
Vittime della strage furono partigiani della IV Brigata Garibaldi “Foligno” e uomini del posto accusati dai fascisti di esserne complici. In particolare, come in tutto il resto dell’Appennino, i fascisti volevano punire le famiglie che osavano proteggere i tanti fuggiaschi jugoslavi, che in quella zona erano soprattutto ex-internati alle "Casermette", i quali su quelle montagne effettivamente stavano dando un contributo fondamentale alla lotta di Liberazione.
Su questo argomento si veda il testo di Andrea Martocchia La strage di Collecroce e gli antifascisti montenegrini, apparso sulla rivista online di Nocera Umbra “L’Arengo” n.3/LXXIII (settembre 2025) a p.6.
Fiori sono stati deposti al monumento dei caduti sulla piazza di Collecroce e ai piedi di due cippi di caduti, collocati lungo la strada che da Collecroce scende verso Annifo e Colfiorito.


Proseguendo sul versante opposto dell'altopiano di Colfiorito, il gruppo ha raggiunto la località Cesi di Serravalle di Chienti (MC) per commemorare con un ulteriore deposizione di fiori i fucilati dai nazifascisti del 14 marzo 1944.

Il monumento che sorge al bivio di Cesi lungo la SP51, eretto nel 1950, riporta i nomi di Conversini Domenico, Paolini Adriano, Presenzini Alpinolo e Sfasciotti Agelio; lo stesso giorno però furono uccisi in località Costa di Cesi anche i montenegrini Knežević Branko e Kustudić Marko.
Nell'occasione sono stati ricordati anche i montenegrini "Vassika", cioè Vasilije Čokorilo, e Gojko Bojičić, uccisi il 3 aprile nella zona di Pieve Torina (MC).
Rientrando verso il bivio di Colfiorito della SS77 l'ultima tappa celebrativa dei caduti antifascisti sull'altopiano è stata fatta in località Valleluce al cippo dei martiri Consoli Nazareno e Salvatori Mario, uccisi il 7 aprile 1944 alle pendici nord del Monte Trella.
La delegazione è dunque scesa a Foligno dove, a partire dalle ore 18 circa, presso il Circolo ARCI "Subasio" (Casa del Popolo "Enrico Berlinguer") si è tenuta una iniziativa pubblica dedicata all'anniversario.
Ha introdotto Tamara Bellone, membro di Jugocoord e di ANPPIA Torino, ideatrice del cortometraggio "IL PASSAGGIO DI AHMET" (17’; 2025). Realizzato con la regia di Aksinja Bellone, la collaborazione di Gordana Pavlović (presente alla iniziativa) e il contributo di attori professionisti, tra i quali Moni Ovadia, il cortometraggio è ispirato a quella fuga del 1943 ma attraverso alcuni salti temporali si ricollega a problematiche più contemporanee, quale quella dei bombardamenti della NATO su Belgrado nel 1999.
Dopo la proiezione è stato dato corso agli interventi programmati.
Giovanni Simoncelli, esponente dell’ANPPIA e di Jugocoord, ha sintetizzato la vicenda del “Campo n.64” di Colfiorito, ricordando anche la prigionia di eminenti antifascisti italiani da annoverare nel dopoguerra tra i principali animatori dell’ANPPIA, come Carlo Venegoni che ne fu presidente.
Serena Colonna, segretaria nazionale dell’ANPPIA, ha sottolineato il carattere internazionalista della lotta antifascista, esemplificato anche dal contributo degli jugoslavi sfuggiti alla prigionia a Colfiorito, illustrando alcune iniziative sul “garibaldinismo antifascista” di cui l’ANPPIA si fa promotrice data anche l’imminenza del 90.mo anniversario dello scoppio della Guerra di Spagna.
Maria Vittoria Cucchiarini, autrice di Collecroce, il ricordo che sfida il tempo incentrato sulla strage dell’aprile 1944, ha dedicato il suo intervento alla presenza degli jugoslavi tra i partigiani della zona ed in particolare alle due figure di Tomaš Jovanović “Capitano” e Arsenije Mijović “Pizzetto”, montenegrini-kosovari che fecero base a Collecroce prima di essere barbaramente uccisi in località Laverino (Comune di Fiuminata, MC) il martedì di Pasqua, 11 aprile, del 1944 (si veda l’articolo de “L’Arengo” sopra menzionato per ulteriori dettagli).
Andrea Martocchia per Jugocoord ha ricordato le iniziative che la associazione ha promosso, su queste presenze jugoslave nella Resistenza umbra e marchigiana sin dal 2017 sollecitando le realtà antifasciste locali a superare la sindrome della “memoria scomoda” e a farsi parte attiva, promuovendo in autonomia le iniziative future in cui rivendicare le Casermette di Colfiorito come luogo topico per l'antifascismo sul territorio e celebrare lo spirito di fratellanza internazionalista con cui gli jugoslavi furono protetti e combatterono fianco a fianco con gli italiani.
Sono successivamente intervenuti Alberto Piccioni (ANPPIA Umbria) e Luigino Ciotti (Circolo Culturale Primomaggio, Bastia Umbra), mentre erano presenti in sala altri rappresentanti delle ANPI di Foligno e Spello, del PRC di Foligno (Alessandro Pacini) e della associazione Officina della Memoria di Foligno (Rita Zampolini), che non hanno preso la parola a causa del ritardo nel programma.
Ulteriori adesioni alla giornata sono pervenute da Foligno in Comune e dal Circolo Sinistra Italiana di Foligno.
A seguito della giornata, in data 27 novembre 2025, si è costituito il gruppo "Amici ANPPIA" di Foligno, che potrebbe evolversi in sezione, e che si prefigge di mantenere la memoria delle Casermette di Colfiorito organizzando annualmente una manifestazione nell’anniversario della grande fuga del 22 settembre 1943 – per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
Foto di Gordana Pavlović, Serena Colonna, Maria Vittoria Cucchiarini.
Un report della giornata, corredato di ulteriori fotografie, è stato redatto anche da Daniele Crotti, antifascista di Perugia: esso è disponibile per il DOWNLOAD.


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