Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia ETS
ITALIJANSKA KOORDINACIJA ZA JUGOSLAVIJU
ITALIAN COORDINATION FOR YUGOSLAVIA

[hrvatskosrpski / italiano]

 

La squallida deriva fascista della tifoseria dell' Hajduk Spalato

 

0) FLASHBACK: 1944, l'Hajduk dei partigiani in tournée italiana

1) SRP: Dvostruke konotacije stigle na naplatu

2) «Alzati, Adolf» (Balkanar)

 

=== 0: FLASHBACK ===

1944, l'Hajduk dei partigiani in tournée italiana

Nel maggio 1944 la squadra calcistica dell’Hajduk di Spalato, appena ricostituita a Vis/Lissa presso la centrale militare del NOVJ (Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia), iniziò subito «una serie di partite amichevoli [...] disputate in primo luogo, per promuovere il calcio in un periodo difficile, ma anche per “promuovere”, seppure non ufficialmente, il ruolo dei partigiani nella guerra. Non per niente anche se la società venne rifondata con il nome storico di Hajduk, la squadra partecipò a quasi tutte le partite con la denominazione Hajduk NOVJ [...] che ben presto venne modificato in Hajduk-JNA. Quello della costituzione di un club, chiamato a rappresentare uno stato in via di fondazione, anzi un’idea politica e militare, fu un caso unico del suo genere. Ebbe un grande successo soprattutto grazie ai giocatori di classe che scesero in campo, ma anche alla grande fama internazionale che l’Hajduk aveva acquisito negli anni prebellici.» Dopo le prime partite a Vis, la squadra «si trasferì a Monopoli ormai in mano inglese e vi rimase per 10 giorni trascorsi in primo luogo in allenamenti di preparazione per le molte partite in programma. I primi a fare da “cavia” furono i giocatori della caserma inglese di Mola di Bari che persero per ben 10-0. Questo incontro fu il preludio alla prima vera partita contro un avversario temibile, la squadra dell’ottava armata inglese. Questa squadra, che all’epoca era considerata fortissima, fu affrontata il 18 giugno 1944 a Bari Palese.» La partita, che le cronache riportano come entusiasmante, finì 3 a 2 per gli jugoslavi. «Durante l’estate poi seguirono parecchie altre partite, anche due alla settimana, contro tutti i possibili avversari in Puglia. Furono affrontate svariate squadre inglesi a Gravina e a Manfredonia. Poi ci furono incontri anche più lontano, a Napoli e pure a Roma. E per l’appunto a Roma il 27 agosto ci fu la seconda partita contro la squadra dell’ottava armata inglese. Fu nuovamente una partita difficile contro un avversario ostico che finì questa volta in parità: 1-1. La lunga serie di risultati utili e in grande parte di vittorie fu interrotta il 23 settembre 1944 a Bari. Fu un incontro memorabile contro una squadra di livello nazionale. Ufficialmente la squadra si chiamava, nona armata inglese, ma in realtà si trattava della nazionale militare del Regno unito, formata da svariate stelle della nazionale. [...] In quest’occasione l’Hajduk giocò sotto il nome di nazionale militare Jugoslava. Le cronache dell’epoca scrissero che la partita si disputò in una giornata caldissima davanti a ben 50.000 spettatori: di questi tantissimi appassionati vennero da fuori Bari a bordo di ben 1.000 camion. Un vero spettacolo, quasi unico in quel periodo. [...] Il risultato finale di 7-2 fu la chiara dimostrazione di quello che era stato il gioco delle due squadre. [...] L’Hajduk [...] disputò ancora diversi incontri nell’Italia meridionale, vincendone una buona parte. Ci fu una sola ulteriore sconfitta a Foggia con i locali delle RAF XI per 3-0. All’inizio di novembre la squadra fece ritorno a Spalato, ormai in mano partigiana. Nel capoluogo dalmata disputò tre partite prima della rivincita contro la nazionale militare inglese.»

 

Fonte: Il rinnovato Hajduk fu un osso duro anche per i nazionali inglesi

di Igor Kramarsich, su La Voce del Popolo, supplemento "inpiù Dalmazia" Anno IV n. 5, 10 maggio 2008

https://www.cnj.it/home/images/PARTIGIANI/LaVocedelPopolo100500_Hajduk.pdf 

Citato da Gaetano Colantuono in: A. Martocchia et al., I partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana, Roma, Odradek, 2011 – Cap.7 "Nelle Puglie".

 

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https://www.srp.hr/dvostruke-konotacije-stigle-na-naplatu/

Dvostruke konotacije stigle na naplatu

Socijalistićka radnička partija najoštrije osuđuje divljanje navijača Hajduka, svu iskazanu mržnju, ustaštvo i nacizam

Ovo je sramota za sve građane Republike Hrvatske. To je gangrena naše domovine, a vlada to negira smatrajući to „incidentima”. Svaka kriva dijagnoza vodi do krivog liječenja, a krivo liječenje znamo čime završava. Upravo to opisuje ovakve „incidente”.

Samo naivni mogu povjerovati u spontanost takvih događaja. Iza organizatora ovih ustaških i nacističkih događaja čvrsto stoji apatija institucija i oportunističke „dvostruke konotacije“ Vlade RH. Organizatori se ne bi ni pokrenuli da nisu sigurni da pravna država neće reagirati.

