COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA
SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA (1974)



Il testo che segue è riprodotto dal fascicolo pubblicato in italiano a Rijeka/Fiume nel 1974. Il riconoscimento OCR del testo è stato ricontrollato, tuttavia le lettere per le quali il software ha segnalato un margine di incertezza (ad es. parole spezzate, alcuni "!" o " ' " al posto delle " L " ecc.) sono qui evidenziate con caratteri color verde per cautela.
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I) Indice, Osservazione Introduttiva, Esposizione di M. Todorovic alla Camera delle Nazionalità (22/1/1974), Principi Fondamentali, Articoli da 1 a 147 (PDF 37 Mb)
II) Articoli da 148 a 406, Glossario (PDF 47 Mb)

Segnaliamo che sul nostro sito è disponibile anche: CONSTITUTION OF THE SOCIALIST FEDERAL REPUBLIC OF YUGOSLAVIA (1963)


a cura di Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus



LA COSTITUZIONE DELLA RSF DI JUGOSLAVIA

OSSERVAZIONE INTRODUTTIVA

L'ESPOSIZIONE DI MIJALKO TODOROVIC

RIJEKA (Fiume), 1974


INDICE

OSSERVAZIONE INTRODUTTIVA .... 9

L'ESPOSIZIONE DI MIJALKO TODOROVIC, PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA FEDERALE E DELLA COMMISSIONE COMUNE DI TUTTE LE CAMERE DELL’ASSEMBLEA FEDERALE PER LE QUESTIONI COSTITUZIONALI SULLA PROPOSTA DI COSTITUZIONE DELLA RSFJ ... 17

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA Di JUGOSLAVIA

PARTE INTRODUTTIVA ...... 59

PRINCIPI FONDAMENTALI ...... 59

Parte prima

LA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA ........ 83

Parte seconda

ORDINAMENTO SOCIALE ...... 86

Titolo I

ORDINAMENTO SOCIO-ECONOMICO ... 86

1. La collocazione dell'uomo nel lavoro associato e il'patrimonio sociale ... 86

2. L'associazione del lavoro e dei mezzi della riproduzione sociale .... 99

3. Le comunità d'interesse d'autogoverno . 109

4. I mezzi delle organizzazioni socio-politiche e delle altre organizzazioni sociali 113

5. La collocazione socio-economica e l'associazione degli agricoltori

6. Il lavoro individuale autonomo svolto con mezzi in proprietà privata.

7. La pianificazione sociale . . . .

8. 11 sistema sociale d'informazione, la contabilità sociale, l'evidenza e la statistica .........

9. I rapporti giuridico-patrimoniali

10. I beni d'interesse generale . . . .

11. La difesa e il miglioramento dell'ambiente naturale dell'uomo . , . .

Titolo II

I. FONDAMENTI DEL SISTEMA SOCIO-POLITICO ..........

1. La collocazione dei lavoratori nel sistema socio-politico ......

2. L'autogestione nelle organizzazioni del lavoro associato ......

3. L'autogoverno nelle comunità d'interesse autogestite .......

4. L'autogoverno nelle comunità locali

5. Il Comune ........

6 Gli accordi d'autogoverno e le intese sociali .........

7. La tutela sociale dei diritti d'auto governo e del patrimonio sociale .

8. Il sistema assembleare . . . .

Titolo III

LIBERTA', DIRITTI E DOVERI DELL'UOMO E DEL CITTADINO .........

Titolo IV

LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE E LEGISLATIVA

Titolo V

LA MAGISTRATURA E LA PUBBLICA ACCUSA .

Titolo VI

LA DIFESA POPOLARE .......113

115 119

122 124 126

127

128 128 131

140 142 143

146

149 151

162

177 182 187

Parte terza

RAPPORTI NELLA FEDERAZIONE E DIRITTI E DOVERI DELLA FEDERAZIONE .....

Titolo I

I RAPPORTI NELLA FEDERAZIONE ....

Titolo II

I DIRITTI ED I DOVERI DELLA FEDERAZIONE .

Parte quarta

ORGANIZZAZIONE DELLA FEDERAZIONE . .

Titolo I

L'ASSEMBLEA DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA . . .

1. La posizione e le attribuzioni .

2. Le Camere e le loro competenze .

3. La struttura e la procedura per l'elezione delle Camere .....

4. Le modalità di lavoro e di esercizio decisionale in sede camerale ....

5. L'emanazione di atti in sede di Camere delle Repubbliche e delle Provincie, in base al consenso delle Assemblee delle Repubbliche e delle Provincie Autonome

6. I diritti ed i doveri dei delegati e delle delegazioni .......

7. Le elezioni e le attribuzioni dei funzionari dell'Assemblea della RSFJ .

Titolo II

LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA SOCIA LISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA . . .

Titolo IlI

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA . . .

Titolo IV

IL CONSIGLIO ESECUTIVO FEDERALE .

1. La posizione e le attribuzioni .

2. La struttura e l'elezione . . . .

3. Il sistema di lavoro e l'emanazione di atti in sede di Consiglio esecutivo federale .........250

4. I rapporti del Consiglio esecutivo federale con l'Assemblea della RSFJ e le sue responsabilità ...... 253

Titolo V

GLI ORGANI DELL'AMMINISTRAZIONE FEDERALE ........... 255

Titolo VI

LA CORTE FEDERALE, LA PROCURA FEDERALE E L'AVVOCATO SOCIALE D'AUTOGOVERNO DELLA FEDERAZIONE ....... 257

Titolo VII

LA CORTE COSTITUZIONALE DELLA JUGOSLAVIA .......... 260

Titolo VII

LA DICHIARAZIONE SOLENNE ..... 270

Parte quinta

LA MODIFICA DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA ......... 271

Parte sesta

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI ... 274

SPIEGAZIONI DI ALCUNI TERMINI ED ESPRESSIONI RICORRENTI NELLA COSTITUZIONE DELLA RSFJ .... ...... 277



OSSERVAZIONE INTRODUTTIVA

L'Assemblea federale, a Camere riunite, nelle sedute del 30 e 31 gennaio ha approvato e la Camera delle nazionalità nella seduta del 21 febbraio 1974 ha promulgato la nuova Costituzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia. È stato l'atto conclusivo di un lavoro di diversi anni avviato, nel quadro delle sue prerogative costituzionali, dal presidente della Repubblica Josip Broz Tito con un'iniziativa all'Assemblea federale il 9 dicembre 1970. Richiamandosi all'Emendamento XII della Costituzione il Presidente della Repubblica proponeva che venisse emendata la Costituzione della RSFJ promulgata il 7 aprile 1963 e che nel frattempo era stata aggiornata (nel 1967 e nel 1968) con 19 emendamenti.

Una volta accettata la proposta del Presidente della Repubblica da tutte le Camere riunite dal 24 al 28 dicembre 1970, si procedeva alla stesura dello schema dei nuovi emendamenti costituzionali che per diversi mesi teneva impegnata la Commissione assembleare per le questioni costituzionali. Il documento veniva poi sottoposto, per due mesi, a pubblico dibattito. A conclusione di questo ciclo l'Assemblea federale, il 30 giugno 1971, approvava gli emendamenti costituzionali XX—XLII i quali, avendo ottenuto il consenso delle Assemblee di tutte le Repubbliche Socialiste e delle Provincia Autonome, diventavano parie integrante della Costituzione della RSFJ.

Erano i rapporti tra la Federazione e le Repubbliche che, in armonia con le conquiste socio-economiche e con lo sviluppo politico della RSFJ, venivano, in questa fase della riforma costituzionale, parzialmente posti su nuove basi. Oltre a definire la posizione e la funzione, le competenze e la struttura organizzativa della Federazione, venivano fissati in modo nuovo e con maggiore precisione, alcuni principi e certe forme dei rapporti socio-economici d'autogoverno in Jugoslavia indicati nei cosiddetti emenda menti operai XXI-XXIII. Considerato che anche nell'elaborazione di queste parziali modifiche costituzionali si era manifestata la necessità di una più completa e più precisa definizione di alcune questioni fondamentali nella sfera del sistema socio-economico d'autogoverno. del sistema comunale e assembleare e del sistema politico nel suo insieme, l'Assemblea federale decideva che, subito dopo l'approvazione degli emendamenti costituzionali XX—XLII, iniziassero i preparativi per la seconda fase delle modifiche costituzionali, quale organica continuazione della prima.

L'incarico di preparare la modifica della Costituzione venne affidato alla Commissione intercamerale per le questioni costituzionali dell'Assemblea federale. Una parte decisamente importante, nell'ambito della commissione intercamerale, è stata svolta dalla Commissione di coordinamento (presieduta da Edvard Kardelj) costituita il 3 giugno 1971 con il compito di coordinare, nella nuova fase degli emenda menti costituzionali, gli atteggiamenti e le proposte con i competenti organi e corpi politici delle organizzazioni socio-politiche delle Repubbliche Socialiste e delle Provincie Autonome e con gli organi delle organizzazioni socio-politiche della Federazione e di coordinare anche l'attività dei gruppi di lavoro della Commissione per le questioni costituzionali. Gruppi di lavoro costituiti alla fine del dicembre 1970 con l'in carico di studiare — sulla base dell'analisi dei risultati nella realizzazione della Costituzione e delle direttrici per l'ulteriore sviluppo del sistema socio-economico e politico tracciate nella Proposta del Presidente della Repubblica per le modifiche costituzionali - la situazione in determinati campi del sistema costituzionale e di proporre alla Commissione per le questioni costituzionali le tesi sulle successive modifiche del sistema socio-economico e politico della RSFJ.

La Commissione per le questioni costituzionali presieduta dal presidente dell'Assemblea federale Mijalko Todorovic, espresso giudizio positivo sui risultati di un anno di lavoro intenso e vasto della propria Commissione di coordinamento e degli altri organi di lavoro, il 29 giugno 1972 costatava che i preparativi per le modifiche costituzionali erano ormai maturati al punto in cui l'Assemblea federale poteva promuovere il procedimento per modificare ulteriormente la Costituzione della RSFJ e investiva del problema la Camera delle nazionalità.

La Camera delle nazionalità, riunita dal 21—22 luglio 1972, sentiti i pareri unanimemente concordati delle altre Camere dell'Assemblea federale e ottenuto il consenso delle Assemblee di tutte le Repubbliche Socialiste e delle Provincie Autonome, emanava la Decisione di modifica della Costituzione della RSFJ. In base alla Decisione le modifiche dovevano coinvolgere i rapporti socio-economici e il sistema d'autogoverno, il sistema comunale e assembleare, le funzioni della Federazione, la partecipazione e la responsabilità diretta delle Repubbliche e delle Provincie Autonome nell'esercizio di determinate funzioni della Federazione ed ancora la sfera del sistema giuridico e del diritto costituzionale.

La Camera delle nazionalità al tempo stesso decideva che le modifiche della Costituzione venissero configurate in un nuovo testo integrale della Costituzione della RSFJ. Oltre alle modifiche sostanziali introdotte dalla Costituzione nei già definiti settori, avrebbero dovuto venire armonizzate con i mutamenti apportati anche le altre disposizioni della Costituzione del 1963 e tutti e 43 gli emendamenti costituzionali emanati nel 1967, 1968 e 1971.

La stesura della Proposta di schema del nuovo testo della Costituzione della RSFJ richiese molti mesi di lavoro assai ampio e complesso, lavoro compiuto nella gran parte dalla Commissione di coordinamento assieme ai gruppi di lavoro della Commissione per le questioni costituzionali, in collaborazione con le Commissioni costituzionali delle Assemblee repubblicane e regionali e con l'apporto di un notevole numero di esperti, di uomini di scienza e di lavoratori socio-politici. Nella riunione del 21 maggio 1973 la Commissione per le questioni costituzionali confermava il testo dello Schema di Costituzione della RSFJ e lo inoltrava alla Camera delle nazionalità. Il 7 giugno 1973 la Camera delle nazionalità confermava a sua volta lo Schema di Costituzione della RSFJ e lo sottoponeva a pubblico dibattito.

Il dibattito pubblico sullo Schema di Costituzione della RSFJ, per l'interesse sollevato e per la partecipazione dei cittadini all'esame critico delle modifiche costituzionali proposte, è andato oltre ad ogni previsione. In quello che è stato un vero e proprio referendum popolare - proposte e osservazioni erano state inoltrate in grandissimo numero alla Commissione per gli affari costituzionali da decine di migliaio di riunioni di lavoratori, di cittadini, da quelle che sono le loro organizzazioni socio-politiche e associazioni come pure da singole persone - i lavoratori e i cittadini di tutti i popoli e di tutti i gruppi nazionali della RSFJ hanno approvato e appoggiato sotto ogni punto di vista le scelte ideali e politiche di fondo e le nuove soluzioni costituzionali chiedendone una precisa configurazione nel testo definitivo della futura Costituzione.

Dopo un approfondito esame e un'attenta valutazione di tutte le proposte e di tutti i suggerimenti emersi dal dibattito pubblico, come pure dei pareri e delle proposte delle Camere dell'Assemblea federale e delle Assemblee delle Repubbliche Socialiste e delle Provincie Autonome, la Commissione per le questioni costituzionali ne accettava un gran numero e le inseriva nella Proposta della Costituzione della RSFJ. Certe osservazioni e proposte, inoltre, offrivano alla stessa Commissione lo spunto per formulare meglio e in modo più adeguato determinate soluzioni. Nella seduta del 7 e 8 gennaio 1974 la Commissione per le questioni costituzionali fissava il testo della Proposta di Costituzione e lo inoltrava all'Assemblea federale accompagnato da un'esauriente Relazione sui risultati del dibattito pubblico sullo Schema di Costituzione della RSFJ e sulla Proposta della legge costituzionale per l'attuazione della Costituzione della RSFJ.

La Camera delle nazionalità, nella seduta del 22 gennaio 1974, fissava la Proposta di Costituzione della RSFJ e la Proposta della legge costituzionale per l'attuazione della Costituzione della RSFJ e approvava questi due documenti costituzionali. Documenti che venivano poi approvati anche dalle altre Camere della Assemblea federale nelle sedute del 30 e 31 gennaio. Nella prima metà di febbraio del 1974 le Assemblee di tutte le Repubbliche Socialiste e delle Provincie Autonome, a Camere riunite, aderivano al testo della Costituzione della RSFJ approvato dall'Assemblea federale. La nuova Costituzione della RSFJ era così definitivamente approvata.

Nel desiderio di favorire una più ampia conoscenza dei presupposti socio-economici e politici, degli orientamenti di fondo e della sostanza delle modifiche costituzionali come pure delle caratteristiche della nuova Costituzione jugoslava, riportiamo l'esposizione del presidente dell'Assemblea federale e presidente della Commissione per le questioni costituzionali Mijalko Todorovic sulla Proposta della Costituzione della RSFJ, svolta alla Camera delle nazionalità il 22 gennaio 1974, che pubblichiamo insieme alla nuova Costituzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia.


L'ESPOSIZIONE DI MIJALKO TODOROVIC, PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA FEDERALE E DELLA COMMISSIONE COMUNE DI TUTTE LE CAMERE DELL'ASSEMBLEA FEDERALE PER LE QUESTIONI COSTITUZIONALI SULLA PROPOSTA DI COSTITUZIONE DELLA RSFJ ALLA SEDUTA DELLA CAMERA DELLE NAZIONALITÀ DEL 22 GENNAIO 1974


Compagne e compagni deputati, il testo della Proposta della nuova Costituzione che questa Camera deve prendere in esame ed approvare. è stato preparato dalla Commissione comune per le questioni costituzionali di tutte le Camere dell'Assemblea federale in base alle proposte e alle opinioni scaturite dal dibattito pubblico sullo Schema della Costituzione, approvato da questa stessa Camera.

Il dibattito pubblico sullo Schema della Costituzione ha suscitato un enorme interesse ed ha visto lo partecipazione in massa e creativa della nostra classe operaia e di tutti i lavoratori. Mai nell'emanazione di un documento c'era stato un dibattito pubblico così vasto e completo come per lo Schema di questa Costituzione.

L'interesse riscontrato, indubbiamente, è da attribuirsi all'alto grado di coscienza della nostra classe operaia e dei lavoratori ed alla loro consapevolezza di trovarsi di fronte ad una svolta fondamentale nello sviluppo dei rapporti socio-economici e politici nella nostra società d'autogoverno alla consapevolezza di avere a portata di mano uno strumento giuridico-politico destinato a divenire un'arma insostituibile nella lotta per realizzare i loro interessi e le loro aspirazioni.

Il dibattito pubblico era inserito nella lotta ideale politica per l'applicazione degli emendamenti costituzionali. Esso ha contribuito ad arricchire, sotto il profilo contenutistico e programmatico, le azioni in corso per concretizzare i compiti immediati e a lungo termine che scaturiscono dalla Lettera del Presidente della LCJ e dell'Ufficio esecutivo della Presidenza della Lega dei comunisti della Jugoslavia.

Tutta l'attività inerente all'elaborazione della nuova Costituzione è stata, del resto, un contributo ai preparativi del decimo Congresso della Lega dei comunisti della Jugoslavia e parte integrante degli stessi.

Dal dibattito pubblico è emerso un fermo appoggio a quelle che sono le basi ideali-politiche dello Schema. Le osservazioni e proposte, nella stragrande maggioranza, tendevano a rendere più chiare, più efficaci e più complete le disposizioni della Costituzione. La Commissione ha preso in esame tutte le proposte. Nessuna che potesse servire ad una miglio re definizione dei principi costituzionali è stata trascurata ne si è mancato di adottarla apportando al testo in discussione le adeguate modifiche.

Una parte delle osservazioni e delle proposte, sebbene utili, non ha potuto essere presa in considerazione dalla Commissione toccando esse questioni regolate dalle Costituzioni repubblicane o provinciali o da appositi strumenti legislativi.

Un certo numero di osservazioni e di proposte erano in contrasto con le concezioni indicate nello Schema o, comunque, non erano in armonia con lo sviluppo della nostra società d'autogoverno. Logicamente la Commissione non ha potuto accettare tali proposte.

Inoltre devo sottolineare che la Commissione costituzionale, sulla base di nuove analisi e di nuove conoscenze, ed anche in considerazione dei pareri emersi dal dibattito pubblico, è giunta alla convinzione che sia necessario inserire nello Schema della Costituzione alcune nuove soluzioni, allo scopo di precisare più completamente e coerentemente nel suo insieme il concetto dei rapporti socio-economici e politici.

Com'è noto, è stato il presidente Tito a dare l'iniziativa e a presentare all'Assemblea la Proposta per la modifica della Costituzione della RSFJ. Lo stesso Presidente ha più volte parlato dei cardini ideali-politici e del significato della riforma costituzionale A sua volta il compagno Kardelj illustrava nei particolari le basi di partenza e i principi su cui poggiano le nuove soluzioni.

Permettetemi, in questa occasione, di richiamare la vostra attenzione soltanto su alcuni problemi inerenti al testo della Costituzione proposto.

Sono i profondi mutamenti nei rapporti di produzione socialisti sulla base dell'autogoverno, introdotti dalla nuova Costituzione, a rappresentare il fondamento e la fonte di tutti gli altri mutamenti nella sfera del sistema politico e socio-economico.

Secondo la Proposta di Costituzione, l'ordinamento socio-economico "si fonda sul libero lavoro associato con mezzi di produzione di proprietà sociale e sull'autogoverno dei lavoratori nel processo di produzione e di ripartizione del prodotto sociale nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato e nel processo di riproduzione sociale nel suo insieme,,.

Inoltre la Costituzione sancisce l'inalienabile diritto del lavoratore "di disporre, quale individuo libero ed eguale agli altri lavoratori nel lavoro associato, del proprio lavoro e delle condizioni e dei risultati del proprio lavoro,,.

Queste disposizioni della Costituzione significano, in essenza, l'abolizione di ogni monopolio — privato, capitalistico e statale, — sui mezzi di produzione e "la ritrasformazione del capitale in proprietà dei produttori, ma non più in proprietà privata divisa tra i singoli produttori bensì in loro proprietà quali produttori associati, ossia in loro diretta proprietà sociale „' La nostra rivoluzione, nel modo più coerente e più completo di qualsiasi altra sinora nella storia, con la riforma costituzionale fa sì che i mezzi di produzione appartengano ai lavoratori associati e che essi «nei loro confronti si comportino, così come 1) Mdrx, 11 raplla'e III tania. pag 482 «u'Iura 196') naturalmente sono, come verso i propri stessi prodotti ed elementi oggetto della loro stessa attività,,.2 E proprio l'abolizione dell'alienazione dei mezzi di produzione dal lavoratore, trasformando il lavoratore associato in padrone diretto delle condizioni e dei risultati del suo lavoro, è l'atto rivoluzionario-storico più importante e il fondamento su cui edificare la liberazione della classe operaia. La schiavitù capitalistica del lavoratore, l'intero sistema di sfruttamento e di assoggettamento capitalistico poggia sul fatto che la classe operaia è privata della proprietà sui mezzi di produzione, sulle contraddizioni — per dirla con Marx - del lavoro realizzato contro sé stesso, contro il lavoro vivo.

Ai concetti marxisti della proprietà sociale, ovvero all'accoppiamento del lavoro e della proprietà, si ispira il nostro concetto dei rapporti di produzione socialisti d'autogoverno. Eppure nel corso de! dibattito pubblico e ancor più sul piano dell'azione concreta per l'applicazione degli emendamenti costituzionali, si sono manifestate in parte delle profonde incomprensioni proprio in merito all'essenza e alle caratteristiche della proprietà sociale, ovvero in merito alle caratteristiche del lavoro accumulato ed anche per quanto riguarda il significato e il carattere delle organizzazioni di base del lavoro associato. Trattandosi di questioni di fondo nella sfera dei nuovi rapporti di produzione, permettete che mi soffermi brevemente su qualcuno di esse.

Si fa osservare che il lavoro accumulato non crea il valore e che di conseguenza non può essere un fattore, una base o un'unità di misura per la distribuzione e per la ripartizione del reddito sociale ossia del plus-lavoro sociale. Questo sarebbe, si dice, un rapporto capitalistico. Ma chi ha questo atteggiamento si rivela meglio allorché nega il diritto delle organizzazioni di base del lavoro associato a partecipare al reddito sulla base dell'associazione dei mezzi e guarda agli interessi sui mezzi associati, realizzati attraverso le banche e nelle banche depositati, quando non li contesta, come a un male necessario. L'incomprensione dei mutati rapporti verso il lavoro accumulato è avvertibile anche nel tentativo di ridurre «il diritto al lavoro accumulato» soltanto all'aumento dei redditi individuali, al pensionamento secondo l'anzianità di lavoro, e simili.

Che il lavoro accumulato non crei il valore è cosa nota. Non si può però sottovalutare «il valore che il lavoro passato ha per il suo presente», come dice Marx, ossia che si tratta di mezzi di produzione e di condizioni materiali di lavoro dei quali non si può fare a meno. E tanto meno da ciò si deve trarre la conclusione che il lavoro accumulato debba essere alienato dal lavoro corrente, dal lavoratore che lo ha creato.

II diritto del lavoratore al lavoro con il quale in passato egli ha creato a sé stesso i mezzi per migliorare le sue condizioni di lavoro, per aumentare la produttività, per ridurre l'orario di lavoro, ed anche per creare migliori condizioni di vita ed una maggiore disponibilità di mezzi di consumo al presente, rappresenta un interesse materiale reale e uno stimolo per il lavoro odierno e per l'accumulazione sociale. Privato del lavoro accumulato il lavoratore viene a perdere le sue proprie condizioni di lavoro, toma in una posizione di salariato, ritorna ad essere un proletario.

Il lavoro accumulato, staccato dal lavoratore, si trasforma in potere sul lavoratore anziché essere un elemento di potere del lavoratore. Siffatti rapporti di espropriazione e un simile rapporto di potere ai danni del lavoratore scaturiscono non soltanto dalla proprietà privata capitalistica ma anche dall'alienazione statalistica, tecnocratica e via discorrendo dei risultati del lavoro dal lavoratore.

Dall'inalienabilità del lavoro accumulato dal lavoratore scaturiscono tutti gli elementi essenziali attraverso cui egli realizzerà la sua posizione socio-economica, vale a dire:

come primo, il diritto di gestire, di disporre dei mezzi di produzione e del prodotto ossia del plus-lavoro quale diritto inalienabile dei lavora tori nelle organizzazioni di base del lavoro associato e nelle organizzazioni più late;

come secondo, la ripartizione in base al lavoro e qui si intende anche secondo il lavoro di gestione, ovvero di autogestione, quale parte integrante del lavoro produttivo vale a dire secondo il modo in cui i mezzi sociali di produzione vengono gestiti, secondo il modo in cui ci si serve dell'accumulazione e degli investimenti allo scopo di ampliare e di sviluppare la produzione nella propria organizzazione di lavoro e nelle altre;

come terzo, attraverso le leggi sulla formazione dei prezzi, la distribuzione dell'intero plus-lavoro sociale tra le organizzazioni di base del lavoro associato in pro porzione al loro lavoro accumulato e lavoro vivo complessivi;

e, come quarto, la partecipazione diretta dei lavoratori alla gestione dell'intero complesso dei rapporti nel processo di riproduzione sociale.

Affinché il lavoratore nei rapporti reali del pro cesso di produzione, di scambi e di ripartizione (quindi anche dei consumi) si comporti davvero verso tutti i mezzi sociali di produzione e verso il prodotto come verso qualcosa di veramente suo, è necessario che egli abbia un tale rapporto, in primo luogo, verso quella parte dei mezzi che egli crea e di cui diretta mente si serve nel lavoro comune in seno alla propria organizzazione di base del lavoro associato.

Il lavoratore associato, dunque, deve essere padrone di tutto il lavoro accumulato e corrente, realizzato ed accumulato nella sua organizzazione di basa del lavoro associato.

Tralasciando quegli atteggiamenti che contestano apertamente anche il diritto delle organizzazioni di base del lavoro associato a governare il reddito realizzato e il mercato accennerei a quelle teorie che, pur accettando il mercato e l'autogoverno, sostengono l'esigenza della cosiddetta uniformazione delle condizioni in cui svolgere l'attività economica attraverso prezzi corrispondenti al valore prodotto e per effetto dei quali determinati collettivi disporrebbero del reddito che può essere considerato risultato del loro lavoro.

È risaputo che il plus-lavoro sociale complessivo, ossia l'intera accumulazione sociale, viene distribuito attraverso i prezzi negli scambi di merci, alle singola organizzazioni di base del lavoro associato non soltanto in proporzione al lavoro corrente ma anche in base al lavoro complessivo, accumulato e corrente. È una legge obiettiva. Da questa legge obiettiva scaturisce e ad essa è legata anche una corrispondente ripartizione del plus-lavoro comune derivante dall'associazione del lavoro e dei mezzi, dei tassi d'interesse e via discorrendo.

È una legge che può essere evitata soltanto ricorrendo ad un atto soggettivo, di violenza arbitraria sull'economia, sui rapporti socio-economici, ossia sottraendo al lavoratore associato, alla sua organizzazione di base del lavoro associato, tutto o quasi tutto il plus-lavoro, affidandolo a'Io stato o a un qualche altro centro estraneo per ridistribuirlo poi, sempre per via amministrativo, o attraverso canali consimili.

