Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ETS
ITALIJANSKA KOORDINACIJA ZA JUGOSLAVIJU
ITALIAN COORDINATION FOR YUGOSLAVIA

[english / italiano] Partigiani jugoslavi in Puglia / Lo Spomenik di Barletta / Kosovo post-bellico / Gemellaggi italo-jugoslavi / ed altro ancora

 

Saggi importanti sull'ultimo numero di Quaderni di Comunità

 
 

È online il nuovo numero speciale (n.2/2026) della rivista online "Quaderni di Comunità" intitolato EASTERN EUROPE ECHOES — Narratives, Cultures, and Memories from the Cold War to Dayton’s Legacy (1946–2026), curato da Vito Saracino e Giacomo Giuseppe Colaprice.

Il volume raccoglie contributi dedicati a narrazioni, culture e memorie dell’Europa orientale, attraversando la storia della Resistenza partigiana, le eredità del socialismo e le complesse vicende che hanno segnato l’area adriatico-balcanica fino al presente. I contributi coprono perciò un amplissimo arco di temi ed affrontano quei mondi da punti di vista e con metodi anche molto differenti tra loro.

Il numero completo è disponibile online sul sito di "Quaderni di Comunità":

https://www.quadernidicomunita.it/index.php/qdc/issue/view/21

Dalla nostra prospettiva jugoslavista raccomandiamo in particolare i seguenti contributi:

 

* Gaetano Colantuono, Adriano Capanna, Rosanna Rizzi, Andrea Martocchia,

“Una resistenza internazionale. Partigiani jugoslavi in Puglia, quindici anni di ricerche” (in italiano with Abstract in English)

https://www.quadernidicomunita.it/index.php/qdc/article/view/444

https://doi.org/10.61007/QdC.2026.2.444

Abstract: Le risultanze di un quindicennio di ricerche sulla presenza di antifascisti – prigionieri e combattenti – e profughi jugoslavi in Puglia dimostrano la grande rilevanza del fenomeno, sia nell'ambito della lotta anti-nazifascista sul suolo italiano e del contributo specifico che ad essa hanno fornito gli jugoslavi, sia per le più generali vicende della Seconda guerra mondiale nel Mediterraneo e segnatamente nel quadrante balcanico. Tali risultanze sono qui sintetizzate in termini di contesto, di genesi e sviluppo della rete dei presidi della Jugoslavia partigiana sul territorio regionale, di costituzione e operazioni delle Brigate d'Oltremare, e per altre circostanze importanti e financo clamorose, come le missioni di Tito in Italia nel 1944, il ruolo delle donne, l'attività artistica, i segni lasciati sul territorio primo tra tutti l'Ossario Monumentale di Barletta. In Conclusione, si menzionano alcune persistenti mancanze della memoria pubblica e della storiografia e si forniscono spunti per il loro superamento.

Secondo Gaetano Colantuono si tratta di "un bilancio aggiornato delle ricerche e delle lotte politico-culturali condotte da un gruppo di ricerca extra-accademico sorto sotto il segno della opposizione al revisionismo e sviluppatosi in una dimensione internazionale. (...) Fare storia della storiografia di un tema imposto dal proprio gruppo di ricerca non ha prezzo… L’ho fatto anche per i Quaderni di RS nel volume su Matteotti. Fateci caso, si tratta di ricerche collettive. L’individualismo non fa per noi."

 

** Rosanna Rizzi,

"Lo Spomenik di Barletta" (in italiano with Abstract in English)

https://www.quadernidicomunita.it/index.php/qdc/article/view/435

https://doi.org/10.61007/QdC.2026.2.435

Abstract: L'Ossario dei caduti jugoslavi di Barletta, progettato da Dušan Djamonja (1970), è il primo e più grande spomenik su territorio italiano, dedicato alla memoria partigiana. Nato da accordi italo-jugoslavi, accoglie oltre  800 urne di combattenti e civili, intrecciando architettura laica, paesaggio pugliese e fratellanza antifascista. Il contributo esplora genesi storica, criticità conservative e iniziative recenti, per  omprenderne  le prospettive future: restauro condiviso e strumenti Digital Humanities per un dialogo europeo sulla memoria del XX secolo.

 

*** Michele Martini,

"Topografie della memoria: i cimiteri tra distruzione, ricostruzione e conflitti simbolici nel Kosovo post-bellico" (in italiano with Abstract in English)

https://www.quadernidicomunita.it/index.php/qdc/article/view/445

https://doi.org/10.61007/QdC.2026.2.445

Abstract: Il contributo analizza il ruolo dei memoriali, in particolare il cimitero ortodosso di Peja/Peć in Kosovo, come spazi semiotici contesi nel contesto  post-bellico  della  dissoluzione  jugoslava.  Attraverso  pratiche vandaliche differenziate – furto di materiali, deposito di rifiuti, introduzione di resti animali e damnatio memoriae – si osserva una grammatica del conflitto che erode la memoria collettiva serba, trasformando il territorio in arena di  ridefinizione  identitaria  albanese. Tale  dinamica, inquadrata teoricamente  da  Assmann  e  Lotman,  evidenzia come la memoria territorializzata diventi fronte persistente di contesa politica irrisolta. 

 

**** Giacomo Giuseppe Colaprice,

"The Twinning Between Barletta And Herceg Novi" (in English con Abstract in Italiano)

https://www.quadernidicomunita.it/index.php/qdc/article/view/436

https://doi.org/10.61007/QdC.2026.2.436

Abstract: This article focuses on the 1969 twinning between Barletta and Herceg Novi, framed within the broader historical relations between Puglia and Montenegro. The primary aim is to explore this twinning as a pivotal example of Puglia-Montenegro ties during the late 1960s, emphasising its role in fostering Adriatic solidarity amid Italy’s outreach to Tito’s non-aligned Yugoslavia. Rooted in Barletta’s construction of a Slavic ossuary honouring Yugoslav partisans killed in southern Italy, the initiative reflected Puglia’s anti-fascist memory practices and shared wartime sacrifices with Montenegrin communities. Prelude agreements in May and September 1968 created an “Adriatic bridge,” with reciprocal council visits laying groundwork for deeper collaboration between the Puglian port and the coastal town. This twinning exemplified Puglia’s strategic port-city diplomacy with Montenegrin hubs, countering Cold War divisions through grassroots ties and anticipating future cross-border integration models. By positioning Barletta as a reconciliation bridgehead, it influenced enduring Italo-Balkan networks, underscoring municipal actors’ agency in the Cold War détente.

Abstract: Questo articolo si concentra sul gemellaggio del 1969 tra Barletta e Herceg Novi, inquadrato nelle più ampie relazioni storiche tra Puglia e Montenegro.  L'obiettivo  principale è  esplorare  questo  gemellaggio  come esempio  pivotale  dei  legami  Puglia-Montenegro alla fine degli anni '60, enfatizzandone il ruolo nel promuovere la solidarietà adriatica nell'ambito dell'apertura italiana verso la Jugoslavia non allineata di Tito...

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