|
COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA JUGOSLAVIA onlus |
||
|
|
siete nella sezione dedicata all'irredentismo pan-albanese |
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
||
|
|
||
|
Sommario:
- GALLERIA FOTOGRAFICA:
- LINK ad analisi sulla situazione recente - LINK sulla lobby
albanese-statunitense - LINK ad analisi sulla storia dell'irredentismo pan-albanese - LINK a
documentazione su alcuni dei crimini commessi
congiuntamente da UCK e
NATO -
LINK a documentazione sulla "indipendenza" e le problematiche di diritto
internazionale -
Informazioni su risorse video e libri
CNJ ONLUS: ITALIA
E BALCANI. PERFETTA
CONTINUITÀ Kosmet
1999: si tagliano le teste dei serbi
/ Serbs' cutted heads Albania,
Italia e Vaticano. La
guerra per un protettorato religioso romanocattolico sui serbi vedi anche:
MADRE TERESA, GIOVANNI PAOLO II E LA FABBRICA DEI SANTI Mother Who? How Rome's Newest Saint is a True "Daughter of Macedonia" http://www.balkanalysis.com/modules.php?name=News&file=print&sid=169 http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2909 MADRE TERESA: CONTESA TRA ALBANIA E MACEDONIA http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2888 Lettera Al Signor Walter Veltroni, Sindaco di Roma http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2794 ALBANIA: PETIZIONE A VELTRONI SU STATUA DI MADRE TERESA http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2641 MADRE TERESA DI CALCUTTA E LA GRANDE ALBANIA http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/250 Albanci „ukrali" Majku Terezu http://www.politika.rs/rubrike/Svet/Albanci-ukrali-Majku-Terezu.lt.html
MILLENOVECENTO...
(Coordinamento Romano per la Jugoslavia, marzo '99) Le Radici
Del Fascismo in Kosovo (George Thompson, 5-3-2000)
Genocide
in Kosovo: the Albanian Skenderbeg Division (by Carl
K. Savich)
Altra
documentazione:
-
Analisi sulle responsabilità
tedesche:
Afghanistan, narcotrafficanti sotto contratto Nato? Impresa privata tedesco-albanese che da anni fornisce servizi logistici alle basi Isaf in Afghanistan, sospettata di traffico internazionale di eroina (di E. Piovesana, 24/3/2010 - anche su JUGOINFO) Love and loyalty: Bundeswehr in Afghanistan ... The company’s very name, Ecolog, dates back to 1999 and is related to the war on Yugoslavia. At that time the enterprising Nazif Destani of Pristina offered clothes laundering to the German military in Kosovo. ... The Destani family - a Kosovo Albanian clan - hails from the small town of Tetovo, in the northwest of Macedonia, near the Kosovo border... (by Natalia Meden, 12/3/2010 - also through JUGOINFO) Kosovo: Kriegspropaganda on TV GFP - 03.07.2009 http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/57568 http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6460 New NATO: Germany Returns To World Military Stage, Part 1 Rick Rozoff - Stop NATO - July 12, 2009 http://groups.yahoo.com/group/stopnato/message/40658 http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6459 - Analisi sulla situazione recente: ARRESTI NELLA CLASSE DIRIGENTE ALBANESE-KOSOVARA (luglio 2010) Con documentazione riguardante il profilo criminale di Ramush Haradinaj Sui criminali di guerra la EULEX stavolta fa sul serio? Può darsi: avendo terminato il "lavoro sporco" per cui erano stati ingaggiati... Servono adesso "facce pulite" a recitare la parte della classe dirigente di quello che non è altro che un protettorato coloniale. Negligenza mortale (2010) testo di Paul Polansky sulle responsabilità dei governatori coloniali del Kosovo nell'avvelenamento e nell'apartheid della popolazione rom - in dieci parti: http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3919 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3933 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3946 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3956 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3966 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3979 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3986 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=3997 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4006 http://www.sivola.net/dblog/articolo.asp?articolo=4018 anche su JUGOINFO: I-IV, V con commento di M. Andolina, VI, VII+VIII, IX+X con annuncio manifestazione, ... Estratto
SCHEDA: I governatori ONU del Kosovo Dal giugno 1999, il Kosovo è stato amministrato dalle Nazioni Unite in base alla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza. L'Amministrazione ONU del Kosovo (UNMIK) è guidata da un Rappresentante Speciale del Segretario Generale (SRSG). L'SRSG ha pieni poteri nello sviluppare qualsiasi azione ritenuta necessaria per il bene pubblico in Kosovo. Per esempio, nel 2004 durante un sollevamento albanese contro le enclavi serbe, l'SRSG Holkeri ordinò l'evacuazione di diverse comunità, mentre la polizia ONU rimosse fisicamente migliaia di Serbi che rifiutavano di lasciare le loro dimore. [...] Tutti gli SRSG hanno rifiutato di evacuare i Rom e gli Askali che dal 1999 vivono nei campi ONU costruiti su terreno contaminato. Anche se molti dei loro bambini hanno i più alti livelli di piombo nella letteratura medica, e molti sono nati con danni irreversibili al cervello a causa dell'avvelenamento da piombo, l'UNHCR (incaricata dei campi sino al dicembre 2008) ha rifiutato di ottemperare alla richiesta della sua agenzia sorella ONU, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, di evacuare immediatamente i campi e fornire cure urgenti. Di seguito ci sono gli anti-premi per questi SRSG che attraverso ignoranza, compiacimento, incompetenza e/o insensibilità (decidi tu) hanno rifiutato di salvare questa gente, specialmente i bambini e le donne incinte, i più vulnerabili ai 36 elementi tossici trovati nell'aria, nel suolo e nell'acqua nei ed attorno ai campi. [...] Sérgio Vieira de Mello, che fu un SRSG "in azione" non "a tempo pieno", dato che servì in Kosovo dal 13 giugno al 15 luglio 1999... anche se fu quello il periodo esatto in cui gli estremisti albanesi nelle uniformi nere dell'ALK visitarono le case degli Zingari a Mitrovica sud e dissero ai Rom e agli Askali di lasciarle entro 24 ore, se non volevano che fossero uccisi i loro figli. Lista degli SRSG in Kosovo:
Sérgio Vieira de Mello (13 giugno - 15 luglio 1999) Brasile Bernard Kouchner (15 luglio 1999 - 12 gennaio 2001) Francia Michael Steiner (14 febbraio 2002 - 8 luglio 2003) Germania Harri Holkeri (25 agosto 2003 - 11 luglio 2004) Finlandia Søren Jessen Petersen (16 agosto 2004 - 30 giugno 2006) Danimarca Joachim Rücker (1 settembre 2006 - 20 giugno 2008) Germania Lamberto Zannier ( 20 giugno 2008 - a tutt'oggi) Italia Rick Rozoff: Threat Of New Conflict In Europe: Western-Sponsored Greater Albania http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15588 http://rickrozoff.wordpress.com/2009/10/08/new-threat-of-conflict-in-europe-western-sponsored-greater-albania/ http://groups.yahoo.com/group/stopnato/message/42081 in italiano: Una Grande Albania patrocinata dall’Occidente http://sitoaurora.altervista.org/Eurasia/Balkanija55.htm Kosovo: Marking Ten Years Of Worldwide Wars (Rick Rozoff, Stop NATO - October 31, 2009) Intervista radiofonica a Michel Chossudovsky altre interviste su Radio Base Articoli di Andrea Catone (2005-2008) Babsi Jones: Kosovo per principianti http://www.exju.org/archivio/Kosovo_per_principianti.html Surovo vreme / Misljenje Centra Tito o pitanju Kosova http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/5004 JUGOINFO July 1, 2006 Tempi crudeli / L'opinione del Centro Tito riguardo al problema del Kosovo JUGOINFO July 8, 2006 ![]() La grande base militare USA di Orahovac (Kosmet) come appariva nel 2000 -
Sulla lobby albanese-statunitense:
The Albanian Brooklyn Connection Il 1 novembre 2009 a
Pristina è
stata inaugurata in pompa magna, ed alla presenza del
diretto interessato, la statua del nuovo "padre della patria" Bill Clinton. L'iniziativa è stata spesata spesato dalle fondazioni albanesi d'America. Nell'estate 2005 a Parigi, nel quadro del Festival dei film sui Diritti dell'Uomo, fu presentato anche il filmato che potete vedere nella Sezione Video del sito Google: http://video.google.com/videoplay?docid=6557813549136654170&q=kosovo Esso documenta del traffico di armi a favore dei secessionisti pan-albanesi; nel documentario vedrete tra l'altro i soldi andati dritti dritti in tasca ai politici USA che hanno appoggiato - ed appoggiano - l'irredentismo revanscista, pan-albanese e non solo pan-albanese, nei Balcani. Protagonista della operazione è Florin Krasniqi, un piccolo imprenditore edile, che esibisce il suo fanatismo e razzismo anti-serbo davanti alle telecamere. Nel film si vedono i membri del clan Krasniqi ed altri, legati alla mafia albanese ed all'UCK. Viene documentato come tonnellate di armi furono trasportate dal Nord America in Kosovo, tramite l'Albania. Vedrete anche il generalissimus della NATO in un'atmosfera preelettorale, dove piovono assegni da migliaia e migliaia di dollari... 1) The Albanian Brooklyn connection: a video http://video.google.com/videoplay?docid=6557813549136654170&q=kosovo 2) J. Gorin: The Brooklyn Connection (JWR) http://jewishworldreview.com/julia/gorin071805.php3 3) June 2005: Brooklyn Connection exposed in Den Haag by Milosevic; prosecution attempts to destroy credibility of defence witnesses JUGOINFO October 24, 2006 4) Buying Big Guns? No Big Deal / From Brooklyn to Kosovo, Arms Supplier Makes Deadly Connection http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=10000088&sid=adR8hDObY_c4&refer=culture http://www.cbsnews.com/stories/2005/07/11/60minutes/main708195.shtml 5) Welcome to America? The Terrorist Connection in the U.S. / Albanian Mafia in the USA (Stella Jatras) http://www.citizensoldier.org/welcome28jun05.html JUGOINFO October 24, 2006 ![]() Richard Holbrooke (U.S. Special Envoy) with the KLA terrorists on March 27, 1999 ![]() Right: Madeleine Albright (U.S. Secretary of State) & Hashim Thaci (Leader of the KLA) Wesley
Clark, Osama bin Laden e le elezioni Presidenziali del 2004
Michel
Chossudovsky, ottobre 2003
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2961 in english: Wesley Clark, Osama bin Laden and the 2004 Presidential Elections http://globalresearch.ca/articles/CHO310B.html http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/2889 ![]() -
Altre analisi sulla storia
dell'irredentismo pan-albanese:
The Holocaust in
Kosovo
(S. Mac Mathuna and J. Heathcote) http://www.kosovo.com/ww2kos.html and http://www.flamemag.dircon.co.uk/skanderbeg.htm JUGOINFO November 28, 2003 Kosovo Albanian Nazism during the WW2 http://www.kosovo.com/hist2.html#fascist Kosovo’s Nazi Past: The Untold Story By Carl Savich JUGOINFO January 15, 2005 We do not endorse all of the opinions expressed in this document, nevertheless we distribute it as a useful essay on the historical continuity of the Greater Albanian project. (CNJ) Many interesting picture can be seen at the original URL: http://www.serbianna.com/columns/savich/054.shtml Pur non condividendo tutte le opinioni espresse in questo documento, lo diffondiamo in quanto utile saggio sulla continuita' storica del progetto della Grande Albania. (CNJ) Molte immagini interessanti si possono vedere alla pagina originale: http://www.serbianna.com/columns/savich/054.shtml ![]() Alcune mappe recenti illustrano il progetto della "Grande Albania" ![]() Sotto: il volantino distribuito dagli irredentisti pan-albanesi legati alla "Lega Democratica del Kosovo" di Ibrahim Rugova nel 1992 a margine della Assemblea della FAO ![]() -
Documentazione sui
crimini commessi per imporre la secessione etnica della provincia dalla
Serbia:
16 febbraio 2001:
dodici morti ammazzati nell'attentato all'autobus "Niš Ekspres" Kosmet 1999: si tagliano le teste dei serbi / Serbs' cutted heads
-
Documentazione sulla "indipendenza" e le problematiche di diritto
internazionale:
Luglio 2010: Vigliacca decisione della
Corte Penale Internazionale sulla secessione kosovara
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6811 http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6824 http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6828 After Kosovo Treason, Serbia Expels Macedonia, Montenegro Envoys (JUGOINFO 14/10/2008) Dispacci ANSA / UN Refers Kosovo Independence to World Court / TALKS ABOUT KOSOVO STATUS GET ANOTHER CHANCE / Montenegro and Macedonia recognise Kosovo / Serbia Expels Envoys / Protest rally in Podgorica against recognition of Kosovo: arrests, clashes between protesters and police Subito dopo la votazione all'ONU, con la quale la stragrande maggioranza dei paesi membri hanno approvato che sia la Corte Internazionale di Giustizia a decidere sulla legalità o meno della secessione kosovara, in rapida successione il Montenegro e la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia (FYROM) hanno riconosciuto ufficialmente la nuova repubblichetta balcanica. Il tempismo di questa decisione, presa da due paesi peraltro minacciati dallo stesso revanscismo pan-albanese che sta perseguendo lo squartamento della Serbia, fa sospettare una regia imperialista di parte USA e NATO: era questa l'opinione dei partiti di opposizione e dei manifestanti di Titograd/Podgorica, brutalmente repressi dalla polizia. Nel frattempo, la Serbia ha espulso gli "ambasciatori" di Montenegro e FYROM da Belgrado... Sul furto del Kosovo la Serbia interpella l'ONU (JUGOINFO 18/9/2008) -
Quesito rivolto al CSM ed al CMM - Dichiarazioni
della Serbia all'ONU e all'OSCE, 2008: - Documento della Commissione UE - L'ITALIA
NON LEGITTIMI AZIONI UNILATERALI
IN KOSOVO / ITALIJA NE TREBA DA LEGALIZUJE
JEDNOSTRANE PODUHVATE NA KOSOVU (apel senatoraka i senatora
republike Italije, Dec. 2007.god.)
Abmontiert. NATO-Kosovopolitik verschaerft Sezessionskonflikte ueberall (08.12.2006) http://www.german-foreign-policy.com/de/fulltext/56656 JUGOINFO December 8, 2006 UN PREMIO NOBEL CONTRO LA PACE
How the Nobel Peace Prize Was Won (G.
Elich)
Lettera alla Commissione per il Premio Nobel / Letter to the Nobel Prize Commission (I. Pavičevac) Ahtisaari’s Collusion With Albanian Mafia Confirmed НОБЕЛ АХТИСАРИУ ИЛИ НАТО-у (Ж. Јовановић) Albanska mafija kupila Ahtisarija Sulla
torbida figura di Martti Ahtisaari e
sulla decadenza dell'istituto del
"Nobel per la pace" si vedano articoli e link alla URL: http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/6208 Dal settimanale indipendente “Nedeljni telegraf”, 7 febbraio 2007 Martti Ahtisaari; Nepoznata biografija SVETSKI MIROVNJAK, SIN NACISTE www.nedeljnitelegraf.co.yu La
biografia sconosciuta di Martti Ahtisaari di A.P.
IL PACIFISTA MONDIALE E’ FIGLIO DI UN NAZISTA Sintesi: Martti Ahtisaari, il politico
finlandese che fa il bello ed il cattivo tempo negli ambienti
diplomatici ed è uno dei principali protagonisti della soluzione del
nodo kosovaro, e’ in verita’ nato in una città della Russia, Viburgo,
al confine con la Finlandia, nel 1938. Il
padre si arruolò come meccanico nelle fila del battaglione volontario
Nord-Est, annesso alla divisione SS “Viking”, la piu’ brutale e
fanatica dell’esercito tedesco. Il vero cognome del padre Oiva era
Adolfsen. Dopo la guerra cambiò il cognome in Ahtisaari ottenendo poi
la cittadinanza finlandese. Le truppe naziste finniche furono a
capo degli attacchi su Stalingrado e nel Caucaso. Lo stesso Himmler
dichiarava che i finnici erano i suoi migliori soldati. Ma la Finlandia
con una buona propaganda post bellica è riuscita a conservare
l’immagine di uno Stato non implicato nei crimini di guerra.
