Dal 22 al 27 ottobre 2025, rappresentanti del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia (JUGOCOORD) sono stati impegnati come guide e partecipanti di una straordinaria esperienza collettiva transnazionale. Obiettivo principale della impegnativa missione è stata la visita delle località della Puglia che ospitarono decine di migliaia di partigiani jugoslavi tra il 1943 e il 1945; contestualmente però sono state svolte anche ulteriori attività culturali e conviviali, si è partecipato a convegni e sono state visitate località significative anche al di fuori della Puglia. Le attività sono state rese possibili dalla collaborazione tra JUGOCOORD ed altre realtà come l'Associazione Josip Broz Tito di Pola (Društvo Josip Broz Tito Pule, nel seguito DJBTP), il Centro Jugoslavo Tito della Serbia (YU-Centar Tito, nel seguito YUCT), la Associazione Campo 65 di Altamura, la Fondazione Gramsci di Puglia e singoli intellettuali e militanti antifascisti.
Pubblichiamo il resoconto di quelle straordinarie giornate, seguito da alcune riflessioni.
Le cinque giornate di Puglia
Viaggio in Italia sui luoghi dei partigiani jugoslavi
e della formazione delle Brigate d'Oltremare – ottobre 2025
Mercoledì 22 ottobre 2025
Un pullman da 60 posti della DJBTP parte dall'Istria la mattina molto presto. La prima tappa è a Bologna, con visita ad alcuni dei luoghi più importanti della città nonché al Sacrario dei Partigiani e alla Lapide della Divisione Garibaldi in Piazza del Nettuno. Il gruppo si avvale come guida di Andrea Martocchia, segretario di JUGOCOORD e storico del contributo jugoslavo alla Resistenza italiana, il quale poi sale sul pullman per proseguire il viaggio insieme agli altri.
Foto di gruppo in Piazza del Nettuno
La lapide (foto pagina FB DJBTP)
Uliana Moscarda della DJBTP con Andrea Martocchia di fronte all'autobus del gruppo
Si riparte verso Sansepolcro con breve sosta ad Arezzo per far salire sul pullman Susanna Angeleri, coautrice di ricerche sul tema.
Si arriva a Sansepolcro alle 16 circa: il pullman è atteso da Mirko Draghi, storico della Resistenza, che fa da guida dapprima nella visita all'Ossario Monumentale (Spomen-Kosturnica) jugoslavo sito all’interno del locale cimitero, progettato da Jovan Kratohvil, e poi al Museo della Resistenza sito in un edificio del Comune nel centro storico della cittadina. Nel Museo, insieme a dirigenti della locale sezione ANPI come Libero Alberti e Fabrizio Marcelli, è possibile tra l’altro visionare i disegni dei prigionieri jugoslavi del campo della "Motina" di Renicci presso Anghiari, dove furono reclusi molti dei caduti che oggi riposano nell'Ossario Monumentale.
Foto d'epoca dell'inaugurazione dello Spomen-Kosturnica di Sansepolcro (foto pagina FB DJBTP, da Museo della Resistenza di Sansepolcro)

Il gruppo riunito per ascoltare Mirko Draghi

Visita alla cripta dello Spomen-Kosturnica
Deposizione della corona di fiori allo Spomen-Kosturnica (foto pagina FB DJBTP)
Alle 18:30 si riparte con destinazione Foligno, per il pernottamento in ostello.
Giovedì 23 ottobre 2025
Di buon'ora si effettua una breve visita del centro di Foligno, dove tra l'altro, sulla facciata del Palazzo Comunale, la lapide ai partigiani caduti nella zona riporta numerosi riferimenti agli jugoslavi.

Jugoslavi a Foligno, nel punto in cui Francesco si spogliò delle vesti
Alle 9:30 si riprende il viaggio in pullman verso l'altopiano di Colfiorito dove si trova il Memoriale dell’ex Campo 64, cioè il campo di concentramento delle "Casermette", luogo deputato nel 1942-1943 alla prigionia di antifascisti montenegrini. Il Memoriale è allestito proprio in una delle casermette dell'ex campo di concentramento ed è stato inaugurato il 20 gennaio 2024: a fare da guida è Bianca Rita Eleuteri insieme ad Andrea Martocchia e con l'accompagnamento di Pietro Benedetti come voce narrante di alcune toccanti pagine di testimonianza storica. Anche qui, come prima a Sansepolcro, la DJBTP depone una corona di fiori.