Ovakvi događaji, kako svi možemo vidjeti, samo se akumuliraju iz dana u dan jer Hrvatska vlada to jasno omogućava. Njihove licemjerne izjave o osuđivanju samo su lakiranje grube stvarnosti

Nakaradnim odobravanjem ustaštva, najveće sramote hrvatskog naroda, kroz izmišljene „dvostruke  konotacije”, Vlada vidljivo podržava ove pojave. Čak i u Saboru, čija je dužnost štititi Ustav i zakone Republike Hrvatske, čuju se, nekažnjeno, ustaški pozdravi zastupnika.. Pa, iako je to izričito zabranjeno ustavom, ne kažnjavaju se niti običnom opomenom. Oni koji bi trebali braniti Ustav sprdaju se s njim!

Međutim, kad se s ljevice pojavi i natruha drugačijeg mišljenja, ne poziva se na javno deklariranu slobodu mišljenja, Vlada tu nema nikakve „dvostruke konotacije” već oslobađa prostor lijepeći etiketu “jugonostalgičara”. Pa, kad bi tako i bilo, pitamo se: čija je nostalgija društveno opravdanija? Države koja je od ruralne, zapuštene i ratom uništene zemlje u 15 godina stvorila obrazovanu, industrijsku zemlju ili ona, danas na djelu, koja je poklonila dijelove naše države fašističkim režimima i dokazano vršila genocid i kao i sve druge vrste zločina?

Vladu podsjećamo na narodnu mudrost: “lopov je onaj koji trpa u vreću, ali i onaj koji vreću drži”. Pitamo dokle će Vlada „držati vreću” i praviti se da ne vidi tako očite pojave? Ako je stvarno tako nesposobna da ništa ne vidi, onda pozivamo sve građane da je smijenimo kako ne bi dalje nanosila štetu građanima Republike Hrvatske. Naša država ima demokratske mehanizme za to.

Pokažimo da smo barem nešto naučili iz povijesti jer ljudi i narodi koji nisu ništa naučili iz povijesti moraju je ponoviti. Pokažimo da smo naučili barem za dvojku, a ne da sjedimo u „magarećoj klupi”.

Pokažimo da se nećemo ponašati kako je jedan mudri čovjek rekao „Najprije su došli po Židove, ja nisam Židov, nisam se bunio. Onda su došli po Rome, ja nisam Rom, nisam se bunio. Onda su došli po komuniste, ja nisam komunist, nisam se bunio. Onda su došli po nas. Više nije bilo nikoga da digne glas protiv“.

Socijalistička radnička partija Hrvatske

17. listopada 2026. 

 

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Fonte: @balkanar , 16.10.2026.

<https://t.me/balkanar/2977?single>

«Alzati, Adolf»

Negli ultimi tempi, il nazismo in Croazia sta tornando a manifestarsi. Azioni anti-serbe di vario genere avvengono regolarmente, così come crimini contro i serbi motivati dall'odio. Tuttavia, a quanto pare, gli ustascia non si sono accontentati di questo: un nuovo bersaglio sono diventati gli ebrei.Ieri, 15 ottobre, prima della partita di Conference League UEFA tra la squadra locale «Hajduk» e l'olandese «Ajax» allo stadio «Poljud» di Spalato, i tifosi di casa hanno provocato una serie di incidenti.Dirigendosi verso lo stadio in una colonna organizzata, hanno urlato slogan antisemiti, esaltato Hitler e intonato slogan di estrema destra. A capo della marcia c'era un'auto con una bara finta con la scritta «Ajax», che i radicali hanno poi distrutto.Un po' di contesto: la maggior parte dei tifosi dell'Ajax non sono ebrei, ma utilizzano bandiere israeliane, la stella di David e canzoni ebraiche. Questo perché, prima della Seconda guerra mondiale, ad Amsterdam viveva una grande comunità ebraica, e il vecchio stadio del club si trovava vicino ai quartieri ebraici. Nel tempo, i tifosi hanno adottato il soprannome «ebrei», che originariamente era usato dai tifosi avversari per offenderli.Le tendenze nella società croata e il movimento degli antifascisti:
* Negli ultimi anni, in Croazia, si stanno diffondendo sentimenti revisionisti e neonazisti, accompagnati da azioni pubbliche e violenza. Allo stesso tempo, le autorità non sembrano intenzionate a fare nulla al riguardo, anzi, incoraggiano tali manifestazioni: basta ricordare il recente concerto del nazionalista Marko Perković Thompson a Zagabria, che è stato sorvegliato dalla polizia.
* Tuttavia, non tutta la società croata condivide queste idee radicali: nel paese operano anche diverse organizzazioni antifasciste, che organizzano regolarmente le proprie azioni. Ad esempio, il 30 novembre 2025, grandi marce antifasciste si sono svolte contemporaneamente in quattro città del paese.
* Tuttavia, queste organizzazioni sono soggette a continue pressioni e a un'applicazione della legge selettiva, che spesso le tratta in modo più severo rispetto agli ustascia. Nell'aprile 2026, il Ministero dell'Interno croato ha avviato un'indagine contro l'organizzatrice della marcia antifascista a Zagabria, Marija Mileta, con l'accusa di violazione dell'ordine pubblico.In questo modo, il problema nell'odierna Croazia non risiede solo e non tanto nella crescente popolarità delle idee di estrema destra, quanto nella riluttanza del governo a combatterla e nella tolleranza effettiva nei confronti dei radicali.

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