IL GIORNO DELLA MEMORIA A RENICCI DI
ANGHIARI (27 gennaio 2008)
video
Giorno della memoria celebrato
presso il campo di concentramento di Renicci nel Comune di Anghiari, da
cui transitarono, tra il 1942 e 1943, ben 9000 prigionieri slavi, molti
dei quali trovarono la morte. Il servizio di Lorenzo Canali per www.primopianonotizie.com .
Ad Anghiari,in provincia di Arezzo, sorgeva uno dei
campi di concentramento usati nella Seconda Guerra Mondiale (dal 1942
al 1943) per internare slavi. Si tratta del campo di Renicci, in località La Motina (Anghiari,
AR). Ad esso era assegnato il numero progressivo 97 tra i campi
militari per prigionieri di guerra (P.G. - cfr. all.
1 al fg. 1/46635 del 07/09/'42 dello Stato Maggiore, in Archivio
Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Esercito - AUSSME, Ufficio
Prigionieri di Guerra, circ. 279).
Su questo campo
è reperibile la seguente letteratura:
I
campi del duce di
Carlo Spartaco
Capogreco Einaudi
Torino 2004
La vita
quotidiana di un campo di concentramento fascista. Ribelli sloveni nel
querceto di Renicci-Anghiari (Arezzo) di Daniele Finzi Ed. Carocci, 2004 -
Prezzo di listino: € 18,40 Collana: Studi storici
Carocci - Pagine: 192 - ISBN: 8843031538
Le vicende del campo di prigionia di Renicci d'Anghiari
a cura del prof. Daniele Finzi
Istituto Comprensivo di Anghiari
Ventotene -
Renicci d'Anghiari: dal confino al campo di concentramento di
Giorgio Sacchetti, in:
"Pagine Altotiberine" n. 34, gennaio - aprile 2008 (pp. 41-64) (Renicci ... dopo il 25 luglio fu un campo
"badogliano", destinato ancora agli slavi e ad un centinaio di
anarchici provenienti da Ventotene, ma rimase sempre controllato dai
soliti aguzzini fascisti. Il regime di Badoglio, evidentemente, si
poneva come continuatore di quello mussoliniano nel perseguire
politiche razziste antislave, nel perseguitare gli antifascisti
libertari. Il saggio di Giorgio Sacchetti è un aggiornamento e
messa a punto delle ricerche condotte dal medesimo autore fin dal 1987.
Richieste / info: Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere,
casella postale 177, cap. 52037 - Sansepolcro (AR); redazione @
altoteverestorica.org)
I sentieri
della guerra
di Giuseppe Bartolomei ITEA Editrice, Anghiari 1994 (contiene pianta e foto del campo di Renicci)
Da questi testi abbiamo tratto le seguenti informazioni:
Tra i campi per internati civili installati dai fascisti quello di
Renicci si distinse
per la particolare durezza delle condizioni di vita e l'elevata
mortalità dei prigionieri. I primi "ospiti" del campo furono
sloveni
delle regioni annesse all'Italia; si aggiunsero poi i croati (e un
piccolo numero di ebrei); infine, nell'estate del '43, altri croati,
albanesi, montenegrini, italiani e altri sloveni trasferiti dai campi
del meridione.
Ad ogni modo il gruppo sloveno è stato il gruppo più
consistente.
La struttura del campo all'inizio doveva essere per prigionieri di
guerra, ma dopo la fuga nell'agosto del '42 di otto sloveni che erano
riusciti a fuggire attraverso un tunnel dal campo di Gonars si ritenne
che sarebbe stato più sicuro disporre di un campo per civili
lontano dal
confine con la Jugoslavia, e così fu decisa la variazione d'uso
del
campo di Renicci... I primi internati giunsero da Gonars il 7
ottobre 1942, quando ancora il campo non era pronto, e si sistemarono
sotto le
tende; alla fine di ottobre il campo ospitava 1300 persone; dati
ufficiali
dicono che il campo ospitava all'inizio di dicembre 3884 persone -
uomini tra i 12 e i 70 anni.
Malattie, pulci e pidocchi, fisico indebolito... i prigionieri morivano
soprattutto per dissenteria e fame. Le condizioni di vita erano dure
anche perchè passarono l'inverno sotto le
tende. Nel periodo di maggiore freddo le morti
arrivarono anche a tre o quattro al giorno.
I morti furono sepolti nel cimitero di Micciano (nei pressi) e ora i
resti si trovano nel sacrario di Sansepolcro.
Nel campo c'era una cellula politica comunista clandestina che faceva
capo a Lojze Bukovac.
Dopo l'otto settembre i prigionieri non furono liberati, ma il 14
settembre ci fu una fuga in massa dal campo perchè lasciato
incustodito dai guardiani che si erano spaventati all'arrivo di un
gruppo di
tedeschi in cerca di benzina... I prigionieri furono
ospitati dalle famiglie dei contadini e poi si
diressero verso le Marche, per raggiungere infine la Jugoslavia; alcuni
(quelli più politicizzati) si unirono alla Resistenza italiana.
Via Matteotti 10,
Sansepolcro (AR)
Tel. 0575 742293
Questo museo contiene una raccolta di armi leggere della seconda guerra
mondiale, un plastico e oggettistica provenienti dall'ex campo di
concentramento renicci
Per uno studio generale sui campi di concentramento fascisti vedi: