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Contro il Donbass come contro le Krajine

0) INIZIATIVE NEI PROSSIMI GIORNI 
1) ALTRI LINK SEGNALATI
Il primo ministro designato della Croazia, Plenković, in visita a Kiev offre aiuto "per la reintegrazione pacifica del Donbass... sul modello croato" (SIC). Giustamente indignata la reazione dalla Russia
2) Kiev: la popolazione del Donbass “geneticamente impura” (F. Poggi)


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INIZIATIVE NEI PROSSIMI GIORNI

NAPOLI giovedì 8 Dicembre 2016
dalle ore 16 in Via Carriera Grande 32
Movimento Internazionale Antifascista e Migranti USB Campania promuovono:
LA VOCE DEI MARTIRI DI ODESSA
Incontro con un sopravvissuto al Massacro di Odessa

ROMA venerdì 9 Dicembre 2016
dalle ore 16:30 in Via dell’Aeroporto 129
Federazione Nazionale USB promuove:
ODESSA NON DIMENTICA
Incontro con un sopravvissuto al massacro di Odessa del 2 maggio 2014 
Il Dipartimento Internazionale USB in collaborazione con la Banda Bassotti 
ospita un sopravvissuto dell’assalto alla Casa dei Sindacati di Odessa dove sono stati trucidati 55 sindacalisti nel totale silenzio dell’Europa e della politica Italiana 

ROMA sabato 10 Dicembre 2016
dalle ore 18 presso lo Scalo 77 – Via dello Scalo San Lorenzo 77
Scalo 77 e Banda Bassotti promuovono:
INCONTRO CON UN SOPRAVVISSUTO AL MASSACRO DI ODESSA
Ad Odessa nazisti incendiarono la Casa dei Sindacati e assassinarono più di 50 compagni. Nessuno ha pagato fino ad ora.
Subito dopo il dibattito ci sarà una cena popolare di sostegno alla Carovana Antifascista del 1 maggio 2017.

PADOVA sabato 10 Dicembre 2016
dalle ore 17 alla Marzolo Occupata (via Marzolo 4, zona Portello)
Coordinamento Antifascista Veneto di Solidarietà con la Resistenza nel Donbass promuove:
CON IL DONBASS CHE RESISTE
proiezioni video e dibattito con testimonianze dirette. Cena - a base di prodotti tipici ucraini - e lotteria benefit. I soldi ricavati saranno usati per le spese delle spedizioni degli aiuti nelle zone colpite dalla guerra.
*E' gradita la conferma della partecipazione alla cena* (comandantegiacca @ libero.it).  
evento FB: https://www.facebook.com/events/1610523872583255/


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ALTRI LINK SEGNALATI

KIEV: L'ITALIA DELL'IMPERO ROMANO HA PIÙ DIRITTI DELLA RUSSIA SULLA CRIMEA (di Fabrizio Poggi, 9 Febbraio 2016)
... Jaroš, parlando ieri a Mariupol, ha “assicurato” che i suoi uomini riconquisteranno Donbass e Crimea: “Torneremo in possesso del Donbass e, col tempo, anche della Crimea, e non solo per via diplomatica." (...) Pare che Jaroš, secondo l'agenzia nnr.su, avesse in mente “l'esperienza croata” che, a suo dire, consiste in “trattative, preparazione e operazione militare fulminea”, contemporaneamente all'introduzione dello stato d'assedio e annullamento delle elezioni nel Donbass. Un'altra occasione, per il nazista Jaroš, di “glorificare” i propri modelli fascisti, che con gli ustaša croati tanto hanno contribuito al disfacimento Nato della Jugoslavia...

PLENKOVIĆ U UKRAJINI Ovo je prvi službeni posjet jednog hrvatskog premijera toj zemlji (Hina, 20.11.2016.)
Predsjednik hrvatske vlade Andrej Plenković doputovao je u nedjelju u službeni posjet Ukrajini... "Iskustva Hrvatske u mirnoj reintegraciji okupiranih područja "mogu bilo vrlo korisna za Donjeck, Luhansk i Krim..."

VIDEO: Plenković: Hrvatska će pomoći Ukrajini u mirnoj reintegraciji (HRT, 21.11.2016.)

RUSI OŠTRO KRITIZIRAJU ZBOG PLENKOVIĆEVA PRIJEDLOGA UKRAJINI: 'CIJENA HRVATSKE INTEGRACIJE TERITORIJA BIO JE PROGON 250.000 SRBA' (Sandra Veljković, 22.11.2016)
Bavite se svojim kroničnim problemom, kršenjem prava Srba i drugih manjina, a ne Ukrajinom

DIPLOMATIE : QUAND LA CROATIE OFFRE SES SERVICES POUR LA RÉUNIFICATION DE L’UKRAINE (CdB, jeudi 24 novembre 2016)
« Absurde ». Voilà ce que pense la Russie de la proposition du Premier ministre croate, Andrej Plenković, d’aider l’Ukraine à réintégrer pacifiquement la Crimée au sein de son territoire. L’initiative, on s’en doute, avait peu de chance d’aboutir, et Moscou ne manque pas de rappeler l’exode des Serbes de Krajina...