Prima di iniziare il lavoro all'ONU è ambasciatore finlandese nella Repubblica di Tanzania. Nello stesso tempo è membro dell’Istituto dell'ONU per la Namibia. Dal 1984 al 1986 svolge la funzione di sottosegretario di Stato, incaricato alla cooperazione e allo sviluppo, nel Ministero degli Esteri della Finlandia, come pure di delegato speciale per la Namibia dell’allora Segretario ONU Kurt Waldheim - il quale Waldheim, durante la II Guerra Mondiale era stato membro delle unità naziste SA. Ahtisaari è stato anche governatore finlandese nella Banca Africana per lo sviluppo, come pure nel Fondo internazionale per lo sviluppo dell’agricoltura. Il segretario generale dell'ONU Javier Perez de Cuellar lo nomina vice segretario per l’Amministrazione e le direttive dal 1 gennaio 1987. Ahtisaari mantiene la carica di rappresentante speciale per la Namibia e dirige le attività dell'ONU in Namibia dal 1989 al 1990. Si ritiene che, in quanto contrario alla politica degli USA dopo la Guerra del Golfo, sia rimasto senza il loro sostegno per la carica di Segretario Generale dell'ONU. Dal 1 luglio 1991 Ahtisaari è
stato Segretario al Ministero degli Affari Esteri finlandese. Dal
settembre del 1992 fino a metà aprile 1993 ha presieduto il Gruppo di
contatto per la Bosnia ed Erzegovina alla Conferenza internazionale
sulla ex Jugoslavia. Dal 1 luglio 1993 per altri 4 mesi è stato
consigliere speciale alla Conferenza internazionale sulla ex Jugoslavia
e rappresentante speciale del Segretario generale dell'ONU per la
ex Jugoslavia.
Da presidente della Finlandia ne ha sostenuto l’ingresso nell’UE; al referendum del 1984 piu del 56% degli elettori votarono per il SI. Durante il suo mandato a Helsinki si sono incontrati per 2 volte Boris Jeltzin e Bill Clinton. Essendo sempre in conflitto con il Parlamento che chiedeva una politica estera più sostenuta, ma anche in conflitto con il proprio partito, non si è candidato per la seconda volta. Nel novembre 2005 Kofi Annan lo nomina rappresentante speciale per il Kosovo (e Metohija). All’inizio del 2006 apre a Vienna l’Ufficio delle N.U. per il Kosovo (UNMIK) dal quale conduce il dialogo sullo status della Regione. Una settimana fa (fine gennaio 2007, ndt) ha presentato la proposta per la soluzione definitiva del Kosovo (e Metohija). Il diplomatico finlandese aveva parlato nel 1999 del Kosovo con il russo Cernomirdin e con Slobodan Milosevic, per porre fine agli scontri nella regione serba. Ahtisaari ha rivestito cariche in varie organizzazioni internazionali. Nel 2000 il Governo britannico lo ha incaricato di sorvegliare il disarmo dell’IRA. Ha fondato anche una ONG di nome Iniziativa per la soluzione delle questioni a rischio. Attraverso questa nel 2005 ha condotto il dialogo tra il movimento per la libertà dell'Aceh e il governo indonesiano. I colloqui sono terminati con il ritiro dell’esercito indonesiano e il rigetto della richiesta di questo popolo all’indipendenza. Martti Ahtisaari è anche presidente onorario del Consiglio della Fondazione Euro–asiatica, tesoriere onorario della Fondazione americo–scandinava e membro del Consiglio del Forum nordico per la ricerca. Ha ottenuto numerose onorificenze. È Ufficiale onorario dell’Ordine australiano nel 2002. Nel 2004 ottiene l’Ordine dei commilitoni di Oliver Tambo dall’Unione sudafricana. È sposato ed ha un figlio, Mark. A cura di Ivan per il CNJ Sul "negoziatore" Ahtisaari però dobbiamo ricordare anche che si tratta del presidente onorario -sic- della lobby sorosiana ed atlantista "International Crisis Group" - si veda: http://www.crisisgroup.org/home/index.cfm?id=1139&l=1 Si trova anche tra i nomi elencati come membri del gruppo Bilderberg, almeno dal 1994, insieme anche alla Boniver, Bettiza, gli Agnelli... (CNJ) Allo
stesso articolo di Nedeljni Telegraf è affiancata una scheda:
Una lapide commemorativa dei nazisti Durante i bombardamenti contro la Serbia, nel 1999, la Finlandia aveva deciso di commemorare con una lapide i nazisti finlandesi del battaglione Nord-Ost delle famigerate truppe SS Viking, morti in Ucraina. In questa divisione era in servizio anche "un certo" dottor Josef Mengele. Questa iniziativa ha trovato un'aspra reazione presso la comunità ebraica finlandese, come anche tra gli ebrei in tutto il mondo ed in particolare dal Centro Simon Wiesenthal e dal Congresso ebraico a Parigi, che dichiararono unanimemente: "La commemorazione dei nazisti finlandesi da parte di Ahtisaari è un'offesa a tutte le vittime del nazismo e distoglie dagli obiettivi fissati dai paesi membri dell'UE nella lotta contro il razzismo e l'antisemitismo". From: Coordinamento Romano per la Jugoslavia (24 marzo 1999) MILLENOVECENTO... Il censimento del 1939 forni' i seguenti risultati rispetto alla popolazione della provincia del Kosovo e della Metochia (Kosmet): abitanti: 645017 di cui non slavi: 422827 (65,6%) slavi: la rimanenza (34.4%). In seguito al collasso della Jugoslavia monarchica, nel 1941, il Kosmet viene suddiviso in tre zone di occupazione straniera: una italiana, una tedesca ed una bulgara. Nell'agosto 1941 l'Italia, che occupa la parte piu' estesa, annette questo territorio alla "Grande Albania". Tutto il Kosmet, compresa la zona di Mitrovica, Podujevo e Vucitrn, a maggioranza serba e formalmente sotto il controllo del governo-fantoccio filotedesco di Nedic, e' in realta' alla merce' delle bande dei collaborazionisti albanesi, specialmente quelle di Boletini e Deva, che seminano il terrore sotto gli auspici della Wehrmacht. In effetti durante la guerra nella Grande Albania verra' costituita persino una divisione schipetara delle SS, la "Skanderbeg", cosi' come in Bosnia la divisione "Handzar", tutta composta da musulmani. Analogamente a quanto avviene nella Croazia di Pavelic e Stepinac, anche nel Kosovo panalbanese i diritti di cittadinanza ai serbi sono negati. Si mira all'annientamento della cultura e della presenza fisica serba. Svariati villaggi e luoghi di culto vengono rasi al suolo, e molti crimini vengono commessi contro la popolazione. Ricordiamo che nella stessa Serbia occupata dalla Wehrmacht i crimini del nazismo contro gli ortodossi sono ispirati alla logica genocida che impera in tutta Europa. Nell'autunno del 1941 la citta' di Kragujevac subisce una spropositata rappresaglia contro la popolazione civile, che causa 7300 uccisioni a sangue freddo. Il centro di Belgrado viene bombardato prima dell'occupazione: sono le scene del film "Underground" di E. Kusturica... Ma un altro inspiegabile episodio avviene ancora durante la Pasqua ortodossa del 1944, il 16 e 17 aprile, quando sono gli "alleati" angloamericani a radere al suolo nuovamente la citta' colpendo non tanto e non solo gli obbiettivi militari tedeschi quanto ospedali, scuole, case. Nessuna spiegazione credibile e' mai stata data per quell'avvenimento. Ritorniamo in Kosmet. Sotto il nazifascismo nella zona viene ripristinato il sistema di proprieta' feudale: i contadini perdono cosi' i beni ottenuti grazie alla riforma agraria del 1918, attuata dal regno jugoslavo. Rispuntano i "bey" e gli "aga" di ottomana memoria, che tornano a controllare la distribuzione dei prodotti agricoli e la vita sociale in quanto rappresentanti del nuovo Stato panalbanese. Le razzie contro il bestiame e la distruzione dei beni degli ortodossi sono consuetudine. Kosovo Polje e Pristina vengono abbandonate dalla popolazione non-schipetara. Fonti tedesche di allora registrano almeno 60mila fuggiaschi. Persino Neubacher, plenipotenziario del Ministero degli Esteri hitleriano, deve intervenire perche' gli episodi di terrore diminuiscano. L'atteggiamento degli occupanti italiani nei confronti delle violenze commesse dalle milizie collaborazioniste albanesi e' duplice. Nell'ottobre del 1941 gli italiani sono corresponsabili della distruzione del villaggio di Dren. Viceversa, nel dicembre 1942 a Vitomirica attacchi a sorpresa dei fascisti locali contro la popolazione cristiano-ortodossa costringono questa a riparare nell'accampamento dei Carabinieri. In quella occasione la solidarieta' di esponenti della comunita' albanese-kosovara, come Sefedin Bey, e' determinante per la salvezza di alcuni, e tuttavia una cinquantina di persone vengono uccise. Anche in altre zone, come attorno a Prizren, la solidarieta' della gente comune albanese non viene a mancare. Ma e' il fanatismo fascista a dettare legge. In questa situazione il movimento comunista albanese-kosovaro rimane estremamente debole, essendo suddiviso in ben otto piccole distinte formazioni. Ben piu' saldo e' il Movimento di Liberazione della Jugoslavia, nel quale i serbi entrano in gran numero. Sin dal '43 i partigiani jugoslavi e Tito stesso sono soggetti alle pressioni dei partigiani albanesi di Hohxa che chiedono l'unione del Kosovo con l'Albania, tuttavia la tendenza jugoslavista rimane egemone anche per la maggiore componente serba tra i partigiani del Kosmet. Nel 1942 forze schipetare nazionaliste, repubblicane e liberali, si riuniscono nel movimento "Balli Kombetaer" (di qui la dizione "balisti"), che inizialmente si oppone alla occupazione nazifascista ma nel suo programma prevede il mantenimento della "Grande Albania" a guerra finita. Nell'agosto 1943 a Mukaj i "balisti" ed i comunisti albanesi rompono definitivamente proprio sulla ipotesi di un eventale plebiscito da tenere nella regione a guerra finita: da allora "Balli Kombetaer" si scinde in una componente filonazista ed in una monarchica, che chiede il ritorno di re Zog. Nella notte tra il 30 ed il 31 gennaio 1943 milizie fasciste albanesi attaccano e distruggono il Comando del Movimento di Liberazione Nazionale partigiano del Kosovo a Grbole, commettendo incredibili violenze. In quello stesso periodo gli italiani realizzano il disarmo completo della popolazione ortodossa. Nel luglio 1943 tutta la popolazione serba di Gnjilane volontariamente si lascia rinchiudere in un campo di internamento italiano per sfuggire alle violenze dei fascisti. Il capo della polizia di Gnjilane, Rifat Berisha, un immigrato dall'Albania, e' responsabile delle violenze su circa 600 abitanti della cittadina. Ancora nel 1949, ricercato dalla giustizia partigiana, nell'atto di scappare in Albania uccide tre persone prima di essere preso e giustiziato presso Orahovac. Con l'8 settembre gli italiani lasciano l'amministrazione del Kosovo nelle mani dei nazisti tedeschi, bulgari ed albanesi. A Pec su 756 vittime del nazifascismo, 741 sono serbi e montenegrini. Il 3 dicembre del 1943 circa 400 membri del cosiddetto "Reggimento del Kosova", guidati da Xhafer Deva, circondano Pec e nel giro di 4 giorni uccidono piu' di 300 persone con metodi analoghi a quelli dei loro alleati ustascia nella Grande Croazia di Pavelic e Stepinac. Nel dicembre 1944 contro i partigiani che avanzano ovunque scoppia una insurrezione organizzata dai "balisti" panalbanesi. I leader Poluza e Voca (la cui famiglia era vicina alla corte di re Zog) fomentano una atmosfera ostile e violenta a forza di false notizie sui crimini dei partigiani serbi contro gli schipetari: l'insurrezione scoppia a Drenica e verra' sedata completamente solo dopo tre mesi. In questo episodio segnaliamo due circostanze significative: da una parte la posizione del serbo Miladin Popovic, favorevole alla unione del Kosovo con l'Albania; dall'altra, le idee jugoslaviste del giovane intellettuale e comandante partigiano Koci Xoxe, albanese-kosovaro. DOPO LA GUERRA Nel censimento del 1948 gli slavi risultano essersi ridotti all'otto per cento della popolazione del Kosmet. Nel censimento del 1981 gli slavi sono sempre gli stessi come numero, i non slavi sono raddoppiati. Si calcola che circa 400mila ortodossi abbiano abbandonato la provincia dal dopoguerra. (Fonti: S. Bianchini: "Sarajevo, le radici dell'odio" - Ed. Associate 1996; Politika, 18/8/1990 e 22/9/1990) RICOMINCIA LA GUERRA Dal 1997 il movimento separatista kosovaro-albanese acquista un fortissimo impulso dal punto di vista strettamente militare a causa degli appoggi in Albania, Turchia ed Occidente, dopo che per anni il governo "parallelo" di Rugova, con la sua politica del separatismo su base etnica e del boicottaggio totale, e' stato non solo finanziato ed appoggiato a livello propagandistico, ma anche incensato dai "pacifisti" che hanno visto con favore la spartizione della Repubblica Federativa Socialista di Jugoslavia. In seguito alla rivolta delle "piramidi" un fiume di armi ed equipaggiamento passa le frontiere in sostegno di una organizzazione militare detta UCK ("Esercito di Liberazione del Kosovo"). Dietro all'exploit di questa organizzazione c'e' anche l'interessamento di George Tenet, attuale capo della CIA, di origine albanese: sua madre "ha lasciato l'Albania meridionale alla fine della Seconda guerra mondiale, a bordo di un sottomarino britannico, per sfuggire al comunismo... Lei e' un vero eroe. E' con queste esperienze di vita e di valori in mente che io spero di guidare la nostra comunita' di intelligence..." ("il manifesto" 24/2/1999). L'irredentismo panalbanese e' appoggiato dalla lobby schipetara degli USA, che fa capo alla Albanian-American Civil League vicina a Bob Dole ed al suo protetto Joseph Dioguardi. Come per le precendenti secessioni jugoslave, anche nel caso del "Kosova" la disinformazione mirata a suscitare un clima di mobilitazione bellica nelle popolazioni dei paesi aggressori, e' mossa da agenzie di pressione specializzate come la "Ruder&Finn", e da tutto l'immenso apparato legato alla "Fondazione Soros", legata alla CIA. Per L'UCK si raccolgono fondi, e su giornali come il "Washington Post" appaiono interviste a questi "freedom fighters". Tra l'ottobre 1998, quando ha inizio la missione OSCE in Kosovo in seguito ai ricatti della NATO contro la Jugoslavia, e l'inizio di marzo secondo la Tanjug nell'area ci sono 975 attacchi terroristici che causano 141 morti, 305 feriti ed 86 scomparsi. Armi dirette ai secessionisti panalbanesi vengono sequestrate nei porti italiani, conti in banca vengono aperti in Europa per il finanziamento dell'UCK (vedasi tra l'altro l'interrogazione parlamentare di G. Russo Spena a riguardo), le polizie di molti paesi europei individuano i legami tra l'UCK ed i traffici di droga e prostituzione. Alla fine del 1998 una campagna stampa del Partito Radicale Transnazionale per la incriminazione del Presidente della Jugoslavia dinanzi al Tribunale dell'Aia raccoglie il consenso e la firma anche di esponenti dell'UCK come Adem Demaci, nonche' di ultranazionalisti albanesi della Macedonia, di Sali Berisha e leader albanesi di ogni orientamento. Ancora all'inizio