Lettera inviata al "Manifesto" il 19/6/2000:

Osservo con molte perplessita' lo schierarsi di associazioni di
volontariato per un impegno, di per se nobile, in favore dello sviluppo
democratico in Jugoslavia, chiedendomi quanto tale impegno non abbia a
che fare, in realta', con l'ossimoro "Guerra Umanitaria". Quanto, cioe',
la guerra non sia frutto di un albero nato dal seme dell'ingerenza
umanitaria, fatta apparentemente in buona fede e per solidarieta' ma, in
realta', pericolosa perche' va ad innescare un processo incontrollabile
di effetti e reazioni a catena. Se la guerra e' stato il suo frutto
velenoso, non bastera' potarlo, quell'albero!
Vedere poi come, in modo parallelo ed ufficiale, l'Italia sposi il
progetto UNHOPS, organismo delle Nazioni Unite per aiuti allo sviluppo
delle citta' jugoslave rette dall'opposizione, cioe' quasi tutte (altro
"ossimoro", perche' e' difficile capire come in un paese governato da un
novello "Hitler" possano esistere giunte di opposizione...), fa un po'
pensare.
Perche' quando ci si muove in quel senso, ci sono miliardi da gestire e
da spendere ma dietro suggerimento di chi, in realta', la guerra l'ha
fatta e ha causato il dramma che si tenta di arginare. E allora, dove
sta la contro-informazione, la denuncia, la ferma opposizione alla
guerra e alle politiche espansioniste se poi, di contro, si sta al gioco
della perdizione-distruzione con relativa redenzione-ricostruzione? E
perche', allora, non si fa la stessa cosa in Iraq? Forse, in Iraq, non
ci sono citta' rette dall'opposizione? Forse, laggiu', il novello Hitler
e' un po' piu' Hitler dell'altro? E in Kosovo, terra UCK, e' stato
raggiunto un livello accettabile di democrazia e di convivenza
multietnica? Li' televisioni e radio e giornali sono esempi di
obbiettivita'?
Credo che un'associazione che lavori nel campo della solidarieta'
internazionale debba chiedersi se il proprio impegno non serva, qualche
volta, a celebrare l'opportunismo di chi andrebbe, in realta',
processato per crimini contro l'umanita'. Le scelte sono anche politiche
e sono fondamentali.
Fra i partecipanti UNHOPS c'e' il governo italiano e con le associazioni
tratta un certo Umberto Ranieri, ex sottosegretario agli Esteri durante
la guerra NATO e suo energico sostenitore. Vagliera' i progetti da
finanziare... Qualcuno se lo ricorda ancora, o e' meglio per tutti
dimenticare?

Alessandro Di Meo, Roma

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Lettera inviata al "Manifesto" il 23/7/2000:

FARE DEL BENE A CHI?

Lo spunto di questa lettera è l'intervento di Marcello Cini pubblicato
in
ultima sul manifesto di giovedì 20 luglio dal titolo "Perché no?
Facciamoci
del bene", in cui l'eminente teorico della scienza discetta sulla
opportunità che un gruppo di suoi amici tornino a rappresentare
l'alleanza
di centrosinistra nella malaugurata previsione di una vittoria
elettorale
della destra.
Sarebbe oltremodo opportuno che qualcuno (magari un giornalista
vero)
voglia oggi ricordare ai lettori che tra i poveri "orfani dell'alleanza
di
centro sinistra" figurano nomi che hanno sostenuto a pieno titolo, come
partecipanti al governo D'Alema, ovvero come silenti spettatori
dell'evento, l'aggressione bellica alla Jugoslavia dello scorso anno,
che
nelle colonne di questo giornale è stata compiutamente descritta e
condannata. Perciò non sto qui a ricordare le conseguenze ecologiche,
sanitarie ed economiche di questa guerra, visto che molti partecipanti
al
"salotto" si considerano ecologisti formati. E' tuttavia spiacevole e
deludente che tali "protagonisti" cerchino ancora credibilità nella
confusione della disinformazione o nel segreto dell'urna, ma è
soprattutto
offensivo per chi è stato e sarà ancora colpito da questa e da altre
guerre, senza neppure il barlume di un riscatto di umana giustizia.
Un consiglio, invece, per molti di coloro che sono passati al
centro o che
non riescono più a rifarsi una verginità politica a sinistra: sarebbe
più
opportuno che, perduti dietro ai compromessi, se non riescono più a fare
il
lavoro per cui si sono un dì qualificati, si dirigessero direttamente
all'indirizzo di Berlusconi, come altri hanno già fatto in un recente
passato; oggi, infatti, se ci sono cose di cui ha bisogno la sinistra,
queste sono ancora la chiarezza e completezza dell'informazione e la
reale
solidarietà, che ci permettono di collaborare tra "diversi"; il resto
predicato da Cini lo si può considerare "un furbetto giochetto di
Ermete"...

Mauro Cristaldi, Roma


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