Tutto questo non è altro che un ritorno allo statalismo, ovverosia al tecnocratismo. Ma c'è di p. Un sistema in cui il plus-lavoro sociale destinato all'accumulazione per la riproduzione allargata non tenesse conto del lavoro accumulato (vale a dire della differenza della struttura organica media dei mezzi per i singoli settori produttivi) sarebbe in linea di principio economicamente irrazionale.

Ciò andrebbe, in realtà, a danno dell'eguaglianza dei lavoratori nel lavoro e sarebbe in contrasto con la ripartizione secondo il lavoro. Ciò renderebbe praticamente impossibile che il lavoratore associato e l'organizzazione di base del lavoro associato siano i portatori della funzione e dei mezzi della produzione allargata.

Il valore del prodotto dell'organizzazione di base del lavoro associato è dato non soltanto dal lavoro presente dei lavoratori che ne fanno parte ma anche dal lavoro accumulato. Nello scambio dei propri prodotti con le altre organizzazioni del lavoro associato essi tendono a «mantenere il vecchio valore attraverso il suo accrescimento»3.

Ogni singola organizzazione di base, dunque, tende ad assicurarsi, con la realizzazione del valore, nel prezzo, dalla massa complessiva dell'accumulazione sociale una parte proporzionale a quello che è stato il lavoro complessivo, accumulato e corrente, profuso nella fabbricazione del prodotto.

Il diritto dell'organizzazione di base ad una propria quota dell'accumulazione sociale è legato all'impegno di produrre e di aumentare la produzione, di garantire la riproduzione semplice ed allargata in un dato ramo. Si deve perciò aver presente che il rapporto tra lavoro vivo e lavoro incorporato sarà diverso appunto per garantire il normale corso della produzione e della riproduzione allargata. Questo non è un rapporto di proprietà:

è invece la base dell'eguaglianza nel lavoro sociale comune nel quale sono il soggetto dell'accumulazione e della riproduzione allargata i lavoratori stessi e le organizzazioni di base del lavoro associato. La politica dei prezzi, la politica creditizia e gli altri interventi volti ad armonizzare e ad indirizzare, attraverso la programmazione, le condizioni necessario all'esercizio delle attività economiche e allo sviluppo non possono prescindere da questa legge obiettiva, anzi di essa devono tener conto e ne devono anche controllare gli effetti.

Le difficoltà e i malintesi, ed anche le resistenze, che nella prassi si manifestano all'atto della costituzione delle organizzazioni di base del lavoro associato, oltre alle resistenze frapposte dalle forze burocratiche e tecno-manageriali, sono, a mio giudizio, la conseguenza di una non chiara visione dell'organizzazione di base del lavoro associato quale nuovo rapporto di produzione, quale nuova categoria socio-economica.

1) Marx Teoria del plus-valore, III, pag 289, Kultura, 1956.

L'organizzazione di base del lavoro associato alle volte viene vista come la creatura di un qualche gioco organizzativo e non già, come è in realtà, una categoria socio-economica obiettivamente esistente nell'attuale fase dello sviluppo dei rapporti di produzione socialisti d'autogoverno.

Mi sembra che non si avverta nella dovuta misura la duplice e contraddittoria caratteristica dell'organizzazione di base del lavoro associato.

Primo:

nell'arco del lavoro associato essa è la comunità di lavoro socialista d'autogoverno fondamentale, la cellula basilare della cooperazione diretta, il lavoro associato diretto del lavoratore con i mezzi di produzione di proprietà sociale.

Secondo:

sola o associata essa è un'azienda, ossia un autonomo produttore di merci, un'entità giurkJico-economica che più o meno autonomamente opera sul mercato attraverso transazioni commerciali, finanziarie e patrimoniali.

Anche il lavoratore in seno alla sua organizzazione di base del lavoro associato ha una duplice, contraddittoria, funzione e un carattere bivalente.

Primo:

egli è un produttore associato libero, compartecipe nel lavoro comune, che dispone, quale autogestore. direttamente (ossia governa) delle condizioni e dei risultati del proprio lavoro nell'organizzazione di base. Da questa angolazione l'accumulazione sociale e la riproduzione allargata si presentano come cosciente attività del lavoratore nella realizzazione del proprio interesse materiale individuale e sociale immediato e a lungo termine.

Secondo:

egli è un imprenditore collettivo che gestisce i mezzi di produzione sociali e opera sul piano economico assumendosi la piena responsabilità delle proprie decisioni;

in un certo senso egli è il datore di lavoro collettivo di sé stesso.

La primo caratteristica citata dell'organizzazione di base e del lavoratore che ne fa parte costituisce quella nuova qualità socialista rivoluzionaria di fondo che deve consolidarsi, affermarsi ed approfondirsi con l'ulteriore sviluppo.

La seconda caratteristica, contraddittoria, è quanto resta del passato, un'eredità non soltanto ineluttabile. inevitabile sino a quando avremo a che fare con prodotti di marca commerciale, con la produzione del valore, ma, oggi, anche espressione e garanzia di liberazione del produttore diretto, la base della sua autonomia e della sua iniziativa. È la forma nella quale la liberazione del lavoro e della personalità del lavoratore si realizza sulla base dell'autogoverno socialista.

Quale eredità del passato essa porta certamente in sé determinati pericoli e certe tendenze negative. Non per questo però può sfuggire l'insostituibile funzione positiva, che, come abbiamo detto, essa svolge nella lotta contro le nuove forme di alienazione e di monopolio — statalistiche, tecnocratiche e di altra natura.

Proprio in contrapposizione alle critiche di chi afferma che l'organizzazione di base del lavoro associato provoca l'atomizzazione dell'economia, si deve sottolineare che soltanto con l'organizzazione fondamentale del lavoro associato la nostra economia viene ad avere la giusta base naturale e l'asse portante di un'integrazione razionale e stabile sulla base dell'autogoverno.

Ed è proprio la posizione socio-economica del lavoratore, nell'organizzazione di base, e per suo tramite in quelli che sono i rapporti generali, che agisce da stimolo sui lavoratori e li mette nelle condizioni di procedere all'integrazione nella produzione, nel commercio, nelle attività scientifiche e di ricerca, ecc. li lavoratore del lavoro associato nell'organizzazione di base del lavoro associato è portato dal suo stesso interesse a convincersi sempre più che i risultati positivi nella produzione sociale e, con ciò, anche il successo della propria organizzazione del lavoro associato, sono condizionati dall'effettivo funzionamento del processo di riproduzione sociale nel suo insieme (che quindi va assicurato) e dal superamento dell'autarchia e dell'anarchia della produzione di beni destinati al mercato. Di modo che le contraddizioni citate troveranno soluzione nel processo di sviluppo sulla base del diretto collegamento dei lavoratori, nel contesto dell'autogoverno, nel processo di lavoro e dei nuovi rapporti socialisti tra gli uomini, fondati sulla reciprocità e sulla solidarietà.

L'organizzazione di base del lavoro associato, per l'impronta che le deriva quale espressione di nuovi rapporti di produzione, per il ruolo e la funzione che i lavoratori realizzano nella produzione e nella riproduzione sociale complessiva, per il fatto che l'esercizio dei poteri decisionali nell'organizzazione di base del lavoro associato, per la natura stessa dei rapporti, comporta anche l'esercizio della deliberazione nelle altre forme di associazione del lavoro e dei mezzi, non può essere un'organizzazione autarchica, chiusa in sé stessa. Essa, invece, rappresenta la cellula fondamentale di un organismo unitario del lavoro associato, senza la quale, nelle odierne condizioni, questo organismo non sarebbe in grado di funzionare. L'organizzazione di base del lavoro associato può esistere soltanto quale parte di tale organismo ed in essa i lavoratori creano e distribuiscono il reddito come parte del reddito sociale complessivo, come risultato del lavoro associato complessivo, accumulato e vivo. Essa è la forma del superamento dialettico della «classica» azienda autarchica.

Contemporaneamente le contraddizioni indicate e i loro effetti devono essere tenuti "sotto controllo dalla società e, quando si realizzano i presupposti necessari, gradualmente superati.

D'altra parte proprio queste contraddizioni stanno ad indicare che i rapporti di produzione socialisti non possono essere lasciati alla semplice spontaneità e al caso incontrollato ma che, al contrario, al giorno d'oggi una funzione decisiva, sia nell'indirizzare lo sviluppo sociale nel suo insieme sia nella lotta in seno ad ogni singola organizzazione di base del lavoro associato, spetta all'incessante azione organizzata delle forze socialiste coscienti. La lotta tra il vecchio e il nuovo si svolge in ogni singola cellula così come avviene nell'ambito di tutta la società. L'azione organizzato delle forze socialiste deve tendere ad assicurare che il lavoro associato e i lavoratori divengano dappertutto padroni delle condizioni, dei mezzi e dei risultati del loro lavoro. In caso contrario potrebbero trovare spazio fenomeni di deviazione tecnocratico manageriali, statalistici, di proprietà di gruppo e di altra natura.

Mettendo in risalto il carattere della lotta che vede oggi impegnata la classe operaia il presidente Tito sottolinea che «componente essenziale della lotta per la realizzazione della funzione che spetta alla classe operaia è il superamento delle forze statalistico-burocratiche e tecnocratiche che hanno il loro punto d'appoggio nei resti del monopolio statale sulla proprietà e in altre forme di monopolio».

È intorno a queste questioni che si combatte la battaglia più importante della lotta di classe del lavoratore;

la realizzazione di questi rapporti di produzione rappresenterà una delle vittorie più importanti della classe operaia, con la Lega dei comunisti e con il presidente Tito alla testa, nell'attuale fase della lotta per il socialismo.

Nella Proposta di Costituzione vengono definite con maggior precisione le norme in merito alle più diverse forme di associazione del lavoro e dei mezzi, nelle organizzazioni di lavoro e composite del lavoro associato, all'integrazione nella sfera produttiva e commerciale:

banche, comunità d'assicurazioni, ecc. Le banche sono configurate come organizzazioni comuni, in primo luogo delle organizzazioni del lavoro associato che, attraverso di esse, mantenendole sotto il proprio controllo e tendendo all'interesse comune, associano e indirizzano i propri mezzi. La sfera commerciale è trattata nella Costituzione come parte continuativa del processo produttivo del lavoro e componente dell'intero processo di riproduzione.

Vengono introdotti significativi mutamenti nel campo del soddisfacimento dei bisogni comuni e generali. Queste necessità verranno finanziate attingendo dai redditi individuali e dai redditi delle organizzazioni del lavoro associato a seconda dei fini e degli scopi ai quali i vari mezzi saranno destinati. Con le soluzioni costituzionali proposte viene eretta una bar riera contro l'eccessiva pressione sui redditi individuali ed anche sul reddito delle organizzazioni del lavoro associato. I carichi fiscali - le imposte e le trattenute sul reddito - vengono fissati a seconda delle capacità dell'organizzazione di lavoro di assicurare anche il soddisfacimento delle necessità individuali e comuni dei lavoratori e un determinato livello della produzione allargata, in armonia con i risultati conseguiti.

Nella sfera delle attività sociali, in particolare attraverso l'ulteriore sviluppo qualitativo delle comunità d'interesse d'autogoverno, le nuove soluzioni costituzionali garantiscono la coerente realizzazione dei rapporti socialisti d'autogoverno in vasti settori del l'attività umana, al di fuori della produzione materiale, che di giorno in giorno assumono un'importanza sempre crescente per la vita dell'uomo.

I rapporti impostati sullo sfruttamento di classe e le tendenze monopolistiche, tecnocratiche e statalistiche nei sistemi sociali contemporanei hanno determinato uno stato di cose in cui la maggioranza dei lavoratori in questi settori viene sempre di più e in modo sempre più brutale sottoposta allo sfruttamento e messa nelle condizioni di non poter né operare ne promuovere iniziative in modo autonomo. D'altra parte i lavoratori, il cui interesse e le cui necessità devono realizzarsi in dette attività, il più delle volte sono ridotti a soggetto passivo, senza una reale influenza sul volume e sul modo di impiego dei mezzi da loro stessi dati per lo sviluppo delle attività sociali.

Nella nostra società, con lo sviluppo dell'auto governo all'interno di queste attività, è stato possibile combattere in una certa misura le tendenze citate e risolvere solo alcuni dei problemi indicati. La creazione delle nuove comunità d'interesse d'autogoverno, così come prevista dalla Proposta della Costituzione, determina condizioni reali per instaurare nuovi rapporti socialisti d'autogoverno sia tra i lavoratori che svolgono tali attività sia tra essi e quelli che ricorrono ai loro servizi.

Con le comunità d'interesse d'autogoverno anche le attività sociali vengono liberate dalle pastoie burocratico-amministrative e possono sottrarsi ai rapporti regolati dalle leggi del mercato, nel quale esse operavano in modo assai disordinato, si apre un processo di libero scambio del lavoro, è possibile valutare e armonizzare direttamente il lavoro sulla base degli interessi comuni di coloro che creano la comunità d'interesse autogestita e vengono create condizioni nelle quali sarà possibile instaurare, su larga base, rapporti diretti tra gli uomini secondo criteri di reciprocità e di solidarietà. Attraverso il libero scambio del lavoro si realizza l'integrazione in tutti i campi del lavoro sociale — produzione materiale ed altre attività sociali - in un unico processo di riproduzione sociale e tutti i lavoratori integrati nel lavoro associato vengono a trovarsi nelle stesse condizioni socio-economiche. Sotto questo aspetto le comunità d'interesse d'autogestione sono anche una forma di associazione del lavoro, soprattutto quando si tratta di assicurare il soddisfacimento dei bisogni e la realizzazione degli interessi della riproduzione in esse.

La Proposta della Costituzione scioglie alcuni dilemmi che si erano manifestati nella realizzazione degli emendamenti e sui quali era stata richiamata l'attenzione nel corso del dibattito pubblico. Viene così espressamente regolata la creazione obbligatoria delle comunità d'interesse d'autogoverno in determinati settori che, si precisa, devono essere organizzate in modo tale da potersi inserire nel processo decisionale diretto nell'intero contesto dei rapporti in queste sfere di lavoro.

Sono anche indicati alcuni tipi di comunità d'interesse, tenuto conto delle differenze nella natura dei rapporti nel realizzare i diversi bisogni e i vari interessi nelle comunità stesse, come pure della diversa importanza che vengono ad assumere nella riproduzione sociale.

Nelle soluzioni costituzionali proposte particolare attenzione è riservata ai rapporti nella campagna, che la Costituzione focalizza in modo più completo e più chiaro. I diritti e le garanzie dell'agricoltore come coltivatore diretto vengono estesi dalla Costituzione anche ai membri della sua famiglia occupati nel lavoro dei campi. È questo un altro passo nel superamento di quanto è ancora legato ai rapporti patriarcali e della posizione, spesso ingiusta, dei membri della famiglia contadina.

Completate e definite anche le disposizioni sulle cooperative. In particolare viene posto l'accento sulla volontarietà e sulla libera scelta dei rapporti interni e si stimola la creazione di varie forme di collaborazione reciproca tra i coltivatori sulla base dell'associazione del lavoro e dei mezzi allo scopo di migliorare la produttività del lavoro e di elevare il tenore di vita. I cooperatori regolano liberamente anche tutti quei problemi che riguardano i mezzi da essi portati nella cooperativa - possono conservare il diritto di proprietà oppure ottenere un risarcimento proporzionato al loro valore. E proporzionata al lavoro svolto e ai mezzi impiegati sarà anche la loro partecipazione al reddito della cooperativa. Una parte del reddito realizzato nella cooperativa, tolta la fetta che, secondo il lavoro e i mezzi associati, spetta ai cooperatori, diviene proprietà sociale e serve allo sviluppo della cooperativa stessa. Gli agricoltori, quali lavoratori che realizzano il reddito sulla base del proprio lavoro individuale, hanno nella Costituzione, in linea di principio, la stessa posizione socio-economica e, fondamentalmente, gli stessi diritti e doveri dei lavoratori nelle organizzazioni del lavoro associato.

Le soluzioni costituzionali proposte imprimeranno nuovo stimolo allo sviluppo dell'agricoltura, del sistema cooperativistico e dei rapporti socialisti nella campagna.

Una delle esigenze esplicitamente avanzata nel dibattito pubblico riguardava la necessità di regolare in modo più preciso la pianificazione sulla base dell'autogoverno.

La Costituzione fissa i principi fondamentali della pianificazione, principi che dovranno essere progressivamente elaborati dal legislatore e sviluppati e completati con l'ulteriore sviluppo dei nuovi rapporti di produzione. La pianificazione viene trattata come uno dei cardini del sistema socio-economico. Con la pianificazione su base d'autogoverno si estendono, in primo luogo, il potere sociale e l'influenza del produttore diretto, al di fuori di quelli che sono i confini dell'organizzazione di base del lavoro associato, sul l'intera sfera della riproduzione sociale. I compiti generali della programmazione sono espressamente puntualizzati, il che sinora non era mai avvenuto. Pari menti i soggetti dei programmi sono tenuti ad armonizzare i loro piani sia reciprocamente sia con quelli che sono i piani sociali delle comunità sociopolitiche. Cosicché ognuno, nella sua sfera d'attività, porta un contributo alla programmazione dello sviluppo e in esso si inserisce.

Allo scopo di potenziare la responsabilità reciproca e la disciplina nel campo della pianificazione la Costituzione stabilisce che le organizzazioni di lavoro e le altre organizzazioni d'autogoverno non possono unilateralmente rinunciare agli impegni reciproci assunti allo scopo di realizzare un programma comune nei termini di tempo fissati dal piano stesso. In parti colare è accentuata la responsabilità degli organi del le comunità socio-politiche onde intervengano, nel l'ambito delle prerogative costituzionali, con adeguate misure, per assicurare che i compiti pianificati venga no portati a termine. A tale scopo ed anche per impedire che si producano degli scompensi sul mercato unitario, la Costituzione offre alle comunità socio-politiche numerosi strumenti d'intervento (compresa la facoltà di imporre con legge l'associazione dei mezzi a scopi ben precisi e limitati) a condizione però che non si verifichi alcuna sottrazione di mezzi a danno delle organizzazioni di base del lavoro associato.

Il dibattito pubblico ha segnato l'affermazione e la conferma dei presupposti ideali e politici dei mutamenti proposti del sistema politico.

Consenso unanime ha avuto quella che è l'essenza stessa delle modifiche proposte:

la classe operaia, in alleanza con i contadini e con gli altri lavoratori, realizza direttamente il potere politico. Il sistema politico della democrazia d'autogoverno, basato sul principio delegatario, illustrato nella Proposta della Costituzione, avvia un processo di superamento del dualismo storico tra lo stato e la società e rende possibile un nuovo tipo d'integrazione tra la sfera del potere e la sfera del lavoro e con ciò - come ha scritto Marx - restituisce alla società il controllo sul potere politico alienato.

Tutta l'evoluzione del nostro sistema politico, dai comitati popolari di liberazione ad oggi, nonostante il corso irregolare - gli intoppi e le soste — porta l'impronta di questo fondamentale concetto marxista. Per altro, anche se il nostro sistema politico nel suo sviluppo, dai comitati popolari di liberazione ad oggi, ha sempre significato, in quella che è l'essenza della direttrice fondamentale della sua evoluzione, la negazione del sistema rappresentativo, importanti elementi della democrazia rappresentativa, ossia indiretta, sono stati costantemente presenti in esso.

Con la legge costituzionale del 1953, allorché si procedette all'edificazione di tutto il sistema d'autogoverno socialista, venne posta con maggiore determinazione l'esigenza di una svolta più accentuata verso la democrazia socialista diretta anche nel sistema assembleare. Un serio passo in questa direzione venne compiuto con la costituzione della Camera dei produttori e, più tardi, nel 1963, con la costituzione di più Camere delle comunità di lavoro. In questi due decenni le Assemblee si sono via via confermate sempre più come una forma d'integrazione tra l'autogoverno ed il potere politico. Comunque il nostro sistema politico, nonostante i mutamenti radicali nella struttura delle Assemblee, non è riuscito, tutto sommato, a superare i confini del parlamentarismo borghese. Il progresso compiuto assicurando, attraverso la Camera delle comunità di lavoro, la presenza nel processo decisionale assembleare degli interessi dei «grandi settori del lavoro sociale», per quanto senza precedenti nella storia delle istituzioni rappresentative, è tuttavia rimasto a mezza strada. Nelle Assemblee hanno continuato ad esistere le Camere con competenze politiche generali, costituite sulla base della rappresentanza politica generale;

e del resto le stesse Camere delle comunità di lavoro erano costituite non sul principio delegatario ma sulla base di elezioni generali.

In esse erano perciò inevitabilmente presenti le tendenze ad una riproduzione dei rapporti rappresentativi di tipo classico sia nei confronti degli elettori sia nel modo di porsi nello stesso processo decisionale in sede assembleare.

A mantenere in vita elementi di parlamentarismo borghese hanno contribuito in larga misura anche de terminate tendenze nello sviluppo dei rapporti sociali d'autogoverno. La battuta d'arresto nello sviluppo del l'autogoverno e il rafforzamento dei centri alienati del potere economico e politico, tecnocratico-manageriale e statalistico, hanno originato una tendenza alla burocratizzazione dei rapporti sociali e favorito un rafforzamento dei monopoli tecnocratico-burocratici, il che si è inevitabilmente riflesso sul carattere e sul funzionamento delle Assemblee anche con una precisa tendenza a limitarne i poteri decisionali.

L'esperienza storica ci insegna che il sistema del la democrazia rappresentativa si basa su un tipo di rapporti di produzione che è l'incarnazione dello sfruttamento del capitale sul lavoro salariale. Il monopolio della classe capitalistica nel rapporto di produzione porta alla sua dominazione politica nella sfera dei rapporti politici e della deliberazione politica.

Nella sfera politica l'individuo egoista isolato può essere rappresentato solo da un mediatore alienato, da un rappresentante generico che si presenta come il portatore di un certo interesse generale fittizio. La funzione del potere pubblico, quale espressione di un qualche «interesse sociale comune» e, su tale base, anche di «legittimità» del reale potere della borghesia, non può. per questi stessi motivi, poggiare sull'uomo reale le cui scelte sono legate all'insieme dei rapporti sociali, degli interessi e della posizione della classe cui appartiene.

Alla base del sistema rappresentativo di tipo classico è perciò un cittadino astratto, un uomo immaginario, avulso dai rapporti sociali fondamentali, dai rapporti di produzione nei quali si riproduce come un essere sociale reale.

Le varie fasi di sviluppo della democrazia rappresentativo-parlamentare confermano i limiti di questa forma di organizzazione politica della società. Nella stessa natura del parlamentarismo è inevitabile il processo che vede i corpi rappresentativi trasformarsi in «salotti ciarlottieri» e il trasferimento del centro del potere politico dall'organo rappresentativo all'esecutivo. Il processo di manipolazione della vita politica da parte dei potenti partiti politici centralizzati e burocratizzati è spinto quasi sino alle estreme conseguenze. ) vari correttivi e le riforme dei parlamenti borghesi rimangono sterili in quanto si infrangono contro la realtà dei rapporti economici e politici fondati sugli interessi del grande capitale.

Alcuni recenti esempi della vita parlamentare dei paesi a democrazia borghese dimostrano esemplarmente fino a che punto siano arrivate la degradazione e l'impotenza della funzione delle istituzioni rappresentative.

I mutamenti costituzionali che stiamo per attuare introducono una svolta radicale per quanto riguarda il superamento del parlamentarismo borghese. La posizione storicamente nuova della classe operaia nella sfera dei rapporti politici da la garanzia che, attraverso le soluzioni costituzionali proposte, il sistema politico e tutto il potere politico verranno ad essere direttamente legati a quelli che sono gli interessi e la posizione della classe operaia politicamente organizzata e inserita nell'autogoverno, dei contadini e di tutti gli altri lavoratori.

La forma istituzionale che assicura una siffatta posizione del lavoro associato nella sfera dei rapporti politici è il principio di delegazione. Si tratta di creare un sistema politico che dia al semplice lavoratore, economicamente e politicamente organizzato, la possibilità di partecipare autonomamente e in modo creativo alla vita politica e all'organizzazione dello stato. Non dunque il singolo individuo isolato, il cittadino avulso dai rapporti socio - economici che pure lo caratterizzano quale rappresentante di una classe;

il fondamento e l'essenza del sistema di democrazia socialista d'autogoverno sono i lavoratori i quali, organizzati politicamente e sulla base dell'autogoverno nelle comunità di lavoro, nelle comunità in genere ed anche nelle proprie organizzazioni socio-politiche, collegandosi tra di loro tramite le proprie delegazioni e i propri delegati, realizzano il potere e dirigono gli affari sociali generali.

La sostanza del sistema delegatario si configura nell'istituire un rapporto socio-politico attivo tra la base organizzata nell'autogoverno ed i centri di decisione politica delle comunità più vaste.

Nella Costituzione la nuova posizione del delegato viene precisata nel passo in cui si stabilisce che nei processi decisionali nella sfera politica i delegati si regolano in base alle direttive delle proprie comunità e organizzazioni d'autogoverno ma anche in armonia con gli interessi e le necessità sociali comuni.

Presupposto essenziale perché un simile sistema di rapporti politici e una siffatta funzione della classe operaia divengano realtà è principalmente la posizione d'autogoverno dei lavoratori — la loro piena attività in seno alle organizzazioni di base del lavoro associato e la creazione di meccanismi di difesa contro qualsiasi forma di monopolio e di alienazione del plus-lavoro dal lavoratore;

ed ancora un alto grado di informazione e di pubblicità del lavoro ed anche la funzione attiva e creativa delle forze organizzate della coscienza sociale. In assenza di un'influenza organizzata della coscienza socialista, della Lega dei comunisti in particolare, nelle cellule naturali fondamentali del lavoro e della società, ben difficilmente la forma delegataria di organizzazione politica potrebbe divenire realtà. La spontaneità e l'azione incontrollata aprirebbero la strada alla manipolazione della classe operaia e dei suoi interessi, snaturerebbero il sistema delegatario trasformandolo da strumento della classe operaia in strumento di usurpazione e di arbitrio dei ceto tecnocratico-manageriale e burocratico e faciliterebbero la penetrazione di altre forze antisocialiste.

Il sistema delegatario deve far sì che la classe operaia organizzata politicamente e nell'autogoverno - come dice Marx — si «organizzi come stato» ma come stato «che in buona parte già non lo è più». Si tratta di un particolare tipo di stato socialista, di una forma storica di dittatura del proletariato che corrisponde all'attuale grado di sviluppo del nostro autogoverno socialista.

Accanto alle osservazioni che sono servite a perfezionare le soluzioni costituzionali proposte, nel dibattito pubblico ce ne sono state altre che accettavano sì verbalmente il concetto ideale di fondo della costituzione su base delegataria del sistema politico ma essenzialmente lo configuravano come una forma di elezioni indirette, una forma decisionale più o meno indiretta. In tal modo il sistema delegatario veniva od essere accettato come una qualche forma «migliorata» del sistema rappresentativo di tipo classico.

Concezioni ideali e politiche di questo tipo sono emerse soprattutto nelle discussioni sulla deliberazione indiretta e quella diretta, tra le quali si tracciava una linea divisoria meccanicistica. E volgarmente venivano ritenute scelte decisionali dirette soltanto le espressioni delle scelte personali nei comizi, nei referendum e via di seguito. Analoghi errori vengono commessi allorché si vuole «distinguere» tra autogoverno «diretto» e «indiretto». Se è autogoverno, allora esso non può essere che diretto! Qui o si confondono l'autogoverno e la democrazia diretta d'autogoverno con il parlamentarismo borghese o si tratta di anarchismo piccolo borghese.