del 1999 il premier Majko chiede che Milosevic sia processato per crimini contro l'umanita' ("il manifesto" 20/1/1999), appellandosi alla NATO, agli USA ed alla UE. La vicenda di Racak, nella quale i cadaveri albanesi degli scontri a fuoco dell'UCK con le forze di sicurezza serbe vengono travestiti ed ammucchiati in modo da rappresentare una scena dell'orrore dinanzi alla opinione pubblica internazionale, e' il culmine di una serie di operazioni di disinformazione strategica. L'anno precedente erano state segnalate fosse comuni inesistenti, come ad Orahovac, ed anche sui profughi le speculazioni della stampa sono ripugnanti. A Trieste giungono ad esempio una trentina di profughi del Kosovo: sono al 95 per cento maschi giovani... I crimini dell'UCK (vedi allegato), tesi a far crescere la tensione, scatenare la reazione jugosava ed indurre l'Occidente all'intervento militare diretto, non destano preoccupazione nei nostri media: quasi inosservate passano le stragi di Klecka - quando per la prima volta dalla fine della Seconda G. M. ritornano in funzione i forni crematori - e Pec - in dicembre un gruppo di ragazzini serbi della cittadina viene massacrato. I "pacifisti" di tutto l'Occidente appoggiano l'indipendentismo kosovaro sulla base di informazioni non vere sulla situazione nella provincia. La violenta pressione psicologica esercitata dai mass-media, continuazione della propaganda bellica in atto nei nostri paesi dall'inizio del conflitto interjugoslavo nel '91, impedisce strutturalmente lo sviluppo di movimenti di opposizione alla NATO e contro le scelte strategiche euro-atlantiche. L'irredentismo kosovaro diventa "lotta per la liberta'", l'idea di diritti di cittadinanza per tutti indipendentemente da dove passino i confini statuali e' considerata antiquata: secondo i redattori della rivista "Guerre&Pace", capofila del pacifismo italiano, la autonomia politica della provincia sarebbe ormai "una concessione dall'alto", percio' si punta direttamente al protettorato e/o alla Grande Albania mascherandola come "auto-determinazione". Informazioni "fuori dal coro" vengono censurate da tutti i media, anche dai settori della sinistra "antagonista". Gli "autodeterminatori" del "Kosova" abitano in Occidente. In Albania in piu' occasioni si manifesta solidarieta' con il movimento irredentista kosovaro e con l'UCK, soprattutto da parte della destra di Berisha. Il 5 febbraio 1999 la dimostrazione per le strade di Tirana e' unitaria, e si scandisce continuamente la sigla UCK ("il manifesto" 6/2) A Rambouillet vicino Parigi, in seguito alla impressione suscitata dalla macabra sceneggiata di Racak, l'Occidente organizza un falso negoziato: le due parti vengono fatte incontrare un'unica volta in circa venti giorni di sedute (in due riprese tra febbraio e marzo), ed alla fine la delegazione albanese-kosovara, che e' guidata dall'UCK, firma un "accordo" che prevede il referendum per l'indipendenza e l'occupazione militare da parte della NATO. Consiglieri del Dipartimento di Stato e della NATO stessa accompagnano l'UCK a Rambouillet. Anche il Ministro degli Esteri albanese Milo li assiste (B92, 17 marzo 1999). Pure Filippo di Robilant, ex-portavoce della leader radicale italiana Bonino, fa parte del codazzo dell'UCK (Corriere della Sera). Alla fine, la Jugoslavia viene accusata all'unisono per non avere firmato l'"accordo" - che tale non e' poiche' un accordo presuppone due parti consenzienti. Il 22 marzo 1999 rappresentanti dei terroristi dell'UCK si accordano a Tirana con le istituzioni albanesi per una piu' stretta collaborazione, secondo quanto riportato dalla stessa televisione di Stato albanese. Un altro tassello della ridefinizione degli assetti europei secondo il modello definito dal nazismo si sta realizzando. La guerra puo' ricominciare. Ma stavolta non ci sono i partigiani ad indicare agli albanesi ed ai serbi del Kosovo la strada della Unita' e della Fratellanza, cioe' la via del socialismo. La notte tra il 24 ed il 25 marzo 1999 Belgrado viene nuovamente bombardata: stavolta i tedeschi sono dalla parte degli "alleati", oppure viceversa. (
http://www.marx2001.org/nuovaunita/jugo/crj/m_l/250399.htm )
Le
Radici Del Fascismo in Kosovo
di George Thompson (5-3-00) da: Il re vestito a nuovo - http://www.tenc.net Original
text:
The roots of Kosovo fascism (by George Thompson) http://www.kosovo.com/roots.html JUGOINFO November 30, 2003 IERI... "La popolazione serba in Kosovo dovrebbe essere cacciata il prima possibile. I coloni serbi vanno ammazzati" (Il leader fascista albanese Mustafa Kruja, giugno 1942). ...OGGI "Come molti ufficiali UCK, anch'egli dice apertamente che sogna un Kosovo libero dai serbi" (Descrizione de "Il Maestro" Comandante di uno squadrone della morte UCK, "Agence France Presse", 19 agosto 1999). "Quando la Germania invase la Jugoslavia nel 1941, il popolo kosovaro fu liberato dai tedeschi. Tutti i territori albanesi di questo stato, come il Kosova, la Macedonia occidentale e le regioni di confine del Montenegro furono riunificate con l'Albania propriamente detta. Furono ristabilite le scuole in lingua albanese, l'amministrazione del governo, la stampa e la radio" (Da: www.klpm.org, sito web affiliato all'UCK). L'Italia di Mussolini occupo' l'Albania nell'aprile 1939 e insedio' un regime collaborazionista con l'evidente entusiasmo di molti albanesi (1). Dopo che Hitler ebbe invaso ed occupato la Jugoslavia nella primavera 1941, il grosso dell'attuale Kosovo-Metohija fu posto sotto il controllo del governo collaborazionista italo-albanese ed annesso all'Albania (2). Quando le forze italiane entrarono in Kosovo, erano accompagnate da albanesi d'Albania. Gli albanesi che vivevano in Kosovo si unirono alle forze di invasione che aprivano loro la strada verso nord ed ovest, e tendevano agguati alle unita' dell'esercito jugoslavo che affrontavano gli invasori. Questi albanesi, nativi sia dell'Albania che del Kosovo, scatenarono una campagna di assassini e deportazioni nei confronti dei serbi. Inizialmente, la mattanza era portata avanti in modo disorganizzato da unita' di "Kachaki" irregolari. Si trattava di briganti albanesi di entrambi i lati del confine che avevano combattutto la Jugoslavia durante gli anni '20 e '30 (3). Nondimeno, venne presto costituita una milizia kosovara locale. Tale milizia, detta "Vulnetari", insieme ad altre unita' di polizia, inizio' persecuzioni piu' sistematiche (4). I FASCISTI ITALIANI COLTI ALLA SPROVVISTA Le autorita' italiane in Kosovo parvero alquanto spiazzate dal terrore contro i serbi, e occasionalmente intervennero per prevenire attacchi albanesi, per lo meno nelle aree urbane. Cosi' scrive uno storico serbo: "Le truppe italiane furono dislocate nelle citta' del Kosovo e agivano come forza contenitrice..." (5). Carlo Umilta', un ausiliario civile del Comando delle forze di occupazione italiane, descrisse diversi episodi in cui le truppe italiane aprirono il fuoco sugli albanesi per evitare massacri di serbi (6). A causa della scarsita' di forze e dell'alleanza de facto fra albanesi e forze dell'Asse, questi tentativi di contenimento costituirono ben poca cosa. Tuttavia, gli occupanti italiani riferirono il loro disgusto per le azioni degli albanesi alle autorita' di Roma. L'esercito italiano riferi' che gli albanesi "stavano dando la caccia ai serbi", e che "la minoranza serba viveva in condizioni veramente miserevoli, continuamente perseguitata dalla brutalita' degli albanesi che alimenta l'odio razziale" (7). Carlo Umilta' descrive alcune delle atrocita' nelle sue memorie e osserva che "gli albanesi stanno sterminando gli slavi" (8). Alle sue parole fanno eco quelle di Hermann Neubacher, il rappresentante del Terzo Reich per l'Europa sud-orientale: "Gli schipetari avevano fretta di espellere il maggior numero possibile di Serbi dal paese" (9). Le atrocita' furono commesse deliberatamente, come parte di un piano volto a creare una "grande Albania" libera dai serbi. Nel giugno 1942, il presidente fantoccio fascista dell'Albania Mustafa Kruja dichiaro' candidamente i suoi principi davanti ai suoi seguaci kosovari: "La popolazione serba in Kosovo dovrebbe essere cacciata il prima possibile. Tutti i serbi indigeni dovrebbero essere qualificati come colonizzatori, e in quanto tali, attraverso i governi albanese e italiano, mandati in campi di concentramento in Albania. I coloni serbi vanno ammazzati" (10). Sentimenti simili furono espressi da un capo albanese-kosovaro, Ferat-Bej Draga: "E' arrivato il momento di sterminare i serbi. Non rimarra' alcun serbo sotto il sole del Kosovo" (11). I pogrom anti-serbi si intensificarono dopo il collasso italiano nel settembre '43. I nazisti tedeschi assunsero il controllo dell'Albania, incluso il Kosovo. Le unita' militari italiane furono cacciate e rimpiazzate da tre divisioni del XXI corpo alpino tedesco. La presenza militare tedesca lascio' agli albanesi piena liberta' d'azione. Le milizie nazionaliste kosovaro-albanesi, chiamate "Balli Kombaetar" (o "Balisti") portarono avanti una campagna di deportazione e sterminio di serbi nel '43-'44. Poi, su ordine esplicito di Hitler, i tedeschi formarono la 21¡ "Waffen-Gebirgsdivision SS" - la Divisione Skanderbeg. Con capi tedeschi e ufficiali e truppa kosovaro-albanesi, gli hitleriani speravano che usando gli Skanderbeg, la Germania avrebbe potuto "raggiungere il suo ben noto obiettivo politico": creare una "grande Albania" vitale (cioe' pura) che includesse il Kosovo (12). In generale, la politica tedesca era quella di organizzare unita' militari volontarie fra i simpatizzanti nazisti dei paesi occupati. Fra tutte le nazioni occupate, solo i serbi, i greci e i polacchi rifiutarono di formare unita' volontarie naziste. Piuttosto che unirsi ai nazisti, come avevano fatto gli albanesi in Kosovo, i serbi organizzarono la piu' grande resistenza antinazista in Europa. Sia i partigiani comunisti che i monarchici cetnici erano principalmente serbi, e entrambi i gruppi combatterono i tedeschi e i loro alleati locali in tutta la jugoslavia. I tedeschi reclutarono i 9000 uomini della divisione Skanderbeg per combattere questi gruppi di resistenza, ma gli albanesi della Skanderbeg non avevano interesse ad affrontare soldati; essi volevano principalmente terrorizzare i civili serbi, zingari ed ebrei locali. Molti di questi albanesi kosovari avevano prestato servizio in precedenza nelle divisioni SS bosniaco-musulmane e croate, note per i loro massacri di civili. Come si spiega l'odio furioso per i non-albanesi? Un fattore importante era la militanza islamica. La fondamentalista "Seconda Lega di Prizren" fu creata nel settembre '43 da Xhafer Deva, un albanese kosovaro, per collaborare con le autorita' germaniche. La lega proclamo' una jijad (guerra santa) contro gli slavi. Essi erano supportati dal Gran Mufti di Gerusalemme El Haj Emin Huseini, filonazista, che aspirava a liberarsi di tutti gli ebrei in quella che al tempo era la Palestina occupata dai Britannici. L'intolleranza religiosa albanese si manifesto' con evidenza negli attacchi a chiese e monasteri ortodossi (13). Non ci sono dati certi sulle perdite umane subite durante l'olocausto fascista albanese. Le stime vanno da 10.000 a 30.000 serbi uccisi; per lo meno 100.000 furono cacciati e rimpiazzati da persone "immigrate" dall'Albania propriamente detta (14). Nel giustificare l'attuale aspirazione kosovaro-albanese a secedere dalla Serbia, i media hanno ripetuto come un mantra: il 90 per cento della popolazione e' albanese. Anche se queste proporzioni sono molto esagerate (nessuno lo sa con certezza, perche' i kosovaro-albanesi hanno boicottato i censimenti per anni!) - la provincia e' certo in massima parte albanese. Ma una causa determinante dell'attuale sproporzione demografica fu il successo degli albanesi nel ruolo di volonterosi esecutori di Hitler durante la II Guerra mondiale (15). Oltre tutto, le loro attenzioni non si limitarono ai serbi. Non si sa quanti zingari furono eliminati. E gli albanesi kosovari, sia da soli che sotto la direzione tedesca, eliminarono molti degli ebrei del Kosovo. L'opera principale sulla "soluzione finale" di Hitler in Jugoslavia (16) stima che 550 ebrei vivessero in Kosovo al momento dell'invasione nazista. 210 di essi, ossia il 38 per cento, furono uccisi in Kosovo, per lo piu' da albanesi. Infatti, la prima operazione della divisione Skanderbeg come "Einsatztruppen" fu un'incursione contro gli ebrei, e la seconda fu lo sterminio del villaggio serbo di Velika, dove piu' di 400 serbi furono uccisi (17). Ceda Prlincevic, capo della Comunita' ebraica di Pristina e dirigente degli archivi provinciali, ha spiegato alla Emperors-Clothes che gli ebrei che non furono uccisi subito furono inviate dalla Skanderbeg nei campi di sterminio tedeschi di Treblinka e Bergen-Belsen. Un treno diretto a quest'ultimo prese la tratta sbagliata e fu intercettato dalle truppe russe che avanzavano. Secondo Prlincevic, senza questo fortunato errore, l'intera popolazione ebraica del Kosovo sarebbe stata eliminata. Sebbene i sostenitori dell'UCK oggi proclamino che non siano stati uccisi ebrei in Kosovo e che gli ebrei siano stati difesi dagli albanesi-kosovari, tali affermazioni sono false e dovrebbero essere trattate allo stesso modo in cui tratteremmo le altre smentite sull'olocausto. I FASCISTI ALBANESI CONTINUANO A COMBATTERE I tedeschi si arresero nel 1945, ma i resti dei gruppi nazisti e fascisti kosovaro-albanesi continuarono a combattere il governo jugoslavo per sei anni, con una grande ribellione durata dal 1945 al 1948 (Drenica e' stata il focolaio del reclutamento UCK nel '98-'99) sotto il comando di Shabhan Paluzha. Violenze sporadiche continuarono fino al '51. E' vero alla lettera dire che gli ultimi spari della II Guerra mondiale furono sparati in Kosovo. IN CONCLUSIONE... La scorsa estate, quando i Tedeschi sono entrati a Prizren per la prima volta dopo la II Guerra mondiale, un corrispondente della NBC ha riportato: "L'altra sera ero a cena con una gentile famiglia di kosovari musulmani, quando il discorso e' caduto sulle truppe NATO tedesche che entravano in citta' per farne il quartier generale del loro distretto di peacekeeping. Il capofamiglia, un uomo abbastanza anziano da ricordare l'ultima volta che le truppe germaniche erano entrate a Prizren, disse che si sentivano tutti al sicuro ora. 'I soldati tedeschi sono eccellenti', egli disse. Poi aggiunse: 'Lo so ben io, ero uno di loro'. Allora ha sollevato il braccio in un saluto nazista, ha detto 'heil' e si e' messo a ridere tutto contento" (NBC, 18 giugno 1999).
