[Aggiornamento 8.2.2026: nuove presentazioni, comunicato di Serena Pellegrino] È disponibile il numero 14 della collana orientamenti / Saggio vincitore del concorso "Dieci Febbraio" di Jugocoord

 

Sandi Volk

SOLO PERCHÉ ITALIANI?

UN RICORDO TRUCCATO. I primi vent’anni di riconoscimenti agli infoibati

 

Primo premio del concorso "Dieci Febbraio" del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Introduzione di Andrea Martocchia 

collana orientamenti n.14

© 2026 KappaVu / Jugocoord ETS

pagine 360, 17x24 cm, 20 euro
ISBN: 9788832153682

Scheda:

Il lavoro di Sandi Volk ha come oggetto la disposizione centrale della Legge n. 92/2004 cosiddetta “del Ricordo”, quella che prevede l’attribuzione di onorificenze per i cosiddetti “infoibati”. Esso è una disamina completa basata sui dati ufficiali di fonte governativa che solo recentemente sono stati resi pubblici e finalmente consentono un quadro completo di chi e quanti sono i premiati. La ricerca conferma e attesta che al febbraio 2025, cioè in vent’anni, i nomi degli “insigniti” in totale sono 823, per la gran parte figure compromesse con il regime di occupazione nazista e in alcuni casi persino criminali di guerra denunciati dalla Jugoslavia all’apposita Commissione delle Nazioni Unite per crimini commessi durante l’occupazione del Paese.
I risultati della ricerca di Sandi Volk sono contenuti in questo volume sia nella forma di saggio di analisi e interpretazione critica, sia in forma completa, tabellare. Essi sono a tutti gli effetti clamorosi e dimostrano che con questa legge si è raggiunta la tanto agognata, da parte della destra, equiparazione tra partigiani e repubblichini.
Chi si dichiara antifascista non può rimanere indifferente.

Sandi Volk Si è laureato in Storia contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste e ha conseguito il master e il dottorato in Storia contemporanea presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Lubiana. Ha svolto ricerca sulla nascita del movimento operaio sloveno a Trieste, sul movimento nazionale sloveno nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, sulla Seconda guerra mondiale nella memoria degli sloveni di Trieste, sulla storia del lager nazista della Risiera di S. Sabba, sulla/e memoria/e riguardo al periodo 1918-1954 in vari gruppi della popolazione triestina e soprattutto sul destino degli esuli/profughi istriani e dalmati dopo l’esodo, che è stato anche il tema della tesi di master e di dottorato. A questo tema ha dedicato la monografia in sloveno Ezulski skrbniki. Vloga in pomen begunskih organizacij ter urejanje vprašanja istrskih beguncev v Italiji v luči begunskega časopisja, 1945-1963, e in italiano Esuli a Trieste. Bonifica nazionale e rafforzamento dell’italianità sul confine orientale (Kappa Vu, 2004). Per Kappa Vu ha inoltre curato l’autobiografia di Anton Vratuša Dalle Catene alla Libertà. La «Rabska brigada», una brigata partigiana nata in un campo di concentramento fascista.


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Indice:

Introduzione 
IL LUNGO PERCORSO DEL GIORNO DEL RICORDO E IL SIGNIFICATO CONCRETO DELLA RICORRENZA
Sigle e abbreviazioni
Un percorso lungo
La legge e le sue problematicità
Modifiche e integrazioni della legge
I riconoscimenti sinora assegnati
Considerazioni conclusive
FONTI E BIBLIOGRAFIA
INDICE DEI NOMI FIN QUI CITATI
SCHEDE DELLE PERSONE ALLA CUI MEMORIA SONO STATI CONSEGNATI RICONOSCIMENTI IN OCCASIONE DEL GIORNO DEL RICORDO aggiornato a febbraio 2025
Legenda delle schede
Sigle e abbreviazioni delle schede
Schede
Statistiche al 10 febbraio 2025

   

Per l'acquisto:

Per i soci Jugocoord: a prezzo ridotto di 15 euro presso l'associazione
+2 euro spese di spedizione piego di libro semplice / +5 euro spese di spedizione piego di libro raccomandato
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Presentazioni:

Trieste, venerdì 6 febbraio 2026

Online, martedì 10 febbraio 2026:
alle ore 21:00 in diretta sulla pagina fb di Rifondazione Comunista e sul canale youtube

Parma, giovedì 12 febbraio 2026

 

Recensioni e altri testi:

(ACON) FOIBE. PELLEGRINO (AVS): SENZA FONTI LA STORIA È PROPAGANDA* (ACON) Trieste, 7 feb - "Ho partecipato alla presentazione del libro 'Solo perché italiani? Un ricordo truccato' di Sandi Volk, edito da Kappa vu, in collaborazione con Jugocoord, sulle tragiche e complesse vicende del confine orientale, avvenute durante e dopo la seconda guerra mondiale. Il lavoro di Volk si concentra su quanti e chi fossero gli 'infoibati' a oltre vent'anni dall'approvazione della legge 92 del 30 marzo 2004, che ha istituito in Italia il Giorno del Ricordo 'in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati'".

