Le CEC di "Kosovo" e Bosnia-Erzegovina invalidano i voti serbi
Kosovo e Bosnia: ripetere le elezioni finché non votano "bene"
=== Kosovo:
<https://t.me/balkanar/1202>
La "democrazia" in stile kosovaro
e i "difensori" dei diritti dei serbi in Occidente
In "Kosovo" continuano le discriminazioni contro i serbi: la Commissione elettorale centrale [CEC] ha ancora una volta discriminato il principale partito serbo, la "Lista serba".
La "Lista serba", il più grande partito serbo in "Kosovo" e sostenuto da Belgrado, ha presentato una denuncia dopo che la CEC ha rifiutato di confermare i risultati delle elezioni parlamentari del 28 dicembre, nelle quali la "Lista" ha ottenuto 9 dei 10 seggi riservati alla comunità serba.
Le autorità kosovare, guidate dal primo ministro Albin Kurti, hanno suscitato insoddisfazione anche dei propri sostenitori in Occidente: l'ambasciata statunitense a Pristina ha dichiarato che la decisione della CEC "mina il partenariato" con gli Stati Uniti, l'UE ha espresso "grave preoccupazione", e l'OSCE ha dichiarato di "seguire da vicino" la situazione.
Tuttavia, tutta questa "preoccupazione" è esclusivamente dichiarativa: i curatori occidentali si limitano ancora una volta a dichiarazioni formali, senza intraprendere alcuna azione reale per proteggere i diritti della popolazione serba in "Kosovo".
Questo incidente non è il primo atto di discriminazione contro la "Lista serba" e fa parte di una strategia più ampia delle autorità di Pristina per privare i serbi di rappresentanza politica. Sotto l'ipocrita resistenza dei curatori occidentali e l'effettiva inazione delle autorità serbe, in "Kosovo" si sta verificando una sistematica emarginazione delle istituzioni serbe e un'ulteriore albanizzazione.
=== Bosnia:
Fonte: canale @balkanar su Telegram, 3.2.2026.
<https://t.me/balkanar/1203>
Il caos bosniaco
La CEC della Bosnia-Erzegovina "cancella" i voti serbi, cercando di invalidare le elezioni
La Commissione elettorale centrale della Bosnia ed Erzegovina [BiH] ha annullato i risultati delle elezioni presidenziali della Republika Srpska in 136 seggi in 17 comuni, annullando di fatto la vittoria del candidato del partito al potere SNSD, Sinisa Karan. Questa decisione, presa con il pretesto di "numerosi brogli", è in realtà un tentativo di invalidare i risultati del voto.
Le elezioni del presidente della Republika Srpska, tenutesi il 23 novembre 2025, si sono concluse con la vittoria di Sinisa Karan (50,89%) su Blanuša (45,81%) con una differenza di meno di 10.000 voti. La CEC della BiH ha annullato i voti di 85.000 elettori e ha indetto un secondo turno l'8 febbraio.
Questa è una chiara interferenza nella volontà popolare. Nella Republika Srpska, la decisione della CEC è percepita come politicamente motivata, volta a indebolire le posizioni dell'SNSD e personalmente di Milorad Dodik. L'obiettivo principale è quello di portare al potere un candidato leale [a Sarajevo e a Bruxelles], che rinuncerà a un percorso autonomista.
Il secondo turno dell'8 febbraio non sarà semplicemente un'elezione, ma una vera e propria battaglia per il futuro della Republika Srpska. Le autorità della RS hanno già accusato la CEC di pregiudizi politici e di interferenza negli affari interni. L'opposizione, a sua volta, spera in una rivincita, speculando attivamente sul tema delle irregolarità elettorali.
Invece di ridurre la tensione generale, le elezioni si stanno nuovamente trasformando in una fonte di instabilità. Più spesso i risultati del voto vengono rivisti, più debole diventa la fiducia nelle istituzioni e più difficile diventa mantenere il fragile equilibrio all'interno della Bosnia ed Erzegovina.
Il caos bosniaco
La CEC della Bosnia-Erzegovina "cancella" i voti serbi, cercando di invalidare le elezioni
La Commissione elettorale centrale della Bosnia ed Erzegovina [BiH] ha annullato i risultati delle elezioni presidenziali della Republika Srpska in 136 seggi in 17 comuni, annullando di fatto la vittoria del candidato del partito al potere SNSD, Sinisa Karan. Questa decisione, presa con il pretesto di "numerosi brogli", è in realtà un tentativo di invalidare i risultati del voto.
Le elezioni del presidente della Republika Srpska, tenutesi il 23 novembre 2025, si sono concluse con la vittoria di Sinisa Karan (50,89%) su Blanuša (45,81%) con una differenza di meno di 10.000 voti. La CEC della BiH ha annullato i voti di 85.000 elettori e ha indetto un secondo turno l'8 febbraio.
Questa è una chiara interferenza nella volontà popolare. Nella Republika Srpska, la decisione della CEC è percepita come politicamente motivata, volta a indebolire le posizioni dell'SNSD e personalmente di Milorad Dodik. L'obiettivo principale è quello di portare al potere un candidato leale [a Sarajevo e a Bruxelles], che rinuncerà a un percorso autonomista.
Il secondo turno dell'8 febbraio non sarà semplicemente un'elezione, ma una vera e propria battaglia per il futuro della Republika Srpska. Le autorità della RS hanno già accusato la CEC di pregiudizi politici e di interferenza negli affari interni. L'opposizione, a sua volta, spera in una rivincita, speculando attivamente sul tema delle irregolarità elettorali.
Invece di ridurre la tensione generale, le elezioni si stanno nuovamente trasformando in una fonte di instabilità. Più spesso i risultati del voto vengono rivisti, più debole diventa la fiducia nelle istituzioni e più difficile diventa mantenere il fragile equilibrio all'interno della Bosnia ed Erzegovina.