NOTE
(1) Professor Nikalaos A. Stavrou, KFOR: Repeating History, The Washington Times (August 11, 1999). (2) Hugo Wolf, Kosovo Origins (1996) chapter 10. Portions of northern Kosovo, from Mitrovica to the provincial border with Serbia, were administered by Germany from the outset, primarily to exploit the mines in the area. An eastern sliver of Kosovo was ceded to Bulgaria. (3) Dr. Smilja Avramov, Genocide in Yugoslavia, Part 2, Chapter 5, "Genocide in Kosovo and Metohija" (1995): "The crimes were begun by the ‘kachak’ guerrilla detachments which had been sent into Kosovo from Albania, but members of the Shqiptar minority quickly joined in. Judging from Italian reports, at first the situation resembled more the marauding of bandits than a deliberate policy." (4) Dr. Dusan Batakovic, The Kosovo Chronicles (1992); Avramov, supra. (5) Dr. Smilja Avramov, supra. (6) Carlo Umilta, Jugoslavia e Albania, Memoire di un diplomatico (1947), in Avramov, supra, note 141. (7) Dr. Smilja Avramov, supra, note 117. (8) Carlo Umilta, Jugoslavia e Albania, Memoire di un diplomatico (1947), in Avramov, supra, note 137. (9) Hermann Neubacher, Sonderauftrag Sudost (1953), quoted in Dr. Slavenko Terzic, Old Serbia and Albanians. (10) Dr. Slavenko Terzic, Kosovo, Serbian Issue and the Greater Albania Project. (11) Batakovic, supra, citing H. Bajrami, Izvestaj Konstantina Plavsica Tasi Dinicu, ministru unutrasnjih poslova u Nedicevoj vladi oktobra 1943, o kosovsko-mitrovackanm srezu, Godisnjak arhiva Kosova XIV-XV (1978-1979) at 313. (12) Avramov, supra, note 151. (13) Avramov, supra, note 148, citing Bishop Atanisije Jevtic, From Kosovo to Jadovno. (14) Batakovic gives a conservative estimate of 10,000 dead while Dr. Slavenko Terzic cites a contemporary American intelligence report that 10,000 died in the first year of occupation alone. Terzic, supra, citing Serge Krizman, Maps of Yugoslavia at War (1943). Carl Kosta Savitch, in Genocide in Kosovo: Skanderbeg Division, quotes a wartime account that 30,000 to 40,000 Serbs were killed by Albanians. In addition, an unknown number of Serbs dies in the German-operated work camps of Pristina and Mitrovica, or were killed by the Germans as reprisals against resistance activity. The reported number of expelled Serbs also varies depending on the source. Dragnich and Todorovich cited the figure of 70,000-100,000, based on a review of wartime refugee records. Dmitri Bogdanovich estimates 100,000, but acknowledges that the exact number has never been determined. Dmitri Bogdanovich, The Kosovo Question: Past and Present (1985). Dr. Avramov notes that wartime records showing 70,000 refugees from Kosovo counted only those persons in need of government assistance who registered with the Commissariat for Refugees in Belgrade. Records of those who did not register, or who fled to Montenegro, apparently do not exist. Avramov, supra. (15) Before world war 2 Serbs constituted a slight majority of the Kosovo population. Avramov, supra. In addition to the murder and expulsion of Serbs, the relative ethnic population balance was further skewed by the entrance of hundreds of thousands of ethnic Albanians from Albania proper during the war. Relying on Italian records from the time, Dr. Avramov estimates that 150,000 to 200,000 Albanians moved into Kosovo between 1941 and 1943. (16) The Crimes of Fascist Occupants and Their Collaborators Against the Jews of Yugoslavia (1952, revised 1957) (published by The Federation of Jewish Communities of Yugoslavia). (17) Avramov, supra. http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/1029
http://it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/1030 From: jugocoord Subject: [JUGOINFO] Il passato presente Date: June 5, 2001 6:25:51 PM GMT+02:00 Il testo che segue e` stato pubblicato in forma abbreviata sul numero di maggio 2001 della rivista tedesca KONKRET http ://www.konkret.de PASSATO PRESENTE Sulla continuita` della politica grande-albanese della Germania di Matthias Kuentzel Scrosciante applauso per il Cancelliere. A migliaia, gli albanesi kosovari si ritrovarono a Prizren nel luglio 1999 per festeggiare Gerhard Schroeder al grido di "Deutschland-Deutschland". "E` davvero impressionante e ne sono rimasto molto commosso", ha dichiarato Schroeder in seguito, "vedere a Prizren i Panzer tedeschi ed i soldati tedeschi con le mitragliatrici spianate da un lato, e dall`altro vivere l`insolito giubilo euforico con cui un cancelliere federale della Germania veniva salutato. Io ritengo che questo debba commuovere chiunque, se si pensa ai particolari trascorsi della storia tedesca in questa regione." A quale storia si riferiva in effetti Schroeder? Nel settembre 1943 la Wehrmacht, tra gli applausi degli albanesi kosovari, creava a Prizren una "Seconda Lega di Prizren", il cui unico obiettivo era la uccisione o la cacciata dei serbi allo scopo di istituire un Grande Albania "etnicamente pura". Nel febbraio del 1944 la divisione albanese delle SS "Skanderbeg" veniva stazionata a Prizren. Nell`ottobre del 1944 le SS tedesche iniziavano qui il loro estremo tentativo di impedire la vittoria degli Alleati. Allora come oggi questa citta` si trova al centro della politica grande-albanese della Germania. Allora come oggi i tedeschi qui vengono acclamati, mentre tutti gli altri non-albanesi devono temere per la loro vita. Dal marzo del 2001 la situazione ha vissuto una accelerazione ulteriore: in relazione alla offensiva dell`UCK contro Tetovo [la zona occidentale della Macedonia ex-jugoslava, ndT], la Germania ha per la prima volta fatto propria ufficialmente l`idea grande-albanese. Ma uno sguardo sulla storia chiarisce che le mosse della nuova politica grande- albanese da parte tedesca inevitabilmente seguono i passi che sono stati preparati dal nazismo. Allo stesso tempo, tale sguardo all'indietro rende palese il carattere strumentale della politica tedesca rispetto al proprio passato [la "Vergangenheitsbewaeltigung", cioe` la riconciliazione con il passato perseguita dalla annessione della DDR in poi, ndT]. Tanto piu` il governo federale si ricollega agli elementi della politica nazional-socialista sul Kosovo, tanto meno all`opinione pubblica interessa di venirne a conoscenza. [Si noti che in Italia, dove durante questi dieci anni di guerra nei Balcani non e` stato scritto ne` detto nulla sul nostro passato coloniale in quelle terre, la situazione e` identica; ndT] DALLA GRANDE ALBANIA ITALIANA... Come risposta alla occupazione tedesca di Praga, il 7 aprile 1939 l`Albania fu occupata dalle truppe italiane. Questo paese era di gran lunga il piu` povero ed il piu` arretrato d`Europa. Due terzi dei suoi abitanti erano organizzati secondo schemi tribali ed erano rimasti legati alle faide. Le misere infrastrutture aumentarono l`isolamento delle regioni controllate dai clan familiari. Di un senso di appartenenza nazionale albanese, in quelle circostanze, non si poteva davvero parlare. Nel 1941 la Germania aggredi` e soggiogo` la Jugoslavia. Dopo alcuni giorni di trattative tra tedeschi ed italiani, il Kosovo, fino ad allora jugoslavo, fu suddiviso in tre zone d`occupazione: alla Bulgaria fu assegnata la parte orientale, confinante con la Macedonia. La Germania si assicuro` la zona di Mitrovica, ricca di materie prime, nel nord della provincia, mentre la parte piu' grande del Kosovo fini' sotto il controllo italiano ed il 12 agosto 1941 fu saldata assieme al nucleo dell'Albania sotto controllo italiano per dar vita alla "Grande Albania". Il rapporto tra gli occupatori italiani ed i kosovaro-albanesi fu teso sin dall'inizio. Spesso il terrore delle milizie albanesi kosovare contro i serbi era troppo anche per la amministrazione coloniale fascista: ripetutamente le forze dell'ordine italiane aprirono il fuoco per impedire massacri da parte degli albanesi kosovari contro i serbi. Le truppe italiane furono dislocate nelle citta' in maniera mirata, per contenere la violenza. E non fu soltanto per questo motivo che "gli albanesi non hanno mai avuto rispetto degli italiani. Agli albanesi era estranea la loro visione del mondo e non gradivano quella che, secondo loro, da parte italiana era una forma debole, non virile di presentarsi e di comportarsi. Molti albanesi ritenevano gli italiani bugiardi ed ipocriti". Tra gli occupatori tedeschi e gli albanesi kosovari, invece, c`era maggiore intesa. Percio' la amministrazione nazista garanti' agli albanesi kosovari nella zona tedesca una autonomia molto maggiore di quella che essi potevano godere nella zona italiana. In questo modo la Wehrmacht si riallaccio' alla tradizione della occupazione austriaca del Kosovo, che aveva avuto luogo durante la II Guerra Mondiale. Nel 1916 come nel 1941 ai kosovaro-albanesi furono concesse amministrazioni autonome e fu permesso l'uso ufficiale della lingua albanese. E non solo dal 1941 al 1944, ma anche dal 1916 al 1918 "allo scopo di minare alle radici la presenza serba nella regione furono aperte piu' di 300 scuole in lingua albanese". Questa politica "scolastica" orientata in senso anti-serbo ha stimolato inizialmente e poi segnato il particolare nazionalismo degli albanesi kosovari. ...A QUELLA TEDESCA Dopo la caduta di Mussolini nel settembre 1943, le truppe tedesche occuparono la regione grande-albanese per impedire lo sbarco dei nemici sulla costa della Albania, impiegando il minimo possibile di forze della Wehrmacht. Prima dell'ingresso delle truppe tedesche il territorio era stato riempito di volantini con i quali la Germania nazista si dichiarava protettrice dell'Albania nella lotta contro i suoi nemici - in questo caso gli italiani e gli anglo-americani, altrove la Russia ed i serbi... Il tentativo di creare a Tirana un regime-fantoccio alleato dei tedeschi ando' a vuoto per la prevedibile incombente vittoria alleata. Percio' fu il Kosovo a diventare determinante per la politica grande-albanese della Germania: "Li' abitano gli elementi migliori del popolo albanese dal punto di vista razziale, quelli politicamente piu' determinati e piu' capaci dal punto di vista bellico", dichiaro' Neubacher nel settembre 1943 in un telegramma per Berlino. "Esiste la possibilita'", continuo', "di far entrare le milizie kosovare... a Tirana, per dare slancio al moto di liberazione". E cosi' i kosovaro-albanesi venivano sobillati con argomentazioni di carattere efficacemente propagandistico: "I tedeschi suscitavano l`impressione che solamente ora, con il loro arrivo, si sarebbe arrivati ad una vera unificazione del Kosovo con l`Albania", scrive lo storico americano B.J. Fischer. "I tedeschi non mancavano di dare ad intendere agli albanesi che sulla questione del Kosovo gli Alleati erano stati evidentemente zitti - indicazione questa della loro volonta` di ritornarlo alla Jugoslavia - e che gli Alleati non avevano riconosciuto alcun governo albanese in esilio, e nemmeno un comitato di crisi, gettando cosi` un`ombra sulla esistenza di uno Stato albanese dopo la fine della guerra". Questo il risultato della carta kosovara giocata dai nazisti: gia` nel settembre 1943 fu istituito un comitato nazionale formato essenzialmente da kosovaro-albanesi ed a Tirana fu proclamata la "indipendenza" dell`Albania. Ma la Germania fu e resto` l`unico paese a riconoscere diplomaticamente la Grande Albania "indipendente". Con il "blando regime di occupazione" nei confronti dei serbi, dopo la fine del periodo italiano, era finita. Da questo momento si lascio` mano libera ai massacri delle milizie albanesi kosovare a scapito dei serbi. Sempre nel settembre 1943, attraverso il fattivo appoggio tedesco, venne costituita una "Seconda Lega di Prizren" il cui scopo ichiarato era "una Grande Albania etnicamente pura". La sanguinosa cacciata dei serbi, che poteva adesso essere messa in pratica dalla Lega con i suoi piu` di dodicimila membri, avvenne con la supervisione e con la regia tedesca. Al fianco della "Seconda Lega di Prizren" la Wehrmacht recluto` un battaglione di 600-700 uomini, formato esclusivamente da albanesi kosovari amici dei tedeschi, che fu inviato a Tirana come corpo d`elite. Alla fine del 1943 altri 1200 gendarmi albanesi kosovari furono inviati da Mitrovica a Tirana. Nel febbraio del 1944 Adolf Hitler, che aveva "molto da dare per l`ultimo angolo romantico dell`Europa", trasmise l`ordine di istituire una autonoma formazione delle SS, la "Divisione SS Skanderbeg", formata da "queste genti di montagna, che fieramente portano le armi" (Neubacher). Questa Divisione, che contava 6500 componenti, raccolse le unita` albanesi della 13.ma Divisione di Montagna delle SS Bosgnacche ed altre milizie albanesi. Essa stazionava a Prizren, il suo principale territorio di operazioni era il Kosovo, il suo compito dichiarato era "la difesa" della Albania "etnicamente pura per razza". "Difesa" significava: chi non ne faceva parte veniva ucciso o sottoposto a violenze e scacciato. "Le unita` di questa divisione", scrive Fischer, "si guadagnarono presto una poco raccomandabile reputazione poiche`, soprattutto nelle zone serbe, praticavano lo stupro, il saccheggio e l`omicidio". Sulla straordinaria brutalita` della "Divisione Skanderbeg" esistono svariate attestazioni. Il 28 luglio 1944 essa uccise 380 abitanti del villaggio di Veliko, di cui 120 bambini, dando alle fiamme 300 abitazioni. Nell`aprile del 1944 essa deporto` 300 ebrei. Tra il 28 maggio ed il 5 luglio "la Divisione delle SS in territorio albanese prelevo` altri 510 tra ebrei, comunisti, partigiani e persone sospette. Di questi 249 furono deportati", scrive Raul Hilberg. Anche i rom della regione del Kosovo, che fino al settembre 1943, con la fascia gialla al braccio, avevano dovuto sopportare i lavori forzati, dopo il passaggio del Kosovo in mano tedesca furono deportati e chiusi nei campi di concentramento in Jugoslavia, ma anche a Buchenwald e Mathausen. Contrariamente alla leggenda che fu coltivata in seguito a Tirana, il Kosovo fu di gran lunga la regione che dette piu` filo da torcere anche ai partigiani di Tito. "Il movimento in Kosovo e` molto debole, quasi morto", recitava un rapporto del PC di Jugoslavia dell`agosto 1943. Sotto il dominio tedesco la situazione si aggravo` ulteriormente. In un rapporto al CC del PC di Jugoslavia, all`inizio del 1944, il raggruppamento comunista di quella provincia, piccolo ed isolato, dichiaro` che li` le masse albanesi consideravano gli occupatori nazionalsocialisti come liberatori e vedevano i tedeschi come i loro piu` grandi amici: persino alla fine del 1944, quando i partigiani della Albania meridionale avevano gia` costretto alla fuga la Wehrmacht ed avevano liberato l`Albania, il Kosovo rimaneva decisamente ancorato al campo delle potenze dell`Asse. Non per caso le SS tentarono proprio qui per l`ultima volta di impedire la ormai scontata vittoria degli Alleati. Dopo che il terreno a Tirana era diventato troppo bollente per loro, nell`ottobre 1944, tutt`e due i legati tedeschi che erano rimasti si trasferirono a Prizren per appoggiare l`istituzione di un governo anticomunista in Kosovo, sotto la guida d`un loro amico di vecchia data, il collaborazionista Xhafer Deva, che rifornirono in abbondanza di armi, munizioni, derrate alimentari e probabilmente anche di agenti. Le truppe di Deva, a cavallo tra il `44 ed il `45, contavano piu` di 6000 soldati; esse avevano il comando nella regione di Drenica. La resistenza delle truppe di Deva contro l`esercito partigiano di Tito duro` dal novembre 1944 al maggio 1945, e fu sconfitta solamente con l`impiego di 30mila partigiani. L`idea panalbanese, pero`, rimase accesa e torno` alla ribalta in Kosovo all`inizio degli anni Ottanta. IL POGROM COME PROGRAMMA Dopo le modifiche costituzionali di Tito, nel 1974, non si poteva parlare di discriminazioni a danno degli albanesi kosovari. Al contrario, questi godevano di ogni diritto e controllavano l`intero Kosovo "albanesizzato". Tuttavia per i nazionalisti anche in questa situazione la cacciata e la persecuzione di tutti i non-albanesi rimaneva all`ordine del giorno. Scopo di questo movimento e` "un territorio unitario, `etnicamente puro`, cioe` `ripulito` dai serbi e dagli altri slavi, nel quale siano insediati solamente gli albanesi", come indicava "Die Welt" nel 1986. "Lo scopo dei nazionalisti radicali e` (...) una `Albania etnica` che comprenda la Macedonia occidentale, il sud del Montenegro, parti della Serbia meridionale, il Kosovo e l`Albania", come scrisse il "New York Times" nel 1987. La fuga degli slavi dinanzi al protrarsi delle violenze ha reso il Kosovo proprio quello... che gli schipetari nazionalisti volevano da anni - una regione "etnicamente pura". Con l`unificazione tedesca del 1990 ritornava in campo anche la tradizionale protettrice della idea panalbanese. Sempre nello stesso anno i nazionalisti kosovari dichiararono l`indipendenza della loro provincia. Ibrahim Rugova divenne il "presidente" e Bujar Bukoshi il "capo del governo" del "Kosova indipendente". Nessuno dei due nascondeva le proprie grandi ambizioni. "Personalmente mi batto per l`unione con l`Albania", dichiaro` Rugova nel 1991. "Comunque la migliore soluzione sarebbe che gli albanesi vivano tutti in un unico stato, anche gli albanesi della Macedonia dovrebbero farne parte". Bujar Bukoshi, che non a caso insedio` il suo "governo in esilio" in Germania, non era da meno: "Faremo di tutto perche` la libera repubblica del Kosova e l`Albania un giorno