Ciò che di essenziale viene a mutare con l'introduzione del sistema delegatario è che le scelte decisionali nelle comunità socio-politiche più vaste non sono lasciate a dei rappresentanti politici generici ma sono affidate ad un tipo di istituzioni politiche tale da assicurare la presenza, nei centri del potere politico, degli interessi che si creano alla base stessa della società.

Le delegazioni e i delegati non sono dei rappresentanti politici genericamente intesi con un mandato politico generico quale espressione di certi diritti politici generici degli elettori, ma lo strumento della classe operaia organizzata politicamente e sulla base dell'autogoverno, l'espressione degli interessi reali dei lavoratori con una chiara e precisa responsabilità diretta nei confronti degli operai e di tutti i lavoratori nelle organizzazioni e nelle comunità di base ed anche nei confronti della comunità sociale nel suo insieme. Basandosi sui rapporti di associazione e di libera cooperazione, ed anche sull'influenza organizzata delle comunità di base di cui si è detto, le delegazioni compiono le loro scelte quali portatrici degli interessi di queste comunità, nelle forme decisionali più ampie. Essendo esse stesse parti di tali comunità, le delegazioni, in realtà, sono portatrici del proprio interesse, non il rappresentante di qualche altro.

Le modifiche che la Costituzione propone nel sistema parlamentare portano, appunto, in questa direzione. Le Assemblee si costituiscono in modo tale per cui in esse, attraverso le delegazioni, potranno trovare piena espressione, venir collegati tra di loro e concordati, tutti gli interessi dei lavoratori organizzati politicamente e su base d'autogoverno. Si tratta delle organizzazioni di base del lavoro associato, delle comunità locali, ovvero dei Comuni, delle comunità d'interesse e delle organizzazioni socio-politiche.

Sulla linea di una più chiara definizione di tutto il sistema politico e della necessità di valorizzare adeguatamente tutti gli interessi sociali di una certa rilevanza la Proposta della Costituzione fissa in modo più preciso anche le posizioni delle comunità di interesse — o, per essere più esatti, delle Assemblee delle comunità d'interesse nel sistema assembleare.

L'idea chiave della soluzione proposta è, come del resto rilevato anche nel corso del dibattito pubblico, di evitare possibili interpretazioni secondo cui la partecipazione delle comunità d'interesse al lavoro deliberativo delle Assemblee sarebbe sporadica e a fini consultivi. Con ciò la Costituzione valorizza le conquiste politiche dei lavoratori nei campi delle scienze, dell'istruzione, della cultura, della sanità ecc. La loro posizione nel sistema assembleare assume forme più reali e una precisa collocazione.

Le esperienze nello sviluppo del nuovo sistema politico, come pure le conoscenze che abbiamo delle caratteristiche dei rapporti politici nell'attuale fase, hanno confermato che l'insieme degli interessi sociali reali dei lavoratori non può esprimersi nel sistema assembleare solamente attraverso il meccanismo delle delegazioni e dei delegati delle organizzazioni d'r base del lavoro associato e delle altre organizzazioni e comunità d'autogoverno fondamentali e, soprattutto, che l'intero processo di decisione politica non può essere ne spontaneo ne incontrollato.

In una società non sufficientemente sviluppata e in sé contraddittoria, è indispensabile assicurare la sintesi degli interessi individuali e collettivi, l'integrazione degli interessi presenti e storici della classe operaia.

Nello Schema della Costituzione si è tentato di risolvere questo problema prevedendo la creazione di Camere con funzioni politico-esecutive. Il fatto che la fisionomia di queste Camere non sia stata del tutto definita ha dato origine a parecchie incomprensioni ed anche a critiche nel corso del dibattito pubblico. È apparso evidente che così come venivano previste, per il modo stesso in cui si sarebbero costituite, per la portata dei poteri che sarebbero stati loro conferiti, le Camere politico-esecutive avrebbero lasciati insoluti due problemi: la necessità di assicurare, su una base democratica nell'ambito delle stesse Assemblee, l'influenza delle forze organizzate della coscienza sociale socialista nelle scelte politiche e, secondo, la necessità di una chiara e precisa delimitazione delle competenze degli organi esecutivi nelle Assemblee.

Si è visto, dunque, che per garantire le direttrici fondamentali di sviluppo della società socialista, era necessario, assicurare nello stesso meccanismo decisionale assembleare, attraverso la partecipazione diretta delle forze organizzate della coscienza socialista - la Lega dei comunisti e le oltre organizzazioni politiche facenti capo all'Alleanza socialista — che la soluzione dei conflitti d'interesse avvenga sulla piattaforma dello sviluppo progressista socialista, sviluppo che si identifica nell'interesse a lungo termine e nella funzione storica della classe operaia.

Sin dall'inizio dello sviluppo d'autogoverno si è posto e riproposto come estremamente importante il problema di precisare praticamente la funzione delle forze socialiste organizzate, in primo luogo della Lega dei comunisti della Jugoslavia, nei confronti del potere politico. In tutto questo periodo per quanto riguarda la posizione delle organizzazioni socio-politiche e del potere politico noi abbiamo cercato di evitare due tipi di rapporti inadeguati ad una società d'autogoverno. Il primo tipo di rapporto si identifica nella tendenza anarco-liberalista allo sviluppo spontaneo e incontrollato della società nel socialismo, indipendentemente dall'influenza della coscienza socialista organizzata;

il secondo nella tendenza burocratico-statalista al potere diretto dell'apparato del partito, con il noto sistemo della «trasmissione».

Le esitazioni nella pratica tra questi due estremi hanno portato all'artificioso dilemma «sull'ingerenza o non ingerenza della Lega dei comunisti». È assolutamente inconfutabile che il sistema socialista d'autogoverno presume un alto grado di coscienza sociale e socialista ed anche un'influenza determinante di quello che ne è il fattore cosciente - la Lega dei comunisti dello Jugoslavia. Le forze organizzate della coscienza socialista, la Lega dei comunisti in particolare, non possono rinunciare alla responsabilità inerente alia realizzazione dei fini strategici dello sviluppo della nostra società socialista. Il problema sta nelle forme e nei modi della loro azione nel sistema d'autogoverno socialista e di democrazia diretta d'autogoverno - che abbiano cioè la necessaria efficacia e si assumano precise responsabilità senza arrecare turbamento nei rapporti, anzi rafforzandoli e sviluppandoli.

Il concetto base della Camera socio-politica, che poggia sulla presenza diretta delle organizzazioni socio-politiche nel sistema assembleare, è appunto di rafforzare, rendere più diretta e pubblica la responsabilità delle forze organizzate della coscienza socialista nello sviluppo socialista della società.

Le obiezioni sollevate su questa Camera - in quanto ciò significherebbe sfiducia verso la classe operaia ed i suoi delegati ed inoltre per il pericolo che tale Camera si arroghi le competenze delle Camere delegatarie — non tengono conto del fatto che proprio la spontaneità e il pragmatismo trasformerebbero inevitabilmente la Camera del lavoro associato e l'intera Assemblea in un oggetto di manipolazioni o di trasmissione del potere esecutivo o dei centri al di fuori dell'Assemblea. Sotto tale aspetto, per il modo con cui si costituisce e per il carattere delle competenze, la Camera socio-politica si conferma nell'attuale fase della nostra rivoluzione come parte indispensabile dell'intero sistema assembleare.

Le competenze di questa Camera derivano dal suo carattere. Essa, in base alla Proposta della Costituzione, partecipa al processo deliberativo in una ristretta cerchia di problemi inerenti ai rapporti di produzione, al sistema politico, alla tutela dell'ordinamento costituzionale ecc. Ma la sua funzione deve estrinsecarsi anche in una costante ed ampia iniziativa politica e creativa in seno all'Assemblea.

La Costituzione, conformemente alla descritta struttura dell'Assemblea, definisce in modo più preciso anche la posizione degli organi esecutivi del potere. In tutte le Assemblee delle comunità sociopolitiche vengono costituiti organi esecutivi con competenze e responsabilità ben definite. La Costituzione conferisce agli organi esecutivi del potere la necessaria importanza e una precisa responsabilità per lo stato di cose nella società, e questo significa responsabilità sia nella realizzazione della politica delle Assemblee e nell'applicazione delle disposizioni sia nella preparazione di progetti e di studi. Ma vengono pure fissate con maggior precisione le responsabilità di coloro che ricoprono incarichi esecutivi per l'uso che fanno dei poteri loro conferiti.

Partendo dal concetto dell'autogoverno integrale si apre un ulteriore processo di compenetrazione dialettica tra gli elementi politico-statali e quelli d'autogoverno della società. Da un lato si riducono le competenze dello stato sostituendo le funzioni statali con il «meccanismo regolatore» della libera associazione del lavoro, in primo luogo attraverso la prassi dei patti d'autogoverno e delle intese sociali, dall'altro con l'introduzione del sistema delegatario viene a mutare l'essenza stessa dello stato.

Lo stato viene ad essere espropriato, nella maggior misura possibile, dei diritti e delle competenze di proprietario dei beni sociali. Nella misura in cui la classe operaia organizzata politicamente e sulla base d'autogoverno si impossessa delle condizioni, dei mezzi e dei risultati del lavoro si sviluppa il processo di trasformazione dello stato da forza alienata al di sopra dello società in strumento della società stessa. Ciò non significa, però, il declassamento della funzione dello stato come strumento della classe operaia nella realizzazione e a garanzia dello sviluppo socialista d'autogoverno del Paese.

Dalle contraddizioni attraverso le quali passò nella sua crescita la società d'autogoverno possono sorgere e insorgono vari conflitti, fenomeni di snaturamento dei rapporti socialisti d'autogoverno, usurpazioni tecno-burocratiche e di altra natura, e via di seguito. Saranno gli stessi autogestori, attraverso i meccanismi d'autogoverno, a risolvere in gran parte da soli queste contraddizioni. In determinati casi però sono necessari la presenza e l'intervento dello stato, anche con imposizioni amministrative, e questo proprio allo scopo di salvaguardare e difendere il libero e più pieno sviluppo dei rapporti d'autogoverno, A tale riguardo la Proposta di Costituzione mette a disposizione dello stato strumenti nuovi e più efficaci di quanto non avvenisse sinora. Inoltre lo stato continuerà ancor sempre ad operare anche come esecutore qualificato e diretto di determinate funzioni, per così dire «classiche»:

la difesa della sicurezza e dell'integrità del Paese e simili. In questi campi le competenze dello stato vengono definite dalla Costituzione con chiarezza e precisione.

Il concetto dello stato nella nuova Costituzione rappresenta una critica radicale sia alle concezioni statalistiche sia a quelle anarco-liberalistiche, ponendo come problema di centro non la questione se lo stato si rafforzi o si indebolisca, ma in quale misura l'intera struttura statale svolga le funzioni che le vengono imposte dallo sviluppo dei rapporti socialisti d'autogoverno.

Sulla base di tutti i mutamenti che avvengono nei rapporti sociali è stata attuata anche la riforma della magistratura, procedendo soprattutto alla creazione di vari tribunali d'autogoverno, istituendo l'avvocato dell'autogoverno ed altri strumenti per la difesa dell'autogoverno.

I rapporti nella Federazione sono regolati giuridicamente e costituzionalmente nella sostanza dagli emendamenti del 1971. Ora vengono in una certa misura completati soprattutto attraverso le modifiche apportate nella struttura dell'Assemblea della RSFJ e la precisazione delle sue competenze.

Lo sviluppo della società socialista d'autogoverno che garantisce in particolare alla classe operaia una posizione egemone nella stero dei rapporti economici e politici era indissolubilmente legato alla creazione di un nuovo tipo di rapporti anche nella Federazione. I rapporti nella Federazione vengono impostati in modo da assicurare la piena parità dei popoli e dei gruppi nazionali sui principi della libera intesa, dell'associazione e dell'internazionalismo socialista. La nostra rivoluzione socialista ha confermato che la struttura interna di una comunità plurinazionale non deve rimanere «anomala o insufficientemente sviluppato», sebbene esista chiaramente la tendenza, nello sviluppo delle strutture federali secondo le condizioni oggi esistenti, a un pronunciato processo di statalizzazione dei rapporti economici e politici. Ha trovato conferma la stretta connessione dialettica tra la soluzione dei rapporti e della posizione della classe operaia nel lavoro associato e nel sistema dei rapporti politici e la soluzione su base d'autogoverno dei rapporti nazionali. Unicamente negli interessi della classe operaia, quale «nazione dominante nella nazione», è possibile trovare l'unità dialettica per la soluzione degli interessi di classe e nazionali. Soltanto allorché vengono creati tali presupposti sociali — e tutto lo spirito della Costituzione è permeato dalla necessità che la classe operaia si impadronisca dell'intero processo della riproduzione sociale — si determinano compiutamente tutte le condizioni indispensabili per la vita nazionale autonoma e per la associazione libera e vicendevole sulla base dell'autogoverno nell'ambito della nostra comunità plurinazionale. In queste condizioni l'asse portante dell'interesse nazionale può essere soltanto la classe operaia e, inversamente, tutto ciò che assume i contorni e la forma di interesse nazionale è interesse della classe operaia di tale nazione.

Il metodo marxista di soluzione dei rapporti tra la nazione e la classe ci permette di costituire la nostra Federazione e i rapporti in essa in modo unitario, in un modo che non ha precedenti nella storia delle creazioni federali. Penso, in primo luogo, all'assenza di una qualsiasi predominanza tra i soggetti della nostra comunità plurinazionale nella sfera dei rapporti politici. Il nuovo tipo di rapporti nella Federazione, fondato sulla ricerca di patti e di intese, sul riconoscimento delle diversità ma anche sull'approfondimento della fiducia reciproca e sulla solidarietà, le cui basi vennero gettate nella comune guerra popolare di liberazione e nella rivoluzione, è il fondamento per l'ulteriore approfondimento dell'eguaglianza tra i popoli e i gruppi nazionali. Il che è garanzia di unità e di stabilità della nostra Federazione.

Radicale e senza precedenti in questo contesto, particolarmente è importante la soluzione in base alla quale le Assemblee repubblicane assumono quelle che erano le competenze della Federazione in tutte le questioni di fondo della politica economica. Infatti la Costituzione stabilisce che la Camera delle Repubbliche e delle Provincie, sulla base dell'intesa tra le Assemblee repubblicane e provinciali, emana il piano sociale, fissa la politica e emana leggi federali con cui regolare il sistema monetario, l'emissione di denaro, il sistema valutario, il regime del commercio estero, la politica creditizia e gli altri rapporti con l'estero, ecc.

La Commissione costituzionale non ha potuto accogliere le opinioni espresse nel dibattito pubblico secondo le quali non sarebbe stato possibile assicurare il ruolo dominante della classe operaia a livello federale, e quindi anche il ruolo della classe operaia quale fattore integrativo di coesione della nostra comunità plurinazionale, attraverso le intese tra le Repubbliche e le Provincie Autonome. Vale a dire l'interesse di classe, operaio, a livello della Federazione non deve essere mediato dall'interesse della nazione ma, al contrario, è necessario si manifesti direttamente. Evidentemente si tratta di concezioni che separano in modo meccanicistico l'interesse della classe e ('interesse della nazione e ritengono indispensabile procedere alla costituzione di una qualche classe operaia e relativi interessi in astratto, a prescindere dai rapporti sociali fondamentali nei quali la classe, quale categoria sociale, soddisfa l'insieme dei suoi interessi pluridimensionali.

Nei due anni e mezzo trascorsi dalla promulgazione degli emendamenti costituzionali si è assistito ad un ulteriore rafforzamento della fiducia, della solidarietà e della fratellanza e dell'unità dei nostri popoli il che ha anche consolidato la nostra comunità socialista. Non bisogna però essere degli utopisti e ritenere che tutto il meccanismo attraverso cui le Repubbliche e le Provincie devono concordare gli atteggiamenti e mettere a punto le intese possa funzionare da solo, che non ci saranno delle difficoltà, soprattutto nei primi tempi, fino a quando l'intero sistema dei rapporti sociali socialisti d'autogoverno non maturerà maggiormente. Qui un'importante funzione spetta alle forze socialiste soggettive. La Costituzione prevede i meccanismi d'intervento nei casi in cui non sia possibile giungere ad una determinata decisione attraverso l'intesa e gli accordi tra le Repubbliche, ovvero le Provincie.

La possibilità di frequenti ricorsi a misure provvisorie o di segnare il passo nell'impossibilità di giungere in tempo utile ad una soluzione concordata rappresenterà certo un punto debole della nostra prassi politica, soprattutto all'inizio e di ciò si deve tener conto.

La questione di centro per il normale sviluppo del nuovo tipo di rapporti nella Federazione è rap presentata dal grado di sviluppo dell'autogoverno nelle Repubbliche e nelle Provincie. Nella misura in cui nelle Repubbliche e nelle Provincie l'autogoverno riuscirà ad imporsi nel modo più compiuto quale rapporto dominante, garantendo gli interessi democratici reali della classe, dalla comunità di base alle Repubbliche ed alla Federazione, sarà possibile erigere uno sbarramento al monopolio delle forze stataliste e tecnocratico — manageriali in tutte le Repubbliche e nelle Provincie. Allora anche i rapporti nella Federazione si svilupperanno senza serie difficoltà politiche e senza convulsioni.

La natura delle posizioni costituzionali nella sfera dei rapporti politici e di produzione crea i presupposti sociali per la formazione di un fronte ancora più definito delle forze socialiste progressiste in contrapposizione alle forze conservatrici, nazionalistiche e alle altre forze all'interno della propria nazione. La possibilità che le varie forze conservatrici e reazionarie mascherino i propri interessi politici dietro il para vento degli interessi nazionali è ora sostanzialmente ridotta.

Inoltre, affinché tra le Repubbliche e le Provincie si possa giungere a delle intese e a degli accordi operanti, è necessario costituire anche in seno alla Federazione degli organi esecutivi efficaci, con un'organizzazione e una struttura di quadri adeguate, dei centri di ricerca e di programmazione e altri centri in grado di mettere a punto progetti e piattaforme e grazie ai quali le intese e gli accordi tra le Repubbliche ovvero le Provincie Autonome risulteranno senz'altro più agevoli.

Nella Proposta di Costituzione non vengono mutate, nelle loro linee essenziali, le basi su cui poggia la posizione giuridico-costituzionale della Presidenza della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia e del Presidente della Repubblica. Vista la funzione storica del presidente Tito nella guerra popolare di liberazione, nella rivoluzione socialista e nell'edificazione postbellica e tenendo presente la volontà generale della classe operaia, delle masse contadine e di tutti i lavoratori, la Costituzione stabilisce che l'Assemblea della RSFJ, su proposta delle Assemblee delle Repubbliche e delle Assemblee delle Provincie Autonome, può eleggere il compagno Tito a Presidente della Repubblica senza limitazione di mandato.

Il carattere delle contraddizioni nelle cosiddette «società del benessere» conferma che uno dei nodi da sciogliere è appunto quello di trovare il punto d'unione tra lo sviluppo delle forze progressiste e il sempre più elevato livello di soddisfacimento dei bisogni materiali dell'individuo da un lato e l'umanizzazione della società, la liberazione dal lavoro, la giustizia sociale e l'eliminazione di tutte le forme di dominazione politica dall'altro. Il problema dell'autogoverno, il,problema dei rapporti e delle forme attraverso cui i lavoratori potranno disporre della produzione e della ripartizione e, in genere, il problema di una reale gestione democratica degli affari sociali sono oggi i temi di centro della società moderna.

Le tendenze presenti nello sviluppo dei rapporti tra le nazioni che compongono la comunità internazionale e il sempre più profondo baratro che separa i Paesi sviluppati da quelli sottosviluppati e, alla fin fine, la crisi sempre più acuta e sempre più profonda nei rapporti economici internazionali dimostrano che i problemi dei rapporti tra i popoli non si possono più risolvere con i mezzi e con i rapporti della dominazione impcrialistica e dell'egemonia.

In queste condizioni Io sviluppo della nostra società verso il socialismo, l'idea dell'autogoverno socialista integrale e di un nuovo tipo di Federazione come vengono configurati nella nuova Costituzione, hanno sollevato un vivissimo interesse in tutte le forze progressiste appunto perché si tratta di un'esperienza unica della classe operaia nella soluzione dei problemi del mondo contemporaneo. La comunità jugoslava plurinazionale, con la sua complessità è, in un certo senso, un mondo in miniatura. Risolvendo i propri problemi essa offre un proprio contributo alia prassi del movimento operaio internazionale nella lotta in cui è impegnato per la soluzione delle contraddizioni fondamentali della società moderna su una base progressista, democratica, umanistico-socialista. Ciò fa sì che la responsabilità della classe operaia e in particolare dei comunisti della Jugoslavia nella realizzazione dei principi dei nuovi rapporti socio-economici e politici, sulla base dell'autogoverno socialista, così come li delinea la Costituzione, sia anche più rilevante.

Compagne e compagni deputati, tutte le fasi attraverso cui è sinora passato il processo di sviluppo del nostro istituto costituzionale confermano che abbiamo sempre trovato le soluzioni indicate nella Costituzione partendo da un dato grado di sviluppo dei rapporti economici e politici e che abbiamo sempre adeguato - senza che su di noi abbiano mai gravato ne schemi ne dogmi — il carattere delle soluzioni istituzionali alle nuove tendenze ed ai nuovi corsi sociali, appunto per creare ed assicurare spazio all'ulteriore mutamento dei rapporti sociali. In questo senso anche la nuova Costituzione è una testimonianza della nostra realtà. Ma per il volume e la portata dei mutamenti, la Costituzione è ancor più un programma rivoluzionario per la cui realizzazione la lotta deve appena incominciare. Infatti non è che il mutamento delle vecchie e il passaggio alle nuove strutture istituzionali sia un processo automatico o che possa essere lasciato al caso. Al contrario, quando si tratta di mutamenti sociali di questa portata, può facilmente prodursi una frattura fra il significato delle soluzioni normative e i rapporti sociali instaurati. Affinchè le idee e le norme costituzionali prendano vita, si trasformino in rapporti socio-economici e politici reali, è necessario un lavoro assai complesso e approfondito in campo legislativo, organizzativo e in altri campi e questo a tutti i livelli, dalla Federazione alle organizzazioni di base del lavoro associato e alle comunità locali.

In particolare è indispensabile che le forze socialiste organizzate, con alla testa la Lega dei comunisti, ingaggino una lotta ideale e politica assidua e irriducibile per spezzare l'inerzia delle forze conservatrici ed anche l'opposizione cosciente delle varie forze contrarie all'autogoverno e antisocialiste. Non si tratta qui soltanto delle forze e dei centri di resistenza esistenti e già noti:

il tecnocratismo, il burocratismo e simili oppure le tendenze anarco-liberalistiche e le altre tendenze piccolo-borghesi. Dalle nostre strutture sociali, dalle contraddizioni già indicate, attraverso cui passa il nostro sviluppo sociale, si sprigioneranno nuove resistenze con le quali le forze del socialismo verranno continuamente a scontrarsi.

A tale proposito, anzi, penso che per noi non siano le più pericolose le forze contrarie all'autogoverno ed antisocialiste che si legittimano da sé, anche se esse non devono venir sottovalutate Ma si tratta di forze che vanno assottigliandosi. L'autogoverno ha messo radici profonde nella coscienza dei lavoratori e sono quindi pochi coloro che osano opporvisi apertamente. I maggiori pericoli vengono da quelle forze che a parole sono per l'autogoverno mentre nei fatti stanno dalla parte del tecnocratismo e del burocratismo.

L'esperienza nell'applicazione degli emendamenti «operai» XXI e XXII sta a dimostrare quanto grande possa essere il divario tra le parole e i fatti. Ed è per questo, come afferma il presidente Tito, che si deve esigere dappertutto una comunione tra le parole e i fatti. Sarà appunto un aiuto pratico e fattivo per la più completa realizzazione dei dettami e delle norme costituzionali quello di cui avrà più bisogno la classe operaia. Nel prossimo periodo sarà questo il campo più importante della lotta ideale e politica di tutte le forze sociali progressiste con alla testa la Lega dei comunisti.

Dando vita a nuovi rapporti sociali, che portano seco anche nuove contraddizioni sociali, la nostra società verrà necessariamente a trovarsi anche di fronte a nuovi problemi che dovranno essere adeguatamente risolti. Ecco perché è necessario seguire da ogni angolatura, scientificamente e con cognizione di causa, lo sviluppo della società, sottoporre ad un continuo riesame critico la nostra prassi, scoprire le nuove leggi che nascono dai nuovi rapporti, fissare i criteri per la soluzione di tutti i problemi. Nell'organizzare, nello stimolare e nell'indirizzare una così vasta iniziativa creatrice, insostituibile è la funzione della Lega dei comunisti.

L'attuazione della nuova Costituzione e la realizzazione della funzione dominante della classe operaia in tutti i campi della vita sociale sarà di grande importanza anche per la stabilizzazione, in tempi lunghi, dei corsi economici in quanto imprimerà nuovo stimolo allo sviluppo delle forze produttive e della produttività sociale del lavoro e renderà possibile armonizzare e indirizzare in modo più efficace i corsi della riproduzione sociale. Ma al tempo stesso va detto che un maggiore grado di stabilità economica è presupposto essenziale per una più efficace attuazione della riforma costituzionale. Proprio perché consapevoli del pericolo che un andamento economico instabile possa direttamente rendere più arduo o addirittura mettere in forse la realizzazione delle modifiche costituzionali e, in tal modo, compromettere gli stessi principi che sono alla base della riforma costituzionale, abbiamo tutti il dovere di fare, con ferma determinazione, quanto è necessario e possibile per l'ulteriore stabilizzazione dell'economia.

Siamo alla vigilia delle elezioni, elezioni che significano una rottura radicale con le classiche elezioni parlamentari e che sanciranno uno stato del tutto nuovo nei rapporti socio-politici. L'elezione delle delegazioni e dei delegati ed anche le soluzioni in mate ria di quadri nel nuovo meccanismo statale e socio politico, costituiranno il primo banco di prova della nostra volontà politica di realizzare la nuova Costituzione.

Dobbiamo giungere al Decimo Congresso della Lega dei comunisti della Jugoslavia arricchiti di un'al tra grande e preziosa esperienza storica sulla via del l'approfondimento dei rapporti socialisti d'autogoverno.

Con la promulgazione della Costituzione si concluderà anche la seconda fase della riforma costituzionale avviata ben tre anni fa. È stato un periodo di intensa attività, teorica e pratica, ideale e politica. C'è stato un ampio dibattito pubblico e c'è stata la verifica pratica delle nuove enunciazioni di principio sulla base della prima fase della riforma. Si può così affermare che alla stesura della nuova Costituzione hanno partecipato milioni di lavoratori di tutto il Paese.

La Costituzione è il risultato dell'intesa, libera e su una base di assoluta parità, delle Repubbliche e delle Provincie, la sintesi, unanimemente accettata, dei comuni interessi dei nostri popoli e dei nostri gruppi nazionali.

Per la sua sostanza, per il modo con cui è stata preparata ed approvata, questa Costituzione è davvero una carta dell'autogoverno e un'intesa sociale che da forma alla nostra libera comunità socialista plurinazionale del lavoro e la regola. Da qui la garanzia che, con gli stessi unanimi intenti, si procederà anche alla sua realizzazione pratica.

