Coordinamento
Nazionale per la Jugoslavia


Segnalazione iniziative


Iniziative antirevisioniste e jugoslaviste a Parma

indette
dal Comitato antifascista e per la memoria storica
dal Circolo Geymonat del PRC (Quartiere Montanara)
dal gruppo locale del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus


2017: Contromanifestazione per il 10 Febbraio (XII edizione)

2016: Lo striscione alla manifestazione del 25 Aprile

2016: Contromanifestazione per il 10 Febbraio (XI edizione)

2015: Contromanifestazione per il 10 Febbraio (X edizione)

2014: UCRAINA. Contro la guerra nel cuore dell'Europa 

2014: Lo striscione alla manifestazione del 25 Aprile

2014: Contromanifestazione per il 10 Febbraio (IX edizione)

2013: Via Tito rimane in quanto "costa troppi euro cancellarla"

2013: "Il Comune non ripristina la targa stradale a Tito!"

2013: Polemica con l'assessore Ferraris

2013: OdG approvato dal Consiglio Provinciale di Parma

2013: Drug Gojko

2013:
Lo striscione alla manifestazione del 25 Aprile

2013: Via Tito, intervento militante di ripristino della toponomastica
/
Talijanski antifašisti osudili devastaciju table ulice Josipa Broza Tita: "Tito je simbol najvećeg otpora protiv nacifašizma u Europi"








Parma, giovedì 9 febbraio 2017
alle ore 21 presso il Cinema Astra – Piazzale Volta 3 (43123)

Manifestazione antifascista alternativa al "Giorno del Ricordo" del 10 Febbraio
dodicesima edizione – 2017


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scarica la locandina (PDF)


ore 21:00 conferenza
Crimini e criminali fascisti nei Balcani e in Jugoslavia
DAVIDE CONTI
storico, consulente Archivio Storico Senato della Repubblica

ore 22:00 filmato
sequenze dal documentario della BBC
FASCIST LEGACY
sui crimini dell'Italia fascista in Jugoslavia

ingresso gratuito

ORGANIZZANO:
ANPI - ANPPIA - COMITATO ANTIFASCISTA ANTIMPERIALISTA E PER LA MEMORIA STORICA

evento facebook





25 Aprile 2016 a Parma ...

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Parma, mercoledì 10 febbraio 2016
alle ore 21 presso il Cinema Astra – Piazzale Volta 3 (43123)

FOIBE E FASCISMO 2016
Manifestazione Antifascista alternativa al "giorno del ricordo" del 10 febbraio


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ore 21:00 conferenza:
Italiani in Jugoslavia 1941 - 1945 dall'aggressione fascista alla Resistenza e alla Divisione Partigiana Garibaldi

ore 21:30 filmato
PARTIZANI. La Resistenza italiana in Montenegro

Conferenza e film di ERIC GOBETTI,
ricercatore dell'Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza

ingresso gratuito

ORGANIZZANO:
ANPI - ANPPIA - COMITATO ANTIFASCISTA ANTIMPERIALISTA E PER LA MEMORIA STORICA

evento facebook
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Parma, 10 febbraio 2015
alle ore 20.45 presso il Cinema Astra (p.le Volta)

FOIBE E FASCISMO

DECIMA EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA SUI CRIMINI DEL FASCISMO IN JUGOSLAVIA
ALTERNATIVA ALLA CELEBRAZIONE DEL "GIORNO DEL RICORDO DELLE VITTIME DELLE FOIBE"

volantini/parma100215.jpg

20:45 - Al violino Crtomir Siskovic e all'arpa Simona Mallozzi

21:00 - Conferenza "Resistenza, revisionismo, rovescismo" di ANGELO D'ORSI, storico, Università di Torino



21:30 - Film "Pokret!", videointervista a italiani partigiani in Jugoslavia, regia di Giuliano Calisti-ANPI Viterbo

22:00 - Conferenza "Foibe fra storia e mito" di CLAUDIA CERNIGOI, giornalista e ricercatrice storica



