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ITALIJANSKA KOORDINACIJA ZA JUGOSLAVIJU |
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CHI È AL POTERE OGGI IN SERBIA E MONTENEGRO? (english / srpskohrvatski / francais / italiano)
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BALCANI: ACCORDO EUFOR-SERBIA PER TRANSITI BOSNIA-KOSOVO (ANSA) - BELGRADO, 23 gennaio 2006 - Il generale Gianmarco Chiarini, comandante italiano delle forze di pace internazionali dislocate in Bosnia (Eufor), ha firmato oggi a Belgrado un'intesa con il governo serbo-montenegrino che autorizza il passaggio attraverso il territorio serbo di contingenti militari dell'Eufor. Si tratta di un accordo definito tecnico, che Chiarini ha sottoscritto insieme con il ministro degli esteri della Serbia- Montenegro, Vuk Draskovic. Esso apre le porte in particolare al possibile spostamento di uomini dell'Eufor in Kosovo, la provincia serba a maggioranza albanese, sotto tutela internazionale da oltre cinque anni, nella quale opera un'altra forza di pace con consistente presenza italiana, la Kfor. A margine dell'incontro - al quale ha partecipato pure il ministro della difesa, Zoran Stankovic - Draskovic ha sottolineato come questa intesa consenta in caso di necessita' all'Eufor di dare manforte alla Kfor. Secondo il ministro degli esteri di Belgrado, si tratta di una novita' che costituisce in primo luogo una garanzia per cio' che resta della minoranza serba del Kosovo, ridotta da comunita' dominante a presenza assediata nella regione dopo la cacciata delle forze di Slobodan Milosevic seguita ai bombardamenti Nato del 1999 e l' avvento a Pristina di una leadership albanofona indipendentista. Chiarini ha espresso dal canto suo ''soddisfazione'' per l'accordo e ha assicurato che l'Eufor intende ''rispettare in pieno tutte le clausole'' che esso contiene. 23/01/2006 13:52 RIABILITAZIONE DEI CETNIZI E RESTAURAZIONE DELL'ANCIEN
REGIME
links in ordine cronologico inverso
Рехабилитација Драже
Михаиловића:
ОТВОРЕНО ПИСМО СУБНОР СРБИЈЕ ДОМАЋОЈ И СВЕТСКОЈ ЈАВНОСТИ SUBNOR, 19. март 2012. DRAŽA ZLIKOVAC! SKOJ, 23. mart 2012. (i preko JUGOINFO-A) Nota del 1 aprile 2012:
Il regime filo-imperialista che oggi governa la Serbia ha
avviato un processo formale di riabilitazione del
criminale di guerra Draža Mihailović, fondatore del
movimento monarchico e anticomunista dei "cetnici". Durante la II Guerra Mondiale i cetnici, dopo una iniziale opposizione allo smembramento del Regno di Jugoslavia che li portava ad appoggiarsi naturalmente agli angloamericani, gradualmente si avvicinarono agli occupanti fascisti italiani e nazisti tedeschi e poi addirittura agli ustascia croati in una ottica di lotta senza quartiere contro il movimento partigiano guidato da Tito. Mihailović fu perciò giustiziato nel 1946 a seguito di un processo per collaborazionismo, i cui Atti sono disponibili in lingua inglese nella pubblicazione riprodotta al nostro sito (PDF, 9MB). La classe dirigente che ha assunto il potere in Serbia con il colpo di Stato dell'ottobre 2000 è in diretta e materiale continuità con i cetnici di Mihailović in quanto esprime la stessa funzionalità ai ceti privilegiati - borghesia compradora, clero e addirittura aristocrazia (si veda: http://www.youtube.com/watch?v=KAdOZwpwhDw ), nonché la stessa totale subalternità dai colonizzatori stranieri. Tale continuità è simbolicamente sancita dalla riabilitazione di Mihailović: d'altronde è solo dopo il colpo di Stato antijugoslavo dell'ottobre 2000 che viene operata in Serbia una simile riscrittura della storia contemporanea di segno revisionista, monarchico e anticomunista, con il compiacimento dei padroni statunitensi ed europei. (a cura di Italo Slavo per JUGOINFO) VIDEO: PROTIV
REHABILITACIJE RATNOG ZLOČINCA DRAŽE MIHAJLOVIĆA
THE TRIAL OF DRAGOLJUB-DRAŽA MIHAJLOVIĆA Stenographic records Belgrade: Union of the journalists' associations of the Federative People's Republic of Yugoslavia, 1946 (PDF, 9MB) THE REHABILITATION OF CHETNIKS BY THE US IMPERIALISTS AND THEIR SERBIAN LACKEYS: 1. Serbian
Government
celebrates the defeat!