Pannello dedicato a "Drago" Ivanović nel Memoriale del Campo 64 (foto pagina FB DJBTP)

Visita al Memoriale del Campo 64 – al centro: Vladimir Kapuralin rievoca una precedente iniziativa di Jugocoord nello stesso luogo (foto pagina FB Pietro Benedetti)
Deposizione della corona di fiori al Campo 64 al canto di "Bilečanka" (video pagina FB Pietro Benedetti – in caso di mancata visualizzazione sul proprio browser il video si può scaricare)
Dopo un piacevole pranzo conviviale nella trattoria antistante il Memoriale, gestita da nostri amici e sostenitori, allietati dai versi a braccio di Pietro Benedetti, il pullman riparte per il lungo trasferimento verso la Puglia.
In serata si giunge ad Altamura per la sistemazione in B&B e la cena in una osteria tipica nel meraviglioso centro storico.
Venerdì 24 ottobre 2025
La mattina del venerdì presso il Cinema Teatro Mangiatordi di Altamura è in programma il convegno "LE LOTTE PER LA LIBERTÀ NEL XX SECOLO. RESISTENZE – PARTIGIANI – LIBERAZIONI", organizzato dalla Associazione Campo 65 che ci accoglie con il presidente Domenico Bolognese e il vicepresidente Gennaro Zubbo. Nell'ambito del convegno, dedicato ai combattenti stranieri in Puglia nella I e nella II Guerra Mondiale, è possibile presentare pubblicamente – con gli interventi due membri dello JUGOCOORD, Andrea Martocchia sui partigiani jugoslavi in Puglia e Rosanna Rizzi sullo Spomen Kosturnica di Barletta – e distribuire per la prima volta il nuovo volume della collana orientamenti "La prima missione partigiana / Prva partizanska misija" di Sergije Makiedo – riguardante la pionieristica missione del piroscafo Bakar da Lissa a Bari, dove giunse il 3 ottobre 1943 per instaurare i primi contatti tra i partigiani jugoslavi e le autorità alleate. Precisamente da quella missione ebbe origine la rete delle basi jugoslave nella regione, che divenne quel crocevia di profughi, volontari e combattenti da cui prenderanno forma le Brigate d’Oltremare (Prekomorske Brigade). Presente in sala anche il giovane storico Adriano Capanna, curatore del libro e lui stesso discendente di Makiedo. Temi collegati alla presenza jugoslava in Puglia durante la Seconda guerra Mondiale sono affrontati nel convegno anche da Gaetano Colantuono e altri – di seguito la locandina con il programma:
Il programma del convegno di Altamura

Il frontespizio del libro sulla missione di Sergije Makiedo

L'architetto Rosanna Rizzi interviene sullo Spomen-Kosturnica di Barletta
Al convegno partecipano, numerosi e interessati, gli studenti e le studentesse delle ultime classi delle scuole superiori di Altamura. Mentre scriviamo (ottobre 2026) sono in lavorazione gli Atti del convegno.
Nel frattempo è arrivata a Bari la nave che conduce altri jugoslavi a visitare i luoghi dell'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia (EPLJ) in Puglia: da essa sbarca un pullman da 30 posti dello YUCT di Belgrado, guidato da Goran Miladinović. Dopo lunghe formalità doganali, dovute alla implementazione del nuovo sistema di riconoscimento biometrico nell'area Schengen, il gruppo può dirigersi alle prime mete turistico-culturali di Alberobello e Matera, accompagnato dalla mediatrice linguistica Dušica Mirkovic (traduttrice dall'inglese al serbocroato del Rapporto Farish).
Terminato il convegno, il gruppo della DJBTP si dirige invece nella vicina città di Gravina, dove a fare da guida è l'appassionato giovane storico Tito Desiante.
Alle ore 17 ci si ritrova tutti di nuovo al Cinema Teatro Mangiatordi, dove Domenico Bolognese e Miloš Batistuta di RTV Koper/Capodistria presentano il documentario Pozabljeni – I dimenticati incentrato sui combattenti delle Brigate d'Oltremare. Dell'evento riferirà in seguito la radiotelevisione slovena (articolo e video dalla trasmissione "Primorska kronika" al minuto 4:34). Prendono la parola anche Andrea Martocchia, la storica Isabella Insolvibile, e i capi delegazione delle associazioni antifasciste jugoslave presenti in sala ovvero Josip Hrvatin presidente della DJBTP e Goran Miladinović presidente dello YUCT.