22:45 - Al violino Crtomir Siskovic e all'arpa Simona Mallozzi

Ingresso gratuito

Promuovono e organizzano ANPI, ANPPIA, Comitato Antifascista Antimperialista e per la Memoria Storica-Parma




25 Aprile 2014 a Parma: lo striscione

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From: Comitato antifascista e per la memoria storica-Parma < comitatoantifasc_pr @ alice.it >
Sent: Monday, September 16, 2013 10:15 AM
Subject: via Tito per il Comune di Parma rimane in quanto costa troppi euro cancellarla

 
La Gazzetta di Parma di domenica 15 settembre dà molto spazio - ben maggiore di quello dato qualche giorno fa al concerto degli Inti Illimani, nonostante l'esibizione del grande gruppo cileno sia avvenuta in occasione di una ricorrenza particolare notevole, e sia stata solo a Parma (dopo decenni dall'ultima volta) e in poche altre località d'Italia, e con buona partecipazione - alla notizia che il Comune di Parma non cambierà nome alla via, e al largo, intitolati a Tito, annuncia il fatto in prima pagina e ne dà conto con ampio risalto in cronaca della città (vedi l'articolo in allegato): secondo l'Assessora alla Cultura Ferraris e la Commissione Toponomastica per il cambiamento del nome ogni famiglia lì residente dovrebbe accollarsi la spesa di circa 400 euro, per cui è meglio soprassedere.
 
Naturalmente questa motivazione amministrativo-burocratica non ci basta.  In questi anni abbiamo difeso via Tito per motivi di merito, abbiamo ribadito che Tito è il simbolo della Resistenza Jugoslava e  che la Resistenza Jugoslava è stata la più grande guerra popolare contro il nazifascismo in Europa, come  tutti gli storici riconoscono. Abbiamo combattuto il proposito di cancellare il nome di Tito, espresso in primis da neofascisti, leghisti, e destre varie, che si inserisce nel contesto di quel revisionismo storico in atto e sostenuto segnatamente dalla legge istitutiva del "giorno del ricordo delle vittime delle foibe".  Abbiamo riscritto il nome sul cartello stradale, cancellato o coperto da Casa Pound, abbiamo tenuto lì alcuni presidi, anche con la partecipazione di partigiani come il presidente dell'ANPI di Treviso Umberto Lorenzoni.
Ora è anche il momento di recuperare la delibera comunale istitutiva di via Tito del novembre 1984, quando era sindaco di Parma il socialista (e socialista moderato) Lauro Grossi. E incontrare i cittadini lì residenti (numerosi). Riaffermare con forza il grande valore antifascista e antinazista della Resistenza Jugoslava di cui Tito è simbolo. Ricostruire la vicenda storica del conflitto al confine nord orientale, considerare le responsabilità del fascismo a cominciare dall'azione delle squadracce fasciste contro sloveni e croati, considerare cause ed effetti, rifuggire da ogni nazionalismo o pulsione revanscista, guardare al rapporto con i Paesi confinanti dell'ex Jugoslavia in termini di pace e di amicizia fra i popoli. E, contemporaneamente, opporsi ancora all'introduzione di "via martiri delle foibe", quanto meno all'uso della parola "martiri" che non si trova scritta nemmeno nella legge statale del 2004 istitutiva del 10 febbraio quale "giorno del ricordo delle vittime delle foibe", legge voluta in primis dagli ex neofascisti del M.S.I. Ed è bene anche riprendere la lettera/richiesta, a questo proposito, scritta a nome dell'ANPI di Parma alla Prefettura di Parma da Mirka Polizzi a dicembre 2010, poco prima di morire.
Alla Gazzetta che conclude il suo articolo (non firmato) con le parole: "Insomma, per ora Tito resiste. Salvo immediate sollevazioni popolari" diciamo di stare ben tranquilla, non ci saranno sollevazioni popolari nel senso da lei auspicato, nè immediate, nè in seguito. Il giornale degli industriali può avere la forza, non ha la ragione.
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L'indegno articolo della Gazzetta di Parma su Via Tito




"Il Comune non ripristina la targa stradale a Tito!"

Il Prc e il Comitato Antifascista: "Queste ripetute insufficienze amministrative porteranno ad una sonora bocciatura".