(Young Communist League of Yugoslavia SKOJ / NKPJ) The Government in Serbia has accepted the absurd, shameless and incivilized Law of balancing the rights of chetnik and partisans... This isn't surprising because we know that the government is the ideal heir of the forces that lost the war - chetniks! 2. Da Tito a Draža, con gli USA (L. Zanoni, da Osservatorio Balcani) Nell'anno del 60mo anniversario della vittoria sulle forze nazifasciste, lo stato serbo finanzia la festa dei cetnici, mentre gli USA consegnano la medaglia d'onore alla figlia di Draza Mihailovic, capo dei cetnici... Gli organizzatori [della cerimonia di Ravna Gora] di fronte al dilemma, hanno tolto la bandiera serba e al suo posto hanno issato quella statunitense... 3. SAD ipak odlikovao vodju cetnika Dražu Mihailovica (Novi List, HR) Beogradski dnevnik »Blic« jučer je objavio da je uručenje odličja odgođeno, ali vijest se pokazala netočnom. Mihailovićevi vojnici spasili oko 500 američkih zrakoplovaca... SERBIA 2004-2005: I
CETNICI AL POTERE
"Cetnicima isto sto i partizanima" La destra al
potere
in Serbia, su iniziativa del Ministro degli Esteri
Vuk Draskovic, ha fatto passare una legge che equipara nei diritti i partigiani ai cetnici. Il Partito Socialista della Serbia e' stato tra i pochissimi a votare contro la nuova legge... http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/4118 LA "NUOVA"
CLASSE DIRIGENTE ANTI-JUGOSLAVA DELLA
SERBIA
![]() Vuk Drašković si rallegra per la secessione montenegrina e chiede di reintrodurre la monarchia in Serbia ![]() Zoran Djindjić all'inizio del 1997, appena divenuto sindaco di Belgrado, mentre esibisce come trofeo la stella rossa che prima campeggiava sul municipio della capitale: "Al suo posto metteremo l'aquila bicipite". links in ordine cronologico inverso
CNJ-onlus (10/2010): Srpski huligani?
Očistimo prvo ovu temu
od dvosmislenosti i pogrešnih shvatanja
/ Hooligans serbi?
Sgombriamo il campo dagli equivociThe quisling of Belgrade (Neil Clark, 2003 - also on JUGOINFO) Tragična smrt ne abolira fašistička dela (SKOJ, 2012 - i preko JUGOINFO-a) MONTENEGRO
"INDIPENDENTE": UN FEUDO
CAMORRISTA
Le pesanti accuse rivolte dalla magistratura italiana contro Milo Djukanovic Associazione mafiosa finalizzata al contrabbando internazionale di sigarette e riciclaggio di danaro... Accuse tanto imbarazzanti che Djukanovic si era tolto di mezzo per un po' dopo la proclamazione della "indipendenza" della sua repubblichetta, di cui era stato premier e presidente in diverse fasi. Accuse in base alle quali Djukanovic a metà del 2007 è stato rinviato a giudizio in Italia. I rapporti che Djukanovic e la sua lobby politico-affaristico-secessionista instaurò con la malavita italiana passarono non solo attraverso la Sacra Corona Unita pugliese, ma anche attraverso la camorra, specialmente nelle persone del boss del contrabbando Gerardo Cuomo, di Gragnano, e del noto camorrista (benchè pugliese) Francesco Prudentino, di Ostuni, già residente in Montenegro. Su tutto questo, su cui la stampa italiana e internazionale ha calato un silenzio di tomba mentre in Montenegro e Croazia i giornalisti che se ne occupano vengono arrestati o uccisi, raccomandiamo di andarsi a rileggere in particolare, tra la molta documentazione presente nell'archivio di JUGOINFO, gli articoli alle pagine: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/3380 (JUGOINFO 31 Mar 2004) http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/1802 (JUGOINFO 2 Giu 2002) http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/1808 (JUGOINFO 5 Giu 2002) e, per chi sa il tedesco: Besuch im Schurkenstaat (2005) altri links in ordine
cronologico inverso