La locandina della iniziativa pomeridiana ad Altamura

Da sinistra: Bolognese, Insolvibile e Martocchia

Da sinistra: Miladinović, Moscarda, Hrvatin e Bolognese
La intensa giornata si chiude con una affollata cena presso una grande masseria, nel corso della quale tutte le delegazioni e i singoli presenti possono intessere o approfondire le relazioni reciproche. È anche l'occasione per uno scambio di omaggi tra le associazioni: JUGOCOORD riceve i gadget della DJBTP e un attestato di amicizia dallo YUCT.

Una delle foto di gruppo scattate a cena (foto di Laura Squicciarini)

L'attestato consegnato a JUGOCOORD dallo YUCT

Un gadget della DJBTP
Sabato 25 ottobre 2025
Il primo appuntamento del sabato mattina è presso i grandi murales che sono stati realizzati alla periferia di Altamura, sulla strada che conduce all'ex Campo per prigionieri di guerra n.65.

La DJBTP davanti a uno dei murales
Sono le riproduzioni di fotografie d'epoca di tutte le diverse fasi di quel luogo, inclusa quella in cui fu base dell'EPLJ dedicata alla raccolta e all'addestramento di molte migliaia di reclute. Alle ore 8:45 ci si ritrova tutti proprio al cancello dell'ex Campo 65, a metà strada tra Altamura e Gravina, dove le delegazioni sono attese da Domenico Bolognese che fa da guida.
Il folto gruppo visita gli ampi spazi a suo tempo occupati da decine di casermoni (in caso di mancata visualizzazione sul proprio browser il video si può scaricare)

La guida illustra la "fase jugoslava" del campo (foto pagina FB DJBTP)

Bandiere italiane e jugoslave (foto pagina FB DJBTP)

Bandiere delle associazioni (foto pagina FB DJBTP)
Salutati gli amici della Associazione Campo 65 si prosegue verso Barletta, con una tappa indispensabile allo splendido castello federiciano di Castel Del Monte.
A Barletta la meta principale è ovviamente lo straordinario Spomen-Kosturnica di Dušan Džamonja situato nel Cimitero cittadino, dove a fare da guida è la sua più grande conoscitrice, Rosanna Rizzi. In quell'occasione, oltre 90 persone, la maggiorparte provenienti da Istria e Serbia, prendono parte a una toccante cerimonia di omaggio ai combattenti lì sepolti: con ogni probabilità è il più imponente momento di commemorazione a cui l'Ossario abbia assistito dopo ben 55 anni dalla sua inaugurazione, vedendo riuniti così tanti parenti, amici dei caduti ed esponenti delle associazioni partigiane jugoslaviste. La visita di un gruppo così folto con bandiere e corone di fiori da deporre intonando canti partigiani genera una atmosfera esaltante e tanta commozione in quel luogo che è per il resto del tempo silenzioso, pressoché ignorato, abbandonato e parzialmente in rovina. Le parole dei relatori non solo descrivono le eccezionali caratteristiche artistiche e storiche del manufatto, ma riportano alle lotte e ai valori per cui caddero in tanti le cui spoglie sono tuttora lì custodite, e denunciano le responsabilità di chi ha tradito quei valori e dimenticato quei caduti. Qualcuno ritrova sui portali di bronzo il nome di un nonno mai più ritornato, e piange. La visita alla cripta e i passi lungo le "fiamme di cemento", il movimento di decine e decine di persone tra le strutture superiori e inferiori di quel capolavoro dell'architettura contemporanea, producono una sensazione di movimento collettivo, di presenza e di dialogo con ciascuno dei combattenti, e sono tante centinaia, che lì riposano.