Parma Daily, 23/08/2013 - h.18.00

Viva Tito Partigiano
Secondo quadrimestre

Siamo tornati, la sezione Geymonat del Montanara del PRC e il Comitato Antifascista e per la Memoria Storica di Parma, a distanza di qualche mese in via Tito, a verificare se l'amministrazione comunale avesse finalmente ripristinato la targa stradale deturpata.
Come avevamo immaginato, per questa amministrazione così solerte ad emanare provvedimenti per il decoro urbano contro cittadini rei di prendere fiato in posti dove non si paga per sedersi, continua a considerare gli abitanti di via Tito cittadini di serie B.
Per l'ennesima volta abbiamo provveduto simbolicamente noi a ripulire la targa, ma lo ribadiamo questo uno dei compiti che un'amministrazione comunale deve svolgere, le piaccia o non le piaccia, non una scusante l'ignoranza.
Anzi!
Siamo certi che queste ripetute insufficienze amministrative porteranno ad una sonora bocciatura.

il segretario della sezione Geymonat PRC Roberto Lesignoli
il vicepresidente del Comitato Antifascista e per la Memoria Storica di Parma Guglielmo Dall'Asta




PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
CIRCOLO GEYMONAT
Q.RE MONTANARA - PARMA
geymonat.prcparma @ libero.it

Assessore all’ignoranza

Abbiamo atteso qualche giorno, per lasciare il tempo di riflettere e documentarsi all’assessore Ferraris dopo le dichiarazioni pubblicate dalla Gazzetta di Parma in merito all’inopportunità di una via Tito.

Costatiamo che non l’ha fatto, le forniamo alcuni dati che potrà approfondire quando vorrà avendo Parma la fortuna di essere una delle città più attive e documentate a livello nazionale sulla figura di Tito e della Resistenza Jugoslava.

Perché è bene premettere e ribadire (non ci stancheremo mai di farlo) che il tentativo di “rimozione” dalla memoria collettiva di Tito, s’inquadra nel tentativo di sminuire l’importanza della Resistenza Jugoslava e di riflesso di denigrare la Resistenza Italiana.

Sono passate poche settimane dal 25 aprile, dove c’era in città chi voleva onorare la Resistenza leggendo lettere di repubblichini o dicendo che “sono tutti uguali” anche i repubblichini lottavano per un ideale.

NO!!!

I fascisti e gli Antifascisti non sono uguali!!!

Enorme è stato il tributo jugoslavo alla guerra contro il nazifascismo: su una popolazione di 18 milioni di abitanti dell’intero Paese, furono al comando di Tito 300.000 combattenti alla fine del ’43 e 800.000 al momento finale della liberazione, 1.700.000 furono i morti in totale, sul campo 350.000 i partigiani morti e 400.000 i feriti e dispersi. Da 400.000 a 800.000, in altre parole da 34 a 60 divisioni, furono i militari tedeschi e italiani tenuti impegnati nella lotta, con rilevanti perdite inflitte ai nazifascisti. Una lotta partigiana su vasta scala, che paralizzò l’avversario e passò progressivamente all’offensiva, un’autentica guerra, condotta da quello che divenne un vero e proprio esercito popolare e che fece di Tito più di un capo partigiano, un belligerante vero e proprio, riconosciuto e considerato a livello internazionale.
La Resistenza della Jugoslavia è stata di primaria grandezza in Europa e da quell’esperienza la Jugoslavia è uscita come il paese più provato e al tempo stesso più trasformato. La Resistenza jugoslava ancor più di altre è stata più di una guerriglia per la liberazione del proprio territorio, è stata empito universale di una nuova società, ansia di superamento delle barriere nazionali, anelito di pace, libertà e giustizia sociale, da parte di tanti uomini e tante donne del secolo scorso.

A Parma l’Antifascismo è vivo e ha ottima memoria, sia per ricordare chi ci ha lasciato e cosa ha fatto per tutti, sia per ricordare quando si tornerà a votare (grazie a loro) chi dell’Antifascismo si è riempito la bocca una volta l’anno di pastasciutta.