Monténégro : Milo Đukanović, vingtième dirigeant le plus riche du monde http://balkans.courriers.info/article15290.html http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6764 Affaire Darko Šarić : quinze personnes arrêtées en Slovénie http://balkans.courriers.info/article15309.html http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6764 --- Montenegro, il business dell'energia - le mire italiane sul nuovo Eldorado (maggio 2010) L'asse Berlusconi-Djukanovic per privatizzare il Paese http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/19/news/montenegro_il_business_dell_energia_le_mire_italiane_sul_nuovo_eldorado-4172082/ http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6751 --- E il Montenegro diventa una base Accordo fatto: Il patto permette alle truppe Usa di stabilirsi nel paese in permanenza. Come avere una portaerei sempre al largo di Bari di Tommaso Di Francesco - Il Manifesto del 04/05/2007 http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=15410 http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/5478 --- Montenegro: un omicidio senza colpevoli Il 27 maggio 2004, il caporedattore del quotidiano di opposizione Dan veniva assassinato a Podgorica. Due anni e mezzo più tardi, la giustizia ha scagionato il principale indiziato. Sul banco degli imputati non resta che lo Stato http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/6616/1/51/ http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/5251 --- CNJ-onlus (2/2003): Hanno suicidato la Jugoslavia / Obavili su samoubistvo Jugoslavije --- La UE garante della irregolarità del referendum montenegrino 1. E. Guskova: Un futuro da protettorato per il Montenegro 2. T. DI Francesco: Levante o «Grande Puglia»? / Milo wanted 3. A. Rossini: Podgorica, grazie Lipka 4. NEWS: UE, USA, NATO E OSCE GIUBILANO 5. LA UE GARANTISCE LA IRREGOLARITÀ DEL REFERENDUM: RIGETTATI TUTTI I RICORSI MONTENEGRO: 'UNIONISTS' LODGE 241 COMPLAINTS ON REFERENDUM RESULTS http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/4984 --- Montenegro, il delirio della politica europea 1. Due articoli di Tommaso di Francesco: Dieci, cento, mille secessioni / Finalmente uno Stato per Milo 2. Selezione di notizie ANSA: # MANICOMIO CRIMINALE PER SOLANA: GOVERNO BASCO, IN FUTURO REFERENDUM ANCHE EUSKADI / REFERENDUM;SOLANA,DELIRANTI RAFFRONTI CON SPAGNA / NAZIONALISTI SPAGNOLI SALUTANO RISULTATO / SPAGNA, BATASUNA INVITA A RISPETTARE RISULTATO / NESSUN PRECEDENTE PER SPAGNA, GOVERNO # NOBILTÀ NERA: REFERENDUM, FORZE ARMATE RISPETTANO RISULTATO / << ... Il ministro degli esteri Vuk Draskovic ha tuttavia espresso la convinzione che Belgrado debba essere pronto a riconoscere il Montenegro indipendente non appena l'esito del voto verra' ufficializzato e ha auspicato che la Serbia possa approfittare della fine di quest'ultimo vincolo jugoslavo per ''raccogliersi attorno al principe Aleksandar Karageorgevic'', erede dell'ex dinastia regnante nazionale, e rifondarsi come una moderna ''monarchia costituzionale'' ... >> / MONTENEGRO: EMANUELE FILIBERTO SAVOIA, SI PREPARA NUOVO CORSO / Parigi 23/5: la Francia festeggia con sua maestà Nikola Petrovic Njegos principe del Montenegro # UN PEZZO DI MONTENEGRO NELLA GRANDE ALBANIA: BERISHA, ADESSO REGIONE PIU' STABILE / KOSOVO,INDIPENDENZA ARRIVERA' ANCHE PER NOI/ ANSA # IL CAMORRISTA ESULTA: LEGALE DJUKANOVIC, ORA PREMIER HA IMMUNITA' PENALE / DJUKANOVIC INVIA MESSAGGIO A PRODI # ODIO IDEOLOGICO: MONTENEGRO: LA CROAZIA SI FELICITA CON L'EX NEMICO ( << ... ''L'esito del referendum montenegrino segna la definitiva morte politica della Jugoslavia nata dopo la Prima guerra mondiale'', ha detto il presidente del parlamento croato Vladimir Seks... Negli ultimi giorni la stampa e l'opinione pubblica croata erano visibilmente favorevoli al divorzio del Montenegro vedendo in esso la logica conclusione della dissoluzione della federazione fondata nel 1945 dal maresciallo Tito... >> ) # DIVIDE ET IMPERA: UE, VOTO REFERENDUM E' LEGITTIMO / REFERENDUM; PER USA OK, ESERCIZIO DEMOCRAZIA / UE; REHN, NUOVA PROSPETTIVA PER ADESIONE http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/4958 --- 1. Savez komunisticke omladine Jugoslavije -SKOJ- Ne prihvatamo imperijalsticko razbijanje Srbije i Crne Gore / We do not accept the imperialist break-up of Serbia and Montenegro 2. IZJAVA SEKRETARIJATA NKPJ 3. Il fratello di Milosevic: L'"Unione" era destinata a fallire / Serbia-Montenegro union has been unsustainable from the beginning - Milosevic 4. Transdnestr expert: Everybody who can will make use of Montenegro precedent http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/4956 GLI
