel corso delle indagini, durate un paio di anni, i finanzieri
hanno accertato il contrabbando di 26 tonnellate di sigarette (6,5
delle quali sequestrate). Tra gli indagati figurano anche un
commercialista ed un medico
della provincia di Bari che avevano il compito di fare da intermediari
tra gli organizzatori del traffico illecito e le industrie produttrici
di tabacco.(ANSA). DES 11/03/2003 13:17

CONTRABBANDO: LE ACCUSE AL PREMIER DEL MONTENEGRO DJUKANOVIC

GIP NEGA L'ARRESTO, 'COME CAPO DI STATO GODE DI IMMUNITA'

(ANSA) - NAPOLI, 4 lug - Associazione per delinquere finalizzata al
contrabbando di tabacchi lavorati esteri (articoli 416 e 291 quater).
Questa l'accusa contestata dalla procura della Repubblica di Napoli al
premier del Montenegro Milo Djukanovic per il quale i pm nei giorni
scorsi aveva chiesto l'arresto. Una richiesta respinta dal gip Anna Di
Mauro con la motivazione che Djukanovic gode dell'immunita'
riconosciuta ai capi di Stato dal diritto internazionale.
Per la procura di Napoli, come si legge nel capo di imputazione, il
premier montenegrino insieme con Paolo Savino (indicato come uno degli
esponenti di primo piano dell'organizzazione dedita al contrabbando),
Dusanka Jeknic (sedicente rappresentante di commercio del Montenegro)
e Vaselin Barovic hanno ''promosso, costituito, diretto e organizzato
una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una
serie indeterminata di delitti concernenti il contrabbando di tabacchi
lavorati esteri di importazione dal Montenegro e, comunque, da paesi
liberi dal regime di monopolio''.
Cio' ''avvalendosi di una stabile, ramificata ed articolata struttura
operativa, con ricca dotazione di mezzi, con rilevanti disponibilita'
finanziarie anche all'estero, con articolate distinzioni di compiti,
con ampia diffusione delle attivita' sul territorio nazionale, nonche'
con riferimenti personali e disponibilita' di mezzi anche all'estero
(in particolare in Montenegro e nel territorio della Confederazione
elvetica), associazione alla quale partecipavano gli altri indagati
con diversita' di ruoli''.
La procura specifica quindi i presunti ruoli rivestiti all'interno
della organizzazione. In particolare indica la posizione di Savino
''deputato ad intrattenere rapporti con esponenti del governo del
Montenegro, in virtu' dei quali riusciva a perpetuare il sistema di
gestione monopolistica del t.l.e. (tabacchi lavorati esteri, ndr.)
stoccato nei porti franchi montenegrini''. ''E cio' - prosegue la
procura - a fronte della erogazione di consistenti somme di denaro in
favore di alcuni esponenti dell'autorita' montenegrina, tra i quali il
Djukanovic, anche per il tramite di Vujosevic e del Barovic''.
Savino sarebbe stato delegato inoltre ''alla raccolta di denaro,
proveniente dai vari capi dei 'dipartimenti contrabbandieri'
napoletani interessati all'acquisto di t.l.e., necessario al pagamento
per l'acquisto di quest'ultimo, il cui prezzo era comprensivo non solo
del costo delle sigarette, ma anche di una percentuale destinata agli
esponenti del Governo montenegrino quale corrispettivo per lo
stoccaggio dello stesso t.l.e. nei porti franchi del Montenegro''.
Il capo di imputazione e' riportato nel provvedimento emesso dal gip
ed eseguito il 30 giugno scorso con l'arresto di cinque presunti
esponenti dell'organizzazione. Nelle 364 pagine dell'ordinanza del gip
sono riportate, tra l'alto, le trascrizioni di numerose
intercettazioni telefoniche indicate tra gli elementi indizianti a
carico di Djukanovic. ''Dagli atti - scrive il gip - emerge che
Djukanovic Milo, presidente del Montenegro, ha svolto un ruolo nel
perseguimento degli obiettivi dell'organizzazione riconducibile a
Savino Paolo. Il suo intervento si e' rivelato necessario ai fini del
rilascio delle prescritte autorizzazioni (licenze) per lo svolgimento
dell'attivita' di importazione, stoccaggio, e movimentazione dei
tabacchi proprio sul territorio montenegrino''. A pagina 250 il
giudice spiega i motivi per i quali non accoglie la richiesta di
arresto della procura. ''In ordine agli elementi emergenti dagli atti
con riferimento alla posizione di Djukanovic Milo - scrive il giudice
Anna Di Mauro - non si procede ad una valutazione degli stessi per
stabilire se integrino o meno quella gravita' indiziaria richiesta
dall'art. 273 c.p.p. quale condizione generale di applicabilita' delle
misure cautelari. Si osserva, infatti, che la richiesta del pm nei
confronti dell'indagato non potrebbe comunque trovare accoglimento in
considerazione dell'immunita' di cui usufruisce in base al diritto
internazionale Djukanovic Milo, capo di Stato estero nella qualita' di
presidente del Montenegro, parte costituente del soggetto
internazionale 'Repubblica Federale di Jugoslavia' ''. (ANSA).
LN 04-LUG-03 13:09 NNNN
04/07/2003 15:12