(c.i.p. 25-07-2013)




ORDINE DEL GIORNO
APPROVATO DAL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PARMA IL 20 MAGGIO 2013
SUI CRIMINI DI GUERRA FASCISTI IN GRECIA, BALCANI, JUGOSLAVIA, PRIMA DELL'8 SETTEMBRE 1943
 
Importante o.d.g. approvato dalla Provincia di Parma il 20 maggio u.s. sui crimini di guerra commessi dal fascismo nelle guerre, e relative occupazioni militari, da esso intraprese in Grecia, nei Balcani, in Jugoslavia. 1500, afferma l'o.d.g., sono state le segnalazioni alla Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra di criminali italiani, rimasti sempre del tutto impuniti, mai condannati nè processati. La Provincia, in particolare, invita il Parlamento della Repubblica a costituire una Commissione di storici con il compito di fare luce sugli accadimenti e sul coinvolgimento dell'esercito italiano e delle milizie fasciste in occasione delle occupazioni militari della Grecia, dei Balcani e della ex Jugoslavia, e a istituire una “Giornata del ricordo per le stragi e gli eccidi di civili commessi dai fascisti prima dell' 8 settembre 1943”. Sotto, e in allegato, il testo dell'o.d.g. (segnalato da Comitato antifascista e per la memoria storica-Parma <comitatoantifasc_pr @ alice.it>)

 
“La Guerra sporca di Mussolini. La presenza italiana nei territori occupati durante la Seconda Guerra Mondiale, prima dell'8 settembre 1943”

Settanta anni fa, durante l'occupazione italiana della Grecia, l'esercito italiano stanziato a Domenikon, in Tessaglia, commise un atroce eccidio nei confronti della popolazione civile e 150 uomini vennero fucilati e sepolti in fosse comuni.

L'eccidio avvenne a seguito dell'uccisione di nove soldati italiani in un attacco da parte dei partigiani greci. La rappresaglia non si fece attendere. Il Generale Cesare Benelli della divisione “Pinerolo” volle dare una “salutare lezione” alle popolazione e ordinò il rastrellamento casa per casa nel villaggio e successivamente il bombardamento con l’aviazione per radere al suolo il villaggio di Domenikon e di tanti altri villaggi di poveri contadini.

La storica italiana Lidia Santarelli docente al Center of European and Mediterranean Studies della New York University che studia le occupazioni dell'esercito italiano, prima dell’ 8 settembre 1943, in Tessaglia, Epiro e Macedonia definisce le stragi dei nostri soldati “il buco nero nella storiografia”.

Il Generale Carlo Geloso, comandante delle forze italiane di occupazione, emanò una circolare sulla lotta ai ribelli il cui cardine principale era la responsabilità collettiva e quindi per annientare il movimento partigiano andavano annientate le comunità civili locali. L'ordine si tradusse in rastrellamenti, fucilazioni, incendi, requisizione e distruzione di riserve alimentari. A Domenikon seguirono eccidi in Tessaglia e nella Grecia interna: 60 civili fucilati a Tsaritsani. Poi a Domokos, Farsala, Oxinià. Le autorità greche segnalarono stupri di massa e il Comando tedesco in Macedonia arrivò a protestare con gli italiani per il ripetersi delle violenze contro donne, bambini e vecchi.

Nel campo di concentramento di Luisa, a nord di Volos dove nacque Giorgio de Chirico, furono fucilati per rappresaglia oltre mille prigionieri greci.

Nel solo inverno del 1941, dichiara la professoressa Santarelli, causa carestia indotta dagli italiani morirono tra le 40 e le 50.000 persone. Nell'intero periodo di occupazione per fame e malattie morirono tra i 200 e 300.000 greci.

I Generali Geloso e Benelli altro non fecero che applicare le linee guida del generale Roatta in Jugoslavia che teorizzò la strategia «testa per dente». Lo storico Lurz Klinkhammer dichiara che le fucilazioni in Slovenia nella provincia di Lubiana ebbero le stesse dimensioni delle fucilazioni dei tedeschi in Alta Italia dopo l’8 settembre del 1943. Oltre 100.000 slavi transitarono nei campi di concentramento italiani in Jugoslavia e solamente nell'isola di Rab morirono il 20% dei prigionieri.