A nome della Commissione per le questioni costituzionali propongo che il testo della Proposta di Costituzione della RSFJ, preparato da questa Commissione, venga confermato dalla Camera delle nazionalità come Proposta di Costituzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia.


LA COSTITUZIONE DELLA RSF DI JUGOSLAVIA


Partendo dal fatto storico che gli operai, i contadini ed i cittadini progressisti di tutti i popoli e gruppi nazionali della Jugoslavia, uniti nel Fronte popolare di liberazione sotto la guida del Partito comunista, con la loro lotta nella guerra popolare di liberazione e nella rivoluzione socialista hanno demolito il vecchio sistema classista fondato sullo sfruttamento, sulla politica di oppressione e sulla disuguaglianza nazionale ed avviato l'edificazione di una società in cui l'uomo ed il lavoro umano saranno liberati dallo sfruttamento e dal potere arbitrario, ed ogni popolo e gruppo nazionale, nonché tutti loro assieme, troveranno le condizioni di un libero sviluppo generale;

tenendo presente che, con lo sviluppo delle basi materiali del Paese e dei rapporti sociali socialisti e con l'ulteriore edificazione dei rapporti fondati sull'autogoverno e sull'eguaglianza nazionale, sono stati attuati essenziali mutamenti nei rapporti sociali e politici, i quali richiedono adeguate modifiche della Costituzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia del 1963, e che le norme di quella Costituzione sono già state modificate, per determinate sfere, con gli emendamenti costituzionali del 1967, del 1968 e del 1971;

mirando a consolidare ed a sviluppare ulteriormente le conquiste rivoluzionarie raggiunte, a consolidare il diritto e la responsabilità delle Repubbliche Socialiste e delle Provincie Socialiste Autonome per il loro proprio sviluppo e per lo sviluppo della comunità jugoslava nel suo complesso, a garantire l'ulteriore evoluzione dei rapporti socialisti e democratici d'autogoverno sulla via della liberazione del lavoro e dell'edificazione della società comunista;

partendo, infine, dalla necessità, attraverso il nuovo testo della Costituzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia (che oltre ai mutamenti da essa apportati, comprende anche le norme ad esso conformate della Costituzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia del 1963 e gli emendamenti costituzionali dal I al XLII), di consolidare il sistema costituzionale su fondamenta unitarie e socialiste d'autogoverno, l'Assemblea federale, in accordo con le Assemblee delle Repubbliche e con le Assemblee delle Provincie Autonome, emana la


COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA

PARTE INTRODUTTIVA

PRINCIPI FONDAMENTALI


I popoli della Jugoslavia, partendo dal diritto di ogni popolo all'autodeterminazione, compreso il diritto alla separazione, secondo la loro volontà liberamente espressa nella comune lotta di tutti i popoli e gruppi nazionali nella guerra popolare di liberazione e nella rivoluzione socialista, e in armonia con le loro storiche aspirazioni, coscienti che l'ulteriore consolidamento della loro fratellanza e dell'unità è, assieme ai gruppi nazionali con cui convivono, nel loro comune interesse, si sono uniti in una repubblica di popoli e gruppi nazionali liberi ed eguali e hanno creato una comunità socialista federativa — la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia — nel cui seno, nell'interesse di ciascun popolo e gruppo nazionale a sé stante e di tutti assieme, realizzano e garantiscono:

rapporti sociali socialisti fondati sull'autogoverno dei lavoratori e la difesa del sistema socialista d'autogoverno;

la libertà e l'indipendenza nazionale;

la fratellanza e l'unità dei popoli e dei gruppi nazionali;

gli interessi unitari della classe operaia e la solidarietà degli operai e di tutti i lavoratori;

le possibilità e le libertà di uno sviluppo poliedrico della personalità umana e dell'avvicinamento degli uomini, dei popoli e dei gruppi nazionali, in armonia con i loro interessi ed aspirazioni nel cammino creativo per una sempre più ricca cultura e ci viltà della società socialista;

l'unificazione e il coordinamento degli sforzi tesi a sviluppare le basi materiali della società socialista e del benessere umano;

il sistema dei rapporti socio-economici e la base unitaria del sistema politico, per mezzo dei quali si garantiscono gli interessi comuni della classe operata e di tutti i lavoratori, nonché l'eguaglianza dei popoli e dei gruppi nazionali;

la fusione delle proprie aspirazioni con quelle progressiste dell'umanità.

I lavoratori, i popoli e i gruppi nazionali realizzano i loro diritti sovrani nelle Repubbliche Socialiste e nelle Provincie Socialiste Autonome, in armonia con i rispettivi diritti costituzionali, e nella Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, quando si tratta di un interesse comune, secondo quanto sancito dalla presente Costituzione.

I lavoratori, i popoli e i gruppi nazionali decidono, sul piano federale, secondo i principi di accordo delle Repubbliche e delle Provincie Autonome, di solidarietà e reciprocità, di paritetica partecipazione delle Repubbliche e delle Provincie Autonome agli organi della Federazione, in armonia con la presente Costituzione, nonché secondo il principio della responsabilità delle Repubbliche e delle Provincie Autonome per il proprio sviluppo e per il progresso della comunità jugoslava nel suo complesso.

L'ordinamento sociale socialista della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia si fonda sul potere della classe operaia e di tutti i lavoratori nonché sui rapporti fra uomini quali produttori e creatori liberi ed eguali, il cui lavoro serve esclusivamente a soddisfare i loro bisogni individuali e collettivi.

La base di tali rapporti è data dalla funzione socioeconomica dell'uomo lavoratore, posizione che gli garantisce — lavorando egli con i mezzi di proprietà sociale, e decidendo direttamente e su piede di parità con gli altri lavoratori nel lavoro associato su tutto quanto concerne la riproduzione sociale in condizioni e in rapporti di interdipendenza, di responsabilità e di solidarietà — di realizzare il proprio interesse personale materiale e morale e il diritto di usufruire dei risultati del proprio lavoro presente ed accumulato nonché delle conquiste del progresso generale materiale e sociale per poter soddisfare nel senso più pieno, su questa base, i propri bisogni personali e sociali e per poter sviluppare le proprie capacità creative lavorative e d'altro genere.

In armonia con quanto enunciato, costituiscono base inviolabile della condizione e della funzione dell'uomo:

la proprietà sociale sui mezzi di produzione, che è condizione per escludere il ripristino di qualsiasi sistema di sfruttamento dell'uomo e che, eliminando l'alienazione della classe operaia e dei lavoratori dai mezzi di produzione e da altre condizioni di lavoro, garantisce l'autogestione dei lavoratori nella produzione e nella ripartizione del prodotto ed indirizza lo sviluppo della società su basi d'autogoverno;

la liberazione del lavoro quale superamento delle disuguaglianze, storicamente condizionate, socio-economiche e della dipendenza degli uomini nel lavoro, liberazione che si assicura con l'abolizione delle contraddizioni tra lavoro e capitale e di qualsiasi forma di rapporti salariali, con il generale sviluppo delle forze produttive, con l'incremento della produttività, con la riduzione dell'orario di lavoro, sviluppando ed applicando la scienza e la tecnica, garantendo un'istruzione quanto più alta per tutti ed elevando la cultura dei lavoratori;

il diritto all'autogestione, in base al quale ogni uomo, su piede di parità con gli altri lavoratori, decide del proprio lavoro, delle condizioni e dei risultati del lavoro, degli interessi propri e collettivi e dell'indirizzo da dare allo sviluppo sociale, esercita il potere e gestisce le altre attività sociali;

il diritto dell'uomo che lavora a godere dei frutti del proprio lavoro e del progresso materiale compiuto dalla comunità sociale secondo il principio «Ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo il proprio lavoro», con l'impegno, da parte del lavoratore, di assicurare l'evoluzione della base materiale del lavoro individuale e sociale nonché di contribuire a! soddisfacimento degli altri bisogni collettivi;

la sicurezza economica, sociale e personale dell'uomo;

la solidarietà e la reciprocità di ciascuno verso tutti e di tutti verso ciascuno, fondate sulla coscienza dei lavoratori di poter realizzare i propri interessi durevoli solamente su questi principi;

la libera iniziativa nell'incremento della produzione e delle altre attività sociali ed individuali a beneficio dell'uomo e della comunità sociale;

i rapporti politici democratici, che permettono all'uomo di realizzare i propri interessi, il diritto all'autogoverno e gli altri diritti, di sviluppare la propria personalità attraverso iniziative dirette nella vita sociale e, soprattutto, negli organi d'autogoverno, nelle organizzazioni socio-politiche e nelle altre organizzazioni sociali ed associazioni che lui stesso crea ed attraverso le quali influisce sullo sviluppo della coscienza sociale e sul miglioramento delle condizioni per la propria attività, nonché per realizzare i propri interessi e diritti;

la parità dei diritti, dei doveri e delle responsabilità degli uomini, in armonia con la costituzionalità e la legalità.

il sistema socio-economico e politico deriva da tale posizione dell'uomo e serve a lui ed alla sua funzione nella società.

Qualsiasi tipo di gestione della produzione e delle altre attività sociali, e qualsiasi forma di ripartizione che snaturi i rapporti sociali fondati su una tale condizione dell'uomo - sia sotto forma di arbitrio burocratico, di usurpazione tecnocratica e di privilegi basati su posizioni monopolistiche sui mezzi di produzione, o sotto forma di appropriazione dei mezzi sociali nell'aspetto di proprietà di gruppo e ogni altra guisa di privatizzazione di questi mezzi, o ancora sotto forma di egoismo appropriatore, privatizzatore e particolarista, come pure qualsiasi altra forma tendente a limitare la classe operaia nel realizzare il suo ruolo storico nei rapporti socio-economici e politici e nell'organizzare il potere politico per sé e per tutti i lavoratori — è contrario al sistema socio-economico e politico sancito dalla presente Costituzione.

La proprietà sociale, quale espressione dei rapporti socio-economici socialisti fra gli uomini, è il fondamento del lavoro liberamente associato e della posizione dominante della classe operaia nella produzione nella totalità dei rapporti riguardanti la ripartizione sociale, nonché base della proprietà individuale acquisita col proprio lavoro e che serve al soddisfacimento dei bisogni personali e degli interessi dell'uomo.

I mezzi di produzione di proprietà sociale, quale fondamento inalienabile collettivo del lavoro sociale e della riproduzione sociale, servono esclusivamente al lavoro, con lo scopo di soddisfare i bisogni personali e collettivi e gli interessi dei lavoratori, ed a sviluppare le basi materiali della società socialista e dei rapporti socialisti d'autogoverno. I mezzi di produzione di proprietà sociale, inclusi i mezzi per la riproduzione allargata, sono gestiti direttamente dagli operai associati che si servono di tali mezzi nel lavoro, nel proprio interesse e nell'interesse della classe operaia e della società socialista. Nella realizzazione di questa funzione sociale, gli operai associati sono responsabili gli uni verso gli altri e verso la collettività socialista nel suo complesso.

Attraverso la proprietà sociale sui mezzi di produzione e sugli altri mezzi di lavoro, si assicura a chiunque, a condizioni eguali, di inserirsi nel lavoro associato e, realizzando il diritto al lavoro con mezzi sociali, di conseguire, sulla base di tale lavoro, un reddito per soddisfare i bisogni personali e collettivi.

Partendo dal principio che nessuno ha il diritto di proprietà privata sui mezzi sociali di produzione, nessuno può appropriarsi — nemmeno la comunità socio-politica, ne l'organizzazione del lavoro associato, ne un gruppo di cittadini, ne il singolo lavoratore — del prodotto del lavoro associato, ne gestire e disporre dei mezzi sociali di produzione e di lavoro, ne stabilire arbitrariamente le condizioni di ripartizione, ma quale che sia la base giuridico-patrimoniale invocata.

Il lavoro dell'uomo è l'unico fondamento per impadronirsi del prodotto del lavoro sociale e per gestire i mezzi sociali.

Della ripartizione del reddito nella parte che serve all'allargamento della base materiale del lavoro sociale e nella parte destinata a soddisfare i bisogni personali e collettivi dei lavoratori, conformemente al principio della ripartizione secondo il lavoro, decidono i lavoratori che creano tale reddito, in armonia con la reciproca responsabilità e solidarietà e nel rispetto delle norme e dei criteri socialmente stabiliti per realizzare e ripartire il reddito stesso.

I mezzi destinati al rinnovamento e all'allargamento della base materiale del lavoro associato rappresentano la base collettiva di sostentamento e di sviluppo della società, ossia della riproduzione sociale, realizzata sulla base dell'autogoverno dei lavoratori in tutte le forme di associazione del lavoro e dei mezzi, nonché nella collaborazione delle organizzazioni del lavoro associato.

Punto di partenza di tutte le forme di associazione del lavoro, dei mezzi di riproduzione sociale e dell'integrazione autogestita del lavoro associato, è l'organizzazione di base del lavoro associato, quale forma cardinale del lavoro associato nella quale gli operai realizzano l'inalienabile diritto, lavorando con i mezzi sociali, di gestire il proprio lavoro e di determinare le condizioni di lavoro, nonché di decidere dei risultati del proprio lavoro.

Realizzando i risultati del lavoro collettivo quale valore di mercato nelle condizioni della produzione socialista delle merci, gli operai — attraverso legami diretti, contratti di autogoverno e intese sociali fra le rispettive organizzazioni del lavoro associato e le altre organizzazioni e comunità autogestite, nonché attraverso la pianificazione del lavoro e dello sviluppo - attuano l'integrazione del lavoro associato, fanno progredire l'intero sistema dei rapporti socio-economici socialisti e controllano l'azione cieca del mercato.

Il sistema finanziario-creditizio è parte integrante dei rapporti nella riproduzione sociale, basati sull'autogestione degli operai nel lavoro associato con i mezzi sociali, e tutto il reddito realizzato nella sfera di questi rapporti è parte intoccabile del reddito delle organizzazioni di base del lavoro associato.

Partendo dall'interdipendenza dei settori produttivo, commerciale e finanziario del lavoro associato, come parti integranti del sistema unitario della riproduzione sociale, i lavoratori nelle organizzazioni del lavoro associato regolano i propri rapporti reciproci nella riproduzione sociale, collaborando su una base tale da garantire agli operai della produzione il diritto decisionale sui risultati del proprio lavoro corrente ed accumulato nell'intero arco di tali rapporti.

I lavoratori assicurano i loro bisogni personali e collettivi nei settori dell'istruzione, delle scienze, della cultura, della sanità e di altri servizi sociali, in quanto parte del processo unitario del lavoro sociale, mediante il libero scambio e l'associazione del proprio lavoro col lavoro degli operai delle organizzazioni del lavoro associato in questi settori. I lavoratori attuano il libero scambio del lavoro in modo diretto, attraverso le organizzazioni del lavoro associato o attraverso le comunità d'interesse di autogoverno. Mediante tali rapporti si garantisce ai lavoratori in questi servizi una posizione socio-economica uguale a quella degli altri operai nel lavoro associato.

Al fine di soddisfare nel modo più completo, razionale e organizzato i propri bisogni ed interessi individuali e collettivi nei settori dei servizi sociali ed in determinati settori della produzione materiale, i lavoratori, insieme agli operai delle organizzazioni del lavoro associato in questi settori, istituiscono comunità di interesse autogestite nelle quali realizzano il libero scambio del lavoro e regolano direttamente i rapporti di interesse collettivo. Gli operai e gli altri lavoratori istituiscono comunità d'interesse autogestite anche per soddisfare determinati propri bisogni ed interessi personali e collettivi, accomunando i mezzi secondo i principi della reciprocità e della solidarietà.

I lavoratori che svolgono attività autonome col lavoro individuale e con mezzi di proprietà privata, hanno per principio, sulla base del proprio lavoro, la medesima condizione socio-economica e, fondamentalmente, i medesimi diritti e doveri degli operai nelle organizzazioni del lavoro associato.

Godendo del diritto di proprietà sui terreni coltivabili, sancito dalla presente Costituzione, i lavoratori agricoli hanno il diritto ed il dovere di sfruttare i terreni per incrementare la produzione agricola nel proprio interesse e nell'interesse della comunità socialista. La comunità socialista appoggia gli sforzi dei lavoratori agricoli nell'incremento della loro produttività del lavoro e la libera associazione in cooperative agricole ed in altre forme associative atte a far progredire le loro condizioni di lavoro e di vita.

Per un inserimento organizzato dei lavoratori agricoli nei rapporti socio-economici socialisti e per incrementare la produzione agricola, si assicurano le condizioni per il suo sviluppo sulla base dei mezzi sociali e del lavoro sociale nonché le condizioni per l'associazione dei lavoratori agricoli e per la loro cooperazione con le organizzazioni del lavoro associato, secondo i principi della solidarietà e della parità dei diritti.

Per realizzare la base materiale della parità dei popoli e dei gruppi nazionali della Jugoslavia, per eguagliare le condizioni materiali del lavoro e della vita sociale dei lavoratori e per un'armonica espansione di tutta l'economia, nella Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia si dedica, nell'interesse generale, una particolare cura al più rapido sviluppo delle forze produttive nelle Repubbliche e nelle Provincia Autonome insufficientemente evolute dal punto di vista economico e, a questo scopo, si assicurano i mezzi necessari e si intraprendono altri provvedimenti.

Per migliorare le condizioni di vita e di lavoro, per creare le basi della loro stabilità, per sfruttare nel modo più pieno le possibilità di sviluppo delle forze produttive della società e per aumentare la produttività del proprio lavoro e dell'intero lavoro sociale, per evolvere i rapporti socialisti d'autogoverno su tale base, come pure per controllare l'azione cieca del mercato, gli operai nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato ed i lavoratori nelle comunità d'interesse autogestite e nelle altre organizzazioni e comunità di autogoverno nonché nelle comunità socio-politiche - basandosi sulle conoscenze scientifiche e sulla valutazione scientifica delle possibilità di sviluppo — mediante la pianificazione del loro lavoro e del loro sviluppo, concordano i rapporti nella ripartizione sociale e indirizzano lo sviluppo della produzione sociale e di altre attività sociali secondo i propri interessi e finalità stabiliti su base d'autogoverno.

IV

Nella Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia tutto il potere appartiene alla classe operaia in unione con tutti i lavoratori delle città e delle campagne.

Ai fini dell'edificazione della società quale libera comunità di produttori, la classe operaia e tutti i lavoratori sviluppano la democrazia socialista d'autogoverno quale forma specifica della dittatura del proletariato, assicurando queste finalità mediante:

l'abolizione rivoluzionaria ed il divieto costituzionale di qualsiasi forma e organizzazione di rapporti socio-economici e politici basati sullo sfruttamento di classe e sul monopolio padronale e di qualsiasi atti vita politica volta al ripristino di questi rapporti;

la realizzazione dell'autogoverno nelle organizzazioni del lavoro associato, nelle comunità locali, nelle comunità d'interesse autogestite e nelle altre organizzazioni e comunità autogestite, nelle comunità socio-politiche e nella società in genere, come pure attraverso i legami reciproci e la collaborazione fra queste organizzazioni e comuni;

la libera regolazione, e su piede di parità e di autogoverno, dei rapporti reciproci, armonizzando gli interessi comuni e generali dei lavoratori e delle loro organizzazioni e comunità autogestite per mezzo di accordi d'autogoverno e intese sociali;

il potere decisionale dei lavoratori nello svolgimento delle loro funzioni di potere e di gestione degli altri affari sociali nelle organizzazioni di base del lavoro associato e nelle altre organizzazioni e comunità autogestite, attraverso delegazioni e delegati negli organi di gestione delle organizzazioni e comunità autogestite, come pure attraverso delegazioni e delegati nelle Assemblee delle comunità socio-politiche e negli altri organi di autogoverno;

le informazioni ai lavoratori riguardanti tutti i problemi importanti per la realizzazione della loro posizione socio-economica e per metterli in grado di apportare decisioni quanto più complete e qualificate nello svolgimento delle funzioni del potere e della gestione degli altri affari sociali;

la pubblicità dell'operato di tutti gli organi di potere e di autogoverno e degli esponenti di funzioni d'autogoverno, pubbliche e sociali;

la responsabilità personale degli esponenti di funzioni d'autogoverno, pubbliche e sociali, la responsabilità degli organi del potere e dell'autogoverno, la destituzione dagli incarichi di esponenti delle funzioni d'autogoverno, pubbliche e sociali, e la limitazione della loro rielezione e nomina a determinate funzioni;

il controllo degli operai e degli altri lavoratori e il controllo sociale in genere sull'operato degli esponenti di funzioni d'autogoverno, pubbliche e sociali nelle organizzazioni e comunità autogestite e nelle comunità socio-politiche;

la realizzazione della tutela della costituzionalità e della legalità ;

l'attività socio-politica delle forze socialiste organizzate nelle organizzazioni socio-politiche;

la libera e universale attività delle persone.

L'autogoverno dei lavoratori nelle organizzazioni di base del lavoro associato, nelle comunità locali, nelle comunità d'interesse autogestite e nelle altre organizzazioni e comunità autogestite, è il fondamento del sistema unitario dell'autogoverno e del potere della classe operaia e di tutti i lavoratori.

Per assicurare le condizioni della propria vita, del proprio lavoro e dello sviluppo sociale, e per la creazione della comunità socialista, i lavoratori nel Comune — quale comunità basilare socio-politica di autogoverno — e nelle altre comunità socio-politiche, mediante il collegamento fra le proprie organizzazioni del lavoro associato ed altre organizzazioni e comunità autogestite, mediante l'azione delle organizzazioni socio-politiche, mediante accordi d'autogoverno ed intese sociali e mediante l'azione delle Assemblee quali organi collettivi di tutti i lavoratori e delle loro organizzazioni e comunità, realizzano i propri interessi comuni, esercitano il potere politico e gestiscono altri affari sociali.

Come stabilito dalla Costituzione, le funzioni del potere e della gestione degli altri affari sociali nelle comunità socio-politiche vengono svolte dalle Assemblee delle comunità socio-politiche, quali delegazioni elette e revocabili dei lavoratori nelle organizzazioni e comunità autogestite e nelle comunità socio-politiche, e da altri organi responsabili verso le Assemblee.

Per una partecipazione, completa il più possibile, dei lavoratori e di tutte le forze socialiste organizzate all'espletamento del potere e alla gestione di altri affari sociali nonché per armonizzare i loro interessi comuni e collettivi generali, gli organi delle comuni tà socio-politiche esaminano iniziative, pareri e pro poste delle organizzazioni socio-politiche, assumono atteggiamenti in merito e collaborano con le organizzazioni socio-politiche.

La classe operaia e tutti i lavoratori garantiscono, anche con norme obbligatorie del potere statale, i rapporti sociali socialisti, lo sviluppo della società e la gestione degli affari sociali su basi d'autogoverno;

tutelano la libertà ed i diritti dell'uomo e del cittadino, i rapporti socialisti d'autogoverno e i diritti d'autogoverno dei lavoratori;

risolvono conflitti sociali e tutelano l'ordinamento sancito dalla Costituzione.

La posizione d'autogoverno ed i diritti del lavoratore nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato, nelle comunità locali, nelle comunità d'interesse autogestite e nelle altre organizzazioni e comunità d'autogoverno, la posizione dei lavoratori nel Comune, il diritto alla libera associazione d'autogoverno, l'attività e la creatività dei lavoratori, l'uguaglianza dei popoli e dei gruppi nazionali, nonché le libertà, i diritti ed i doveri dell'uomo e del cittadino, stabiliti dalla presente Costituzione, sono base di partenza, limite ed indirizzo per realizzare i diritti e i doveri delle comunità socio-politiche nello svolgimento delle funzioni del potere.

L'autodifesa sociale, quale funzione della società autogestita, si realizza attraverso le iniziative dei lavoratori, dei cittadini, delle organizzazioni del lavoro associato e delle altre organizzazioni e comunità autogestite, delle comunità socio-politiche e delle organizzazioni socio-politiche, per la tutela dell'ordine costituzionale, dei diritti d'autogoverno dei lavoratori e degli altri diritti e libertà dell'uomo e del cittadino, per la tutela della proprietà sociale, per garantire la sicurezza personale e patrimoniale dei lavoratori e dei cittadini nonché il libero sviluppo sociale.

Per realizzare ed armonizzare i propri interessi e diritti d'autogoverno, conformemente agli interessi generali della società socialista, nonché per svolgere determinate funzioni sociali e per sviluppare le attività più varie, i lavoratori ed i cittadini si associano liberamente nelle organizzazioni socio-politiche ed in altre organizzazioni sociali e associazioni dei cittadini, quale parte integrante del sistema socialista d'autogoverno.

Le organizzazioni socio-politiche, quale forma di libera organizzazione politica dei lavoratori su basi classiste socialiste, sono fattore attivo dello sviluppo e della tutela della società socialista d'autogoverno.

V

Le libertà, i diritti ed i doveri dell'uomo e del cittadino, come sancito dalla presente Costituzione, sono parte inscindibile ed espressione dei rapporti democratici socialisti d'autogoverno, nei quali l'uomo si libera da ogni sfruttamento ed arbitrio e, con il proprio lavoro, crea le condizioni per un poliedrico sviluppo, per una libera espressione e tutela della propria personalità e per il rispetto della dignità umana. Le libertà ed i diritti dell'uomo e del cittadino possono essere limitati da pari libertà e diritti di altri o da interessi della società socialista. La società socialista garantisce le condizioni per una quanto più completa realizzazione e tutela delle libertà e dei diritti sanciti dalla presente Costituzione. Qualsiasi attività diretta a violare queste libertà e questi diritti dell'uomo e del cittadino, è contraria agli interessi della società socialista.

Partendo dal fatto che l'istruzione, la scienza e la cultura, sono fattori essenziali del progresso della società socialista, dell'incremento della produttività del lavoro, dello sviluppo delle forze creative umane e del poliedrico sviluppo della personalità, dell'umanizzazione dei rapporti socialisti d'autogoverno e del progresso generale della società, la comunità sociali sta garantisce la libertà creativa e genera le condizioni per lo sviluppo ed il progresso dell'istruzione e della creazione scientifica, culturale ed artistica, affinc servano, quanto più proficuamente, all'elevamento delle capacità creative dei lavoratori, al progresso dei rapporti sociali socialisti ed allo sviluppo poliedrico di una libera ed umanizzata personalità.

L'educazione e l'istruzione si fondano sulle conquiste della scienza moderna, ed in particolare del marxismo, quali basi del socialismo scientifico, e servono all'abilitazione dei lavoratori al lavoro ed all'autogoverno nonché alla loro educazione nello spirito delle conquiste della rivoluzione socialista, dell'etica socialista, della democrazia d'autogoverno, del patriottismo socialista, della fratellanza e unità, dell'eguaglianza dei popoli e gruppi nazionali e dell'internazionalismo socialista.

Sulla base della solidarietà, della reciprocità e dell'umanesimo socialista, i lavoratori nelle organizzazioni del lavoro associato, e nelle altre organizzazioni e comunità autogestite, garantiscono la propria sicurezza economica e sociale, creando condizioni sempre più favorevoli di vita e di lavoro e per lo sviluppo della poliedrica personalità del lavoratore. Queste finalità della politica sociale si realizzano migliorando costantemente ed uniformando le condizioni di vita e di lavoro, superando, sulla base della solidarietà e della reciprocità, le disuguaglianze derivanti dall'arretratezza materiale e da altre disuguali condizioni di vita e di lavoro, conformando le possibilità di istruzione e di lavoro ed impedendo ed eliminando le differenziazioni sociali che non siano fondate sul principio della ripartizione secondo il lavoro.

