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COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA

ITALIJANSKA KOORDINACIJA ZA JUGOSLAVIJU



 
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Renicci (Anghiari, AR):
un campo di concentramento
per jugoslavi su territorio italiano

pagina a cura di S. Angeleri e A. Martocchia


Iniziative per la memoria:
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Anghiari (AR) 7 febbraio 2010
Canti dal Campo d'Internamento Fascista n.97


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IL GIORNO DELLA MEMORIA A RENICCI DI ANGHIARI (27 gennaio 2008)
video


Giorno della memoria celebrato presso il campo di concentramento di Renicci nel Comune di Anghiari, da cui transitarono, tra il 1942 e 1943, ben 9000 prigionieri slavi, molti dei quali trovarono la morte. Il servizio di Lorenzo Canali per www.primopianonotizie.com .



Ad Anghiari, in provincia di Arezzo, sorgeva uno dei campi di concentramento usati nella Seconda Guerra Mondiale (dal 1942 al 1943) per internare slavi. Si tratta del campo di Renicci, in località La Motina (Anghiari, AR). Ad esso era assegnato il numero progressivo 97 tra i campi militari per prigionieri di guerra (P.G. - cfr. all. 1 al fg. 1/46635 del 07/09/'42 dello Stato Maggiore, in Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Esercito - AUSSME, Ufficio Prigionieri di Guerra, circ. 279).

Su questo campo è reperibile la seguente letteratura:

Un campo di concentramento in riva al Tevere
di Carlo Spartaco Capogreco
Mursia 2003

Renicci  - Un campo di concentramento in riva al Tevere
di Carlo Spartaco Capogreco 
Fondazione Ferramonti, 1998

I campi del duce
di Carlo Spartaco Capogreco
Einaudi Torino 2004

La vita quotidiana di un campo di concentramento fascista. Ribelli sloveni nel querceto di Renicci-Anghiari (Arezzo)
di Daniele Finzi
Ed. Carocci, 2004 - Prezzo di listino: € 18,40
Collana: Studi storici Carocci - Pagine: 192 - ISBN: 8843031538

Le vicende del campo di prigionia di Renicci d'Anghiari

a cura del prof. Daniele Finzi
Istituto Comprensivo di Anghiari

Ventotene - Renicci d'Anghiari: dal confino al campo di concentramento
di Giorgio Sacchetti, in:
"Pagine Altotiberine" n. 34, gennaio - aprile 2008 (pp. 41-64)
(Renicci ... dopo il 25 luglio fu un campo "badogliano", destinato ancora agli slavi e ad un centinaio di anarchici provenienti da Ventotene, ma rimase sempre controllato dai soliti aguzzini fascisti. Il regime di Badoglio, evidentemente, si poneva come continuatore di quello mussoliniano nel perseguire politiche razziste antislave, nel perseguitare gli antifascisti libertari. Il saggio di Giorgio Sacchetti è un aggiornamento e messa a punto delle ricerche condotte dal medesimo autore fin dal 1987. Richieste / info: Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere, casella postale 177, cap. 52037 - Sansepolcro (AR); redazione @ altoteverestorica.org)

I sentieri della guerra
di Giuseppe Bartolomei
ITEA Editrice, Anghiari 1994
(contiene pianta e foto del campo di Renicci)

Il cammino vitale del partigiano Kirija
di Nicola Kardoš
stampa TAF - Corridonia (AP) 2009


Da questi testi abbiamo tratto le seguenti informazioni:


Tra i campi per internati civili installati dai fascisti quello di Renicci si distinse per la particolare durezza delle condizioni di vita e l'elevata mortalità dei prigionieri. I primi "ospiti" del campo furono sloveni delle regioni annesse all'Italia; si aggiunsero poi i croati (e un piccolo numero di ebrei); infine, nell'estate del '43, altri croati, albanesi, montenegrini, italiani e altri sloveni trasferiti dai campi del meridione.
Ad ogni modo il gruppo sloveno è stato il gruppo più consistente.

La struttura del campo all'inizio doveva essere per prigionieri di guerra, ma dopo la fuga nell'agosto del '42 di otto sloveni che erano riusciti a fuggire attraverso un tunnel dal campo di Gonars si ritenne che sarebbe stato più sicuro disporre di un campo per civili lontano dal confine con la Jugoslavia, e così fu decisa la variazione d'uso del campo di Renicci... I primi internati giunsero da Gonars il 7 ottobre 1942, quando ancora il campo non era pronto, e si sistemarono sotto le tende; alla fine di ottobre il campo ospitava 1300 persone; dati ufficiali dicono che il campo ospitava all'inizio di dicembre 3884 persone - uomini tra i 12 e i 70 anni.
Malattie, pulci e pidocchi, fisico indebolito... i prigionieri morivano soprattutto per dissenteria e fame. Le condizioni di vita erano dure anche perchè passarono l'inverno sotto le tende. Nel periodo di maggiore freddo le morti arrivarono anche a tre o quattro al giorno.
I morti furono sepolti nel cimitero di Micciano (nei pressi) e ora i resti si trovano nel sacrario di Sansepolcro.
Nel campo c'era una cellula politica comunista clandestina che faceva capo a Lojze Bukovac.

Dopo l'otto settembre i prigionieri non furono liberati, ma il 14 settembre ci fu una fuga in massa dal campo perchè lasciato incustodito dai guardiani che si erano spaventati all'arrivo di un gruppo di tedeschi in cerca di benzina...
I prigionieri furono ospitati dalle famiglie dei contadini e poi si diressero verso le Marche, per raggiungere infine la Jugoslavia; alcuni (quelli più politicizzati) si unirono alla Resistenza italiana.


Luoghi da visitare:

- il Parco della Memoria nel sito dell'ex campo di concentramento

- il Museo della Resistenza di Sansepolcro

Via Matteotti 10, Sansepolcro (AR)
Tel. 0575 742293
Questo museo contiene una raccolta di armi leggere della seconda guerra mondiale, un plastico e oggettistica provenienti dall'ex campo di concentramento renicci


Per uno studio generale sui campi di concentramento fascisti vedi:

La nostra pagina dedicata ai
LUOGHI DI INTERNAMENTO E DI CONFINO PER JUGOSLAVI




Il monumento che è stato realizzato nel 2004 dagli alunni dell'Istituto d'Arte di Anghiari:



Il monumento è stato collocato in un parco che si chiama Parco della Memoria, sito all'interno di quello che era il campo di Renicci:



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