siano tutt`uno", riporto` il quotidiano "Tageszeitung", aggiungendo: "I bambini gia` imparano nelle scuole private [quelle del sistema "parallelo" del quale con tanto acritico apprezzamento si e` parlato anche in Italia, ndT] come ci si debba comportare in caso di `guerra etnica`." Ed in effetti questo programma delle scuole private degli albanesi kosovari - dirette dalla Germania, finanziate dagli esuli albanesi ed appoggiate politicamente dal governo federale tedesco [programma ed insegnamento cui hanno attivamente lavorato settori "nonviolenti" ed associazioni "per i diritti umani" di varie nazioni, tra le quali come capofila la Gesellschaft fuer Bedrohte Voelker / Associazione Popoli Minacciati, spec. la sua sezione italiana-sudtirolese, cfr. i loro siti internet - ndT] attraverso i suoi materiali di orientamento "grottescamente nazionalista ed antiserbo" (W. Oschlies) ha a tutti gli effetti continuato l`opera di "formazione" che nelle zone sotto occupazione tedesca era stata interrotta nel 1944. Le prime cariche esplosive per la nuova Grande Albania scoppiarono nel febbraio 1996: come primo atto pubblico l`UCK attacco` cinque campi profughi serbi contemporaneamente con ordigni esplosivi. Cosi` ebbe inizio "la guerra per la liberazione dei territori kosovari che sono occupati da serbi, macedoni e montenegrini", come dichiaro` in seguito un portavoce dell`UCK. Non e` un caso se gia` questa prima azione fu rivendicata con un riferimento alla vecchia divisione delle SS "Skanderbeg". Molti quadri di comando dell`UCK, nonche` il suo fondatore Adem Jashari [ucciso nella sua roccaforte di Drenica nel marzo 1998 in una vasta operazione della polizia jugoslava, che suscito` grande clamore; ndT], furono reclutati in quanto figli o nipoti di appartenenti della vecchia divisione SS "Skanderbeg". Anche la organizzazione albanese di estrema destra "Balli Kombetaer" (Fronte Nazionale), che nel 1944 era annoverata tra i principali sostenitori del dominio nazista, si pregia volentieri di esercitare il proprio influsso sull`UCK. Pure certe usanze ricollegano l`UCK direttamente ai suoi precursori nazisti. Ad esempio, ancora oggi almeno i membri macedoni dell`UCK per richiamarsi al battaglione delle camicie nere che stazionavano a Prizren nel 1941 indossano una casacca nera. Ed anche il loro saluto originario - il pugno chiuso sulla nuca - deriva dalla tradizione fascista. Questo saluto militare fu sostituito con quello comunemente usato nella NATO solamente dopo che qualche osservatore dotato di memoria storica ne fu infastidito. Il principale elemento di continuita` tra la divisione delle SS "Skanderbeg" e l`UCK consiste nel fatto che ad entrambi non interessa alcuna forma statuale albanese che non sia fondata sulla "purezza etnica", per cui tutto cio` che contrasta con l`ideale di omogeneita` nazionale o che ricorda il vecchio dominio serbo deve essere distrutto e spazzato via. La loro concezione di liberta` e` orientata nel senso della nazionalsocialista "liberta` da": liberta` dagli ebrei, liberta` dai rom, liberta` dai turchi e dagli slavo-macedoni... Questa concezione di "liberta`" era stata introdotta nei territori controllati dall`UCK sin dall`inizio. "Nelle localita` in tal modo liberate l`UCK mise al bando tutti i partiti politici e scateno` la violenza contro le minoranze dei serbi, dei rom e dei gorani (macedoni islamizzati)". Questo modello di societa` nazional-fascistoide rappresenta la caratteristica principale del progetto della "Grande Albania". UN PROTETTORATO PER L`UCK Sin dall`inizio del protettorato della NATO in Kosovo i vecchi ricordi della Grande Albania degli anni 1943-1944 si sono ridestati. Quando le truppe tedesche hanno marciato su Prizren sono state salutate come da vecchi commilitoni. "Sicuramente per i tedeschi sin dal primo istante e` stato tutto piu` semplice di quanto non lo sia stato per il resto delle truppe della KFOR", ha commentato "Der Spiegel". "Per il loro appoggio alla indipendenza degli albanesi ai tempi di Hitler le generazioni ancora viventi sentono una fratellanza forgiata nella storia, da trasmettere ai nipoti... Come nell`anno 1943 (...), soprattutto le gerarchie dell`UCK esaltano `il patto sancito nella storia`". In una "Guida per i contingenti della Bundeswehr in Kosovo" il governo federale tedesco si e` soffermato su questo affratellamento. "Non si puo` escludere che, a causa di questi trascorsi storici (...) possa capitare di essere avvicinati da parenti o amici di ex-membri della divisione SS `Skanderbeg`". Non necessariamente questo va ricollegato ad una qualche mitizzazione del periodo del dominio nazista: anche un riferimento ad un calciatore tedesco potrebbe essere motivo per esprimere il "legame". Il "legame" con la Germania, seguendo questo filo conduttore, puo` finire per palesarsi attraverso la simpatia per il nazismo, e l`apprezzamento per le azioni della Wehrmacht puo` essere considerato normale. La stessa Bundeswehr dimostra giorno per giorno il suo legame con la Wehrmacht: ripercorrendo precisamente il rituale che l`emittente tedesca "Radio Belgrado" curava dal 1941, a Prizren come sigla quotidiana della trasmissione radiofonica militare tedesca si usa la nota hit della Wehrmacht "Lili Marlene"; una provocazione che il governo federale tedesco si puo` permettere solamente laggiu`, dove un tempo era il centro del collaborazionismo nazista. E comunque questa scelta musicale ha un senso piu` profondo, benche` non trasparente: contemporaneamente alla trasmissione della vecchia melodia, a Prizren si riparte con le "pulizie" della vecchia divisione delle SS. Non esiste zona, in Kosovo, dove l`UCK goda di tanta mano libera per attuare i suoi pogrom, quanto quella sotto amministrazione tedesca. "A Prizren i soldati tedeschi hanno concesso ai miliziani albanesi dell`Esercito di Liberazione del Kosovo di dettare legge in citta`, affidando loro il destino delle famiglie serbe", criticava il giornale parigino "Le Figaro". "L`UCK ha dichiarato che Prizren e` totalmente sotto il suo controllo", ha confermato la "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Persino il capo spirituale dei serbi-kosovari, il vescovo Artemije, ha chiesto invano al contingente tedesco della KFOR a Prizren garanzie di sicurezza. "PUREZZA ETNICA" - UN IDEALE TEDESCO Diecimila serbi di Prizren sono stati quasi tutti presi di mira o scacciati, i rom del Kosovo sono stati perseguitati in modo sistematico, e le ultime comunita` ebraiche di Pristina sono state cacciate via con minacce e violenze. Eppure, per la politica tedesca questo pare essere a tutti gli effetti un bilancio positivo. "Nel Kosovo la criminalita` adesso e` inferiore che a Mosca", ha detto esultante ad esempio Rudolf Scharping, mentre l`ex comandante tedesco della KFOR Klaus Reinhardt si compiace soddisfatto: "Oggi a Prizren come a Pristina la situazione e` quella di altre citta` occidentali: le discoteche sono piene, la gente siede lungo i viali ed e` contenta di poter vivere in pace". La pace, secondo questa logica, sarebbe sopraggiunta perche` "i diversi per nazionalita`" finalmente sono stati di nuovo cacciati via. Infatti, spiega Reinhardt, "solo nelle zone dove si confrontano i vari gruppi etnici le tensioni sono ancora grosse". Per dirla in un`altra maniera: il pericolo potenziale e` eliminato solamente nelle zone e nei territori "etnicamente puri". Il Kosovo puo` essere un modello di nazione in questo senso? Gli ufficiali della Bundeswehr vogliono forse in questo modo dire esplicitamente che "la concezione occidentale di una convivenza pacifica tra vari gruppi nazionali in Stati multietnici (...) e` una finzione"? POTERE E FOLLIA Come in passato, cosi` anche nel presente la Germania si profila come la potenza protettrice del nazionalismo albanese - con attivismo, competenza, e con un apparato fortemente motivato. Per questa politica Gerhardt Schroeder e` stato accolto a Prizren con "un giubilo di incredibile euforia". Fin qui tutto chiaro. Ma perche` mai Schroeder, quando si vide festeggiato in quel modo a Prizren, rimase "commosso"? Perche` mai ne dedusse che quel giubilo "sulla scorta della particolare storia tedesca" avrebbe dovuto commuovere chiunque? La spiegazione e` semplice: il cancelliere federale non ha percepito l`applauso degli albanesi kosovari come giubilo per la continuita` della politica tedesca sulla Albania; viceversa, in quell`applauso egli ha fantasticato esattamente il contrario, cioe` la conferma di una presunta discontinuita` e l`affrancamento di una Germania "cosciente del passato". Con narcisistica autostima Schroeder ha ridisegnato la realta`, come se ad esaltare la Germania non fossero i difensori del collaborazionismo bensi` i seguaci dell`esercito partigiano di Tito. La commozione del cancelliere esprime follia: una particolare disposizione della psiche tesa a creare una realta` tutta propria. Per questa disposizione, Auschwitz - cioe` il tema della colpa e della redenzione - e` centrale. L`intervento della Bundeswehr contribuisce "a sostituire la colpa storica ed il crimine storico, commessi nel nome della Germania, con una diversa immagine del nostro paese", ha spiegato il cancelliere ai soldati stazionati a Prizren. Ma come possono le immagini "sostituire" i crimini? Il guasto logico della formulazione di Schroeder corrisponde al guasto psico-logico della collettivita` tedesca: come il disco rigido di un computer si cancella e si sovrascrive con un nuovo programma, cosi` Schroeder & company devono cancellare i crimini del nazismo e sostituirli con un programma di "orgoglio di essere tedeschi". Questa disposizione in effetti cozza frontalmente contro la realta` politica: gli elementi di continuita` tra la politica per il Kosovo attuale e quella del nazionalsocialismo sono sotto gli occhi di tutti. Eppure la realta` viene riconosciuta a livello di coscienza sociale solamente nella misura in cui essa si armonizza con lo stato di necessita` psico- sociale. Sembra che i tedeschi si siano confrontati tanto intensamente con il loro passato come nessun altro ha fatto; eppure i crimini delle SS albanesi-kosovare vengono ignorati quasi fossero nelle cose, se da essi bisogna apprendere qualcosa per il presente. Certo, il tema delle "pulizie etniche" gode di ampia popolarita`; pero` la cacciata degli ebrei di Pristina, della quale si e` occupato pure il Parlamento britannico, dalle nostre parti e` un tabu`, perche` ricorda il passato. Tutte le chiacchiere sul pluralismo che riempiono i nostri giornali e le nostre reti televisive, quasi fosse cosa assodata, si trasformano repentinamente in un silenzio assoluto quando il bisogno di redenzione implica dei conti da pagare, ed il retroterra nazionalsocialista degli attuali piani tedeschi di costituzione di una Grande Albania rischia di venire a galla. (Fine. Traduzione a cura del Coordinamento Romano per la Jugoslavia) << ALBANIA NATURALE >> PARTE PRIMA: SPAZIO VITALE Koco Danaj, consigliere del primo ministro albanese Sali Berisha, ha dichiarato ieri al quotidiano Epoka e Re che entro il 2013 tutti gli albanesi della regione saranno riuniti in un unico Stato. Questa Grande Albania, che Danaj definisce "naturale" al contrario degli attuali Stati di Serbia, Macedonia e Montenegro che Danaj definisce "non naturali", dovrà dunque comprendere pezzi di Macedonia e Montenegro oltrechè tutto il Kosovo. Ricordiamo però che anche l'Epiro settentrionale ("Camerija"), ora appartenente alla Grecia, è rivendicato dagli irredentisti pan-albanesi. Le dichiarazioni di Danaj seguono di pochi mesi quelle del Ministro degli esteri Mustafaj (vedi JUGOINFO 17/3/2006 - http:// it.groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/message/4821 ) secondo cui la secessione del Kosovo - data per scontata a causa dell'atteggiamento neo-nazista di NATO ed UE in materia - causerà immediatamente la messa in discussione dei confini della Repubblica di Albania. http://www.adnki.com/index_2Level_English.php? cat=Politics&loid=8.0.332806468&par=0 ADN Kronos International (Italy) August 22, 2006 BALKANS: OFFICIAL CALLS FOR A 'NATURAL ALBANIA' Tirana - Albanians living in the Balkan region should unite and be integrated into a "natural Albania" by 2013, a senior Albanian official said on Tuesday. Neighbouring Macedonia, with a 25 percent Albanian population, is likely to be partitioned first, if its authorities fail to honour the five-year-old Ohrid peace agreement - which gave Albanians more autonomy and increased their political representation - Koco Danaj, political adviser to Albania's prime minister, Sali Berisha, told Pristina-based Albanian language daily Epoka e Re. “In politics it’s easier to face the painful truth, than the painful lies,” said Danaj. “Therefore, I emphasise again that disrespect of the Ohrid agreement would mean partitioning of Macedonia,” he added. Danaj said the greatest threat to the Ohrid agreement - which in 2001 ended ethnic Albanian rebellion in Macedonia - to power of the nationalist VMRO-DPMNE, the Macedonian political party that won the 5 July general election. VMRO-DPMNE leader, Nikola Gruevski is expected this week to form a coalition government with the Democratic Party of Albanians, triggering protests from the biggest ethnic Albanian party, the Democratic Union for Integration [KLA's/NLA's Ali Ahmeti], which also wants to participate in the government. With Serbia’s southern Kosovo province seeming to be moving towards independence, Danaj said that ethnic Albanians in Macedonia and Montenegro should also have the right to choose with whom to live. Instead of having Albanians participate in those countries' governments, it would be more natural that they had one government in the Albanian capital, Tirana, Danaj said. After Montenegro, with a population of 620,000, voted for independence and separation from Serbia at a referendum on 21 May, 500,000 ethnic Albanians in Macedonia should have the same right, Danaj said. Neither Serbia, nor Macedonia and Montenegro were "natural creations," Danaj pointed out. Giving apparent credence to the fears of Serb and other Slav politicians in the Balkan countries that the creation of a Greater Albania is the main threat to the region, Danaj said all Albanians will be united “in natural Albania” by 2013. (Source: Rick Rozoff via stopnato @yahoogroups.com) Panoramica degli atti di violenza nel Kossovo e Metohija, provincia autonoma della Repubblica Jugoslava di Serbia, dall'arrivo della KFOR e dell'UNMIK ( periodo 10 / 6 / 1999 - 7 / 5 / 2000 ) Memorandum del governo della RFJ, consegnato al Presidente del Consiglio di Sicurezza e al Segretario Generale dell'ONU ( Tanjug, 15 / 5 / 2000 ) ( 1 ) Numero degli attacchi terroristici : 4.792. 4511 contro Serbi e Montenegrini, 109 contro Albanesi, 172 contro Mussulmani, Goranici, Turchi e persone di altre etnie. ( 2 ) Numero delle persone uccise: 1010. 888 Serbi e Montenegrini, 75 Albanesi, 47 di altre etnie. ( 3 ) Numero delle persone sequestrate e scomparse: 936 860 Serbi e Montenegrini, 42 Albanesi, 34 di altre etnie. La sorte di 786 di loro è ignota; 95 sequestrati sono stati uccisi; 7 sono riusciti a fuggire; 48 sono stati liberati. ( 4 ) Numero dei feriti: 924 867 Serbi e Montenegrini. 20 Albanesi. 37 di altre etnie. ( 5 ) Pulizia etnica: Nella campagna di pul izia etnica seguita al dispiegamento della KFOR e dell'UNMIK, due terzi della popolazione non albanese, cioè più di 350.000 Serbi, Montenegrini, Rom, Mussulmani, Goranici, Turchi ed altri non albanesi sono stati espulsi dal Kossovo - Metohija. Di questi 270.000 sono Serbi. (*) (*) Per chi ritenesse che i dati forniti dal governo Jugoslavo fossero esagerati o poco obiettivi ( visto che non provengono dalla CNN o dal New York Times ) riportiamo i dati di fonte ONU forniti dal "Manifesto" del 23 / 5 / 2000: "L'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite ha registrato 210.000 profughi non albanesi fuggiti dal Kossovo dallo scorso mese di giugno, cioè da quando nella provincia è entrata la KFOR. Circa 180.000 rifugiati, quasi tutti Serbi, vivono attualmente in Serbia, ed altri 30.000 in Montenegro. Il censimento è il primo di questo genere condotto sulla base di dati certi, ma lo stesso responsabile dell'Alto Commissariato per i l Kossovo, Dennis MacNamara, ha ammesso che la cifra ....è riduttiva: non tutti i profughi hanno infatti accettato di essere registrati presso gli uffici delle Nazioni Unite". [ NdR ] E DA ALLORA SONO PASSATI ALTRI ANNI DI OCCUPAZIONE.. http://www.kosovo.com/albnazi.html and http://www.serbianna.com/columns/savich/001.shtml JUGOINFO November 30, 2003 Eyewitness
to Genocide in Kosovo:
Kosovo-Metohija and the Skenderbeg Division SERBIANNA.COM LINK by Carl Savich Introduction The historical and political precedent for the creation of a Greater Albania was set during World War II when the Kosovo-Metohija region, along with territory in southwestY Montenegro andY western Macedonia (then Southern Serbia, now part of Macedonia, but a part of Stara Srbija in the medieval period), were annexed to Albania by the Axis powers, fascist Italy and Nazi Germany under a planY by AdolfY Hitler and Benito Mussolini to dismember Yugoslavia.The Kosovska Mitrovica region was retained under German occupation because of the Trepca mines. The districts of Vucitrn, Lab, and Dezevo or Novi Pazar were made part of the Kosovo Department. The Tetovo, Debar, Struga, Gostivar regions of western Macedonia were ceded to a Greater Albania under Italian administration. The Gnjilane, Vitin, and Kacanik districts were ceded by Germany to Bulgaria to administer. In the initial stages of the occupation of Kosovo-Metohija,YGermany organized a police force of approximately 1,000 Kosovar Albanians and Albanian paramilitary forces of the same number known as Vulnetara. During the Italian administration from 1941-1943, Kosovo Serbs, Jews, Gypsies, and other non-Albanians were arrested, interned, deported, or murdered. Serbian houses were burned and Serbian inhabitants were driven out of Kosovo. Dozens of Serbian Orthodox churches were demolished and looted. Over 10,000 Kosovo Serb and Montenegrin families were driven out of Kosovo by Albanians who wereY put in charge of Kosovo-Metohija by the Italian and German forces.Kosovo Serbs and Montenegrins were deported to forced labor camps in Pristina and in Mitrovica to work the Trepca mines and to Albania to work on construction projects as forced or slave labor. The Italian regime encouraged the Kosovo Committee and the Balli Kombetar (BK, National Union) to create an ethnically pure Albanian Kosovo as part of a Greater Albania. The government and police were made up of Albanians while the Albanian language and the Albanian flag were permitted in Kosovo-Metohija. Germany assumed direct control and re-occupied Kosovo when Italy surrendered in 1943. On April 17,1944, pursuant to instructions by Reichsfuehrer-SS Heinrich Himmler, an Albanian Waffen SS Division, the 21st Waffen Gebirgs Division der SS 'Skanderbeg' or 'Skenderbeg' (Albanische Nr.1), was formed, which occupied and ethnically cleansed Kosovo-Metohija of Orthodox Serbs, Jews, Gypsies, and other non-Albanians. Himmler envisioned the formation of two Albanian SS Divisions, but the war ended before the second could be formed. Approximately 300 Albanian troops in the Bosnian Muslim 13th Waffen Gebirgs Division der SS 'Handzar' or 'Handschar' were transferred to the newly forming SS division. The Skanderbeg Division was made up of 6,491 ethnic Albanians, two-thirds of whom were from Kosovo-Metohija, 'Kosovars'. To this Albanian core were added German troops,Reichdeutsche from Austria and Volkdeutsche officers, NCOs and enlisted men transferred from the 7th SS Mountain Division 'Prinz Eugen' or 'Princ Eugen', then stationed in Bosnia-Hercegovina. TheYSkanderbeg Division was made up of Albanian Muslims of the Bektashi and Sunni sects of Islam and several hundred Albanian Roman Catholics, followers of Jon Marko Joni. The total strength of the Skanderbeg Division was 8,500-9,000 men of all ranks. The first commander of the Skanderbeg Division was SS Brigadefuehrer and Generalmajor of the Waffen SS Josef Fitzhum, from April to June, 1944. In June,1944, SS Standartenfuehrer August Schmidhuber, formerly an officer in the Prinz Eugen 7thYSS Division, was appointed division commander until August 1944, when SS Obersturmbannfuehrer Alfred Graf (or Graaf) assumed command of the remanants of the division until May 1945. The Skanderbeg Division engaged in a policy of ethnic cleansing and genocide against the Serbian Orthodox Christian and Jewish populations of Kosovo-Metohija and the Stara Srbija region. In Kosovo-Metohija, the Skanderbeg Division massacred unarmed Serbian civilians with impunity and indiscriminately in a systematic plan of genocide. The Skanderbeg Division sought to create an ethnically pure Kosovo-Metohija, 'Kosova' or 'Kosove', cleansed of Orthodox Serbs, Jews, and Gypsies, the untermenschen (subhumans) rayah targeted for extermination. The Skanderbeg Dision played a role in the Holocaust or Final Solution when, during its occupation of Kosovo-Metohija, it rounded up scores of Kosovo Jews and Orthodox Serbs, persons deemed enemies of the Third Reich, who were subsequently deported to concentration camps. With the surrender of Italy in 1943, Germany re-occupied Kosovo-Metohija and German occupation forces sought to strengthen Albanian nationalist groups and to recruit Albanians into German forces. On September 16, 1943, Dzafer Deva, a member of the Balli Kombetar, organized the Second League of PrizrenY ''in cooperation with the German occupation authorities' which intensified its efforts to ethnically cleanse Kosovo of Serbs and Jews and other non-Albanians. Attacks against Kosovo Serbs increased and intensified. Over 10,000 Kosovo Serbian families were driven out of Kosovo. The Balli Kombetar and the Second League of Prizren were instrumental in the creation of the 21st Waffen Gebirgs Division der SS 'Skanderbeg', which was envisioned as advancing the cause of Greater Albania by making Kosovo ethnically pure, cleansed of Serbs and Jews. When Germany re-occupied Kosovo and Albania following the collapse of Italy in 1943, the German Wehrmacht and the Waffen SS sought to integrate the manpower into the German forces. Himmler wanted to use the Albanian manpower to form two Waffen SS Divisions. Moreover, 'anthropological studies' by the Italians during 1939-1943 purported to show that the Ghegs of northern Albania and Kosovo-Metohija were Aryans, herrenvolk, the master race, who had preserved their racial purity for over two millennia. Thus, from a practical and theoretical standpoint, Himmler was determined to form two Albanian SS Dvisions. Bedri Pejani, the president of the Second League of Prizen, wrote Himmler a letter of March 19, 1944, asking that Himmler organize Albanian military formations as part of the armed forces of the Third Reich: Excellency, the central committee of the Second Albanian League of Prizren has authorized me to inform you that only your excellency is united with the Second Albanian League, that you should form this army, which will be able to safeguard the borders of Kosovo and liberate the surrounding regions... Bedri Pejani Hans Lammers sent Pejaniis letter to Himmler, who wrote Lammers about the planned formation of the two Kosovar Albanian SS Divisions: Most respected party friend Lammers! I received your
letter ofY April 29 together with the letter of the president of the
central committee of the Second Albanian League of Prizren. At this
time one Albanian division is being formed. As things now stand, I plan
to form a second division, and afterwards an Albanian corps will be
formed... The 21st SS Division Skanderbeg was formed and trained in Kosovo and was made up primarily of Muslim Albanians from Kosovo, over two-thirds of the personnel were from Kosovo. ---
During WWII, Kosovo was under Italian occupation - as well as Albania itself. Albania + Kosovo + Western Macedonia, all under Italian occupation was officially caled "Greater Albania". In Kosovo part of this fascist structure the Albanian nationalists got free hand to terrorize the Serbs. Under such pressure estimated 75,000 Serbs left Kosovo. In their empty houses about the same number of Albanians from Albania settled. This definitelly tipped the ballance in the Albanian favour. The first official census in post-WWII Yugoslavia (in 1948) showed 199,961 Serbs and Montenegrins in Kosovo and 498,242 Albanians. --- Eyewitness to Genocide On July 28, 1944 in the village of Velika in the Lim region of Montenegro,Y Skanderbeg massacred 428 Serbs of which 120 were children and burned around 300 houses during Operation Draufgegner, in a joint attack with the 7th Prinz Eugen Division. Milunka Vucetic was an eyewitness, whoseYaccount of the massacre follows: I approached the house of Milovan Vucetic. Around afternoon an army from Ivanpolje came into the area.We decided to take them bread, salt, which we had. When the army approached, I saw how in the olive grove Tomislav, the son of Milovan Vucetic, played. Two soldiers took him, a third ran over... one took out a knife and began to skin the child alive from his eyes downwards. I could not watch what occurred. I began screaming and his mother Leposava-Lepa ran over to protect him. She was killed. Radoje Knezevic, who survived the massacre, recalled: I was only 11 years old when Hitleris Division 'Skanderbeg' and 'Prinz Eugen' burned down the village of Velika and killed about 428 persons. Our family paid a heavy price that day. On that day my mother Stojanka was killed and then her body burned. The same fate befell my two brothers Nedeljko (5 years old) and Ratko ( 11 months old). My sister Raba ( 18 years old) was killed as she was trying to protect her mother and young brothers. And she too was burned. Draguna Knezevic gave the following account: In the house of Andra Knezevic were killed Mona Stamatovic...and Toma Savic with her daughter... In the house of Leka Knezevic, Stojanka Knezevic (aged 42), her daughter Rabija (18 years old) and sons Nedjelko (6 years old) and Ratko (1 year old). In the house of Ljuba Stamatovic Miroslava Stamatovic (50) was killed. In the house of Janka Simonovic, his two daughters, Kosa (18), and Milojka (19) were killed. Milojka was thrown alive into a fire. In the house of Radote Simonovic, his daughter Milena (20) was killed... In the house of Nikola Tomovic, his wife Rabija and his daughter Milica, who was five years old were killed. Milica was killed outside and thrown in a fire, in the house. Divna Vucetic, a resident of Velika, gave the following account of events during the massacre: ...I heard news of massacres in the surrounding villages so I became concerned for the safety of my children, the two eldest of whom I sent in the woods... I held in my lap my one year old son, Boza. On the threshold my daughter Persida approached, who was only three years old, and after her my two nieces, four year old Kata and three year old Nata, and daughters Cvete and Dusana Vucetic. ...A soldier approached with a gun... I told him that I wanted to bring him bread, as I was ordered to. He replied to that:Y'Germany has bread!' He spoke our language perfectly. He then shot at me, killing my son Boza in my lap, and wounding me in the right hand. The Kosovar Albanian Skanderbeg SS Division drove out or ethnically cleansed approximately 10,000 Kosovo Serbian families, most of whom fled as refugees to Serbia while Albanian colonists from Albania entered Kosovo and took over their lands, homes, and possessions.In Between Serb and Albanian: A History of Kosovo, Miranda Vickers described the ethnic cleansing of the Skanderbeg SS Division as follows: Until the first months of 1944 there were continued waves of migration from Kosovo of Serbs and Montenegrins, forced to flee following intimidation... The 21st SS 'Skanderbeg Division' (consisting, as already mentioned, of two battalions) formed out of Albanian volunteers in the spring of 1944, indiscriminately killed Serbs and Montenegrins in Kosovo. This led to the emigration of an estimated 10,000 Slav families, most of whom went to Serbia... replaced by new colonists from the poorer regions of northern Albania. The Skanderbeg Division engaged in acts or war crimes against the Kosovo Serbian population that constituted genocide and crimes against humanity. The Skenderbeg SS Division and the Holocaust The 21st SS Division Skanderbeg played a role in the Holocaust or Shoah, the Final Solution to the Jewish Problem,the extermination of European Jewry. The first operation of Skanderbeg in Kosovo-Metohija was the raid on Kosovo Jews in Pristina which occurred on May 14,1944. The Albanian Kosovar SS troops raided apartments and homes where Kosovo Jews lived, looted their possessions, and rounded them up for deportation to the death camps. Kosovo Jews were subsequently placed in makeshift jails. The 21st SS Division Skanderbeg apprehended 281 Kosovo Jews, which included men, women, and children. From May to June 1944, Skanderbeg apprehended a total of 519 Kosovo Serbs and Jews. During the initial German occupation of Pristina in 1941 before it was turned over to Italian administration, the property of Kosovo Jews was seized and they were conscripted for forced labor like Kosovo Serbs. In Kosovska Mitrovica, Jewish shops and stores were closed down and Kosovo Jews were ordered to wear a yellow band to identify themselves as Jews. The seizure of Jewish property was organized and conducted by the Gestapo and members of the Albanian Committee. On May 20, 1941, Dzafer Deva, the leader of the Mitrovica district, ordered the seizure of Jewish property. Jewish businesses were supervised by members of the Albanian Committee. The seizure of Jewish businesses and property was conducted by Mamut Perijuc, Ramiz Mulic and Osman Ibrahimovic, who worked in conjuction with the German Gestapo. Ibrahimovic was the head of the commission overseeing Jewish property. He ordered the demolition of the Jewish synagogue and the destruction of papers and documents in the Jewish archive. In Pristina, the seizure of Jewish property and anti-Jewish measures were undertaken by the Kosovar Albanian regime placed in control and members of the Albanian Kosovo Committee, Maljus Kosova, president of the Committee, Dzemal beg Ismail Kanli, head of the police, Rasid Memedali, and Rifat Sukri Ramadan. Yugoslav Jewish survivors blame the Kosovar Albanian Committee for inciting the first and second internments of Kosovo Jews. In the Jewish historical archives of Yugoslavia, the role of the 21st SS Division in the Holocaust and in the genocide of Kosovo Jews and Serbs is described as follows:Y ''From May 25 to July 2, 1944 the Division 'Skanderbeg' apprehended 510 Jews, Serbs... They were put in jails, while 249 were sent as forced laborers to the Reich.'' The Skanderbeg Division played a hitherto unacknowledged role in the Holocaust, the genocide of European Jewry. In Kosovo: A Short History, Noel Malcolm noted that in the Djakovica region of Kosovo-Metohija, the Skanderbeg Division engaged in ''the round-up and deportation of 281 Jews'' to the concentration-extermination camps in May 1944.Y According to Malcolm, ''they took part in the most shameful episode in Kosovois wartime history.'' Malcolm, for the most part, ignored the actions or war crimes of the Skanderbeg Division against the Kosovo Serbian population during the same period. Of these 281 Kosovo Jews which the Kosovars deported, more than 200 were killed by the Germans at the Nazi death camp of Belsen. By 1945, 210 of the 551 Kosovo Jews known to reside in Kosovo had been killed.The division sought to create an ethnically pure, homogenous Kosovo, supported by Italy and Germany, a Kosovo ethnically cleansed of Orthodox Serbs, Jews, Gypsies, and other non-Albanians, the untermenschen rayah, not part of ''enlightened Latin Christendom'', not part of the so-called West, not Aryans, but Slavs, who were targeted for extermination. Conclusion During the occupation of Kosovo-Metohija by Nazi
Germany during World War II, an Albanian Waffen SS Division,
Skanderbeg, was formed which committed war crimes against the Serbian
Orthodox and Jewish populations which constituted genocide and crimes
against humanity. The Skanderbeg Division engaged in a systematic
policy of ethnic cleansing against the Kosovo Serbian and Jewish
populations. This genocide contributed to the Albanian goal and policy
to create an ethnically pure and homogenous Kosovo. Bibliography Ivanov, Pavle Dzeletovic. 21. SS Divizija Skenderbeg. Beograd: Nova Knjiga,1987. Kane, Steve. ''The 21st SS Mountain Division'', Siegrunen: The Waffen-SS in Historical Perspective, 6, no. 6, issue 38, October-December 1984, pp. 21-30. Malcolm, Noel. Kosovo: A Short History. NY: New York University Press, 1998. Michaelis, Rolf. Die Gebirgs Divisionen der Waffen SS. Erlangen, Germany: Michaelis Verlag, 1994. Munoz, Antonio. Forgotten Legions: Obscure Combat Formations of theWaffen-SS. Boulder, CO: Paladin Press, 1991. Vickers, Miranda. Between Serb and Albanian: A History of Kosovo. NY: Columbia University Press, 1998.http://www.kosovo.com/skenderbeyss.html and http://www.serbianna.com/columns/savich/004.shtml JUGOINFO November 28, 2003 Kosovo During World War II,
1941-1945... by
Carl Savich