CONTRABBANDO: MONTENEGRO,DJUKANOVIC REPLICA A PROCURA NAPOLI

(ANSA) - BELGRADO, 9 LUG - ''Una vecchia storia incartata in una
nuova confezione, una totale falsita''': il primo ministro del
Montenegro Milo Djukanovic ha stigmatizzato oggi in una conferenza
stampa la notizia di una richiesta di provvedimenti cautelari nei
suoi confronti da parte della procura di Napoli, impegnata
nell'inchiesta sul contrabbando di sigarette fra le due sponde
dell'Adriatico. Richiesta respinta dal gip Anna Di Mauro per
l'immunita' della quale beneficia Djukanovic, prima presidente e ora
premier della piccola repubblica adriatica: ma la vicenda ha
infiammato il clima politico montenegrino e continua a tenere banco
sulla stampa. Djukanovic ha sottolineato l' ''assoluta mancanza
di qualunque documento ufficiale o di conferme sulle accuse da
parte delle autorita' italiane. Eppure sono state chieste da tempo
sia a livello di ministeri della giustizia, sia ad altri livelli. Ma
non abbiamo mai ricevuto nulla''. Cio' che avveniva in Montenegro,
ha aggiunto, era ''un normale transito di merci, in accordo con le
leggi jugoslave e con le normative in vigore in tutta Europa.
Peraltro le merci arrivavano al porto di Bar (il maggiore scalo
montenegrino, ndr) da porti europei, con tutti i documenti in regola.
E con i documenti in regola ripartivano''. I soldi derivati da
quell'attivita' ''ci hanno aiutato a resistere al doppio embargo
della comunita' internazionale e del regime di Slobodan Milosevic,
per finanziare pensioni, scuole, ospedali. Sono pronto a rinunciare a
qualunque immunita' se qualcuno dimostrera' che io abbia intascato un
solo centesimo''. Djukanovic ha sottolineato che le accuse di un
suo coinvolgimento nel traffico illegale di tabacco ''furono
sollevate all'epoca di Milosevic, quando noi ci battevamo per
sottrarci alla sua dittatura. Periodicamente qualcuno le ripete con
l'aiuto dei nostalgici e di chi con Milosevic aveva collaborato''. Ha
poi commentato le intercettazioni telefoniche a suo carico citate
come elemento dell'inchiesta definendo ''sorprendente che si possa
intercettare un capo di stato, come io ero all'epoca''. (ANSA).
OT
09/07/2003 15:02


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GENNAIO: DJUKANOVIC, DA PRESIDENTE DIVENUTO PREMIER GRAZIE AD ELEZIONI
BOICOTTATE DALLA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE DISGUSTATA, PROMETTE
L'INDIPENDENZA IN TRE ANNI