La comunità sociale socialista assicura le condizioni materiali e di altro carattere per realizzare i diritti degli ex combattenti, degli invalidi di guerra e delle famiglie dei combattenti caduti, diritti con i quali garantisce la loro sicurezza sociale.

Per la difesa ed il miglioramento dell'ambiente naturale, i lavoratori ed i cittadini, le organizzazioni del lavoro associato, le altre organizzazioni e comunità autogestite e la società socialista assicurano le condizioni per salvaguardare e incrementare i valori naturali ed altri valori ambientali, importanti per una vita e un lavoro sani, sicuri ed attivi delle attuali e delle future generazioni.

VI

I lavoratori ed i cittadini, i popoli ed i gruppi nazionali della Jugoslavia, risoluti a rivolgere tutte le loro energie al lavoro creativo in pace ed alla costruzione della loro comunità socialista d'autogoverno, conducono conseguentemente una politica di pace e contro l'aggressione, contro la guerra e contro le pressioni aggressive di qualsiasi natura. Per garantire il proprio pacifico sviluppo e l'edificazione socialista, essi sono risoluti inoltre a tutelare e a difendere, con tutte le forze ed i mezzi a disposizione, con la lotta armata e con altre forme di resistenza popolare globale, la propria libertà, l'indipendenza, la sovranità, l'integrità territoriale e l'ordinamento socialista d'autogoverno della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia. A questo scopo i lavoratori ed i cittadini, i popoli ed i gruppi nazionali della Jugoslavia organizzano e costituiscono il sistema di difesa popolare globale quale parte inalienabile del sistema sociale socialista d'autogoverno, consci che la possibilità dell'aggressione è tanto minore quanto maggiori risultino la capacità difensiva della società e la preparazione del Paese a condurre una difesa popolare globale, quale forma e contenuto dell'organizzazione difensiva della comunità sociale. Il potenziamento delle capacità difensive dei Paese è parte integrante della politica di pace e di collaborazione internazionale su piede di parità.

La difesa popolare globale della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia è un sistema unitario di organizzazione, di preparazione e di partecipazione della Federazione, delle Repubbliche, delle Provincie Autonome, dei Comuni, delle organizzazioni del lavoro associato, delle comunità locali, delle comunità di interesse autogestite e delle altre organizzazioni e comunità d'autogoverno, delle organizzazioni sociopolitiche e delle altre organizzazioni sociali, dei lavoratori e dei cittadini alla lotta armata e a tutte le altre forme di resistenza, come pure all'adempimento di altri impegni di interesse per la difesa dei Paese. Nella difesa popolare globale la lotta armata rappresenta la forma decisiva di resistenza all'aggressione. Le Forze Armate della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia sono il fulcro portante della lotta armata e costituiscono un'unica entità. La direzione ed il comando supremo delle Forze Armate assicurano l'unità e l'indivisibilità della lotta armata.

VII

Partendo dalla convinzione che la coesistenza pacifica e la collaborazione attiva di stati e popoli paritari, prescindendo dalle differenze dei loro sistemi sociali, rappresentano una condizione necessaria per la pace e per il progresso sociale del mondo, la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia basa i suoi rapporti internazionali sui principi del rispetto della sovranità ed eguaglianza nazionale, della non ingerenza negli affari interni di altri Paesi, dell'internazionalismo socialista e della soluzione dei contrasti internazionali per via pacifica. Nei suoi rapporti internazionali la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia si attiene ai principi della Carta delle Nazioni Unite, assolve i propri impegni internazionali e partecipa attivamente all'opera delle organizzazioni internazionali di cui fa parte.

Ai fini dell''applicazione di questi principi, la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia si adopera:

per promuovere e sviluppare tutte le forme di collaborazione internazionale valide a rafforzare la pace, per consolidare la fiducia reciproca, l'eguaglianza e l'amicizia dei popoli e degli stati e il loro avvicinamento;

per un quanto più ampio e libero scambio di beni materiali e spirituali;

per la libertà nell'informazione reciproca e per lo sviluppo di altri rapporti che contribuiscono a conseguire comuni interessi economici, culturali e di altra natura tra gli Stati, i popoli e gli uomini, ed in particolare per lo sviluppo dei rapporti democratici e socialisti nella stero della collaborazione internazionale, nonché del progresso sociale-generale;

per il superamento della divisione del mondo in blocchi;

per il rigetto dell'uso della forza o della minaccia nei rapporti internazionali;

per l'attuazione di un disarmo completo e generale;

per il diritto di ogni popolo a stabilire ed a costruire liberamente il proprio ordinamento sociale e politico seguendo le vie e con i mezzi che liberamente sceglie;

per il diritto dei popoli all'autodeterminazione ed all'indipendenza nazionale e per il loro diritto, ai fini del raggiungimento di questi obiettivi, di condurre una lotta di liberazione;

per il rispetto dei diritti delle minoranze nazionali, compresi i diritti di parte dei popoli della Jugoslavia che vivono in altri Paesi come minoranze nazionali;

per l'appoggio internazionale ai popoli che conducono una giusta lotta per la propria indipendenza nazionale e liberazione dall'imperialismo, dal colonialismo e da tutte le altre forme di oppressione e sottomissione nazionale;

per lo sviluppo di una collaborazione internazionale tale da garantire rapporti economici nel mondo su piede di parità, la disponibilità sovrana delle ricchezze naturali nazionali e la creazione di condizioni per un più rapido progresso dei Paesi insufficientemente sviluppati;

per il rispetto delle norme generalmente accettale del diritto internazionale.

Adoperandosi per una molteplice collaborazione politica, economica, scientifica e culturale con gli altri popoli e stati, la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, quale comunità socialista di popoli, è dell'opinione che tale collaborazione può contribuire alla creazione di quelle forme democratiche di collegamento tra gli Stati, i popoli e gli uomini, che corrispondono agli interessi dei popoli ed al progresso sociale, e sotto questo aspetto essa rappresenta una comunità aperta.

Nei rapporti internazionali economici, politici, culturali e di altro carattere nonché nei loro rapporti con organi ed organizzazioni estere, tutti gli organi, le organizzazioni e le singole persone sono in dovere di attenersi ai suddetti principi di politica estera e di attività internazionale della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, e di adoperarsi per la loro attuazione.

VIII

La Lega dei comunisti della Jugoslavia, promotrice ed organizzatrice della guerra popolare di liberazione e della rivoluzione socialista nonché esponente cosciente delle aspirazioni e degli interessi della classe operaia, è diventata, per legge di sviluppo storico, la forza organizzata ideale e politica trainante della classe operaia e di tutti i lavoratori nell'edificazione del socialismo e nella realizzazione della solidarietà dei lavoratori e della fratellanza ed unità dei popoli e dei gruppi nazionali della Jugoslavia.

Con la sua azione orientatrice ideale e politica, nelle condizioni della democrazia socialista e dell'autogoverno sociale, la Lega dei comunisti è promotrice ed esponente principale dell'attività politica per la difesa e per l'ulteriore sviluppo della rivoluzione socialista e dei rapporti sociali socialisti d'autogoverno, in particolare per il rafforzamento della coscienza socialista sociale e democratica, e risponde di questi compiti.

L'Alleanza socialista del popolo lavoratore della Jugoslavia, creata nella guerra popolare di liberazione e nella rivoluzione socialista come fronte democratico e volontario dei lavoratori e dei cittadini e di tutte le forze socialiste organizzate, con alla testa il Partito comunista, ed ulteriormente consolidata nelle condizioni dello sviluppo della società socialista d'autogoverno, è la piattaforma più ampia della loro attività politico-sociale nel sistema socialista d'autogoverno.

I lavoratori ed i cittadini, la Lega dei comunisti della Jugoslavia, quale forza ideale e politica d'avanguardia, le altre organizzazioni socio-politiche e tutte le forze socialiste organizzate realizzano, nell'Alleanza socialista del popolo lavoratore della Jugoslavia, l'unità politica e d'azione delle forze socialiste ed indirizzano lo sviluppo sociale sulle fondamenta del potere e dell'autogoverno della classe operaia e di tutti i lavoratori;

a tale scopo essi;

discutono i problemi sociali e promuovono iniziative politiche in tutti i settori della vita politica, concordano i punti di vista, fissano le posizioni politiche per la soluzione di questi problemi, per dare l'indirizzo allo sviluppo sociale, per realizzare i diritti e gli interessi dei lavoratori e dei cittadini, per attuare l'uguaglianza dei popoli e dei gruppi nazionali e per il progresso dei rapporti socialisti democratici d'autogoverno, avanzando proposte per la soluzione dei problemi sociali ed indirizzando i propri delegati nelle Assemblee delle comunità socio-politiche;

fissano i programmi comuni di attività sociale ed i criteri comuni per l'elezione delle delegazioni nelle organizzazioni di base del lavoro associato, nelle comunità locali, nelle altre organizzazioni e comunità autogestite, nonché per l'elezione dei delegati alle Assemblee delle comunità socio-politiche;

assicurano il metodo democratico nel proporre e confermare i candidati a membri delle delegazioni delle organizzazioni e comunità autogestite, i candidati a delegati nelle Assemblee delle comunità socio-politiche ed i candidati a funzioni d'autogoverno, pubbliche e ad altre cariche nelle comunità socio-politiche;

esaminano i problemi generali della politica dei quadri e dell'abilitazione dei quadri, fissando i criteri per la scelta dei quadri;

seguono l'operato degli organi di potere e degli organi d'autogoverno delle organizzazioni e comunità autogestite, nonché degli esponenti di funzioni pubbliche, d'autogoverno e di altre cariche sociali, esprimono i propri pareri e valutazioni ed attuano il controllo e la critica sociale del loro operato, soprattutto per garantire la pubblicità del lavoro e la responsabilità sul lavoro;

creano le condizioni per la partecipazione della gioventù e delle sue organizzazioni in ogni campo della vita politica e sociale;

garantiscono l'informazione dei lavoratori e dei cittadini e la loro influenza nel sistema sociale d'informazione e nella realizzazione della funzione della stampa e degli altri mezzi di comunicazione ed informazione pubblici;

lottano per rapporti umani tra gli uomini, per sviluppare la coscienza democratica socialista e le norme della vita socialista, come pure per eliminare i fenomeni che ostacolano o che in vario modo danneggiano Io sviluppo di rapporti sociali democratici e socialisti d'autogoverno.

Le comunità socio-politiche, nel quadro dei loro diritti e doveri, hanno l'obbligo di assicurare le condizioni materiali e di altra natura perché l'Alleanza socialista del popolo lavoratore della Jugoslavia possa realizzare le funzioni fissate dalla Costituzione.

Gli operai, volontariamente organizzati nel Sindacato, che è la più ampia organizzazione della classe operaia, lottano:

per realizzare la funzione della classe operaia sancita dalla Costituzione;

per realizzare i rapporti socialisti d'autogoverno e il ruolo decisivo della classe operaia nella gestione della ripartizione sociale;

per attuare i diritti d'autogoverno e gli altri diritti ed interessi degli operai in ogni settore del lavoro e della vita;

per garantire l'uguaglianza degli operai nell'associazione del lavoro e dei mezzi, nel conseguimento e nella ripartizione del reddito nonché nel determinare criteri comuni per la ripartizione in base ai risultati del lavoro;

per collegare ed integrare su basi d'autogoverno vari settori del lavoro sociale;

per sviluppare le forze produttive della società ed incrementare la produttività del lavoro;

per concordare su base d'autogoverno gli interessi singoli, comuni e collettivi;

per elevare l'istruzione degli operai ed abilitarli a svolgere funzioni d'autogoverno ed altre funzioni sociali;

per proporre e confermare i candidati a delegati negli organi di gestione delle organizzazioni del lavoro associato e delle altre organizzazioni e comunità autogestite, i candidati a membri delle delegazioni in queste organizzazioni e comunità ed i delegati nelle Assemblee delle comunità socio-politiche;

per una partecipazione quanto più vasta degli operai allo svolgimento di funzioni di potere e di gestione in altri affari pubblici;

per realizzare l'ascendente della classe operaia nella politica dei quadri;

per la tutela dei diritti degli operai;

per garantire la sicurezza sociale e l'incremento del tenore di vita degli operai, come pure per sviluppare e consolidare la solidarietà degli operai ed elevare la coscienza e le responsabilità classiste degli autogestori.

Il Sindacato è promotore delle iniziative per la stipulazione di accordi d'autogoverno e di intese sociali, partecipa direttamente a questi accordi ed intese, nonché avanza proposte agli organi di gestione delle organizzazioni e comunità autogestite ed agli altri organi statali e sociali per la soluzione di questioni relative alla posizione materiale e sociale della classe operaia.

IX

II sistema socio-economico e politico e gli altri rapporti stabiliti dalla presente Costituzione sono indirizzati ad allargare i presupposti per l'ulteriore avanzamento della società socialista, a superare le sue contraddizioni ed a promuovere un tale progresso sociale che — sulla base dello sviluppo in ogni senso delle forze produttive, dell'alta produttività del lavoro, dell'abbondanza di prodotti e della generale evoluzione dell'uomo quale libera personalità — permetta lo svilupparsi di rapporti sociali tali da poter realizzare il principio del comunismo «Ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni».

A questo fine, gli organi d'autogoverno, gli organi statali, le organizzazioni e comunità autogestite, le organizzazioni politico-sociali e le altre organizzazioni, i lavoratori ed i cittadini, sono direttamente chiamati ad impegnarsi con tutta la loro attività per:

estendere e consolidare la base materiale della società e della vita dei singoli, sviluppando le forze produttive, elevando la produttività del lavoro e promuovendo costantemente i rapporti socialisti d'autogoverno;

creare condizioni in cui saranno superate le differenze economico-sociali fra il lavoro fisico ed il lavoro intellettuale e nelle quali il lavoro umano sarà, nel senso più pieno, manifestazione della creatività e della personalità umana;

estendere e sviluppare tutte le forme di autogestione e della democrazia socialista d'autogoverno, soprattutto nei settori in cui prevalgono le funzioni di potere politico;

limitare la costrizione e creare le condizioni per la sua eliminazione;

stabilire fra le persone rapporti fondati sulla coscienza degli interessi comuni, dell'etica socialista e della libera azione creativa dell'uomo;

contribuire alla realizzazione delle libertà e dei diritti civili, all'umanizzazione dell'ambiente sociale e della personalità umana, al consolidamento della solidarietà e del senso di umanità fra gli uomini ed al rispetto della dignità umana;

sviluppare una molteplice collaborazione ed avvicinamento con tutti i popoli, in armonia con le aspirazioni progressiste dell'umanità, per la creazione di una libera comunità di tutti i popoli de! mondo.

X

Esprimendo i principi fondamentali della società socialista autogestita ed il suo progresso, questa parte della Costituzione è base ed indirizzo per interpretare la Costituzione e le leggi e per l'operato di tutti e di ciascuno.

PARTE PRIMA

LA REPUBBLICA SOCIALISTA FEDERATIVA DI JUGOSLAVIA

Art. 1

La Repubblica Socialista Federativo di Jugoslavia è uno stato federale che, quale comunità statale di popoli volontariamente uniti e delle loro Repubbliche Socialiste nonché delle Provincie Socialiste Autonome del Kosovo e della Vojvodina, queste ultime nell'ambito della Repubblica Socialista di Serbia, è fondato sul potere e sull'autogoverno della classe operaia e di tutti i lavoratori;

è pure una comunità socialista democratica autogestita dei lavoratori e cittadini e dei popoli e gruppi nazionali su piede di eguaglianza.

Art. 2

Formano la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia:

la Repubblica Socialista di Bosnia-Erzegovina, la Repubblica Socialista di Croazia, la Repubblica Socialista di Macedonia, la Repubblica Socialista de! Montenegro, la Repubblica Socialista di Serbia, la Repubblica Socialista di Slovenia, nonché la Provincia Socialista Autonoma del Kosovo e la Provincia Socialista Autonoma della Vojvodina, quest'ultime nell'ambito della Repubblica Socialista di Serbia.

Art. 3

La Repubblica Socialista è uno stato fondato sulla sovranità del popolo e sul potere e sull'autogoverno della classe operaia e di tutti i lavoratori;

è pure comunità socialista democratica autogestita da lavoratori e cittadini e dai popoli e gruppi nazionali su piede di eguaglianza.

Art. 4

La Provincia Socialista Autonoma è una comunità socialista democratica, socio-politica, autogestita ed autonoma fondata sul potere e sull'autogoverno della classe operaia e di tutti i lavoratori, nella quale i lavoratori ed i cittadini, i popoli ed i gruppi nazionali realizzano i loro diritti sovrani;

quando ciò è nell'interesse comune dei lavoratori e cittadini, dei popoli e gruppi nazionali della Repubblica nel suo assieme, secondo quanto sancito dalla Costituzione della Repubblica Socialista di Serbia, essi realizzano questi loro diritti anche nell'ambito della Repubblica.

Art. 5

II territorio della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia è unico ed è formato dai territori delle Repubbliche Socialiste.

Il territorio di una delle Repubbliche non può essere mutato senza il consenso della Repubblica, e il territorio di una Provincia Autonoma senza il consenso della stessa Provincia Autonoma.

I confini della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia non possono essere mutati senza il consenso di tutte le Repubbliche e Provincie Autonome.

I confini tra le Repubbliche possono essere mutati soltanto in base a loro accordo, e quando si tratta dei confini di una Provincia Autonoma, anche in base alla sua adesione.

Art. 6

Lo stemma della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia rappresenta un campo circondato da manipoli di spighe di grano. I manipoli sono congiunti in basso da un nastro di colore azzurro su cui è iscritta la data 29. XI. 1943. Fra i vertici dei manipoli di spighe di grano si trova una stella rossa a cinque punte. Al centro del campo figurano sei fiaccole disposte obliquamente e le cui lingue di fuoco si uniscono in una fiamma.

Art. 7

La bandiera della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia è di tre colori:

azzurro, bianco e rosso, con la stella rossa a cinque punte nel mezzo. Il rapporto fra lunghezza e larghezza della bandiera è di 1 :2. I colori della bandiera sono strisce sistemate orizzontalmente dall'alto in basso in quest'ordine:

azzurro, bianco e rosso. Ciascun colore occupa un terzo della larghezza della bandiera. La stella ha una forma regolare a cinque punte ed il bordo di colore giallo-oro. Il centro della stella è dato dal punto in cui si intersecano le diagonali della bandiera. La punta superiore della stella penetra fino alla metà del colore azzurro della bandiera, in modo che le punte inferiori della stella occupano un posto corrispondente nel colore rosso della bandiera.

Art. 8

La Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia ha un inno.

Art. 9

La capitale della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia è Belgrado.

PARTE SECONDA

ORDINAMENTO SOCIALE

Titolo I

ORDINAMENTO SOCIO-ECONOMICO

1. LA COLLOCAZIONE DELLìUOMO NEL LAVORO ASSOCIATO E IL PATRIMONIO SOCIALE

Art. 10

L'ordinamento socio-economico socialista della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia trae fondamento dal libero lavoro associato con mezzi di produzione di proprietà sociale e dall'autogoverno degli operai nella produzione e nella ripartizione del prodotto sociale nelle organizzazioni di base del lavoro associato e nelle altre organizzazioni del lavoro associato, nonché dal complesso dei rapporti vigenti nel contesto della riproduzione sociale.

Art. 11

II lavoro ed i suoi risultati stabiliscono, sulla base di diritti e responsabilità eguali, la posizione materiale e sociale dell'uomo.

Nessuno può, direttamente o indirettamente, conseguire benefici materiali o d'altro genere sfruttando il lavoro altrui.

Nessuno, in alcun modo, deve ostacolare o impedire all'operaio di partecipare, a parità con gli altri operai, all'attività decisionale su' suo 'lavoro, sulle condizioni e sui risultati del suo lavoro.

Art. 12

I mezzi di produzione e gli altri mezzi del lavoro associato, i prodotti del lavoro associato ed il reddito creato dal lavoro associato, i mezzi per il soddisfacimento dei bisogni sociali, comuni e collettivi, le ricchezze ed i beni naturali ad usufrutto collettivo, sono patrimonio sociale.

Nessuno può conseguire diritto di proprietà sui mezzi sociali che sono condizione di lavoro nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato oppure costituiscono la base materiale per l'esercizio delle funzioni delle comunità d'interesse, delle comunità socio-politiche o di altre organizzazioni o comunità autogestite.

I mezzi di proprietà sociale non possono venire usati quale strumento per appropriarsi dell'altrui pluslavoro, ne per creare le condizioni di questa appropriazione.

Art. 13

Nel lavoro associato con i mezzi di proprietà sociale, l'operaio ha il diritto al lavoro con i mezzi sociali come suo inalienabile diritto di lavorare con questi mezzi onde soddisfare le proprie necessità personali e quelle sociali e, quale libero individuo ed a parità di diritti con gli altri operai, di dirigere il proprio lavoro, determinarne le condizioni ed amministrarne i risultati.

I diritti, gli obblighi e le responsabilità relativi alla disponibilità, all'uso ed alla gestione dei mezzi sociali sono regolati con la Costituzione e la legge, conformemente alla natura ed alla funzione dei medesimi.

Art. 14

Nel lavoro associato svolto con i mezzi di proprietà sociale, ad ogni operaio si garantisce — attuando il diritto di operare con i mezzi sociali, nell'organizzazione di base del lavoro associato in cui lavora e in tutte le altre forme di associazione di lavoro e di mezzi in comune e su piede di parità con gli altri operai — di dirigere il lavoro e la gestione dell'organizzazione del lavoro associato nonché gli affari ed i mezzi nel complesso dei rapporti della riproduzione sociale;

di regolare i rapporti reciproci sul lavoro;

di decidere del reddito che realizza nelle varie forme di associazione di lavoro e di mezzi, come pure di conseguire un reddito individuale.

L'organizzazione di base del lavoro associato è la forma basilare del lavoro associato nell'ambito della quale gli operai, direttamente e paritariamente, realizzano i propri diritti socio-economici e gli altri diritti d'autogoverno, decidendo anche delle oltre questioni relative alla propria posizione socio-economica.

Ogni atto o azione che violi questi diritti degli operai, è anticostituzionale.

Art. 15

Attuando il diritto di lavorare con mezzi sociali, gli operai nel lavoro associato sono reciprocamente responsabili, nel loro interesse comune e in quello sociale generale, di utilizzarli conformemente allo scopo sociale ed economico e, considerandoli quale base materiale del lavoro proprio e di quello sociale complessivo, di rinnovarli, incrementarli e perfezionarli costantemente, nonché di eseguire coscientemente i loro impegni lavorativi.

Gli operai nel lavoro associato non possono, attuando il diritto di lavorare con mezzi sociali, conseguire benefici materiali ed altri vantaggi che non si fondino sul proprio lavoro.

Art. 16

I lavoratori nelle organizzazioni del lavoro associato che svolgono attività nei settori educativo, dell'istruzione, scientifico, culturale, della sanità, della tutela sociale e in altre attività sociali, ottengono il reddito attraverso il libero scambio del proprio lavoro con quello dei lavoratori ai quali soddisfano necessità ed interessi in questi campi.

I lavoratori di tali organizzazioni del lavoro associato attuano il libero scambio del proprio lavoro direttamente con i lavoratori le cui necessità ed interessi soddisfano o attraverso le loro organizzazioni del lavoro associato e comunità di interesse autogestite, come anche nell'ambito di altre comunità di interesse autogestite.

Con il libero scambio del lavoro si garantisce ai lavoratori delle organizzazioni del lavoro associato nelle attività sociali una posizione socio-economica eguale a quella degli operai nelle organizzazioni del lavoro associato di altri settori.

Secondo i principi del libero scambio del lavoro ottengono il reddito anche i lavoratori delle organizzazioni del lavoro associato di altri settori nei quali il funzionamento delle leggi di mercato non può essere preso quale base di conformazione del lavoro e delle necessità ne quale base di valutazione dei risultati lavorativi.

Art. 17

Sul reddito complessivo, quale risultato del lavoro comune degli operai nelle organizzazioni di base del lavoro associato e del lavoro sociale nel suo insieme, realizzato nelle varie forme di associazione del lavoro e dei mezzi sulla base del funzionamento delle leggi di mercato e sulla base delle condizioni sociali d'autogoverno stabilite per il conseguimento del reddito, gli operai decidono nelle organizzazioni di base del lavoro associato conformemente ai loro diritti e responsabilità costituzionali verso gli altri operai in lavoro associato e verso la comunità nel suo complesso.

Il reddito realizzato dalle organizzazioni di base del lavoro associato, tramite l'accoppiamento del lavoro e dei mezzi, viene totalmente ripartito fra le organizzazioni medesime proporzionalmente al loro contributo nella creazione del reddito stesso, e sulla base dei criteri attraverso un accordo d'autogoverno.

Il reddito realizzato nell'organizzazione di base del lavoro associato è la base materiale dei diritti degli operai per decidere sulle condizioni del loro lavoro, sulla ripartizione del reddito e per conseguire un reddito personale.

Art. 18

L'aliquota del reddito risultante da un lavoro svoltasi in condizioni naturali eccezionalmente propizie oppure in straordinarie situazioni favorevoli di mercato o in altre circostanze insolitamente vantaggiose per la creazione del reddito, viene impiegata, conformemente all'accordo d'autogoverno e alla legge, per lo sviluppo dell'organizzazione del lavoro associato che ha realizzato tale reddito o per l'incremento della base materiale del lavoro associato nel Comune e nella Repubblica, rispettivamente nella Provincia Autonoma.

La gestione dell'aliquota di reddito impiegata per l'incremento della base materiale dei lavoro associato nel Comune e nella Repubblica, rispettivamente nelle Provincie Autonome, si basa sulle norme dell'autogoverno.

Art. 19

Gli operai nell'organizzazione di base del lavoro associato ripartiscono il reddito per il proprio fabbisogno personale e per le spese comuni, per l'incremento della base materiale del lavoro associato e e per le riserve.

Per il proprio fabbisogno personale e comune, gli operai ripartiscono una parte del reddito proporzionalmente al loro contributo nel realizzare il reddito sia con il lavoro svolto che con l'investimento di mezzi sociali in qualità di lavoro accumulato.

Art. 20

Seguendo il principio della ripartizione secondo il lavoro e in base all'aumento della sua produttività e di quello complessivo sociale, e secondo il principio della solidarietà degli operai nel lavoro associato, dal reddito dell'organizzazione di base del lavoro associato ad ogni operaio appartiene un reddito individuale per il soddisfacimento delle necessità personali, comuni e sociali collettive, proporzionale ai risultati del suo lavoro ed al contributo da lui dato all'incremento del reddito dell'organizzazione di base, contributo dato attraverso il lavoro corrente e quello accumulato.

Art. 21

Gli operai nelle organizzazioni del lavoro associato fissano i criteri ed i rapporti inerenti alla suddivisione del reddito nonché i criteri ed i rapporti di ripartizione dei mezzi per i propri redditi individuali.

In accordo con gli operai delle altre organizzazioni del lavoro associato, gli operai dell'organizzazione di base del lavoro associato fissano i criteri ed i rapporti comuni inerenti alla suddivisione del reddito ed alla ripartizione dei mezzi per i redditi individuali.