The historical and political precedent for the creation of a Greater Albania or Greater ShqiperiaY was set during World War II when the Kosovo and Metohija regions, along with territory southwest of Lake Scutari from Montenegro and the western region of Macedonia,, which was then southern Serbia, or Juzna Srbija, were annexed to Albania by the Axis powers, led by fascist Italy and Nazi Germany, under a plan devised by Benito Mussolini and Adolf Hitler which sought to dismemberY the Serbian nation and people, which the Germans and Italians perceived as the main threat to the Axis powers and to the Third Reich in the Balkans. On April 7, 1939, Italian troops invaded and occupied Albania, forcing the Albanian ruler King Zog I, Ahmed Bey Zogu, to flee to Greece.Italy next formally annexed Albania into the Kingdom of Italy under the Italian King Victor Immanuel and established a military government and Viceroy.The Italians began a program to colonize the country when thousands of settlers emigrated to Albania.An Albanian Fascist Party was established with Albanian Blackshirts basedY on the Italian models.The Albanian army consisted of three infantry brigades of 12,000 men. On October 28, 1940, Italy invaded Greece from Albania with 10 Italian divisions and the Albanian army but were driven back. Germany sought to assist the Italian-Albanian offensive by Operation Alpine Violet, a plan to move a corps of three German mountain divisions to Albania by air and sea. Instead, the Germans built up a heavy concentration of the German Twelfth Army on the northwest Greek border with Bulgaria, from where the German invasion was launched. On April 6, l941, Nazi Germany and the Axis powers invaded Yugoslavia, Operation Punishment, and Greece, forcing the capitulation of Yugoslavia on the 17th and Greece on the 23rd.Yugoslavia was subsequently occupied and dismembered.The Axis powers established a Greater Albania or Greater Shqiperia at the expense of Serbia and Montenegro. Territory from Montenegro was annexed to Greater Albania. From Serbia, the Kosovo and Metohija regions were ceded to Greater Albania, along with the western part of southern Serbia (Juzna Srbija), now part of Macedonia, an area which was part of Stara Srbija (Ancient or Old Serbia).This Kosovo-Metohija region and the durrounding territory annexed to Greater Albania was called iNew Albaniai. To create an ethnically pure Albanian Kosovo, which the Albanians called iKosovai,theY Albanians (Shqiptari) launched a widescale campaigns of ethnic cleansing and genocide.Ethnic Serbs in the Kosovo-Metohija regions were massacred, and their homes were burned, and the survivors were brutally driven out and expelled in a policy of ethnic cleansing and genocide. The Balli Kombetar (BK or National Union) was an Albanian nationalist group led by Midhat Frasheri and Ali Klissura whose political objective was to incorporate Kosovo-Metohija into a Greater Albania and to ethnically cleanse the region of Orthodox Serbs. The Albanian Committee of Kosovo organized massive
campaigns of ethnic cleansing and genocide against the Orthodox Serbian
inhabitants of Kosovo-Metohija.A contemporary report described the
ethnic cleansing and genocide of Serbs as follows: Bedri Pejani, the Muslim leader of the Albanian National Committee, called for the extermination of Orthodox Serbian Christians in Kosovo-Metohija and for a union of a Greater Albania with Bosnia-Hercegovina and the Rashka (Sandzak) region of Serbia into a Greater Islamic State. The Grand Mufti of Jerusalem, Haj Amin el Husseini, was presented the Pejani plan which he approved as being in the interest of Islam. The Germans,however, rejected the plan. On September 3, 1943, Italy capitulated by signing an armistice with the Allies. The Germans were then forced to occupy Albania with the collapse of the Italian forces.The Germans sent he 100th Jaeger Division from Greece and the 297th Infantry Division from Serbia and the German 1st Mountain Division to occupy Albania.Y These troops were organized into the XXI Mountain Corps, which was under the command of General Paul Bader. Bedri Pejani organized and headed the Second Albanian League of Prizren in 1943, which sought to revive the goals of the First League of Prizren in 1878, whiich were to unite all the lands where Albanians lived into a single, unified Greater Albania. The Second Albanian League,like the First, was reactionary, anti-democratic, racist, authoritarian, and allied with Nazi Germany. Pejani found an ardent supporter of the Second League in Heinrich Himmler, the iarchitect of genocidei and the person who oversaw the Final Solution to the Jewish Problem. The Second League fit perfectly into Hitleris New Order in Europe. Moreover, Italian anthropological research had revealed that the Ghegs were Aryans or Nordic, the herrenvolk or master race like the Germans.Pejani and the Second League opposed democracy and human rights but sought to create a Greater Albania through genocide and ethnic cleansing. The 21st Waffen SS Division Skanderbeg resulted from the efforts of the Second League of Prizren. Germany re-occupied Albania and Kosovo in 1943. Additional security forces for the interior were needed,however, to free up German troops for defense of the coastline. The decision was made to form an Albanian SS mountain division for this purpose. In April, 1944, recruitment for the Albanian SS Division began under the direction of the newly formed Albanian Nazi Party, which had been formed through the efforts of Ernst Kaltenbrunner. Acting upon the instructions of Reichsfuehrer SS Heinrich Himmler, the SS Main Office ordered the formation of an Albanian Volunteer mountain Division on April 17,1944. Himmler planned to create two Albanian SS divisions. SS Brigadefuehrer and Generalmajor of the Waffen SS Josef Fitzhum, who headed the Higher SS and Police Command in Albania, oversaw the formation and training of the division. The SS High Command planned to create a mountain division of 10,000 men. The Higher SS and Police Command in Albania, in conjunction with the Albanian National Committee, listed 11,398 possible recruits for the Waffen SS mountain division. Most of these recruits, roughly two-thirds were Kosovars, Albanian (Shqiptar) Ghegs from Kosovo-Metohija in Serbia. The Shqiptar Tosks were found mainly in southern Albania. Most of the Shqiptar collaborators with the Nazi forces were the so-called Kosovars, ethnic Shqiptars from the Kosmet of Serbia. The Albanian gendarmes, special police, and para-military units were Kosovars. The Kosovars were under the direct control of the Albanian Interior Minister, Xhafer Deva. The Skanderbeg Division was formed and trained in Kosovo and was made up mostly of Muslim Shqiptar Kosovars.There were only a small number of Albanians from Albania proper in the division, about one-third.Y The Skanderbeg Mountain Division of the Waffen SS was thus essentially a Kosovo or Kosmet division. The division was stationed and operated in Kosovo and other Serbian regions almost exclusively. Of the 11,398 recruits listed for the division, 9,275 were ascertained to be suitable to draft in the Waffen SS. Of those suitable to be drafted, 6,491 Albanians were chosen and inducted into the Skanderbeg Division. To this Albanian core were added veteran German troops, primarily Reichdeutsche from Austria and Volkdeutsche officers, NCOs, and enlisted men, transferred from the 7th SS Mountain Division iPrinz Eugeni which was stationed in Bosnia-Hercegovina.The Kosovo Albanian 21st Waffen Gebirgs Division der SS iSkanderbegi consisted in total of 8,500-9,000 men of all ranks.The 6,491 Albanian recruits were assembled at depots in Kosovo where the formation and the training of the division began. The official designation for the division was 21. Waffen Gebirgs Division der SS iSkanderbegi (Albanische Nr.1).The SS Main Office designed a distinctive arm patch for the division, consisting of a black, double-headed eagle on a red background, the national symbol for Albania. The word iSkanderbegi , embroidered in white, appeared above the eagle and was worn on the left sleeve.The left collar patch consisted of a helmet with a goatis head on the top, the helmet supposedly worn by George Kastrioti, Skanderbeg, after whom the division was named. The Shqiptar recruits in the division wore a white skullcap, the national attire of the Shqiptar Ghegs. The SS Main Office also issued gray skullcaps with the Totenkopf (Deathis Head) insignia sewn on the front below the Hoheitzeichen (the national symbol of Nazi Germany, consisting of a white eagle over a Nazi swastika). The division was named after George Kastrioti, or Gjergj Kastriota, also as Kastriotis (1405-1468), a national hero of Albania, who fought against the Ottoman Turks.As a child, Kastrioti was given as a hostage to Sultan Murad II to be brought us as a Muslim at Adrianople (Edirne).Kastrioti became an officer in the Ottoman Turkish army and led the Turkish forces in many victories over Christian troops.Murad II was impressed with his valor and bravery in his battles for Islam and gave him the name Iskander Bey in Turkish, from iIskanderi, Alexander the Great, or Prince Alexander, and iBeyi, master. The nameY was shortened to Skanderbeg, beg being the local variant of beg.Later, Kastrioti renounced Islam and converted to Christianity and attacking his former Ottoman Turkish masters. He captured the Albanian capital Kruja from the Turkish governor and proclaimed a revolt against the Turks in 1442.Sultan Mohammed II sent Turkish armies to defeat the renegade Kastrioti, but he was able to defeat the Turkish forces, which besieged Kruja but could not capture it. Kastrioti died in 1468. Kruja surrendered in 1479 and the Turks occupied Albania. The Albanians in the Skanderbeg Division were mostly Muslims, of the Bektashi and Sunni sects of IslamThe division contained several hundred Albanian Catholics, followers of Jon Marko Joni. The first commander of the Skanderbeg division was SS Brigadefuehrer and Generalmajor of the Waffen SS Josef Fitzhum, who commanded the division from April to June, 1944. After the July 20, 1944 assassination plot against Hitler, Fitzhum was appointed supreme commander in Albania. In June, SS Standartenfuehrer August Schmidhuber, who had been a member of the 7th SS Mountain Division iPrinz Eugeni, was appointed commander of the division, a post he would hold until August, 1944. On June 21, 1944, Schmidhuber was promoted to SS Oberfuehrer, and later in the war, he would be promoted to SS Brigadefuehrer. SS Obersturmbannfuehrer Alfred Graf commanded the reorganized remnants of the Skanderbeg Division from August, 1944, to May, 1945. The Schutzstaffel or SS was created in the period 1923-1925 and was initially known as the Stosstrupp (Shock Troop) iAdolf Hitleri. On January 16, 1929, Hitler appointed Heinrich Himmler leader of the SS, Reichsfuehrer SS. The SS was envisioned as an elite troop of the Party, a Praetorian bodyguard to Hitler and the Nazi leadership. The SS was a formation icomposed of the best physically, the most dependable, and the most faithful men in the Nazi movement.i In 1940, combat units of the SS were formed, collectively termed the Waffen SS. Approximately 30-40 Waffen SS divisions were formed during the war,divided into three groupings, Waffen SS divisions made up of Germans, those made up of ethnic Germans outside the Reich, and those made up of non-Germans, iDivisions der SS, Divisions of the SS.
On September 27, 1939, Reichsfuehrer SS Heinrich Himmler as Chief of German Police consolidated the Gestapo, Kripo, and SD under an SS Main Office of Reich Security, or the RSHA. The RSHA was the actual body entrusted with the overall administration of the Final Solution of the Jewish Problem, what became known as the Holocaust. The SS Economic and Administrative Main Office, or WVHA, ran the concentration camp system. Nazi concentration camp personnel and guards, although not under the command of the Army or the Kommandoamt der Waffen SS, nevertheless, wore Waffen SS uniforms and received Waffen SS paybooks. Reichsfuehrer SS Heinrich Himmler oversaw a program that resulted in the extermination of millions of men, women, and children. Himmler was the architect of genocide and of the Holocaust and the Waffen SS was his iprivate armyi, the iblack angelsi. As part of the Skanderbeg Waffen SS Division, Kosovar Albanians would play a role in the Final Solution, the Holocaust. Kosovo Serbs, Jews, and Gypsies would be victims. In June, 1944, the Skanderbeg Waffen SS Mountain Division engaged in large-scale field maneuvers in the area between the towns of Berane and Andrijevica in Montenegro ( Crna Gora). Garrisons of the Skanderbeg division were established in the Kosovo towns of Pec, Djakovica, Prizren, and Pristina. Further training of the divisionY continued in August as new recruits were inducted in the division. An artillery battalion of the division, consisting of two batteries, was located in Gnjilane. The first major action of the division occurred in August, 1944 in Kosovo. In September, 1944, the Skanderbeg Division occupied Macedonia, then denoted as southern Serbia, and helped to garrison the region. The Skanderbeg Division was ordered into the areas surrounding the towns of Skopje, Kumanovo, Presevo, and Bujanovac. Skanderbeg operated in the Stara Srbija (Old Serbia) region, in the Kosovo-Metohija towns of Pec, Gnjilane, Djakovica, Kosovska Mitrovica, and the Macedonian towns of Tetovo and Gostivar. The city of Tetovo was a major base for the Skanderbeg Division. In November, 1944, when the German armies in the Balkans were retreating from Yugoslavia and Greece, the Skanderbeg Division remnants were reorganized into Regimentgruppe 21. SS Gebirgs iSkanderbegi and was transferred to Skopje, according to an account of the movements of the Battle Group. This SS Kampfgruppe iSkanderbegi, along with the Prinz Eugen Division, defended the Vardar valley. The Battle Group iSkanderbegi and Prinz Eugen held the Vardar area because it was the sole corridor of escape for the retreating German armies in Alexander Loehris Army Group E, which was then retreating from Greece and the Aegean Islands. The Skanderbeg Battle Group along with the Prinz Eugen Division retreated to the Brcko region of Bosnia-Hercegovina by mid-January, 1945. At this time, the remaining Skanderbeg personnel were incorporated into the 14th SS Volunteer Mountain infantry Regiment of the 7th SS Division Prinz Eugen. The remnants of the Skanderbeg division fought in this formation until the end of the war, retreating to Austria in May, 1945. The Skanderbeg Division engaged in a policy of ethnic cleansing and genocide against the Serbian Orthodox population of the regions under occupation by the division in Kosovo-Metohija, Montenegro, and Macedonia. Balkan historian Robert Lee Wolff, in The Balkans in Our Time, described the genocide committed against Kosovo Serbs by the Albanian 21st Waffen Gebirgs Division der SS iSkanderbegi as follows: In the regions annexed by the Albanians, their
so-called Skanderbeg division, Historian L.S. Stavrianos, in The Balkans Since 1453, described the genocide committed against Orthodox Kosovo Serbs by the Skanderbeg Division in these terms: Yugoslav Albanians, organized in their fascist Skanderbeg Division, conducted an indiscriminate massacre of Serbians. The Skanderbeg Division played a role in the Holocaust, the genocide of European Jewry. In Kosovo: A Short History, Noel Malcolm noted that in the Djakovica region of Kosovo-Metohija, the Skanderbeg Division engaged in ithe round-up and deportation of 281 Jewsi to the concentration-extermination camps in May, 1944. According to Malcolm, ithey took part in the most shameful episode of Kosovois wartime history.i p310 Skanderbeg rounded up scores of Jews in a group of approximately 500 Kosovans deemed enemies of the Third Reich when the Division occupied Prizren in Kosovo-Metohija. The division sought to create an ethnically pure Kosovo, ethnically cleansed of Orthodox Serbs, Jews, and Gypsies,Y the untermenschen (subhumans), not part of the so-called West, who were targeted for extermination. According to Miranda Vickers in Between Serb and Albanian: A History of Kosovo, the Kosovo Albanian Skanderbeg SS Division ethnically cleansed an estimated 10,000 Kosovo Serbian families, most of whom fled as refugees to Serbia while Albanian colonists from Albania entered Kosovo and took over their lands and homes: Until the first months of 1944 there were continued waves of migration from Kosovo of Serbs and Montenegrins,forced to flee following intimidation... TheY 21stSS eSkanderbeg Divisioni (consisting, as already mentioned, of two battalions) formed out of Albanian volunteers in the spring of 1944, indiscriminately killed Serbs and Montenegrins in Kosovo. This led to the emigration of an estimated 10,000 Slav families, most of whom went to Serbia...replaced by new colonists from the poorer regions of northern Albania. The Nuremberg War Crimes Tribunal declared the Schutzstaffel or SS a criminal organization and every individual member of the SS was found to be a war criminal guilty of iplanning and carrying out crimes against humanity.i The Albanian Kosovars in the 21st Waffen Gebirgs Division der SS iSkanderbegi committed war crimes, crimes against humanity, and ethnic cleansing, and genocide against the Orthodox Serbian population of Kosovo.This genocide would contribute to the Kosovar goal and policy to create an ethnically pure Kosova, in a attempt to create a Greater Albania. During World War II, the Axis powers dismembered and
occupied Yugoslavia and created a Greater Albania by annexing
Kosovo-Metohija to Albania. During the occupation of Kosovo-Metohija by
Nazi Germany, Germany formed an Albanian Kosovar Waffen SS Division,
the 21st Waffen Gebirgs Division der SS iSkanderbegi which engaged in a
policy of ethnic cleansing and genocide against the Orthodox Serbian
population of Kosovo. The result was that with the Albanians, with the
help of Germany, were able to either kill or drive out entire Serbian
families and to round up and deport Kosovo Jews to the extermination
camps, thereby creating during World War II an ethnically pure, Nazi
German-sponsored Greater Albania. ![]() L'albanese al serbo: Che ne dici, vicino, andiamo a New York a parlare da uomini?
by Carl K. Savich
The practical
implementation of the Greater Albania ideology was achieved during
World War II when Adolf Hitler and Benito Mussolini established a
German/Italian sponsored Albanian state which incorporated Western
Macedonia, Illirida, Kosovo-Metohija, Kosova, and southern Montenegro.