Così, in una nota, la consigliera regionale Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra, a margine dell'incontro svoltosi ieri presso il Circolo della stampa di Trieste.

"Un importante lavoro di ricerca e di approfondimento che manifesta in modo chiaro che la ricerca storica vive di fonti, di metodo - evidenzia Pellegrino -. Quando, invece, le chiacchiere vengono elevate a fonte storica, quando basta scrivere una cosa sui giornali perché diventi vera, allora la storia smette di essere ricerca e diventa costruzione politica".

"Ci avviciniamo al 10 febbraio, Giorno del Ricordo. Dovrebbe essere un'occasione di responsabilità, di studio, di rispetto del contesto. E invece - continua l'esponente di Avs -, sempre più spesso, diventa il momento in cui qualcuno prova a usare la storia come clava identitaria, a piegare la realtà per un proprio tornaconto e interesse, verso una narrazione unica, una semplificazione comoda e chi chiede fonti e verifiche viene trattato come un problema".

"La storia, lo sappiamo, spesso la scrive la politica, la scrive chi vince. Ma oggi - aggiunge la consigliera - vediamo anche
altro: chi ha perso e poi ha ripreso potere, tenta di ribaltare la narrazione e di imporne una sola, la sua, dentro la quale persino fare domande diventa sospetto e fastidio da eliminare, non una garanzia di democrazia. Il punto non è negare il dolore di nessuno. Il punto è pretendere chiarezza quando lo Stato certifica una memoria ufficiale. Se un riconoscimento pubblico finisce per includere anche persone compromesse con il fascismo o con il collaborazionismo, allora la memoria si capovolge: non illumina la storia, la distorce. In quel caso non stiamo commemorando vittime in senso storico, ma stiamo costruendo un pantheon pubblico dove alcune figure vengono presentate come 'martiri' a prescindere dalle responsabilità che hanno avuto, è la riabilitazione dei fascisti".

"Durante l'incontro - prosegue l'esponente regionale - è emersa con forza anche un'altra distorsione: ci sono temi su cui oggi diventa difficile fare ricerca, perché chi prova a studiare e contestualizzare rischia di essere etichettato e delegittimato. È un clima che soffoca gli studiosi della storia di quegli anni, che sono l'unico argine alle narrazioni manipolate. Se la storia la decidiamo per acclamazione, tanto vale abolire gli archivi e tenere solo i titoli".

"Trieste conosce bene questa tensione - incalza l'esponente rosso-verde -, perché la storia del confine orientale è stata troppe volte trasformata in terreno di scontro identitario.
Proprio per questo serve rigore. Serve distinguere i contesti, riconoscere le responsabilità, non trasformare tutto in un racconto che confonde e assolve. La memoria pubblica deve essere un bene comune, non uno strumento per riscrivere il passato".

"Continuerò a chiedere, dentro e fuori le istituzioni, che la memoria sia trattata con responsabilità, perché senza verità verificabile non c'è storia, e senza memoria antifascista non c'è democrazia. I numeri oggettivi dei reali riconoscimenti dati in forza della legge 92/04, i riferimenti storici e bibliografici esplicitati nel libro di Sandi Volk sono difficilmente confutabili. Un libro scritto in modo talmente semplice - conclude Pellegrino - che colma quell'ignoranza dilagante e su cui si sta fondando una narrazione che invade anche le menti più oneste".

 


collana orientamenti

La conoscenza della realtà jugoslava e balcanica nel nostro paese è meno che scarsa. Nonostante la prossimità geografica, le vicende comuni e gli inevitabili scambi culturali avuti nei secoli, la visione che permane egemone nella pubblica opinione è sintetizzabile con la ben nota locuzione: hic sunt leones. Se attorno al mondo slavo in genere prevalgono vuoi esotismo e intellettualismo vuoi pregiudizio e ostilità, sullo specifico jugoslavo dopo la crisi drammatica di fine Novecento è stata ulteriormente incoraggiata la propensione a rimuovere tutto quanto riguarda i caratteri al contempo unitari e multiformi di quello spazio culturale e storico-politico.
Perciò il Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia Onlus si è dato come obiettivo costituente quello di rendere possibile una maggiore integrazione delle conoscenze in materia, ed a questo scopo "pubblicare libri, opuscoli, materiali audiovisivi" oltre che diffondere e rendere sempre disponibili informazioni con i moderni strumenti telematici e promuovere specifiche iniziative culturali ed informative.
In linea con questo intendimento viene promossa la collana orientamenti, la quale, intervenendo in territori della Conoscenza attualmente popolati poco e male, necessariamente si prefigge di fornire innanzitutto gli strumenti basilari – ripubblicando classici o traducendo testi importanti mai giunti prima in Italia, fornendo strumenti sintetici e divulgativi su temi diversi, rispondendo alle richieste di chi è veramente interessato a sapere e capire.

CONTENUTI DELLA COLLANA:

Arte e cultura slava e balcanica / Storia contemporanea / Movimento di Liberazione / Politica internazionale / Mondo slavo / Biografie / Movimento operaio e antifascista / Internazionalismo partigiano / Teoria politica / Linguistica / Nazionalità e identità / Amicizia tra i popoli / Macroeconomia / Materiali per la Associazione