INCENDIARI
DI NUOVO ALL'OPERA:
ADESSO TOCCA AL... MONTENEGRO! UNA NUOVA PEDINA NEL "MONOPOLI" GLOBALE: IL MONTENEGRO Coordinamento Romano per la Jugoslavia Maggio 2000 Seguendo la tragica vicenda jugoslava, in questi anni ci e' capitato una infinita' di volte di dire a noi stessi: "la realta' supera - e di gran lunga - la fantasia". La stessa sensazione dobbiamo provarla oggi per la problematica, davvero paradossale, apertasi in Montenegro. Il Montenegro e', insieme alla Serbia, una delle due repubbliche che costituiscono la attuale federazione jugoslava (RFJ). La sua estensione territoriale e' molto limitata, ma la sua importanza strategica e' enorme visto che rappresenta l'unico sbocco al mare per la RFJ e la propaggine piu' occidentale di tutto il mondo slavo-ortodosso non ancora inglobato nelle strutture euroatlantiche - quindi di interesse rilevante ad esempio per una Russia che possa ipoteticamente svolgere un ruolo autonomo sullo scenario internazionale - con tutte le implicazioni che questo comporta dal punto di vista del controllo strategico delle vie di comunicazione. Percio' l'imperialismo oggi si accanisce a voler staccare questo ulteriore pezzetto di terra da cio' che rimane della Repubblica Federativa e Socialista di Jugoslavia. In caso di riuscita, gli strateghi di Bruxelles e del Pentagono otterrebbero la fine della "Jugoslavia" anche come denominazione politico-istituzionale. Allora avremmo, si, la "Serbia" come Stato a se, ma non "Grande" bensi' piccolissima, e possibilmente vassalla dell'Impero come la Serbia occupata dai nazisti, governata dal collaborazionista Nedic durante la II Guerra Mondiale. Si determinerebbe poi un ulteriore parallelismo con la situazione balcanica durante il nazifascismo, quando il Montenegro era occupato dagli italiani. All'inizio del 1998 in Montenegro, in seguito ad elezioni contestate a causa di brogli, diventava presidente Milo Djukanovic, ex compagno di partito del predecessore Momir Bulatovic. Entrambi i personaggi provengono dall'area politica socialista, ma laddove Bulatovic e' jugoslavista intransigente e vicino alle posizioni socialdemocratiche di Milosevic, Djukanovic appartiene al settore piu' opportunista e liberista, con addentellati nella criminalita' organizzata che, nel Montenegro attuale, gestisce circa il 50% dell'economia. In poco piu' di due anni attorno a Djukanovic e' stata creata una corte di quasi 20mila "pretoriani" armati ed addestrati dalla CIA e dal Mossad, secondo quanto riportato dalla Transnational Foundation TFF (TFF Press Info #91, 8/4/2000; http://www.transnational.org). Con i bombardamenti della primavera del 1999 il governo Djukanovic ha mostrato tutta la sua attitudine antijugoslava fino al collaborazionismo con gli aggressori. Mentre a Titograd-Podgorica si susseguivano le manifestazioni anti-NATO, guidate dai sostenitori di Bulatovic, Djukanovic era in tournee' in varie capitali occidentali a fare "diplomazia" ovvero ad incassare assegni. Il governo montenegrino non ha fatto applicare le chiamate di leva ne' tante altre disposizioni legate allo stato di emergenza, benche' bombe "umanitarie" siano cadute anche in varie localita' montenegrine, innanzitutto vicino agli aereoporti militari. Da allora esso cerca anche di gestire autonomamente i valichi di frontiera e le dogane, causando momenti di tensione con l'Armata Jugoslava specialmente ai confini con la Croazia e con l'Albania. Alla fine del '99 il governo montenegrino ha cercato di prendere il controllo dell'aereoporto di Titograd-Podgorica impiantando un posto di polizia sulla pista. Ne