Se nel corso della ripartizione delle aliquote di reddito ossia dei mezzi per i redditi individuali, si deroga dai principi che corrispondono al criterio di ripartizione in base all'effetto di lavoro oppure se si altera il processo di riproduzione sociale, con norme di legge si possono stabilire delle misure che assicurino l'uguaglianza degli operai nell'applicazione del principio di ripartizione in base al lavoro ossia impediscano ed eliminino squilibri nella riproduzione sociale.

Art. 22

Ad ogni operaio del lavoro associato effettuato con i mezzi sociali si garantisce un reddito individuale ed altri diritti in base al lavoro, ad un livello ossia proporzione che al minimo gli assicurino stabilità e sicurezza materiale e sociale.

L'ammontare del reddito individuale e dei redditi garantiti, nonché il metodo per realizzarli vengono stabiliti tramite accordo d'autogoverno, tramite intesa sociale e con disposizione di legge, proporzionalmente al livello generale di produttività del lavoro globale collettivo e proporzionalmente alle condizioni generali dell'ambiente in cui l'operaio vive e lavora.

Art. 23

Con provvedimento di legge, nelle condizioni fissate dalla Costituzione, agli operai nelle organizzazioni di base del lavoro associato si può provvisoriamente sospendere l'impiego di parte dei mezzi per la riproduzione sociale oppure stabilire l'obbligo di unire parte di detti mezzi per consentire il finanziamento di necessità ritenute inderogabili per la riproduzione sociale. Con l'obbligo di unire parte dei mezzi della riproduzione sociale non si possono però durevolmente privare gli operai delle organizzazioni del lavoro associato dei loro diritti su questi mezzi.

Art. 24

Le organizzazioni del lavoro associato, analogamente alle altre persone giuridiche sociali, sono responsabili dei rispettivi obblighi inerenti ai mezzi sociali dei quali dispongono.

Art. 25

Alle organizzazioni del lavoro associato, analogamente alle altre persone giuridiche sociali, dietro adeguato indennizzo e sulla base della procedura a termini di legge, possono venire annullati o sospesi i diritti che esercitano su beni immobili e determinati beni mobili, nonché altri diritti nel campo della proprietà sociale, soltanto qualora lo si richieda onde soddisfare le necessità della pianificazione territoriale definite a termini di legge, per la costruzione di impianti d'importanza sociale, come pure per un altro interesse generale, stabilito anch'esso a termini di legge.

Per l'annullo dei diritti su terreni ed altre ricchezze naturali, le organizzazioni del lavoro associato o altre persone giuridiche sociali hanno diritto soltanto ad un indennizzo corrispondente al lavoro ed ai mezzi investiti per questo terreno o altra ricchezza naturale. Se il terreno o altra ricchezza naturale rappresentano condizioni essenziali di lavoro, l'organizzazione del lavoro associato o altra persona giuridica sociale ha diritto ad un indennizzo che assicuri il non peggiora mento di queste condizioni.

Art. 26

Agli operai dell'organizzazione di base del lavoro associato che nel loro processo lavorativo utilizzano mezzi di altre organizzazioni del lavoro associato, le quali a questo titolo hanno diritto ad una parte del reddito realizzato in comune, nell'ambito del reddito così realizzato si devono garantire i mezzi per la loro spesa individuale e collettiva, conformemente ai criteri e alle proporzioni comuni validi nelle organizzazioni del lavoro associato, nonché i mezzi per l'incremento della base materiale del lavoro, a seconda del contributo da essi dato per il conseguimento del reddito comune realizzato.

I criteri per determinare il contributo offerto per il conseguimento del reddito realizzato in comune si stabiliscono tramite accordo d'autogoverno, conformemente ai principi unitari sull'accoppiamento dei mezzi, come sancito con legge federale.

Le organizzazioni del lavoro associato che uniscono i mezzi, da tale unione non possono acquisire il diritto permanente ad una parte del reddito dell'organizzazione del lavoro associato che ha utilizzato tali mezzi nella propria gestione.

Il diritto sulla parte del reddito realizzato in comune in base ad associazione dei mezzi viene a cessare allorché all'organizzazione del lavoro associato, oltre agli utili che le spettano dal reddito realizzato in comune, vengono rimborsati anche i mezzi che, associati, hanno originato il diritto medesimo, ossia quando, come da contratto d'autogoverno, viene od estinguersi il diritto alla restituzione dei mezzi associati.

Art. 27

Alle condizioni ed entro i limiti fissati dalla legge federale, l'organizzazione del lavoro associato può usare nella propria gestione i mezzi di persone straniere.

Gli operai dell'organizzazione del lavoro associato che utilizzano mezzi investiti da persone straniere hanno gli stessi diritti socio-economici e d'autogoverno degli operai di organizzazioni del lavoro associato che, nella loro gestione, usano i mezzi di altre organizzazioni del lavoro associato del Paese.

La persona straniera che ha investito mezzi in un'organizzazione del lavoro associato della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia può partecipare alla suddivisione del reddito di tale organizzazione, ma soltanto alle condizioni e nei limiti fissati nella sfera dei rapporti reciproci tra organizzazioni del lavoro associato del Paese.

I diritti della persona straniera sui mezzi che essa ha investito in un'organizzazione del lavoro associato della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, una volta entrati in vigore i termini contrattuali relativi, non possono venire ridimensionati con provvedimento di legge o altre disposizioni.

Art, 28

Al fine di incrementare la base materiale del lavoro, le organizzazioni del lavoro associato possono raccogliere mezzi in denaro dai cittadini ed assicurare loro, oltre al rimborso dei mezzi raccolti, un compenso per i mezzi investiti sotto forma di interessi o garantire loro, in base alla legge, altri benefici.

Art. 29

I lavoratori dell'organizzazione del lavoro associato che svolgono attività tecnico-amministrative complementari o attività a queste affini, di interesse comune per più organizzazioni nel loro ambito, i lavoratori che svolgono tali attività nelle cooperative agricole e di altro tipo, nonché i lavoratori dell'organizzazione di un'associazione d'affari, delle banche e delle comunità nel settore assicurativo, costituiscono una comunità di lavoro. In tale comunità di lavoro i lavoratori possono strutturarsi come organizzazione del lavoro associato ottenendosi alle condizioni stabilite per legge.

Gli operai delle organizzazioni del lavoro associato che svolgono lavori di interesse comune per più organizzazioni nel loro ambito nonché gli operai che svolgono tali lavori per una cooperativa agricola o di altro tipo, costituiscono una comunità di lavoro sempre ché non esistano le condizioni prescritte per legge secondo cui possono strutturarsi come organizzazione del lavoro associato.

Gli operai di queste comunità di lavoro hanno diritto ai mezzi per i consumi personali e comuni, conformemente al principio della ripartizione secondo il lavoro e conformemente ai criteri ed alle proporzioni di ripartizione validi per le organizzazioni del lavoro associato;

godono inoltre degli altri diritti d'autogoverno come gli operai nelle organizzazioni del lavoro associato, conformemente alla natura dei lavori effettuati ed agli interessi collettivi per cui tali comunità lavoro sono state costituite.

I diritti, gli obblighi e le responsabilità reciproche dei lavoratori in tali comunità di lavoro e degli utenti dei loro servizi, si stabiliscono con contratto d'auto governo, mentre i rapporti interpersonali dei lavoratori nella comunità di lavoro si definiscono con loro atti d'autogoverno, conformemente al contratto d'autogoverno menzionato.

Art. 30

Gli operai nelle comunità di lavoro che svolgono lavori per le comunità d'interesse autogestite e per altre organizzazioni e comunità autogestite nonché per le loro associazioni, per organizzazioni socio-politiche ed altre organizzazioni sociali, per associazioni di cittadini e per organi delle comunità socio-politiche, hanno il diritto ai mezzi per i consumi personali e collettivi, conformemente al principio della ripartizione a seconda del lavoro e in conformità con i criteri e le proporzioni di ripartizione validi per le organizzazioni del lavoro associato. Essi hanno anche altri diritti d'autogoverno conformemente alla natura dei lavori effettuati ed alle responsabilità sociali e politiche delle organizzazioni, comunità ed organi per i quali eseguono lavori, per l'attuazione dei loro compiti e funzioni.

I diritti, gli obblighi e le responsabilireciproche degli operai di queste comunità di lavoro e organizzazioni, comunità ed organi per cui svolgono lavori, si stabiliscono con intesa e contratto d'autogoverno, conformemente alla legge.

A queste comunità di lavoro non possono essere trasferiti diritti, funzioni e responsabilità delle organizzazioni, comunità ed organi per conto dei quali eseguono lavori.

I diritti, gli obblighi e le responsabilità degli operai nelle comunità di lavoro degli organi delle comunità socio-politiche si stabiliscono per legge e, quando la natura delle attività di questi organi lo consente, con intesa ossia accordo d'autogoverno tra la comunità di lavoro e questi organi, nonché con atti d'autogoverno della comunità di lavoro.

I militari in servizio permanente e i civili in servizio presso le Forze Armate della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia attuano determinati diritti in conformità delle disposizioni di legge federali, e conformemente alla natura dell'attività e al carattere delle Forze Armate.

Art. 31

I lavoratori che con la loro attività personale in dipendente, quale professione, esercitano un'attività artistica e culturale, di avvocato o di altra natura professionale, godono della stessa posizione sociale ed economica ed hanno fondamentalmente gli stessi di ritti e doveri degli operai delle organizzazioni del lavoro associato.

Per legge si stabiliscono le condizioni attraverso le quali questi lavoratori e le loro comunità di lavoro realizzano i loro diritti e assolvono i loro obblighi, nonché le condizioni alle quali, nell'esercizio di questa attività, possono far uso dei mezzi sociali e gestirli. Per legge si stabilisce anche il metodo per realizzare la collaborazione di questi lavoratori con le organizzazioni del lavoro associato nonché il metodo per la loro partecipazione alla creazione di condizioni lavorative in queste organizzazioni ed alle decisioni sui loro risultati lavorativi espressi nel reddito realizzato in comune.

Art. 32

Gli operai nelle organizzazioni del lavoro associato, conformemente ai principi di reciprocità e di solidarietà, collettivamente e pariteticamente, assicurano il continuo miglioramento delle condizioni di vita degli operai attraverso lo stanziamento e l'associazione di mezzi a questo scopo o in altra maniera.

Le organizzazioni del lavoro associato e le comunità socio-politiche hanno il dovere, conformemente ai principi della reciprocità e della solidarietà, di prestare aiuto economico e di altro genere alle organizzazioni del lavoro associato che incontrano insolite difficoltà economiche e di intraprendere le necessarie misure per il loro sanamento quando ciò si presenti di interesse comune per le organizzazioni del lavoro associato o quando ciò corrisponda agli interessi sociali.

L'organizzazione del lavoro associato, spontaneamente o in accordo con le altre organizzazioni del lavoro associato, conformemente ai principi della reciprocità e della solidarietà, assicura i mezzi per l'occupazione, per la riqualifica o per la realizzazione degli altri diritti garantiti agli operai allorché viene a cessare l'occorrenza della loro attività nell'organizzazione del lavoro associato oppure quando l'organizzazione nel suo ambito cessa l'attività.

Fino a che non gli viene assicurato un altro posto di lavoro, corrispondente alle sue capacità e qualifiche, l'operaio non può perdere le prerogative di operaio dell'organizzazione di base del lavoro associato allorché, in seguito a motivi economici e tecnologici intesi ad incrementare la produttività lavorativa ed a determinare un migliore successo dell'organizzazione, viene a cessare l'occorrenza della sua attività in questa organizzazione.

A termini di legge si possono stabilire gli obblighi di associazione dei mezzi a questi scopi, e per l'occupazione in genere, nonché definire le condizioni per l'impiego di questi mezzi.

Art. 33

Come sancito dalla Costituzione, gli operai nel lavoro associato partecipano al finanziamento delle necessità sociali generali, finanziamento che soddisfano nelle comunità socio-politiche con il pagamento delle imposte a queste comunità e con i contributi sui redditi dell'organizzazione di base del lavoro associato e sui propri redditi personali, conformemente all'impiego ossia agli scopi per cui servono i mezzi ottenuti dalle imposte e da altri contributi.

Gli obblighi di pagamento delle imposte e di altri contributi alle comunità socio-politiche si stabiliscono a seconda delle capacità dell'economia — conformemente al grado di produttività del lavoro complessivo sociale ed in rapporto con le necessità di sviluppo materiale e sociale che corrispondono alle possibilità dell'economia stessa ed agli interessi di sviluppo a lungo termine delle forze produttive della società ~ di soddisfare le necessità individuali e collettive degli operai e le necessità della riproduzione allargata. Questi obblighi si stabiliscono anche a seconda delle capacità dell'organizzazione del lavoro associato, in armonia con gli obblighi generali dell'economia, con i risultati del lavoro e con il ricavo della gestione, al fine di garantire il soddisfacimento di queste necessità.

Questi principi vanno applicati anche quando, con atti delle comunità socio-politiche, si limita provvisoriamente la disponibilità dei mezzi amministrati dagli operai dell'organizzazione del lavoro associato, o quando per tali mezzi si stabilisce l'obbligo di associazione.

2. L'ASSOCIAZ10NE DEL LAVORO E DEI MEZZI DELLA RIPRODUZIONE SOCIALE

Art. 34

Gli operai uniscono liberamente il proprio lavoro ed i mezzi della riproduzione sociale delle organizzazioni del lavoro associato, in organizzazioni di lavoro o sotto altre forme di associazione di lavoro e di mezzi.

I diritti reciproci, gli obblighi e le responsabilità nelle varie forme di associazione di lavoro e di mezzi vengono definiti dagli operai delle organizzazioni di base del lavoro associato attraverso accordi d'autogoverno, in conformità della legge, assicurando nel contesto di tali rapporti i diritti costituzionalmente garantiti agli operai.

Art. 35

L'organizzazione di lavoro è un'organizzazione autogestita autonoma degli operai, uniti da interessi comuni nel lavoro ed organizzati nelle organizzazioni di base del lavoro associato, istituite nell'ambito della medesima o collegate direttamente da un unico processo di lavoro.

Possono fondare un'organizzazione di lavoro le organizzazioni del lavoro associato, le comunità di interesse autogestite, le comunità locali, le comunità socio-politiche ed altre persone giuridiche sociali.

Possono fondare un'organizzazione di lavoro, ndle condizioni ed ai sensi prescritti dalla legge, anche i lavoratori che mirano a realizzare il loro diritto al lavoro o che intendono soddisfare propri fabbisogni con i prodotti ed i servizi dell'organizzazione da essi fondata. Conformemente alla legge, possono fondare un'organizzazione di lavoro anche cittadini — persone giuridiche.

I lavoratori ossia i cittadini-persone giuridiche che, nell'organizzazione del lavoro associato da essi formata, investono i propri mezzi, possono godere in quest'organizzazione, sulla base dei mezzi investiti, soltanto dei diritti riservati ai cittadini dai quali le organizzazioni del lavoro associato raccolgono mezzi destinati a) potenziamento della base materiale del loro lavoro.

La legge può prescrivere che i lavoratori ed i cittadini-persone giuridiche non possono fondare organizzazioni di lavoro per lo svolgimento di determinate attività.

Le organizzazioni di lavoro hanno la stessa produzione, ed i loro operai gli stessi diritti socio-economici, gli stessi diritti d'autogoverno e le stesse responsabilità, di colui che ha fondato l'organizzazione di lavoro.

Art. 36

Gli operai di una parte dell'organizzazione di lavoro che rappresenta un unico complesso di lavoro, in cui il risultato della loro attività comune si può distinguere come valore all'interno dell'organizzazione di lavoro medesima, oppure sul mercato, e nella quale gli operai possono attuare i propri diritti socio-economici ed altri diritti d'autogoverno, hanno il diritto ed il dovere di strutturare tale reparto dell'organizzazione di lavoro come un'organizzazione di base del lavoro associato.

Gli operai di un'organizzazione di lavoro in cui non esistono le condizioni per poter organizzare singoli suoi reparti come organizzazione di base del lavoro associato, realizzano nell'organizzazione del lavoro associato i diritti goduti dagli operai nell'organizzazione di base de! lavoro associato.

I rapporti socio-economici e gli altri rapporti d'autogoverno nell'organizzazione di base del lavoro associato vengono stabiliti dallo statuto della medesima e dagli altri atti d'autogoverno, conformemente alla Costituzione ed alle disposizioni di legge.

Qualora, in occasione della costituzione di un'organizzazione di base del lavoro associato, insorgesse una divergenza, sino alla composizione della divergenza non possono venire mutati, contro la volontà degli operai che hanno preso la decisione di istituire un'organizzazione di base del lavoro associato, i diritti, gli obblighi e le responsabilità che avevano fino al giorno dell'apportata decisione, e per la quale si conduce la causa controversa.

Art. 37

Gli operai hanno il diritto di separare l'organizzazione di base del lavoro associato in cui operano dall'organizzazione di lavoro.

L'organizzazione di base del lavoro associato che pretende di separarsi ha l'obbligo di ottemperare, in accordo con le altre organizzazioni di base del lavoro associato e con l'organizzazione di lavoro nel suo complesso, alle modalità e alle condizioni inerenti all'adempimento degli obblighi assunti nei loro confronti sino alla data della separazione e di rifondere il danno causato dalla separazione medesima.

Gli operai non possono separare la loro organizzazione di base del lavoro associato dalla struttura dell'organizzazione di lavoro qualora una tale operazione, contrariamente all'interesse collettivo, comportasse sostanziali difficoltà o la paralisi produttiva per altre organizzazioni di base nell'ambito dell'organizzazione di lavoro, ossia nell'organizzazione di lavoro nel suo complesso.

Art. 38

Le organizzazioni di lavoro possono associarsi in varie forme di organizzazioni composite del lavoro associato, e le organizzazioni di base del lavoro associato e le organizzazioni di lavoro in comunità o in altre forme associative di organizzazioni del lavoro associato, nelle quali realizzano determinati interessi comuni.

101

Con provvedimento di legge o con delibera delle Assemblee delle comunità socio-politiche, in conformità delle leggi vigenti, si può prescrivere, nelle condizioni sancite dalla Costituzione, l'associazione obbligatoria di determinati tipi di organizzazioni di lavoro associato in comunità nelle quali, ai fini dell'interesse collettivo, si garantisce un'unità del sistema di lavoro per i corrispettivi settori.

Art. 39

Le organizzazioni del lavoro associato, le comunità di interesse autogestite e le restanti persone giuridiche e sociali possono, tramite accordo d'autogoverno, procedere alla fondazione dì banche, quali organizzazioni particolari per la gestione del credito e delle altre operazioni bancarie, e, tramite queste, associare i mezzi con quelli di altre persone, per realizzare interessi comuni consistenti nell'assicurarsi i mezzi finanziari necessari per lo svolgimento, l'ampliamento ed il potenziamento delle attività delle organizzazioni del lavoro associato e delle altre organizzazioni e comunità autogestite nonché per il raggiungimento di altri obiettivi comuni.

Le persone giuridiche sociali con i cui mezzi la banca opera, amministrano la gestione della banca. I mezzi realizzati dalla banca, dopo la copertura delle spese di gestione e dopo la ripartizione dei mezzi destinati alla comunità di lavoro bancaria, vengono suddivisi fra le persone giuridiche e sociali.

Le persone giuridiche sociali hanno il diritto di amministrare determinati affari della succursale bancaria che opera con i loro mezzi.

La comunità socio-politica non può figurare quale fondatore della banca, ne dirigerne gli affari. I rapporti reciproci tra le persone giuridiche sociali con i cui mezzi la banca opera, la gestione e gli affari della banca, si stabiliscono con accordo d'autogoverno, con le norme del suo statuto e con disposizioni di legge.

Art. 40

Conformemente ai principi unitari del sistema creditizio, la legge regola l'esercizio delle organizzazioni finanziarie fondate per la raccolta dei depositi a risparmio, la gestione di queste organizzazioni nonché gli affari delle banche impegnate nella raccolta dei depositi a risparmio.

I diritti dei cittadini, che in base ai depositi a risparmio gestiscono gli affari di queste organizzazioni finanziarie, e conseguono, oltre agli interessi pattuiti, altre specifiche agevolazioni, si regolano per legge.

Art. 41

Le organizzazioni del lavoro associato, le comunità di interesse autogestite e le restanti persone giuridiche e sociali che, nelle organizzazioni del lavoro associato, accanto ad altre attività si occupano dell'esercizio bancario e di attività affini, in linea di principio per quanto riguarda quest'esercizio, hanno nella banca gli stessi diritti delle persone giuridiche sociali con i cui mezzi la banca opera.

Se nell'organizzazione del lavoro associato si istituisce un esercizio bancario o affine, per tale esercizio si applicano i principi che riguardano quello delle banche.

Art. 42

Le organizzazioni del lavoro associato, le comunità di interesse autogestite, le comunità politico-sociali, nonché le restanti persone giuridiche sociali possono, tramite accordo d'autogoverno, fondare una comunità di assicurazioni dei beni e delle persone da rischi e danni di tipo omogeneo e similiare o da più tipi di rischi e danni;

in essa, altresì, assieme alle altre persone giuridiche, secondo i principi di solidarietà e reciprocità, possono associare i mezzi allo scopo di assicurare beni e persone e per eliminare o mitigare le cause di fenomeni sfavorevoli che possono originare tali effetti dannosi.

Nell'ambito della comunità di assicurazioni in cui si associano mezzi per assicurare beni e persone da più tipi di rischi e danni, gli assicurati che associano i mezzi per assicurarsi da rischi e danni di tipo omogeneo e similare, fondano particolari comunità contro tali rischi ed associano mezzi in speciali fondi d'assicurazione contro tale genere di danni. Gli assicurati nelle comunità d'assicurazione contro rischi, in accordo con gli altri assicurati della stessa comunità d'assicurazioni, stabiliscono le condizioni alle quali i mezzi dei fondi destinati a coprire gli obblighi per un genere di danni si possono utilizzare nella copertura degli obblighi per altri tipi di danni.

Le persone giuridiche sociali che associano mezzi nella comunità d'assicurazioni ossia nella comunità contro i rischi, amministrano l'esercizio di queste comunità.

I rapporti reciproci fra le persone giuridiche sociali che associano mezzi nella comunità d'assicurazioni, la gestione di queste comunità ed il suo esercizio, vengono regolati con l'accordo di autogoverno sulla fondazione della comunità, con il suo statuto, con altro atto d'autogoverno ed ai sensi di legge.

I cittadini e le persone giuridiche civili, ossia gli assicurati, partecipano alla gestione della comunità di assicurazioni ossia della comunità contro i rischi, e realizzano in essa altri diritti conformemente allo statuto della comunità di assicurazioni ed alla legge.

Art. 43

I rapporti tra le organizzazioni del lavoro associato che si occupano di affari commerciali e di servizi e le organizzazioni produttive e di aItro carattere con le quali operano si fondano sui principi della collaborazione e dell'associazione autogestita del lavoro, e dei mezzi nel quadro di questa collaborazione. Tali organizzazioni, in base ad principio di uguaglianza, attuano una reciproca influenza nella politica di gestione e di sviluppo, si assumono rischi comuni, garantiscono una responsabilità collettiva per l'incremento della base materiale e per l'aumento della produttività di lavoro nella produzione e nel commercio, partecipando al reddito conseguito tramite questa collaborazione in base al corrispettivo contributo dato per realizzarlo.

Le organizzazioni del lavoro associato che si occupano di affari nel settore delle esportazioni ed importazioni si organizzano e gestiscono seguendo i principi di una collaborazione durevole con le organizzazioni produttive e le altre organizzazioni del lavoro associato per conto delle quali espletano attività d'importazione o d'esportazione e, nell'ambito di detta collaborazione, stabiliscono una politica comune di produzione, ossia di altre attività, nonché la politica di importazione-esportazione, ripartiscono il reddito realizzato grazie a tale collaborazione considerandolo come reddito comune, si addossano collettivamente il rischio di tale attività e le responsabilità di incrementare la produzione ed il commercio, conformemente a quanto predisposto dall'accordo o intesa d'autogoverno in relazione a tale collaborazione.

Con legge federale si definiscono i casi e le condizioni alle quali le organizzazioni del lavoro associato, che si occupano di affari d'importazione ed esportazione, di commercio all'ingrosso e, secondo la legge, di aItri determinati affari commerciali e servizi, obbligatoriamente associano lavoro e mezzi con le organizzazioni produttive e le altre organizzazioni del lavoro associato con le quali operano in comune. Con legge federale si definiscono i modi e le forme della loro associazione di lavoro e mezzi, le modalità dell'attività decisionale sull'esercizio comune e quelle inerenti ai rischi sostenuti;

si stabiliscono anche i principi della ripartizione del reddito comune realizzato.

Lo organizzazioni del lavoro associato che si dedicano all'esercizio del commercio ed alla prestazione di servizi al dettaglio, secondo quanto stabilito dalla legge, hanno l'obbligo di collaborare e di accordarsi con le comunità di interesse autogestite, con le comunita locali e con le oltre comunità ed organizzazioni dei consumatori in merito alle questioni di interesse comune.

Art. 44

L'organizzazione del lavoro associato può svolgere attività ed investire mezzi della riproduzione sociale all'estero, alle condizioni e nei limiti consentiti dalla legge federale.

I diritti ed i mezzi che sotto qualsiasi aspetto l'organizzazione del lavoro associato consegue all'estero, sono parte integrante dei mezzi sociali gestiti dagli operai di tale organizzazione.

Gli operai dell'organizzazione del lavoro associato impegnata in opere all'estero ed i cui posti di lavoro sono all'estero, hanno gli stessi diritti, obblighi e responsabilità dei lavoratori nel Paese di questa organizzazione.

Art. 45

Le organizzazioni di base e le altre organizzazioni del lavoro associato, le loro comunità e le altre .forme di associazione delle organizzazioni del lavoro associato, le banche, le comunità di assicurazioni di beni e persone nonché le altre organizzazioni finanziarie, sono persone giuridiche con diritti, obblighi e responsabilità che gli derivano in base alla Costituzione, alla legge o all'accordo d'autogoverno sull'associazione, ossia in base agli atti sulla loro fondazione.

Tali organizzazioni, comunità ed associazioni non ché i loro diritti, obblighi e responsabilità nelle relazioni giuridiche vengono riportati nel registro delle organizzazioni del lavoro associato.

Art. 46

Nei confronti dell'organizzazione del lavoro asso ciato e della comunità o di altra associazione di tali organizzazioni, nelle quali si alteri sostanzialmente l'attuazione dei diritti d'autogoverno degli operai, non si adempiano agli obblighi fissati per legge o nelle quali vengano lesi seriamente gli interessi sociali, si possono, alle condizioni e secondo la procedura stabiliti dalla legge, intraprendere le sanzioni provvisorie contemplate dalla legge. Quando lo si ritiene indispensabile al fine di eliminare tali fenomeni, con l'applicazione dei provvedimenti in parola si può impedire l'attuazione di determinati diritti d'autogoverno degli operai, e dei diritti dell'organizzazione o associazione e dei loro organi.

Art. 47

Qualora, nell'organizzazione del lavoro associato, si manifesti tra gli operai di singoli reparti dell'organizzazione ossia tra gli operai e gli organi dell'organizzazione o tra gli operai dell'organizzazione e gli organi della comunità socio-politica, una divergenza che non si sia potuta risolvere per via normale, gli operai hanno il diritto ed il dovere di esporre le loro richieste in merito alla divergenza sorta attraverso l'organizzazione sindacale.