Un corteo spontaneo formato da un centinaio di persone si muove dall'esterno del Cimitero fino all'Ossario Monumentale jugoslavo. Nell'immagine, la corona preparata dallo YUCT (foto pagina FB Spomen Kosturnica Barletta)

Deposizione della corona della DJBTP (foto pagina FB Spomen Kosturnica Barletta)

I due livelli dell'Ossario Monumentale /1 (foto Goran Miladinović)

I due livelli dell'Ossario Monumentale /2 (foto pagina FB DJBTP)

Sulla soglia tra i vivi e i morti (foto pagina FB DJBTP)

Una parte del gruppo: serbi, croati, sloveni, italiani (foto Goran Miladinović)
Il pomeriggio prosegue con una visita al centro storico di Barletta e chiacchierate in birreria.
Dopo il viaggio di ritorno ad Altamura, dove tutti alloggiano, la giornata si conclude con la cena presso una tipica masseria, con il sottofondo di canti antifascisti e una playlist di musica jugoslava. A sorpresa, dagli altoparlanti partono le note de L'Internazionale e senza alcuna sollecitazione i commensali sospendono chiacchiere e cibo e si alzano in piedi.

L'Internazionale (foto Goran Miladinović)
Domenica 26 ottobre 2025
La prima tappa della domenica è la cittadina di Grumo Appula, dove a fare da guida è lo storico Gaetano Colantuono studioso della presenza jugoslava su quel territorio di cui è egli stesso originario. Si inizia con una visita dell’ex Ospedale, ora plesso scolastico, che custodisce una significativa lapide, per passare poi al Cimitero cittadino, in cui un cippo ricorda che fu quello il primo luogo di sepoltura di molti, morti all'Ospedale di Grumo e successivamente trasferiti all'Ossario di Barletta.
Anche in questo caso si forma spontaneamente un colorato e partecipato corteo, dal piazzale antistante il Cimitero fino al luogo dove sorge il cippo, e qui il folto gruppo si ferma a lungo. Oltre a Colantuono prendono la parola i rappresentanti delle associazioni, e in continuazione vengono proposti canti da intonare insieme, da Bella Ciao all'Internazionale, dalla popolare Jugoslavijo all'inno nazionale Hej Slaveni.
Gaetano Colantuono, di fronte all'ex Ospedale, illustra la storia della presenza jugoslava a Grumo Appula (video Adrijana Mandalenič – in caso di mancata visualizzazione sul proprio browser il video si può scaricare)

Di fronte all'ex Ospedale: Martocchia, Toscano (presidente del Consiglio Comunale di Grumo), Moscarda, Colantuono, Hrvatin, Miladinović, Angeleri

Trasferimento lungo le stradine di Grumo dall'ex Ospedale al Cimitero
Sintesi video della visita al "campo degli jugoslavi" nel Cimitero di Grumo (video Adrijana Mandalenič – in caso di mancata visualizzazione sul proprio browser il video si può scaricare)

Deposizione delle corone della DJBTP e dello YUCT al Cimitero di Grumo (foto pagina FB DJBTP)
"Jugoslavijo" (in caso di mancata visualizzazione sul proprio browser il video si può scaricare)
Dopo la mattinata a Grumo, sulla via per Bari, i due pullman fanno tappa a Toritto per il pranzo in una piacevole azienda agrituristica. Anche in questa occasione il clima è conviviale e festoso, con l'intonazione continua di canzoni popolari inclusa l'istriana La mula de Parenzo.
A Bari la compagnia dapprima visita la Cattedrale di San Nicola, che oltre ad essere la principale attrazione turistico-culturale della città è anche il luogo simbolico e concreto degli scambi millenari tra Est e Ovest, cristianesimo slavo-ortodosso e latino-cattolico. La figura di San Nicola è infatti particolarmente venerata dalle Chiese ortodosse, fino alla Russia; per di più, il principale tesoro della cripta della Cattedrale è la antichissima icona donata dai regnanti di Serbia della dinastia Nemanja (Nemaide).