e' seguito un tira-e-molla inquietante e particolarmente difficile per una Armata Jugoslava nel frattempo impegnata a registrare continue violazioni dello spazio aereo jugoslavo da parte degli aerei della NATO, soprattutto nella zona delle bocche di Cattaro, al confine con la Croazia. Il 5 agosto 1999 Djukanovic presentava un documento-piattaforma per "ristrutturare" la Federazione trasformandola in una confederazione tra due Stati completamente autonomi, persino con due eserciti e due valute distinte. Da allora, uomini di Djukanovic hanno incontrato emissari del Dipartimento di Stato USA ed europei. Il 31 agosto Veselin Vukotic, responsabile governativo per le privatizzazioni e membro del Gruppo G-17 degli economisti legati alla opposizione jugoslava filo-occidentale, dichiara a Guido Ruotolo sul "Manifesto" che le imprese montenegrine non verranno "svendute" al capitale straniero bensi', piu' semplicemente, "regalate" perche' altrimenti non sarebbero appetibili. Il 27 ottobre 1999 a Djukanovic, nel corso dell'ennesimo incontro con i suoi "datori di lavoro" (nella fattispecie il coordinatore del "Patto per i Balcani", il tedesco Bodo Hombach), viene dato il via libera per alcuni passaggi molto gravi. Innanzitutto viene introdotta la "cittadinanza montenegrina". Dopo due giorni il governo montenegrino, in maniera assolutamente arbitraria ed anticostituzionale, istituisce una sua propria Banca Centrale ed introduce l'uso del marco tedesco come valuta "parallela", e per il pagamento di tutti i dipendenti della amministrazione pubblica, in questo modo ricattati e legati a se'. La mossa, come rivelato gia' sul "Manifesto" del 15/9/1999, era stata decisa ben prima di ottobre dall'americano Steve Hanke, "consulente economico" di Djukanovic e di vari altri governi neoliberisti balcanici, ad esempio quello bulgaro. Trentacinque tonnellate di marchi in moneta sonante vengono allora trasferiti con un primo carico via aerea dalla Germania all'aereoporto di Dubrovnik, e di qui via terra in Montenegro attraverso doganieri compiacenti ("Junge Welt" 8/11/1999). Il tasso di cambio e' fissato al triplo del cambio ufficiale. In seguito alla introduzione del marco tedesco a quei tassi ovviamente l'inflazione in Montenegro ha fatto un balzo pauroso. Per evitare di subirne le conseguenze, la Serbia ha dovuto interrompere ogni transazione economica. In particolare, camion dalla Serbia carichi di merci sono bloccati alla frontiera interna con il Montenegro. Su questa storia della "chiusura delle frontiere commerciali" naturalmente i nostri mezzi di disinformazione di massa hanno molto ricamato, cercando di convincerci che Milosevic, non soddisfatto dell'embargo cui e' sottoposta la Serbia, voglia a sua volta fare l'embargo contro il Montenegro. In realta' la Serbia cerca semplicemente di non morire di inflazione. A meta' gennaio si scatena una ridda di voci su preparativi in atto per la accoglienza di profughi albanesi, e non solo, dal Montenegro in Albania in caso di inizio di una nuova guerra. In marzo si parlera' invece di agenti speciali britannici della SAS attivi in Montenegro per "preparare l'evacuazione" (Sunday Telegraph 19/3/2000). Alla fine di gennaio 2000 a Belgrado viene ucciso Arkan, che intretteneva stretti rapporti con l'area di Djukanovic, e pochi giorni dopo lo stesso Ministro della Difesa della RFJ Pavle Bulatovic, montenegrino, viene assassinato da chi evidentemente vuole tagliare ogni "cordone ombelicale" simbolico tra Belgrado ed il Montenegro. Ovviamente, anche l'Italia fa la sua parte: l'8 agosto 1999 "Il Manifesto" informa che centinaia di agenti dei servizi segreti italiani sono stati mandati in Montenegro. Alla fine di ottobre 1999 "a Bar c'e' stata una invasione 'pacifica', anzi concordata con gli 'inviati all'Avana'... A Bar sventola la bandiera italiana... E' un presidio, per il momento, e' soltanto un ufficio di collegamento della Direzione centrale della polizia criminale. Quattro 