L'organizzazione sindacale ha il diritto ed il dovere, a richiesta degli operai o di propria iniziativa, di promuovere il procedimento per la soluzione della divergenza sorta e di fissare, assieme ai competenti organi di gestione dell'organizzazione del lavoro associato, ossia assieme agli organi della comunità socio-politica, i criteri e le misure per la soluzione del caso divergente manifestatesi.

Art. 48

L'organizzazione del lavoro associato o l'organizzazione dell'associazione d'affari che espleta un'attività economica può essere liquidata, alle condizioni e secondo la procedura definita con legge federale, quando non soddisfa le condizioni, ritenute necessario a termini di legge, per l'adempimento della sua funzione oppure quando, a lungo andare, non è in grado di riprodurre i mezzi sociali con i quali opera, quando non può garantire l'attuazione dei diritti riconosciuti agli operai dalla Costituzione e relativi alla loro sicurezza materiale e sociale, come pure quando non è nella possibilità di adempiere agli obblighi stabiliti per legge e assuntisi secondo contratto.

L'organizzazione del lavoro associato che espleta un'attività sociale può venire sottoposta a liquidazione, alle condizioni e secondo la procedura definita dalla legge, se non adempie alle condizioni prescritte dalla legge o se vengono a cessare le condizioni per l'esercizio delle sue attività.

Art. 49 Con provvedimento di legge o con delibera della comunità socio-politica in base alla legge, si può definire che sono considerate di particolare interesse sociale determinate attività od affari delle organizzazioni del lavoro associato impegnate in attività sociali, regolando anche il modo di realizzare un particolare interesse sociale ed i diritti d'autogoverno degli operai conformemente a questo interesse.

Con provvedimento di legge o con delibera della comunità socio-politica, in base alla legge, qualora lo richieda un particolare interesse sociale, si può regolare il modo per conseguire tale interesse nella gestione delle organizzazioni del lavoro associato che svolgono attività economica, quando una tale gestione è condizione insostituibile della vita e del lavoro dei cittadini oppure del lavoro di altre organizzazioni in un determinato settore.

Art. 50

Le organizzazioni del lavoro associato che svolgono attività economica e le rispettive associazioni d'affari si uniscono in Camere dell'economia o altre associazioni generali, con lo scopo di concordare interessi sociali particolari, comuni e collettivi, di coordinare piani, programmi di lavoro e di sviluppo nonché l'ordinamento autogestito dei rapporti socioeconomici, di promuovere iniziative per la stipulazione di accordi d'autogoverno e di intese sociali, per la promulgazione di leggi, per fissare la politica economica e, infine, per l'esame e la soluzione di altre questioni di interesse collettivo.

Per conseguire questi obiettivi anche le organizzazioni del lavoro associato, che svolgono attività sociali, possono unirsi in associazioni per determinate attività o settori di lavoro, ed in altre associazioni generali.

3. LE COMUNITÀ D'INTERESSE D'AUTOGOVERNO

Art. 51

I lavoratori, direttamente o attraverso le proprie organizzazioni e comunità autogestite, per sopperire alle proprie necessità personali ed agli interessi e necessità collettivi e per coordinare l'azione relativa a queste necessità ed interessi nel settore in cui istituiscono la comunità d'interesse, costituiscono comunità di interesse d'autogoverno.

Diritti, obblighi e responsabilità nei rapporti reciproci si stabiliscono, nella comunità d'interesse autogestita, con l'accordo d'autogoverno sulla sua costituzione, con il suo statuto e con altri atti d'autogoverno.

Per sopperire alle proprie necessità ed interessi nelle comunità di interesse autogestite, i lavoratori versano a tali comunità contributi dai propri redditi personali e dai redditi delle organizzazioni di base del lavoro associato, conformemente all'impiego ed agli obiettivi per cui tali mezzi servono.

Art. 52

Gli operai e gli altri lavoratori che, secondo i principi di solidarietà e reciprocità, nei settori dell'educazione e dell'istruzione, delle scienze, della cultura, della sanità e della tutela sociale realizzano i propri interessi e gli interessi e necessità comuni, nonché i lavoratori delle organizzazioni del lavoro associato che svolgono attività in questi settori, istituiscono comunità di interesse autogestite, in cui attuano il libero scambio del lavoro, uniscono il lavoro ed i mezzi e, a parità di diritti, decidono in merito all'espletamento di tali attività mirando agli interessi collettivi, fissano la politica di sviluppo e di incremento di queste attività e realizzano altri interessi comuni.

Definendo i rapporti reciproci in queste comunità di interesse autogestite si deve garantire il diritto degli operai e degli altri lavoratori, che in esse uniscono i mezzi, di decidere dell'impiego di tali mezzi, nonché il diritto degli operai nelle organizzazioni del lavoro associato che svolgono attività nel settore per il quale la comunità d'interesse è stata fondata, di realizzare, nel libero scambio del lavoro, una posizione socioeconomica analoga a quelle degli operai delle altre organizzazioni del lavoro associato.

Secondo questi principi, comunità di interesse d'autogoverno si possono istituire anche in altri settori di attività sociali.

Art. 53

Per garantire la propria sicurezza sociale i lavoratori istituiscono comunità d'interesse autogestite nei settore dell'assicurazione invalidità e vecchiaia o altre forme di assicurazione sociale, nelle quali, a questo scopo, uniscono i mezzi e stabiliscono, secondo i principi di reciprocità e solidarietà, nonché del lavoro accumulato, i propri obblighi personali e collettivi nei confronti di queste comunità e così pure i diritti personali e collettivi che realizzano in esse.

In base a questi criteri possono essere istituite comunità d'interesse autogestite anche in altri settori, nei quali, attraverso l'unificazione dei mezzi in fondi comuni, si realizzano determinati interessi collettivi, secondo i principi di reciprocità e solidarietà.

Art. 54

I lavoratori, direttamente e tramite le loro organizzazioni del lavoro associato nonché altre organizzazioni e comunità autogestite, istituiscono comunità

d'interesse autogestite nel settore abitativo, nelle qua li tali organizzazioni e comunità uniscono i loro mezzi per la costruzione di abitazioni, fissano la relativa politica ed i programmi di queste opere e, assieme agli inquilini utenti, amministrano gli edifici d'abitazione ed il fondo alloggi di proprietà sociale, realizzando anche altri interessi collettivi.

Con legge federale si può prevedere l'istituzione di particolari comunità per la costruzione di abitazioni e per l'amministrazione del fondo alloggi destinato ai bisogni dei militari in servizio permanente e dei civili in servizio presso le Forze Armate della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia e ai bisogni dei lavoratori e funzionar! degli organi federali.

Art. 55

Nei settori delle attività comunali, dell'energetica, del regime delle acque, del commercio e di altre attività della produzione materiale, quando lo svolgi mento di queste attività abbia carattere durevole per il soddisfacimento delle necessità di determinati fruitori, si possono istituire comunità d'interesse autogestite delle organizzazioni del lavoro associato di questi settori e degli utenti dei loro prodotti e servizi, comunità nelle quali essi realizzano comuni interessi fissati dall'accordo di autogoverno.

Art. 56

Per una quanto più diretta attuazione dei loro diritti ed interessi d'autogoverno, gli operai e gli altri lavoratori nonché le loro organizzazioni del lavoro associato e le altre organizzazioni e comunità auto gestite, in qualità di membri delle comunità d'interesse autogestite, hanno il diritto, nella comunità d'interesse, alle condizioni fissate dall'accordo d'autogoverno sulla fondazione della comunità d'interesse, e con lo statuto della medesima, di organizzarsi in comunità di base oppure in unità per un determinato settore o ancora per il conseguimento di determinati interessi collettivi, come pure di realizzare, in tale comunità di base ossia uni, determinati propri interessi e diritti d'autogoverno.

Le comunità d'interesse autogestite possono unirsi in più vaste comunità d'interesse ed istituire unioni ed altre associazioni delle comunità d'interesse ed instaurare altre forme di collaborazione reciproca.

Quando si istituisce una comunità d'interesse autogestita per un territorio più vasto di quello di un Comune, si possono, per il territorio del Comune, istituire comunità quali settori di tale comunità d'interesse autogestita.

Art. 57

Le comunità d'interesse autogestite e le comunità di base e unità nel loro ambito nonché le associazioni delle comunità d'interesse autogestite sono persone giuridiche con diritti, obblighi e responsabilità che loro spettano secondo quanto enunciato dalla Costituzione, dalla legge e dall'accordo d'autogoverno sulla fondazione della comunità d'interesse ossia dell'associazione di comunità d'interesse e dagli statuti delle medesime.

Art. 58

Con provvedimento di legge, ossia con delibera, basata sulla legge, dell'Assemblea della comunità socio-politica, si può sancire t'obbligo di fondare ossia istituire direttamente una comunità d'interesse autogestita quando determinate attività o affari di tale comunità sono di interesse sociale, stabilendo anche i principi inerenti alla sua organizzazione ed ai rapporti reciproci nel suo ambito e fissando gli obblighi sul versamento dei contributi alla medesima.

Per quanto riguarda le attività ossia gli affari per i quali, per provvedimento di legge o per delibera, basata sulla legge, dell'Assemblea della comunità socio-politica, stato sancito che rivestono particolare interesse sociale, la comunità d'interesse autogestita è tenuta a svolgerli secondo quanto predisposto dalla legge ossia -dalla delibera dell'Assemblea della comunisociopolitica.

Art. 59

Se nella comunità d'interesse autogestita, che svolge determinate attività o affari ritenuti di particolare interesse sociale, non si apporta la decisione su una questione essenziale per l'attività della comunità d'interesse, l'Assemblea della comunità socio-politica può decretare, alle condizioni e secondo la procedura prescritta per legge, una soluzione provvisoria della questione.

Nei confronti della comunità d'interesse autogestita possono essere adottati, ai sensi della legge, provvedimenti provvisori nei casi e alle condizioni in cui provvedimenti di questo genere si adottano nei confronti delle organizzazioni del lavoro associato.

4. I MEZZI DELLE ORGANIZZAZIONI SOCIO-POLITICHE E DELLE ALTRE ORGANIZZAZIONI SOCIALI

Art. 60

Le organizzazioni socio-politiche e le altre organizzazioni sociali, secondo quanto stabilito per legge, possono acquisire mezzi ossia determinati diritti a mezzi e impiegarli e disparii per il conseguimento dei loro scopi, conformemente agli statuti di quéste organizzazioni e alla legge. Tali organizzazioni possono, alle condizioni stabilite dalla legge, organizzare un'attività economica e di altro genere in armonia con i loro obiettivi, e, per il raggiungimento di questi obiettivi, partecipare al reddito realizzato attraverso quest'attività.

5. LA COLLOCAZIONE SOCIO-ECONOMICA E L'ASSOCIAZIONE DEGLI AGRICOLTORI

Art. 61

All'agricoltore e al membro del suo nucleo familiare che si occupa di agricoltura si garantisce il diritto, lavorando con mezzi di sua proprietà, di realizzare una posizione d'autogoverno, come sancito dalia Costituzione, nei rapporti socio-economici socialisti, di disporre dei risultati ottenuti con il suo lavoro, di soddisfare le proprie necessità personali e sociali e di conseguire, proporzionalmente al contributo da lui offerto, una propria sicurezza sociale, secondo i principi di reciprocità e solidarietà.

In base al lavoro individuale, i coltivatori diretti hanno in linea di principio la stessa posizione e fondamentalmente gli stessi diritti degli operai nelle organizzazioni del lavoro associato. Corrispondenti diritti e doveri hanno i coltivatori diretti anche per quanto riguarda l'associazione del lavoro e dei mezzi nonché nei rapporti di scambio e nei rapporti creditizi.

Art. 62

Gli agricoltori possono associare il proprio lavoro ed i propri mezzi di lavoro in cooperative e in altri tipi di associazione degli agricoltori, oppure possono associare lavoro e mezzi con organizzazioni del lavoro associato.

La cooperativa agricola ha, in linea di principio, la posizione, i diritti, gli obblighi e le responsabilità dell'organizzazione del lavoro associato.

Sui mezzi che associano nella cooperativa agricola, gli agricoltori possono mantenere il diritto di proprietà oppure stabilire il diritto al rimborso del valore di questi mezzi, definendo altri diritti in base olla loro associazione, conformemente all'accordo d'autogoverno su tale associazione e allo statuto della cooperativa.

Dal reddito conseguito dalla cooperativa agricola nella sua gestione, agli agricoltori che nella cooperativa associano il proprio lavoro e mezzi spetta la parte del reddito proporzionale al contributo dato alla realizzazione di questo reddito con il lavoro e con l'associazione dei mezzi, ossia per la collaborazione avuta con la cooperativa. La parte del reddito che la cooperativa realizza oltre a questo importo viene registrata come proprietà sociale nei fondi della cooperativa agricola ed utilizzata per il potenziamento e l'incremento delle sue attività.

Art. 63

Associando liberamente e su una base di parità il proprio lavoro e i propri mezzi con gli operai nel lavoro associato svolto con mezzi sociali, gli agricoltori incrementano la base materiale e sociale generale e, su tale base, soddisfano maggiormente le proprie necessità personali e quelle sociali e sviluppano le proprie capacità lavorative e di altro genere.

Gli agricoltori che associano il proprio lavoro ed i propri mezzi di lavoro, direttamente o tramite le cooperative agricole o altre forme di associazione degli agricoltori, con un'organizzazione del lavoro associato e che con essa collaborano durevolmente, gestiscono a parità di diritti con gli operai di tale organizzazione gli affari collettivi, decidono in comune in merito al reddito realizzato collettivamente e partecipano alla sua ripartizione proporzionalmente al contributo dato per il conseguimento di questo reddito. secondo quanto stabilito dal contratto d'autogoverno.

6. IL LAVORO INDIVIDUALE AUTONOMO SVOLTO CON MEZZI IN PROPRIETÀ PRIVATA

Art. 64

Si garantisce la libertà del lavoro individuale autonomo con mezzi di lavoro in proprietà privata quando Io svolgimento di attività con lavoro individuale corrisponde al criterio, alla base materiale e alle possibilità del lavoro individuale e quando non è in contraddizione con il principio del conseguimento del reddito in base al lavoro e in base alle altre norme dell'ordinamento sociale socialista.

Per legge si definiscono le condizioni per lo svolgimento di attività con lavoro individuale autonomo avalendosi di mezzi di lavoro in proprietà privata e i diritti sui mezzi e sugli ambienti di lavoro usati per lo svolgimento di attività con lavoro individuale autonomo.

Quando gli interessi sociali lo richiedono, con decreto legge si possono stabilire le attività che i cittadini non possono svolgere con il lavoro individuale autonomo valendosi di mezzi di lavoro propri.

Art. 65

I lavoratori che svolgono autonomamente un'attività con iJ lavoro individuale valendosi di mezzi di lavoro in proprietà privata possono costituire una cooperativa e, in base ai principi di eguaglianza, associare in essa il proprio lavoro e i mezzi di lavoro, disponendo anche collettivamente del reddito realizzato dalla cooperativa.

La cooperativa fondata da lavoratori che autonomamente svolgono attività con lavoro individuale valendosi di mezzi in proprietà privata, ha la collocazione, i diritti, gli obblighi e le responsabilità pari a quelle di una cooperativa agricola e i suoi membri la collocazione, i diritti, gli obblighi e le responsabilità pori a quelle dei membri di una cooperativa agricola.

Art. 66

I lavoratori che svolgono autonomamente un'attività con il lavoro individuale valendosi di mezzi in proprietà privata possono, conformemente al contratto e alla legge, associare il proprio lavoro ed i propri mezzi di lavoro con organizzazioni del lavoro associato in molteplici forme di cooperazione e in vari modi di collaborazione d'affari. Nel quadro della collaborazione questi lavoratori partecipano alla gestione di affari comuni, decidono in comune in merito al reddito realizzato collettivamente e partecipano alla sua ripartizione proporzionalmente al contributo dato al conseguimento di tale reddito.

Art. 67

II lavoratore che svolge autonomamente un'attività con il lavoro individuale valendosi di mezzi in proprietà privata può, su base d'autogoverno, associare il proprio lavoro ed i propri mezzi con il lavoro di un'altra persona nell'ambito di un'organizzazione del lavoro associato creata con contratto.

Il lavoratore che nell'organizzazione del lavoro associato creata con contratto ha associato il proprio lavoro e mezzi con altre persone, ha il diritto, come gerente-titolare, di dirigere la gestione dell'organizzazione contrattuale e, assieme agli operai, di decidere della sua attività e dello sviluppo della medesima.

A! gerente-titolare e agli operai dell'organizzazione del lavoro associato creata con contratto appartengono, a seconda degli effetti del loro lavoro, i mezzi per il soddisfacimento dei bisogni personali e collettivi, ed al gerente ancora una parte del reddito sulla base dei mezzi che ha associato e conformemente ai principi vigenti per l'associazione del lavoro e dei mezzi sociali nelle organizzazioni del lavoro associato.

La parte del reddito, realizzata nell'organizzazione del lavoro associato creata su contratto, che risulta eccedente dopo la ripartizione dei mezzi per il soddisfacimento dei bisogni personali e collettivi degli operai e del gerente, dopo l'assegnazione dell'aliquota dovuta al gerente per i mezzi che ha associato, è di proprietà sociale. Gli operai, assieme al gerente, sulla base del proprio lavoro, dispongono di tale parte del reddito e la manipolano come mezzi sociali.

Le condizioni ed il metodo per la costituzione e la gestione di un'organizzazione contrattuale e i suoi diritti, obblighi e responsabilità si definiscono per legge, mentre i diritti reciproci, gli obblighi e le responsabilità del gerente e degli operai si stabiliscono con contratto conformemente alla legge. Pure con contratto si stabiliscono il modo e le condizioni di associazione dei mezzi nonché il modo e le condizioni per il ritiro ossia la rifusione dei mezzi che il gerente ha portato nell'organizzazione contrattuale.

Al gerente-titolare dell'organizzazione del lavoro associato creata con contratto si garantisce il diritto di proprietà sui mezzi che ha associato in tale organizzazione. Con il ritiro, ossia con la rifusione di questi mezzi, cessano per il gerente quei diritti che, in qualità di gerente, aveva nell'organizzazione.

Art. 68 :

La legge stabilisce in quali attività, conformemente alla loro natura e alle necessità sociali, ed a quali condizioni il lavoratore che svolge autonomamente un'attività con il lavoro individuale valendosi dei mezzi in proprietà privata può, straordinariamente :

ed entro determinati limiti, utilizzare il lavoro supplementare di altre persone tramite la loro associazione, senza procedere alla costituzione di un'organizzazione del lavoro associato creata su contratto.

II contratto di assunzione viene stipulato fra questo lavoratore e gli operai che assume, conforme- ' mente al contratto collettivo stipulato dall'organizzazione sindacale e dalla corrispondente camera per ''' l'economia, oppure da altra corrispondente associazione la quale rappresenti i lavoratori che svolgono ' autonomamente un'attività col lavoro individuale va- '• lendosi di mezzi in proprietà privata. Con tale contratto collettivo si garantisce a questi operai, parimenti a quanto riconosciuto agli operai del lavoro :

associato, il diritto ai mezzi per il soddisfacimento dei loro consumi personali e collettivi e altri diritti, che garantiscano la loro sicurezza materiale e sociale.

Per legge si può stabilire che una parte del reddito risultante dal plus-lavoro degli operai occupati presso un lavoratore che svolge attività autonoma con il lavoro individuale, valendosi di mezzi in proprietà privata, sia proprietà sociale e venga impiegata per le esigenze dello sviluppo.

7. LA PIANIFICAZIONE SOCIALE

Art. 69

Gli operai nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato, nelle comunid'interesse autogestite, nelle comunità locali e nelle altre organizzazioni e comunità d'autogoverno nelle quali gestiscono gli affari ed i mezzi inerenti alla riproduzione .sociale, hanno il diritto e il dovere — facendo leva sulle conoscenze scientifiche e sulle susseguenti valutazioni delle possibilità di sviluppo, come pure tenendo conto delle leggi economiche — di promulgare autonomamente i piani ed i programmi di lavoro e di sviluppo delle rispettive organizzazioni, di coordinare detti piani e programmi reciprocamente e con quelli sociali emanati dalle comunità socio-politiche, garantendo in tal modo l'armonizzazione dei rapporti nel contesto della riproduzione sociale e indirizzando lo sviluppo materiale e sociale complessivo verso gli interessi ed i fini collettivi stabiliti basandosi sulla prassi dell'autogoverno.

Art. 70

I piani ed i programmi di lavoro e di sviluppo delle organizzazioni di base del lavoro associato, nonché i piani ed i programmi delle organizzazioni del lavoro associato delle quali le prime fanno parte, vengono emanati e realizzati nell'ambito dei rapporti di collaborazione e di interdipendenza reciproca che — conformemente al relativo accordo d'autogoverno - scaturiscono dall'associarsi di lavoro e mezzi in tali organizzazioni, garantendo agli operai delle organizzazioni di base del lavoro associato il diritto di decidere della promulgazione dei piani e programmi medesimi.

Le organizzazioni di base e le altre organizzazioni del lavoro associato, riunite in comunità d'interesse autogestite o in altre organizzazioni e comunità d'autogoverno, emanano e realizzano i propri piani ed i propri programmi di lavoro e di sviluppo in armonia con gli interessi ed i fini collettivi, ovvero in armonia con i piani ed i programmi comuni, concordemente fissati nell'ambito di dette organizzazioni e comunità d'autogoverno.

Le organizzazioni del lavoro associato, le comunità d'interesse autogestite e le restanti organizzazioni e comunità d'autogoverno, coordinano i rispettivi piani e programmi di lavoro e di sviluppo anche con i piani e programmi di altre organizzazioni o comunità d'autogoverno, con le quali condividono determinati interessi e fini collettivi emergenti dalla loro collaborazione e dalla loro interdipendenza reciproca nel contesto della riproduzione sociale;

fini e interessi comuni che vengono definiti tramite accordo d'autogoverno.

Gli impegni reciproci, concordemente stabiliti dalle organizzazioni di base e dalle altre organizzazioni del lavoro associato, nonché dalle restanti organizzazioni e comunità d'autogoverno allo scopo di realizzare un piano comune, non si possono modificare o sciogliere su iniziativa unilaterale durante tutto l'arco di tempo contemplato dal piano stesso.

Art. 71

Sulla base di un accordo circa gli interessi ed i fini collettivi dello sviluppo economico e sociale di un Comune, di una comunità urbana o regionale, di una Provincia Autonoma, di una Repubblica e della Federazione, sulla base dei piani e progrommi di lavoro e di sviluppo delle organizzazioni del lavoro associato, delle comunità d'interesse autogestite e delle restanti organizzazioni e comunità d'autogoverno, come pure sulla base di una valutazione collettiva circa le possibilità e le condizioni di sviluppo, vengono promulgati i piani sociali delle comunità socio-politiche.

Con i piani sociali delle comunità socio-politiche si stabiliscono una politica di sviluppo comune, le direttrici ed i limiti entro i quali procedere alla emanazione di provvedimenti di politica economica e di misure amministrativo-organizzative con le quali garantire le condizioni per l'attuazione dei piani stessi.

Art. 72

Attraverso i piani di lavoro e di sviluppo delie organizzazioni del lavoro associato e delle restanti organizzazioni o comunità d'autogoverno, nonché per mezzo dei piani sociali delle comunità socio-politiche, si possono programmare gli investimenti e gli altri compiti od intenti verso la cui realizzazione è possibile procedere unicamente allorché risultino assicurate — nel modo previsto dalle norme di legge — le condizioni materiali o d'altro genere indispensabili per la loro attuazione.

Lo svolgimento di compiti particolari volti a realizzare gli scopi delineati nei piani sociali, può indicarsi quale dovere di una data organizzazione del lavoro associato o di altre organizzazioni o comunità d'autogoverno soltanto dietro il consenso della corrispondente organizzazione o comunità. Se lo svolgimento di tali compiti viene indicato come obbligo collettivo di più organizzazioni o comunità — oppure quale obbligo degli organi di una comunità socio-politica - dette organizzazioni, comunità od organi fissano concordemente i diritti ed i doveri reciproci e la responsabilità individuale e collettiva derivante dall'espletamento dell'obbligo predetto.

Qualora con il piano sociale — sulla base degli interessi e dei fini dello sviluppo collettivamente stabiliti - si dichiari che lo svolgimento di determinati compiti è indispensabile agli effetti della riproduzione sociale, e ove tramite accordo fra organizzazioni del lavoro associato, oppure fra altre organizzazioni o comunità d'autogoverno, non sia stato possibile creare i mezzi e le restanti condizioni per il loro svolgimento, con provvedimento di legge — conformemente a quanto contemplato dalla Costituzione — è possibile sancire l'obbligo di associare mezzi da adibire a tali compiti e prescrivere altre misure volte a consentirne l'adempimento.

Art. 73

I provvedimenti di legge, le restanti disposizioni e gli atti generali con i quali si creano nuovi obblighi di finanziamento nel quadro dei bilanci preventivi e dei fondi amministrati dalle comunità socio-politiche, non possono venire emanati senza che l'organo preposto alla loro promulgazione abbia precedentemente accertato che i mezzi necessari a far fronte ai nuovi obblighi siano stati assicurati.

Art. 74

I lavoratori nelle organizzazioni del lavoro associato e quelli delle altre organizzazioni e comunità d'autogoverno, nonché i loro organi, sono responsabili dell'attuazione dei piani di lavoro e di sviluppo delle proprie organizzazioni o comunità, del raggiungimento dei fini generali e dell'attuazione dei compiti precisati dai piani sociali delle comunità sociopolitiche;

a questo scopo hanno quindi il dovere di intraprendere le misure e le azioni necessario.

Gli organi delle comunità socio-politiche sono responsabili affinché, attraverso disposizioni e provvedimenti emanati mirando alla realizzazione dei piani sociali, vengano assicurate le condizioni globali per uno sviluppo quanto più armonico ed equilibrato;

sono inoltre responsabili affinché dette disposizioni o provvedimenti armonizzino in maniera quanto più esauriente gli interessi particolari e l'operato autonomo delle organizzazioni del lavoro associato e delle altre organizzazioni o comunità d'autogoverno con gli interessi collettivi e gli obiettivi dello sviluppo deriniti per mezzo dei piani sociali.

8. IL SISTEMA SOCIALE D'INFORMAZIONE, LA CONTABILITÀ SOCIALE, L'EVIDENZA E LA STATISTICA

Art. 75

Tramite il sistema d'informazione sociale si garantisce un lavoro di evidenza adeguato, la rilevazione,

l'elaborazione e la presentazione dei dati e dei fatti importanti per seguire, pianificare ed orientare lo svi luppo sociale, nonché la disponibilità delle informa zioni concernenti i dati ed i fatti medesimi.

Le attività nel campo de! sistema sociale d'informazione si dichiarano di particolare interesse sociale.

Art. 76

Gli operai delle organizzazioni del lavoro associato e i lavoratori delle altre organizzazioni e comunità d'autogoverno, gli organi delle organizzazioni o comunità medesime nonché gli organi delle comunità socio-politiche, hanno il dovere di organizzare lo svolgimento di un lavoro di contabilità e di evidenza che registri i dati di fatto che rivestono importanza per il lavoro e le deliberazioni in seno a tali organizzazioni o comunità.