Il gruppo dello YUCT sulla piazza della Cattedrale (foto Goran Miladinović)
Successivamente i partecipanti visitano liberamente il centro storico, pullulante di turisti. Quando è già buio ci si riunisce di nuovo per i saluti con il gruppo dalla Serbia che a breve riprenderà la nave in direzione Albania, dove il viaggio continuerà nelle località presso Scutari in cui è presente la comunità serbo-ortodossa. Il gruppo della DJBTP chiude invece la giornata con pizza e balli in un locale di Bitetto.
Lunedì 27 ottobre 2025
Il lunedì è il giorno della ripartenza dalla Puglia anche per la DJBTP. Il pullman reca la comitiva a visitare Matera e Alberobello prima di riprendere l'autostrada Adriatica verso nord.
Alcuni soci di JUGOCOORD e loro collaboratori sono invece impegnati in due ulteriori convegni che si tengono in giornata, annunciati dalla Gazzetta del Mezzogiorno il giorno stesso con un articoletto zeppo di errori e luoghi comuni degni del peggiore rovescismo storico italiota.
Il primo convegno, la mattina nell'Aula Starace del Palazzo del Prete dell'Università di Bari, è intitolato "LUOGHI DELLA MEMORIA TRA GUERRA E LIBERAZIONE: EREDITÀ E INTERAZIONI TRA JUGOSLAVIA E TERRA DI PUGLIA" ed è organizzato dalla Fondazione Gramsci di Puglia:
Il programma del convegno di Bari

Tra i relatori, da sinistra: Milano, Colaprice, Lusa, Bajc, Rizzi, Martocchia (foto pagina FB Spomen Kosturnica Barletta)

Su un banchetto le copie in distribuzione delle pubblicazioni di JUGOCOORD (foto pagina FB Spomen Kosturnica Barletta)
In particolare con gli interventi di Martocchia, Colantuono, Rizzi e Giuliano De Felice vengono ripresi i temi della rete delle basi jugoslave nella regione tra il 1943 e il 1945. È così possibile presentare in un contesto accademico le ricerche del gruppo di studio indipendente e militante che di questo si occupa da tempo. Una sintesi è fornita nel saggio a più mani Una resistenza internazionale. Partigiani jugoslavi in Puglia, quindici anni di ricerche, apparso nel n.2/2026 della rivista online "Quaderni di Comunità" curato da Vito Saracino e Giacomo Giuseppe Colaprice della Fondazione Gramsci di Puglia.
Nella stessa rivista è pubblicato lo studio di Rosanna Rizzi Lo Spomenik di Barletta che raccoglie non solo i contenuti del contributo a questo primo convegno della mattina, ma anche quanto da lei presentato al successivo convegno svoltosi il pomeriggio stesso proprio a Barletta, organizzato sempre dalla Fondazione Gramsci di Puglia ed intitolato "BARLETTA PORTA DELL'EST: STORIE DA UN LUNGO CONFINE":