A Londra la Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra ricevette una lista con più di 1.500 segnalazioni di criminali di guerra italiani. Gli eventi che poi hanno determinato la divisione del mondo in due blocchi, il Patto Atlantico e il Patto di Varsavia, hanno impedito, di fatto e per le mutate condizioni geopolitiche, di rendere giustizia per i crimini commessi durante la seconda Guerra Mondiale.

Oggi Domenikon, riconosciuta città martire nel 1998 al pari di Marzabotto, ricorda l'eccidio dei civili con una cerimonia che si tiene il 16 febbraio.

Nel 2009 in occasione della cerimonia commemorativa, l’Ambasciatore italiano in Grecia ha partecipato per la prima volta in rappresentanza del nostro Paese e nel suo breve discorso ha chiesto scusa per i crimini commessi dai fascisti italiani.

Ordine del giorno n. 37 del 20/05/2013 pag. 4

Il cammino verso la costruzione degli Stati Uniti d'Europa, quella immaginata e pensata da Altiero Spinelli nel “Manifesto di Ventotene” non può dimenticare i fatti dell' ultimo conflitto bellico che morte e distruzione hanno provocato in Europa, ma non solo, e dopo settant’anni, fare luce per stabilire una verità storica condivisa su quegli accadimenti è doveroso per il referente rispetto che deve essere portato alle vittime e alle famiglie che hanno subito le conseguenze di atti belligeranti e violenti.

L'Italia fino all'8 settembre del 1943 ha condotto la guerra alleata con i tedeschi su molti fronti e i nostro soldati, in molti casi, hanno compiuto atti di guerra di cui sappiamo poco o nulla.

E' auspicabile che si possano scrivere quelle pagine di storia ancora bianche e quegli accadimenti attraverso un meticoloso lavoro di ricerca, con raccolta di testimonianze di persone ancora in vita, di atti, di documenti e di riscontri oggettivi. Non ci sono vendette da consumare ma si avverte il bisogno di riportare i fatti nella loro reale dimensione e nel loro preciso contesto storico.

Il Consiglio Provinciale di Parma

invita

Il Parlamento Italiano a costituire una Commissione di storici con il compito di fare luce sugli accadimenti e sul coinvolgimento dell'esercito italiano e delle milizie fasciste, in occasione delle occupazioni militari della Grecia, dei Balcani e della ex Jugoslavia, in atti violenti ed eccidi di civili come quella del 16 febbraio 1943 a Dominikon e di istituire una “Giornata del ricordo per le stragi e gli eccidi di civili commessi dai fascisti prima dell' 8 settembre 1943”.

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma a promuovere una ricerca sui comportamenti tenuti dai fascisti e dell’esercito italiano durante le occupazioni, insieme ai tedeschi, della Grecia, dei Balcani e della ex Jugoslavia.

Il Presidente del Consiglio Provinciale ad inviare il presente ordine del giorno:

- al Presidente del Senato della Repubblica;

- al Presidente della Camera dei Deputati;

- ai Parlamentari di Parma;

- ai Sindaci della provincia di Parma.




25 Aprile 2013 a Parma: lo striscione

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Da: "Comitato antifascista e per la memoria storica-Parma" <comitatoantifasc_pr @ alice.it>
Data: 25 aprile 2013 22.19.52 GMT+02.00
Oggetto: ripulito il cartello stradale di via Tito ///// spettacolo "Drug Gojko" martedì 30/4 alla Casa della Musica