'investigatori' italiani - un maresciallo della GdF e un altro dei Carabinieri, un ispettore della polizia e un funzionario dell'Interpol - rappresentano le prima teste di ponte italiane in territorio 'nemico'" (G. Ruotolo su "Il Manifesto" del 4/11/1999). Il quotidiano triestino "Il Piccolo", che e' storicamente legato agli interessi coloniali italiani nei Balcani ed ha sempre delle pagine di politica estera sull'Europa centroorientale molto piu' aggiornate di ogni grande quotidiano nazionale, da mesi va cianciando di "una grande 'voglia d'Italia'" che si sarebbe sviluppata in Montenegro. Ad esempio il 18/3/2000 il giornale scrive che "l'Universita' popolare di Trieste, d'intesa con il Ministero degli Affari Esteri, ha avviato una serie di iniziative volte alla diffusione della lingua italiana e della cultura italiana in Montenegro, dove esiste un grande desiderio 'd'Italia'" (spec. corsi di lingua e letteratura italiana eccetera). E' noto che certi ambienti di destra italiani coltivano da sempre un "feeling" per questa repubblichetta, un tempo italiana, che diede i natali - non va dimenticato - alla Regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III... A causa degli evidenti interessi economici e strategici a fare del Mare Adriatico un "lago interno italiano", come dicevano i fascisti, viene accuratamente coltivato un buon rapporto tra le classi dirigenti montenegrina ed italiana. Questo benche' alla fine del 1999 la magistratura napoletana abbia rinviato a giudizio, tra gli altri, il Ministro degli Esteri del Montenegro Branko Perovic per collusioni con la camorra. Dopo pochi giorni il governo montenegrino viene "rimpastato" in una operazione di facciata con la quale cerca di mettere da parte gli elementi piu' imbarazzanti per potere continuare, oltreche' a fare traffici illeciti, anche a godere del sostegno italiano ed occidentale. Nel frattempo, vari incidenti causati dai contrabbandieri montenegrini, albanesi e pugliesi (una vera e propria "internazionale" del contrabbando di droga e di sigarette) sul mare Adriatico ("corbelli") ed in Puglia ("blindati") hanno una certa eco sulla stampa italiana, che pure evita di andare alla radice del problema del contrabbando. Con il contrabbando delle "bionde", in particolare sigarette Philip Morris, sotto la supervisione della Camorra del boss Prudentino e di altri, da anni la cricca di Djukanovic sostiene se stessa e la sua clientela. In totale si valuta che nel 1999 il governo montenegrino abbia ricevuto 55 milioni di dollari dagli USA, mentre almeno altri 60 milioni sono stati richiesti per il 2000 (cfr. "Il Manifesto" del 2/3/2000). Certo, l'Occidente non puo' fare a meno di darglieli se vuole il Montenegro per se, anche considerata la necessita' dei montenegrini di acquistare merci in Occidente, a caro prezzo, dopo il blocco determinatosi con la Serbia... Percio', gia' 20 milioni di euro sono stati accordati dal "Patto di Stabilita'", cioe' dalla Trilateral Commission, per il 2000 (B92 29/3). Peraltro, l'embargo di USA ed UE contro la RFJ in effetti non e' stato applicato ne' al Kosovo-Metohija, ne' al Montenegro; aerei di linea hanno collegato Titograd-Podgorica con le grandi capitali occidentali per tutti questi mesi. I collegamenti in Adriatico sono aumentati: ad esempio e' stata istituita una linea marittima Trieste-Bar, mai esistita prima, deserta di passeggeri ma sempre piena di strani containers. Da un certo punto di vista, il copione per il distacco del Montenegro dalla RFJ sembra ricalcare la strategia di moda in tanti scenari contemporanei. Si "monta" una problematica indipendentista in uno Stato che si intende indebolire, e poi, a scelta, si persegue uno dei due seguenti obiettivi: A - si mantiene aperta la questione all'infinito perche' non la si vuole realmente risolvere essendo sufficiente la destabilizzazione perpetua dell'area interessata a fini di inserimento e controllo militare/economico permanente (e' il caso del Kurdistan