Le organizzazioni del lavoro associato, le altre organizzazioni o comunità d'autogoverno e comunità socio-politiche hanno il dovere di fornire alle organizzazioni preposte al lavoro di contabilità sociale, di evidenza e di registrazione statistica i dati che rivestono importanza per armonizzare i rapporti nella sfera della riproduzione sociale e per orientare lo sviluppo, nonché per attuare il diritto - attribuito ai lavoratori delle organizzazioni o comunità d'autogoverno — di essere informati dei fenomeni e dei rapporti di interesse collettivo o generale.

Art. 77

I lavori di evidenza e quelli informative-analitici in relazione alla disponibilità dei mezzi sociali, la verifica dei dati attinenti alla disponibilità dei mezzi medesimi, la verifica della legittimità del modo in cui si dispone dei mezzi sociali ed il controllo dell'adempimento degli obblighi spettanti alle organizzazioni del lavoro associato, alle altre organizzazioni o comunità d'autogoverno ed alle comunità socio-politiche, nonché gli altri lavori di contabilità sociale indicati dalle disposizioni di legge, vengono svolti dal Servizio di contabilità sociale. Detto Servizio svolge anche compiti concernenti l'effettuazione di pagamenti entro i confini del Paese.

Il Servizio di contabilità sociale fornisce alle organizzazioni del lavoro associato ed alle altre persone giuridiche sociali, i dati attraverso i quali i lavoratori e gli organi di controllo operaio d'autogoverno vengono posti a conoscenza della situazione materiale e della gestione finanziaria e materiale nella propria e nelle altre organizzazioni o comunità.

Il Servizio di contabilità sociale è autonomo nello svolgimento del proprio lavoro.

Il Servizio di contabilità sociale opera conformemente alle norme di legge ed alle altre disposizioni ed è responsabile, nell'ambito dei propri diritti e doveri, della loro applicazione.

9. I RAPPORTI GIURIDICO-PATRIMONIALI

Art. 78

Ai cittadini si garantisce il diritto alla proprietà di cose che servono al loro fabbisogno personale o comunque a soddisfare le loro individuali necessità culturali o d'altro genere.

I cittadini possono esercitare il diritto di proprietà su edifici d'abitazione o appartamenti che servono a soddisfare le loro necessità familiari. Gli edifici d'abitazione, gli alloggi come gli altri oggetti o beni che servono a sopperire al fabbisogno personale e sui quali si esercita il diritto di proprietà, possono venire usati per ottenerne un reddito solo nel modo ed alle condizioni prescritte dalla legge.

Art. 79

Tramite norme di legge si fissano le condizioni ed i limiti entro i quali associazioni di cittadini o altre persone giuridiche private possono esercitare il diritto di proprietà su immobili od altri beni che servono a soddisfare gli interessi collettivi dei loro componenti o membri ed a conseguire gli scopi per i quali esse sono state istituite;

tramite norme di legge si fissano anche le condizioni alle quali esse possono disporre di detti beni.

Art. 80

Ai coltivatori diretti si garantisce l'esercizio del diritto di proprietà su terreni coltivabili sino a una superficie massima di dieci ettari per nucleo familiare.

Con disposizione di legge è possibile stabilire che nelle zone montane la superficie massima di terreno coltivabile sulla quale gli agricoltori possono esercitare diritto di proprietà sia superiore ai dieci ettari per nucleo familiare.

Tramite provvedimento di legge si stabilisce entro quali limiti ed a quali condizioni gli agricoltori possono esercitare il diritto di proprietà su altri terreni;

nello stesso modo si stabiliscono anche le condizioni ed i limiti entro i quali altri cittadini possono godere de! diritto di proprietà su terreni coltivabili o d'altro genere.

Condizioni e limiti entro i quali sia possibile conseguire diritto di proprietà su boschi o appezzamenti boschivi vengono stabiliti dalla legge.

Art. 81

Non si può esercitare il diritto di proprietà sui fondi urbani o su agglomerati a carattere urbano, ne sulle aree che il Comune, secondo le condizioni e la procedura stabilite dalla legge, destina all'edilizia abitativa o alla costruzione di fabbricati di una data complessità.

le condizioni, il modo ed il momento della cessazione del diritto di proprietà su un'area sulla quale - prima dell'emanazione della corrispondente delibera comunale — tale diritto veniva esercitato, nonché l'indennizzo per l'esproprio dell'area medesima, vengono fissati dalla legge. Le modalità e le condizioni inerenti all'uso dell'area soggetta a esproprio vengono stabilite dai Comune conformemente alle disposizioni di legge vigenti.

Art. 82

Gli immobili sui quali esiste diritto di proprietà possono venire espropriati dietro giusto indennizzo oppure detto diritto di proprietà può venire limitato qualora ciò sia necessario ai fini di un interesse generale stabilito dalle norme di legge.

La legge definisce le basi ed i criteri per la fissazione di un equo indennizzo. Determinando tali basi e detti criteri, e attraverso la loro applicazione, non si devono peggiorare sostanzialmente le condizioni di vita e di lavoro delle quali il proprietario dell'immobile sottoposto ad esproprio godeva grazie allo sfruttamento dell'immobile stesso.

Per equo indennizzo non si intende un indennizzo che includa anche un incremento di valore dell'immobile che, direttamente o indirettamente, sia ad esso derivato, dall'impiego di mezzi sociali.

Art. 83

I cittadini e le persone giuridiche private esercitano il diritto di proprietà in armonia con la natura ed in armonia con l'impiego al quale risultano adibiti gli immobili o gli altri beni di loro proprietà e conformemente agli interessi sociali stabiliti dalla legge.

Le modaliinerenti alle transazioni aventi per oggetto terreni o immobili sui quali esiste diritto di proprietà vengono definite con disposizioni di legge.

Art. 84

II diritto di proprietà sulle cose di particolare significato culturale può venire limitato ove ciò sia richiesto dall'interesse generale.

10. I BENI DI INTERESSE GENERALE

Art. 85

II suolo, i boschi, le acque, i corsi d'acqua, it mare e il litorale, le risorse minerarie e le altre ricchezze naturali, i beni di uso collettivo, gli immobili

e le altre cose di particolare significato culturale e storico, godono - in quanto beni di interesse generale - una speciale tutela e vanno valorizzati rispettando le condizioni e le modalità stabilite dalla legge.

Art. 86

II suolo, i boschi, le acque e i corsi d'acqua, il mare ed il litorale, le risorse minerarie e le altre ricchezze naturali si possono sfruttare rispettando le condizioni generali precisate dalla legge;

condizioni con le quali si garantiscono il loro sfruttamento razionale e gli altri interessi generali.

Il modo di amministrare e di sfruttare i boschi, le aree boschive ed i giacimenti minerari viene indicato dalla legge.

11. LA DIFESA E IL MIGLIORAMENTO DELL'AMBIENTE NATURALE DELL’UOMO

Art. 87

I lavoratori ed i cittadini, le organizzazioni del lavoro associato, le comunità socio-politiche, le comunità locali e le restanti organizzazioni e comunità d'autogoverno, hanno il diritto ed il dovere di creare le condizioni necessario per la difesa ed il miglioramento dei valori naturali o creati dal lavoro che fanno parte dell'ambiente;

hanno il diritto ed il dovere di impedire e di eliminare gli effetti nocivi che — attraverso l'inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque, dei corsi d'acqua, del mare, con i rumori o in altro modo — rappresentano una minaccia per tali vaIori e costituiscono un pericolo per la vita e per la salute delle persone.

Titolo II FONDAMENTI DEL SISTEMA SOCIO-POLITICO

1. LA COLLOCAZIONE DEI LAVORATORI NEL SISTEMA SOCIO-POLITICO

Art. 88

La classe operaia e tutti i lavoratori sono il soggetto del potere e dell'amministrazione degli altri affari pubblici.

La classe operaia e tutti i lavoratori esercitano il potere ed amministrano gli altri affari pubblici riuniti in organizzazioni del lavoro associato, in altre organizzazioni o comunità d'autogoverno, nonché in organizzazioni classiste, socio-politiche e sociali.

Art. 89

I lavoratori esercitano il potere ed amministrano gli affari pubblici attraverso l'attività decisionale esplicantesi durante i comizi, i referendum o attraverso altre forme volte ad esprimere l'opinione individuale nelle organizzazioni di base del lavoro associato e nelle comunità locali, nelle comunità di interesse autogestite e nelle restanti organizzazioni o comunità d'autogoverno, attraverso i propri delegati membri degli organi di gestione di dette organizzazioni o comunità, tramite gli accordi d'autogoverno e le intese sociali, attraverso delegazioni o delegati partecipanti al lavoro delle assemblee delle comunità socio-politiche, nonché indirizzando e verificando il lavoro svolto dagli organi responsabili di fronte alle assemblee.

Art. 90

I lavoratori si organizzano — secondo i principi dell'autogoverno — in organizzazioni del lavoro associato, in comunità locali, in comunità d'interesse autogestite e in altre organizzazioni o comunità d'autogoverno, stabilendo quali interessi collettivi e quali diritti e doveri in esse realizzano.

Con la Costituzione e con gli statuti delle comunità socio-politiche si precisano gli interessi collettivi, le funzioni del potere e quelle inerenti all'amministrazione degli altri affari pubblici;

interessi e funzioni che i lavoratori, i popoli e i gruppi nazionali realizzano ed esplicano nell'ambito delle comunità sociopolitiche.

Art. 91

La gestione delle organizzazioni del lavoro associato, delle comunità locali, delle comunità d'interesse autogestite e delle altre organizzazioni o comunità d'autogoverno, nonché il loro assetto organizzativo, devono risultare tali che in ogni singola fase del processo lavorativo ed in ciascun reparto dell'organizzazione o comunità, sia consentito ai lavoratori di decidere delle questioni concernenti il proprio lavoro e altri interessi, di esercitare i propri diritti d'autogoverno e di realizzare i propri interessi collettivi, di verificare l'attuazione delle decisioni prese e di controllare il lavoro di tutti gli organi e servizi delle suddette organizzazioni o comunità.

Art. 92

Le funzioni del potere e del governo degli affari pubblici nell'ambito delle comunità socio-politiche vengono espletate dalle Assemblee e dagli organi responsabili nei confronti di quest'ultime.

La funzione giudiziaria viene svolta dai tribunali ordinari, quali organi del potere statale, e dagli organi giudiziari d'autogoverno.

La tutela della costituzionalità viene demandata alle corti costituzionali.

Art. 93

Le Assemblee delle comunità socio-politiche e gli organi responsabili di fronte alle stesse Assemblee, svolgono le proprie funzioni sulla base e nell'ambito di quanto sancito dalla Costituzione ovvero entro i limiti di quanto previsto dagli statuti e dalle norme di legge.

Nei confronti delle organizzazioni del lavoro associato e delle restanti organizzazioni o comunità d'autogoverno, gli organi statali possono esercitare solamente i diritti stabiliti dalla Costituzione.

Art. 94

Nessuno può svolgere funzioni d'autogoverno, pubbliche, altre funzioni sociali nonché pubblici incarichi qualora dette funzioni o incarichi - conforme mente a quanto sancito dalla Costituzione, dagli statuti e dalle norme di legge - non gli siano stati affidati dai lavoratori o dalle Assemblee delle comunità socio-politiche.

Art. 95

Tutti gli organi, le organizzazioni e gli altri fattori che costituiscono il soggetto delle funzioni d'autogoverno, pubbliche o di altre funzioni sociali, espletano dette funzioni sulla base ed entro i limiti di quanto fissato dalla Costituzione, dalle norme di legge, dalle autorizzazioni loro conferite, e sono responsabili del loro svolgimento.

Tutti i fattori che costituiscono il soggetto delle funzioni d'autogoverno, pubbliche o di altre funzioni sociali, nello svolgimento delle medesime sono sottoposti a controllo sociale.

Chiunque pervenga — tramite elezione o nomina — alla funzione di soggetto nell'autogoverno, nell'espletamento di cariche pubbliche o sociali, è personalmente responsabile del loro svolgimento e può venire esonerato o destituito. Egli ha inoltre il diritto di rassegnare le dimissioni e di motivarle.

Con disposizioni di legge e con atti d'autogoverno si definiscono le condizioni ed il genere di responsabilità cui sono tenuti i soggetti, investiti di funzioni d'autogoverno, pubbliche o sociali;

nella stessa maniera si indicano il modo e la procedura volti a concretare o a tradurre in pratica le responsabilità attribuite a tali soggetti.

130

Art. 96

L'operaio incaricato — tramite elezione o nomina — di svolgere funzioni d'autogoverno, pubbliche o sociali — l'espletamento delle quali richiede la cessazione temporanea del suo lavoro nell'organizzazione del lavoro associato o comunità di lavoro - al termine della funzione che è stato chiamato a svolgere ha il diritto di rientrare nella stessa organizzazione del lavoro associato, ovvero comunità di lavoro, e di venire collocato al posto che occupava in precedenza o ad un altro posto di lavoro corrispondente alle sue capacità ed alla sua qualifica.

Art. 97

II lavoro degli organi statali e degli organi d'autogoverno nelle organizzazioni del lavoro associato e delle altre organizzazioni o comunità autogestite, nonché degli organi delle organizzazioni socio-politiche e associazioni, è di carattere pubblico.

Il modo in cui assicurare la pubblicità di tale lavoro viene definito tramite norme di legge o tramite atti d'autogoverno.

Tramite norme di legge e per mezzo degli atti d'autogoverno vengono indicati anche gli affari e le informazioni da ritenersi segrete e che non si possono pubblicare.

L'attuazione dei principi inerenti alla pubblicità del lavoro non può risultare contrapposta agli interessi della sicurezza e della difesa del Paese, ne contraddire gli altri interessi sociali stabiliti dalla legge.

2. L'AUTOGESTIONE NELLE ORGANIZZAZIONI DEL LAVORO ASSOCIATO

Art. 98

L'autogoverno nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato viene attuato dall'operaio — a parità di diritti e in rapporti di responsabilità reciproca con gli altri lavoratori della stessa organizzazione — tramite l'attività decisionale esplicantesi nel corso dei comizi dei lavoratori, tramite i referendum e attraverso altre forme atte ad esprimere l'opinione individuale, per mezzo dei delegati ai consigli operai - delegati che egli, insieme con gli altri lavoratori dell'organizzazione, elegge o destituisce - nonché attraverso la verifica dell'attuazione delle decisioni prese e la verifica del lavoro svolto dagli organi e dai servizi di dette organizzazioni.

Per l'attuazione dei suoi diritti d'autogoverno l'operaio ha il diritto di venire regolarmente informato della gestione e della situazione materiale-finanziaria della sua organizzazione, della realizzazione e della ripartizione del reddito, dell'utilizzazione o dello sfruttamento dei mezzi dell'organizzazione, nonché delle altre questioni importanti ai sensi dell'attività decisionale e del lavoro di controllo nell'ambito dell'organizzazione medesima.

Art. 99

Nelle organizzazioni di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato si istituisce il consiglio operaio quale organo di gestione preposto al lavoro ed all'amministrazione dell'organizzazione, ovvero, in sua vece, un organo di gestione ad esso equiparato per funzione e ruolo.

Nelle organizzazioni di base con esiguo numero di lavoratori non si procede all'istituzione del consiglio operaio.

Determinate funzioni esecutive nell'ambito dell'organizzazione di base e nelle altre organizzazioni del lavoro associato si possono demandare agli organi esecutivi del consiglio operaio.

Le organizzazioni del lavoro associato le quali, pure associando mezzi e lavoro non provvedono a fondare un'organizzazione a sé stante, possono istituire un organo comune incaricato di svolgere mansioni di interesse collettivo.

Art. 100

Nello svolgimento del proprio compito consistente nel dirigere il lavoro e la gestione dell'organizzazione del lavoro associato, il consiglio operaio redige la proposta relativa allo statuto ed emana altri atti generali, stabilisce le misure volte all'attuazione di una determinata politica di gestione ed alla realizzazione dei piani e programmi di lavoro e di sviluppo, elegge, nomina ed esonera o destituisce gli organi esecutivi o direttivi, ossia i componenti dei medesimi, ha cura di mantenere informati gli operai ed esplica altre funzioni indicate dall'accordo d'autogoverno, dallo statuto e dagli altri atti d'autogoverno dell'organizzazione.

Le decisioni del consiglio operaio dell'organizzazione di lavoro, o dell'organizzazione composita del lavoro associato, che si riferiscono all'attuazione dei diritti inalienabili dei lavoratori nelle organizzazioni di base del lavoro associato, vengono emanate — dietro approvazione espressa da ciascuna di tali organizzazioni - nel modo stabilito tramite l'accordo di associazione d'autogoverno.

Art. 101

II consiglio operaio dell'organizzazione di base del lavoro associato è composto dai delegati dei lavoratori di tutti i reparti fra i quali risulta suddiviso il processo lavorativo dell'organizzazione.

La composizione del consiglio operaio dell'organizzazione di base del lavoro associato deve risultare adeguata alla struttura sociale della collettività di lavoro dell'organizzazione di base del lavoro associato.

I! consiglio operaio dell'organizzazione di lavoro e dell'organizzazione del lavoro associato composita, è formato dai delegati dei lavoratori nelle organizzazioni di base del lavoro associato, eletti direttamente, secondo il metodo e la procedura indicati nell'accordo di associazione d'autogoverno. Nel consiglio operaio dell'organizzazione di lavoro deve risultare rappresentata ciascuna organizzazione di base del lavoro associato.

( delegati agiscono conformemente alle direttive dei lavoratori, ovvero del consiglio operaio dell'organizzazione di base del lavoro associato che li ha nominali, e di fronte a loro sono responsabili del proprio operato.

Con lo statuto dell'organizzazione di base e delle oltre organizzazioni del lavoro associato, nonché tramite ['accordo di associazione d'autogoverno, si definiscono i diritti e i doveri dei delegati e la loro responsabilità nei confronti dei lavoratori ovvero degli organi di gestione di tali organizzazioni.

Art. 102

Le modalità inerenti alle elezioni, le modalità e le condizioni relative alla destituzione o all'esonero del consiglio operaio e dell'organo esecutivo dell'organizzazione del lavoro associato, vengono stabilite tramite l'accordo di associazione d'autogoverno, con lo statuto dell'organizzazione stessa e attraverso disposizioni di legge.

I membri del consiglio operaio, rispettivamente i membri dell'organo esecutivo, non possono venire eletti per un intervallo di tempo superiore ai due anni.

Nessuno può venire eletto per due volte di seguito nello stesso consiglio operaio o nel rispettivo organo esecutivo.

Del consiglio operaio non può fare parte l'operaio che in qualità di organo dirigente autonomo o quale membro dell'organo direttivo collegiale, è tenuto a rispondere dinanzi al consiglio operaio medesimo;

non può farne parte nemmeno l'operaio che svolge autonomamente altre funzioni direttive indicate dallo statuto o da disposizioni di legge

Art. 103

In ciascuna organizzazione del lavoro associato esiste un organo direttivo che guida la gestione dell'organizzazione del lavoro associato medesima, organizza e coordina il processo lavorativo che in essa si svolge ed esegue le decisioni emanate dal consiglio operaio e dal suo organo esecutivo.

L'organizzazione del lavoro associato viene rappresentata dal suo organo direttivo autonomo, ovvero dal presidente dell'organo direttivo collegiale, se con lo statuto o con altro atto d'autogoverno dell'organizzazione non si dispone diversamente.

L'organo direttivo è autonomo nello svolgimento del proprio lavoro e ne risponde dinanzi ai lavoratori e dinanzi al consiglio operaio dell'organizzazione del lavoro associato.

L'organo direttivo autonomo, ovvero il presidente dell'organo direttivo collegiale, è tenuto a rispondere dinanzi alla comunità sociale della legalità del lavoro svolto e dell'adempienza agli obblighi prescritti dalla legge per l'organizzazione del lavoro associato. L'organo direttivo autonomo, ovvero il presidente dell'organo direttivo collegiale, ha il diritto ed il dovere — conformemente alle prescrizioni di legge — di impedire l'applicazione degli atti emanati dai consiglio operaio o dagli altri organi dell'organizzazione del lavoro associato, qualora ritenga che gli atti medesimi contravvengano alle disposizioni di legge, informandone anche l'organo competente della comunità socio-politica.

Art. 104

L'organo direttivo autonomo e i membri dell'organo direttivo collegiale delle organizzazioni del lavoro associato, vengono eletti ed esonerati dalle loro funzioni dietro decisione del consiglio operaio.

L'organo direttivo autonomo viene nominato sulla base di concorso pubblico e dietro proposta della commissione apposita. Nelle organizzazioni di base del lavoro associato indicate dalla legge e nelle altre organizzazioni del lavoro associato, la commissione per i concorsi è composta dal numero di rappresentanti delle organizzazioni del lavoro associato e dei sindacati stabilito dalle norme di legge, nonché dai rappresentanti della comunità sociale nominati od eletti conformemente alle disposizioni legislative.

Le condizioni e le modalità inerenti alla costituzione dell'organo direttivo collegiale e alla nomina dei membri di tale organo, si possono stabilire con norma di legge.

li mandato dell'organo direttivo autonomo e dei membri dell'organo collegiale direttivo ha una durata massima di quattro anni. Allo scadere del mandato essi possono venire riconfermati alle stesse funzioni nel modo previsto dalla legge.

La legge stabilisce le condizioni alle quali l'organo direttivo può venire esonerato dall'incarico prima della scadenza del suo mandato. Lo proposta relativa all'esonero dell'organo direttivo può venire formulata anche dall'Assemblea comunale, dalle altre organizzazioni socio-politiche e dai sindacati.

Tramite norme di legge si possono prescrivere condizioni e modalità particolari in relazione alla nomina, all'esonero, e in relazione ai diritti e ai doveri dell'organo direttivo nelle organizzazioni del lavoro associato che svolgono attività o incarichi di particolare interesse sociale.

Art. 105

L'accordo o contratto d'autogoverno relativo all'associarsi in organizzazione di lavoro, ovvero in organizzazione composita del lavoro associato, include clausole vertenti:

sugli affari collettivi, sulla coordinazione del processo lavorativo, sull'armonizzazione di piani e programmi di lavoro e di sviluppo, sull'associazione di mezzi e sull'impiego dei medesimi;

sulla scelta, la composizione e le competenze degli organi di gestione collettivi e dei rispettivi organi esecutivi. sugli organi direttivi dell'organizzazione di lavoro, ovvero dell'organizzazione composita, e sulle responsabilità di tali organi;

sui diritti, i doveri e le responsabilità della comunità di lavoro che svolge compiti di particolare interesse sociale per le organizzazioni associate;

sui rapporti reciproci delle organizzazioni di base e delle altre organizzazioni del lavoro associato, sui loro diritti, doveri e responsabilità in campo giuridico;

sulla procedura in caso di scissione di determinate organizzazioni di base o di organizzazioni di lavoro dal nucleo dell'organizzazione composita. Il patto d'autogoverno enumera anche altre clausole importanti per il lavoro e la gestione in comune delle organizzazioni associate e per l'attuazione dei diritti d'autogoverno dei loro operai.

L'accordo d'autogoverno relativo all'associazione in organizzazione di lavoro, ovvero in organizzazione del lavoro associato composita, si considera stipulato allorché viene approvato dalla maggioranza di tutti i lavoratori in ciascuna delle organizzazioni di base del lavoro associato.

Art. 106

L'organizzazione del lavoro associato ha un suo statuto. Lo statuto dell'organizzazione di base del lavoro associato viene promulgato, su proposta del consiglio operaio, dai lavoratori dell'organizzazione di base del lavoro associato dopo essere stato approvato a maggioranza di voti da tutti gli operai.

Lo statuto dell'organizzazione di lavoro, ovvero dell'organizzazione del lavoro associato composita, su proposta del rispettivo consiglio operaio, viene promulgato dai lavoratori delle organizzazioni di base associate dando la loro approvazione espressa con la maggioranza di voti di tutti gli operai di ciascuna di tali organizzazioni.

Lo statuto e gli altri atti d'autogoverno delle organizzazioni del lavoro associato non possono risultare in contraddizione con l'accordo di associazione d'autogoverno.

Art. 107

Per esercitare e tutelare i propri diritti d'autogoverno, gli operai delle organizzazioni di base e delle altre organizzazioni del lavoro associato hanno il diritto ed il dovere di effettuare il controllo operaio d'autogoverno, sia in modo diretto, sia tramite gli

organi di gestione dell'organizzazione, e per mezzo di un organo apposito preposto al controllo operaio d'autogoverno.

L'organo di controllo operaio d'autogoverno sovrintende:

all'applicazione dello statuto e degli altri atti d'autogoverno dell'organizzazione, all'applicazione degli accordi d'autogoverno e delle intese sociali, all'attuazione delle decisioni degli operai, degli organi di gestione, degli organi esecutivi dirigenti dell'organizzazione, nonché alla concordanza degli atti e delle decisioni sopraddette rispetto ai diritti d'autogoverno, ai doveri e agli interessi dei lavoratori;

all'attuazione dei doveri lavorativi e d'autogoverno degli operai, degli organi e dei servizi dell'organizzazione;

all'utilizzazione dei mezzi sociali in modo responsabile e socialmente ed economicamente giustificato, nonché al loro impiego adeguato;

all'applicazione dei principi inerenti alla ripartizione a seconda dell'effetto del lavoro durante la distribuzione del reddito e nel suddividere i mezzi destinati ai redditi individuali;

alla realizzazione ed alla tutela dei diritti degli operai nel quadro dei rapporti reciproci durante il lavoro;

all'informazione dei lavoratori circa le questioni importanti per l'attività decisionale, per l'attività di controllo nell'ambito dell'organizzazione, nonché in merito alla realizzazione degli altri diritti d'autogoverno, dei doveri e degli interessi dei lavoratori.

L'organo di controllo d'autogoverno operaio ha il diritto e il dovere di mettere al corrente dei fenomeni riscontrati e del proprio parere gli operai, gli organi ed i servizi dell'organizzazione presso i quali detti fenomeni sono stati riscontrati, e gli organi appositi che all'interno dell'organizzazione medesima hanno il diritto ed il dovere di eliminare i fenomeni stessi;

l'organo di controllo d'autogoverno operaio ha inoltre il dovere di collaborare con gli organi preposti al controllo ed alla sorveglianza sociale.

La composizione, l'elezione e l'esonero degli organi addetti al controllo operaio d'autogoverno, come pure i loro diritti, i loro doveri e le loro responsabilità, vanno precisati — conformemente alle norme di legge — con lo statuto e con gli altri atti d'autogoverno dell'organizzazione.

Art. 108

Ciascun operaio è personalmente responsabile dello svolgimento scrupoloso delle funzioni d'autogoverno I membri del consiglio operaio dell'organizzazione del lavoro associato si assumono la responsabilità personale e materiale delle decisioni che, contrariamente ai richiami dell'organo competente, essi hanno emanato travalicando i limiti delle competenze loro conferite. I delegati al consiglio operaio dell'organizzazione di lavoro e dell'organizzazione del lavoro associato composita, sono responsabili di fronte agli operai e dinanzi al consiglio operaio dell'organizzazione di base nella quale sono stati eletti.

I membri dell'organo esecutivo collegiale, l'organo direttivo autonomo ed i componenti l'organo direttivo collegiale, rispondono del proprio operato davanti al consiglio opera