 
Alla vigilia della ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo, ieri 24 aprile pomeriggio un gruppo di antifascisti appartenenti ai circoli "Geymonat" e di Trecasali di Rifondazione Comunista, al Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia, e al Comitato antifascista e per la memoria storica, ha provveduto a ripulire il cartello stradale di Parma indicante largo Tito. Il cartello era stato imbrattato da ignoti, probabilmente neofascisti, in modo tale da renderne impossibile la chiara lettura. In allegato sono inserite le foto del cartello prima e dopo l'intervento. Com'è noto, innanzitutto agli storici, Tito è il simbolo della Resistenza jugoslava e la Resistenza jugoslava è stata la più grande (in rapporto al numero degli abitanti del Paese) guerra popolare contro il nazifascismo in Europa.
/////
Con la Resistenza jugoslava hanno combattuto in armi anche migliaia di italiani, non meno di quarantamila, in massima parte soldati presenti sul fronte nordorientale o nei Balcani che l'indomani dell'8 settembre 1943 hanno maturato la scelta antifascista. La più grande formazione è stata la "Divisione Italiana Partigiana Garibaldi", costituita il 2 dicembre '43, forte di 20.000 uomini e inquadrata come unità dell'Esercito Italiano nell'Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo.
Alcuni italiani hanno combattuto direttamente nell'esercito popolare jugoslavo di Tito.
Uno di questi è stato Nello Marignoli, viterbese, classe 1923, operaio gommista, militare italiano sul fronte greco-albanese e l'indomani dell'8 settembre '43 combattente insieme coi partigiani jugoslavi. La vicenda di Marignoli è oggetto dello spettacolo teatrale "Drug Gojko" (fratello Gojko), monologo dell'attore Pietro Benedetti che rievoca la vicenda sulla base del racconto personale di Marignoli. Lo spettacolo si terrà la sera, dalle 21, di martedì 30 aprile alla Casa della Musica di Parma, nell'ambito delle celebrazioni del 25 Aprile a Parma promosse dall'apposito Comitato per le celebrazioni dell'anniversario della Liberazione.
In allegato la locandina.

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Talijanski antifašisti osudili devastaciju table ulice Josipa Broza Tita: "Tito je simbol najvećeg otpora protiv nacifašizma u Europi"

Advance
- vrijeme objave: Nedjelja - 28. Travanj 2013 | 11:00

PARMA/advance2013.jpg

U našu redakciju stiglo je priopćenje za medije koje prenosimo u izvornom obliku i u cijelosti:

24. aprila poslijepodne, uoči obilježavanja "Dana oslobođenja od nacifašizma", nekoliko grupa talijanskih antifašista, pored ostalih pripadnika Partije komunističke preosnove, Nacionalne koordinacije za Jugoslaviju i Antifašističkog komiteta za povijesno sjećenje iz Parme, poduzeli su korake da bi oznaka na tabli sa imenom ulice Josipa Broza Tita, a koju su nepoznati najvjerovatnije neofašisti prethodno zamrljali, ponovno bila čitljiva.
U dopisu koji su nam poslali drugovi iz Antifašističkog komiteta za povijesno istraživanje stoji, kako je poznato, prije svega povjesničarima, da je Tito simbol jugoslavenskog otpora, a jugoslavenski otpor bio je najveći Narodnooslobodilački rat protiv nacifašizma u Evropi, u odnosu na broj stanovnika Jugoslavije.
U jugoslavenskoj narodnooslobodilačkoj borbi borilo se na hiljade Talijana, ne manje od četrdeset hiljada, najvećim dijelom vojnika sa sjeveroistočnog i balkanskog fronta, kod kojih je sutradan nakon 8. septembra 1943. godine sazrelo antifašističko opredjeljenje. Najveća takva vojna formacija bila je "Talijanska partizanska divizija Garibaldi", osnovana 2. decembra 1943. godine, jačine 20.000 boraca i uključena kao jedinica Talijanske vojske u Narodno oslobodilačku vojsku Jugoslavije. Dok su se neki Talijani borili direktno u okviru Titovih vojnih jedinica.
Jedan od njih bio je i Nello Marignoli, klasa 1923. radnik talijanski vojnik na Grčko-Albanskoj granici, koji se nakon 8. septembra 1943. godine borio zajedno sa jugoslavenskim partizanima. Njegova priča inspirirala je dramske umjetnike za kazališnu predstavu "Drug Gojko", koja će biti prikazana 30. aprila u Casa della Musica di Parma u sklopu obilježavanja 25. aprila Dana oslobođenja u Italiji.

Socijalistička radnička partija
Vladimir Kapuralin






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