Hitler and Mussolini set the historical and political precedent for the
creation of Greater Albania which existed from 1941 to 1944. The
Orthodox Slavic populations, the Roma and Jewish populations were to be
exterminated and deported. Albanian was made the official language in
Kosovo, Western Macedonia, and southern Montenegro. The Albanian Lek
was introduced as the official currency. The Albanian national flag, a
double-headed black eagle on a red background, was raised in the
occupied areas. Hitler and Mussolini had achieved a Greater or Ethnic
Albania. The UCK, the so-called Albanian Liberation Army, known also by
the acronyms the NLA/KLA/ANA/KPC/LAPMB, seeks to re-establish and to
re-create the Greater Albania first created by Adolf Hitler and Benito
Mussolini. The agenda, the goals, and the objectives of the UCK are
identical to those of the ideologues of Greater Albania during World
War II who created a Greater Albania in Western Macedonia,
Kosovo-Metohija, and southern Montenegro. Western Macedonia and the
city of Tetovo are integral and inseparable components or parts of the
Greater Albania ideology. Greater Albania would be incomplete without
Western Macedonia. What is being witnessed in Kosovo and in Macedonia
today is a repeat or replay of what occurred during World War II, when
Hitler and Mussolini established Greater Albania.
Albanian Nazi's were specially brutal to the Serb Orthodox clergy. Here an Albanian is murdering an Orthodox priest in Devic in World War 2. Tetovo during World War II: Italian Occupation, 1941-1943 Adolf Hitler and Benito Mussolini established Greater Albania in 1941 following the occupation and dismemberment of Yugoslavia. On April 6, 1941, Germany and allies Italy, Albania, Hungary, and Bulgaria invaded Yugoslavia in Operation Punishment. Yugoslavia was subsequently occupied and dismembered. Hitler and Mussolini then sponsored a Greater Albanian state which included territory from Western Macedonia, Kosovo-Metohija, and southern Montenegro. Tetovo became a part of Albania. The borders of Albania were enlarged to include not only Tetovo or Tetova in Albanian, but all of Western Macedonia (Illirida), Kosovo-Metohija, and regions of Montenegro. Present-day Macedonia (FYROM) was divided between Albania and Bulgaria. Tetovo was in the Italian zone of occupation until September 3,1943, when Italy surrendered and Germany re-occupied Macedonia. Ethnic Albanians in Macedonia formed the National Albanian Committee to advance the Greater Albania movement and agenda. The Balli Kombetar (BK, National Union) was formed by Midhat Frasheri and Ali Klissura to advance the Greater Albania ideology or cause. The Slavic Orthodox populations were targeted for deportation or murder. The Jews and Roma were similarly to be deported or killed. Hitler and Mussolini had given the ethnic Albanians Greater Albania. In August, 1941, the Italian occupation forces in Tetovo established a prison for prisoners of war. The Italian occupation authorities gave the civil authority and administration to the Albanian population. All Albanian-inhabited territories, Western Macedonia, Illirida, Kosovo-Metohija, Kosova, and southern Montenegro, were integrated completely into Albania proper. Albanian language schools, an Albanian press, an Albanian radio network were established and an Albanian governmental and political administration was created. Vulnetara, an Albanian paramilitary formation, was organized. Albanian police units were established by the Italian occupation force. Albanian became the official language as Western Macedonia or Illirida became a part of Albania. The Albanian national flag, the double-headed black eagle on a red background, was raised in Tetovo and other cities and towns in Western Macedonia. The Albanian Lek was introduced as the official currency. Tetovo, Gostivar, Struga, Debar, and Kichevo were the key municipalities and districts in Western Macedonia incorporated into Albania, a Greater Albania. Eastern Macedonia was occupied by Bulgarian military forces. Macedonia was divided between Albania and Bulgaria. Hitler and Mussolini sought to delineate the borders between Greater Albania and Greater Bulgaria. The Albanians and their Italian sponsors wanted to enlarge the borders of Albania eastward encroaching on Bulgarian occupied territory. The Bulgarians sought to expand westward. On April 20 and 21, 1941, the German foreign minister, Joachim Ribbentrop, and the Italian foreign minister, Count Galeazzo Ciano, met in Vienna to discuss the Bulgarian occupation zone and the enlargement of the borders of Greater Albania eastward. Ribbentrop emphasized the importance of the mines in Kosovo-Metohija and Macedonia that were vital to the strategic interests of Germany. The German and Italian supreme commands reached an agreement on the final demarcation line in Macedonia. Hitler approved the agreement on April 25. The agreement was tentative, however, and was not a final, complete agreement on demarcation lines. The agreement was abandoned later as Italy and Bulgaria could not agree on a border between their two occupation zones in Macedonia and Kosovo-Metohija. Later in 1941, the two sides were able to reach an understanding on where the border should be. The Italian occupation forces appointed Albanian Dzaferi Sulejmani the president of the Tetovo district. The vice-president was Albanian Munir Tevshana who had come from Albania. Later, Zejnel Starova and Shaib Kamberi replaced him. Kamberi worked for the Italian intelligence service. Selim Shaipi was the representative for Tetovo and was the leader of the Albanian youth movement. Shaipi was also a representative of the Second League of Prizren and was the president of the Third Balli Kombetar Committee. Shaipi fled with the German Army when Tetovo was evacuated in 1944. Husein Derala was made the commander of the gendarmes units in Tetovo by the Italian occupation forces. The Albanian administration targeted the Orthodox, Slavic populations for elimination, disenfranchisement, de-recognition, and expulsion. Feyzi Alizoti called for the extermination and deportation of non-Muslims. The Greater Albania ideology was anti-Orthodox, anti-Slavic in nature, and atrocities, deportations, and murders were committed against the Slavic, Orthodox populations. Josip Kovac, a Slovenian who was placed in charge of the Tetovo hospital by the Axis forces, described the anti-Orthodox, anti-Christian, anti-Slavic activity of Alizoti as follows: "There were exceptionally hard times in the annexed areas of Western Macedonia and Kosovo-Metohija when Fejzi Alizoti, the High Commissioner, visited. He gave a speech in Tetovo that demanded the annihilation of the non-Muslim communities. Publicly and openly he stated that there will be no peace until the last foreigner---Orthodox Christians---leaves his territory and settles across the border and only ethnic Albanians are left behind. Following his visit, the situation deteriorated and became unbearable for all non-Muslims." The
Italian military intelligence service, OVRA, formed an independent
battalion in occupied Tetovo. The battalion was named iLjuboteni, a
special unit made up of ethnic Albanians in the Tetovo region. This
Italian-created Albanian Axis unit was to uncover, question, and
annihilate any resistance to the occupation. After the surrender of
Italy in 1943, the German forces retained this Albanian formation
allowing the unit to keep their Italian-issued uniforms and weapons.
Members of the Balli Kombetar later joined the Ljuboten battalion. At
the end of 1943, the Ljuboten unit was engaged in the attack on Kichevo
in Macedonia.
![]() A patrol of NLA (National Liberation Army) rebels in Macedonia, July 2001. NLA, UCPMB, ANA are only different names of the former KLA. PU amblem denotes Military Police. KLA PU was directly responsible for many crimes against the Serb, Roma and Bosniak population in Kosovo
Tetovo:
German Occupation, 1943-44
The surrender of Italy on September 3,1943 forced Germany to re-occupy Tetovo and Western Macedonia. Germany organized the XXI Mountain Corps, led by General Paul Bader, made up of the 100th Jaeger Division, the 297th Infantry Division and the German 1st Mountain Division, to occupy the territory abandoned by the Italian forces. The German forces wanted to recruit and enlist ethnic Albanians into proxy armies that would assist the German occupation. The Germans retained the Albanian iLjuboteni battalion initially formed by the Italian occupation forces. The Waffen SS sought to incorporate the Albanian manpower of the region into Waffen SS formations, as a German/SS proxy army to maintain the military occupation of the Orthodox Slavic populations. In 1943, the German occupation authorities sponsored the formation of the Second League of Prizren, reviving the 1878 League. The Germans sought to use the racist, extremist, anti-democratic, anti-Orthodox, anti-Slavic agenda of the Greater Albania ideology to maintain and support their occupation of Kosovo and Western Macedonia. Bedri Pejani, the president of the central committee of the Second League of Prizren, a militant and extremist Greater Albania ideologue, even wrote Himmler personally to request his assistance in establishing a Greater Albania and volunteering Albanian troops to work jointly with the Waffen SS and German Wehrmacht. Himmler read the Pejani letter and agreed to form two ethnic Albanian Waffen SS Divisions. Like Hitler and Mussolini, Himmler became an active sponsor of the Greater Albania ideology. On April 17, 1944, Reichsfuehrer SS Heinrich Himmler approved the formation of an Albanian Waffen SS Division, which was then subsequently approved by Adolf Hitler. The SS Main Office envisioned an Albanian division of 10,000 troops. The Balli Kombetar, the Albanian Committees, and the Second League of Prizren submitted the names of 11,398 recruits for the division. Of these, 9,275 were adjudged to be suitable for drafting into the Waffen SS. Of this number, 6,491 ethnic Albanians were actually drafted into the Waffen SS. A reinforced battalion of approximately 200-300 ethnic Albanians, the III/Waffen Gebirgsjaeger Regiment 50, serving in the Bosnian Muslim 13th Waffen Gebirgs Division der SS iHandzari or iHandschari were transferred to the newly forming division. To this Albanian core were added veteran German troops from Austria and Volksdeutsche officers, NCOS, and enlisted men. The total strength of the Albanian Waffen SS Division would be 8,500-9,000 men. The official designation of the division would be 21. Waffen Gebirgs Division der SS iSkanderbegi (Albanische Nr.1). Himmler planned to form a second Albanian division, Albanische Nr. 2. The SS Main Office designed a special arm patch for the division, consisting of a black, double-headed eagle on a red background, the national flag/symbol for Albania. The UCK/ KLA/NLA/ANA/ LAMBP would have an identical arm patch in their separatist/terrorist war for igreater rightsi and ihuman rightsi in the 1998/99 Kosovo conflict and the iinsurgencyi in Macedonia in 2001.The SS Main Office also designed a strip with the word iSkanderbegi embroidered across it as well as a gray skullcap with the Totenkopf (Deathis Head) insignia of the SS below the Hoheitszeichen (the national symbol of Nazi Germany, consisting of a silver eagle over a Nazi swastika). Josef Fitzhum, the SS leader in Albania, commanded the division during the formation stages. In June, 1944, August Schmidhuber, the SS Stardartenfuehrer in the 7th SS Division iPrinz Eugeni, was transferred to command the division. Alfred Graf commanded the division in August and subsequently when the division was reorganized. The 21st SS Skanderbeg Division indiscriminately massacred Serbian Orthodox civilians in Kosovo-Metohija, forcing 10,000 Kosovo Serbian Orthodox families to flee Kosovo. Albanian colonists and
settlers from northern Albania then took over the lands and homes of
the displaced/cleansed Serbian Orthodox Slavs. The goal of the
Skanderbeg SS division was to create a Serbien frei and Juden frei and
Roma frei Kosova, an ethnically pure and homogenous region of Greater
Albania. In Illirida, or Western Macedonia, the Skanderbeg SS Division
sought to create a Macedonian frei, Orthodox frei, Slavic frei region.
The Albanian SS troops played a key role in the Holocaust, the Final
Solution to the Jewish Problem, which the sponsor of the Greater
Albania ideology, Heinrich Himmler, organized. On May 14, 1944, the
Skanderbeg SS Division raided Kosovo Jewish homes and businesses in
Pristina. The Albanian SS troops acting as a proxy for the German
occupation forces rounded up 281 Kosovo Jews who were subsequently
killed at Bergen-Belsen. The Skanderbeg SS Division targeted Macedonian
Orthodox Slavs, Serbian Orthodox Slavs, Roma, and Jews when the
division occupied Tetovo and Skopje and other towns and cities in
Western Macedonia.
The goal and agenda of the ethnic Albanian Skanderbeg Waffen SS Division was to advance the Greater Albania ideology by deporting and killing the non-Albanian populations of Western Macedonia. The
Skanderbeg SS Division was formed at a time in the war when Germany
was retreating and withdrawing its forces from the Balkans. The Russian
Red Army was inflicting severe losses on the German military forces. By
November, 1944, the Germans were withdrawing their forces from the
Aegean islands and from Greece. At this time, the Skanderbeg Division
remnants were reorganized into Regimentgruppe 21. SS Gebirgs
iSkanderbegi when it was transferred to Skopje. The Kampfgruppe
iSkanderbegi, in conjunction with the 7th SS Mountain Division iPrinz
Eugeni, defended the Vardar River valley in Macedonia to allow
Alexander Loehris Army Group E to retreat from Greece and the Aegean.
The Vardar Valley was crucial as an escape corridor for the retreating
German military forces.
Albanian and German Occupation Forces in
Macedonia
Destruction of Orthodox
Christian Heritage in Macedonia 2001 Informazioni su risorse video e libri sulla questione kosovara (in costruzione) Alessandro
Di Meo
L'URLO DEL KOSOVO Ed. ExOrma - 2010 con il video-film omonimo sulle conseguenze subite dalla popolazione civile dopo i bombardamenti della Nato del 1999 sulla Jugoslavia Giuseppe Ciulla e Vittorio Romano Lupi nella nebbia Jaca Book - 2010 Un articolo di sintesi su L'Espresso (anche su JUGOINFO) Reportage video di Riccardo Iacona - in onda il 19 e 26 settembre 2008 su Raitre Experiment Kosovo. Die Rückkehr des Kolonialismus Promedia Verlag, Wien 2008, 262 Seiten, 17,90 Euro Ukradene
Kosovo (Stolen Kosovo / Kosovo
rubato)
documentario televisivo sul Kosovo, censurato (Rep. Ceca 2008) Antonio Evangelista LA TORRE DEI CRANI. Kosovo 2000-2004 Editori Riuniti 2007 TERRA (Kraj) documentario televisivo sul Kosovo (Russia 2007) disponibile come file su CD presso CNJ ONLUS KOSOVO 2005. Viaggio nell'apartheid in Europa A cura di Enrico Vigna e Rajka Veljovic - Star Film Torino L'eredità culturale multietnica del Kosovo in pericolo Mnemosyne (a cura di) - documentario, 2004 Le altre verità del Kosovo di Pasquale Giordano - documentario, 2004 I dannati del Kosovo / Les damnées du Kosovo M. Collon e V. Stojiljkovic (VHS, 80min.) KOSOVO - MESTO ZLOCINA (KOSOVO - IL LUOGO DEL DELITTO) film documentario di Bane Milosevic (2000) basato su filmati APTN e Reuters, 25' BILA JEDNOM GARIĆ KULA (C'era una volta la fattoria Garić) VHS, 17' Sandro Provvisionato Uck: l'armata dell'ombra. L'esercito di liberazione del Kosovo. Una guerra tra mafia, politica e terrorismo Gamberetti, 2000, pp. 304, lire 30.000 Albanian Terrorism in Kosovo and Metohija Federal Secretariat of Information Novi Beograd, 1998 ...
in costruzione ...
|
||
|
|
Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus
|