PLENKOVIĆ SE NARUGAO PRIOPĆENJU RUSKOG MINISTARSTVA: TO JE NIŽA RAZINA (Hina, srijeda, 23.11.2016.)
... "Tu se govori o našem iskustvu, konfabulira se, govori se o progonu Srba iz Hrvatske, o tome da se mi orijentiramo na neke druge teme", rekao je Plenković... Ustvrdivši da je cijena hrvatske reintegracije svog teritorija bio progon 250 tisuća Srba u operacijama 'Bljesak' i 'Oluja' ruski komentator rekao je kako bi umjesto besperspektivnih prijedloga o Ukrajini Zagreb trebao aktivnije rješavati problem prava Srba. Na pitanje o već dvije godine upražnjenom veleposlaničkom mjestu u Moskvi Plenković je odgovorio da će doći na red do kraja godine...

Andrej Plenković o temi: UKRAJINA


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http://contropiano.org/news/internazionale-news/2016/11/23/popolazione-donbass-geneticamente-impura-086202

Kiev: la popolazione del Donbass “geneticamente impura”


di Fabrizio Poggi

Se è lecito spendere una parola a suffragio dell'Ucraina del post-majdan, allora non si può fare a meno di ammettere che le cronache “intellettuali” golpiste non danno il tempo di annoiarsi. Dopo le esternazioni “spirituali del patriarca scissionista Filaret, secondo il quale la guerra nel sudest dell’Ucraina è la punizione divina scagliata contro i senzadio del Donbass; dopo la “scomunica” minacciata dal metropolita della diocesi Lutskaja e Volynskaja Mikhail Zinkevič, contro quei fedeli ucraini che osino pregare non “nella vostra lingua ucraina”, ma invece “nella lingua dell’occupante”; dopo le “rivelazioni” sulle scoperte geografiche, giuridiche, pittoriche dovute alla ingegnosità ucraina; ecco che ora il genio golpista si arricchisce di un'altra rivelazione, questa volta nel campo della genetica. Il (con rispetto parlando) “Ministro” della cultura di Kiev, l'attore tetral-cinematografico Evgenij Niščuk delizia il sapere universale sulla “inferiorità genetica” o “non completa purezza genetica” degli abitanti del Donbass. La “mancanza” sarebbe dovuta al fatto che parte della popolazione è “importata” e, come conseguenza, la cultura ucraina progredisce lentamente. “Se parliamo della genetica di zone quali Zaporože o il Donbass” ha detto il (vedi sopra) “Ministro”, “là non vi è genetica, sono zone di importazione. La stessa città di Čerkassy è per metà di importazione. Perché? Perché si aveva paura dello spirito di Ševčenko. Era il metodo sovietico” ha sentenziato il (di nuovo) “Ministro”, rispondendo a una domanda sulle ragioni della lenta diffusione della cultura ucraina nel Donbass. Il mondo ha appreso la nuova “scoperta” dalle onde del programma “Libertà di parola” (nel caso specifico, è il caso di dire: purtroppo!) del canale ICTV.

Forse anche per questo, a Kiev si studia così attentamente il metodo croato di pulizia etnica nella ex Republika Srpska Krajina, con le relative fasi dell'operazione “Tempesta”, con cui 150.000 soldati croati ebbero la meglio su 27.000 miliziani serbi e deportarono poi più di 250.000 civili serbi, distruggendo oltre 20.000 loro abitazioni.

Il paragone tra le mosse dei golpisti ucraini nei confronti del Donbass è fatto da Evgenij Krutikov, che su Vzgljad scrive di come l'ex consigliere presidenziale e attuale procuratore generale ucraino, l'elettrotecnico Jurij Lutsenko, inviti a studiare l'esperienza della “pacifica reintegrazione dei territori occupati” della Krajna e, allo scopo, abbia addirittura dato vita a una commissione mista croato-ucraina. Tutto, pur di non attuare nemmeno uno dei punti degli accordi di Minsk sulla soluzione pacifica della questione del Donbass; d'altronde, il comandante delle truppe di Zagabria che vent'anni fa guidò l'operazione “Tempesta” era un ucraino, il generale Zvonimir Červenko.

Già nel 2014 Lutsenko aveva suggerito, sull'esperienza croata, di utilizzare gli intervalli di cessate il fuoco per raccogliere le forze, grazie anche agli ingenti aiuti tedeschi e statunitensi, prima di sferrare un attacco su larga scala. Al netto di quanto ascritto a Milosevic, secondo cui egli avrebbe “scambiato” la Krajna con la fine delle sanzioni alla Serbia, sta di fatto che, in ogni caso, Zagabria, all'epoca, non aveva nemmeno bisogno di ricorrere agli schemi del “Ministro” ucraino Zinkevič e di dimostrare che i serbi erano persone di rango inferiore: l'appoggio occidentale era comunque assicurato.

Ma, in attesa di tale “pulizia” etnica golpista, qualcuno, al di là dei confini ucraini, sta iniziando artigianalmente a fare la sua parte. Nelle città polacche di confine, in cui vive anche una parte di ucraini, questi ultimi vengono sempre più spesso fatti oggetto di aggressioni. L'ultimo episodio è del 19 novembre scorso, a Rudnik nad Sanem, nel voivodato della Precarpazia, circa 180 km a nordovest dell'ucraina L'vov. Anche se i media polacchi e gli stessi ucraini aggrediti intendono smentire ogni ragione etnica, tali incidenti si stanno ripetendo con progressione preoccupante. Una settimana prima, una rissa gigantesca tra ucraini e polacchi era scoppiata a Częstochowa, nel voivodato della Slesia.

D'altronde, qualche comune discendenza “veteronazista”, al di qua e al di là della Vistola, non può non riflettersi negli odierni “complimenti” polacco-ucraini; c'est la vie. 


Fabrizio Poggi

23 novembre 2016