iracheno, dove il nazionalismo kurdo risponde a logiche imperialiste); B - si porta la situazione fino a livelli insostenibili, mirando precisamente alla frantumazione del paese e contemplando all'uopo ogni possibile opzione compreso l'intervento militare imperialista direttamente sul territorio a favore di una delle parti in causa (esempi: Kosovo, Timor Est; in futuro, forse, Cecenia, Sudan, Tibet...). Entrambe le strategie si basano sull'uso strumentale della "autodeterminazione dei popoli" o dei "diritti umani", attraverso campagne portate avanti dalla stampa e da enti e fondazioni solo apparentemente "culturali" o "filantropiche" che lavorano a mettere le popolazioni le une contro le altre ("differenzialismo etnico") e tutte al servizio dei poteri stranieri - altro che "autodeterminazione"! Ma da questo punto di vista la problematica apertasi in Montenegro rimane davvero paradossale: i montenegrini non sono "altro" dai serbi bensi' sono, storicamente e culturalmente, i serbi "piu' serbi" di tutti. Essi infatti rivendicano la non-soggezione all'occupazione turca, dalla quale riuscirono in grande misura a salvaguardarsi "arroccandosi" sulle aspre montagne. Tanto per dirne una: pure Radovan Karadzic, serbo-bosniaco, e' di origini montenegrine. I montenegrini si considerano storicamente quasi i depositari della "serbita'" attraverso il loro Principato, esistito fino alla rinascita della Serbia come Stato indipendente nello scorso secolo, guidato dalla famiglia Njegos. Uno degli ultimi esponenti di questa dinastia e' anche il principale autore "classico" della letteratura serbocroata, famoso per il poema "Il serto della montagna" nel quale si riprendono praticamente tutti i temi centrali della tradizione nazionale serba e jugoslava, compreso quello del Kosovo. Oggi, i montenegrini che abitano in Montenegro sono circa 600mila, a fronte di ben un milione di abitanti della Serbia aventi origini e parentele montenegrine. Questo sarebbe un ulteriore fattore a scoraggiare una divisione tra i due territori, ad aggiungersi al fatto che l'economia montenegrina e' notevolmente dipendente da quella serba. Dalla Serbia si deve importare praticamente tutto, e soprattutto beni agricoli visto che il territorio montenegrino e' aspro e montagnoso, un po' come quello abruzzese. La situazione e' paradossale infine perche', nonostante tutti gli sforzi fatti in questi anni dagli imperialisti per pompare il secessionismo islamico ("bosgnacco") in Sangiaccato (la fascia confinaria tra Serbia e Montenegro), i musulmani del Montenegro sono tuttora piu' jugoslavisti che mai proprio perche' comprendono il valore dell'unita' e della fratellanza tra popoli e culture, soprattutto dopo tutto quanto e' successo... E come si potrebbero avere i montenegrini "fuori" ed i musulmani "dentro" la Jugoslavia? Ecco perche' oggi, nonostante tutto, l'esito di un nuovo ipotetico referendum sull'indipendenza non sarebbe affatto scontato. Gli scenari piu' probabili della secessione ci sembrano due: o si fa il referendum, lo si perde, si accusa "Milosevic" di brogli e si fa scoppiare un putiferio, determinando il "necessario" intervento della NATO; oppure si dichiara l'indipendenza evitando di tenere il referendum, per poi scagliare la NATO a "difesa" di un Montenegro "attaccato" dall'Armata Jugoslava qualora questa intervenisse ad impedire un atto che sarebbe, oltreche' vergognoso come tutte le secessioni jugoslave di questi anni, anche palesemente illegittimo in assenza di una consultazione popolare. Sia la Albright sia Robertson lo hanno ha gia' detto: "se vi attaccheranno, non resteremo insensibili". |
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Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus sito internet: http://www.cnj.it/ posta elettronica: jugocoord(a)tiscali.it notiziario telematico JUGOINFO: http://groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages |
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