Il programma del convegno di Barletta
Quest'ultimo è di fatto l'evento di chiusura dei lavori del Coordinamento ad hoc costituito su iniziativa dalla stessa Fondazione alcuni mesi prima, allo scopo ricostruire la storia e valutare lo stato materiale dell'eccezionale opera architettonica progettata da Dušan Džamonja. Tra le principali finalità del Coordinamento per lo Spomenik è stata la effettuazione di rilievi sul campo per determinare le necessità in tema di restauro e conservazione: a parlarne è Enrico Toniato. Come però spiegato da Rosanna Rizzi, anche nel servizio radiotelevisivo trasmesso dalla emittente locale AntennaSUD, il nodo irrisolto è l'attribuzione della proprietà e quindi della responsabilità della tutela del monumento: un caso, simbolicamente enorme seppur non altrettanto cruento quanto altri, emblematico delle conseguenze tragiche dello smembramento della Jugoslavia.
* * *
Alcune osservazioni si impongono, a distanza di molti mesi dalle iniziative fin qui descritte.
L'atmosfera entusiasmante del viaggio collettivo intrapreso nell'ottobre 2025 non può essere resa adeguatamente in questa sede. Spostarsi in autobus con compagne e compagni di viaggio provenienti da territori diversi, parlando un miscuglio di lingue – incluso l'istroveneto di Pola e dintorni – con il sottofondo musicale di Balašević, tra un assaggio e l'altro di kolači e bicchierini di rakija, è una esperienza indimenticabile.
La quantità e qualità della partecipazione di serbi, croati, sloveni, italiani alle "cinque giornate di Puglia" hanno dimostrato una volta di più che la sensibilità jugoslavista nelle repubbliche sorte dallo smembramento della RFSJ è viva e vitale. D'altronde le iniziative di tale segno, promosse su quei territori, sono innumerevoli: tra le realtà più attive in tal senso vanno annoverati proprio la Društvo Josip Broz Tito di Pola e non solo, in Croazia, lo YU-Centar Tito, in Serbia, e attivisti sloveni e triestini attualmente organizzati attorno alla Mednarodna Mreža Antifašistov (Rete Internazionale Antifascista). Osserviamo peraltro che membri delle suddette organizzazioni avevano già preso parte a una prima visita "pionieristica" nelle stesse località pugliesi, anch'essa organizzata da JUGOCOORD – vedasi il nostro precedente resoconto Jugoslavi sulle tracce dell'EPLJ in Puglia (settembre 2024).
Quelle realtà stanno animando impegnativi viaggi di conoscenza e ripresa della tradizione antifascista transfrontalieri proprio nelle terre jugoslave. Non solo: inizia ad essere riproposta la tradizione delle "azioni di lavoro volontario" (Omladinske Radne Akcije – ORA) che portò centinaia di migliaia di giovani, nella RFS di Jugoslavia, a contribuire alla edificazione e ricostruzione di strade e ferrovie in un clima di euforia che tantissimi, oramai anziani, ricordano assai bene. Si veda ad esempio il campo di lavoro organizzato nel giugno 2026 per il ripristino del sito dell'ospedale partigiano a Petrova Gora, nella Lika croata dove fino al 1995 (cioè fino alla reconquista da parte delle milizie neo-ustascia) sorgeva uno dei più affascinanti spomenik jugoslavi, del quale oggi restano le rovine (v. Radna Akcija na Petrovoj Gori, anche qui, qui e qui).
Folle sempre più numerose si radunano annualmente presso Sarajevo per la Marcia sull'Igman (v. il resoconto di Vlado Kapuralin per l'edizione 2026), a Fasana per i Titovi Dani, a Kumrovec per Dan Mladosti (v. il nostro resoconto del maggio 2025), a Jajce per Dan Republike, alla Sutjeska e alla Neretva negli anniversari delle relative battaglie, e così via.
È poi ben noto che sono numerosissimi i gruppi e le pagine jugoslaviste raggiungibili sui social, con decine di migliaia di iscritti, e più ancora i post "nostalgici" che quotidianamente vengono pubblicati da singoli o realtà associative dall'esistenza più o meno effimera.
Affinché non venga sperperato il patrimonio di valori internazionalisti e antifascisti, inverati nella lotta e nel sacrificio dei partigiani e plasticamente fissati nei capolavori architettonici degli spomenik, è bene che alle modalità destrutturate e "amebiche" della comunicazione sui social si sostituiscano sempre più frequentemente iniziative materiali, fatte di presenza collettiva sui luoghi fisici, mirate alla conoscenza e riscoperta, alla celebrazione di momenti topici e persino epici – quale è stata a tutti gli effetti la missione del Bakar e il fiorire delle basi jugoslave in Puglia – nonché al contrasto dell'oblio, del revisionismo e del vandalismo attraverso l'impegno collettivo di ripristino e valorizzazione.
Le iniziative che anche noi abbiamo animato fanno intravedere le condizioni per lo sviluppo di un movimento transfrontaliero impegnato nel recupero della memoria storica jugoslava. Riappropriarsi delle capacità organizzative e operative necessarie a lavorare nei luoghi e sui temi della memoria storica antifascista è anche la premessa indispensabile per il consolidamento di uno jugoslavismo politico.
Resoconto a cura di Andrea Martocchia
con il contributo di Susanna Angeleri e Rosanna Rizzi
Settembre 2026




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