MONTENEGRIN PREMIER ANNOUNCES INDEPENDENT
MONTENEGRO

PODGORICA, Jan. 8 (Beta) - Montenegrin Premier Milo Djukanovic said on
Jan. 8 that Montenegro will become "an independent and internationally
recognized country" in three years' time. In his final speech in the
Montenegrin Legislature, Djukanovic dismissed all opposition charges
against the new government makeup and its program, as unfounded.
Opposition MPs left the legislature before Djukanovic's final speech
protesting the fact that MPs from the ruling coalition had failed to
take part in the debate. Djukanovic said that the new government would
"greatly step up economic reforms." He said that problems with crime in
Montenegro are no greater than in other countries in transition, adding
that the new
government will continue a determined struggle against crime.
Djukanovic said he believed that the human trafficking affair would be
brought to light, and added that the FBI or Interpol would be asked for
help if necessary. MPs from Montenegrin opposition parties fiercely
criticized the new government makeup and its program. "This is not a
European, a reform or
an expert government," said opposition MP Zoran Zizic, adding that a
government with four vicepremiers and 16 ministers was gigantic and
expensive.

GIUGNO: AMBASCIATORE FRANCESE A BELGRADO SOTTOPOSTO A PRESSIONI PER
ESSERSI ESPRESSO CONTRO LA SECESSIONE DEL MONTENEGRO

FRENCH AMBASSADOR TO STAY IN BELGRADE

BELGRADE, June 27 (Beta) - The Embassy of France denied to BETA on June
27 that this country has withdrawn its ambassador to Belgrade, Gabriel
Keller. 
The Podgorica Publika newspaper said it had learned that France decided
to dismiss Keller, without specifying the reason for such a step. 
"We never comment on the articles in Publika, BETA was told at the
French embassy. 
Publika said that Keller, much like his British colleague in Belgrade,
Charles Crawford, openly and disregarding the rules of democracy, spoke
out against Montenegro's independence. 

LUGLIO: RICHARD HOLBROOKE DICHIARA ESPLICITAMENTE IL SOSTEGNO USA AL
PROGETTO DI SECESSIONE DEL MONTENEGRO, INSIEME AL KOSOVO

Da: Rick Rozoff
Data: Mar 15 Lug 2003 07:44:55 Europe/Rome
A: Ova adresa el. pošte je zaštićena od spambotova. Omogućite JavaScript da biste je videli.
Oggetto: [yugoslaviainfo] Final Blow: Holbrooke Calls For 'Full
Independence' For Kosovo, Montenegro

http://www.realitymacedonia.org.mk/web/news_page.asp?nid=2667

Reality Macedonia
July 14, 2003

Richard Holbrooke: 'Full Independence' For Kosovo,
Montenegro


http://www.ptd.net/webnews/wed/cd/Qkosovo-serbia-montenegro.RQm-
_DlC.html

Kosovo, Montenegro should be independent: former US
envoy

PRISTINA, Serbia-Montenegro, July 12 (AFP) - The
UN-administered southern Serbian province of Kosovo
should be fully independent, former US ambassador to
the United Nations Richard Holbrooke said in an
interview published Saturday.

"The correct outcome is clear to me - it's full
independence for Kosovo," Holbrooke told Kosovo's
leading daily newspaper "Koha Ditore".

The veteran diplomat, who served as the US envoy to
the UN during Bill Clinton's presidency, was one of
the architects of the 1995 Dayton accords which ended
the war in Bosnia and drew up a ceasefire between
Belgrade and pro-independence ethnic Albanians in the
Kosovo war in 1998.

Holbrooke told the daily that the province, under UN
administration since the end of the war in 1999,
should be an "independent state with UN membership."

He suggested the status of Kosovo should be decided at
an international conference "between Pristina and
Belgrade with the support and assistance of the United
States", the European Union, Russia and the United
Nations.

Holbrooke also said the loose union of Serbia and
Montenegro that replaced rump Yugoslavia in February,
"cannot continue to exist as a single international
entity."

"Montenegro does not listen to Belgrade, they don't
even use the same currency. It's time for us to
recognize the reality: Montenegro should become an
independent country just as Kosovo should," Holbrooke
told the daily.

Kosovo has been under UN and NATO control since June
1999 after a military campaign by NATO brought an end
to a crackdown by Serb forces on the ethnic Albanian
majority seeking independence from Belgrade.

The province is legally part of Serbia and Montenegro,
but its future political status is yet to be decided.

Kosovo's ethnic Albanians, who make up 90 percent of
the population of the province, seek full
independence, while the minority Serbs and Belgrade
want the province to remain part of Serbia.